Il Dibattito sui Diritti umani è sempre di maggiore attualità e pone sempre nuove questioni di tipo etico e morale. Oggi, alla luce dei nuovi problemi legati a queste tematiche, carriereinternazionali.com dedica un approfondimento in relazione alle connessioni con il problema dell'immigrazione e dei rifugiati e richiedenti asilo di tutelare il diritto alla vita. Nella prossima tappa del Carriere Internazionali In Tour a Napoli si discuterà proprio della formazione per lavorare nel settore.I diritti umani si configurano come garanzie giuridiche universali, poste a garanzia di individui e gruppi contro azioni a danno delle libertà fondamentali. La tutela dei diritti inalienabili dell'individuo è sancita dalla Dichiarazione universale dei diritti umani, documento promosso dalle Nazioni Unite firmato a Parigi il 10 dicembre del 1948. La Dichiarazione universale dei diritti umani è un codice etico di fondamentale importanza, frutto di un percorso che, partito dal Bill of Rights britannico del 1689, arriva fino a noi. Secondo la definizione originaria, i diritti umani sono: universali, inalienabili, interconnessi, interdipendenti e indivisibili. Ciò significa i diritti umani devono realizzarsi in ogni situazione, a prescindere dalle condizioni politiche, economiche, sociali e geografiche in cui si trovino gli esseri umani. La novità assoluta introdotta dalla Dichiarazione universale delle Nazioni Unite sta proprio nell'universalità di questo principio che, travalicando le frontiere statuali, si erge come guida dell'azione di qualsiasi governo o organizzazione.
 
Ci poniamo quindi il problema dei diritti umani: quali sono, cosa sono e come sia possibile misurare il livello del loro rispetto. Mrua come misurare i diritti umani? A questo scopo l'ufficio dell'Alto Commissario per i diritti umani ha stilato una breve e semplice guida, indirizzata a quanti siano interessati a capire cosa sia un diritto umano e in che cosa consista una sua violazione. A questo scopo l'OHCHR ha elaborato la nozione di “indicatore dei diritti umani”.
 
Un indicatore di diritti umani, secondo l'ufficio dell'Alto Commissario per i diritti umani, è un insieme di informazioni specifiche sullo stato e la condizione di un soggetto, evento, attività o risultato, relativo a norme e standard sui diritti umani; che si indirizza e riflette principi e preoccupazioni relative ai diritti umani, e che può essere utilizzato per valutare e monitorare la promozione e l'attuazione di questa categoria di diritti. Gli indicatori possono essere quantitativi o qualitativi. I primi sono generalmente considerati a livello di informazioni statistiche, mentre i secondi coprono tutte le informazioni articolate secondo una forma narrativa. Esempio dei primi sono dati statistici relativi al numero di popolazione scolastica in un determinato Paese, o il numero di esecuzioni capitali eseguite da un dato governo, mentre per quanto riguarda i dati qualitativi viene, ad esempio, valutato lo stato di ratifica di un trattato sui diritti umani in una nazione. I termini quantitativo e qualitativo, apparentemente contrapposti, sono in realtà profondamente complementari. Indicatori quantitativi possono facilitare analisi qualitative, così come un approccio qualitativo è complementare ad un rapporto quantitativo. Gli indicatori per i diritti umani possono essere categorizzati anche come indicatori fact-based e judgement-based, la cui distinzione riflette il contenuto informativo dell'indicatore in questione. Gli indicatori quindi, secondo questo approccio, si distinguono ulteriormente in oggettivi e soggettivi. Con i primi, si fa riferimento a fatti o eventi che, in principio, possono essere osservate o verificate direttamente, con i secondi, invece, si indicano percezioni, opinioni o giudizi, espressi da individui. Tale distinzione, vista la complessità della questione sui diritti umani e sul loro confine, spesso labile, è difficile da applicare, motivo per cui la dicotomia oggettivo-soggettivo non è considerata come essenziale per un'analisi sugli indicatori relativi ai diritti umani. In generale, quindi, gli indicatori per i diritti umani sono utilizzati sia per valutare programmi o progressi nei diritti umani. Nonostante l'importanza, la valutazione dei progressi nella promozione dei diritti umani è ancora alle prime fasi di sviluppo e pochi progressi sono stati compiuti verso lo sviluppo di sistemi comunemente accettati. Per il futuro è necessario far fronte alle sfide sulla progettazione dei diritti umani e sulla valutazione metodologica degli indicatori, che dovranno svilupparsi secondo una linea che tenga conto anche delle differenze culturali e di contesto.
 
La misurazione della “qualità” dei diritti individuali e la loro valutazione statistica e metodologica non è più un'esclusiva delle Nazioni Unite. Negli ultimi decenni, infatti, con il boom delle organizzazioni umanitarie, il monitoraggio delle violazioni e dei progetti indirizzati a migliorare la qualità dei diritti, è condiviso anche da enti privati come Human Rights Watch e Freedom House, che con il loro lavoro possono contribuire al miglioramento della valutazione e del monitoraggio dei diritti umani. Il tema dei diritti umani si configura come una delle più importanti sfide del presente e del futuro. Per avere una visione chiara su questa sfida che riguarda tutta la comunità internazionale, la comprensione degli indicatori, della loro importanza e del loro sviluppo è sempre più essenziale per non trovarsi impreparati di fronte alle crescenti richieste di attenzione per una tematica per troppo tempo messa in secondo piano e poco dibattuta anche dai più importanti attori governativi, e non,  del pianeta.
 
di Alessio Caschera
 

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