A partire dal secondo dopoguerra, il diritto al cibo è stato sancito dagli strumenti giuridici internazionali più importanti. Tra questi, la Dichiarazione Universale dei Diritti Umani (10 dicembre 1948) e il Patto Internazionale sui Diritti Economici, Sociali e Culturali (16 dicembre 1966) annoverano l’alimentazione tra le conditiones sine qua non affinché ad un individuo sia garantito uno standard di vita adeguato:
 
“Ogni individuo ha il diritto ad un tenore di vita sufficiente a garantire la salute e il benessere proprio e della sua famiglia, con particolare riguardo all'alimentazione, al vestiario, all'abitazione, e alle cure mediche e ai servizi sociali necessari, ed ha diritto alla sicurezza in caso di disoccupazione, malattia, invalidità vedovanza, vecchiaia o in ogni altro caso di perdita dei mezzi di sussistenza per circostanze indipendenti dalla sua volontà”(Dichiarazione Universale dei Diritti Umani, Articolo 25 paragrafo 1).
“Everyone has the right to a standard of living adequate for the health and well-being of himself and of his family, including food, clothing, housing and medical care and necessary social services, and the right to security in the event of unemployment, sickness, disability, widowhood, old age or other lack of livelihood in circumstances beyond his control”[Universal Declaration of Human Rights, Art. 25(1)].
 
Gli Stati parte del presente Patto riconoscono il diritto di ogni individuo ad un livello di vita adeguato per sé e per la loro famiglia, che includa un’alimentazione, un vestiario, ed un alloggio adeguati, nonché al miglioramento continuo delle proprie condizioni di vita. Gli Stati parti prenderanno misure idonee ad assicurare l’attuazione di questo diritto, e riconoscono a tal fine l’importanza essenziale della cooperazione internazionale, basata sul libero consenso (Patto Internazionale sui Diritti Economici, Sociali e Culturali, Articolo 11 paragrafo 1).
1. The States Parties to the present Covenant recognize the right of everyone to an adequate standard of living for himself and his family, including adequate food, clothing and housing, and to the continuous improvement of living conditions. The States Parties will take appropriate steps to ensure the realization of this right, recognizing to this effect the essential importance of international co-operation based on free consent [International Covenant on Economic, Social and Cultural Rights, Art.11 (1)].
 
Tuttavia, sebbene giuridicamente garantito, difficilmente il diritto al cibo è sempre stato de facto protetto in tutte le aree del mondo. Tale constatazione si trova alla base dei principali input che hanno condotto i Paesi membri dell’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’Alimentazione e l’Agricoltura (FAO - Food and Agricoltural Organization) ad istituire la Giornata Mondiale dell’Alimentazione, GMA (World Food Day, WFD). Quest’ultima è stata indetta in seno alla XX Conferenza Sessione della Conferenza dell’Organizzazione (novembre 1979) con la Risoluzione 1/79. Dal 1981 la GMA si tiene ogni anno il 16 ottobre (Risoluzione 7/81) in ricordo dell’anniversario della fondazione della FAO nel 1945.
 
Con l’istituzione della GMA, la comunità internazionale riunitasi attorno alla FAO nel 1979 mirava a sensibilizzare l’opinione pubblica sul problema dalla fame e della malnutrizione e a incoraggiare i governi a livello globale ad gire contro questi problemi. Coerentemente con il primo degli otto Obiettivi del Millennio (Millennium Development Goals, MDGs), l’eradicazione totale della fame nel mondo era il fulcro attorno al quale sarebbero ruotate tutte le iniziative (campagne di sensibilizzazione, raccolta fondi) di ogni GMA.
 
Dal 1981, l’obiettivo primario della GMA si è evoluto in risposta all’insorgere di nuove problematiche a livello mondiale. Se da un lato il numero di persone che soffrono la fame è sceso al si sotto di 1 miliardo negli ultimi decenni, dall’altro lato l’inquinamento ambientale continua a minacciare l’agricoltura e i sistemi alimentari. Inoltre, modelli di sviluppo non sostenibili stanno degradando l’ambiente naturale: ecosistemi e biodiversità sono a repentaglio con conseguenze deleterie per le provviste alimentari future.
Pertanto, all’eliminazione della fame nel mondo si sono affiancate tematiche trasversali quali, ad esempio, la sicurezza alimentare, l’eco-sostenibilità dei sistemi alimentari. Si tratta di problematiche che si legano alla tutela dell’ambiente, della salute dei cittadini e alle speculazioni economico-finanziarie internazionali. Tali nuove sfide universali richiedono un approccio olistico e l’intervento sinergico di tutti gli attori della società globale: enti governativi, intergovernativi, non governativi e opinione pubblica.
Proprio per tale ragione, il tema della GMA del 16 ottobre p.v. si concentrerà sui  "Sistemi alimentari sostenibili per la sicurezza alimentare e la nutrizione”. Al centro del dibattito della GMA di quest'anno ci saranno le questioni legate allo spreco alimentare e alla tutela del diritto a una nutrizione sana, temi di grande attualità. Infatti, secondo le ultime stime della FAO pubblicate nel documento State of Food and Agriculture 2013, oggi 868 milioni di persone (12,5% della popolazione mondiale) soffrono di malnutrizione cronica, il 26% dei bambini del mondo è affetto da disturbi della crescita e 1, 4 miliardi di persone sono sovrappeso, tra queste 500 milioni sono obese.
Questi dati sono la fotografia di condizioni alimentari allarmanti in quanto indicatori di costi sociali e ambientali che, sebbene assumano forme diverse, sono parimenti ingenti. Infatti, alcune aree del mondo (Africa subsahariana, Est-Asia) sono maggiormente esposte agli effetti deleteri dell’insicurezza alimentare in quanto caratterizzate da malnutrizione cronica dovuta ad scarsa assunzione di vitamine e ad un apporto calorico giornaliero non adeguato. In altri Paesi appartenenti all’area di solito definita “Nord del mondo”, di contro, la malnutrizione sfocia in sovrappeso, obesità e disturbi cardio-vascolari e psicologici correlati. Dunque, combattere le carenze nutrizionali, lo spreco alimentare e tutto ciò che ne consegue deve essere una priorità economica, ecologica e sociale per i consumatori, le imprese, le istituzioni, le amministrazioni locali e le organizzazioni internazionali.
 
Per rinnovare l’impegno a favore di queste cause di respiro universale, il Polo onusiano di Roma (FAO, IFAD - International Fund for Agricoltural Development, Fondo Internazionale per lo Sviluppo Agricolo, Programma Alimentare Mondiale, WFP - World Food Programme), il Ministero degli Affari Esteri, il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca e varie Organizzazioni non – governative (Ong),organizzano ogni anno una serie di valide iniziative in occasione della GAM 
 
 
 
 
 
 
 
Ritalba Mazzara
Pubblicato in Istituzioni

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