03-04-2018

Chiacchiere col Gigante-Guillaume Lasconjarias racconta la Nato e le sue sfide

“Do we do wars for ideological reasons?”

Il Dr. Guillaume Lasconjarias, rappresentante del consiglio di difesa della Nato, apre il suo intervento al Festival delle Carriere Internazionali di Roma con questo dubbio irrisolto, chiedendosi se veramente lo scontro d’ideologie tra occidente e oriente si sia ultimato con la fine della guerra fredda e se si sia ancora disposti a morire per un’idea. O se lo si sia mai stati.

Inizia subito con un’attenta analisi della recente storia dell’Organizzazione.

Racconta del 2012, un anno importante per la Nato, segnato dal termine della missione in Asia per la stabilizzazione e la ricostruzione del territorio afghano.

Più di 150 000 soldati erano stati impiegati per questa missione senza però vedere risultati efficaci. Il vento europeo stava cambiando e ogni nazione cercava di ritirare i propri contingenti il più rapidamente possibile.

Una mancanza di coesione strategica tra le nazioni del Patto Atlantico è ciò che non ha permesso non solo la definizione di un obiettivo comune, ma soprattutto un modus operandi cooperativo per raggiungerlo.

Il Dr. Lasconjarias continuerà a ripetere questo concetto applicandolo alle varie sfide accolte dalla Nato negli ultimi 6 anni, ovvero da quando è diventato Research Adviser per il NATO Defense College.

Nel settembre 2014 durante il Wales summit sono state prese misure per assicurare un proseguimento della collaborazione degli alleati senza mettere sull’attenti la potenza russa, la maggior investitrice nel proprio settore militare, con la quale erano iniziate relazioni delicate e controverse data la precaria situazione balcanica.

In quel preciso momento, paesi come la Crimea e l’Ucraina, rappresentavano infatti la linea di fuoco che la Nato non avrebbe dovuto pestare.

Una volta passato il Rubicone, la Nato avrebbe pronunciato l’ Alea iacta est internazionale, rompendo definitivamente il già precario rapporto con la Russia.

La delicatissima situazione non è cambiata nel corso di questi quattro anni.

Queste simultanee e costanti crisi possono minare lo stesso concetto di Alleanza, in un momento in cui risulta molto difficile per ogni nazione fidarsi del proprio vicino.

La stessa alleanza, per essere mantenuta, ha bisogno di continuo coinvolgimento e di politiche comuni volte stabilità.

Rotture interne all’Alleanza porterebbero non solo ad una Russia più aggressiva, ma anche alla destabilizzazione dell’intero sistema internazionale.

Ciò che però il nostro ospite ribadisce è che i progetti e le politiche intraprese dalla Nato sono investimenti a medio-lungo termine.

Il dialogo e il negoziato sono processi che danno frutti con pazienza, e difficilmente l’organizzazione si è prestata a soluzioni con effetto immediato.

In questo senso, misure per aumentare e mantenere una stabilità internazionale, anche nelle zone più critiche, sono state prese durante il summit di Varsavia nel luglio 2016.

 

Il Dr. Guillaume Lasconjarias chiarisce che la Nato aborra l’idea di un ritorno alla Guerra Fredda, ma che negli ultimi anni si è tornato a considerare l’impensabile, data la radicalizzazione delle posizioni di Mosca e la rinascita di dialettiche autoritarie e nazionaliste in tutto il mondo.

Anche i rapporti con il neo presidente degli Stati Uniti non sono iniziati con tè e biscotti al burro; il Dr. Lasconjarias ammette anche che la propaganda politica non è del tutto una cartina tornasole di ciò che sarà la presidenza e mr. Donald Trump, infatti, ha già fatto marcia indietro sulla sua presunta totale sfiducia nella Nato.

 

Tanti sono gli obiettivi dell’organizzazione, ma il nostro ospite, ormai onesto con la realtà, ammette come non si possa avere una dimensione strategica senza una dimensione di difesa: per questo motivo la Nato si sta adattando al clima di tensione internazionale implementando le spese per la difesa e una più chiara pianificazione strategica per derimere nuove crisi internazionali che purtroppo sono alle porte.

Un chiaro approccio d’indagine sociale su fenomeni che stanno alla base di problemi odierni è ciò che caratterizza il nostro ospite, che con grande schiettezza e onestà intellettuale in 80 minuti riesce a riassumere una gran parte della situazione odierna vissuta con gli occhi del gigante Nato.




Chiara Sandri

Team 5 - Press Game

 

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