GIRP, l'Associazione europea di distribuzione sanitaria, sta cercando un candidato da impiegare per uno stage curriculare di 6 mesi in una delle sue sedi in Europa.

Se sei iscritto a qualunque corso di laurea e hai buone capacità di scrittura questo è il tirocinio che cercavi. Coraggio: rispondi subito alla call!

 

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Ente: GIRP, l'associazione europea di distribuzione sanitaria, è l'organizzazione ombrello per grossisti farmaceutici full-line e distributori di prodotti e servizi sanitari in Europa. Attraverso la loro rete di strutture operative, i membri GIRP impiegano circa 140.000 persone e servono oltre 180.000 farmacie e altri operatori sanitari offrendo l’erogazione farmaci al pubblico. Nello svolgimento del loro ruolo di servizio pubblico, GIRP garantisce il massimo livello di qualità, integrità ed eccellenza.

GIRP offre servizi di supporto e assistenza a sostegno quotidiano dell'attività di farmaceutica all'ingrosso. GIRP lavora con membri nazionali e società attraverso la fornitura di consulenza, informazioni, statistiche e altri dati. L'obiettivo è quello di fornire servizi su misura per abbinare a ciascun membro soluzioni alle loro esigenze specifiche

 

Dove: Europa

 

Destinatari: Studenti e laureati

 

Quando: Non specificato

 

Scadenza: Il prima possibile

 

Descrizione dell’offerta: GIRP sta cercando diplomati e laureati altamente motivati per uno stage di 6 mesi a partire da marzo 2017. I candidati devono dimostrare abilità pratiche, forte motivazione per il lavoro, flessibilità, un atteggiamento dinamico, e spirito di squadra.

Responsabilità del tirocinante:

- Assistere per assicurare l'organizzazione del GIRP  gestendo incontri, conferenze e workshop

- Ricerca, editing,  la scrittura delle pubblicazioni di GIRP

- Compilazione di presentazioni PowerPoint per le riunioni interne e per le conferenze esterne

- Eseguire la ricerca per sostenere progetti in corso

- Partecipazione a conferenze, seminari e workshop con rilevanza per la politica sanitaria

- Manutenzione della presenza su internet di GIRP

- Supporto amministrativo e gestione ufficio

 

Requisiti:

Requisiti necessari:

- Diploma o laurea, il candidato deve essere iscritto ad una università per tutta la durata del tirocinio

- Il tirocinio deve essere obbligatoriamente inserito nel piano di studio del candidato

- Ottimo livello di inglese

- Ottima conoscenza di tutte le applicazioni di Microsoft Office

- Self-starter, alto livello di autonomia e di responsabilità

 

Requisiti desiderabili:

- Esperienza nell'organizzazione di eventi

- Affinità per la progettazione grafica

- Attitude con gli strumenti di social networking come Twitter e Facebook

- Buona scrittura inglese e capacità di editing

- Conoscenza della lingua francese, tedesca e/o spagnolo è auspicabile, altre lingue sono una risorsa

- Buone capacità di progettazione

 

Retribuzione: Non specificato

 

Guida all’application: Per rispondere alla call e candidarti al tirocinio GIRP invia il tuo CV e lettera di presentazione che illustra il motivo per cui tu sei il miglior candidato alla signora Giulia Colombo (Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.)

 

Informazioni utili: Si prega di notare che GIRP può accettare solo i candidati che sono iscritti in un programma di studio universitario per l'intera durata del tirocinio

 

Link utili:

Link all’offerta

Sito web GIRP

 

Contatti utili:

Indirizzo mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

 

A cura di Gloria Rwakihembo

 

La redazione carriereinternazionali.com declina ogni responsabilità sull’attendibilità delle informazioni contenute nella scheda. Per informazioni in merito all’opportunità, contattare l’ente proponente


LA REDAZIONE

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Pubblicato in Europa.
Era il 27 gennaio 1945 quando il campo di Auschwitz – Birkenau venne liberato. L’inferno era stato scoperto, dopo anni di impunite atrocità, il lager nazista veniva “smascherato” e reso noto al mondo intero. Olocausto, questo il nome dell’immane tragedia che segna indelebilmente la storia del ‘900. Col termine Olocausto (che in greco significa “sacrificio col fuoco”) s’intende la persecuzione e l’uccisione sistematica di circa sei milioni di ebrei da parte del regime nazista e dei suoi collaboratori. Durante l’Olocausto, i nazisti perseguitarono anche altri gruppi per la loro presunta “inferiorità razziale”: zingari, portatori di handicap e alcune popolazioni slave, oltre alle persecuzioni nei confronti di individui sulla base delle loro idee politiche, delle loro credenze religiose o dei loro comportamenti sociali (ad es. gli omosessuali) sulla base dell’assurda teoria dell’eugenetica, mirata ad eliminare coloro la cui vita era di “nessun valore”. Tanto è stato detto in merito a ciò che è successo, tanto è stato fatto: sono stati celebrati processi, come il famoso processo di Norimberga, durante il quale si sono avute le condanne di coloro che questi efferati crimini li avevano commessi. Norimberga è stato l’input che ha portato al riconoscimento di valori e standard internazionali di umanità, inviolabili e perseguibili ovunque nel mondo. La risonanza globale provocata dalla Shoah, così la chiamano i sopravvissuti al massacro, ha determinato l’adeguamento delle normative interne, comunitarie e internazionali ispirate ai principi di pace e uguaglianza. In seguito a ciò venne istituito il Giorno della Memoria (in Italia dal 2000 e a livello mondiale dal 2005 a seguito della risoluzione 60/7 dell'Assemblea generale delle Nazioni Unite del 1° Novembre 2005): perché il mondo deve ricordare? Il genocidio nazista è stato compiuto in realtà dall’intera razza umana: come è stato possibile non accorgersi di quello che stava accadendo o, ancora peggio, aver taciuto davanti a tali scenari surreali? Queste domande rimangono ancora oggi senza risposta. Per tali motivi questa giornata non deve essere solo un evento commemorativo, ma anche e soprattutto un evento culturale e formativo che valga come monito alle future generazioni affinché ciò non si ripeta mai più. Tanti fatti, è vero, tanti cambiamenti anche, ma la consapevolezza e la volontà che ciò non accada più, questi esistono oggi? Settantadue anni sono passati da quel giorno di “liberazione”. Il 27 gennaio è diventata la data simbolo della fine della tragedia che per anni colpì l’Europa della Seconda guerra mondiale. Così come l’anzianità dovrebbe portare saggezza e comprensione nelle persone, la ricorrenza del 72° anniversario dalla liberazione dovrebbe portare coscienza tra i popoli del mondo, pace e rispetto, ancora oggi l’universale spirito di comunione e pace che dovrebbe governare il nostro mondo rimane un utopistico desiderio non ancora del tutto realizzato. Lo testimoniano gli innumerevoli eventi che affliggono il nostro mondo, persecuzioni, odio razziale, intolleranza verso il prossimo, perpetrazione di violenza folle: ne sono un esempio il genocidio del Kosovo, il genocidio in Ruanda, il genocidio contro i Curdi, e tanti altri casi verificatisi negli anni successivi alla seconda guerra mondiale. Questi 72 anni dovrebbero essere, ancora di più oggi, un input verso uno sforzo collettivo di umanizzazione mondiale. Non sono i 72 anni anagrafici di questa commemorazione a rappresentare la realtà dei fatti: il mondo è come un adolescente che dai suoi errori sta imparando ad umanizzarsi, che sbaglia certo, ma lotta per far valere quello in cui crede. Nonostante gli insuccessi che tuttora caratterizzano la nostra storia, l’umanità sta progredendo, sta prendendo consapevolezza della sua forza e si fa portavoce di un sentimento che sempre più ci avvicina, che sempre più accomuna NOI, cittadini del mondo: il valore della vita. Ed è da questo che oggi dobbiamo ripartire, dall’importanza del riconoscimento di questo valore e dalla cooperazione tra i popoli. I differenti background che caratterizzano ciascun essere umano devono essere la forza unificante in un mondo così diversificato e l’energia propulsiva con la quale governare la società.  L’apertura del cancello di Auschwitz è un simbolo, il simbolo della fine di uno degli incubi peggiori che l’umanità abbia vissuto. È dal cancello che si apre che dobbiamo trarre spunto al fine di riuscire a “liberarci” anche noi dai preconcetti e dagli schemi malsani che affliggono la nostra società. Ci vorrà del tempo, come ce n’è voluto per liberare i migliaia di deportati in Polonia, ma il cancello per un mondo migliore non aspetta altro che essere spalancato. Ricordare affinché un’altra tragedia venga evitata: l’uccisione del futuro dell’umanità
 

 

 
Eventi del 27 gennaio in Italia:
 
 
Ogni anno in Italia vengono promosse iniziative per ricordare la Shoah, potrai anche tu nella tua città rendere viva la memoria dell'atroce accaduto del 1945 e non dimenticare 
 
 
 
Sarah Sulas e Daniel Riccardo Abblasio 
Pubblicato in Istituzioni

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