La United Nations Office for Disaster Risk Reduction - UNISDR - ha aperto le candidature per una posizione da tirocinante per la sezione di Information Management. Aiutali a implementare la resilienza delle nazioni e diminuirne le perdite causate da disastri. Candidati!

 

Per altre opportunità simili visita la sezione Organizzazioni internazionali  

 

Ente: La United Nations International Strategy for Disaster Risk Reduction - UNISDR-  è un programma strategico delle Nazioni Unite, adottato dagli stati membri nel 1999, con lo scopo di guidare e coordinare gli sforzi di una vasto insieme di soggetti al fine di raggiungere l’obiettivo di una sostanziale riduzione delle perdite causate da disastri e di costruire “nazioni e comunità resilienti”, cioè capaci di rispondere efficacemente al problema, come condizione essenziale per uno sviluppo sostenibile. UNISDR funziona anche come punto focale per la implementazione della “Hyogo Framework for Action” (HFA), un piano di azione decennale adottato nel 2005 da 168 governi per la protezione contro i disastri. Per raggiungere questo comune obiettivo, UNISDR lavora con una pluralità di soggetti, stati, organizzazioni intergovernative e non, istituzioni finanziarie, enti tecnici, settore privato e società civile

 

Dove: Ginevra, Svizzera

 

Destinatari: tutti coloro che sono:

- iscritti ad un corso di studi. La laurea triennale è il livello minimo

- coloro già laureati che, se selezionati, dovranno iniziare il tirocinio entro un anno dalla laurea

 

Scadenza: 11/06/2018

 

Descrizione dell’offerta: le mansioni saranno principalmente:

- ricerche su internet per individuare fonti e contenuti circa la riduzione dei rischi da disastro da pubblicare in inglese su PreventionWeb.net

- supporto nella redazione di PreventionWeb aggiornando i contenuti esistenti e contribuendo allo sviluppo di nuovi contenuti e servizi

- assistenza nell’interagire con gli utenti di PreventionWeb

- assistenza per i controlli di qualità delle informazioni, se necessario

- partecipare all’identificazione e alle interviste a carico degli utenti

- supporto per la redazione delle guide Word into Actions e revisione dei documenti in bozza

 

Requisiti: I requisiti sono:

- essere fluenti nella lingua inglese

- conoscenza di un’altra lingua ufficiale ONU è considerato un plus

- capacità comunicative

- capacità di lavorare in gruppo

- orientamento al cliente

- conoscenza del computer e delle principali applicazioni software

- dimostrare interesse nel lavoro ONU e soprattutto della UNDP

- dimostrare capacità di convivenza e interazione con le persone in un ambiente multiculturale

 

Costi o Retribuzioni:  non retribuito

 

Guida all’application: collegarsi alla pagina dei dettagli posizione di tirocinio e seguire le istruzioni per la registrazione. Sarà necessario allegare una esaustiva lettera di presentazione in cui dovranno essere specificati:

- tipo di titolo per cui si sta studiando

- data di laurea

- se si è in possesso di eventuali doti informatiche e i programmi in cui si è specializzati

- tre aree di interesse principali

- spiegare perché bisognerebbe essere scelti per il tirocinio

- spiegare il tipo di interesse che si ha verso lo United Nations Internship Programme

- tre nominativi per le referenze

 

Informazioni utili: non potranno partecipare alla selezione tutti i candidati che risulteranno figli o parenti stretti di un qualsiasi membro dello staff della UNISDR

 

Link utili:

pagina dell’offerta

dettagli posizione di tirocinio

Apply Now

About UNISDR

 

Contatti Utili: tutti i contatti sono reperibili ai link sopra citati

 

a cura di Ludovica Mango

La redazione carriereinternazionali.com declina ogni responsabilità sull’attendibilità delle informazioni contenute nella scheda. Per informazioni in merito all’opportunità, contattare l’ente proponente.

LA REDAZIONE

 

La UNDP - la divisione delle Nazioni Unite che si occupa dei programmi di sviluppo dei paesi più svantaggiati, offre questa posizione come tirocinante. Non perdere l’occasione e collabora anche tu alla missione della UNDP.

 

Per altre opportunità simili visita la sezione  Organizzazioni internazionali

 

Ente: la UNDP - United Nations Development Programme -  è la divisione delle Nazioni Unite che lavora per eradicare la povertà e ridurre le disuguaglianze e l’esclusione in circa 170 stati. I loro programmi contribuiscono allo sviluppo di politiche per l’aumento delle capacità di leadership e di partnering, incremento delle possibilità istituzionali e sviluppo della resilienza in modo da ottenere risultati ottimali. Opera soprattutto in 4 aree principali: riduzione della povertà, su cui il rapporto annuale dell’UNDP è di notevole rilievo, raggiungimento degli obiettivi di sviluppo del millennio (Millennium Development Goals),  democrazia, prevenzione e cura delle crisi, ambiente e sviluppo sostenibile. L’UNDP realizza progetti consistenti essenzialmente nel trasferimento di tecnologie, nell’invio di tecnici esperti e nell’addestramento di personale proveniente dai Paesi in via di sviluppo. I primi 10, per dimensione degli importi ricevuti, sono Afghanistan, Sudan, Congo, Panama, Argentina, Brasile, Colombia, Perú, Bangladesh e Iraq. 

 

Dove: Chisinau, Moldavia

 

Destinatari: tutti coloro:

- ancora iscritti ad un corso di studi. La laurea triennale è il livello minimo

- coloro già laureati che, se selezionati, dovranno iniziare il tirocinio entro un anno dalla laurea

 

Quando: il tirocinio può avere una durata di 6 settimane o di 6 mesi o più

 

Scadenza: 31/12/2018

 

Descrizione dell’offerta: la posizione di tirocinio con UNDP coinvolge le seguenti mansioni:

- lavoro di ricerca

- scrittura dei documenti

- catalogazione delle informazioni

- assistenza durante le conferenze, i forum o altri eventi

 

Requisiti: i requisiti sono i seguenti:

- conoscenza eccellente della lingua inglese

- conoscenza della lingua russa o rumena saranno considerati un plus

- conoscenza del computer e delle principali applicazioni software

- dimostrare interesse nel lavoro delle NU e soprattutto della UNDP

- dimostrare capacità di convivenza e interazione con le persone in un ambiente multiculturale

 

Costi o Retribuzioni:  non specificato

 

Guida all’application: collegarsi alla pagina dell’offerta e seguire le istruzioni per la registrazione. Sarà necessario allegare:

- CV

Nel caso in cui si venisse selezionati sarà necessario fornire:

- la ‘internship application form’ debitamente compilata

- un dichiarazione di iscrizione da parte dell’università con le date ben specificate

- CV

- un transcript dei risultati accademici

- una lettera di appoggio da parte di un membro della facoltà di provenienza a conoscenza della performance didattica del candidato

- una lettera di motivazione esaustiva circa le aspettative sul tirocinio e delle ragioni per cui ci si candida

 

Informazioni utili: non potranno partecipare alla selezione tutti i candidati/e che risulteranno figli/e o parenti stretti di un qualsiasi membro dello staff della UNDP

 

Link utili:

Pagina dell’offerta

About UNDP

 

Contatti Utili: scrivere al seguente indirizzo in caso di problemi durante il processo di candidatura: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

 

a cura di Ludovica Mango

 

La redazione carriereinternazionali.com declina ogni responsabilità sull’attendibilità delle informazioni contenute nella scheda. Per informazioni in merito all’opportunità, contattare l’ente proponente.

LA REDAZIONE

 

Le Nazioni Unite sono state fondate il 24 ottobre 1945 da 51 nazioni impegnate a preservare la pace e la sicurezza collettiva grazie alla cooperazione internazionale e determinate a prevenire l’eventuale verificarsi di conflitti. Oggi ne fanno parte 193 Stati.

Il Consiglio di Sicurezza dell’Onu ha, secondo lo statuto, la responsabilità del mantenimento della pace e della sicurezza internazionali e può essere convocato in qualunque momento, ogni qual volta la pace venga minacciata. È composto da 15 membri. Cinque di essi sono membri permanenti, ossia Cina, Francia, Federazione Russa, Regno Unito e Stati Uniti, mentre gli altri 10 vengono eletti dall'Assemblea con un mandato biennale. Tutti gli Stati Membri sono tenuti a rispettare le decisioni del Consiglio secondo lo Statuto dell’ONU che per essere approvate richiedono una maggioranza di almeno nove voti. Nessuna decisione può essere presa nel caso in cui un voto negativo, o veto, venga espresso da un membro permanente. Oltre ai membri permanenti, il Consiglio prevede la partecipazione di dieci membri non permanenti eletti in rappresentanza dei paesi membri ONU. I dieci membri non permanenti sono eletti con un mandato di due anni. La presidenza del Consiglio di Sicurezza è detenuta da ciascuno dei membri a loro volta per un mese seguendo l’ordine alfabetico inglese dei nomi degli Stati membri.

Il mese di novembre 2017, l’Italia ha assunto la Presidenza dopo 9 anni.

L’Italia ha aderito all’ONU il 14 dicembre del 1955. Nel corso degli anni ha contribuito con determinazione all’elaborazione delle Risoluzioni dell’Assemblea Generale e del Consiglio di Sicurezza che hanno dato vita a grandi innovazioni sul piano delle norme internazionali. Le campagne in favore della moratoria della pena capitale, quelle per promuovere l’uguaglianza di genere e i diritti delle donne e delle bambine, le battaglie contro ogni forma di discriminazione religiosa e in favore della libertà di opinione, sono alcuni dei temi che hanno visto impegnato il nostro Paese. Ha inoltre condiviso le responsabilità che derivano dalla sicurezza collettiva, ricoprendo già in precedenza per sei volte il ruolo di membro non permanente del Consiglio di Sicurezza e partecipando alle operazioni di pace e il primo novembre ha avuto inizio il mese di Presidenza dell’Italia del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite.

L’agenda della Presidenza italiana è particolarmente ricca. Tra gli appuntamenti principali, il briefing sulla Libia (16 novembre) e quello sulle sfide di sicurezza nel Mediterraneo (17 novembre), presieduti dal ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, Angelino Alfano e vedranno la partecipazione, rispettivamente, del Segretario Generale Guterres e del Rappresentante Speciale ONU per la Libia, Salamè.

L’Italia ha fondato la propria candidatura sul contributo che ha dato ed è in grado di continuare ad offrire alla comunità internazionale: sulla sua capacità di mediazione, di attività di prevenzione dei conflitti e promozione del dialogo come strumento principale per la loro risoluzione; impegno nelle operazioni di pace ONU; conoscenza del Mediterraneo e delle sue dinamiche, un’area destinata a restare anche ancora per molto al centro della politica internazionale; promozione dei diritti umani, delle libertà fondamentali e dello Stato di diritto.

Il 30 novembre avrà luogo un briefing sul tema della “Distruzione e traffico di beni culturali da parte di gruppi terroristici in situazioni di conflitto armato”, ma numerosi sono gli appuntamenti la cui trattazione, sulla base della periodicità sancita dal Consiglio, cade a novembre. Si tratta, principalmente, di un aggiornamento su diverse situazioni – Paese: Repubblica Centrafricana, Bosnia Erzegovina, Kosovo, Sudan/Darfur, Libia, Burundi, Iraq, Sahara Occidentale, Sud Sudan, Libano, Siria (nei tre filoni: armi chimiche, umanitario, e politico), Medio Oriente, cui si aggiunge la discussione sulle sanzioni nei confronti della Corea del Nord.

L’Italia resterà membro non permanente per tutto il 2017, mentre nel 2018 lo diventerà l’Olanda: i due Paesi, infatti, dividono in questo modo il mandato per il biennio 2017 – 2018, avendo raggiunto una posizione di parità nell’elezione del giugno 2016.

 

Daniela Esposito e Martino Ruino

Dalle prime settimane di agosto la vita della comunità internazionale è stata caratterizzata da un clima infuocato non dovuto alle alte temperature che hanno caratterizzato la stagione estiva appena passata, bensì alla continua escalation di tensione tra il regime nordcoreano di Kim Jong-un e gli Stati Uniti d’America del presidente Donald Trump. Non è la prima crisi che si apre tra i due paesi e probabilmente non sarà nemmeno l’ultima, semmai sono le azioni portate avanti e i toni duri e violenti, soprattutto arroganti, utilizzati dai leader politici che destano preoccupazione nelle diplomazie e negli esecutivi dei maggiori paesi del mondo. Si è assistito in questi mesi ad una intraprendenza crescente delle provocazioni del regime di Pyongyang che, oltre ai soliti test minori che riversano razzi nel mar del Giappone, è riuscita a lanciare con successo due missili balistici intercontinentali, che hanno addirittura sorvolato la prefettura nipponica di Hokkaido per inabissarsi nell’oceano Pacifico. A queste rischiose prove di forza si è affiancata la detonazione di un ordigno nucleare all'idrogeno, ultimo e più potente test condotto dalla Corea del Nord. Una prova di muscoli senza precedenti da parte di Kim Jong-un volta ad avvertire il nemico d’oltreoceano che il programma nucleare è in uno stadio avanzato e che il possesso della bomba H da parte del regime non è più un’ipotesi così improbabile. Da parte americana gli ultimi test, nonostante i numerosi dubbi sull'effettivo potenziale dei missili di Pyongyang, sono l’ulteriore conferma che il pericolo per il territorio americano, isole caraibiche e base militare di Guam in primis, è concreto e il nemico non può essere più sottovalutato. Infatti, la risposta americana non si è fatta attendere: esercitazioni militari congiunte con l’esercito sudcoreano, bombardamenti di confine e simulazioni di “guerra lampo”. Un dialogo composto da continue prove di forza e poca diplomazia che tiene con il fiato sospeso il mondo. Un clima di tensione tipico della Guerra Fredda, una situazione a livello internazionale già vista ma una realtà nuova per le generazioni nate dopo la caduta del muro di Berlino. Nonostante i numerosi conflitti che affliggono il mondo, il rischio di una guerra nucleare è stato secondario rispetto a conflitti regionali, con un sempre maggiore e più diffuso impegno internazionale contro la proliferazione degli armamenti nucleari e la costante ricerca di una soluzione diplomatica. Così, quasi con tragica ironia, uno degli strascichi non risolti della Guerra Fredda, ovvero la Guerra di Corea chiusa con l’armistizio del 1953, torna prepotentemente a minacciare la stabilità del mondo e la vita delle generazioni nate tra fine anni ‘90 e l’inizio del nuovo millennio. In ogni caso, la questione attorno alla penisola coreana è estremamente complessa, un enorme puzzle di deboli alleanze e finti “amici”. Abbiamo da una parte Russia e Cina alleati della Corea del Nord e impegnati negli ultimi mesi in un balletto alternato tra condanna alle imprevedibili, irritanti azioni di Kim e continuo rifiuto di soluzioni militari contro il regime; alleati di cui nemmeno Pyongyang si fida, ma ai quali non può in nessun modo rinunciare dato che il 98% del fabbisogno energetico nazionale della Corea del Nord è sostenuto proprio dal petrolio russo e cinese. Dall'altra parte ci sono Corea del Sud e Giappone schierati al fianco di Washington; nonostante la solidità dei rapporti fra i tre Paesi, anche tra quest’ultimi iniziano a serpeggiare i timori per l’effettiva capacità difensiva dello scudo antimissilistico americano e sulla capacità dell’esecutivo USA di risolvere la crisi. Dato il delicato equilibrio geopolitico che si concentra attorno al trentottesimo parallelo, sarebbe necessario avere leader politici capaci di far prevalere la diplomazia, scelta non sempre immediata. Il linguaggio duro ed estremo di Kim Jong-un e le reazioni del Presidente americano sembrano sfuggire alle logiche diplomatiche. Dall'inizio della crisi, Donald Trump ha tempestato l’opinione pubblica americana e mondiale con tweet e comunicati stampa, evocando spesso una soluzione militare di “furia e fuoco” per la Corea del Nord. Un atteggiamento che complica notevolmente la possibilità di una soluzione diplomatica; molto spesso, infatti, lo stesso Presidente USA è stato smentito o ridimensionato da contro interviste di generali e membri del suo staff presidenziale. Il punto più basso nella crisi è stato raggiunto nel Palazzo di vetro dell’ONU a New York, ovvero il luogo istituzionale delegato alle soluzioni diplomatiche.  Il Presidente Trump nel suo intervento del 19 settembre presso l''Assemblea Generale ONU  ha proseguito la sua linea comunicativa tesa a creare tensione e ad affermare la supremazia militare americana.

Dunque, lo scenario presentato dalla crisi coreana resta preoccupante, A volte si ha quasi l'impressione di una incertezza tale per cui  una singola incomprensione o un singolo incidente possano deflagrare in un conflitto senza precedenti, data soprattutto la minaccia dell’uso dell’arsenale nucleare da parte di entrambi gli schieramenti.

La soluzione diplomatica è l’unica via da perseguire, ma per arrivare a tale soluzione serve moderatezza politica e buon senso, elementi che purtroppo sembrano mancare in questa fase.

Di Gregory Marinucci

La crisi del popolo Rohingya è un problema umanitario sempre più discusso. Evidentemente, non lo è da San Suu Kyi, il cui silenzio in merito alla questione ha comportato la revoca del suo tributo “Freedom of Oxford”.

 

I Rohingya sono un gruppo etnico, la cui origine è molto discussa e quasi incerta. Sono linguisticamente legati al Bangladesh, ma sono insediati per lo più in Birmania. La Birmania conta più di 800.000 musulmani, la maggior parte dei quali si definisce Rohingya.

 

La mancata denuncia dell’esercito birmano da parte di Aung San Suu Kyi, e il suo silenzio sulle accuse di “pulizia etnica”, sono state ampiamente discusse dai capi mondiali e da associazioni come Amnesty.

Ed è stato proprio questo suo silenzio che ha portato il Consiglio della città di Oxford alla revoca del  Freedom of Oxford, tributo conferitole nel 1997 per la sua battaglia in favore della democrazia, seguito anche dalla rimozione di un suo ritratto dalle pareti della prestigiosa università cittadina, dove la leader birmana ha studiato filosofia, politica ed economia tra il 1964 e il 1967 e dove il defunto marito ha insegnato.

 

La crisi dei Rohingya è una crisi dei diritti umani con serie conseguenze e ripercussioni in ambito umanitario. In Birmania hanno accesso limitato ai servizi basilari (acqua, igiene, sanità ed educazione scolastica), è vietato loro viaggiare senza autorizzazione, sono costretti a lavorare all’interno dei loro villaggi e non hanno diritto alla cittadinanza, cosa che li rende una delle maggiori popolazioni apolidi, senza patria.

Questa crisi ha dimensioni molto estese, in quanto sono in continuo i numeri di episodi di violenza, e conseguentemente di fuggitivi Rohingya richiedenti asilo nei Paesi confinanti, soprattutto in Bangladesh. Nel 2014 molti Rohingya hanno provato a fuggire clandestinamente su barche, finendo talvolta nelle mani di organizzazioni coinvolte nella tratta e nello sfruttamento degli esseri umani.

 

Lo stato della Birmania è stato spesso richiamato in merito alla pericolosa situazione in cui si trova tale gruppo etnico. L’ultimo episodio di violenza si è verificato nell’estate del 2017, quando, dopo attacchi alla stazione di polizia da parte dell’Arakan Rohingya Salvation Army (ARSA), l’esercito birmano ha reagito con brutali rastrellamenti che spinsero più di centomila Rohingya a cercare rifugio in Bangladesh. La situazione è stata definita dall’ONU come “incubo umanitario e dei diritti umani”.

Leggi un altro approfondimento sulla Crisi umanitaria in corso


Per saperne di più:

ONU sulla questione Rohingya

La crisi Rohingya

Venerdì 8 Aprile, alla Luiss, una redattrice di carriereinternazionali.con ha incontrato una ragazza che all’apparenza sarebbe potuta sembrare una normalissima studentessa non molto diversa da lei. Tuttavia c’era un piccolo ingombrante particolare a distinguerla dal resto degli studenti: era la U.S. Youth Observer to the UN, Donya Nassar.
 
 
Lo U.S. Youth Observer to the UN è un programma annuale che designa un giovane, di età compresa tra i 18 e i 25 anni, come delegato alle Nazione Unite.
Per un anno, il delegato ha il compito di coinvolgere i giovani nel lavoro delle Nazione Unite, ovvero di viaggiare sia nel proprio paese che in altri paesi membri per incontrare i giovani ed esplorarne necessità e richieste. Una volta raccolti i punti di vista, il delegato riporta tutte queste informazioni nel corso delle sessioni delle Commissioni e degli organi delle Nazioni Unite, quindi non solo presso l’Assemblea Generale, ma anche per esempio all’UNESCO Youth Forum e la Commissione sullo Status delle Donne.
 
Oggi carriereinternazionali.com ha incontrato una giovane donna impegnata in questa missione intensa e piena di sfide e opportunità. Si tratta di Danya Nasser, una ragazza di 23 anni, all’apparenza una come tante, ma che ha alle spalle un bagaglio di esperienze che farebbe invidia a qualsiasi alto funzionario di qualsivoglia organizzazione internazionale.  
 
Di origine iraniana, Donya ha studiato scienze politiche e studi di genere alla St. Johns University negli Stati Uniti, in cui si laurea con lode. Dopo esperienze al White House Office of Legislative Affairs, al Wilson Center’s Middle East Program e al Brennan Center for Justice, approda al Youth Young Women of Color Leadership Council, e allo stesso tempo diventa la più giovane Board Director della federazione americana di Planned Parenthood. Insomma, ascoltare la sua vita dona un significato alla parola impegno e stimolerebbe chiunque a fare di più. Questo il sentimento predominante tra gli studenti LUISS che hanno partecipato alla sua conferenza di presentazione presso l’ateneo lo scorso 4 aprile 2016.
 
Il suo curriculum non è tuttavia l’unico elemento che giustifica l’incredibile percorso di Donya. Ascoltare questa giovane donna rivela una conoscenza straordinaria del mondo e delle sue diversità. E’ proprio questo aspetto, a suo parere, ad averla distinta tra tutti i candidati alla posizione di Youth Observer to the UN nonostante la giovane età. Per Donya la giovane età costituisce un punto di forza: “L’età non definisce l’esperienza” ci dice, anzi, lei è convinta che ci sia l’impellente necessità che i giovani siano più coinvolti nel lavoro delle Nazioni Unite in modo che gli obiettivi delle organizzazioni internazionali possano riflettere anche le nostre necessità perché “un agenda che ignora 1.8 miliardi di giovani nel mondo diventerà obsoleta nel giro di 10 anni".  
 
Il programma “Youth Observer to the UN" non è portato avanti da tutti i paesi, la stessa Italia promuove l’iniziativa per la prima volta nel 2016.
Queste diversità tra i diversi paesi denotano una grande mancanza di riguardo verso i giovani, “proprio in questi paesi bisogna intervenire”, ci spiega Donya.
Tra i focus del lavoro di Donya come U.S. Youth Observer to the UN vi sono le questioni di genere nei paesi medio orientali. L’impegno in questa lotta deriva dalla sua storia personale. La madre iraniana fu costretta prima ad abbandonare gli studi liceali per un matrimonio combinato e poi a seguire il marito negli Stati Uniti, dove non le fu mai permesso di proseguire gli studi, di uscire, di seguire i suoi sogni. Per queste ragioni ogni giorno dal momento della loro nascita ha spinto le figlie a fare e ad essere ciò che lei non aveva potuto né fare, né essere.
 
Il background internazionale di Donya le permette di essere una risorsa fondamentale nel dialogo internazionale: “L’occidente non dovrebbe mai imporre le proprie visioni, abbiamo bisogno di persone che possano costruire dei ponti fra le culture”.
 
I progetti per il suo futuro sono in linea con le esperienze fin qui maturate. Mettendo insieme le sue grandi passioni, le abbiamo chiesto come crede che sia possibile essere sensibili alle questioni di genere ad un età in cui, fuori dal mondo del lavoro e dalla famiglia, ancora non ci colpiscono direttamente. “Le questioni di genere ci colpiscono dal momento in cui nasciamo. Magari sei sempre stata vestita di rosa o tua madre cucinava tutti i pasti. Ad una bambina diranno sempre -ma che carina!- mentre ad un maschietto complimenteranno l’intelligenza o la furbizia. Le donne vengono sempre giudicate per il loro aspetto, quando pensiamo a Michelle Obama spesso pensiamo a quanto sia bella, non ci ricordiamo mai che ha studiato a Princeton e ad Harvard.”
 
Femminista, impegnata, ambasciatrice dei giovani, Donya ci ricorda l’importanza di essere coinvolti. Le chiediamo un consiglio per la nostra generazione: “fate domanda a tutto ciò che vi capita davanti. Internship, lavori, volontariato. Qualsiasi cosa, purché sia qualcosa che vi appassioni. Non abbiate paura dei rifiuti, li supererete, ma nulla porta al successo più di cogliere ogni opportunità”. Anche noi non possiamo essere che d’accordo con Donya. Ciò che ci spinge e ci motiva a tenere vivo carrierinternazionali.com è proprio l’idea che la fortuna non esista, e che esista solo il momento in cui l’opportunità incontra il talento. Cogliamo le opportunità, facciamo esperienza, rimaniamo fedeli alle nostre passioni e un giorno quella ragazza che è solo apparentemente come me, potrebbe essere davvero me o te.

 

A cura di Alessandra Marsico
 
Il MICT offre un programma di internship aperto a professionisti, laureati o laureati con competenze in legge, gestione d’archivio, giornalismo, traduzione e interpretazione, offrendo possibilità di miglioramento delle proprie professionalità
 
Per opportunità simili visita la nostra sezione Nazioni Unite e Organizzazioni Internazionali
 
Ente: Il Meccanismo per i Tribunali Criminali Internazionali (acronimato in inglese MICT) è stato istituito dal Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite il 22 dicembre 2010 per proseguire alcune funzioni essenziali dei Tribunali Criminali Internazionali per il Rwanda (ICTR) e l’ex-Yugoslavia (ICTY) dopo il completamento dei loro mandati. Il MICT si compone di due branche, una in Arusha, Tanzania (che copre le funzioni dell’ICTR) e una a l’Aia (ICTY)
 
Dove: Arusha (Tanzania) o l’Aia (Paesi Bassi)
 
Destinatari: Professionisti, laureati o laureandi
 
Durata: Da 3 a 6 mesi
 
Scadenza: No (open)
 
Descrizione offerta: Oltre a partecipare alle attività giornaliere, gli intern sono invitati ad assistere a incontri o altre attività rilevanti per il MICT. Il programma internship assegna i candidati a uno degli organi costituenti del MICT, propri di ogni branca: Ufficio del Presidente, Camere, Ufficio del Procuratore e Ufficio del Registro
-Ufficio del Presidente: il Presidente è il capo istituzionale del Meccanismo e ottempera a funzioni sia ad Arusha che all’Aia ed è responsabile dell’esecuzione generale del mandato dell’istituzione e della rappresentazione di quest’ultimo presso il Consiglio di Sicurezza e l’Assemblea generale delle NU. Presiede le Camere ed è responsabile dell’assegnazione dei giudici ai casi se necessario.
Nell’Ufficio del Presidente, i candidati dovranno provvedere a supporto legale  tra cui: condurre ricerche legali, analizzare leggi e politiche, preparare ordini e decisioni, procurare consulenza su materie di stampa e politiche. I candidato potranno anche osservare deliberazioni e audizioni, assistere a meeting del Presidente, assistere nella preparazione di rapporti per l’ONU, preparare bozze di discorsi.
-Camere: sono l’organo giuridico del Meccanismo, composte da un presidente e 24 giudici indipendenti. Le Camere assicurano supporto legale ai giudici del Meccanismo.
Qui i candidati dovranno lavorare a supporto dei giudici e i resto dello staff della Corte occupandosi, ad esempio, della stesura di documenti come decisioni o ordini, svolgendo ricerca legale, preparando memoranda, ecc…
-Ufficio del Procuratore: il Procuratore è un organismo indipendente, responsabile per l’investigazione e il perseguimento di persone interessate dalle competenze del MICT (Articolo 1 Statuto MICT).
Qui ai candidati potrà essere richiesto di condurre ricerche e redigere opinioni legali, bozze, memoranda o simili
-Ufficio del Registro (Registry): responsabile dell’amministrazione del Meccanismo, inclusa la manutenzione degli archivi. Il Registry assiste gli Uffici del Presidente e del Procuratore e può anche contattare il Quartier Generale delle NU e gli stati-membri riguardo a cooperazione generale ed assistenza al MICT, inclusa l’enforcement delle sentenze.
Qui i candidati potranno essere responsabili per ricerche legali su soggetti di diritto internazionale, umanitario e criminale, stesura di documenti legali e corrispondenza e assistenza in negoziazioni e specifici progetto. I candidati assegnati alla Sezione Archivi e Registri (MARS) potranno lavorare con documentazione fisica, digitale e/o audiovisiva. C’è anche la possibilità di svolgere un internship nella Libreria Legale di Arusha (Tanzania) e internship non-legali per candidati con background in giornalismo, traduzione e interpretazione o IT
 
Requisiti: Forti credenziali accademiche (in Legge, Gestione d’archivio, Giornalismo, Traduzione e interpretazione), capacità di ricerca, analitiche e di scrittura e un interesse nelle aree di diritto criminale, criminale internazionale, umanitario internazionale o dei diritti umani
Ottima conoscenza di inglese e francese
 
Retribuzione/Costi: Non prevista
 
Documenti richiesti:
-Application form completa (scaricabile dalla pagine della call), di cui una parte deve essere completata da un’autorità accademica
-Due lettere di referenze (come da Parte II dell’Application Form)
-Lettera di presentazione/motivazionale
-Copie delle certificazioni accademiche
-Per gli internship in legge, un writing sample (10 pagine max.) preferibilmente in un campo attinente al lavoro del MICT
 
Guida all’application: Manda Application Form completa e il resto della documentazione richiesta alla Branca/Organo a cui si è intenzionati fare domanda (se si vuole applicare per più di un organo/Branca inviare più moduli). Indirizzi (mail quando disponibile):
-Branca di Arusha: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
-Branca dell’Aia: MICT Internship Office, P.O. Box 13888 2501 EW, The Hague, The Netherlands
-Camere: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
-Ufficio del Presidente: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
 
Info utili: I candidati scelti per il programma internship non sono considerabili parte integrante dello staff MICT e quindi non godranno dei loro privilegi e immunità presso lo stato di accoglienza (Tanzania, Paesi Bassi). L’acquisizione dei titoli richiesti per la permanenza nei paesi di accoglimento (Tanzania, Rwuanda per chi è cittadino europeo) è altresì da intendersi a carico del candidato
 
Link:

Contatti utili:
-Branca di Arusha:
Casella Postale: MICT Internship Office, P.O. Box 6016, Arusha, Tanzania
Mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
-Branca dell’Aia
Indirizzo: MICT Internship Office, P.O. Box 13888 2501 EW, The Hague, The Netherlands
-Camere
Email: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
-Ufficio del Presidente
-Email: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

A cura di Marco Durante
 
La redazione carriereinternazionali.com declina ogni responsabilità sull’attendibilità delle informazioni contenute nella scheda. Per informazioni in merito all’opportunità, contattare l’ente proponente.
 

LA REDAZIONE

Sei uno studente o un neo laureato? Candidati per l’internship in imprenditorialità e innovazione offerto dalla United Nations Foundation a Washington!
 
Per opportunità simili visita la sezione Nazioni Unite e Organizzazioni Internazionali
 
Ente: La Fondazione delle Nazioni Unite collega il lavoro di quest’ultime con il resto del mondo, mobilitando le energie e le competenze delle organizzazioni imprenditoriali e non governative per aiutare le Nazioni Unite ad affrontare questioni come i cambiamenti climatici, la salute globale, la pace e la sicurezza, l’empowerment delle donne, l’eliminazione della povertà, l’accesso all’energia e le relazioni tra US e ONU
 
Dove: Washington
 
Destinatari: Studenti o neo laureati
 
Durata:
- Autunno (Settembre – Dicembre)
- Primavera (Gennaio – Aprile)
- Estate (Maggio – Agosto)
 
Scadenza: Prima possibile
 
Descrizione dell’offerta: L’innovazione è al centro della Fondazione delle Nazioni Unite che continua ad alimentare i migliori e più brillanti approcci per sostenere le Nazioni Unite. Il team di innovazione funziona attraverso la Fondazione e sostiene e incorggia l’imprenditorialità e le soluzioni creative per un mondo più sano e più sicuro. Lo stagista lavorerà a tempo pieno (40 ore settimanali) con gli imprenditori del Global Council aiutando la squadra con diversi progetti ed eventi. Inoltre lo stage prevede un lavoro di ricerca, strategia, scrittura, correzione di bozze e d’aiuto per la revisione di una serie di documenti interni ed esterni
 
Requisiti: Il candidato ideale deve
- essere iscritto a un corso di laurea o essere un neo laureato (da non più di 8 mesi)
- avere ottime capacità di comunicazione orale e scritta
- avere interesse per le materie di imprenditorialità, innovazione o start-up
- avere capacità di prendere iniziativa, forte creatività e capacità organizzative
 
Documenti richiesti:
- curriculum vitae
 
Retribuzioni: Non previste
 
Guida all’application: Per inviare la tua candidatura basta compilare il form che trovi cliccando su “Apply for this job online” in alto a destra sulla pagina dedicata all’internship
 
Informazioni utili: Washington DC è una delle città principali degli Stati Uniti d’America. La visita a questa città passa per alcuni luoghi simbolo, diventati una costante nel nostro immaginario: la Casa Bianca, il Campidoglio, il monumento ai caduti del Vietnam e la biblioteca del Congresso sono solo alcuni di questi. Non mancano anche parchi e luoghi verdi,  ma soprattutto un’animata vita notturna e un’intensa atmosfera culturale testimoniata da un elenco lunghissimo di musei e luoghi d’arte
 
Link utili:          
 
Contatti utili:
United Nations Foundation
1750 Pennsylvania Avenue NW
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A cura di Anna Pilosi
 
La redazione carriereinternazionali.com declina ogni responsabilità sull’attendibilità delle informazioni contenute nella scheda. Per informazioni in merito all’opportunità, contattare l’ente proponente.
LA REDAZIONE
Ente: Segretariato Generale dell’Organizzazione delle Nazioni Unite (ONU)
 
Segretario Generale: l'attuale Segretario Genarale è Antonio Guterres, nominato il 1° gennaio 2017. La sua esperienza lo ha portato a ricoprire le più alte cariche dell'Organizzazione. Dal 2005 al 2015 è stato Alto Commissario ONU per i rifugiati
 
Data di fondazione: 26 giugno 1945 con la firma della Carta dell’ONU 
 
Collocazione:
Quartier generale 
760 United Nations Plaza, New York
New York 10017, United States
Uffici distaccati a Ginevra, Addis Abeba, Vienna, Nairobi, Bangkok, Beirut, Santiago
 
Obiettivi dell'Ente: il Segretariato Generale mira a gestire tutti i programmi e le politiche definiti dagli altri organi dell’ONU. Inoltre lo staff del Segretariato si prefigge i seguenti obiettivi: tenere costantemente informati i mass media di tutti i Paesi del mondo circa l’operato delle Nazioni Unite e organizzare conferenze internazionali per sensibilizzare i governi circa le problematiche che destano maggiore preoccupazione. In particolare, il Segretario Generale si propone di: conseguire uno sviluppo sostenibile; prevenire le più gravi minacce alla pace e alla sicurezza internazionale; offrire supporto ai Paesi che vivono momenti di transizione; lavorare per e con le nuove generazioni.
 
Attività dell'Ente: il Segretariato Generale svolge principalmente attività di carattere amministrativo sebbene tali attività coinvolgano i diversi ambiti di competenza dell’ONU. Ad esempio il Segretariato Generale gestisce le operazioni di pace (peacekeeping operations), media dopo l’insorgere di controversie internazionali, conduce studi e ricerche sui diritti umani e sui principali trend sociali, culturali ed economici fornendo materiale di supporto per gli altri organi dell’ONU. Dato l’ampio spettro di attività di cui si occupa il Segretariato Generale, esso è caratterizzato da una struttura molto complessa costituita da vari uffici e dipartimenti: 
 
Executive Office of the Secretary General (EOSG) si occupa della gestione dell’agenda del Segretario Generale. Infatti tra gli uffici che l’EOSG comprende al suo interno vi sono l’ufficio del Portavoce del Segretario Generale e l’ufficio del Cerimoniale. Inoltre l’EOSG accoglie i cosiddetti “messaggeri di pace”, i rappresentanti e gli inviati speciali
 
Office of Internal Oversight Services (OIOS) coadiuva il Segretario Generale nell’esercizio della sue responsabilità di supervisione nel rispetto delle risorse e dello staff dell’ONU (monitoraggio, controlli interni, ispezioni). Inoltre l’OIOS supporta gli Stati Membri dell’ONU e l’Organizzazione stessa nella lotta alle frodi, abusi, infrazioni e cattiva gestione delle risorse
 
Office of Legal Affairs (OLA) fornisce al Segretariato Generale e ai principali organi dell’ONU un servizio legale omogeneo e accentrato. L’OLA contribuisce anche alla codificazione e allo sviluppo progressivo del diritto internazionale pubblico e del diritto commerciale, monitora l’effettiva applicazione del diritto del mare e, dopo la firma di trattati, si erge ad ufficio per il deposito delle ratifiche qualora ciò sia richiesto dai trattati internazionali in questione   
Department of Political Affairs (DPA) promuove la soluzione pacifica e politica dei conflitti. A tal fine il DPA costituisce delle “missioni politiche” che vengono inviate sul campo e fa largo uso della cosiddetta “diplomazia preventiva” che negli ultimi decenni ha giocato un ruolo chiave nella riduzione dei conflitti armati
 
Office for Disarmament Affairs (ODA) promuove il disarmo nucleare e la non proliferazione, contrasta l’uso di armi chimiche e batteriologiche e cerca di limitare anche l’uso di determinate arme convenzionali come le mine
 
Department for Peacekeeping Operations (DPKO) gestisce le operazioni di mantenimento della pace che si prefiggono di creare le condizioni per l’instaurazione di un ambiente pacifico nei Paesi caratterizzati da conflitti armati
 
Department of Field Support (DFS) gestisce le missioni sul campo dal punto di vista delle risorse umane, dell’allocazione delle risorse finanziarie e della logistica
 
Office for the Coordination of Humanitarian Affairs (OCHA) si assicura che vengano date delle celeri risposte alle emergenze umanitarie. In tale contesto l’OCHA coordina gli sforzi umanitari internazionali e nazionali, sensibilizza l’opinione pubblica circa i diritti delle vittime delle emergenze umanitarie e favorisce l’adozione di soluzioni sostenibili
 
Office for Disaster Risk Reduction (UNISDR) è il punto di riferimento dell’ONU nel contesto  del coordinamento degli sforzi volti a ridurre disastri/catastrofi in tutto il mondo 
 
Department of Economic and Social Affairs (DESA) lavora a stretto contatto con governi dei Paesi membri dell’ONU e con I partner dell’Organizzazione per aiutare i Paesi del mondo in difficoltà a raggiungere i loro obiettivi economici, sociali e ambientali
 
Department for General Assembly and Conference Management (DGACM) con uno staff di 3400 persone, DGACM è l’ufficio più grande del Segretariato Generale. DGACM al suo interno accoglie ricercatori, organizzatori di eventi, traduttori, interpreti, grafici, designer, reporter che lavorano costantemente affinché l’ONU continui ad essere un foro di discussione internazionale
 
Department of Public Information (DPI) si occupa della diffusione delle notizie ufficiali dell’ONU, sottolinea le problematiche mondiali che suscitano maggiore preoccupazione, lavora con l’opinione pubblica e i mass media mondiali
 
Department of Safety and Security (DSS) monitora le aree del mondo e successivamente segnala le zone critiche che da un alto potrebbero ospitare soggetti in grado di minacciare la pace e la sicurezza internazionali 
 
Department of Management (DM) si occupa degli aspetti amministrativi e burocratici degli uffici centrali e periferici del Segretariato dell’ONU. I campi di competenza del DM sono i seguenti: risorse umane, budget, servizi centrali di supporto 
 
Opportunità dell'Ente: il Department of Management (DM) del Segretariato Generale gestisce il settore relativo alle opportunità di carriera  (UN Careers) e di tirocinio (Internships) in seno all’ONU. I percorsi di carriera (Careers paths) sono diversificati e multidisciplinari nel senso che variano dal punto di vista delle funzioni, degli uffici e degli ambiti lavorativi. Per quanto riguarda le categorie, lo staff dell’ONU si articola in: Professional and higher categories (P and D), General Service and related categories (G, TC, S, PIA, LT), National Professional Officers (NO), Field Service (FS), Senior Appointments (SG, DSG, USG and ASG). 
Il DM gestisce altresì i tirocini presso il Segretariato Generale, sede di New York (Internship Programme – United Nations Secretariat, New York). Tali tirocini mirano ad offrire a giovani laureati/e l’opportunità di trasformare le conoscenze teoriche in competenze pratiche. I tirocinanti, in tal modo, possono capire meglio le attività condotte dall’ONU in tutto il mondo e i principi universali ad esse sottesi. Infine, un tirocinio presso il Segretariato Generale può divenire il primo passo di una carriera professionale in seno all’ONU.
Per potersi candidare, occorre monitorare costantemente il sito careers.un.org in quanto le opportunità di carriera non vengono pubblicate sulla base di scadenze fisse e predeterminate, bensì compatibilmente con le necessità dei vari uffici/dipartimenti del Segretariato Generale
 
 
Link utili:
 
Ritalba Mazzara
Pubblicato in Istituzioni
Una delle più importanti istituzioni legali al mondo apre le sue porte per occasioni incredibili di stage all’interno dei suoi dipartimenti. Non perdere tempo, invia il tuo curriculum e vola in Europa con la Corte Internazionale di Giustizia!
 
Ente: ICJ nasce nel 1946 ed è il principale organo giuridico delle Nazioni UniteHa la funzione di dirimere le controversie fra Stati e altresì può dare pareri su qualsiasi questione giuridica all’Assemblea Generale ed al Consiglio di Sicurezza oppure agli altri organi su autorizzazione dell’Assemblea. Si compone di 15 giudici indipendenti (in carica per 9 anni) le cui lingue ufficiali sono inglese e francese.
 
Dove: L'Aja
 
Destinatari: Laureandi e laureati
 
Quando: puoi candidarti tutto l'anno
 
Scadenza: open
 
Descrizione dell’offerta: Il candidato avrà la possibilità di analizzare il funzionamento e la risoluzione dei casi presentati alla Corte di Giustizia. Sarà inserito in vari team di giudici e avvocati ufficiali, delle Nazioni Unite che contribuiranno alla sua formazione professionale e crescita giuridica.
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Requisiti:
- laureando o laureato in corsi di studio di interesse della Corte
- ottima conoscenza dell’inglese
- è auspicabile la conoscenza di una seconda lingua
- buone abilità informatiche
 
Documenti richiesti: Application form
 
Costi/retribuzioni: non previsti
 
Guida all’application: Il candidato dovrà completare l’application form presente all’indirizzo sopra riportato. Una volta compilata il sito fornirà tutte le indicazioni utili relativamente ai documenti necessari e gli indirizzi a cui inviarli
 
Informazioni utili:
Solo i candidati selezionati verranno contattati
 
Link utili:
 
Contatti utili:
International Court of Justice
Peace Palace
Carnegieplein 2
2517 KJ The Hague
The Netherlands
Tel : +31 (0)70 302 23 23
 
A cura di Vittorio Vitello
 
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