Mondo Internazionale preferisce lasciar parlare i suoi associati e collaboratori, per spiegare più direttamente ciò che esso è e potrà essere. Dell’idea che senza di loro, nulla possa esistere oggi, vi presentiamo Stefano Cavallari, responsabile del progetto “Tra Scienza e Conoscenza”, Francesca Locatelli, responsabile del progetto “MIND-Nutrition Deal” e Isabella Poretti, responsabile del progetto “TrattaMI Bene”.

Stefano: Sono uno studente al secondo anno di Scienze politiche e delle Relazioni Internazionali. Attualmente sono un associato e copro la figura di responsabile per il progetto “Tra Scienza e Conoscenza”, occupandomi principalmente dell’organizzazione e delle attività di pubblicizzazione del progetto, tra cui la stesura di articoli e post che vengono poi caricati sui nostri canali social network. Da tempo sostengo che il cambiamento possa, e anzi debba partire dai giovani, in quanto futura classe dirigente e sono inoltre sempre più convinto che Mondo Internazionale mi stia dando questa possibilità. Si tratta infatti di un’Associazione giovane creata per i giovani, che ha come scopo principale quello di diffondere informazioni e promuovere attività formative per mezzo di articoli giornalistici, iniziative degli associati, conferenze, eventi e così via. Ho deciso di entrare a far parte dell’Associazione proprio per queste peculiarità e, infine, mi sono ritrovato a lavorare in un ambiente stimolante e con persone incredibili che mi stanno facendo crescere moltissimo professionalmente e caratterialmente, ma anche umanamente, che non è assolutamente una caratteristica da sottovalutare. love-models.net

Francesca: La fusione di culture alimentari differenti in un contesto di globalizzazione e l’importanza della sensibilizzazione ad una sana alimentazione, unitariamente all’attenzione che ai giorni nostri viene sempre più data all’ambito nutrizionale, è ciò che ha portato alla nascita del progetto MIND-Nutrition Deal. Con questo progetto, noi tre biologhe nutrizioniste, Dottoresse Maria Parisi, Francesca Locatelli e Federica Mascaretti, ci poniamo come obiettivi quelli di rendere note le peculiarità nutrizionali di altre culture e di sensibilizzare la popolazione ad una sana alimentazione attraverso la trattazione di tematiche differenti: esse sono entrambe indispensabili al fine dell’informazione riguardo ad un ambito spesso caratterizzato da confusione e false credenze. È senza dubbio un’esperienza elettrizzante e coinvolgente, con la quale speriamo di trasmettere, a coloro che seguiranno gli sviluppi del progetto, la passione e l’entusiasmo che ci accomuna nel prendere parte a questa meravigliosa iniziativa!

Isabella: Grazie a Mondo Internazionale io e il mio team abbiamo avuto la possibilità di usufruire di uno spazio attraverso cui sviluppare un progetto importante. Con questa associazione abbiamo trovato qualcuno che desse voce alle nostre idee, una finestra nella vita delle persone. Ci ha dato l'opportunità di essere cittadini del mondo in contatto con la gente. Il progetto di cui sono responsabile, "TrattaMi bene", è stato un ottimo punto di partenza per me e i miei colleghi al fine di dare il nostro piccolo contributo a una problematica che ci sta molto a cuore.

Inoltre scopri i progetti e gli obiettivi dell'associazione Mondo Internazionale

Se lavori con l’estero o all’interno di una multinazionale, ti capiterà con una certa frequenza di dover presentare progetti in occasioni di riunioni e meeting internazionali. L’inglese in questo caso è ovviamente la lingua franca da conoscere e utilizzare in modo impeccabile, per far sì che tutti i partecipanti possano comprendere al meglio i contenuti esposti e porti eventualmente domande pertinenti.

Ma come puoi prepararti per la presentazione? Di seguito ti spieghiamo come impostare il tuo lavoro al meglio e ti diamo utili consigli per esporre il progetto in modo chiaro ed efficace.

 

Presentazione in inglese: lo schema di base

Generalmente, una presentazione comprende alcune sezioni fondamentali. Di seguito te le elenchiamo, fornendoti anche qualche frase utile per introdurle in inglese:

 

Presentazioni: all’inizio del tuo discorso dovrai prima di tutto dire chi sei e descrivere brevemente il tuo ruolo in azienda. Se hai con te qualche collaboratore (per supportarti con dati o con ausili grafici), ricorda di presentare anche lui/lei al pubblico.

  • Good morning/afternoon/evening, everyone. First, let me introduce myself. I am [name], marketing coordinator at [company] and this is [name], junior marketing specialist.
  • Hi, I’m Max and I am the head of marketing at [company].

 

Introduzione: presenta brevemente il progetto nelle sue caratteristiche fondamentali: di cosa si tratta? Quale scopo si prefigge? In che modo intende raggiungere gli obiettivi?

  • We are here today to discuss…
  • I’ve called this meeting in order to show you…
  • I would like to take this opportunity to talk to you about…
  • I am delighted to be here today to talk about…

 

Parte centrale: la sezione in cui descrivi i contenuti del progetto, evidenziandone costi, risorse e vantaggi. All’inizio di questa parte, riassumi brevemente i punti che tratterai.

  • Firstly I will talk about… / then I will look at … / and finally…
  • The goal of this project is to save 20% of…
  • As you can see from this chart, we will achieve our goal in 3 weeks…

 

Conclusioni: la parte conclusiva, in cui dovrai ribadire in modo sintetico ma efficace i punti trattati nella tua presentazione.

  • To sum up…
  • So to summarise the main points of my talk…
  • Just a quick recap of my main points…

 

Q&A: la sezione che prevede uno spazio per le domande del pubblico e le risposte di chi ha presentato il progetto. È la parte che temi di più, vero? Niente paura, preparandoti al meglio avrai modo di affrontarla nel modo migliore. Intanto, ecco alcune frasi che ti possono essere utili:

  • Thank you for your attention. Now I’d like to invite you to ask any questions concerning the presentation.
  • Now I’ll be happy to answer any questions you might have.
  • We have time for questions now. Would anyone like to ask something?

 

Presentare un progetto in inglese: consigli

Dopo aver visto la struttura fondamentale di una presentazione in inglese, ecco alcuni consigli utili per prepararla ed esporla. Le parole d’ordine sono:

 

Pianificazione

L’improvvisazione è la peggiore nemica di una presentazione di successo. Prenditi del tempo per pensare ai contenuti dei quali devi parlare e per strutturare il discorso. È utile mettere per iscritto una scaletta.

 

Ausili grafici

La tua presentazione deve essere supportata da una serie di slide accattivanti e di immediata comprensione, che avranno l’obiettivo di catalizzare l’attenzione del pubblico e servono a te come guida per l’esposizione. L’ideale è proiettarle in occasione del meeting ed eventualmente avere delle copie stampate da consegnare a conclusione dello stesso. Abbi cura di inserire immagini ed elementi grafici in modo equilibrato: aiutano a memorizzare le informazioni.

 

Semplicità

Cerca di mantenere un linguaggio semplice e chiaramente comprensibile. Evita uno stile sintattico troppo complesso, con eccessive subordinate che potrebbero far perdere il filo del discorso al tuo pubblico.

 

Ritmo!

Chi parla spesso in pubblico lo sa: l’attenzione di una platea tende fisiologicamente a calare dopo i primi minuti. Per evitare di annoiare chi ti ascolta e far sì che le tue parole siano ascoltate e ricordate, devi fare in modo di rendere la tua presentazione in inglese vivace e soprattutto interessante. In che modo? Citazioni, dati numerici, esempi e testimonianze possono essere i tuoi migliori alleati, permettendoti di variare il ritmo dell’esposizione. Cerca poi un dialogo con il tuo pubblico: fai domande a chi ti ascolta, chiedi feedback su quanto hai già detto.

 

Focus sull’audience

Tieni sempre presente chi è il tuo pubblico. A chi devi presentare il progetto? Quali sono gli aspetti che i tuoi interlocutori potrebbero trovare più interessanti? Mantenere il focus sulla tua audience ti aiuta anche a pianificare la tanto temuta fase di Q&A, pensando in anticipo alle domande che potrebbero esserti poste e quindi preparando uno schema di risposta per ognuna.

 

Inglese impeccabile!

Se devi presentare un progetto in un meeting internazionale, ovviamente dovrai possedere un’ottima conoscenza della lingua inglese. In particolare, prima dell’esposizione ripassa i termini tecnici del tuo settore e quelli attinenti al progetto, e ripassa le espressioni fondamentali per introdurre gli argomenti, passare a un topic diverso, rispondere ad obiezioni.

 

Allenamento

L’ultima parola chiave che ti presentiamo è allenamento. Per essere sciolto e naturale nell’esposizione, dovrai esercitarti a lungo e ripetere il discorso che hai preparato più volte. Fai pratica anche per migliorare la tua pronuncia.

Secondo Forbes, il 90% delle persone prova nervoso, paura e ansia prima di esporre una presentazione. Se la lingua da utilizzare non è la nostra lingua madre, questi sentimenti possono essere amplificati, anche perché, nell’esposizione, l’imprevisto è sempre in agguato. Preparandosi bene e allenandosi, però, si può fare molto per arrivare al meeting un po’ meno tesi: con i nostri consigli, siamo sicuri che farai un’ottima figura!

 

Una giusta preparazione permette superare tutte le insicurezze, perché un linguaggio appropriato e un inglese agile e scorrevole può davvero fare la differenza. Un valido aiuto può essere un corso d’inglese focalizzato sugli obiettivi desiderati o un corso che ti permetta di acquisire una certa padronanza del business english, per prepararsi ad affrontare ogni situazione lavorativa. Prova a valutare il tuo business english con un test online per fare la scelta migliore per il tuo futuro!

 

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Un libro per aspiranti cooperanti, un testo che rappresenta il coronamento di ben 5 anni di Blog sulla cooperazione internazionale nel quale mi sono dedicato all’orientamento gratuito di quanti, italiani e non, hanno deciso di provare a intraprendere questa professione. Il progetto ha avuto il riconoscimento di molti addetti ai lavori, uno su tutti Job4good, dimostrazione che questa guida colma un vuoto che si era creato negli anni tra chi vuole intraprendere la professione del cooperante e il settore della cooperazione.

Diego Battistessa

 

Una guida agile e aggiornata per chi desidera entrare nel mondo della cooperazione internazionale. Tutte le informazioni necessarie per scegliere la formazione più efficace, per orientarsi tra le Ong, per capire a fondo quali siano le prospettive concrete di una professione affascinante e ricca di concrete opportunità di crescita.

"VORREI FARE IL COOPERANTE: come trasformare un sogno in una professione" è il nuovo libro di Diego Battistessa, edito da Graphofeel edizioni (Roma) lanciato a fine novembre 2018. In questo progetto hanno partecipato dure importanti realtà formative settoriali sia a livello italiano che internazionale: si tratta di ONG 2.0 (Torino) e Social Change School (Madrid).

Silvia Pochettino, fondatrice di ONG 2.0, in un recente intervento parla cosi del libro:

Chi è un cooperante? Cosa fa? Che competenze deve avere? Quanto guadagna? Ma soprattutto perché parte? A discapito delle molte polemiche che hanno imperversato negli ultimi mesi riguardo questo settore sono sempre di più i giovani, e meno giovani, interessati a impegnarsi nel settore della cooperazione internazionale. Ma spesso con idee molto confuse. Si ondeggia tra l’immagine favolistica dell’operatore umanitario eroico a quella dissacrante del “buonista” sfigato che – in sostanza – cerca lavoro nei paesi poveri perché qui non lo trova.

Il cooperante non è né l’un né l’altro.

Lo spiega bene Diego Battistessa, docente di Ong 2.0 ed esperto di cooperazione internazionale con molti anni di terreno alle spalle, nel libro “Vorrei fare il cooperante. Come trasformare un sogno in una professione“, una guida dove trovare strumenti, buone pratiche, consigli e riflessioni per dipingere i contorni di una professione tanto bella quanto difficile da spiegare. Il cooperante non è uno che “aiuta”, così come la cooperazione non è “solidarietà”, almeno non nel senso tradizionale del termine, che presuppone ci sia qualcuno in difficoltà e qualcun altro che è solidale con lui. Cooperazione, come in realtà dice il termine stesso, è co-operare, ovvero lavorare insieme per affrontare le sfide del mondo di oggi.

Dal canto suo, Marco Crescenzi, presidente di Social Change School dice:

Il prezioso libro curato da Diego Battistessa, con il supporto della Social Change School e di ONG 2.0, è uno degli sforzi più seri tra quelli fatti dalla Cooperazione Internazionale per rendersi più trasparente – nei pregi e difetti – e comunicarsi ad un più ampio pubblico. Un “pieno” di istruzioni concrete e “field based”, per chi si avvia alla cooperazione internazionale.  Informazioni di solito esclusivamente disponibili nell’”ambiente” o in chi segue percorsi “interni” di professionalizzazione, come quelli nelle ONG o nella Social Change School. Centinaia di migliaia di giovani, scandalosamente,  non trovano queste  informazioni nelle Università che pur dovrebbero prepararli con grande responsabilità ad un mestiere tanto complesso. La Scuola riceve decine di migliaia di richieste di informazioni su questi temi, e “Vorrei fare il cooperante” è una miniera di “diritte” per dare un’idea strutturata di cosa può aspettarsi – di bello e di difficile – chi vuol intraprendere le professioni della cooperazione.

L’Autore del libro, Diego Battistessa, che ha collezionato esperienze di cooperazione in Asia, Africa, Europa e sopratutto America Latina, intervistato sul progetto editoriale racconta che:

“Questo libro per me rappresenta un atto dovuto verso un settore professionale meraviglioso che però spesso non riesce a comunicarsi in modo chiaro con chi a questo settore si vuole avvicinare. Questo libro non l’ho scritto da solo, è stato scritto da migliaia di persone che in questi ultimi 5 anni hanno bussato alla porta del mio blog per chiedere consigli, per risolvere dubbi e cercare informazioni. È un libro che avrei voluto leggere anche io 10 anni fa quando decisi di cambiare vita e dedicarmi alla cooperazione internazionale. È un testo che non può e non deve far nascere la vocazione umanitaria ma che permette, questo si, di trasformare quella vocazione in realtà. 

...Cercare di spiegare chi è un cooperante internazionale risulta essere un compito non facile, sopratutto se partiamo dal presupposto che come amo ripetere, un lavoro nella cooperazione internazionale non è il risultato di un’equazione matematica perfetta, un insieme di fattori che posti nell’ordine adeguato danno sempre lo stesso risultato. In questo settore 2+2 non fa 4 e ogni situazione è soggetta a delle specificità che non possono essere enunciate come vertià universali. Non esiste quini una formula, un’equazione che se applicata correttamente ci permette di stabilire che diventeremo dei cooperanti professionisti, lavorando nella regione del mondo che più amiamo e con l’organizzazione che più rappresenta i nostri valori: però esistono delle buone pratiche e delle regole che se ignorate possono ostacolarci in modo determinante il cammino. Ecco dunque il valore aggiunto di questa guida. Presentare in modo chiaro e dettagliato le regole del “gioco” e far capire a chiunque si voglia avvicinare a questa professione quali sono le competenze necessarie, dove e come acquisirle e sopratutto come porle in valore nel Cv e in un ipotetico colloquio di lavoro. Nella guida si curano aspetti relativi anche alle relazioni personali, alle aspettative salariali, al volontariato e alla formazione...

 

- Il libro in versione Ebook si può acquistare (in formato E-Pub o Mobi) sul sito di Graphofeel edizioni  al prezzo 6,99 euro.

- Controlla qui le recensioni su Amazon

 

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Scopri il programma e gli espositori della Fiera delle Carriere Internazionali ormai giunta alla sua decima edizione. Non perdere l'opportunità. Iscriviti subito e gratuitamente compilando il form d'iscrizione e soprattutto non dimenticare che Tutte le carriere passano per Roma!

Per info sulla Fiera: Iscriviti e partecipa alla Fiera delle Carriere Internazionali l'11 e il 12 marzo 2019 a Roma!

Non perdere l’evento dell'anno organizzato dall’Associazione Giovani Nel Mondo, che si svolgerà i giorni 11 e 12 marzo 2019 nell'elegante Sheraton Parco de' Medici Rome Hotel sito in via Salvatore Rebecchini, 39 - BUILDING 1 - Roma. Sarà messo a disposizione dei partecipanti interessati un servizio navetta dalla stazione ferroviaria più vicina.

Scopri gli espositori:

- AFSAI
- Amnesty International Sezione Italiana
- ASERI
- Au Pair America
- Comitato Italiano per l'UNICEF Onlus
- COMMISSIONE FULBRIGHT
- COSPE
- Costa Crociere
- CRCC ASIA
- EF
- ENGIM - Ente Nazionale Giuseppini del Murialdo
- EPSO/EU CAREERS
- ESL soggiorni linguistici
- Giovani nel mondo
- Hertie School of Government
- IMI Switzerland
- Inapp - Istituto Nazionale per l'Analisi delle Politiche Pubbliche/stage4EU
- ISPI
- John Cabot
- Kaplan
- Lunaria
- Medici Senza Frontiere Onlus
- Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale
- Mondo Internazionale
- MyMUN
- Presidenza del Consiglio dei Ministri - Dipartimento della Gioventù e del Servizio Civile Nazionale
- Roma Tre
- Save the Children Italia Onlus
- Serving People Group
- Street Child Italia ONLUS
- The ONE Campaign
- UN Oslo
- UNHCR (The UN Refugee Agency)
- UNICRI -United Nations Interregional Crime and Justice Research Institute
- UNIDO Itpo Italy
- Uninsubria
- UNINT - Università degli Studi Internazionali di Roma
- Università degli studi di Messina
- Università degli Studi di Trento
- Wall Street English
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E ora consulta il programma delle due giornate:

- Lunedì 11 marzo 2019 -

10:00 A.M. – 5:00 P.M. : Exhibition area open to the public

Room Loggia dei Signori

10.30 A.M. - 1.30 P.M.

Room Baglioni

Simulazioni di colloquio - Servizio Civile Universale/COSPE

11:30 A.M. – 1:30 P.M.

Room Guinigi

Programma scolastico all'estero e dei programmi estivi - AFSAI

11:30 A.M. – 1:30 P.M.

Room Estensi

Lavorare in Europa - Orientamento CV e colloqui di lavoro - STAGE4EU

11:30 A.M. - 1.30 P.M.

Room Gonzaga

Professione Cooperante - Diego Battistessa

2:00 P.M. – 4:00 P.M.

Room Estensi

Volontariato Internazionale con Lunaria: Un mondo in movimento (presentazione e colloqui di orientamento)- Lunaria

2:00 P.M. - 4:00 P.M

Room Guinigi

Il concorso diplomatico - ISPI

2:00 P.M - 4.00 P.M

Room Gonzaga

Studiare e lavorare all’estero - Serving People Group - IMI - AU Pair America

2.30 P.M - 5:00 P.M.

Room Baglioni

Tavola rotonda Carriere Internazionali: Una Sfida per le nuove generazioni

- Martedì 12 marzo 2019 -

10:00 A.M. – 5:00 P.M. : Exhibition area open to the public

Room Sala Visconti 2 and Terrazza Borgia

11:00 A.M. – 1:00 P.M.

Room Guinigi

Programma scolastico all'estero e dei programmi estivi - AFSAI

11:30 A.M. – 1:30 P.M.

Room Estensi

Volontariato internazionale come orientamento nel proprio progetto di vita- ENGIM

11:30 A.M. – 1:30 P.M.

Room Baglioni

Lavorare in Europa - Orientamento CV e colloqui di lavoro - STAGE4EU

12:00 A.M. – 1:30 P.M.

Room Gonzaga

Workshop di presentazione - Servizio Civile Nazionale

1:00 P.M. - 2:00 P.M.

Room Guinigi

Orientamento al mondo universitario - Università Insubria

2:00 P.M. – 4:00 P.M.

Room Estensi

Volontariato Internazionale con Lunaria: Un mondo in movimento (presentazione e colloqui di orientamento) - Lunaria

2:00 P.M. - 4:00 P.M

Room Guinigi

Il concorso diplomatico - ISPI

2:00 P.M - 4.00 P.M

Room Gonzaga

Studiare e lavorare all’estero - Serving People Group - AU Pair America

2:00 P.M. - 5:00 P.M

Room Baglioni

Colloqui e simulazioni di colloqui - Street Child - ENGIM

Iscriviti ora e gratuitamente compilando l'apposito form. Ti aspettiamo!

Info e Contatti:

Giovani nel Mondo Association

Via Policarpo Petrocchi 10

00137 Roma – Italia

Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

+390689019538

Tra Scienza e Conoscenza

“Gli Stati Uniti, più precisamente Filadelfia, e l’Italia, con Lombardia, Roma e Napoli, si uniscono per la prima volta dando il via ad una rete internazionale per la ricerca tra Virtual Reality ed Impairment Cognitivo. Una sfida per debellare le paure e aprire nuove porte ai giovani” - Angela Romano, presidente di Scuola Impresa e Referente per il progetto.

Malattie neurologiche e disturbi cognitivi sono causa di malessere non solo per le moltissime persone colpite ma anche per chi sta loro vicino; si tratta di situazioni quotidiane vicine alla realtà familiare di molti di noi, per questo Mondo Internazionale ha deciso di collaborare con ScuolaImpresa, S.H.R.O e CNR-ICAR per dare la possibilità a giovani studenti universitari di collaborare con professionisti del settore, sia negli Stati Uniti che in Italia.

La partecipazione al progetto permette di lavorare per un periodo di due settimane presso i laboratori di ricerca di S.H.R.O, presso il College of Science and Technology della Temple University di Philadelphia. I partecipanti vengono inseriti in un team di ricerca composto da 10 studenti universitari che affiancheranno un team di ricercatori del centro di ricerca, sotto la guida esperta del Professore Antonio Giordano.

Gli ambiti di ricerca interessati sono la Genetica, la ricerca sul cancro, la Bioinnovazione, le Biotecnologie, la Bioinformatica, l’Epigenetica la psicologia e la Virtual Reality. Per i partecipanti vengono creati progetti di ricerca ad hoc che permettono di guidare gli studenti alla scoperta del mondo della ricerca.

Il progetto offre grandi possibilità di crescita formativa e professionale soprattutto perché dagli Stati Uniti si tornerà in Italia dove verranno sviluppate nuove fasi di studio e ricerca per continuare il progetto iniziato a Philadelphia. 

 

MIND-Nutritional Deal

“Il progetto MIND – Nutrition Deal nasce in dicembre 2018, in concomitanza con la promozione di diete e stili di vita salutari da parte dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite la quale si pone l’obiettivo di affrontare il problema dilagante della malnutrizione. Partendo da questo presupposto gli obiettivi principali del progetto MIND sono quelli di sensibilizzare la popolazione ad una sana alimentazione e divulgare le peculiarità nutrizionali appartenenti alle culture di altri paesi.” – Maria Parisi, Dott.ssa Nutrizionista, Referente del progetto.

Questi obiettivi saranno raggiunti grazie al supporto di tre Nutrizioniste che, grazie alle loro competenze in ambito alimentare, daranno vita ad attività e conferenze con lo scopo di educare e coinvolgere i partecipanti e non solo.

La sensibilizzazione della popolazione ad una sana alimentazione avviene attraverso incontri e video divulgativi di diverse tematiche, articoli scientifici, post con immagini ed interviste a soggetti che desiderano condividere la propria esperienza in ambito nutrizionale. Le peculiarità nutrizionali di altre culture, invece, vengono rese note attraverso incontri divulgativi, interviste multiculturali, video inerenti alle tradizioni di vari Paesi del mondo e post con immagini e didascalie. Inoltre, sono organizzati aperitivi in cui sono proposti piatti tipici di altre culture, scegliendo per ogni evento un Paese differente.

 

TrattaMI Bene

“Violenza domestica, sfruttamento di esseri umani, stereotipi sessisti e molti altri argomenti costituiscono il tema di “TrattaMI Bene”, un progetto che intende promuovere la sensibilizzazione sulla violenza contro le donne e mettere in luce alcuni suoi aspetti spesso trascurati.” – Isabella Poretti, d.ssa in Lettere e Referente per il progetto.

Mondo Internazionale ha deciso di dar vita ad un progetto con l’obiettivo di comunicare il grave sistema sociale che vede al centro la violenza e il sopruso nei confronti delle donne in quanto soggetti maggiormente colpiti e anche degli uomini, in quanto il più delle volte vittime silenti di un’altra forma di intimidazione e violenza.

Questo certamente al fine di sensibilizzare l’opinione pubblica sulla tematica, attraverso la redazione di contenuti scritti, contenuti multimediali e incontri pubblici ma il suo obiettivo non termina qui. Quello che Mondo Internazionale vuole qui creare è uno spazio di confronto ed informazione, di riflessione e interscambio ma soprattutto anche una possibilità per permettere a dei giovani ragazzi competenti di trattare un tema tanto delicato quanto essenziale per lo sviluppo dell’uomo in quanto tale.

Il progetto si articola in tre fasi principali che vedono la cooperazione di un team di ragazzi che ha ideato e curato tutte le fasi dell’iniziativa fin dal principio. La figura dell’aggressore è il primo soggetto che viene analizzato, attraverso diverse lenti di ingrandimento quali quella del machismo e maschilismo, del maschilismo interiorizzato e della violenza come maltrattamento fisico. La seconda fase dell’iniziativa riguarda la donna vittima della tratta e di violenza, raccontando anche le realtà sul territorio che si occupano del recupero di soggetti in essa coinvolti. La terza fase, quella che viene definita della “psicologia della normativa”, si orienta in particolare sulla comparazione delle normative sul tema in ambito internazionale, sul confronto generazionale in merito al tema per quanto riguarda la situazione italiana e sulla concezione del femminismo quale rivoluzione del nostro secolo.

 

Vuoi conoscere Mondo Internazionale e tante altre associazioni di persona? Allora leggi Scopri gli obiettivi dell'associazione "Mondo Internazionale" e iscriviti gratuitamente alla Fiera delle Carriere Internazionali compilando l'apposito  form

All’interno di un mondo in eterno cambiamento, ove risulta ancor più difficile trovare un posto in cui collocarsi, non per mancate capacità o motivazioni ma semplicemente per una carenza di opportunità, noi di Mondo Internazionale abbiamo voluto scommettere proprio sul crearle, queste opportunità.

Con la sede principale nella città di Gallarate (VA), ne abbiamo tante altre in ognuno dei nostri associati, ambasciatori del loro stesso futuro e di quello della nostra Associazione.

Siamo un'Associazione desiderosa di diffondere nuove iniziative ed informazioni per accrescere e mostrare le potenzialità, nostre e dei futuri associati, nel mondo che ci circonda, iniziando dall’ambito universitario.

La decisione di puntare innanzitutto sui ragazzi è chiara ma non banale, perché oltre ad essere il futuro sono il nostro presente, quello che viviamo e che vogliamo cambiare.

Tutto questo è iniziato attraverso la creazione di un blog, in cui permettere ai giovani di essere ascoltati, evidenziando l’importanza della cooperazione in ambito universitario per meglio comprendere il mondo di oggi e prepararli a confrontarsi con figure istituzionali e professionali.

Questo percorso si è successivamente ampliato e ha permesso così la nascita della realtà che siamo oggi.

Il nostro obiettivo in quanto Mondo Internazionale si configura con la volontà di creare possibilità per tutti coloro che decidono di credere alla nostra missione e di sostenerci attivamente. Creare una rete di network, idee e spazi per permettere ad ognuno di poter trovare la propria strada all’interno dell’intricato puzzle della vita e della realizzazione personale.

I progetti da noi creati spaziano tra i più diversi settori, dalla nutrizione ai diritti umani, fino alla ricerca medica, ed ognuno di questi è stato promosso da tutti quei ragazzi che avevano un interesse profondo in queste tematiche e che vogliono farne oltre che una vocazione, anche un lavoro.

Con questo principale obiettivo, vogliamo impegnarci affinché la nostra iniziativa non si limiti a contribuire solamente ad una crescita personale ma che possa anche aiutare a svilupparne una professionale.

Collaborando per la realizzazione di nuove idee, nella loro creazione e promozione, i nostri associati riescono ad acquisire un expertise all’interno dei settori di loro più stretta competenza e desiderio, diventando una possibilità per conoscere le proprie vocazioni e coltivare le proprie concrete capacità di progettazione, manageriali e di comunicazione. Tutto all’interno di una cornice istituzionale, in grado di fornire una riconoscibilità e una pubblicità a tutti gli sforzi fatti e i traguardi raggiunti.

È fondamentale essere registi e protagonisti del proprio futuro, per noi stessi e per il resto del mondo, perché un mondo realizzato è un mondo più felice.

“Tra le grandi cose che non possiamo fare e le piccole cose che non vogliamo fare, il rischio è non fare nulla” (Adolphe Monod)

Con la fine di gennaio 2019 é terminata con successo anche la quinta edizione dell’IMES Evening&Weekend Programme; del resto, il tempo passa più velocemente quando ti metti in gioco e affronti nuove sfide! E noi dell’IMES board amiamo le nuove avventure – infatti siamo già proiettati verso la 29° edizione del Day Programme, che comincerà alla fine di aprile 2019. Questo mese, tuttavia, vorremmo condividere con voi una storia di successo, quella di Vito Emanuele Cambria, partecipante della 23° edizione dell’IMES Day Programme, tenutasi nel 2016. Dopo il corso Vito é diventato un project manager di successo, e la sua proposta di progetto é stata recentemente approvata. La tentazione di farci raccontare la sua vittoria personale e professionale é stata molto forte, e lo abbiamo intervistato per saperne di più.

 

1) Breve introduzione: qual é il tuo background, quali sono stati i fattori che ti hanno

spinto a partecipare al programma IMES a Bruxelles?

 

Sono un biologo italiano che si confronta quotidianamente con ecosistemi in pericolo e con la scomparsa dei loro abitanti – piante, animali e funghi che costituiscono ancora una meravigliosa eredità naturalistica per l’Europa. Per continuare a salvaguardare questa immensa diversità biologica e paesaggistica sono necessarie delle azioni concrete. Dopo anni passati a studiare botanica, ecologia e biologia della conservazione, ho sentito il bisogno di spostarmi dalla teoria alla pratica, e i programmi di finanziamento dell’Unione Europea erano la risposta alla mia ricerca. In passato avevo già avuto l’opportunità di familiarizzare con progetti europei, ma solo dopo aver partecipato all’IMES programme ho cominciato a capire veramente come funzionano! Innanzitutto, durante il corso è possibile ottenere un quadro complessivo sul funzionamento dell’UE – il che ti rende anche un cittadino europeo migliore, un aspetto in più da non sottovalutare. In secondo luogo, si può contare su insegnanti con una notevole esperienza in valutazione ed implementazione di progetti europei che ti guidano passo passo all’acquisizione di solide competenze nei più importanti progetti europei (LIFE, H2020, INTERREG, COSME, ecc.) e

nelle tecniche e strumenti di project management.

 

2) Cos’è successo subito dopo la fine dell’IMES programme? Cos’è cambiato e come hai messo in pratica quello che hai imparato in classe?

 

Io e i miei colleghi abbiamo lottato per più di tre anni per trovare finanziamenti per un progetto che mirava a fermare il declino ecologico del bosco di Palo Laziale (a 40 km a ovest di Roma), uno degli ultimi spazi boschivi della costa del centro Italia; tuttavia, per tre volte la nostra proposta é stata rifiutata. Invece dopo aver partecipato a questo corso ed essermi guadagnato il certificato nel luglio del 2016, la proposta del progetto ha passato le selezioni come primo classificato del progetto LIFE! É stata la giusta soddisfazione dopo tanto lavoro e settimane passate in classe. Il programma mi ha sicuramente aiutato ad acquisire degli strumenti e un metodo; ho anche ottenuto dei consigli molto utili che hanno elevato il mio background scientifico con delle capacità di project designing di alto livello.

 

3) Potresti descrivere il progetto che é stato premiato? Qual é il tuo ruolo nel consorzio?

 

Il progetto LIFE PRIMED “restoration, management and valorisation of PRIority habitats of MEDiterranean coastal areas” (LIFE17 NAT /GR/ 000511) mira al miglioramento dello stato di conservazione dell’habitat e delle specie che vivono nelle aree protette del bosco di Palo Laziale e del delta del Nestos, entrambi siti di Natura 2000 che si trovano rispettivamente in Italia e in Grecia. Il progetto ha come obiettivo lo sviluppo e lo scale-up di soluzioni innovative di ingegneria ambientale, e promuove sia il coinvolgimento della comunità locale che il turismo naturalistico. Io sono il project manager, un ruolo di grande responsabilità che però mi rende anche orgoglioso. Una cosa é certa, le settimane a Bruxelles mi sono servite per acquisire quelle capacità di management necessarie ma difficilmente reperibili in altri posti.

 

4) Complessivamente, come pensi che l’IMES programme ti abbia aiutato a fare questo salto di qualità nella tua carriera? Quali sono le capacità acquisite che sono state determinanti nella scrittura di un progetto valido?

 

Ho imparato a procedere con ordine nella strutturazione di un’idea in un quadro coerente. Prima non avevo mai sentito parlare di alberi dei problemi e degli obiettivi, o di logical framework; ora invece sono come dei ‘vecchi amici’, una parte fondamentale della mia routine lavorativa. In più, ho familiarizzato con il linguaggio: strategia a lungo termine, sostenibilità e replicabilità fanno ormai parte del mio vocabolario!

 

5) Raccomanderesti questo corso a coloro che stanno pensando di iscriversi? Perché?

 

Posso di sicuro raccomandare l’IMES programme, gli organizzatori di questo corso sono tra i migliori professionisti che ho mai incontrato nella mia vita. Il programma é ben strutturato, il carico di lavoro é gestibile e in linea con il corso delle lezioni; le classi di solito sono multiculturali e con persone di varie età. Se volete capire come funziona la macchina dell’Unione Europea, in primis é necessario entrare in contatto con la bolla di Bruxelles, respirare le policy e i programmi dell’UE, camminare con i propri piedi negli edifici delle istituzioni europee. Avete due possibilità: farlo da soli o, come ho fatto io, affidarvi a uno dei migliori Ciceroni d’Europa. Dopo tutto questo, sono abbastanza sicuro che abbiate già fatto la vostra scelta.

VITO EMANUELE CAMBRIA

 

IMES Day Programme, 2016 - 23rd ed., Graduate

Project Manager LIFE

PRIMEDwww.facebook.com/lifeprimed

http://www.linkedin.com/in/vitoemanuelecambria

 

Leggi di più circa il Master offerto da IMES cliccando su questo link nella sezione Formazione: Non perdere l'International Master in European Studies (IMES). Designed for success! Deadline: 12/04/2019

Mi chiamo Giulia Brandão Rocha e vengo da São Paulo, Brasile.

Tutto ha avuto inizio per cercare nuove opportunità che mi permettessero di sviluppare nuove competenze al di fuori dell'ambiente universitario a causa del tradizionale modo di apprendere in classe che, a mio avviso non condivide tutta la conoscenza. Gli studenti in relazioni internazionali hanno un'opinione multiforme del mondo ma quando incontrano persone che vivono in ambienti e appartengono a culture diverse, la loro visione d'insieme risulta alterata. In quanto io stessa studentessa in relazioni internazionali sento la necessità di fare esperienze come quelle del Festival delle Carriere Internazionali e di partecipare a eventi internazionali, soprattutto perché non ho mai viaggiato fuori dal mio paese. Di conseguenza, la possibilità di essere Ambasciatore del Festival Internazionale della Carriera è l'opportunità che ho trovato di essere tra persone di talento e studenti che promuovono e costruiscono insieme un evento pieno di diversità.

Essere un Ambasciatore del Festival è diverso da tutto ciò che ho sempre fatto. La mia esperienza come ambasciatrice brasiliana del Festival sta arricchendo le mie capacità personali e professionali grazie ai compiti e ai doveri che sono necessari per promuovere l'evento, come ad esempio presentazioni e discorsi rivolti a un pubblico di molte persone. Oltre a ciò, durante la promozione, ho stretto nuove amicizie con promoter da tutte le parti mondo e con i partecipanti al Festival delle Carriere Internazionali.

La parte migliore sono i feedback che ricevo delle presentazioni. Ascoltare i "grazie mille per averlo condiviso" da persone che non conoscevano l'evento, vederli interessati all'opportunità e porre domande è sorprendente! Alla fine, non vedo l'ora di vedere i risultati di tutti i promoter e di godermi questo straordinario evento a marzo 2019.

 

Il mio nome è SALHI Narimane e vengo dall’Algeria. Sono un’attivista del settore giovanile, frequento un master in finanza e lavoro come product manager in un'azienda farmaceutica.

Ho iniziato il mio viaggio con il Festival delle Carriere Internazionali nel 2017  come promoter in Algeria e ho partecipato come delegata nel Rome MUN con l’UNEP in rappresentanza della Russia.

Ho fatto la campagna promozionale inizialmente su Facebook e sui social media  e ho anche fatto alcune presentazioni per gli studenti; il viaggio non è stato facile, è stata la mia prima esperienza di promozione e ho dovuto affrontare alcune situazioni difficili ma sono riuscita a gestirle e ho trovato le giuste  soluzioni. Poi, è arrivato il grande giorno, ho preso l'aereo con la mia delegazione e siamo finalmente arrivati a Roma per partecipare a quell'evento di cui stavamo parlando da mesi, il Rome MUN. Mi sono goduta ogni singolo momento e ho quindi deciso di tornare di nuovo. Durante la mia seconda partecipazione sono stata selezionata come coordinatrice e vice presidente avendo così una doppia responsabilità: come coordinatrice ho lavorato con i promoter nella regione MENA e in alcuni paesi africani. Organizzavo incontri online, ricevevo i loro reports, rispondevo alle loro domande e li aiutavo a promuovere l’evento. Ogni volta che partecipo ad un programma televisivo ho l’opportunità di sponsorizzare l’evento così che anche io continuo a promuovere e a parlare della mia esperienza come partecipante. Ma il mio impegno con il Festival delle Carriere Internazionali non si ferma qui, sono stata infatti selezionata anche come vice presidente. Ho avuto l'onore di lavorare con il signor George, con cui presiedevo il comitato dell'UNESCO, il più grande del Rome MUN 2018. Ho avuto l’opportunità di condividere l'esperienza anche con altri delegati sul gruppo di Facebook. Li ho aiutati a prepararsi e a semplificare la loro presentazione. A tal fine ho fatto una serie di webinar per rispondere alle loro domande, alcune volte mi capitava di farlo durante le mie pause pranzo perché è molto importante essere presente per i delegati anche perché per la maggior parte di loro era la prima esperienza MUN ed era quindi importante formarli attentamente sulle procedure. Quando ci siamo incontrati e li ho visti all’opera, sono rimasta stupita dalla loro motivazione, ho avuto modo di constatare come la conferenza ha avuto impatto positivo su di loro.

I primi giorni molti tra i delegati erano timidi, ma già a partire dalla seconda sessione tutti sono stati coinvolti, discutevano in modo molto professionale e, ad essere onesti, è stato molto difficile scegliere il miglior Delegato perché tutti hanno fatto del loro meglio. Hanno imparato a parlare in pubblico e a difendere la posizione dei paesi che avevano assegnati.  E’ stata un'esperienza molto profonda, sentivo che i delegati erano sotto la mia responsabilità. Dal momento che lavoro nel settore della salute, per deformazione professionale quando vedevo uno dei miei delegati in difficoltà facevo tutto il possibile per farli sentire a loro agio, eravamo tutti come fratelli e sorelle, abbiamo passato dei bei momenti, abbiamo imparato insieme e ci siamo divertiti insieme. In ogni comitato c'erano persone provenienti da ambienti diversi, paesi diversi, culture diverse ma il Festival delle Carriere internazionali ci ha uniti, come uno grande famiglia, mi sono sentita davvero a casa con la mia famiglia e non vedo l'ora che inizi la prossima edizione per incontrare altre persone fantastiche. Il Festival delle Carriere Internazionali non è solo un evento, è una comunità, è una famiglia; questo grande mondo è diventato una piccola casa. Ho incontrato molte persone in altri paesi e poi li ho incontrati di nuovo a Roma e sono sicura che li incontrerò ancora. Ho fatto grandi amicizie grazie al Festival delle Carriere Internazionali e, come attivista per i giovani, questo evento fa passi da gigante verso e per un futuro migliore, perché la gioventù è il futuro e poiché possiamo diffondere tolleranza e pace attraverso questo tipo di eventi, possiamo sperare in un mondo e in un futuro migliore, perché la nostra generazione è in grado di apportare un cambiamento positivo.

Quest'anno, sono coordinatrice del Nord Africa, e felice di lavorare con Hossem BERKAN, che è un ex delegato dell’Algeria al MUN e ha brillato a Roma nel Press Game del 2018, inoltre è uno dei miei promoter quest'anno e faremo del nostro meglio per diffondere lo spirito di questo grande evento. Mi sento estremamente affezionata al Festival perché ho imparato molto e ringrazio Giovani nel Mondo per avermi dato l’opportunità di far parte di questa fantastica famiglia.

Ci vediamo a Roma!

Narimane






Lo World Youth Alliance offre l'opportunità di partecipare a diversi stage in diverse parti del globo! Se ti senti pronto ad affrontare  problemi e a trovare soluzioni concrete a livello internazionale scegli il tuo tirocinio, prepara la candidatura e inviala immediatamente!

 

Per altre opportunità simili visita la sezione Organizzazioni Internazionali

 

Ente: WYA - World Youth Alliance, lavora presso istituzioni internazionali come le Nazioni Unite, l'Unione europea, e l'organizzazione degli Stati americani, così come con i giovani provenienti da tutto il mondo per costruire una cultura che sostiene e nutre la dignità di ogni persona umana. Portano i giovani a conferenze internazionali e in dialogo con ambasciatori, diplomatici e leader politici.  Si concentrano su:

-politica internazionale e diritti umani

-sviluppo economico

-sviluppo sociale

-salute globale

- formazione

Il WYA forma i giovani di ogni contesto da ogni angolo del mondo in ognuna di queste aree, formandoli al sostegno della persona umana e sviluppando soluzioni creative ai problemi del mondo reale.

 

Dove: Varie destinazione tra cui:

- Africa (Nairobi, Kenya)

- Asia Pacific (Manila, Philippines)

- Europe (Brussels, Belgium)

- Latin America (Mexico City, Mexico)

- Middle East (Beirut, Lebanon)

- North America (New York, USA)

 

Quando: Le date per i tirocini variano a seconda del luogo e del tirocinio scelto; controllare le date e le scadenze al seguente link

 

Destinatari: Tutti coloro che rispondano ai requisiti. Controllare con attenzione i singoli requisiti necessari per i diversi tirocini

 

Scadenza: Ciclica; controllare le diverse scadenze al seguente  link

 

Descrizione dell’offerta: Il WYA offre diversi programmi di tirocinio che offrono opportunità ai giovani che si ispirano alle idee e al lavoro dell'alleanza mondiale della gioventù (WYA) così da acquisire competenze professionali e di lavoro sui progetti di WYA. I progetti sono ideati per migliorare lo specifico background accademico e gli interessi di ogni studente. I/le tirocinanti ricevono tutoraggio e formazione dai membri del personale WYA:

 

- Regional Internship:

Tirocini in tutti gli uffici regionali. Molti dei tirocinanti accettati nello stage di New York prima devono completare uno stage regionale, sono membri attivi WYA nel loro paese.

Gli uffici regionali sono:

-Africa (Nairobi, Kenya)

-Asia Pacifico (Manila, Filippine)

-Europa (Bruxelles, Belgio)

-America Latina (città del Messico, Messico)

-Medio Oriente (Beirut, Libano)

-Nord America (New York, USA)

 Ogni regione ha il suo modulo di domanda. Scegliere una delle regioni sottostante per scaricare il modulo di richiesta:

- Africa

WYA Africa Internship Application Form

WYA Africa Internship Information 2019

Si prega di inviare tutti i requisiti per Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo..

 

- Asia Pacifico

WYA Asia Pacific Regional Internship Application Form

WYA Asia Pacific Regional Internship Program Information 2019

 Si prega di inviare tutti i requisiti per Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo..

 

- Europa

WYA_Europe_Regional_Internship_application_form

Si prega di inviare tutti i requisiti per Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo..

 

- America Latina

WYA Latin America Regional Internship Application Form

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-  Medio Oriente

WYA Middle East Regional Internship Application Form

WYA ME Internship Information

Si prega di inviare tutti i requisiti a  Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

 

- Nord America

WYA North America Regional Internship Application Form

WYA NA Internship Information

Si prega di inviare tutti i requisiti a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo..

 

- Headquarters Internships:

Sono offerti diversi tipi di tirocinio le cui specifiche possono essere consultate al seguente link. Alcuni tirocini disponibili sono i seguenti:

- Global Internship

- Marketing Internship

- Advocacy Fellowship

- FEMM Internship (WYA sister organization)

Inviare la propria candidatura a: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

 

Requisiti:  I candidati ideali per i diversi tirocini possiedono:

- desiderio di proteggere e promuovere la dignità umana con effetto positivo sulla società,

- sono proattivi,

- self-driven,

- intraprendenza,

- orientato al particolare,

- umiltà e voglia di imparare

 

Costi/Retribuzioni: Non specificato tuttavia, per alcuni regional internships è possibile richiedere l’alloggio.

le spese di visto sono a carico del partecipante

 

Guida all’application: Per candidarsi a uno dei tirocini offerti dallo World Youth Alliance è necessario verificare attentamente i diversi moduli di domanda disponibili nella singola pagina delle offerte. È necessario controllare i documenti necessari per completare il processo di candidatura. Generalmente: - modulo di domanda compilato, - curriculum vitae, - due lettere di raccomandazione

 

Informazioni utili: WYA non è responsabile per l'assistenza o il rilascio di visti per i richiedenti accettati. WYA può solo inviare una lettera di invito come prova di accettazione nel programma di tirocinio.

 

Link utili:

Pagina dell'offerta

About WYA

 

Contatti Utili:  Per maggiori informazioni scrivere a: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. 

 

a cura di Ludovica Mango

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