19-11-2013

Giornata Mondiale per l'Eliminazione della Violenza contro le Donne

I dati diffusi da UN Women (United Nations Entity for Gender Equality and the Empowerment of Women) dimostrano che la violenza contro le donne è tuttora una piaga globale. Nonostante un intenso attivismo sociale mondiale e la presenza di strumenti giuridici posti a tutela delle donne, nel mondo ogni anno il 35% delle donne è oggetto di maltrattamenti sessuali sia all’interno, sia all’esterno delle mura domestiche. Il fenomeno delle “spose-bambine” e la pratica delle mutilazioni genitali femminili coinvolgono rispettivamente 64 milioni e 140 milioni di soggetti. Il 98% delle vittime della tratta di esseri umani a fini di sfruttamento sessuale è costituito da donne e fanciulle.
La Giornata Mondiale per l’Eliminazione della Violenza contro le Donne è stata istituita dall’Assemblea Generale dell’ONU il 17 dicembre 1999 (Risoluzione 54/134) proprio per mantenere viva l’attenzione sui temi legati a tutte le forme di violenza contro le donne e le bambine. In particolare, la Giornata si propone un duplice obiettivo. Da un lato, mira a sensibilizzare l’opinione pubblica su tutte le varie manifestazioni della violenza di genere quali, ad esempio, gli abusi sessuali/psicologici, le discriminazioni, il femminicidio. Dall’altro essa vuole esortare i governi, le organizzazioni internazionali e le organizzazioni non governative (ONG) a porre in essere strumenti di contrasto a tali fenomeni.
La Giornata è celebrata ogni anno il 25 novembre in ricordo della data scelta da alcune donne attiviste, riunitesi al primo Incontro Femminista Latinoamericano e dei Caraibi (Feminist Encuentro for Latin America and the Caribbean), tenutosi a Bogotà nel 1981. Le attiviste scelsero il 25 novembre perché quello stesso giorno nel 1960 ebbe luogo l’assassinio delle tre sorelle Mirabal, considerate esempio di donne rivoluzionarie per l'impegno con cui tentarono di contrastare il regime di Rafael Leónidas Trujillo (1930-1961), il dittatore della Repubblica Dominicana per oltre 30 anni.
Oggi la violenza contro le donne si materializza per il tramite di molteplici manifestazioni. Nello specifico, essa può assumere diverse forme quali: violenza sessuale/psicologica tout court (domestica e non); pedofilia; tratta di esseri umani; mutilazioni genitali; stupro di guerra. Ci si trova di fronte a forme di violenza caratterizzate da sfumature diverse ma che, tuttavia, sono accomunate dalla costante violazione dei diritti umani e delle libertà fondamentali.
Per questa ragione sia a livello universale (ONU), sia a livello regionale (Consiglio d’Europa) sono state adottate numerose convenzioni a tutela delle donne e delle bambine. Tra le più importanti occorre annoverare: la Convenzione ONU sull’eliminazione di tutte le forme di discriminazione contro le donne; la Convenzione ONU sui diritti dell’infanzia; la Convenzione del Consiglio d’Europa sulla prevenzione e la lotta contro la violenza nei confronti delle donne e la violenza domestica, nota anche come “Convenzione di Istanbul”(questa non ancora in vigore).
In linea con gli orientamenti internazionali e regionali, l’Italia dimostra un impegno costante sul fronte della lotta per l’eliminazione della violenza di genere. Il 10 settembre 2013 l’Italia ha ratificato la Convenzione di Istanbul (già firmata il 27 settembre 2012) e, sulla base delle indicazioni in essa contenute, con la legge n. 119 del 15 ottobre 2013 ha reso più incisivi gli strumenti della repressione penale dei fenomeni di maltrattamenti in famiglia, violenza sessuale e atti persecutori (stalking). Inoltre su tutto il territorio nazionale sono presenti numerosi centri antiviolenza a livello provinciale e regionale. Nella Capitale si segnala, in particolare,  l’operato dell’Associazione Differenza Donna e dell’Associazione Nazionale  Volontarie del Telefono Rosa.
In occasione della Giornata Mondiale per l’Eliminazione della Violenza contro le Donne 2013, all’interno del sistema ONU, l’ESCAP (Economic and Social Commission for Asia and the Pacific) ha organizzato un’intera giornata commemorativa a Bangkok. Inoltre nel quadro della campagna del Segretario Generale, UNITE to End Violence Against Women”, sono stati indetti i cosiddetti 16 Days of Activism Against Gender-Based Violence (16 Giorni di Attivismo contro la Violenza di Genere). Dal 25 novembre 2013 al 10 dicembre 2013 in tutto il mondo gli uffici ONU e numerosi rappresentati della società civile organizzeranno delle attività con lo scopo di prevenire e in ultima istanza porre fine alla violenza contro le donne e le bambine.
In Italia,  il Dipartimento per le Pari Opportunità presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri ha lanciato la campagna "Riconosci la violenza" che parte il 18 novembre 2013 e verrà ripresa nel corso di tutto il 2014. La campagna, adottata e tradotta in spagnolo anche dallo Stato del Messico, esorta il mondo femminile a guardare con più lucidità chi si ha accanto affinché ogni donna riesca a sottrarsi in tempo ad ogni genere di maltrattamento imparando a riconoscere le prime avvisaglie di violenza.Inoltre, la sera del 25 novembre p.v. a Roma, presso il Palazzo delle Esposizioni avrà luogo un recital di poesie di Mariangela Gualtieri, considerata una delle più grandi poetesse italiane viventi. L’evento, indirizzato soprattutto ai giovani, mira a sottolineare l’importanza della cultura, della scuola e della società civile nella lotta contro la violenza di genere.
 
Leggi l'intervista a una donna che opera contro la violenza e gli abusi sulle donne.
 
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Ritalba Mazzara
 
"Millions of women and girls around the world are assaulted, beaten, raped, mutilated or even murdered in what constitutes appalling violations of their human rights."
 Ban Ki-moon
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