09-12-2015

World Food Programme: Intervista a Vichi De Marchi

 
 
Intraprendere una carriera internazionale è un sogno per molti giovani. Per realizzare questo sogno e raggiungere i propri obiettivi è importante possedere le principali skills e le competenze richieste dalle organizzazioni internazionali, come avere ottime capacità comunicative e mettersi alla prova in un contesto internazionale e multiculturale. Progetti come il RomeMUN e Rome Press Game sono il primo passo per avviare la tua carriera! 
 
Il World Food Programme è la più grande organizzazione umanitaria in campo internazionale, istituita nel 1963. L'obiettivo principale del WFP è la lotta alla fame. Vi sono poi 4 obiettivi strategici più specifici:
- Salvare vite umane e preservare i mezzi di sussistenza durante le emergenze
- Sostenere la sicurezza alimentare e la nutrizione e ricostruire i mezzi di sussistenza in ambienti vulnerabili e a seguito di emergenze
- Ridurre i rischi e permettere alle persone, alle comunità e ai paesi di rispondere autonomamente ai proprio bisogni alimentari e nutrizionali
- Ridurre la malnutrizione e interrompere il ciclo intergenerazionale della fame
 
Vichi De Marchi, Spoker Person del World Food Programme, parla a Carriere Internazionali del ruolo dei giovani e quali sono le doti necessarie per intraprendere una carriera all’interno delle Nazioni Unite, lasciatevi ispirare!
 
In questo preciso momento storico, siamo di fronte a emergenze che pongono tutti noi davanti una realtà complessa e che propone una sfida agli attuali equilibri geopolitici. Quali i principali contesti di intervento del WFP? Quali le principali azioni e campagne il cui il Programma Alimentare è impegnato? 
Mai come in questi ultimi anni il WFP ha dovuto affrontare contemporaneamente diversi teatri di gravissime crisi umanitarie. Per citarne alcune: la guerra in Siria con milioni di sfollati e rifugiati, il conflitto in Yemen, in Sud Sudan, in Iraq, la crisi alimentare causata da fattori climatici come el Nino, solo per ricordare alcuni dei più urgenti e recenti interventi  
 
Il WFP gioca un ruolo primario nella gestione delle emergenze alimentari e in tutti i contesti di crisi. Quale il ruolo dei giovani?  quale il supporto loro richiesto dal Programma Alimentare?
I giovani possono fare molto. La loro generazione può esser quella che realizza un mondo a Fame Zero entro il 2030 come auspica la nuova Agenda per lo Sviluppo Sostenibile. Le azioni possibili sono numerose: innazitutto avere consapevolezza dei problemi mondiali e che interessano ciascuno di noi. Agire parlando ai politici, ai decision-makers. Far sentire la propria voce. E partecipare a iniziative di diffusione delle campagne contro la fame attraverso i social media che sono potenti strumenti di diffusione e networking
 
A suo avviso, Dott.ssa De Marchi, cosa i giovani possono fare per il WFP? Come possono contribuire alla diffusione delle Inziative del Programma?
Sicuramente l’attivismo sui social media è importante, i givani possono diventare degli ambasciatori della causa umanitaria. Possono aiutarci a diffondere campagne importanti come ShareheMeal, la nuova app per smartphone scaricabile gratuitamente e grazie alla quale, con una cifra minima, alla portata anche di un giovane – appena 40 centesimi di euro – si può donare un pasto a scuola a  un bambino che ne ha bisogno, in un determinato paese  
 
Il mondo delle organizzazioni internazionali e in particolari delle Nazioni Unite rappresenta un punto di forte attrazione per i giovani di ogni formazione. Quale crede siano i principali skills e le competenze più importanti per accedere a questo ambiente lavorativo? 
Le competenze sono le più varie a seconda del settore in cui si intende lavorare. Anche all’interno della medesima organizzazione i profili possono essere molteplici. Al WFP, ad esempio, ci sono logistici, esperti di telecomunicazioni,  giornalisti, nutrizionisti, esperti in relazioni internazionali, economisti, ecc.  Servono poi doti umana: integrità morale, senso del lavoro di squadra, senso anche del sacrificio. Spesso è un lavoro difficile in aree del mondo isolate e pericolose
 
Sempre più numerose le proposte di Model United Nations nel mondo, Quale a suo parere l’importanza della partecipazione a un Model? Come questo tipo di esperienze può accrescere l’interesse di una organizzazione per uno candidato?
Sicuramente l’esperienza di un UN Model garantisce la conoscenza del complesso sistema delle Nazioni Unite . Credo aiuti anche a capire che lavorare per le Nazioni Unite non significa fare i negoziatori, stare in un ufficio. Quasi sempre significa affrontare una vita che offre molto ma chiede anche molto
 
Fin dalla prima edizione nel 2010, il WFP è stato partner del ROMEMUN contribuendo a decretarne il successo e confermandosi negli anni un partner importante. Quali le motivazioni alla base della scelta di appoggiare un progetto di questo tipo in Italia?
E’ importante che i giovani si avvicinino al mondo delle Nazioni Unite. Non tutti coloro che parteciperanno a un Model UN saranno dei dipendenti futuri delle Nazioni Unite. Sicuramente – o almeno questa è la speranza – diventeranno dei sostenitori convinti della bontà e della necessità di un sistema sovranazionale e internazionale  a difesa di un mondo si spera pacifico e rispettoso dei diritti di tutti.  Questo per noi è importante
 
Data la consolidata collaborazione tra il WFP e Il ROMEMUN, quale a suo avviso, il valore aggiunto dell’evento? Se dovesse suggerire a uno studente di parteciparvi, quali i punti di forza? 
Credo nell’esperienza formativa  di un tale percorso per un giovane. Darei però un consiglio, Intraprendete questo “viaggio” con spirito di curiosità e scoperta, non burocraticamente per aggiungere un tassello a un CV ben organizzato. Anche se, ovviamente, conta anche quello. Ma passione e scoperta fanno molto di più, anche in termini di costruzione della propria carriera futura 
 
Dott.ssa De Marchi, la sua formazione è di ambito giornalistico. Quali sono i requisiti richiesti da una organizzazione internazionale in particolare da un’Agenzia UN per lavorare alla loro comunicazione? Ci sono dei suggerimenti per i ragazzi interessati a intraprendere una carriera come la sua? 
Il lavoro di comunicazione è complesso, servono molti anni di esperienza professionale come giornalista prima di poter aspirare a un impiego come portavoce in una delle aree del mondo dove ci sono i “comunicatori” del WFP. Ma ci sono anche molte figure intermedie o nuove come gli esperti di web o dei social media. Due consigli: fate delle scuole di giornalismo e verificate le vostre capacità di comunicatori andando nel cosi detto “field”, in un paese cioè in via di sviluppo, magari aiutando come volontari una ONG o una associazione
 
Il Press Game è il nuovo progetto lanciato nell’ambito del Festival dell Carriere Internazionali? perché crede che uno studente dovrebbe prendere parte a questa nuova simulazione?
Sicuramente è un’esperienza utile se si è interessati al mondo delle organizzazioni internazionali e al giornalismo.  Vedere come lavora un ufficio comunicazione di una grande agenzia internazionale è come entrare in una sala di controllo di un organismo complesso cercando di parlare da Nairobi a Kabul una unica lingua dal punto di vista delle informazioni e dei messaggi. Non sempre è facile
 
Il mondo delle organizzazioni, agenzie ed associazioni internazionali non esisterebbe senza comunicazione. L’importanza di comunicare i progetti, le attività, i traguardi raggiunti, sta proprio nella necessità di coinvolgere sempre più persone su situazioni che altrimenti resterebbero sconosciute ai più e ancor più insopportabili a chi le vive in prima persona.
Passione, formazione, impegno e coraggio sono gli ingredienti migliori, dal 5 all’8 Marzo 2016 sono le date giuste, Roma è la città ideale, il Rome Press Game è l’occasione decisiva. La ricetta è quasi pronta, mancano solo dei giornalisti e traduttori per amalgamare e vivere il tutto, sarai uno di loro?
Per maggiori informazioni, vai al sito del Rome Press Game e contatta il nostro staff
 
A cura di Federica Surace
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