25-05-2015

KAZAKHSTAN: LA “TERRA DELLE OPPORTUNITÀ”

Le distanze tra Italia e Kazakhstan non sono più tanto remote. Grazie anche ad Expo 2015, lo stato eurasiatico ci fa conoscere le sue principali virtù, tra cui una convivenza interetnica tanto rara quanto preziosa.
 
“Un paese così grande di cui si sa davvero molto poco”. Sono queste le parole che rappresentano il motto di apertura dello spettacolare padiglione del Kazakhstan a Expo Milano 2015. Parole che descrivono la sensazione che si ha conoscendo un po’ più a fondo un paese di una vastità geografica e culturale immensa, ma di cui troppo spesso non si ha la minima percezione. Eppure Roma e Astana sono sempre più vicine, collegate da una serie di fili che hanno smesso di essere semplicemente economici, per essere sempre più politici, culturali e più di ogni altra cosa, umani e soprattutto tra giovani italiani e kazaki, oggi come non mai, sempre più vicini.
La rassegna Expo Milano 2015 rappresenta un’occasione unica per il popolo kazako per dimostrare all’Italia e al mondo intero la bellezza della propria terra. “La terra delle opportunità”, come recita il tema della partecipazione, si presenta a Milano in un suggestivo padiglione che accompagna per mano il visitatore in un tour che unisce le bellezze naturali del Paese a quelle culturali e artistiche, sulla via dello sviluppo sostenibile. L’impressione è quella di un popolo che vive in simbiosi con la propria terra, rispettandone le evoluzioni e l’armonia. Il Kazakhstan sarà inoltre la nazione organizzatrice della prossima esposizione universale, dedicata al tema dell’Energia del futuro.
 
Un futuro che appare sempre più vicino per uno Stato che troppo spesso viene associato alle turbolenze della regione alla quale appartiene, ma dalla quale si discosta per la convivenza pacifica tra le etnie che la compongono. Una convivenza che trova il suo apice nella formazione, nel disegno istituzionale, dell’Assemblea dei popoli: un organo consultivo in cui i rappresentanti di oltre 120 componenti nazionali discutono di questioni di comune importanza. L’obiettivo ultimo è quello di promuovere la nazionalità “kazakistana”, non comprendente cioè soltanto l’etnia “kazaka” (60% della popolazione), ma piuttosto tutti i diversi gruppi che convivono pacificamente in questa terra sconfinata, “esempio di armonia tra uomini e donne di diversa origine e di diversa fede”, come la descriveva nel 2001 Papa Giovanni Paolo II.
Da quel lontano 2001 tanto è stato fatto per promuovere ancora di più la pace tra etnie, ma anche per rendere il Kazakhstan quel ponte tra Oriente e Occidente, che già rappresenta a livello geografico. Con una crescita annua tra le più alte al mondo questo paese ha rappresentato un’occasione unica per tante potenze mondiali di stringere nuovi rapporti commerciali ed industriali, con l’Italia in prima linea. Il nostro paese rappresenta uno dei principali investitori europei in terra kazaka, grazie alla presenza di ENI, del gruppo Todini-Salini, e di centinaia di joint ventures. A livello istituzionale tale cooperazione è stata fortemente sostenuta dal “Gruppo di lavoro intergovernativo per la cooperazione economica e industriale”, che ha recentemente fissato come obiettivo per la quantità di interscambi annui un valore che si aggira sui 5 miliardi di euro entro il 2016.
 
La partnership economica è stata un volano per altri tipi di collaborazioni, in primis di tipo culturale. L’interesse di questo paese per la cultura italiana cresce di anno in anno, grazie anche alle sponsorizzazioni delle maggiori imprese italiane che operano in Kazakhstan e grazie alle reciproche missioni di studio e ricerca che attraggono ogni anno numerosi studenti e ricercatori. Attraverso le attività di enti culturali d’avanguardia, come il Teatro dell’Opera, numerosi spettacoli ed eventi vengono continuamente messi in scena nelle principali città. Un programma molto ambizioso presenterà inoltre tra il giugno 2015 e il giugno 2016 una serie di iniziative di vario genere per la promozione della cultura italiana in Kazakhstan. Allo stesso modo le tournées di artisti kazaki in Italia sono in costante aumento, contribuendo ad ampliare la nostra conoscenza di questo lontano paese, anche in ambito artistico.
Gli innumerevoli contatti tra i due paesi sono dunque destinati a crescere, in un mutevole scambio dal quale entrambi potranno trarre grandi benefici. Sappiamo ancora molto poco di questa terra così grande, ma la strada che da Roma ci porta in Kazakhstan, appare sempre più breve.
 
A cura di Riccardo Marzoli
Letto 7374 volte
Devi effettuare il login per inviare commenti

Rubrica

Follow Us on

Questo sito utilizza cookie, anche di terze parti, solo per alcune funzionalità tecniche dei servizi offerti.
Puoi prendere visione dell’informativa estesa sull’uso dei cookie cliccando QUI.

Cliccando su "ok" acconsenti all’uso dei cookie.