20-11-2013

"Come sono FORTI le donne di buon cuore! Come sono DEBOLI gli uomini cattivi!"

La violenza contro le donne è stata riconosciuta dall'Assemblea Generale delle Nazioni Unite come "la più grave e la più diffusa forma di violazione dei diritti umani fondata sulla discriminazione di genere". Quest'ultima consiste in: " un qualsiasi atto di violenza che determina, o può determinare, danni o sofferenze fisiche, sessuali o psicologiche per le donne, comprese le minacce di tali atti, la coercizione o la privazione arbitraria delle libertà, sia che riguardi la sfera pubblica che quella privata, perpetuato verso le donne, in quanto tali" ( art 1 "Dichiarazione sull'eliminazione della violenza contro le donne" adottata con la risoluzione 48/104 del 20 Dicembre 1993).
In merito a questa tematica, se da un lato la legislazione italiana ha compiuto un percorso decisamente lento nel giungere al riconoscimento delle donne come "soggetto di diritto", influendo così negativamente sulla possibilità, da parte delle stesse, di godere di un sistema di tutela e giustizia adeguati in grado di garantire difesa dalle possibili violenze o minacce subite, dall’altro esiste una rete associativa "antiviolenza" estremamente cospicua, dislocata su tutto il territorio nazionale, che cerca di ovviare alle carenze e alle debolezze presenti sul piano politico - istituzionale. 
Nella capitale, si segnala in particolare l'operato dell'Associazione "Differenza Donna".
 
L' Associazione "Differenza Donna" nasce a Roma il 6 Maggio 1989 con "l'obiettivo di far emergere, conoscere, combattere, prevenire e superare la violenza di genere".
Fin dall'inizio l'Associazione ha avuto chiaro che "la discriminazione, l'emarginazione e la sopraffazione nei confronti delle donne, sono un fenomeno sociale diffuso e complesso".
Nel corso degli anni i progetti di "Differenza Donna" hanno trovato consenso, sostegno e finanziamento, sia a livello nazionale che internazionale. L' 8 Marzo 2008, il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha riconosciuto all'Associazione "il meritorio impegno in favore delle donne, vittime di violenza e disagio sociale".
La missione dell'Associazione è quella di "rendere ogni donna una persona valorizzata, autorevole, economicamente indipendente, ricca di dignità e saggezza" e lo strumento strategico di cui dispone per raggiungere questo scopo, è rappresentato dai "centri antiviolenza", organizzati come "luoghi di protezione, valorizzazione e riprogettazione della vita delle donne che non vogliono più subire violenza".
L'attività dell'Associazione si esplica attraverso (e non solo):
 - centri antiviolenza;
 - progetti nazionali, internazionali e per le scuole;
 - gruppi di auto - mutuo aiuto;
 - incontri protetti;
 - sportelli antistalking.
Una delle attività più intense di "Differenza Donna" è comunque la formazione. Dal 1993, ogni anno, l'Associazione offre gratuitamente a circa 45 donne un corso teorico e pratico di nove mesi per future operatrici.
Per chiedere di partecipare alle selezioni per i corsi di formazione di "Differenza Donna" si può inviare la richiesta all'indirizzo della sede operativa dell'Associazione, presente al seguente link, (o anche tramite e-mail), da Marzo ad Agosto, unitamente al proprio curriculum. Sarete invitate a partecipare alle selezioni che si svolgono a Giugno e Settembre.
Le socie possono operare come volontarie dopo aver frequentato il suddetto corso.
 
Per avere informazioni più dettagliate ma soprattutto "concrete", poichè provate direttamente sul campo, riporto di seguito l'esperienza vissuta da una delle socie, Giovanna Bruno.
 
 - Come è iniziata la tua esperienza nell'Associazione?
 
"Ho iniziato il mio "percorso", perchè è così che mi piace definirlo, nel Maggio 2011, quando mi sono presentata alle selezioni per accedere al corso di formazione per operatrici dei Centri Antiviolenza promosso dall'Associazione. Ero al terzo anno del corso di Laurea Triennale in "Servizio Sociale" dell'Università "La Sapienza" e, sentivo il desiderio personale, formativo e professionale di approfondire le mie conoscenze in merito alla violenza di genere. Dopo una prima prova scritta, inerente le motivazioni alla base del mio interesse, le mie esperienze personali e professionali, le mie idee e conoscenze sulle politiche di genere esistenti nel nostro Paese e, a livello europeo, a Settembre sono stata ricontattata per un colloquio orale e ,una volta selezionata, ad Ottobre è iniziato il corso."
 
 - Come si è strutturato il tuo "percorso"?
 
"Il corso consisteva in un incontro settimanale (tutti i Lunedì pomeriggio, tre ore, da Ottobre a Luglio). Il mio era un gruppo eterogeneo, 40 donne di diverse età, con percorsi di studio diversi e carriere professionali ed esperenziali molto variegato. Durante questo percorso formativo, grazie agli interventi di Docenti esperte e preparate, socie di "Differenza Donna" e non, abbiamo avuto modo di confrontarci con la tematica della violenza sulle donne, in tutte le sue forme, ma non solo: abbiamo riflettuto sulla cultura italiana, sugli stereotipi di genere di cui è intrisa, sull'arretratezza del nostro Paese in materia di Pari Opportunità a livello istituzionale, politico, sociale, economico. Esso prevedeva inoltre tre incontri di pre-affiancamento, divise in sottogruppi, nei diversi Centri Antiviolenza gestiti dall'Associazione e un mese di affiancamento vero e proprio in uno dei Centri a nostra scelta. Finito il corso ho lavorato in due Centri Antiviolenza,  "Centro Maree - per donne in difficoltà" e successivamente nel "Centro Prendere il Volo - per le vittime di tratta a scopo di sfruttamento sessuale o lavorativo".
Attualmente mi è stata offerta l'opportunità di far parte di due equipe specifiche, interne all'Associazione: una è attiva all'interno del "Centro di Identificazione ed Espulsione" di Ponte Galeria attraverso uno sportello di ascolto e consulenza legale, l'altra si occupa di seguire e relazionare in merito agli incontri protetti tra i minori ospiti dei Centri ed i padri violenti, su disposizione del Tribunale per i Minorenni".
 
 - Il 25 Novembre si celebra la "Giornata internazionale contro la violenza sulle donne", l'Associazione come è impegnata a tale proposito?
 
"In occasione della "Giornata internazionale contro la violenza sulle donne", l'Associazione "Differenza Donna" sarà impegnata, come di consueto, su diversi fronti partecipando a diverse iniziative e promuovendo attività proprie. In particolare sarà presente:
 - Sabato 23 Novembre, dalle ore 17 alle ore 23, presso l'ex Lanificio di Via di Pietralata 159, per la seconda edizione della serata "Female against violence";
 - Lunedì 25 Novembre, nel pomeriggio, presso P.zza del Campidoglio, insieme alle altre Associazioni impegnate sul tema, "Differenza Donna" parteciperà ad una manifestazione portando la propria esperienza ventennale, i propri contenuti e le proprie istanze;
 - a livello istituzionale, è da menzionare l'appuntamento del 25 Novembre alle ore 10.00 presso Palazzo Valentini (sede della Provincia di Roma, Via IV Novembre 119), durante il quale verrà presentato il progetto Europeo "Writing Beyond the Silence" al quale ha aderito l'Istituzione "Solidea" e che ha viste coinvolte alcune operatrici dell'Associazione "Differenza Donna"."
 
 - Torniamo a te, consiglieresti quest'esperienza? E se sì, perchè?
 
"Credo che a prescindere dall'ambito di studio o lavoro, qualsiasi donna "dovrebbe" intraprendere un percorso simile, perchè oltre a formarti rispetto a competenze e saperi specifici sul fenomeno della violenza contro le donne, ovviamente indispensabili per un'eventuale occupazione futura all'interno di un Servizio Sociale territoriale, esso ti fa soprattutto maturare come "ragazza", come "donna", ti fa acquisire quella "dignità culturale" e quella "saggezza"citate precedentemente, che ogni essere umano in quanto tale dovrebbe possedere. Questo almeno è quello che è successo a me.
 
Personalmente infatti, rispetto a due anni fa, mi sento totalmente cambiata: è cambiato il mio modo di relazionarmi agli altri, di impiegare il mio tempo. Si è modificato lo sguardo che ho verso il mondo e la società che mi circonda, la percezione delle discriminazioni e degli stereotipi contro il genere femminile costantemente riproposti dalla nostra cultura. 
La mia crescita, la mia maturazione, i miei desideri, il mio essere "ragazza", il mio sentirmi "donna", sono stati inevitabilmente orientati dall'essere diventata Socia di "Differenza Donna" e soprattutto da tutte le esperienze in cui ho avuto la fortuna di mettermi in gioco e che mi hanno arricchita esponenzialmente in termini di consapevolezza di genere. La relazione quotidiana con le ospiti dei Centri ed i loro bambini, con le donne accolte che sosteniamo e accompagnamo attraverso colloqui, non corrisponde solo ad uno "scontro" col dolore con le storie che parlano di violenza, di maltrattamento domestico, fisico, di stalking, di tratta, di violenza assistita o subita dai bambini. E' anche, e soprattutto, un incontro con la forza e il coraggio di chi, senza colpe, ha deciso di uscire da situazioni di violenza, compiendo passo dopo passo un percorso di denuncia, di racconto, di rielaborazione, di autonomia e progettualità. Percorso complesso, faticoso, difficile, ma non "solitario": perchè la violenza sulle donne non è mai un fatto privato, non è contro una, ma contro tutte.
 
La violenza sulle donne in quanto considerata la "più vergognosa e vile violazione dei diritti umani" richiede uno sforzo capillare da parte di tutti quei Paesi civili e realmente Democratici che fanno vivere la Comunità internazionale. E' a tal fine che nel 2010 le Nazioni Unite hanno istituito l'Organismo UN Women (link di rimando) volto a migliorare, e non sostituire, gli sforzi sostenuti dalle Nazioni Unite per la parità di genere e l'empowerment delle donne.
Infine segnali importanti arrivano anche dall'Unione Europea, la quale proprio in occasione della "Giornata Mondiale per i Diritti dell'Infanzia" ed in vista della "Giornata internazionale contro la violenza sulle donne" ha assegnato il premio "Sakharov" a Malala Yousafzai (la giovane attivista pachistana divenuta simbolo mondiale dell'opposizione all'estremismo religioso).
 
"I diritti delle donne sono una responsabilità di tutto il genere umano, lottare verso ogni forma di violenza nei confronti delle donne è un obbligo dell'umanità; il rafforzamento del potere di azione delle donne significa il progresso dell'intera umanità". (Ex Segretario Generale delle Nazioni Unite, Kofi Annan)
 
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