UN Women Training Centre offre l’opportunità di partecipare all’internship per approfondire il discorso sull’uguaglianza di genere. Invia il tuo C.V.!

 

Per altre opportunità simili visita la sezione Organizzazioni Internazionali

 

Ente: UN Women è un’organizzazione dell’Unione Europea che si occupa dell’uguaglianza di genere e della legittimazione della donna ed è stata fondata per incrementare il soddisfacimento dei bisogni delle donne a livello mondiale. UN Women sostiene gli Stati Membri dell’Unione Europea in quanto stabilisce delle norme globali per il raggiungimento dell’uguaglianza di genere e collabora con i governi e la società civile per redigere leggi, programmi e servizi al fine di assicurare che le norme comprendano anche dei vantaggi per le donne. Lo scopo principale dell’organizzazione è quello di far sì che il progetto Sustainable Development Goals diventi una realtà per tutte le donne e UN women sostiene la parità dei diritti delle donne nella partecipazione in tutti gli aspetti della vita, focalizzando l’attenzione su cinque obiettivi principali:   

- migliorare la cooperazione fra le donne

- mettere fine alla violenza sulle donne

- includere le donne in ogni aspetto riguardante la pace e la sicurezza

- potenziare la responsabilizzazione economica delle donne

- far sì che il tema dell’uguaglianza di genere diventi centrale nei piani di sviluppo delle nazioni

 

Dove: Santo Domingo, Repubblica Dominicana

 

Destinatari: A tutti coloro che sono interessati

 

Quando: Non specificato

 

Scadenza: 19/12/2017

 

Descrizione dell’offerta: UN Women Training Centre offre l’opportunità di partecipare all’internship per approfondire il discorso sull’uguaglianza di genere. Lo UN Women Training Centre (TC) contribuisce alla realizzazione di progetti per l’uguaglianza di genere, i diritti e la legittimazione delle donne attraverso un programma di formazione e apprendimento. La missione principale del suo team è quella di diventare il primo centro delle Nazioni Unite che contribuisca a realizzare una società basata sul rispetto e la parità dei diritti tra uomo e donna, sostenere lo sviluppo del centro per quanto riguarda la struttura e organizzazione dei programmi di formazione, raccogliere dati e informazioni, fornire un sostegno amministrativo  ai corsi di management, preparare dei resoconti sui corsi e fornire delle idee per la preparazione dei progetti di lavoro annuali

 

Requisiti:

 

Formazione: Il candidato deve essere iscritto a un’università di secondo livello o istituto equivalente, iscritto all’ultimo anno in un’università di primo livello (corso di laurea triennale o equivalente) oppure in possesso di un diploma di laurea e deve aver studiato materie riguardo all’uguaglianza di genere, alle scienze sociali e allo sviluppo internazionale o ambiti simili

 

Esperienza: È richiesta un’esperienza precedente in centri che si occupano dell’uguaglianza di genere o di studi di genere, abilità nell’uso del computer e dei pacchetti office e abilità nel web-based management

 

Lingue: È richiesta una conoscenza eccellente dell’inglese parlato e scritto. La conoscenza di un’altra lingua delle Nazioni Unite è un plus

 

Retribuzioni: Non retribuito

 

Guida all’application: Il candidato selezionato dovrà inviare i seguenti documenti: lettera che attesti l’iscrizione ad un’università o che attesti il possesso di un diploma di laurea magistrale, una copia del visto o del passaporto nel caso in cui non è richiesto il visto e una copia dell’assicurazione sanitaria. Il candidato deve quindi inviare il modulo di iscrizione con firma, due lettere di referenza, una copia dell’assicurazione medica, dell’iscrizione all’università, del passaporto e del visto (se richiesto)

 

Link utili:

 

Link all’Internship

Sito UN Women

 

Contatti Utili:

 

Sede centrale

Indirizzo

220 East 42nd Street

New York, NY 10017

 

Informazioni

UN Women

405 East 42nd Street

New York, NY 10017

Stati Uniti

Tel: +1 646 781-4400

Fax: +1 646 781-4444

 

a cura di Chiara Valenti

 

La redazione carriereinternazionali.com declina ogni responsabilità sull’attendibilità delle informazioni contenute nella scheda. Per informazioni in merito all’opportunità, contattare l’ente proponente.

LA REDAZIONE



ONU e Unione Europea hanno lanciato ’Spotligh Initiative’ con un ha un budget di 500 milioni di euro per contrastare la piaga sociale della violenza sulle donne, che  coinvolge in media una donna su tre.

L’Unione europea ha avviato in collaborazione con le Nazioni Unite ‘Spotlight Initiative’, un progetto per eliminare tutte le forme di violenza contro le donne. Lo ha annunciato l’alta rappresentante Ue per la Politica estera e di sicurezza, Federica Mogherini. “Dobbiamo innanzitutto garantire che le donne e le ragazze vivano in sicurezza, in modo che possano sviluppare pienamente le loro potenzialità,” ha detto la vicepresidente.

Il contributo economico delle Nazioni Unite, al momento, non è però rilevante. Il progetto, finanziato con un Fondo fiduciario multilaterale, parte con un budget di 500 milioni di euro, praticamente tutti versati dall’Unione europea. Troppo poco secondo il commissario per la Cooperazione internazionale e lo sviluppo Neven Mimica. “Per apportare un reale cambiamento, invito tutti i partner ad aderire alla nostra iniziativa”, ha detto il croato. “La violenza contro donne e ragazze è una delle ingiustizie più grandi del nostro tempo, e attraversa ogni frontiera, generazione, nazionalità e comunità”.

La violenza contro le donne e le ragazze è una delle più diffuse e devastanti violazioni dei diritti umani ed è presente in tutto il mondo. Essa riguarda ogni società e oltrepassa ogni genere di confine generazionale, socioeconomico, educativo o geografico. Oggi, complessivamente, oltre un miliardo di vite umane subiscono violenze. Si stima che il 35% delle donne è stato vittima di violenza nel corso della propria vita - una percentuale che in alcuni paesi raggiunge addirittura il 70%.
Inoltre, più di 700 milioni di donne in tutto il mondo vengono unite in matrimonio ancora bambine, prima dei diciotto anni. Di queste, più di 1 su 3 prima dei quindici anni: si tratta di circa 250 milioni di ragazze. Almeno 200 milioni di donne e ragazze in 30 paesi hanno subito mutilazioni genitali.
Questa piaga è un ostacolo alla parità di genere, all'emancipazione di donne e ragazze e, in generale, allo sviluppo sostenibile, oltre a essere un ostacolo alla realizzazione degli obiettivi di sviluppo sostenibile.

Secondo il Segretario generale delle Nazioni Unite, António Guterres, l’iniziativa Spotlight “ha una portata storica e rappresenta un investimento pionieristico nella parità di genere e nell’emancipazione femminile”. È espressione della stessa volontà politica dimostrata dalla comunità internazionale nell'adottare gli obiettivi di sviluppo sostenibile, non solo l'obiettivo 5 incentrato specificamente sulla parità di genere ma anche obiettivi quali il porre fine alla violenza contro le donne e le ragazze nonché l'integrazione della parità di genere nel quadro complessivo degli obiettivi di sviluppo sostenibile.
Il nuovo consenso europeo in materia di sviluppo e il nuovo approccio globale dell'UE allo sviluppo sostenibile negli anni a venire evidenziano anche l'impegno dell'UE e di tutti gli Stati membri in materia di parità di genere.

'Spotlight' dovrebbe fornire alle donne sostegno su vasta scala, organizzare attività di sensibilizzazione, implementare il quadro normativo e migliorare la raccolta dati in Africa, America Latina, Asia, nel Pacifico e nei Caraibi. Il tutto per eliminare, appunto, la violenza contro le donne: una piaga sociale che coinvolge, in media, una donna su tre. La percentuale delle vittime sale però al 70% in alcuni Stati dell’Africa e dell’Asia. Qui, a soffrire, sono soprattutto le giovani, date in sposa quando sono ancora bambine (700 milioni i casi), o infibulate (200 milioni).

 

Giuditta Pecorari

 

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Spotlight Initiative - UE

Commissione Europea

ONU

Si è conclusa il 25 Settembre la 72esima sessione dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite tenutasi a New York, che è stata sede di dibattito di 196 Capi di Stato, di governo e delegazioni. I temi al centro del dibattito hanno rispecchiato le problematiche e le sfide più pressanti del presente a livello mondiale quali la lotta al terrorismo, la minaccia del nucleare, la crisi dei rifugiati e la questione ambientale.

In rappresentanza dell’Unione Europea, il 20 settembre è intervenuto il presidente del Consiglio europeo Donald Tusk. Il suo intervento, perfettamente in linea con i temi chiave della sessione, si è concentrato su elementi quali:

- il contributo dell'UE nel far fronte alla crisi dei rifugiati e le ulteriori azioni necessarie per porre un freno alla tratta di esseri umani

- la necessità di perseguire una denuclearizzazione pacifica della penisola coreana

- la necessità di potenziare la lotta al terrorismo, intensificando convergendo le forze per contrastare la radicalizzazione

- la necessità di mettere al centro la questione ambientale attraverso l'impegno dell'UE ad attuare pienamente e con rapidità l'accordo di Parigi.

È stata data inoltre ampia rilevanza alla figura della donna attraverso il lancio dell'iniziativa congiunta "EU-UN Spotlight" volta ad eliminare tutte le forme di violenza contro donne e ragazze. In particolare l’iniziativa si concentrerà su aree quali il traffico di donne e ragazze, lo sfruttamento sessuale ed economico, la violenza di genere e i femminicidi.

 Tuttavia, il vero e principale tema del dibattito, è stato l’invito a concentrarsi sugli individui nella lotta per la pace e una vita dignitosa su un pianeta sostenibile, ponendo le persone al centro delle attività delle Nazioni Unite e rilevando il ruolo che le riforme proposte hanno ai fini di una riorganizzazione dell’ONU. Tale raccomandazione risulta chiaramente visibile nelle parole del Presidente dell’Assemblea Miroslav Lajčák:

 “Durante la scorsa settimana abbiamo affrontato molte questioni. Avete discusso dell’impatto che hanno sui Paesi del mondo e sui loro popoli. Abbiamo ascoltato resoconti di persone che fuggono dal fuoco dei conflitti, della potenza di bombe che esplodono distruggendo. Storie di individui che sopravvivono un’intera settimana con quello che alcuni di noi pagano per un caffè. Persone costrette a dover decidere se mettere a repentaglio le loro vite per restare o per fuggire. Persone che si chiedono dove colpirà il prossimo uragano, o se il loro villaggio sarà sommerso tra qualche anno. Persone che stanno cominciando a perdere – o hanno già perso – la speranza nei processi di pace internazionali. Persone che aspettano ancora che giustizia e diritti umani divengano parte della loro realtà quotidiana”.

A conclusione della sessione dell’Assemblea, è stata ribadita l’importanza di rafforzare le Nazioni Unite quale asse portante dell'ordine globale fondato su regole, sul dialogo e sul multilateralismo, attraverso l’impegno a favore dell’ONU e dei suoi membri.  Aggiunge infine con forza il Presidente Lajčák “Avete anche sostenuto che qualsiasi alternativa rischierebbe di replicare errori già commessi nella storia”.

 

 

Barbara Parisse

 

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72° Assemblea

Assemblea Generale ONU

Sette giovani donne portano il loro aiuto nel Sud Est Asiatico. Le ragazze hanno partecipato ad un Viaggio Solidale WEP, programmi di volontariato sociale o ecologico, per insegnare inglese alle popolazioni locali o prendersi cura delle specie animali in pericolo.

Alice, Chiara, Irene, Giulia, Gaia, Martina e Beatrice hanno all’incirca vent’anni e hanno trascorso alcune settimane dall’altra parte del mondo, ma niente spiaggia e surf per loro. Le ragazze infatti hanno fatto volontariato in IndonesiaSri Lanka e Laos attraverso i Progetti Human e Wildlife di WEP, una serie di programmi per portare aiuto nei paesi in difficoltà, salvaguardando le specie animali e vegetali a rischio (Progetto Eco e Wildlife) oppure contribuendo al miglioramento delle condizioni di vita delle popolazioni locali (Progetto Human).

Alice (18 anni), Chiara (18 anni) e Martina (23 anni), sono state a Bali per insegnare inglese a bambini e ragazzi. Il contributo dei volontari in questo settore è molto rilevante: le scuole private sono molto costose per la popolazione locale e quelle messe a disposizione dallo stato sono limitate. La prima settimana è introduttiva e serve ai volontari per entrare in contatto con la cultura locale: corsi di Balinese, conoscenza dei luoghi e delle abitudini del posto. Nelle settimane successive, invece, le giovani sono state inserite nelle scuole o nei centri linguistici, dove, per stimolare l’apprendimento hanno potuto organizzare varie attività di intrattenimento e gioco. Martina, dopo l’esperienza a Bali, si è fermata ancora in Indonesia nell’isola di Nusa Penida, per partecipare a uno dei progetti Wildlife. L’isola è abitata da una delle specie più antiche di tartarughe marine, le tartarughe verdi, che arrivano a pesare anche 320 kg. Martina, in gruppo con gli altri volontari, aveva il compito di accudire gli esemplari di questa specie, prendendosi cura di tutta la riserva marina.

Anche Irene (18 anni) di Bologna ha fatto l’insegnate a Bali. Il progetto scelto da Beatrice, sua compaesana di 23 anni, invece l’ha portata in Laos, presso un monastero buddista, per insegnare inglese a giovani studenti o monaci. Le altre due ragazze di Bologna, Gaia (17 anni) e Giulia (18 anni) sono state in Sri Lanka per portare aiuto negli orfanotrofi, nei centri di assistenza ai disabili o in altre strutture per la comunità a seconda delle esigenze.

Quest’anno, rispetto al 2015, l’organizzazione ha registrato un aumento del 30% nelle adesioni a questa tipologia di programma. Se si vanno a consultare i dati, oltre il 60% dei giovani volontari parte dal Nord Italia e, del totale dei ragazzi, circa il 73% è di sesso femminile. Il progetto Human è quello maggiormente scelto (circa la metà opta per questo programma). Le mete preferite sonol’Indonesia, scelta da un ragazzo su quattro, e il Sud Africa (22%). A seguire Thailandia (8,2%), Sri Lanka (5,2%), Cina (3,4 %) e Tanzania (1,7 %).

WEP, World Education Program, è un'organizzazione internazionale al servizio dei giovani, che segue ogni anno oltre 4000 ragazzi in partenza dall’Italia verso 65 Paesi e in arrivo nella nostra penisola da tutto il mondo. I suoi programmi comprendono: soggiorni di gruppi scolastici durante l'anno (stage linguistici) o durante l'estate (vacanze-studio); corsi di lingua all’estero; programmi di lavoro, stage e viaggi solidali; i programmi “High School” per i ragazzi delle superiori per trascorrere un trimestre, un semestre o un anno scolastico all’estero.

Per saperne di più visita Viaggio Solidale WEP

Se il giornalismo è la tua passione e le pari opportunità ti stanno a cuore, non perderti l’opportunità di un internship con l’International Women’s Media Foundation
 
Per simili opportunità visita la nostra pagina Cooperazione, Sviluppo, Volontariato
 
 
Ente: L’International Women’s Media Foundation (IWMF) è un network di milioni di donne giornaliste che lavorano a livello internazionale per elevare lo status delle donne nei media
 
Dove: Washington D.C.
 
Destinatari: Studenti di lauree triennali/magistrali/master interessati
 
Quando:
- Spring internship: da Gennaio ad Aprile/Maggio
- Summer internship: da Maggio ad Agosto/Settembre
- Fall internship: da Settembre a Dicembre/Gennaio
 
Scadenza:
- Spring internship: 30 Settembre
- Summer internship: 15 Febbraio
- Fall internship: 15 Giugno
 
Descrizione dell’offerta: L’IWMF offre tirocini per studenti sia di lauree triennali che magistrali/master a student interessati  a guadagnare esperienza e insight sul lavoro della IWMF,  e avere accesso ad un vasto network internazionale di donne giornaliste e key players degli Stati Uniti e dei media internazionali. Internship sono offerti nelle aeree di:
- foundraising/development
- ricerca/assistenza con il Courage Journalism Awards
- comunicazione
- fellowships
 
Requisiti:
- esperienza di lavoro in un ufficio
- interesse nel giornalismo, nelle pari opportunità e nelle relazioni internazionali
- eccellente conoscenza dell’inglese
 
Costi/Retribuzione: Retribuzione non prevista
 
Guida all’application: Inizia la tua application online cliccando “submit an application” e tieni pronti il tuo CV e la tua lettera di presentazione
 
Informazioni utili: Visto l’ampio numero delle applications che vengono ricevute, solamente i candidate davvero presi in considerazione verranno contattati per le seguenti date:
- Spring internship: 15 Ottobre
- Summer internship: 1 Marzo
- Fall internship: 30 Giugno
 
Link utili:
 
A cura di Alessandra Marsico
 
La redazione carriereinternazionali.com declina ogni responsabilità sull’attendibilità delle informazioni contenute nella scheda. Per informazioni in merito all’opportunità, contattare l’ente proponente.
 
LA REDAZIONE
Il Latin American Women’s Aid cerca proprio te: candidati subito e lavora per i quadri di Communications & Social Media e Facilitating English Classes
 
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Ente: Il Latin American Women’s Aid Refuge, noto anche con l’acronimo di LAWA, è una charity fondata 27 anni fa del Regno Unito che si occupa di supportare nello specifico la minoranza di donne e bambini provenienti dall’America Latina o di altre etnie che hanno avuto esperienza di violenza domestica. Lo scopo dell’organizzazione è quello di dare loro l’opportunità di ricominciare una nuova vita andando a ricoprire un ruolo attivo nella comunità
 
Dove: Londra, Regno Unito
 
Destinatari: Giovani studenti e/o laureati
 
Durata: Variabile
 
Scadenza: È  possibile candidarsi tutto l’anno
 
Descrizione offerta: Il candidato andrà a ricoprire ruoli di responsabilità all’interno dei progetti attivi al momento del suo arrivo presso il Latin American Women’s Aid Refugee. In particolare, verranno richieste ottime doti di comunicazione ed organizzazione, essendo fondamentali l'approccio umano come la disponibilità a partecipare a workshop, seminari e conferenze. LAWA al momento ricerca delle figure da inserire nel proprio team di Londra nelle seguenti aree:
- Facilitating English Classes
- Communications and Social Media
 
Requisiti: Il candidato ideale deve possedere delle ottime conoscenze della lingua inglese, come di facoltà organizzative e comunicative. Saranno preferiti candidati con conoscenza della lingua spagnola e/o portoghese, con esperienze o studi pregressi nelle aree di interesse dell’organizzazione
 
Retribuzione: previsto rimborso spese, come un supporto economico per eventuali viaggi, workshop ed eventi
 
Documenti richiesti:
 
-curriculum vitae
-lettera di presentazione
 
Guida all’application: inviare i documenti richiesti con l’application form compilata in tutte le sue parti al seguente indirizzo email: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.. Per qualsiasi dubbio o domanda chiamare direttamente al numero 07577229948
 
Info utili: il candidato una volta iniziata la collaborazione con LAWA verrà affiancato da un “link worker” per supportarlo ed aiutarlo nell’iniziale organizzazione ed integrazione nel team di riferimento. Una volta sviluppate le capacità e le responsabilità necessarie verrà richiesto un ruolo più indipendente
 
Link:
 
 
Contatti utili:
 
Latin American Women’s Aid Refuge
18 Ashwin Street, London E8 3DL
Tel: 0207 275 0321
Email: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
 
A cura di Eleonora Mantovani
 
La redazione carriereinternazionali.com declina ogni responsabilità sull’attendibilità delle informazioni contenute nella scheda. Per informazioni in merito all’opportunità, contattare l’ente proponente
 
LA REDAZIONE

Sei alla ricerca di un’opportunità di stage? Il Comitato Nazionale UN Women accoglie tirocinanti per periodi di tempo variabili, a partire da una durata minima di tre mesi. Invia subito la tua candidatura!

 

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Ente: L'Entità delle Nazioni Unite per l'uguaglianza di genere e l'empowerment delle donne è un ente delle Nazioni Unite che lavora per favorire il processo di crescita e sviluppo della condizione delle donne e della loro partecipazione pubblica. UN Women è diventato operativo nel gennaio del 2011. UN Women copre oggi due ruoli principali: sostiene gli organismi intergovernativi quali la Commissione sullo Status delle Donnenell’elaborazione di politiche, standard e norme internazionali ed affianca gli Stati Membri nell’applicazione di tali misure, garantendo dove necessario il supporto tecnico e finanziario richiesto, dando vita ad efficienti collaborazioni con la societa’ civile. 
 
UN Women Comitato Nazionale Italia ha attivamente partecipato all’iniziativa «La tua carta d’identità, i tuoi diritti» volta a fornire un documento d’identità alle donne egiziane permettendo ad esse di accedere ai loro diritti sociali e politici. L’obiettivo del progetto era quello di registrare all’incirca 300.000 donne senza documento di identità. Al termine della prima fase di lavoro, UN Women è riuscita, grazie al contributo dei suoi partner, a distribuire 158.686 documenti d’identità. Inoltre, attraverso la campagna mediatica, sono state raggiunte 3.164.655 donne, sono stati distribuiti 10.239.480 dossier informativi che sono stati sottoscritti da 122.207 firmatari. La campagna ha mobilizzato non solo il personale di UN Women, ma anche numerosi volontari, rappresentanti della società civile e persone sensibili al tema della partecipazione politica e dell’empowerment femminile
 

 

Destinatari: studenti
 
 
Durata: 3/6 mesi
 
 
Scadenza: open - in questa fase Un Women Italia sta cercando un figura da inserire con urgenza
 
 
Descrizione: Il programma di Stage offre ad un piccolo gruppo di eccellenti studenti in possesso di Laurea ed attualmente iscritti ad un Master o, un Dottorato, l'opportunità di prendere parte alle attività di UN Women. Gli stagisti sono normalmente coinvolti in attività di progettazione, attuazione e valutazione dei programmi e dei progetti dell'UN Women; la durata degli stage varia a seconda delle disponibilità accademiche dello stagista e delle esigenze dell'UN Women.
Il tirocinante si assume l’obbligo di svolgere le  attività oggetto del tirocinio, rispettando le indicazioni della Presidente Nazionale di UN Women, avrà modo di collaborare attivamente con l’organizzazione e di incrementare la propria formazione presso il comitato
 
 
 
Requisiti:Ai candidati sono richiesti i seguenti requisiti:
- Essere iscritti ad un corso di Laurea Triennale/Magistrale o ad un corso di studi Post-Laurea
- Buona conoscenza della lingua inglese scritta e orale. La conoscenza di un ‘ altra o più lingue delle Nazioni Unite costituisce un vantaggio
- Dimostrato interesse verso tematiche di genere ed esperienza pregressa verranno prese in considerazione
 
 
Documenti richiesti: CV. Se il tirocinante è cittadino di uno Stato non appartenente all’Unione Europea, dovrà provvedere ad esibire i documenti necessari, quali Passaporto e Permesso di Soggiorno
 
 
Retribuzione: il tirocinio non prevede alcuna retribuzione; il tirocinante risponderà personalmente delle spese e dei costi relativi al proprio sostentamento, vitto e alloggio. Anche i costi relativi agli spostamenti saranno a carico del tirocinante
 
 
 
Guida all’application:Per inviare la tua candidatura è necessaria la compilazione del modulo da inviare al seguente indirizzo: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
 
 
Link Utili:
 
 
Contatti utili:
UN Women Comitato Nazionale Italia Onlus
Via O. Uffreduzzi, 6 – 10134
Torino
Tel: +39 011 304 26 26 Fax: +39 011 304 26 34
E-mail:Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
 
 
Informazioni utili:
L’ente delle Nazioni Unite per la parità di genere e l’empowerment femminile (UN Women) ha lanciato in Egitto il progetto “Donne egiziane e transizione democratica – Empowerment politico femminile” (WPE – Women’s Political Empowerment). L’obiettivo principale del progetto era quello di migliorare il ruolo di leadership delle donne e la partecipazione politica nel processo di transizione politica in Egitto. Il progetto è stato generosamente finanziato dal Governo del Belgio, dei Paesi Bassi, della Spagna, dal Programma delle Nazioni Unite per lo Sviluppo e da UN Women – Comitato Nazionale Italia.
I risultati attesi dal progetto sono:
1) L’elaborazione di un’agenda gender-sensitive che tuteli i diritti delle donne e che sia integrata nel quadro normativo e istituzionale egiziano;
2) La creazione di un ente che tuteli i diritti delle donne durante le elezioni, promuovendo così non solo la partecipazione delle donne al voto, ma anche la loro candidatura.
3) Il supporto alle attiviste e alle organizzazioni per la parità di genere e l’empowerment femminile per aumentare la loro influenza a livello politico, a livello delle loro attività sul territorio nazionale e della loro comunicazione.
Per maggiori informazioni consulta il rapporto di attività completo: Rapporto Egitto: donne e transizione politica
 
 
A cura di Mariangela Rosato
 
La redazione carriereinternazionali.com declina ogni responsabilità sull’attendibilità delle informazioni contenute nella scheda. Per informazioni in merito all’opportunità, contattare l’ente proponente.
 
LA REDAZIONE
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
Il NGO Committee on the Status of Women offre internship nella sua sede di New York.
 
Per altre opportunità simili, andate nella sezione “Cooperazione, Sviluppo e Volontariato
 
Ente: Il NGO Committee on the Status of Women sostiene il lavoro della Commissione delle Nazioni Unite sulla condizione delle donne e UN Women. Giocando un ruolo attivo nella Comunità delle Nazioni Unite, i sostenitori del NGO Committee on the Status of Women lavorano per l’affermazione dei diritti delle in tutto il mondo e supportano la piattaforma d'azione di Pechino, la risoluzione ONU di sicurezza 1325, gli obiettivi di sviluppo del Millennio, e la Convenzione per eliminare ogni forma di discriminazione contro le donne (CEDAW).
 
Dove: New York, USA
 
Destinatari: tutti coloro siano interessati
 
Scadenza:non è prevista una scadenza
 
Descrizione dell’offerta: Questo stage della durata di un anno richiede agli stagisti di lavorare 2 o 3 giorni a settimana per un minimo di 12-15 ore. I tirocinanti verranno assegnati in modo appropriato per assistere il comitato nella preparazione di vari eventi e nel fornire supporto per il prossimo ONG CSW Forum 2015.
 
Requisiti:
- Almeno due anni di esperienza di lavoro e/o pratica in contesti internazionali
- Saranno preferiti i dottorandi, tuttavia le candidature dei laureandi verranno comunque prese in considerazione
- Capacità di gestire più progetti e incarichi di lavoro
- Ottime capacità relazionali, sia di persona che per telefono, con alta professionalità
- Competenza con le ultime versioni di Microsoft Word, Excel, PowerPoint, Access, e stampa unione, e-mail e ricerche sul Web
- Background in Giornalismo, Scienze Sociali, Legge, Public Policy, Relazioni Internazionali, Marketing, Comunicazione, Business o discipline affini
- La conoscenza di una lingua ONU diversa dall'inglese sarà considerato un asset
 
Documenti richiesti: Breve CV, Cover Letter e 2 referenze (in inglese e in formato PDF)
 
Costi/retribuzione: non previsto
 
Guida all’application: per candidarsi a questa posizione è necessario inviare una mail all’indirizzo Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo., inserendo nell’oggetto “Internship” e allegando (in formato PDF) tutti i documenti richiesti.
 
Informazioni utili: E’ previsto un rimborso spese per il trasporto.
 
Link utili:
 
Contatti utili:
77 United Nations Plaza
New York NY 10017
Email: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
 
A cura di Martina Bavastrelli
 
Per il nuovo anno accademico 2014-2015 Carriere Internazionali ha selezionato per i suoi iscritti SILVER e GOLD centinaia di opportunità, frutto di accordi siglati con prestigiosi Enti attivi in campo internazionale.
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La redazione carriereinternazionali.com declina ogni responsabilità sull’attendibilità delle informazioni contenute nella scheda. Per informazioni in merito all’opportunità, contattare l’ente proponente.
 
LA REDAZIONE
 
 
Si terrà il 15 Ottobre la Giornata Internazionale delle Donne Rurali, come ogni anno dal momento della sua istituzione da parte dell’Assemblea Generale con la risoluzione 62/136 del 18 dicembre 2007.
Una giornata importante per rimarcare il ruolo della donna nel settore dell’agricoltura da sempre di fondamentale importanza, specie nei paesi in via di sviluppo (PVS).
Come ha avuto modo di affermare il Segretario Generale delle Nazioni Unite “Tale giornata si presenta nel momento più adatto, visto che ci troviamo nel pieno di una crisi alimentare e di un terremoto finanziario globali, e alla vigilia della Giornata Mondiale dell’Alimentazione”.
Il Segretario ha evidenziato come il valore delle donne rurali non sia commisurato al lavoro da esse svolto. L’assenza di una scolarizzazione e di possibilità economiche privano le stesse del potere di accedere ai “processi decisionali che le riguardano da vicino”.
Creare e potenziare le prerogative di queste significa creare delle condizioni di vita migliori che si ripercuotono in senso positivo sull’intera comunità di cui fanno parte. 
Il messaggio si presenta come un monito nei confronti di tutti gli Stati ad intervenire efficacemente e solertemente.
Parlare quindi delle donne rurali è importante per non dimenticare che è grazie al loro costante impegno nel settore dell’agricoltura che si creano le condizioni migliori per lo sviluppo di un’economia rurale, nonché i benefici che possono trarsi nella lotta alla fame, alla malnutrizione e di conseguenza alla povertà, tutti temi correlati.
Un ruolo che merita di essere posto sotto i riflettori e che dovrebbe essere tenuto in debita considerazione anche per le disparità che riguardano l’accesso alle risorse produttive rispetto al sesso maschile. Una disparità che secondo i dati Fao (2013) è causa dello stato di povertà di oltre 100 milioni di persone.
Se infatti le donne potessero accedere a determinate agevolazioni (l’accesso al credito, alla formazione, etc.) al pari degli uomini, automaticamente si ridurrebbe del 17% il numero delle persone affamate, dati (riferiti all’anno 2013) che non possono essere trascurati, se si pensa oltretutto che in due dei cinque continenti (Africa e Asia) le donne lavorano 52 ore in più al mese rispetto agli uomini.
Ma in che modo le donne incidono nella lotta alla fame? Poiché esse operano nei luoghi ove si concentra la percentuale più elevata delle persone che soffrono la fame ed è proprio in tali luoghi che esse producono la maggioranza degli alimenti, concentrando nelle loro mani le fasi che attengono alla produzione alimentare.
Esse sono escluse dalla sola vangatura dei campi e dalla conduzione degli animali da traino, per poi essere utilizzate nel lavoro di semina, pulitura dei campi dalle erbacce, concimazione, etc.
Dunque se le donne fossero incluse nelle leggi (o considerate negli usi e tradizioni locali) che permettono di possedere la terra, allora potrebbero accedere al credito per finanziare la produzione alimentare, migliorando le condizioni per la sicurezza alimentare e contribuendo alla crescita economica delle aree rurali maggiormente disagiate.
Per facilitare tale ingresso, un ruolo chiave è stato svolto da Muhammad Yunus, un banchiere bengalese che ha consentito agli imprenditori troppo poveri, attraverso la fondazione della Grameen Bank (1976), di ottenere piccoli prestiti grazie al microcredito moderno da lui stesso ideato. Creazione che lo ha portato a ricevere tra i tanti riconoscimenti, anche il premio Nobel per la pace (2006).
Nel 2011 contava 8.349 milioni di mutuatari, il 97% dei quali costituito solo da donne che hanno potuto così ottenere un prestito basato sulla semplice fiducia, non già sulla solvibilità.
Così la donna ora non si limita a cucinare il cibo, ma lo produce essa stessa!!
Per combattere la fame l’ONU, tra le varie organizzazioni che operano a livello mondiale, ha creato il Fondo Internazionale per lo sviluppo Agricolo (IFAD), al fine di eliminare la povertà nelle zone rurali più povere. Essa opera sin dal 1978 sia finanziariamente, sia attraverso progetti (di cui circa la metà sono destinati alle donne) con soluzioni specifiche per i singoli paesi.  Nel 2012 più di quattro milioni di persone (di cui il 69% donne) hanno ottenuto prestiti da istituzioni finanziarie sostenute dall’IFAD.
Proprio grazie al credito ottenuto dal Programma Mountain Areas Development, finanziato dalla IFAD, Marime Korbi, di Kukes (Albania) ha potuto specializzare la sua società Ervin, nella produzione di succhi di frutta e raki di alta qualità (bevanda alcolica a base di prugne e uve locali).
Nello Zimbabwe le donne grazie al sostegno di UN Women (creata nel 2010 dall’ONU) sono state in grado di avviare un’attività di commercio ittico, vendendo il proprio pescato e non quello derivante dalle attività ittiche maschili.
Non bisogna dimenticare neppure il ruolo svolto Ela Bhatt, fondatrice della SEWA (India 1972), un’associazione nata per supportare le lavoratrici autonome.
Per combattere la fame anche sul versante delle condizioni di salute, la World Bank, in conseguenza dell’epidemia causata dall’ebola, ha deciso di stanziare 21,7 milioni di dollari al Programma Alimentare Mondiale delle Nazioni Unite (WFP), da distribuirsi presso tutti i paesi colpiti, in particolare “Il contributo prevede sovvenzioni specifiche ai governi di Guinea (7,1 milioni dollari), Sierra Leone (6 milioni di dollari) e Liberia (5,6 milioni di dollari)”.
Nel 2012 UN Women, FAO, IFAD, WFP hanno creato il programma di durata quinquennale “Accelerating Progress Toward the Economic Empowerment of Rural Women”(da attuare inizialmente in Etiopia, Guatemala, Kirghizistan, Liberia, Nepal, Niger e Ruanda) per:
- migliorare la sicurezza alimentare e nutrizionale
- aumentare i redditi, migliorando la leadership e la partecipazione nelle istituzioni rurali
- creare un contesto politico più reattivo a livello nazionale e internazionale
Non meno importante il ruolo della World Bank nel contrasto alla disuguaglianza di genere (di ostacolo allo sviluppo dell’agricoltura) e nell’attuazione di programmi in grado di mantenere e sviluppare un’agricoltura in equilibrio con l’ecosistema. Per questo essa promuove la parità di genere nei suoi progetti di agricoltura.
Per il periodo 2011-2015 l’IFAD ha elaborato un Piano strategico IFAD 2011-2015, per far fronte al perdurare dello stato di povertà (e ai cambiamenti profondi) delle donne e degli uomini nelle zone rurali dove vivono “un miliardo di abitanti delle aree rurali con meno di 1,25 dollari al giorno”.  Con esso l’IFAD si pone alcuni obiettivi tutti riconducibili ad un obiettivo generale, ovvero quello di “mettere le popolazioni rurali povere in condizione di migliorare la propria sicurezza alimentare e la loro nutrizione e di aumentare il proprio reddito e la propria resilienza”.
E l’Italia cosa fa? L’Italia conosce bene quali siano gli sforzi per potere sviluppare delle zone rurali, poiché storicamente proviene da una lunga tradizione agricola ed è per questo che è uno degli stati fondatori dell’IFAD (1977), nonché uno dei maggiori finanziatori dell’agenzia IFAD. Rientra infatti all’ottavo posto tra i 165 stati membri dell’IFAD che hanno erogato contributi finanziari all’agenzia.
Essa ha inoltre approvato per prima una legge per la cancellazione di tutti i crediti vantati nei confronti dei paesi in via di sviluppo (PVS) e subordinato tale cancellazione all’utilizzo delle risorse liberate per la lotta alla povertà.
In particolare, con la legge 209/2000 ha partecipato all’iniziativa Higly Indebted Poor Conutries (HIPC) promossa dal Fondo Monetario Internazionale, dai Paesi del G7 e dalla World Bank per la cancellazione del debito dei PVS, estendendo tale beneficio non solo ai Paesi rientranti nell’HIPC, ma anche a quelli “eleggibili ai finanziamenti dell’IDA (IDA-Only)”.
La Giornata Internazionale delle Donne Rurali si collega alla Giornata Mondiale dell’Alimentazione celebrata dalle Nazioni Unite nella stessa settimana, nonché all’Hunger Run.
Dai dati della WFP risulta che nel 2014 il numero di persone che soffrono la fame è sceso a 805 milioni, dato che seppure può risultare confortante rispetto ai 925 milioni del 2010, è comunque pur sempre aberrante e inaccettabile!!
Se gli Stati membri delle Nazioni Unite riusciranno a sconfiggere la povertà, eliminare la fame nei PVS (attraverso l’uguaglianza di genere) e di conseguenza a raggiungere gli Obiettivi di sviluppo del Millennio entro il 2015, come stabiliti nella Dichiarazione 55/2 cancelleranno un debito impresso nella coscienza di tutti gli uomini e allora un giorno potrà avvenire ciò che ha affermato una volta lo stesso Muhammad Yunus al quotidiano inglese The Indipendent “One day our grandchildren will go to museums to see what poverty was like”.
 
Luciana Di Stefano
 
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Nel 1909 negli Stati Uniti si è tenuta la Prima Giornata della Donna. Cosa è cambiato in oltre un secolo? Tanti i risultati raggiunti, le conquiste delle donne in parità di genere, ma tanto resta ancora da fare.

La redazione carriereinternazionali.com vuole ricordare le origini di questa giornata di ispirazione internazionale e riflettere con voi sul significato di questa giornata.
 
La Giornata Internazionale delle Donne, nota come Festa della Donna, nasce dalle rivendicazioni delle militanti comuniste dei primi anni del ‘900, consapevoli dell’importanza di portare la discussione sulla situazione femminile al centro del dibattito politico internazionale.
Indetta per la prima volta di febbraio negli Stati Uniti, nel 1909, venne festeggiata per la prima volta l’8 marzo nel 1917 in Russia, data da allora in poi consacrata a ricordare al mondo che la condizione femminile è il fulcro dell’evoluzione sociale e del progresso civile.
In Italia la festa della donna si festeggiò per la prima volta nel 1922, sempre su iniziativa dei partiti di sinistra. Negli anni ’50 alla giornata dell’8 marzo venne associato il fiore della mimosa, simbolo della lotta delle donne contro l’usurpazione dei propri diritti.
Le Nazioni Unite hanno indetto il primo International Woman Day nel 1975; nel 1977 l’Assemblea Generale ha adottato una risoluzione per l’adozione annuale della Giornata della Donna da parte di tutti i paesi membri.
Oggi che senso ha festeggiare la Festa della Donna? Si può andare oltre il rituale dell’incontro con le amiche, le cene allegre e il regalo (atteso) di un fiore?
La situazione femminile soffre ancora enormi carenze e problematiche: violenza contro le donne, la lotta per la mutilazione genitale femminile, accesso all’istruzione, accesso al lavoro, parità retributiva, diritti civili e legali, pari dignità del ruolo materno, salute della donna, protezione contro le malattie sessualmente trasmissibili, pari dignità di fronte alla legge, pari opportunità e retribuzione.
E’ chiaro, però che le problematiche sono estremamente differenti nei diversi contesti di sviluppo.
Nei paesi in via di sviluppo, l’alto tasso di povertà inficia la partecipazione delle donne alla vita sociale e civile. Le famiglie, costrette a scelte di sopravvivenza prediligono spesso i maschi della famiglia, a scapito dalla condizione delle bambine che hanno minore accesso ad adeguata alimentazione e all’educazione. In alcuni contesti sociali, la nascita di una bambina è ancora considerata un problema e indicatore di questo sono orfanotrofi e centri di accoglienza con predominanza di bambine.
Le maggiori organizzazioni internazionali, continentali e nazionali dedicano molta attenzione alla questione, ma è chiaro che gli sforzi dall’alto spesso non sono sufficienti a superare il cosiddetto “gender gap”.
Le Nazioni Unite riservano un’importanza strategica alla condizione della donna tanto che nel 2010 l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha istituito UN Women - the United Nations Entity for Gender Equality and the Empowerment of Women - finalizzata a promuovere lo studio e la ricerca sulla situazione della donna e sostenere i programmi delle Nazioni Unite nelle diverse divisioni e agenzie, favorendo il coordinamento e la collaborazione nei programmi a sostegno della donna.
Due dei Millenium Development Goals sono dedicati proprio alla tutela della donna, il MDG 3 “Promote Gender Equality and empower women” e MDG5 “Improve maternal health”.
Tra i temi trattati negli ultimi anni in occasione dell’8 marzo, il Programma Alimentare Mondiale (PAM, WFP) ha voluto sottolineare come l’empowerment delle donne possa intensificare gli sforzi globali per porre fine alla fame nel mondo. Una dei programmi del PAM “Acquisti per il Progresso” (Purchase for Progress - P4P) è focalizzato proprio sul ruolo della donna nell'agricoltura. Si tratta di un’iniziativa che aiuta i piccoli agricoltori, in particolare le donne, a diventare attori competitivi del mercato attraverso la produzione di cibo destinato alla vendita e utilizzato nei programmi del WFP.
Ormai le policy e le programmazioni di organizzazione e agenzie internazionali danno un’importanza strategica all’empowerment delle donne nelle società, essendo stata dimostrata la stretta connessione tra lo sviluppo sociale, economico e culturale e il miglioramento della condizione femminile. Un esempio ne è l’azione di programmazione dell'UNDP che ha fatto del miglioramento della condizione della donna una delle variabili determinanti alla riduzione della povertà e dell’emarginazione sociale.
Nel campo della cooperazione allo sviluppo, molte le ong che si occupano della situazione femminile intervenendo con azioni specifiche nei diversi territori a sostegno dell’empowerment delle donne e del superamento dell’emarginazione sia nei contesti urbani che rurali.
Una nota a parte merita l’ambito del microcredito, dove l’esperienza della Grameen Bank è partita puntando le sue risorse sul coinvolgimento delle donne in Bangladesh nel microcredito per favorire la creazione di piccole attività economiche urbane e rurali condotte da donne. I risultati hanno dimostrato come la donna per una serie di ragioni psicologiche rappresenti una risorsa economica fondamentale e una garanzia sia in termini di sostenibilità delle iniziative economiche intraprese che di restituzione del debito.
Focalizzata sul ruolo della donna nella società e nella parità di accesso a posizioni sociali è invece  la posizione dell’Unione Europea e dell’Italia. Nei Paesi ad elevato indice di sviluppo umano, le problematiche sono maggiormente concentrate sulle possibilità reali di parità sebbene restino in sospeso questioni come la violenza sulle donne e l’alto indice di disoccupazione femminile aggravato dalla crisi economica.
In Europa, nel 2006 la Commissione Europea ha istituito un regolamento European Institute for Gender Equality (EIGE), con il quartier generale a Vilnius, il cui obiettivo principale è il potenziamento delle azioni per le pari opportunità nei settori di policy dell’Unione Europa. Il mainstream di genere è uno degli aspetti principali della programmazione europea a sostegno dei finanziamenti a livello regionale, nazionale ed europeo, riconoscendo la parità uomo-donna come uno dei principi fondamentali dell’Unione. EIGE ha individuato quattro indicatori per la valutazione della condizione femminile: conoscenza, tempo, potere, salute e due ambiti cross-over: disuguaglianze trasversali e violenza. L’obiettivo principale della policy europea è proprio quella di migliorare le performance di questi indicatori volti a dimostrare il progresso del ruolo civile e sociale della donna.
In Italia, il Dipartimento per le Pari Opportunità, istituito nel 1996, promuove l'indirizzo, la proposta e il coordinamento delle iniziative normative e amministrative in tutte le materie attinenti alla progettazione e alla attuazione delle politiche di pari opportunità e il coordinamento delle diverse politiche attuate a livello nazionale e regionale per la promozione della parità di genere.
 
La conclusione a nostro avviso è che sì, oggi ha ancora senso festeggiare questa giornata per ricordarci che la parità non esiste ancora e che è compito nostro promuoverla, partendo dall’8 marzo. Buona festa della donna a tutti!
 
Per approfondire:
 
Anna Caputo
 
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