02-10-2014

Giornata Mondiale dell'Habitat

Dal 1995, la Giornata Mondiale dell’Habitat viene fissata ogni anno il primo lunedì del mese di ottobre dalle Nazioni Unite. Quest’anno cade di lunedì 6 ottobre, e porta con sé l’occasione di riflettere sullo stato attuale del nostro ambiente.
Definito dalla Treccani come uno “spazio multidimensionale”, l’Habitat è l’ambiente in cui si sviluppano relazioni strette tra spazio, tempo, oggetti ed esseri viventi in una sinergia imprescindibile e costante retta da un equilibrio fondamentale quanto fragile.
Nell’ultimo secolo, moltissimi paesi hanno assistito ad una rapida e talvolta disordinata crescita delle proprie città, accompagnata dallo sviluppo del trasporto urbano. In realtà i due fenomeni vanno di pari passo: infatti la continua espansione delle città comporta la necessità di migliorare e di costruire un numero sempre maggiore di autovetture e di mezzi di trasporto, per ovviare al problema della distanza. Questi eventi provocano una quantità inimmaginabile di problemi non solo ambientali, ma anche sociali ed economici.
Le conseguenze sicuramente più dannose dello sviluppo odierno sono state il forte inquinamento e le emissioni di gas, che causano gravi danni all’ambiente. Ulteriori problemi sono causati dal costo dei trasporti dei mezzi pubblici e privati, e molte persone vengono private della possibilità di usufruire di tali servizi per problemi sia pratici che di sicurezza. Infatti gli anziani e i disabili risentono maggiormente della scomodità dei trasporti, e la questione della sicurezza di donne, bambini e minori non è da sottovalutare.
Come affermato dal Segretario Generale del Centro Regionale di Informazione delle Nazioni Unite nel messaggio per la Giornata Mondiale dell’Habitat 2013 “il problema del trasporto urbano deve essere risolto costruendo appositi ed efficienti mezzi per aiutare le persone, senza andare ad intaccare l’ambiente circostante”. Per questo motivo, bisognerebbe promuovere maggiormente lo spostamento tramite biciclette, autobus e altri mezzi che hanno un impatto minore sull’ambiente in cui viviamo.
Le Nazioni Unite si stanno impegnando efficacemente per creare agglomerati urbani controllati ed organizzati, procurando abitazioni, infrastrutture adeguate, e servizi primari come l’acqua, l’energia e il sistema sanitario, per rispondere alle esigenze della popolazione. Per raggiungere tali obiettivi, l’ONU ha stilato un programma da realizzare dal 2014 fino al 2019. In particolare, le Nazioni Unite mirano ad aiutare i paesi emergenti e in via di sviluppo, i quali soffrono maggiormente di difficoltà demografiche, economiche, ambientali e sociali.
 
Dopo svariate ricerche, e dopo aver migliorato la struttura interna del settore è stato delineato un piano che si concentra su sette aree specifiche, sistemate in ordine in base alle priorità:
-territorio urbano
-pianificazione urbana
-economia urbana
-servizi primari urbani
-miglioramento dei bassifondi
-riduzione dei rischi
-ricerca sulla capacità di sviluppo delle città.
 
Si cercherà cosi di promuovere il vivere sostenibile e di risolvere i problemi di inadeguatezza ecologica che presentano moltissime abitazioni e costruzioni, soprattutto nei paesi occidentali.
Non bisogna inoltre trascurare un’ulteriore conseguenza negativa della crescita urbana: la cementificazione, che porterà se non fermata o rallentata, alla trasformazione del nostro pianeta in una vasta landa, priva di vegetazione.
La salvaguardia dei paesaggi e dell’habitat naturale è uno degli elementi centrali di molte carte fondamentali degli stati, tanto da essere stato recepito nella maggior parte delle Costituzioni come principio fondamentale. Sebbene esistano meccanismi legislativi e a livello statale e internazionale per la salvaguardia dell’ambiente, sarebbe necessario il contributo di ciascuno singolo per assicurare un futuro per noi e per il nostro ecosistema.
Proprio in questa direzione si sta muovendo l’Unione Europea, la quale ha ribadito l’importanza di difendere l’habitat alla 69esima Assemblea Generale dell’Onu, avvenuta il 16 settembre 2014. Si è stabilita la necessità di interventi per rallentare il ritmo con cui stanno scomparendo tutti gli habitat naturali e le specie a rischio di estinzione, e di integrare la biodiversità in altre politiche chiave come l’agricoltura e la pesca. Per riuscire davvero a salvaguardare il nostro ecosistema, sarà necessario invertire la tendenza in corso relativamente alla perdita del manto forestale a livello mondiale, eliminare il disboscamento illegale e il commercio connesso.
In questo sforzo di vasta portata le Nazioni Unite sono supportate ed aiutate dai governi, dalle autorità locali, dalle organizzazioni non governative e dai privati cittadini; solo uno sforzo congiunto potrà garantire la diffusione di una cultura del risparmio energetico, del rispetto dell’ambiente e della sostenibilità economica e di sviluppo.
L’Unione Europea ha inoltre creato una rete di siti di interesse comunitario, chiamata Natura 2000, per salvaguardare la biodiversità nel nostro pianeta e circoscrivere le zone protette. La base legale su cui si fonda questa rete è una Direttiva comunitaria del 1992, la cosiddetta Direttiva “Habitat”, che mira a conservare l’habitat, la fauna e la flora del territorio degli Stati membri e stabilisce varie misure volte a mantenere, conservare ed eventualmente ripristinare la biodiversità all’interno dell’Unione Europea.
Quindi in questa giornata cosi importante, dovremmo soffermarci un momento a riflettere su come rendere più accoglienti e a portata di tutti le nostre città, rispettando lo stato dell’acqua, dell’aria e della terra, e compiendo piccole azioni quotidiane per salvare il nostro ecosistema da danni altrimenti irreparabili.
 
 
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Elena Pivanti
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