22-02-2017

Tra luci ed ombre si festeggia la Giornata Mondiale della Libertà di Stampa

Da qualsiasi prospettiva si voglia guardare alla libertà di stampa, è innegabile che essa occupa una posizione centrale per quel che riguarda la realizzazione e lo “stato di salute” delle nostre democrazie. La nostra Costituzione associa tale libertà al più ampio concetto di libertà di espressione del pensiero tanto che la stampa, incisivo mezzo di manifestazione del pensiero, è stata circondata da speciali garanzie costituzionali (cfr. art. 21 della Cost.).

 

Da un punto di vista diverso, secondo l'articolo 19 della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani, “ogni individuo ha diritto alla libertà di opinione e di espressione incluso il diritto di non essere molestato per la propria opinione e quello di cercare, ricevere e diffondere informazioni e idee attraverso ogni mezzo e senza riguardo a frontiere”.

 

In ragione di tale importanza, anche quest'anno il 3 maggio prossimo - in occasione della Giornata Mondiale della Libertà di Stampa - sarà consegnato l'UNESCO/Guillermo Cano World Press Freedom Prize. Come di consueto l'attribuzione dell'onorificenza spetta al Direttore Generale dell'UNESCO, Irina Bokova.

 

Il premio è stato creato nel 1997 e vuole ogni anno onorare una persona fisica o un'istituzione che abbia dato un contributo eccezionale per la difesa e/o la promozione della libertà di stampa in tutto il mondo. È intitolato alla memoria del giornalista colombiano Guillermo Cano Isaza, che perse la vita nel 1986 letteralmente crivellato di colpi dai sicari del narcotraffico. La morte di Guillermo Cano fu una morte annunciata da minacce che non riuscirono a frenare l'esercizio della professione in maniera retta, indipendentista, di denuncia del crimine e secondo l'osservanza di un rigido codice deontologico del giornalista colombiano che merita a pieno titolo l'intestazione del Premio Mondiale per la Libertà di Stampa.

 

È bene precisare che il Premio viene assegnato su raccomandazione di una giuria indipendente di professionisti del mondo giornalistico e che nelle ultime tre edizioni tale riconoscimento è stato assegnato a Ahmet Şik, Reeyot Alemu e Eynulla Fatullayev, nomi che di per sé forse non dicono nulla al comune lettore ma che nella realtà designano giornalisti e attivisti dei diritti umani che hanno fatto delle loro vite un impegno di eccezionale coraggio in favore della libertà di espressione.

 

Un impegno di eccezionale coraggio che talvolta si paga con la propria libertà personale, come nel caso del vincitore del Premio UNESCO per la libertà di stampa 2015 Mazen Darwish, attualmente detenuto. A Darwish, giornalista siriano e attivista per i diritti umani, va il riconoscimento del lavoro svolto nel suo paese dove ha sofferto il divieto di circolazione, molestie, detenzione e ripetute torture.

 

Malgrado l'instancabile lotta di questi indiscussi eroi della libertà di stampa, occorre rilevare, attraverso la classifica stilata da Reporters Without Borders, un complessivo deterioramento della libertà di stampa. Tale classifica ci permette di conoscere la situazione di 180 Paesi per ciò che concerne principalmente l'indipendenza dei mezzi di comunicazione, la sicurezza e il rispetto per la libertà dei giornalisti. Caso esemplificativo è quello di casa nostra, particolarmente grave se si pensa che a causa delle minacce di stampo mafioso e di altri fattori l'Italia è slittata nell'ultimo anno di 24 posizioni, attestandosi al 73° posto tra Moldavia e Nicaragua.

 

Altra interessante prospettiva è quella delle nuove frontiere della comunicazione. A tal proposito non si può non citare Internet, che è diventato un fondamentale mezzo di espressione e condivisione tra le persone di tutto il mondo. La rete è inoltre uno strumento a servizio delle democrazie e degli attivisti dei diritti umani e per questo motivo i regimi, più o meno autoritari, hanno messo in atto delle politiche restrittive nell'utilizzo delle nuove tecniche in modo di filtrare, controllare e monitorare l'apertura di Internet.

 

Infine, che si tratti della classica comunicazione a mezzo stampa o tramite le nuove tecnologie, è auspicabile che la cerimonia del 3 maggio che si terrà a Riga, in Lituania, possa accendere lo spirito di tutti e mantenere vivo il coraggio di coloro che si battono per la libertà di stampa, magari offrendo nuovi impulsi capaci di illuminare alcuni aspetti della comunicazione pubblica attualmente coperti più da ombre che di luci.


 

Dove la stampa è libera e tutti sanno leggere, non ci sono pericoli.

Thomas Jefferson


 

Per approfondire:

 

UNESCO World Press Freedom Day 2015 

Costituzione Italiana

Dichiarazione Universale dei Diritti Umani

UNESCO World Press Freedom Prize

Mazen Darwish

Freedom House – Freedom of the Press

Reporters Without Borders

Citazioni sulla Libertà di Stampa


 

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