Co-fondata da Bono, ONE è un’organizzazione internazionale sostenuta da oltre 8 milioni di persone, delle quali 60,000 in Italia, che opera con campagne e attività di sensibilizzazione per combattere la povertà estrema e le malattie prevenibili. Apolitica, ONE mira a sensibilizzare l’opinione pubblica e a lavorare di concerto con i leader politici per combattere l’AIDS e le malattie prevenibili, aumentare gli investimenti per l’agricoltura e l’alimentazione e chiedere ai governi maggiore trasparenza nei programmi di lotta alla povertà.

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Con il DATA Report 2017, ONE continua nel suo ruolo di monitoraggio dei flussi e tendenze degli aiuti pubblici allo sviluppo (APS) per i maggiori donatori mondiali. Nello specifico, il rapporto di quest’anno, 2017 DATA Report: Finanziare il Secolo Africano, mostra come nonostante gli aiuti pubblici allo sviluppo abbiano raggiunto livelli record, i paesi più poveri del mondo ricevano una quota decrescente delle risorse globali in un momento storico molto delicato.

Il rapporto sottolinea infatti come entro il 2050, la popolazione dell’Africa è destinata a raddoppiare e a diventare la più giovane del mondo: la popolazione giovanile africana sarà 10 volte quella dell’Unione Europea. Un aumento degli aiuti pubblici allo sviluppo, degli investimenti privati e delle risorse nazionali è dunque necessario per finanziare l'istruzione, l'occupazione e l’empowerment di questa gioventù in crescita, cruciale per sollevare i paesi meno sviluppati dalla povertà, accelerare la sostenibilità e garantire prosperità a lungo termine.

 

ONE esorta dunque i leader mondiali ad aumentare con urgenza gli investimenti verso l’Africa per scongiurare il rischio di maggiore instabilità e ulteriori popolazioni sfollate, nonché per raggiungere gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile adottati due anni fa da parte dei governi dei 193 paesi membri dell’ONU.

 

Al livello globale:

- Nel 2016 gli aiuti pubblici allo sviluppo globali hanno raggiunto livelli record, ammontando a 140,1 miliardi di dollari, un aumento del 7,4% dal 2015 in termini reali.

- La quota destinata ai paesi meno sviluppati è scesa al 28% nel 2016, rispetto al 32% di soli quattro anni fa.

- L'Africa, che ospita oltre il 50% dei più poveri del mondo, ne risente più gravemente considerato che i paesi donatori non hanno rispettato le promesse sull’APS, nonché a causa dei bassi livelli di investimenti diretti esteri (IDE) e della diminuzione delle risorse interne.

- La quota degli aiuti globali destinati all’Africa è scesa dal 36% nel 2012 al 32% nel 2016.

 

Al livello nazionale:

- La spesa destinata dall’Italia agli aiuti allo sviluppo è aumentata per il quarto anno consecutivo, portandoli allo 0,26% del Reddito Nazionale Lordo.

- L’Italia resta ben lontana dall’obiettivo internazionale di stanziare lo 0,7% del Reddito Nazionale Lordo per gli aiuti allo sviluppo.

- La spesa interna per l’assistenza ai rifugiati rappresenta una quota preoccupante (circa un terzo) del bilancio complessivo stanziato dall’Italia.

Sul caso italiano, Kate Critchley, Direttrice Esecutiva per l’Europa (ad interim) di ONE, ha affermato: “Ospitando i leader del G7 in Sicilia, luogo geograficamente più vicino all'Africa di ogni altra precedente sede del vertice, l'Italia ha inviato un segnale positivo della sua volontà di assumere un ruolo prominente nel forgiare un nuovo partenariato internazionale con il continente. Tuttavia, l'Italia continua a non rispettare gli impegni internazionali in materia di aiuti oltremare. Per di più, la spesa interna per lassistenza ai rifugiati rappresenta una quota preoccupante del bilancio complessivo stanziato dallItalia. L'Italia fa bene a investire nella sicurezza e nell’accoglienza dei profughi e deve continuare a farlo, ma senza sviare risorse da vitali programmi di aiuto. Questi costi non dovrebbero contare come assistenza internazionale allo sviluppo”.

Scopri qui la pagina interattiva di ONE sul DATA Report per il 2017!

ONE è un’organizzazione internazionale sostenuta da oltre 7 milioni di membri che opera con campagne e attività di sensibilizzazione per combattere la povertà estrema e le malattie prevenibili, soprattutto in Africa e nei Paesi in via di sviluppo. Co-fondata da Bono, front man degli U2, ONE mira a sensibilizzare l’opinione pubblica e i leader politici al fine di combattere l’AIDS e le malattie prevenibili, aumentare gli investimenti in agricoltura e nutrizione e garantire maggior trasparenza nei conti pubblici.

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Nel suo nuovo rapporto dal titolo Making the Connection, ONE evidenzia la necessità di garantire a più donne e ragazze l’accesso a internet entro il 2020 per aiutare a sollevare dalla povertà milioni di persone ed evitare che un’intera generazione rimanga esclusa dall’economia digitale globale. Si pensi che l'utilizzo di internet gioca un ruolo importante nello Sviluppo Umano con un incremento di possibilità che consentono agli individui di godere di una vita lunga e sana, essere istruiti e avere accesso alle risorse necessarie e un livello di vita dignitoso, nonché di godere di opportunità politiche economiche e sociali che li facciano sentire a pieno titolo membri della loro comunità di appartenenza.

L'attuale Rivoluzione Digitale presenta, infatti, numerose sfide ed opportunità per lo sviluppo umano ed è in grado di fornire informazioni che possono cambiare la realtà di intere comunità dal modo di lavorare, innovare, interagire e fare affari.

Il limitato accesso ad Internet in Africa (e in generale in tutti i Paesi meno sviluppati) evidenzia però il divario con il resto del mondo: a più della metà della popolazione mondiale (53% o 3,5 miliardi di persone) è ancora negato l’accesso ad Internet, un dislivello digitale chiaramente illustrato dal fatto che il sito streaming di Netflix utilizza in un giorno la stessa quantità di traffico dati utilizzata dall’intero continente africano nel corso di una settimana.

Tale problema riguarda in maniera più significativa donne e ragazze nei Paesi più poveri del mondo, le quali hanno quasi un terzo di possibilità in meno degli uomini di avere accesso alla rete - a causa di barriere culturali, sociali ed economiche.

L’analisi di ONE mette in luce alcuni dati allarmanti:

- Oltre il 71% delle donne e delle ragazze non avranno accesso ad Internet entro il 2020, e così il divario fra uomini e donne si allargherà del 26%

- Nei Paesi più poveri l’accesso ad internet continuerà ad essere impedito anche dopo il 2020

- Il 75% del continente africano, ad oggi, non ha accesso alla rete

- L’85% degli abitanti dei Paesi meno sviluppati attualmente continua a non avere accesso ad Internet, contro il 19% di coloro che vivono nei Paesi sviluppati

- Le donne che vivono nei Paesi meno sviluppati hanno il 31% di probabilità in meno rispetto agli uomini

Per questi motivi i leader mondiali, i governi, le banche, le agenzie di telecomunicazioni sono chiamati a partecipare a questo obiettivo ambizioso e a garantire l’accesso a 350 milioni di donne e ragazze entro il 2020 concentrandosi su quattro punti fondamentali:

- Investire sulla conoscenza digitale

- Abbattere le barriere culturali, sociali ed economiche all’accesso a internet

- Investire e rendere pubblici i dati sull’accesso a internet

- Costruire infrastrutture adeguate a tali fini

Il rapporto segue alla Dichiarazione di Connettività Globale del 2015 firmata da Mark Zuckerberg, Bill e Melinda Gates, Bono, Juliana Rotich, Jimmy Wales e molti altri nei settori digitale e dello sviluppo, i quali esortano al settore pubblico e privato a lavorare insieme per raggiungere tale obiettivo.

Eloise Todd, Gobal Policy Director di ONE, ha affermato a riguardo: "È stato provato che quando le donne e le ragazze prosperano, i benefici che ne conseguono contribuiscono allo sviluppo dell’intera società in cui vivono. Le donne che hanno già accesso a internet diffondono idee e informazioni. Creano nuovi business e utilizzano servizi finanziari e governativi che fanno sì che loro stesse e le loro famiglie conducano una vita più sana, sicura e prospera. Questo dà beneficio a tutti."

Dai il tuo contributo e firma la petizione per rendere internet accessibile a tutti qui ! La rete non è un lusso! 

 

A cura di Marta Della Monaca

Co-fondata da Bono, ONE è un’organizzazione internazionale sostenuta da oltre 7.5 milioni di membri che opera con campagne e attività di sensibilizzazione per combattere la povertà estrema e le malattie prevenibili. Apolitica, ONE mira a mobilitare i leaders politici mondiali per sostenere la lotta contro AIDS/HIV, malaria e tubercolosi, aumentare gli investimenti per l’agricoltura e l’alimentazione e chiedere ai governi maggiore trasparenza e impegno nei programmi di lotta alla povertà.

 

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Con il DATA Report 2016, ONE continua nel suo ruolo di monitoraggio dei flussi e tendenze degli aiuti pubblici allo sviluppo (APS). In particolare quest’anno si rivolge con interesse agli aiuti nel contesto della crisi dei rifugiati e dei crescenti bisogni umanitari globali. Nel maggio 2016 è stato pubblicato un documento di approfondimento contenente i profili dettagliati di 13 paesi, con l’analisi dei flussi complessivi di aiuti allo sviluppo e la spesa per i rifugiati all'interno dei propri confini. Per la prima volta, ONE ha anche elaborato un rapporto che guarda all'utilizzo delle risorse domestiche in Africa, con particolare attenzione a sollecitare l’investimento dei governi africani nella salute pubblica.

Ad un anno dall'adozione degli obiettivi di sviluppo sostenibile, l’ultimo studio di ONE esorta i leaders mondiali ad aumentare con urgenza le risorse da destinare sia alla crescita che ai bisogni umanitari per i paesi in via di sviluppo. La comunità internazionale dovrebbe, infatti, porre particolare attenzione al supporto dei rifugiati e garantire trasparenza sugli investimenti.

 

A livello nazionale:

- nel 2015, l'Italia ha aumentato l’ammontare degli Aiuti Pubblici allo Sviluppo (APS) per il terzo anno consecutivo, portandoli allo 0.21% del Reddito Nazionale Lordo

- il Primo Ministro Matteo Renzi si è posto l’obiettivo intermedio di destinare allo sviluppo lo 0.3% del RNL entro il 2020 - in base all'obiettivo internazionale dello 0.7% - diventando nel frattempo il quarto maggior donatore tra le nazioni del G7 entro il prossimo vertice in Sicilia nel 2017

- gli APS dell'Italia ai Paesi Meno Sviluppati (PMS) sono complessivamente aumentati del 10% nel 2015

- l'Italia sta svolgendo un ruolo importante in Europa per far fronte alla crisi dei migranti chiamando per un aumento dei fondi allo sviluppo con l’obiettivo di incidere direttamente sulle cause profonde delle migrazioni

- sempre nel 2015 sono stati utilizzati più di un quarto degli APS italiani per fronteggiare la crisi dei rifugiati

Tuttavia, l’Italia, è ben lontana dai suoi impegni internazionali circa gli Aiuti Pubblici allo Sviluppo. Essa dovrà infatti aumentare le percentuali alla pari del Canada e incrementare gli aiuti ai PMS che ora comprendono solamente lo 0,5% del RNL.

ONE invita dunque il Primo Ministro Matteo Renzi a:

- rispettare la sua promessa di far diventare l’Italia il quarto maggior donatore tra le nazioni del G7 entro maggio 2017, in vista del Summit in Sicilia

- aumentare gli investimenti sia negli aiuti umanitari che nello sviluppo internazionale

- utilizzare i fondi nazionali per continuare a provvedere alle necessità dei rifugiati

- aumentare la quota degli APS da investire nei paesi meno sviluppati

- garantire che una quota maggiore vada a favore delle donne e delle giovani ragazze, maggiormente colpite dalla povertà (vedi anche ‘’La povertà è sessista’’)

- continuare a provvedere alle necessità dei rifugiati senza però sottrarre fondi ai programmi di sviluppo oltremare

- garantire la trasparenza degli APS. Rimane, infatti, in fondo alla lista dell’Aid Transparency Index (ATI) del 2016

 

"Il Primo Ministro Renzi", afferma Diane Sheard - Direttrice Esecutiva per l’Europa di ONE, "è impegnato in prima persona nella lotta contro la povertà estrema e la sua promessa di aumentare rapidamente gli aiuti italiani per diventare il quarto più grande donatore tra le nazioni del G7 è un potente esempio di questo impegno. C’è ancora tempo per l’Italia per incrementare notevolmente i suoi livelli di aiuti e raggiungere quella promessa entro il prossimo vertice G7".

 

Diventa membro di ONE e scopri di più sulle sue campagne qui !


Marta Della Monaca

 

ONE, l’organizzazione internazionale co-fondata da Bono, e i suoi 40 Youth Ambassadors italiani stanno continuando le loro campagne e azioni di sensibilizzazione per porre fine alla povertà estrema, alle malattie prevenibili e all’ingiustizia
 
Per diventare membro di ONE clicca qui
 
Da anni ONE lotta contro la corruzione, che deruba i paesi in via di sviluppo di preziose risorse.
Nel 2013 questa ONG ha portato avanti una campagna contro le aziende cosiddette “fantasma”, società di comodo anonime che esistono solo sulla carta,  utilizzate da criminali ed imprese corrotti per nascondere denaro, ingannare i governi ed evadere tasse. Per scoprire di più guarda questo video.
 
ONE chiedeva un giro di vite globale sulle imprese fantasma, con la pubblicazione di informazioni su chi possiede aziende e trust. Grazie a questi dati, i cittadini avrebbero potuto sradicare la corruzione e contribuire a garantire che le risorse fossero utilizzate per combattere la povertà estrema, piuttosto che perse in affari loschi.
 
Oggi, anche alla luce dei Panama Papers pubblicati il 3 aprile 2016, la campagna e relativa petizione lanciata da ONE la scorsa settimana risultano particolarmente importanti.
 
Le analisi svolte dall’organizzazione mostrano che ogni anno non meno di mille miliardi di dollari vengono dirottati dai paesi in via di sviluppo mediante varie forme di corruzione, fra cui la sottoscrizione di contratti ambigui per lo sfruttamento delle risorse naturali, il ricorso a società fantasma, il riciclaggio di denaro e l'evasione fiscale.
Per limitare in modo considerevole le ingenti perdite finanziarie che gravano sui paesi in via di sviluppo sarebbe opportuno attuare specifiche politiche volte a migliorare la trasparenza e a combattere la corruzione
 
A tal proposito, il 12 maggio il Primo Ministro britannico ospiterà il vertice anti-corruzione e questa è l’occasione perfetta per cominciare ad attuare tali politiche.
In particolare, è auspicabile che l’Italia si impegni con varie azioni, tra le quali:
- Far luce sulle società fantasma, cioè rendendo di pubblico dominio le informazioni su chi detiene società e trust per impedire che società fantasma e analoghe strutture legali siano utilizzate per riciclare denaro e celare l’identità di individui corrotti e attività criminali.
- Rendere pubblico quanto le società pagano e dove, introducendo quindi una rigorosa legislazione sulla pubblicazione dei pagamenti che le aziende fanno in ogni paese in cui operano – inclusi i paesi in via di sviluppo – per assicurare una maggiore trasparenza ed evitare che le popolazioni dei paesi poveri siano derubate di risorse altrimenti utilizzabili per importanti azioni di lotta contro la povertà.
 
Se vuoi contribuire anche tu, chiedendo ai leader di aderire ad un insieme di misure concrete per assicurare una maggiore trasparenza e aiutare a fermare affari loschi che intrappolano le persone nella povertà, ponendo così fine allo scandalo da mille miliardi di dollari, firma qui la petizione di ONE.
 
A cura di Mauro Lavagna
ONE è l’organizzazione internazionale co-fondata da Bono che promuove campagne e azioni di sensibilizzazione per porre fine alla povertà estrema, alle malattie prevenibili e all’ingiustizia, soprattutto in Africa
 
Per diventare membro vai sul sito ufficiale one.org e segui le semplici indicazioni “Join the fight against extreme poverty”
 
Associazione apolitica, è sostenuta da 7 milioni di membri e, senza chiedere aiuti finanziari alle persone, mira a sensibilizzare l'opinione pubblica e a sollecitare l'intervento di leader politici per combattere l’AIDS e le malattie prevenibili, aumentare gli investimenti per l’agricoltura e l’alimentazione e chiedere ai governi maggiore trasparenza nei programmi di lotta alla povertà
 
Quaranta giovani provenienti da tutta Italia sono stati selezionati per partecipare al prestigioso programma “Giovani ambasciatori”, che comprende un'ampia squadra di 300 giovani provenienti da tutta Europa. La terza edizione del programma è stata inaugurata questo weekend a Roma, dove i ragazzi sono stati impegnati in giornate di formazione sull’organizzazione di attività di lobby, l'utilizzo dei social media e i rapporti con i mezzi di comunicazione
 
Nel corso di tutto il 2016 gli Ambasciatori organizzeranno eventi, condurranno azioni di sensibilizzazione presso i parlamentari e faranno sentire la loro voce tramite i più svariati mezzi di comunicazione
 
In particolare, quest'anno sono previsti diversi vertici mondiali che influiranno sulle condizioni di vita dei più poveri del mondo. I giovani ambasciatori ONE faranno dunque pressione sui leader mondiali in occasione del Vertice anticorruzione previsto a Londra nel mese di maggio, del secondo Summit “Nutrizione per la crescita” che si svolgerà a Rio nel mese di agosto e della conferenza di rifinanziamento del Fondo globale per la lotta all’AIDS, la tubercolosi e la malaria prevista in autunno
 
Il loro motto e quello dell'intera organizzazione è "We are not asking for your money, we are asking for your voice!"
 
E allora che aspetti, unisciti a ONE nella sua lotta!
 
Per diventare membro vai sul sito ufficiale one.org e segui le semplici indicazioni “Join the fight against extreme poverty”
 
LA REDAZIONE

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