La Giornata Mondiale per la Diversità culturale si festeggia ogni anno il 21 maggio, a partire dal 2002, in seguito all’adesione unanime dell’UNESCO alla Dichiarazione Universale sulla Diversità Culturale, durante la 31esima sessione della Conferenza Generale dell'UNESCO tenutasi a Parigi il 2 novembre 2001.
La prefazione dell’atto costitutivo afferma che: “L'ampia diffusione della cultura e l'educazione degli uomini alla giustizia, alla libertà e alla pace sono indispensabili alla dignità dell'uomo e costituiscono un dovere primario che tutte le nazioni sono tenute a rispettare in uno spirito di mutua assistenza e interesse”. Questo sta ad indicare come ogni Stato è tenuto a preservare la cultura del proprio territorio ed a rispettare quella degli altri Stati incentivando la conoscenza e l’istruzione di tutti i popoli. La Dichiarazione venne presa in atto dopo l’attentato alle Twin Towers del 11 settembre del 2001, per creare un dialogo tra i popoli garantendo la pace e la sicurezza dell’espressione culturale di ogni individuo.
 
La giornata è celebrata in tutto in mondo con eventi e rappresentazioni culturali. In Italia durante questa giornata vengono create, anche attraverso le scuole,  mostre e workshop per stimolare sia giovani che adulti a prendere coscienza dell’importanza della diversità culturale. Questo avviene ufficialmente dal 2009 attraverso la supervisione della Commissione Nazionale Italiana per l’UNESCO.
 
Ancora oggi in molti paesi del mondo non è possibile poter esprime la propria libertà culturale, questo impedisce l’integrazione e la crescita delle culture e del sapere umano. Come esplica l’Articolo 5 della Dichiarazione: “i diritti culturali sono parte integrante dei diritti dell'uomo, che sono universali, inscindibili e interdipendenti. Il libero svolgersi di una diversità creativa esige la piena realizzazione dei diritti culturali, quali sono definiti all'Articolo 27 della Dichiarazione . Ognuno deve quindi avere la possibilità di esprimersi, di creare e diffondere le proprie opere nella lingua di sua scelta e, in particolare, nella lingua madre; ognuno ha diritto a una educazione e formazione di qualità che rispettino pienamente la sua identità culturale, ognuno deve poter partecipare alla vita culturale di sua scelta, ed esercitarne le forme, nei limiti imposti dal rispetto dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali.” Se la voglia di conoscere, apprendere e sapere è insita nell’uomo allora ogni individuo non dovrebbe avere solo il diritto ma anche il dovere di esprimere le tradizioni e tutte le sfaccettature del proprio patrimonio culturale. Installare una rete di comunicazione per interagire uni con gli altri per far si che lo sviluppo culturale non sia circoscritto ad un determinato territorio o paese ma diventi globale. Solo istaurando dei rapporti si può essere tolleranti e meno schivi verso la diversità, anzi ci si potrà quasi stupire di come tutto ciò che è differente dall’essere “nostro” non solo è affascinate ma anche emozionante.
 
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Roberta Romanò
Pubblicato in Istituzioni

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