25-04-2014

Giornata mondiale del nucleare

La giornata mondiale sull’Energia Nucleare, sebbene poco pubblicizzata, è un evento rilevante all’interno del vasto ventaglio dei Summit internazionali, perché suscita una riflessione non tanto sul modo in cui tale tipo di energia debba essere utilizzata, ma soprattutto sul perché i Trattati di non proliferazione sono d’importanza cruciale.
La necessità di prevenire la diffusione delle armi nucleari era evidente fin dai primi giorni del dell'Era nucleare. Il 15 novembre 1945, gli Stati Uniti, il Regno Unito e il Canada proposero l'istituzione di una Commissione delle Nazioni Unite per l'Energia Atomica al fine di "eliminare totalmente l'uso dell'energia atomica per scopi distruttivi”. Il piano Baruch del 1946 offerto dagli Stati Uniti, fu il primo in questa direzione, poiché ha cercato di porre tutte le risorse nucleari sotto la proprietà e il controllo internazionale. Ma i primi sforzi del dopoguerra per raggiungere un accordo sul disarmo fallirono. Gradualmente infatti a partire dal 1949 l'Unione Sovietica, il Regno Unito, Francia e Repubblica popolare cinese divennero Stati nucleari.
Successivi sviluppi storici e nuove prospettive acuirono ulteriormente la minaccia di una pericolosa proliferazione, già alta a seguito delle bombe di Hiroshima e Nagasaki. I Trattati sul controllo degli armamenti nucleari hanno sempre cercato di porre limiti qualitativi e quantitativi sulla proliferazione. Un certo numero di questi accordi sono stati siglati attraverso trattati bilaterali tra gli Stati Uniti e l'ex Unione Sovietica, mentre molti altri sono stati raggiunti attraverso trattati multilaterali a partire dal 1950. Lunghi negoziati e dibattiti intrapresi in seno alle Nazioni Unite hanno posto l’accento su tre questioni principali: misure di salvaguardia, obblighi bilanciati (la rinuncia alle armi nucleari deve essere sempre accompagnata da un impegno da parte delle potenze nucleari per ridurre i  propri arsenali nucleari e a compiere progressi verso il disarmo globale) e garanzie di sicurezza (gli Stati non dotati di armi nucleari ottengono garanzie di che la rinuncia alle armi nucleari non li ponga in condizioni di svantaggio militare permanente rendendoli vulnerabili alle intimidazioni nucleari).
Sebbene nei primi anni ’60 la ricerca di applicazioni pacifiche dell'energia nucleare aveva portato progressi nella tecnologia dei reattori per la generazione di energia elettrica, affinché una centrale nucleare lavori correttamente, l'uranio impiegato deve essere allo stadio “supercritico”, o surriscaldato, il che lo rende incline al cosiddetto Meltdown, fusione del nocciolo. Un processo davvero complicato e delicato. Per evitare la fusione del nocciolo infatti, le centrali nucleari devono essere costantemente monitorate e impiegano diversi sistemi di sicurezza per proteggere le persone vicine da avvelenamento da radiazioni.
Il pubblico è venuto a conoscenza per la prima volta dei pericoli del nucleare il 28 marzo 1979, quando il reattore nucleare di Three Mile Island in Pennsylvania si è surriscaldato a causa di una valvola di raffreddamento difettosa. Anche se nessuno ha riportato ferite o danni collaterali dovuti alle successive radiazioni, ciò ha richiamato l'attenzione sui potenziali pericoli che l’energia nucleare porta con sé.
I critici ritengono che la minaccia di un tracollo come quello che si è verificato su Three Mile Island costituisce un rischio inaccettabile, mentre i sostenitori affermano che, con misure di sicurezza adeguate, il rischio di un tracollo è minimo, al punto di essere quasi impossibile. I supporter  del nucleare sottolineano inoltre che le garanzie secondarie, come i bunker di cemento che circondano l'impianto, hanno impedito la fuoriuscita di qualsiasi radiazione da Three Mile durante la crisi.
E allora come considerare gli incidenti disastrosi di Chernobyl e di Fukushima?
Divisioni internazionali su questo tema renderanno difficile comprendere quale sarà il futuro dell’approvvigionamento energetico mondiale oltre che dell’atomo stesso, poiché anche se la paura di un possibile incidente nelle centrali ossessiona qualsiasi discussione, la maggior parte delle polemiche verte soprattutto sullo smaltimento dei rifiuti nucleari, sulla sicurezza delle centrali e sui metodi di lotta al cambiamento climatico.
Più positivo invece il confronto sul versante del disarmo. Dal 1985 l’NPT (Non-Proliferation Treaty) riunisce con successo gli sforzi internazionali per prevenire l'ulteriore diffusione delle armi nucleari. Con oltre 180 adesioni, è l'accordo di controllo delle armi più ampiamente aderito nella storia. Questa imponente membership, che continua a crescere, è un riflesso concreto del crescente sostegno internazionale per la non proliferazione, anche se non mancano forti tensioni, come si è visto recentemente con Iran e Korea del Nord.
 
A livello internazionale, IAEA - Atomic Energy Agency è  un’agenzia autonoma, con quartier generale a Vienna nata allo scopo di promuovere l’utilizzo pacifico dell’energia nucleare. Fondata nel 1957, IAEA è strutturata attualmente in cinque dipartimenti: Department of Nuclear Sciences and Applications, Nuclear Energy, Safety and Security, Safeguards, Technical Cooperation. L’agenzia promuove la diffusione e la condivisione tra gli stati delle migliori tecniche e degli strumenti scientifici per garantire la sicurezza dei processi e il miglioramento delle tecniche di produzione di energia nucleare. Il ruolo giocato dall’Agenzia è fondamentale non solo per l’armonizzazione dei processi, ma anche per il monitoraggio e la garanzie di regola di sicurezza sia per gli uomini che per l’ambiente. Centrale è, infatti, il problema della sicurezza del processo di produzione (come sopra evidenziato) e dello smaltimento dei rifiuti radioattivi, problema spesso causa di tensioni dato che i produttori, siano di natura pubblica o privata, non sono sempre in grado di far fronte al problema dello smaltimento
Inoltre, l’Agenzia gioca un ruolo preminente nel monitoraggio dell’uso effettivo del nucleare e del potenziamento dei mezzi in molti Paesi. In un contesto in cui la proliferazione delle armi atomiche è fortemente scoraggiata a livello internazionale e nelle relazioni tra Paesi, l’Agenzia controlla attraverso supervisione, missioni e rapporti il percorso dell’energia atomica in Paesi a rischio di proliferazione di armi nucleari. Il suo ruolo negoziale e diplomatico è fortemente incoraggiato dalle maggiori organizzazioni internazionali, tra cui le Nazioni Unite, cui IAEA è principale interlocutore nel settore del nucleare.
A livello Europeo, la questione del nucleare è stata uno delle issue al centro del processo di costruzione e consolidamento dell’Unione Europea. La Comunità europea dell'energia atomica (CEEA) o Euratom è stata istituita con il Trattato di Roma del 1957 contemporaneamente alla CEE, a differenza delle altre, però per Euratom non è stata prevista una data di “estinzione”, ma di fatto è confluita nell’organizzazione dell’Unione Europea. Euratom è stata istituita per fini civili, ovvero sostegno allo sviluppo dell’utilizzo pacifico del nucleare e limitazione dell’utilizzo bellico della stessa. Anche Euratom agisce per la diffusione della conoscenza e delle buone pratiche, ricerca a livello europeo, sicurezza e protezione dell’ambiente e delle persone e limitazione dei rischi. Nel 1960 è stata istituita la Euratom Supply Agency
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