09-11-2015

Il RomeMUN come esperienza di vita. Intervista ai suoi protagonisti

"Partecipare ad una simulazione diplomatica delle Nazioni Unite può davvero farti comprendere come tale esperienza riesca a rappresentare uno starting-point dal quale sembra poi impossibile tornare indietro. Il mondo che si schiude davanti ai partecipanti è spesso sconosciuto ai più o noto solo  in via indiretta da libri e formazione teorica.  Quando si comprende che si può entrare davvero entrare nel mondo delle organizzazioni internazionali, il primo cambiamento di approccio deriva proprio da una nuova energia capace di spingerti verso nuove sfide e traguardi..."

 

Ok, ok, proseguire così potrebbe risultare alquanto scontato e a tratti anche noioso. Non ci basta adottare il punto di vista dell'osservatore esterno. Andiamo a mettere le mani nella pasta delle simulazioni diplomatiche ed in particolare del RomeMUN, leggendo la sua storia in queste sette edizioni e applicando uno zoom ad alta risoluzione sul fenomeno e puntando il nostro occhio di bue su degli intervistati niente affatto soliti, con consolidate esperienze nelle simulazioni diplomatiche, tanto che proprio loro hanno adottato vero e proprio MUNing-life-style.
Questa settimana per Carriereinternazionali.com hanno risposto alle nostre domande
César Eduardo Briceño Atencio,RomeMUN 2016 Secretary General
Ebenezer Essilfie Nyame,Chair in molteplici edizioni RomeMUN, Coordinatore, selezionato per un'internship ONU in Ghana
Carlo Moretti, Best delegate RomeMUN 2015
Non perdiamo altro tempo, Let's go MUNing! 

 

César perché hai deciso di partecipare ad una simulazione delle Nazioni Unite? Qualcuno ti ha suggerito questa esperienza o hai ricercato questo tipo di opportunità da solo?
Ero uno studente al secondo anno della facoltà di medicina quando ho sentito parlare di MUN. Un mio amico, anche lui studente della stessa facoltà, aveva partecipato in alcune edizioni durante il liceo e sembrava molto entusiasta all'idea di vivere di nuovo questa esperienza. Ho preso il coraggio che mi ha portato a dirmi che sarebbe stata una grande occasione quella di prendere parte ad una simulazione ed ho scelto di rappresentare la Germania al comitato del Consiglio di sicurezza, questa esperienza ha cambiato la mia vita.

 

In che modo sei venuto a conoscenza del RomeMUN?
Ho ricevuto una e-mail dai vari contatti MUN che indicava tutte le informazioni riguardanti questa grande conferenza. Devo confessare che ero un po' intimorito in un primo momento, ma poi ho deciso che sarebbe stato interessante condividere la mia esperienza latino-americana di approccio ai MUNs, in Europa e mi sono chiesto: perché non cominciare proprio da Roma?

 

Potresti descrivere le tue precedenti esperienze come partecipante?
Ogni esperienza è diversa dall'altra. Sono tutte uniche perché gli argomenti che discussi, le persone incontrate ed il contesto generale sono sempre diversi. Una cosa che ritengo comune è l'emozione, l'emozione di aver osato di pensare che si stia facendo qualcosa che potrebbe avere un impatto su noi stessi, che si stiano dando idee per risolvere dei problemi su scala mondiale e che queste idee, un giorno, potrebbero essere prese in conto.

 

Quali competenze pensi sia possibile acquisire partecipando ad una simulazione diplomatica?
In un primo momento direi parlare in pubblico secondo un approccio diplomatico, ma poi mi rendo conto che questo si acquisiste con il tempo e soprattutto con la pratica. Tutto ciò che comincia a manifestarsi è la volontà, la volontà di fare qualcosa di nuovo, la volontà di immergersi in una prospettiva completamente nuova e in un approccio che sarebbe difficile incontrare in altre conferenze o esperienze.

 

Al giorno d'oggi consideri un'esperienza come questa fondamentale per gli studenti? Perché?
Senza dubbio. Prima di partecipare ad una simulazione delle Nazioni Unite, non avevo idea di quello che avrei voluto fare della mia vita professionale, poi ho capito quello che era il mio obiettino nella vita; attraverso ogni nuova esperienza MUN, attraverso l’approccio di altre persone con prospettive e backgrounds diversi dal mio, mi sono reso conto sempre di più dell'importanza di questo tipo di esperienza, e io non la cambierei per nulla.

 

Secondo te qual è il valore aggiunto derivante dal RomeMUN per le capacità e le competenze degli studenti? Perché consigli di partecipare al RomeMUN?
Come ogni altro MUN, RomeMUN vi darà l'opportunità di discutere, dibattere, negoziare e anche conciliare le differenze. Una delle cose che rende il RomeMUN diverso è il contesto. Dal momento in cui si prende l'aereo, il treno, il bus o qualunque mezzo di trasporto per raggiungere l'evento, si può sentire la forza che una città storica come Roma ha, come se ti sentissi lì anche per fare la storia, comprendi che stai incontrando persone meravigliose ed intelligenti che potrebbero cambiare la tua vita o viceversa, ma soprattutto sai che, mentre si lavora anche duramente alle attività di simulazione ci si diverte. Come Segretario Generale del RomeMUN 2016 posso personalmente assicurarvi che i vostri Chairs sono tra i migliori sulla scena mondiale dei MUNs e credetemi, non ve ne pentirete di partecipare al RomeMUN!

 

Ebenezer perché hai deciso di partecipare ad una simulazione delle Nazioni Unite? Qualcuno ti ha suggerito questa esperienza?
Ho partecipato al primo MUN durante il mio secondo anno di liceo, nel 2006. La simulazione era stata organizzata da Life-Link Friendship Schools in Ghana. Anche se ero uno studente di General Science, ero un membro del debate team della mia scuola. Un mio collega mi si è avvicinato in un momento di pausa per parlarmi di un avviso affisso a scuola riguardante una simulazione delle Nazioni Unite riservata agli studenti. Eravamo interessati e abbiamo pensato di informarci. Così ho proposto di incontrare l'insegnante di riferimento per discutere il nostro interesse a partecipare al programma. Al primo incontro la sua dichiarazione è stata molto deludente per noi: "... il processo di selezione è chiuso e gli studenti hanno già partecipato a due sessioni di formazione." Ciò nonostante l'insegnante ha dato uno sguardo al programma e dopo vari tentativi si è offerto di includere i nostri nomi nella lista finale degli studenti partecipanti da presentare all'istituzione organizzatrice. Questo è come ho guadagnato la mia prima partecipazione ad un MUN e da lì ho preso parte a molte altre simulazioni.

 

Come hai avuto l'opportunità di conoscere il RomeMUN?
Ho sentito parlare del RomeMUN quando ho partecipato al Global Model UN (GMUN), convegno organizzato dalla Education Outreach division delle Nazioni Unite, e tenuto a Incheon, Corea del Sud nel 2011. Lì mi è capitato di avere una conversazione generale sui MUNs con una delle delegate durante la colazione prima delle sessioni del comitato. Lei era un membro di RomeMUN e mi ha lasciato un volantino dicendomi di cercare lì altre informazioni riguardanti il RomeMUN. Dopo il GMUN, sono andato a visitare il sito web RomeMUN e feci l'application.

 

La tua ultima esperienza nel RomeMUN è stata come Chair nel comitato del Consiglio dell'Unione Europea, potresti raccontarci questa esperienza e descrivere il tuo rapporto con gli studenti di questo comitato?
A dire il vero, anche la mia prima esperienza in RomeMUN è stata come Chair nell'edizione del 2012. Da lì ho ricoperto altri incarichi nelle simulazioni RomeMUN e la mia ultima esperienza è stata proprio nello stesso ruolo della prima partecipazione. Mi sono sentito a mio agio come Chair, solo che non ho potuto impegnarmi completamente nei preparativi pre-conferenza con i delegati e il personale poiché ero molto occupato nei lavori dell' UN Mission for Ebola Emergency Response (UNMEER). Una tra le più importanti opportunità che offre il RomeMUN è quella di incontrare e mettersi in contatto con i giovani provenienti da tutte le parti del mondo e desiderosi di imparare e condividere. Come Chair ho mantenuto un rapporto professionale ma entusiasmante con i delegati. Noi (il mio direttore, gli esperti di supporto nei comitati ed io) abbiamo fatto in modo che ogni delegato si sentisse a proprio agio nel partecipare ai dibattiti del comitato e alle attività. E' stato un meraviglioso lavoro in team e la maggior parte loro mi si avvicinava per pormi domande e chiedermi chiarimenti. Ho anche avuto l'opportunità di ispirare ed offrire consigli di carriera nelle mie interazioni con i delegati ed i membri del personale.

 

Ora stai realizzando il tuo obbiettivo più frande, lavorare presso un’agenzia UN. Pensi che la partecipazione, di anno in anno, a queste simulazioni abbia contribuito a formare il tuo profilo professionale per poi poter essere scelto per un'internship nell'ONU come è successo?
Naturalmente, le attività MUN sono state una grande scoperta. Ho sviluppato importanti competenze di vita professionale, ho compreso meglio le sfide affrontate dalle comunità di tutto il mondo, ho incontrato moltissime persone in tutto il mondo, e mi ha spinto a mettere in pratica varie azioni anche esercitando abilità di leadership. In realtà, è stato proprio attraverso le esperienze MUN che ho incontrato ed interagito con il Segretario Generale delle Nazioni Unite, Ban Ki-Moon. Quando di recente l'ho incontrato durante un meeting per il personale UNMEER, ho avuto l’opportunità di raccontargli come averlo incontrato in una conferenza MUN mi avesse motivato al prendere parte in iniziative volontarie e umanitarie. In realtà, oltre all'acquisire delle competenze in ambito diplomatico, la mia intenzione nel partecipare a conferenze MUN non è incontrare gli attuali leader mondiali ma interagire e connettermi con i futuri leader. Con la maggior parte dei giovani incontrati nelle conferenze MUN riusciamo a tenerci in contatto per condividere regolarmente opportunità ed invitarci a partecipare a vari progetti. L'essere parte del RomeMUN del 2012, mi ha ispirato a candidarmi per uno stage con le Nazioni Unite, e tuttora sono impegnato nelle loro attività.

 

Carlo come sei venuto a conoscenza del RomeMUN? E' stata la tua prima UN simulation o avevi partecipato ad altre in precedenza?
Tanto per cominciare sono arrivato a conoscenza del RomeMUN attraverso la mia Università. Essendo un studente del Primo anno ero alla ricerca di nuove esperienze che mi permettessero di vivere a pieno il percorso universitario e così mi sono informato sul progetto presentatomi da Martina, una ragazza con cui oggi mi trovo a collaborare per la promotion del Festival delle Carriere Internazionali nella accogliente Trento. E’ stata la mia prima partecipazione, la mia scuola superiore non offriva questa opportunità e per me si è rivelato sin da subito un progetto molto interessante.

 

Sei stato riconosciuto come Best Delegate, ci racconti la tua esperienza? Quale era il comitato in cui hai preso parte? Quale paese rappresentavi?
Per quanto riguarda la mia premazione come "Best Delegate" credo dipenda essezialmete dal modo in cui affrontato la mia partecipazione all'evento. Seguendo un corso di Scienze Politiche e Relazioni Internazionali ed essendo fortemente interessato alle tematiche di attualità, ho fin da subito dedicato molto tempo ad attività di ricerca che mi permettessero di arrivare quanto più preparato alle negoziazioni. Inoltre rappresentare la Federazione Russa mi ha infuso molto coraggio, ho deciso di giocare il ruolo di un Delegato fortemente deciso sulla propria posizione, fin dal primo intervento pronto a mettersi in gioco e che avrebbe lasciato poco spazio ad opinioni di netto contrasto con la propria. L'Economic and Social Council, comitato di cui facevo parte, era composto da 70 delegati per un totale di 37 paesi.
Questa divisione necessitava di un'elevata concentrazione, richiedeva attenzione per gli interventi altrui e abilità nel tessere legami di fiducia con gli altri paesi. Attraverso l'esperienza da me acquisita nell'ambito dei Model, ho capito quanto sia essenziale rispettare la parola data. Non portare a termire gli obbiettivi, non rispettare gli impegni presi con terzi o anche solo semplicemente ritardare in una consegna può comportare rischi per il team con il quale si collabora o peggio ancora avere conseguenze nefaste per se stessi.

 

Quali pensi siano state le qualità che ti hanno permesso di essere risconosciuto come best delegate?
Cercando di essere quanto più obbiettivo possibile, credo che le caratteristiche personali che maggiormente mi hanno permesso di ottenere il ricoscimento del premio di "Best Delegate" siano state la mia voglia di mettermi in gioco, la mia capacità di lavorare in gruppo e di emergere come leader, il mio interesse per la opinione altrui e il mio impegno nell'acquisire il più possibile dalle esperienze delle persone con le quali collaboro. Devo riconoscere di non essere stato il delegato più preparato o in assoluto il migliore, sono convinto che altri ragazzi spiccassero come leaders dalle ottime qualità ma credo che ciò che mi abbia distinto sia stata la mia capacità di accumunare le idee e le opinioni anche laddove i rapporti tra paesi, sia per cause di divergenza storica, che anche per altre contingenti all'argomento preso in analisi, non permettessero apparentemente di trovare una soluzione esaustiva al problema.

 

Quali pensi siano le opportunità che sono seguite alla tua esperienza RomeMUN?
Suggeriresti questa esperienza agli studenti e per quali motivi in particolare?
Considerato il piano internazionale, col quale i giovani di oggi sono sempre maggiormente chiamati a confrontarsi, sono convinto che partecipare a un Model United Nations non solo permetta di comprendere dall'interno l'attività dell'ONU e di ogni suo organo, ma soprattuto di sviluppare un'identità e una consapevolezza internazionale che saranno essenziali sul piano lavorativo. Tessere una rete di relazioni e di amicizia con ragazzi provenienti da ogni parte del mondo, condividere i proprio interessi con persone che realmente ti capiscono, aumentare le proprie possibilità di viaggiare e di scoprire il mondo nonché di acquisire capacità essenziali per entrare nel mondo del lavoro, sono solo alcuni dei motivi per i quali consiglierei vivamente a ciascuna persona di partecipare a questo fantastico evento.

 

Sono solo tre le interviste raccolte in questo articolo e già da queste è evidente la ricchezza di esperienze che possono derivare da un evento unico come il Rome Model United Nations. Proviamo ad immaginare di poter collezionare le interviste dei 2000 partecipanti attesi per l'edizione del 2016, ne risulterebbe una varietà di punti di vista, approcci, emozioni, racconti incredibile, il tutto concentrato nelle giornate dal 5 all' 8 Marzo del prossimo anno.
Ognuno avrà una storia da raccontare, quale sarà la tua?


 

Annamaria Abbafati
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