09-03-2019

La cerimonia di apertura del Festival delle Carriere internazionali: celebrando la diversità

By Clelia Maria Vegezzi, Ludovica Ferranti and Eleonora Peruch

Immaginate di cenare all’inferno e in paradiso. Un banchetto colmo di persone con le braccia legate. Tra queste, quale differenza c’è?

Ne Il Grande Divorzio, C.S. Lewis descriveva persone all’inferno che combattevano tra di loro per procacciarsi cibo e persone in paradiso che collaboravano tra di loro, offrendo cibo alla persona dall’altro lato del tavolo. Infatti, la collaborazione è stata il leit motiv degli oratori durante la cerimonia di apertura del Festival delle Carriere Internazionali, nel suo decimo anniversario.

Dal 2009, il Festival delle Carriere internazionali si propone come la migliore opportunità offerta ai giovani per mettersi alla prova in un ambiente multiculturale. La Cerimonia d’Apertura è stata una celebrazione della diversità. Come ha sottolineato il viceministro Lorenzo Fieramonti: “La diversità è un l’ingrediente essenziale per una buona vita sociale”

Spesso agiamo come se il tempo e lo spazio non avessero confine. Ma in effetti, il tempo è limitato e dovremmo pretenderne di più. Non dovremmo starcene seduti aspettando il cambiamento: noi tutti dovremmo essere il cambiamento. Collaborare piuttosto che cercare di farcela da soli.

Il Festival delle Carriere internazionali è l’occasione perfetta per farlo. Nel suo discorso, Wendy Wiver, primo consigliere dell’Ambasciata britannica a Roma in politica estera e bilaterale, ha evidenziato l’importanza di preservare la diversità e di considerare la disuguaglianza come una risorsa. I partecipanti possono scegliere tra quattro progetti del Festival secondo le loro competenze e interessi. A fare da collante tra tutti i programmi è l’internazionalizzazione.

Per citare le parole di Daniela Conte, Presidente dell’Associazione Giovani nel Mondo e direttore esecutivo dell’ICF: “Internazionale significa che siamo tutti interconnessi e coinvolti da quello che succede nel mondo”.

Il programma più originale e onnicomprensivo tra i quattro è il Rome MUN (Model United Nations), che offre l’opportunità di prendere parte a una simulazione diplomatica delle Nazioni Unite, una delle organizzazione che promuove maggiormente la diversità e questo richiede collaborazione.

Il secondo programma, il Rome Business Game, che permette ai giovani di sperimentare il mondo del business attraverso case study. Nonostante la natura competitiva del programma, i participanti sono immersi in un ambiente collaborativo nel tentativo di raggiungere soluzioni comuni. Marco Giraldin von Lahnstein, direttore del programma, ha suggerito che per un’azienda, è più importante focalizzarsi sul capitale umano piuttosto che su quello economico.

A raccontarci i giorni del Festival, saranno i partecipanti del Rome Press Game che avranno l’opportunità di essere giornalisti e traduttori. Il direttore del programma, Shanthi Kodituwakku, ha definito l’internazionalizzazione come “spezzare i confini e fare della diversità un punto di forza per noi stessi”.

L’ultimo programma che offre l’opportunità di sperimentare l’aspetto multiculturale del Festival è l’International Careers Course. I partecipanti acquisiscono e potenziano le loro soft skills attraverso workshop pratici per prepararsi a una carriera internazionale di successo.

L’entusiasmo degli oratori che hanno partecipato alle scorse edizioni ci ispirano ad essere il cambiamento di cui il mondo ha bisogno. Uniamoci ai giovani leader di oggi!

 

A cura del Team 4 - Press Game

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