L’organizzazione Global Thinkers Mentors offre un’opportunità di formazione che permette di raggiungere i propri obiettivi personali e professionali attraverso un corso personalizzato. Ti senti pronto? Invia subito la tua candidatura!

 

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Ente: Global Thinkers Mentors (GTF) è una piattaforma globale che raggruppa leadership di pensiero e crea reti di contatto e confronto intorno a sfide globali e trend. La missione di GTF è centrata su tre aree: consolidare la leadership, promuovere l’empowerment femminile e creare opportunità per i giovani. Questa piattaforma è anche un’organizzazione che sostiene le partnership del settore pubblico-privato e apre strade nella collaborazione e nel coinvolgimento dei portatori di interesse. La sede dell’organizzazione è Londra e l’idea è stata plasmata nell’università di Oxford Said Business School nel 2011. È stata creata con lo scopo di aiutare le società e i leader a destreggiarsi in un mondo molto vasto. GTF è stato ufficialmente inaugurato nel 2012 ad Amman (Giordania) con il patrocinio di sua maestà la regina Rania Al Abdullah. Durante questi anni l’associazione è entrata in partnership con alcuni dei brand, organizzazioni e fondazioni più importanti al mondo; inoltre organizza un’ampia gamma di attività come ad esempio incontri, seminari, forum, dibattiti, workshop, eventi di networking e le sue iniziative no-profit come i programmi di mentoring e l’“Awards for Excellence” (Premio d’eccellenza).

 

Dove: In tutto il  mondo

 

Destinatari: Il/ la candidata deve avere un’età compresa tra i 18 e i 30 anni. Per ulteriori dettagli visitare l’inserzione “Requisiti”.

 

Quando: La durata di ogni singolo programma è di 8 mesi ed entrambi si terranno nel 2019

 

Scadenza: 30/11/2018 alle 23.59

 

Descrizione dell’offerta: In entrambi i programmi (Athena e Telemachus) GFT provvede ad assegnare ai mentori degli allievi con i quali si lavorerà nelle seguenti aree:

- amministrazione e incarichi pubblici;

- leadership;

- media e business;

- imprenditorialità;

-carriera aziendale;

- mondo accademico e organizzazioni no-profit;

- scienza.

Gli apprendenti potranno sviluppare nuove competenze e qualità e consolidare, arricchire ed espandere le loro prospettive personali e professionali. I mentori del GTF forniscono inoltre agli allievi dei consigli per far evolvere la loro carriera e la crescita personale così come le opportunità di networking. Gli allievi alla fine del programma saranno pronti a stabilire degli obiettivi, a puntare in alto e a raggiungerli.

 

Requisiti:  Il/ la candidata che desidera fare richiesta per il programma “Telemachus” deve:

- avere tra i 18 e i 29 anni;

- vengono accettate candidature da tutto il mondo.

Il programma “Athena”:

- è aperto solo a candidati di sesso femminile che abbiano da 30 anni in su.

Le regole sono:

- Il rapporto mentore/allievo non può instaurarsi tra due persone che già lavorano insieme;

- Il rapporto e il suo contenuto sono confidenziali;

- Il mentore e l’allievo devono avere degli incontri periodici (anche virtualmente).

 

Costi/Retribuzioni: Non specificato

 

Guida all’application: Per potersi candidare il/ la candidata deve:  

- Scrivere una lettera motivazionale specificando quali sono i suoi obiettivi e le sue aspirazioni.

- Assicurarsi di aver spiegato in modo chiaro la ragione che l’ha spinto/a alla candidatura e perché dovrebbe essere supportato/a da un mentore.

- Assicurarsi che la candidatura per il programma al quale è interessato/a sia ancora aperta.

- Inviare la propria richiesta a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. inserendo come oggetto della mail “Richiesta di mentoring” e specificando nel titolo il programma di mentoring al quale ci si sta candidando, oppure è possibile cliccare il seguente link e un membro del Forum provvederà a contattarvi.



Informazioni utili:  GTF offre anche l’opportunità di potersi candidare come mentore. Per ulteriori dettagli visitare la pagina facendo clic sulla sessione “Why mentor”.

 

Link utili:

Link dell’offerta

Modulo d’iscrizione per l’allievo

                       

Contatti Utili:

Global Thinkers Forum       

8, St James's Square  

Londra SW1Y 4JU- Regno Unito           

Tel. +44(0)8456347820       

Fax. +44(0)8447747558

E-mail:  Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

 

a cura di Eleonora Somma

La redazione carriereinternazionali.com declina ogni responsabilità sull’attendibilità delle informazioni contenute nella scheda. Per informazioni in merito all’opportunità, contattare l’ente proponente.

LA REDAZIONE

 

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Stage presso la Commissione economica e sociale per l'Asia e il Pacifico!

 

Imperdibile opportunità di tirocinio! Vorresti collaborare con l’ESCAP per la promozione degli Obiettivi di Sviluppo sostenibile? Candidati ora!




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Ente: La Commissione economica e sociale delle Nazioni Unite per l'Asia e il Pacifico (ESCAP) è una delle cinque commissioni economiche regionali che riportano al Consiglio economico e sociale delle Nazioni Unite. Costituita da 53 Stati membri e 9 membri associati, l’ ESCAP è la più completa delle cinque commissioni regionali delle Nazioni Unite e il più grande organismo che serve la regione Asia-Pacifico con oltre 600 dipendenti.

 

Dove: New Delhi

 

Destinatari: candidati in possesso dei requisiti e con ottima conoscenza scritta e orale della lingua inglese

 

Scadenza: 30/11/2018

 

Descrizione dell’offerta: Gli stagisti lavoreranno cinque giorni alla settimana (37,5 ore) sotto la supervisione dei membri dello staff a cui saranno assegnati.
Il programma di lavoro di ESCAP copre il lavoro analitico e normativo, il sostegno politico e la difesa, l'assistenza tecnica e le attività di capacity building, lungo cinque aree prioritarie, come da mandato ricevuto dagli Stati membri dell'UNESCAP:
- Crescita inclusiva, sostegno al raggiungimento degli obiettivi di sviluppo sostenibile (SDG), cambiamento strutturale e creazione di posti di lavoro, uguaglianza di genere e responsabilizzazione delle donne, protezione sociale e sviluppo sostenibile
- Rafforzamento della connettività, agevolazione degli scambi e dei trasporti e integrazione economica regionale
- Cooperazione regionale per la sicurezza alimentare ed energetica
- Cooperazione regionale per la riduzione del rischio di catastrofi
Un mandato chiave di ESCAP-SSWA è di sostenere i paesi della subregione per attuare l'Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile e raggiungere gli Obiettivi di sviluppo sostenibile (SDG).

Sotto attenta supervisione, lo stagista sarà responsabile di un piccolo progetto di ricerca applicata relativo all'implementazione degli obiettivi di sviluppo sostenibile nella subregione. L'argomento del progetto dipenderà dal background, dalle competenze e dagli interessi del tirocinante.

Altre funzioni possono includere le seguenti attività:

- monitoraggio regolare degli sviluppi pertinenti, delle tendenze politiche e degli articoli di attualità relativi all'attuazione dell'agenda 2030 e degli obiettivi di sviluppo sostenibile nella subregione;
- Monitorare e raccogliere dettagli sulle politiche nazionali su determinati temi di sviluppo sostenibile degli Stati membri di ESCAP-SSWA
- Raccogliere dati, generare figure e tabelle, descrivere e analizzare tabelle e risultati per supportare lo staff di ESCAP-SSWA nella ricerca correlata e nel lavoro di analisi
- Partecipare a conferenze, seminari, riunioni e altri eventi e fornire note informative
- Fornire supporto amministrativo, organizzativo e di gestione delle conferenze per gli eventi ESCAP-SSWA



Requisiti:  Il candidato ideale dovrà mostrare di essere in possesso dei seguenti requisiti:

- Comunicazione: capacità di elaborare in modo chiaro e conciso, buone abilità linguistiche scritte e orali
- Lavoro di squadra: buone capacità interpersonali, capacità di lavorare in collaborazione con colleghi di diversa provenienza nazionale e culturale per raggiungere obiettivi organizzativi
- Orientamento al cliente
- Pianificazione e organizzazione
- Responsabilità
Formazione scolastica:
- essere iscritti a un programma di scuola di specializzazione (secondo titolo universitario o equivalente o superiore) oppure
- essere iscritti nell'ultimo anno accademico di un primo corso universitario (livello minimo di Bachelor o equivalente) oppure
- aver conseguito una laurea (come sopra definita) e, se selezionato, deve iniziare lo stage entro un anno dalla laurea

Esperienza lavorativa
I candidati non sono tenuti ad avere un'esperienza lavorativa professionale per la partecipazione al programma, ma devono essere esperti di computer in applicazioni software standard. La familiarità con econometria e metodi di analisi dei dati empirici e pacchetti software rilevanti (ad esempio, EViews, Stata, SPSS e Python) è auspicabile. Capacità di gestione dei dati e abilità nell'utilizzo di fogli di calcolo, come Excel.


Inglese e francese sono le lingue di lavoro del Segretariato delle Nazioni Unite. Per lo stage è richiesta un'ottima conoscenza dell'inglese parlato e scritto. La conoscenza di un ulteriore linguaggio ufficiale delle Nazioni Unite è un vantaggio. Arabo, cinese, inglese, francese, russo e spagnolo sono le lingue ufficiali del Segretariato delle Nazioni Unite.



Costi/Retribuzioni: non retribuito

 

Guida all’application: La domanda deve essere inoltrata attraverso l’apposito modulo reperibile al link all'offerta

 

Link utili: link all'offerta

Contatta UN Careers             

ESCAP sito ufficiale

Contatti utili:

The United Nations Building
Rajadamnern Nok Avenue
Bangkok 10200 
Thailand

a cura di Beatrice Baruffa

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LA REDAZIONE


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L'associazione "Giovani nel Mondo" ha come principale obiettivo la crescita delle relazione culturali tra giovani da tutti i paesi del mondo. L'obiettivo è condotto attraverso una continua attività di collaborazione con associazioni giovanilli ed istituzioni operanti in ogni parte del mondo. In particolare, negli unilti anni, Giovani nel Mondo ha costruito una rete di relazioni con il Kazakhstan con la partecipazione ad eventi  quale il MUN ad Almaty che ha visto la partecipazione dello staff e dei soci della nostra associazione.
Il quadro di insieme presenta una crescente collaborazione tra i due paesi. La presenza italiana in Kazakhstan risale al 1992, quando i rapporti fra i due paesi si sono costantemente rafforzati, tanto dal punto di vista economico quanto da quello politico e culturale. Un primo trattato di partenariato strategico è stato firmato nel 2009, al fine di stimolarne l’interscambio commerciale, al quali si aggiunge un business forum italo-kazako a cui è stato dato avvio lo scorso anno. Nel 2014 l’Italia si è confermata terzo paese esportatore del Kazakhstan, nei settori dell’abbigliamento, della metallurgia e dei prodotti minerari. Nel 2015, inoltre, è stato ufficialmente presentato l’Anno della Cultura Italiana in Kazakhstan con l’obiettivo di allargare l’offerta culturale del nostro paese ad artisti, scrittori, musicisti, registi kazaki, a cui si aggiungono le numerosi borse di studio per studenti italiani presso l’Università di Almaty.
 
Alla luce delle crescenti relazioni non solo della nostra associazione, ma dell'Italia con il maggiore paese dell'Asia Centrale, il nostro staff ha intervistato Stefano Ravagnan, Ambasciatore Italiano in Kazakhstan: commercio e cultura i pilastri della sua attività.  Le attività attualmente svolte sono rivolte ad una promozione rafforzata dell’Ambasciata così da poterne fare un punto di riferimento per operatori economici e protagonisti del settore pubblico ed istituzionale.
 
Lei ricorda come o quando ha deciso di intraprendere un percorso diplomatico/internazionale?
Suona da libro “Cuore”, ma già alle elementari i compagni di classe mi prendevano in giro per la mia intenzione di fare il diplomatico. All’epoca ovviamente non sapevo precisamente cosa questa professione significasse,  ma ne ero comunque affascinato. Vengo da un ambiente di imprenditori privati, l’unico collegamento con la pubblica amministrazione era un nonno Prefetto. Credo che la decisione sia stata conseguenza della mia grande passione per la storia in generale, di cui divoravo testi, come per il giornalismo, che mi interessava quasi esclusivamentenella sua dimensione internazionale. Di sicuro quando iniziai l’Università avevo già le idee chiare tanto che nel piano di studi della facoltà di Giurisprudenza inserei ogni insegnamento possibile relativo a discipline internazionalistiche.
 
Quali consigli, anche di carattere pratico, ha per i giovani che aspirano ad intraprendere la carriera diplomatica?
Il primo e’ quello di non precludersi alternative, posto che i numeri per l’accesso sono molto limitati ed e’ meglio orientare quindi gli studi in maniera non esclusiva. Per chi e’ interessato alla vita internazionale vi sono oggi molte altre possibilità grazie alle attività all’estero delle imprese, così come nelle organizzazioni internazionali. Il secondo consiglio è quello di valutare bene le caratteristiche richieste oggi ad un diplomatico, molto più ampie che in passato. Credo pochi ancora pensino al diplomatico protagonista di ricevimenti e cocktail, si tratta invece di essere capaci di approfondire tematiche economiche anche complesse, come quelle energetiche, gestire personale e fondi ottimizzando risorse limitate, assistere e consigliare le imprese, promuovere lingua e cultura grazie a sponsor e attività di fund raising. Il tutto senza perdere quello che ritengo debba essere il valore aggiunto di un diplomatico, la rapidità e capacità di analisi rispetto alle dinamiche del Paese in cui si lavora o alle tematiche di cui ci si occupa al Ministero del proprio Stato di appartenenza. Sicuramente occorre essere consapevoli che ai tanti stimoli sul piano professionale corrispondono non pochi sacrifici a livello di vita personale.
 
Parlando del Kazakhstan, suo Paese di accreditamento, quali sono le opportunità di studio e formazione per i giovani italiani? Che suggerimenti darebbe ad un giovane italiano interessato a studiare in Kazakhstan?.
Ad oggi gli scambi con l’Italia, come del resto con gli altri Paesi europei, sono in larga misura unidirezionalie ritengo vada invece promossa una maggiore presenza di studenti e ricercatori italiani nelle più qualificate Università kazakhe, tanto più che la diffusione dell’inglese attenua la barriera linguistica.  Credo che questo Paese sia di grande interesse per chi voglia occuparsi delle dinamiche del vasto e articolato mondo ex-sovietico; si ha infatti l'opportunità di fruire di un osservatorio che non sia esclusivamente quello di Mosca. Ci sono poi tematiche di portata economica e geo-strategica  come quelle energetiche o delle grandi reti di trasporto terrestre tra Cina ed Europa di cui tanto si discute in questi ultimi anni.
 
Durante il suo mandato da Ambasciatore in Kazakhstan, quali obiettivi vorrebbe raggiungere? Quali le sfide che si trova ad affrontare ogni giorno ma che più la appassionano?
Il mio primo obiettivo e’ stato quello di rilanciare presenza e visibilità dell’Ambasciata, farne un punto di riferimento per i nostri operatori economici e un interlocutore costante e qualificato con le Amministrazioni pubbliche italiane e kazakhe. Ringrazio quindi il Ministero che mi ha sostenuto autorizzando l’assunzione di valido personale locale e un ampliamento degli spazi disponibili. Il secondo è stato ed è una presenza più diffusa nelle Regioni del Paese, ne ho visitate buona parte anche alla ricerca di opportunità di scambi ed investimenti. In tale contesto l’impulso dato alla programmazione culturale con l’Anno della Cultura Italiana in Kazakhstan - finanziato da sponsorizzazioni private - credo abbia conseguito lo scopo di migliorare l’offerta rispetto alla forte domanda di Italia presente in questo Paese. Un obiettivo non ancora conseguito e sul quale sto lavorando e’ quello di migliorare l’insegnamento dell’italiano, in questo settore la nostra offerta non e’ sempre all’altezza. Infine citerei la partecipazione all’Expo ad Astana il prossimo anno, anche in quanto organizzatori di quella di Milano credo faremo il possibile per svolgervi un ruolo di primo piano.
 
Quali ritiene siano le somiglianze e le affinità tra Italia e Kazakhstan?
Sono due Paesi evidentemente lontani per geografia e con un percorso storico molto diverso.  Eppure da parte kazaka vi e’ una fortissima simpatia verso l’Italia così come da parte italiana, specie grazie al successo della partecipazione kazaka all’Expo Milano, vi e’ una curiosità crescente verso questo Paese, prima poco noto alla nostra opinione pubblica. Direi che un tratto comune e’ quello della curiosità verso lo straniero e le sue tradizioni, che anche nel caso kazako sono veramente interessanti  e che sto conoscendo man mano
 
Di Emilia Sgariglia, Christopher Riccardo, Roberto De Girolamo
Un elenco degli obiettivi dell’Organizzazione delle Nazioni Unite (ONU) non potrebbe mai essere esaustivo, data la loro molteplicità e genericità. Risulta più facile determinare le materie di cui l’Organizzazione non si occupa che quelle sottoposte all’esercizio della sua competenza. L’ONU, infatti, si pone quale primo foro di discussione multilaterale che mira a: 
 
“Conseguire la cooperazione internazionale nella soluzione dei problemi internazionali di carattere economico, sociale, culturale od umanitario, e nel promuovere ed incoraggiare il rispetto dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali per tutti senza distinzioni di razza, di sesso, di lingua o di religione” (Carta delle Nazioni Unite, Articolo 1 paragrafo 3)
 
Dall’anelito verso l’azione collettiva insito nella Carta delle Nazioni Unite è possibile rintracciare la ratio sottesa all’istituzione delle osservanze dell’ONU (giornate, settimane, anni e decadi internazionali). In tal modo, tramite sforzi multilaterali, l’Organizzazione realizza gli obiettivi della Carta e promuove la sensibilizzazione internazionale nei confronti di tematiche politiche, sociali, culturali, umanitarie e inerenti ai diritti umani. 
Tra le osservanze dell’Organizzazione, in particolare  gli anni internazionali rappresentano un valido strumento per la promozione di azioni globali e nazionali al fine del conseguimento degli scopi dell’ONU. Essi, infatti, definendo su base annua le attività di cooperazione internazionale, conferiscono maggiore efficacia e incisività alle azioni intraprese per far fronte a determinate problematiche universali.
Il primo anno internazionale è stato lanciato il 5 dicembre 1958. Con la Risoluzione 1285 (XIII), l’Assemblea Generale istituiva l’Anno Internazionale del Rifugiato (World Refugee Year) a decorrere dal giugno 1959. Sulla base del rapporto rilasciato dall’Alto Commissariato per i Rifugiati (United Nations High Commissioner for Refugees, UNHCR), l’Assemblea Generale esortava gli Stati membri dell’ONU ad accrescere il loro impegno e la loro cooperazione per migliorare le condizioni dei rifugiati in tutto il mondo. 
Per l’Anno Internazionale delle Nazioni Unite 2014, l’ONU ha assegnato quattro temi alla cooperazione internazionale: agricoltura familiare; piccoli stati insulari in via di sviluppo; cristallografia; questione palestinese.  Per i prossimi dodici mesi, dunque, attività e programmi onusiani si focalizzeranno su questi tre temi cercando di attirare l’attenzione a livello internazionale e nazionale.
L’Anno Internazionale dell’Agricoltura Familiare /International Year of Family Farming (A/RES/66/222), nell’ottica di uno sviluppo più equo e sostenibile, mira a riformulare le politiche sociali, ambientali e agricole ridefinendo il loro focus: l’agricoltura familiare. A quest’ultima è attribuita un’importanza fondamentale considerato che sia nel mondo sviluppato, sia nei Paesi in via dei sviluppo si contano oltre 500 milioni di aziende agricole a conduzione familiare che forniscono sostegno alimentare a miliardi di persone. La gestione di questo anno internazionale è affidata alla Organizzazione delle Nazioni Unite per l'Alimentazione e l'Agricoltura (Food and Agricultural Organization, FAO).
L’Anno Internazionale dei Piccoli Stati Insulari in via di Sviluppo/International Year of Small Island Developing States (A/RES/67/206) si propone di suscitare l’attenzione globale su 39 Stati che per le loro peculiarità da un lato apportano un contributo inestimabile alla biodiversità, dall’altro richiedono maggiore tutela perché sono particolarmente vulnerabili. Con riferimento a questo tema, quest’anno la Giornata Mondiale della Diversità Biologica (22 maggio p.v.) verrà dedicata alla biodiversità insulare e, inoltre, è stata anche organizzata una conferenza ad hoc, la terza Conferenza Internazionale sui Piccoli Stati insulari in via di sviluppo che si terrà dall’1 al 4 settembre 2014 p.v. ad Apia, sull’isola di Samoa. Il Dipartimento ONU a capo dell’organizzazione di questo anno internazionale sarà il Dipartimento per gli Affari Economici e Sociali (United Nations Department for Economic and Social Affairs, UNDESA).
L’Anno Internazionale della Cristallografia/International Year of Crystallography (A/RES/66/282) è stato indetto sia in ricordo del centenario della diffrazione a raggi X, sia in ricordo del quattrocentesimo anniversario dell’osservazione di Keplero nel 1611 della struttura simmetrica dei cristalli di ghiaccio. L’Anno Internazionale della Cristallografia si propone di: sensibilizzare l’opinione pubblica sulla scienza della cristallografia; implementare e rafforzare il programma “Cristallografia in Africa” e, tramite la logica dell’esportazione delle cosiddette best practices, creare progetti simili in Asia e America Latina; incoraggiare la collaborazione internazionale tra scienziati del Nord e del Sud del mondo. La gestione di questo anno internazionale è affidata all’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’Educazione, la Scienze e la Cultura (United Nations Education, Science and Culture Organization, UNESCO) che ha organizzato una cerimonia d’apertura a Parigi (20-21 gennaio u.s.), organizzerà dei laboratori per studenti di cristallografia provenienti da tutto il mondo e convocherà dei summit in Africa, Asia e America Latina.
L’Anno Internazionale di Solidarietà con il Popolo Palestinese/International Year of Solidarity with the Palestinian People (A/RES/68/12) è stato indetto sulla base dei moniti del Segretario Generale Ban Ki-moon il quale, nel corso del 2013, ha più volte definito il 2014 come “un anno critico" per la costituzione dei due Stati, israeliano e palestinese. In tal senso, si vuole pervenire alla fine dell’occupazione del 1967 e alla costituzione di uno Stato sovrano palestinese. L’organizzazione di questo anno è stata affidata congiuntamente al Comitato ONU per l’Esercizio dei diritti inalienabili del popolo Palestinese (Committee on the Excercise of the Inalienable Rights of the Palestinian People) e alla Divisione per i Diritti Palestinesi (Division of  Palestinian Rights) che  organizzeranno attività rilevanti in collaborazione con i governi, il sistema ONU, le organizzazioni intergovernative e con la società civile. 
La prassi dei cosiddetti “anni internazionali” inaugurata a partire dal 1959 dimostra che lo slancio comune sotto l’egida dell’ONU si configura molto spesso come la conditio sine qua non ai fini della risoluzione delle problematiche globali. Gli sforzi congiunti del sistema ONU da un lato, e degli Stati membri e la società civile dall’altro sono linfa vitale per il conseguimento di obiettivi universali.
 
Ritalba Mazzara
Pubblicato in Istituzioni

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