09-10-2014

Giornata Mondiale della Salute Mentale: la salute mentale è un diritto umano!

Il 10 ottobre ricorre la Giornata Mondiale della Salute Mentale.
La redazione di carriereinternazionali.com ha deciso di dedicare qualche riflessione ad un tema importante e purtroppo spesso sottovalutato.
 
Dal 1992 ogni 10 ottobre si celebra la Giornata Mondiale della Salute Mentale voluta dalla Federazione Mondiale della Salute Mentale (WFMH), dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (WHO) e dalle Nazioni Unite per favorire la sensibilizzazione della comunità mondiale sul tema delle malattie e dei disturbi mentali.
L’Organizzazione Mondiale della Sanità definisce la salute mentale come “una delle componenti centrali del capitale umano, sociale ed economico delle nazioni e da considerare parte integrante delle politiche relative ai diritti di cittadinanza, all’assistenza sociale, all’educazione, al lavoro.”
Nel preambolo della Dichiarazione sulla Salute mentale per l’Europa, firmata ad Helsinki nel 2005 in occasione della Conferenza Ministeriale europea sulla salute mentale, si afferma che “la salute e il benessere mentale sono fondamentali per la qualità della vita e la produttività degli individui, delle famiglie, delle comunità e delle nazioni, poiché consentono di dare un significato alla vita e di essere cittadini attivi e creativi”. Ancora: “La finalità principale delle azioni esplicitate nell'ambito della salute mentale è quella di migliorare il benessere e la funzionalità delle persone, mettendone in evidenza i punti di forza e le risorse, rafforzandone la resistenza e stimolando i fattori di protezione esterni.”
Uno dei temi affrontati negli ultimi anni è stato “Vivere con la schizofrenia”. Un disturbo devastante ma trattatabile. Secondo studi, infatti, le persone che soffrono di schizofrenia e che superano questo disturbo in maniera completa o sufficiente per vivere autonomamente sono una percentuale compresa fra il 25% e il 60%.
L’obiettivo è quello di fare in modo che le persone affette da schizofrenia possano condurre un’esistenza il più possibile sana nonostante la malattia, lontano dal pregiudizio e dalla non curanza, e sentirsi, di conseguenza, parte integrante della società.
Nel 2012, i 53 Stati Membri della Regione Europea dell’OMS hanno siglato il piano d’azione Salute 2020. Tra i principali obiettivi dell’accordo, quello di favorire una politica di investimenti ben strutturati sulla ricerca, prevenzione e cura della malattie mentali.
In più occasioni, infatti, l’OMS ha ribadito come debba necessariamente cambiare la comune tendenza a considerare una spesa piuttosto che un investimento le risorse finanziarie destinate alle campagne di promozione e di prevenzione del benessere psicofisico, e sottolineando più e più volte il ruolo fondamentale della ricerca in questo campo. Il benessere e la salute mentale, infatti, sono una componente fondamentale non solo per la qualità della vita degli individui e delle famiglie, ma anche per la produttività e il contributo che ogni cittadino può apportare all’economia della società.
La salute mentale è un diritto umano, e come tale deve essere parte integrante delle politiche sociali poste in essere, al pari dell’ educazione e dello sviluppo. Ogni Stato ha il compito di contrastare la discriminazione e l’emarginazione sociale, fornire servizi d’informazione e assistenza efficaci e adeguati, e favorire il reinserimento in società delle persone che hanno sperimentato seri disturbi di salute mentale.
Il tema della sanità mentale, inoltre, si ricollega anche alla Giornata Internazionale della Gioventù celebrata il 12 agosto e dedicata, lo stesso anno, ai giovani e alle malattie mentali. Anche in questa occasione, l’OMS ha ribadito come, proprio in relazione all’importanza che i giovani rivestono all’interno della società, siano questi i primi a dover essere protetti e tutelati e i primi a cui debba essere garantita la possibilità di integrarsi a pieno titolo nella comunità.
 
 
Cinzia Savarino
 
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