13-10-2014

Giornata Mondiale per la Riduzione dei Disastri Naturali

La Giornata Mondiale per la Riduzione dei Disastri Naturali cade dal 1989 ogni anno il secondo mercoledì del mese di ottobre. Tuttavia, con la risoluzione 64/200 del 2009 l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha deciso di designare il 13 ottobre come data fissa per celebrarla. Festeggiando questa giornata, si tenta di diffondere la consapevolezza dell’importanza di ridurre i rischi e di prevenire le catastrofi naturali nel mondo. Inoltre ogni anno la giornata viene accompagnata da una campagna dedicata ad un target specifico di persone colpite dai disastri naturali: ad esempio, sono stati destinatari di queste campagne i giovani e i bambini nel 2011, le donne nel 2012  
Il lavoro delle Nazioni Unite, dei governi nazionali e di migliaia di ONG ha portato a enormi risultati in termini di riflessione sugli scenari di creazione e di prevenzione dei disastri naturali. Non dimentichiamo che molto spesso  l’intervento umano è determinante nel provocare le catastrofi naturali, considerando che più della metà delle foreste sono scomparse e che l’espansione dei deserti e la devastazione delle terre coltivabili minaccia circa un quarto della superficie terrestre complessiva: per questo motivo bisogna disporre le misure necessarie per evitare che questo accada, risparmiando cosi enormemente anche sui costi di assistenza umanitaria e riparazione.
I disastri naturali avvengono per svariate ragioni. Innanzitutto, numerosi studi confermano l’aumento del rischio di catastrofi connesse alle condizioni climatiche, che stanno gradualmente innanzando la temperatura media, il livello dei mari e la quantità delle precipitazioni atmosferiche. Inoltre la continua urbanizzazione si concentra sempre maggiormente nei luoghi più popolosi e vulnerabili ai terremoti e colpiti da alluvioni e tsunami. Infine, la povertà e le diseguaglianze socio-economiche costituiscono un fattore centrale, in quanto l’inadeguatezza delle infrastrutture e la limitata capacità dei paesi meno sviluppati di investire nella prevenzione dei rischi: basta riportare a mente esempi quali l’uragano Katrina negli Stati Uniti e lo tsunami ad Haiti, che hanno colpito zone di estrema povertà.
Negli corso degli anni sono stati condotti numerosi studi che hanno registrato una situazione disastrosa, sia nei paesi lontani che nei paesi a noi vicini. Soltanto nel 2012 ci sono state più di trecento catastrofi naturali che hanno colpito quasi 120 milioni di persone in tutto il mondo, provocando danni economici non indifferenti. Oltretutto i rapidi e continui cambiamenti climatici fanno crescere ogni anni il costo finanziario per la riparazione dei danni da loro prodotti. E’ per questo che la prevenzione è cruciale non solo per salvare l’ambiente e vite umane, ma anche in termini prettamente economici, considerando che il rischio di perdere la ricchezza nei disastri naturali è quasi superiore alla velocità con cui questa stessa ricchezza viene prodotta. Per questo motivo i governi devono investire nella diagnosi dei rischi, nella formulazione di idee sulla riduzione dei rischi e nello sviluppo di sistemi di allerta. L’assetto delle città va pianificato in modo tale che si tenga conto della situazione del terreno singolo su cui si sta andando ad edificare, e andrebbero abbracciati maggiormente i principi di urbanizzazione sostenibile, soprattutto nelle baraccopoli e nelle sistemazioni di fortuna.
Nel 2012 l’Unione Europea ha finanziato un progetto chiamato “Enhance”, con lo scopo principale di sviluppare e analizzare nuove metodologie atte a migliorare la resilienza della società agli impatti provocati dalle catastrofi naturali. Questo progetto prevede ti portare a risultati visibili entro il 2016, tenendo conto anche del cambiamento climatico e dell’incertezza previsionale. In Italia invece  l’Agenzia Italiana Risposta emergenze (AGIRE) ha portato avanti la campagna “Futuro da proteggere”, utilizzando come foto di sfondo quello di una donna incinta, sul cui ventre appaiono immagini di siccità, terremoti e inondazioni, le tre tipologie di catastrofi naturali a più alto impatto. Oltre a questi progetti, sono stati portati avanti diversi progetti in varie città europee, come il progetto fotografico per la sensibilizzazione ai disastri naturali, e il progetto di pubblicità all’interno dei mezzi pubblici.
L'invito è quindi quello di proteggere il futuro del nostro pianeta attraverso progetti che riducano l'impatto delle catastrofi naturali e permettano di salvare vite umane, oltre che di risparmiare risorse indispensabili per la nostra sopravvivenza e per la salvaguardia dell’ambiente.
 
 
Elena Pivanti
 
 
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