Eventi e Notizie

Dal 6 al 17 novembre 2017 3900 partecipanti, 2mila funzionari governativi, 1800 rappresentanti di organismi e agenzie dell'Onu, organizzazioni intergovernative e di cittadini si troveranno a Bonn per discutere dei cambiamenti climatici e delle misure necessarie alla loro riduzione.

 

 

La conferenza sarà presieduta dalle Isole Fiji con il supporto della Germania. Sono proprio le piccole isole a correre i rischi maggiori legati ai cambiamenti climatici. Le inondazioni come pure i fenomeni atmosferici violenti (uragani, cicloni, tifoni) minacciano la vivibilità degli arcipelaghi sia nel breve periodo per i disastri naturali che nel lungo periodo per l'innalzamento del livello delle acque.

Sei mesi dopo lo choc dell’elezione di un presidente americano clima-scettico, le delegazioni di 196 Paesi si ritrovano a Bonn per discutere sulla realizzazione dell’accordo di Parigi sul clima. Si tratta probabilmente dell'ultima occasione che gli Stati hanno di trovare un accordo, renderlo operativo nel breve periodo e bloccare gli effetti dei cambiamenti climatici dovuti all'inquinamento.

Questo accordo internazionale è l’ultima speranza di sopravvivenza per i piccoli Stati insulari, ha dichiarato Thoriq Ibrahim, ministro dell’Ambiente delle Maldive, in un comunicato pubblicato alla vigilia dell’incontro di Bonn.

La sua dichiarazione riflette l’estrema inquietudine dei Paesi più vulnerabili al cambiamento climatico, rafforzato con l’arrivo di Donald Trump e la sua dichiarata volontà di non lottare contro il riscaldamento del Pianeta, la cui velocità è particolarmente inedita.  

Malgrado la defezione degli Stati Uniti e la cancellazione delle precedenti misure per il controllo delle emissioni volte dal governo Obama, le speranze restano comunque alte. La maggior parte dei paesi hanno infatti ratificato gli accordi e stanno investendo per un cambiamento sostanziale delle politiche energetiche verso l'ecosostenibilità.

Tra coloro che sono i maggiori emittenti di gas ad effetto serra, solo la Russia (il quinto dopo Cina, Usa, Ue e India) non ha ratificato il testo, che comunque aveva approvato a Parigi. È poco probabile che lo faccia sotto la presidenza di Vladimir Putin che a fine marzo ha dichiarato che era “impossibile” evitare il riscaldamento climatico, essenzialmente legato, secondo lui, a “dei cicli globali della Terra”. La Repubblica Popolare Cinese sta invece adottando politiche fortemente innovative volte allo sfruttamento delle energie rinnovabili. I piani di Pechino negli ultimi hanno hanno dimostrato un impegno concreto con lo sviluppo di campi di eolico ed energia solare. Un vero cambiamento di rotta rispetto alla chiusura dimostrata solo qualche anno fa.

Oltre alla Cina, anche l'India ha riaffermato il suo impegno nella riduzione delle emissioni e nello sviluppo delle energie rinnovabili.

“La Cina è sotto forte pressione a livello nazionale per ridurre l’inquinamento dell’aria dovuto a carbone ed ai carburanti fossili, e vede un interesse strategico nell’essere leader sul mercato delle nuove tecnologie”, spiega Alden Meyer, esperto presso la Union of cencerned scientist. Quanto all’India, prosegue: “Delhi vede anche degli enormi vantaggi nei suoi obiettivi di sviluppo delle energie rinnovabili”, in termini di qualita’ dell’aria e riduzione delle importazioni di petrolio.

L’accordo di Parigi impegna la comunità internazionale ad agire per limitare la crescita della temperatura media “al di sotto dei 2 gradi”, una soglia che è già sinonimo di uno sconvolgimento a larga scala -e “se possibile” ad 1,5 gradi di più rispetto al periodo industriale. Gli impegni attuali portano ad un aumento di 3 gradi del termometro mondiale.

Gli effetti del cambiamento climatico sono ormai dirompenti e la questione della loro gestione non riguarda più solo i governi. L'opinione pubblica internazionale è sempre più impegnata nella battaglia per la riduzione dell'uso degli idrocarburi e sempre più attenta alle soluzione decise dai propri governi per far fronte alla questione.

Si tratta di un'azione di pressione e di advocacy condotta anche con il supporto di organizzazioni non governative sempre più attive attraverso i canali multimediali.

 

 di Giuditta Pecorari  e Anna Caputo

 

Per saperne di più

Sito della Conferenza

Programma della Conferenza

Pubblicato in Rubrica
Il NATO Interpretation Service permette a qualsiasi interprete per conferenze, specialmente in lingua inglese o francese, di entrare a far parte del team di interpreti fisso o freelance dell’Organizzazione
 
Per opportunità simili visita la sezione Nazioni Unite e Organizzazioni Internazionali
 
Ente: L'Organizzazione del Trattato dell'Atlantico del Nord (North Atlantic Treaty Organization, NATO), è un'organizzazione internazionale per la collaborazione nella difesa.
Il trattato istitutivo della NATO, il Patto Atlantico, fu firmato a Washington, D.C. il 4 aprile 1949 ed entrò in vigore il 24 agosto dello stesso anno. Attualmente, fanno parte della NATO 28 stati del mondo.
La NATO rappresenta non soltanto una mera iniziativa di cooperazione militare, ma si configura come fondamentale strumento di collaborazione politica tra i Paesi membri, soprattutto nell'ambito dei processi decisionali afferenti materie di politica estera. Per questo motivo, la NATO ha una duplice struttura: politica e militare. In linea con quanto accade normalmente nell'ambito dei Sistemi istituzionali democratici dei Paesi membri, anche in questo caso la parte militare ha una posizione subordinata rispetto a quella politica, che, nelle sue diverse articolazioni, è espressione diretta della volontà dei popoli dei Paesi membri.
L'Alleanza è governata dai suoi 28 Stati membri, ognuno dei quali ha una delegazione presso la sede centrale della NATO a Bruxelles. Il più anziano membro di ciascuna delegazione è chiamato "Rappresentante permanente". L'organizzazione politica della NATO è basata sulla regola del consenso unanime.
 
Dove: Bruxelles o fuori sede
 
Destinatari: Interpreti per conferenze
 
Durata: Non specificato
 
Scadenza: Sempre possibile mandare la candidatura
 
Descrizione dell’offerta: Gli interpreti della NATO sono sempre a contatto con affari attuali, politica internazionale e di sicurezza. Dalla diplomazia pubblica ai temi politico-militare, dalle riunioni di alto livello per i negoziati di esperti. Lavorare come interprete della NATO è una tappa importante, sempre stimolante e gratificante.
Il servizio di interpretariato si avvale di 35 interpreti per le lingue Inglese e Francese oltre a liberi professionisti per coprire le esigenze di incontri presso la sede della NATO a Bruxelles e fuori sede. L'interpretazione simultanea di conferenza è prevista per oltre 2000 riunioni all'anno. I liberi professionisti interpreti che lavorano presso la NATO hanno accesso a una serie di risorse professionali, strumenti necessari per raggiungere un lavoro di qualità costantemente elevata.
Nei termini più lunghi i liberi professionisti hanno la possibilità di candidarsi per le posizioni del personale, quando saranno disponibili.
 
Requisiti: Il requisito principale è essere interpreti simultanei madrelingua in inglese e/o francese (le due lingue ufficiali) per coprire le riunioni ufficiali della NATO. Alcune lingue non ufficiali sono utilizzate anche per alcuni incontri con i paesi partner. Le lingue più richiesta in caso di ingaggio interpreti freelance per le lingue non ufficiali sono Ucraino, Arabo, Russo e Dari.
Richiesto dunque un diploma di laurea di interpretazione in conferenza
 
Documenti richiesti: Al fine di lavorare come freelance o per diventare un interprete del personale, i candidati devono ottenere un nulla osta di sicurezza dalle loro autorità nazionali, una volta che hanno completato con successo il processo di applicazione e la sperimentazione.
 
Retribuzioni: Non specificato ma previsto
 
Guida all’application: Si può chiedere di essere aggiunti alla lista di interpreti assunti con contratti a ore. Si prega di scaricare e compilare il modulo allegato (.doc o .PDF) e inviarlo a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
 
Informazioni utili: Qui puoi avere altre info sul Lavorare alla NATO
 
Link utili:
 
 
A cura di Luigi Pappalardo
La redazione carriereinternazionali.com declina ogni responsabilità sull’attendibilità delle informazioni contenute nella scheda. Per informazioni in merito all’opportunità, contattare l’ente proponente
 
LA REDAZIONE
 
 
 
 
 
Il 21 aprile 2015 alle ore 9, presso l'Università Pontificia Salesiana, si terrà la seguente conferenza internazionale:
 
 
Il multiculturalismo azerbaigiano e l’Albania caucasica: gli Udi  
 
La conferenza è organizzata dal think thank Il Nodo di Gordio.
 
Per maggiori informazioni, è possibile consultare l'invito cliccando qui
 
 
Conosci AGIA, l'Associazione Giovanile Italia Azerbaigian? Clicca qui!  
 
Pubblicato in Eventi e Ultime Notizie
Mental Health Matters! è lo slogan con cui quest’anno si celebra la Giornata Internazionale della Gioventù.
Il 17 dicembre del 1999 l’ Assemblea Generale delle Nazioni Unite approvava, con risoluzione 54/120,  la proposta avanzata in occasione della Conferenza Mondiale dei Ministri della Gioventù (Lisbona, 8-12 agosto 1998) affinché il 12 agosto fosse proclamato l’ International Youth Day con lo scopo di raccogliere fondi per avviare la campagna di informazione in sostegno del Fondo delle Nazioni Unite per la Gioventù (oggi UNDEF: Fondo della Nazioni Unite per la democrazia, che raccoglie al suo interno più aree tematiche: Sviluppo della Comunità, Stato di diritto e diritti umani, Strumenti per la democratizzazione, Comunicazioni, Donne e Gioventù).
L’ Assemblea Generale aveva, inoltre, aggiunto la proposta di organizzare attività di informazione pubblica a tutti i livelli per valorizzare e promuovere il World Programme of Action for Youth adottato dalle Nazioni Unite nel 1995 allo scopo di sostenere l’ attuazione di nuove politiche nazionali in favore dei giovani e rafforzare la loro partecipazione attiva allo sviluppo economico e sociale, in collaborazione con enti governativi e ONG. Nel preambolo, infatti, si dichiara che “i giovani rappresentano i soggetti, i beneficiari e le vittime dei maggiori cambiamenti sociali, e sono generalmente confrontati al paradosso di cercare di integrarsi nell’ ordine esistente e di essere, nel contempo, la forza di cambiamento di tale ordine.”
Alla luce di quanto espresso nel preambolo, l’ obiettivo, ad oggi, è quello di approfondire ogni anno un argomento di interesse comune che sia legato a favorire una maggiore partecipazione ed integrazione dei giovani all’ interno delle politiche economiche, sociali e di sviluppo a livello mondiale attraverso il lancio di iniziative, manifestazioni, esposizioni, dibattiti, ecc.. allo scopo di creare un confronto diretto ed efficace fra realtà diverse per raggiungere nuovi e stimolanti obiettivi.
Il tema di quest’ anno è “I giovani e la salute mentale”. Un argomento da non sottovalutare. Difatti molti giovani in condizioni di salute precaria sono vittime di discriminazione ed emarginazione, molto spesso costretti ad auto isolarsi per paura di essere derisi e non capiti. Questa è stata anche una delle questioni affrontate durante la  Conferenza di Colombo tenutasi in Sri Lanka dal 6 al 10 maggio scorso, in cui  è emerso, grazie all’ annuale rapporto della WHO, come i giovani con problemi psichici fra i 14 ed i 24 anni siano i soggetti più a rischio di emarginazione e discriminazione, con un conseguente aggravamento della loro condizione mentale. L’Organizzazione Mondiale della Sanità definisce, difatti, la salute mentale come “una delle componenti centrali del capitale umano, sociale ed economico delle nazioni e da considerare parte integrante delle politiche relative ai diritti di cittadinanza, all’assistenza sociale, all’educazione, al lavoro.”
Un tema del genere, se lo si relaziona all’importanza che i giovani rivestono all’ interno della società, arriva inevitabilmente ad assumere un carattere di fondamentale rilevanza, degno della massima attenzione. Sono necessarie, infatti, collaborazione e cooperazione affinché si possa assicurare ai giovani che versano in condizioni di salute mentale precaria un posto nella società in una situazione di non discriminazione al sicuro da diffidenza ed emarginazione, attraverso l’aiuto di istituzioni, enti, associazioni ed operatori.
UN DESA, il Dipartimento delle Nazioni Unite per gli Affari Economici e Sociali, attraverso il Focal Point on Youth e l’ Inter-Agency Network on Youth Development, si impegna a promuovere un approccio innovativo basato sulla multiculturalità e multidimensionalità per far fronte alle questioni riguardanti la salute mentale, promuovendo l’integrazione anche di questi giovani per poter loro permettere di realizzarsi a livello umano e professionale.  
Le Nazioni Unite, attraverso questa Giornata, invitano non solo i giovani, ma la società tutta, ad aderire alla campagna per accrescere la sensibilizzazione delle persone sui temi legati alla salute mentale dei giovani, cercando di vincere la diffidenza che li circonda.
 
Cinzia Savarino
 
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  • A Bonn la Climate Change Conference

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    06-11-2017 241 in Rubrica

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