Partecipa a questo progetto di servizio volontario europeo a Ubeda, in Andalusia (Spagna) per aiutare la comunità a far crescere il senso comune per il volontariato e la solidarietà!



Per altre opportunità simili visita la sezione Cooperazione

 

Ente: L'Associazione socioculturale "Gentes" nasce a Jaén nel maggio del 2003, come organizzazione senza scopo di lucro, destinata allo sviluppo di metodologie partecipative e alla promozione del volontariato sociale, con lo scopo di promuovere processi di miglioramento partecipativo a livello individuale, di gruppo e di comunità nelle organizzazioni, attraverso un lavoro di gruppo dinamico e sistematico, con un impatto sul miglioramento della realtà socio-culturale della provincia di Jaén.

Colectivo GENTES sviluppa numerosi progetti e attività finalizzati alla dinamizzazione del territorio. Fornisce un servizio integrale a qualsiasi esigenza di una società collettiva, aziendale, pubblica, informale o individuale che abbia bisogno di know-how e conoscenza.

 

Il Servizio Volontario Europeo è un a della Key Action nell'ambito del settore Gioventù del programma Erasmus Plus, forse il programma europeo di maggior successo. In 30 anni, sono milioni i giovani dell'Unione che vi hanno partecipato e il programma è passato dalla promozione di borse di studio per svolgere una parte dei propri studi universitari all'estero, fino alla promozione di attività di educazione non informale e non formale e alla promozione delle prime esperienze di lavoro e volontariato

 

Dove: Ubeda, Spagna

 

Destinatari: volontari che soddisfano i requisiti

 

Quando: dal 8 ottobre 2018 al 10 ottobre 2019

 

Scadenza: 10 settembre

 

Descrizione dell’offerta: Opportunità di SVE pressoil Colectivo Jentes per un progetto che avrà luogo nella città di Ùbeda in Andalusia e vedrà le seguenti attività principali:

- supporto alle azioni di promozione e diffusione del volontariato internazionale e del programma Erasmus+ attraverso l’organizzazione di incontri di promozione, eventi, newsletter

- supporto all’organizzazione di workshop basati sulle tecniche di educazione non formale per il potenziamento delle competenze e dell’occupabilità

- collaborazione alle attività della biblioteca locale e alle attività socio-culturali con giovani, adulti e immigrati.

 

Requisiti:

Il volontario ideale dovrebbe avere le seguenti caratteristiche:

- dinamica, creativa, comunicativa e proattiva, che affronta i tasks e le sfide in modo positivo

- disponibilità per l’intera durata del progetto, non sarà possibile anticipare o posporre la partenza o l’arrivo.

Sono valutate positivamente anche:

- conoscenze di base della lingua spagnola

- passione per lo sport

- adattabilità e trasversalità

- buone abilità comunicative.

 

Costi: Come per gli altri progetti SVE, è previsto un rimborso per le spese di viaggio fino ad un massimale stabilito dalla Commissione europea. Vitto, alloggio, corso di lingua, formazione, tutoring, pocket money mensile e assicurazione sono coperti dall’organizzazione ospitante.

 

Guida all’application: Per candidarsi allo SVE occorre cliccare sul bottone “Candidati” nella pagina dell’offerta, allegando CV e una lettera motivazionale, tutto in inglese e completo di foto, il prima possibile.



Link utili:

link all’offerta

ColectivoGentes

Rete Italiana Volontariato Europeo

Erasmus+

 

           

Contatti Utili:

Asociación Sociocultural “Gentes”

C/ Arquitecto Berges, 34 A Bajo.

23007 Jaén. SPAIN

Telefono: +34 600160334






a cura di Ludovica Mondati

La redazione carriereinternazionali.com declina ogni responsabilità sull’attendibilità delle informazioni contenute nella scheda. Per informazioni in merito all’opportunità, contattare l’ente proponente.

LA REDAZIONE

Opportunità di SVE - Servizio Volontario Europeo - a Zagabria in Croazia, presso una ONG improntata sullo sviluppo sostenibile. Contribuisci a mobilitare e incoraggiare attivamente i giovani di Zagabria a impegnarsi in uno sviluppo sostenibile e nella sostenibilità!



Per altre opportunità simili visita la sezione Cooperazione

 

Ente: ONG O.A.ZA. - Sustainable Alternative to Community è stata istituita nel gennaio 2013 a Zagabria, in Croazia. L’obiettivo è organizzare varie attività per i giovani durante le quali possano, in un'atmosfera positiva e solidale, sviluppare il loro potenziale e diventare assistenti esemplari del cambiamento sociale sostenibile.

"Sostenibile" perché promuoviamo lo sviluppo sostenibile - soddisfacendo i propri bisogni rispettando la natura, le risorse e le generazioni future. "Alternativa" perché diffondiamo gli stili di vita e - cosa più importante - i punti di vista non sono così popolari nella società dei consumi di oggi. "Comunità" perché vogliamo incoraggiare lo sviluppo di nuovi giovani leader che guideranno la società verso la direzione sostenibile.

Il Servizio Volontario Europeo è un a della Key Action nell'ambito del settore Gioventù del programma Erasmus Plus, forse il programma europeo di maggior successo. In 30 anni, sono milioni i giovani dell'Unione che vi hanno partecipato e il programma è passato dalla promozione di borse di studio per svolgere una parte dei propri studi universitari all'estero, fino alla promozione di attività di educazione non informale e non formale e alla promozione delle prime esperienze di lavoro e volontariato

 

Dove: Zagabria, Croazia

 

Destinatari: volontari che soddisfano i requisiti

 

Quando: dal 17 settembre 2018 al 14 novembre 2018

 

Scadenza: 1 settembre 2018

 

Descrizione dell’offerta: Opportunità di SVE per il progetto Sustainability Quest Re:Boot, uno SVE di breve termine che coinvolgerà dodici volontari provenienti da sette Paesi (Czechia, Greece, Italy, Macedonia, Portugal and United Kingdom). L’obiettivo del progetto è mobilitare e incoraggiare attivamente i giovani di Zagabria a impegnarsi in uno sviluppo sostenibile e nella sostenibilità. Il volontario con il supporto dello staff di O.A.ZA. progetterà, promuoverà e gestirà le attività.

Negli anni precedenti questo consisteva in workshop su: risparmio energetico/acqua, cucina vegetariana, cosmetici naturali e altri. Ci possono essere anche seminari tenuti nelle scuole per incoraggiare i bambini ad adottare uno stile più sostenibile fin da piccoli.

 

Requisiti:

Il volontario ideale dovrebbe avere le seguenti caratteristiche:

- entusiasmo per il progetto

- assumere come propri i principi della sostenibilità e della non violenza

- seguire una dieta vegetariana/vegana per mostrare con l’esempio che è importante limitare il consumo della carne

- non sono obbligatorie ma gradite abilità nella fotografia e nell’uso del computer



Costi: Come per gli altri progetti SVE, è previsto un rimborso per le spese di viaggio fino ad un massimale stabilito dalla Commissione europea

 

Guida all’application: Per candidarsi allo SVE occorre cliccare sul bottone “Candidati” sulla pagina dell’offerta, allegando CV e una lettera motivazionale specificando per quale dei due progetti ci si vuole candidare, tutto in inglese e completo di foto.

 

Informazioni utili: Vitto, alloggio, corso di lingua, formazione, tutoring, pocket money mensile e assicurazione sono coperti dall’organizzazione ospitante.

 

Link utili:

ONG O.A.ZA. - Sustainable Alternative to Community

link all’offerta

Rete Italiana Volontariato Europeo

Erasmus+

             

           

Contatti Utili:

Rete Italiana Volontariato Europeo

Via Giovanola 25 C - 20142 - Milano, Italia



a cura di Ludovica Mondati

La redazione carriereinternazionali.com declina ogni responsabilità sull’attendibilità delle informazioni contenute nella scheda. Per informazioni in merito all’opportunità, contattare l’ente proponente.

LA REDAZIONE

Carriereinternazionali.com ospita la testimonianza di una giovane donna che si è messa alla prova partecipando al programma SVE finanziato nell'ambito del programma Erasmus +. Questo articolo è una spinta a mettersi in gioco e lanciarsi in nuove esperienze, a nostro parere, quello che dovremmo fare tutti noi giovani per essere pronti ad affrontare qualsiasi sfida!

Buona lettura

 

Partire o non partire? Su questa questione di parvenza shakespeariana si divide oggigiorno una parte importante della comunità giovanile italiana. Personalmente mi colloco dal lato di tutti coloro che hanno optato per la prima scelta. Beninteso, nulla in contrario con quelli che invece scelgono di rimanere. Sono entrambe decisioni che richiedono all’individuo una certa dose di coraggio.

Nonostante l’interesse per un’esperienza all’estero, per molti partire potrebbe essere equiparato a fare un salto nel buoi. In tal caso, consiglio di prendere una la rincorsa e di gettarsi a gambe all’aria! Non nego la presenza del buio, ma garantisco che potrebbe essere solo nella testa dell’individuo. Mano a mano che si vive l’esperienza, la conoscenza illumina le cose del mondo nuovo che si va esplorando, sottraendo all’oscurità e all’ignoto oggetti, volti, identità e linguaggi. Poco a poco si profila nella mente dell’avventuriero una dimensione fino ad allora dl tutto sconosciuta. A questo punto, poco importa se questa nuova realtà sia migliore o peggiore di quella d’origine, ciò che conta ora è la pura conoscenza delle cose, sia essa condotta per mera sopravvivenza sia per puro amore del sapere. Tutto viene messo in discussione cominciando da sè stessi e dalla propria scelta iniziale. Ci si domanda quale sia la vera ragione della partenza: si è intrapreso il viaggio nella prospettiva di una vita migliore oppure si è in cerca di qualcosa di nuovo?

Facciamo un salto indietro e proviamo ad affrontare il principale problema legato alla partenza: come faccio a partire? Lo SVE (EVS in inglese) è a mio avviso un’ottima opportunità per tutti coloro che sono in cerca di un’esperienza all’estero per dare una svolta alla propria vita. Può essere una valida alternativa alla fuga organizzata in autonomia, soprattutto se non si dispongono delle finanze necessarie per iniziare il viaggio. Con lo SVE si parte soli, senza però esserlo realmente. L’associazione del paese d’origine, da me in seguito indicata base organization, opera in sintonia con l’associazione ospitante estera, che chiamerò host organization. Mentre la prima fa da tramite e da mediatrice, la seconda è la vera ideatrice del progetto a cui si aderisce e si fa carico della sua realizzazione in loco. Per quanto concerne la mia avventura, ho preso parte ad uno SVE di due mesi intitolato Come as you are, diffuso dall’associazione bolognese Scambieuropei e proposto da Epeka, host organizzation turca attiva sul fronte della disabilità e della salvaguardia degli animali. La mia attività è consistita nell’attivazione di un laboratorio artistico in un centro disabili di Sinop, località turca sita sul Mar Nero. Obiettivo principale del mio intervento è stato quello di aiutare gli ospiti della struttura a sviluppare le loro abilità creative e manuali tramite la pittura e il disegno, ove possibile.

Ambientarsi a nuove situazioni, imparare a relazionarsi con la comunità locale e dimostrare le proprie capacità non è certo facile. Richiede umiltà, voglia di imparare, predisposizione verso il prossimo, capacità di mettersi in gioco senza farsi sopraffare dalle difficoltà oltre che una certa dose di diplomazia. Il tutto condito con santa pazienza. È comune avere la sensazione di dover ricominciare da capo la propria vita e ed facile incorrere nel rischio di farsi scoraggiare da ostacoli e complessità. È un’attività che può presentare sia delle difficoltà sia delle agevolazioni. Ad esempio può facilitare l’apprendimento linguistico e culturale, aumentare la capacità comunicare e i rapporti sociali, incrementando inoltre entusiasmo e voglia di fare. Chi può candidarsi per uno SVE? È un’esperienza fattibile per tutti – sì, ho detto tutti – purché siano giovani dai 18 ai 30 anni. Di progetti disponibili ce ne sono veramente molti e la possibilità di trovarne uno di proprio interesse è elevata. Inoltre, non vengono richiesti requisiti particolarmente difficili da soddisfare. Anche il livello linguistico richiesto non è mai troppo avanzato e fa riferimento per lo più alla conoscenza dell’inglese; insomma vale il detto “si impara strada facendo”. Si tratta di un’attività di volontariato che lascia dunque spazio all’apprendimento e alla crescita personale del volontario.

Solitamente durante lo SVE i volontari hanno modo di conoscere tradizioni locali prendendo parte a serate o eventi culturali locali e di esplorare il territorio grazie a gite organizzate dall’host organization oppure in autonomia con gli altri volontari e nuovi amici conosciuti in loco. Grazie ad Epeka, la mia host organization, sono partita per Ankara, capitale e principale centro politico-diplomatico del paese, mentre con nuovi amici turchi ho pianificato una fantastica fuga di due giorni in Istanbul, affascinante megalopoli percorsa dalle acque. 

Alla fine dello SVE, i risultati sono sempre soddisfacenti. Si rivelano utili per crescere anche i fatti negativi. Consiglio pertanto di non aver paura di delle situazioni difficili o ostacolanti che si possono incontrare durante lo svolgimento del servizio. Al contrario, è necessario metterle in conto prima di partire e munirsi di anticorpi per affrontarle al meglio. In fondo - ce l’hanno sempre detto parenti e insegnanti - le difficoltà rafforzano la personalità e rendono più valida l’esperienza. Per me è stato così e se potessi ripartirei nuovamente. Anzi, posso! Mi spiego meglio. Il regolamento prevede la possibilità di svolgere una seconda volta lo SVE per coloro che ne anno svolto uno di breve termine, ossia di durata non superiore ai due mesi. Per chi lo desidera ci sono molteplici occasioni per partire!

 

Quest’articolo vi ha incuriosito e avete domande? Vi invito a scrivermi all’indirizzo e-mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. oppure tramite la mia pagina facebook www.facebook.com/silvia.calvi.904

 

Silvia Calvi
Foto di Silvia Calvi

 

Per visualizzare i progetti disponibili e per reperire ulteriori informazioni a riguardo invito a consultare il sito www.agenziagiovani.it, l'Agenzia nazionale Erasmsus Plus per ulteriori informazioni sull'esperienza e sulle possibilità offerte da Erasmus Plus e dall'Azione del Servizio Volontario Europeo

In occasione della Festa dell’Europa che ricorre il 9 maggio, carriereinternazionali.com fa il punto della situazione analizzando lo strumento europeo che ha inciso maggiormente sui giovani e che, a nostro parere, ha influito in maniera determinante sulla costruzione dell’identità dell’Unione.

 

A sessantasette anni dalla storica dichiarazione Schuman, a sessanta dalla firma dei Trattati di Roma che segnarono un cambiamento importantissimo nella storia europea ponendo le basi per quella che sarebbe poi diventata l’Unione Europea, molto rimane ancora da fare sulla strada di una vera Unione di Nazioni e di Popoli.

Tanto tempo è passato da quelle parole e molte delle speranze nate e coltivate in quegli anni non sono, purtroppo, ancora realtà. La profonda crisi che in questi anni sta colpendo l’integrità dell’Unione ha ulteriormente allontanato i traguardi posti settant’anni fa.

Non tutto però è rimasto immobile e alcune grandi conquiste sono state raggiunte.

Nei primi anni dell’Unione una delle più importanti intuizioni che iniziarono a prendere piede fu la libera circolazione di mezzi, beni, capitali e persone. Una proposta, questa, estremamente innovativa per l’epoca e che fu effettivamente resa operativa nel 1957 con i Trattati di Roma, una delle tappe fondamentali del lungo processo di integrazione europea.

La scelta di aprire le frontiere fu un passo decisivo sulla via della creazione di una vera unione di popoli. La possibilità, fino ad allora mai considerata, di poter circolare all’interno degli stati della Comunità senza l’impedimento delle frontiere di fatto, apriva le porte alla formazione di una nuova generazione veramente “europea”. Oltre che a livello economico e di scambio commerciale, la vera importanza di questa decisione era nel campo sociale e culturale, soprattutto attraverso le università.

Già nel 1969, infatti, grazie all’intuizione della pedagogista italiana Sofia Corradi, si pensò alla possibilità di costruire una grande rete di interconnessione e di scambio tra le Università europee per permettere agli studenti di spostarsi, conoscersi e confrontarsi. Erano i primi passi del Progetto Erasmus.

L’ European Region Action Scheme for the Mobility of University Students, meglio nota come ERASMUS, ha preso effettivamente il via nel 1987 attraverso l’impegno dell’Associazione Giovanile Francese AEGEE e al sostegno del Presidente Mitterrand. L’importanza che il progetto Erasmus ha avuto negli anni passati e continua ad avere oggi a livello europeo viene testimoniata dai numeri. Da quel lontano 1987, anno in cui partirono poco più di tremila studenti, i giovani che hanno fatto le valigie sono aumentati esponenzialmente di anno in anno. Nel 2016 circa ventimila universitari hanno scelto l’Italia come meta e quasi trentamila italiani sono partiti per un’esperienza all’estero. In trent’anni di attività il Progetto Erasmus ha permesso ad oltre quattro milioni di studenti di viaggiare in Europa.

Il risvolto sulla coesione europea, inoltre, è notevole. Non si tratta solo della possibilità di plasmare un pensiero europeista in un ragazzo che vive, studia ed entra in contatto con la cultura, i costumi e le tradizioni di un altro Stato europeo, ma di un progetto che alimenta le future generazioni europee. In occasione del trentesimo anniversario, numerose sono le iniziative in tutta Europa volte a informare e sensibilizzare sulla portata del Progetto Erasmus. In Italia, ad esempio, le tre agenzie nazionali responsabili del progetto, INDIRE, INAPP e AGN, hanno organizzato per la Festa dell’Europa del 9 maggio l’iniziativa “M’illumino d’Erasmus”, un invito a tutti comuni italiani ad illuminare il monumento principale della città con il simbolo Erasmus+, con lo scopo di coinvolgere le amministrazioni locali ad ogni livello nel lavoro di diffusione delle opportunità che l’Europa offre ai propri cittadini.

Altro aspetto da non trascurare è il minimo dispendio economico che tale politica ha comportato. Infatti, impiegando solo 1,3% del bilancio totale annuale dell’UE, il progetto Erasmus risulta essere la politica dell’Unione meno dispendiosa, utilizzando poco più di due miliardi di euro. Sembra un paradosso che la politica meno costosa dell’Europa sia anche quella che maggiormente ha favorito la formazione di uno spirito europeo.

Ormai il Programma Erasmus è uscito dal mero ambito degli scambi universitari per articolarsi in una serie di azioni che permettono ai giovani di vivere esperienze diverse per complessità, impegno e risultati di apprendimento.

Le azioni di Scambi giovanili e del Servizio Volontario Europeo rappresentano un caposaldo nelle prospettive di formazione dei giovani interessati ad intraprendere un percorso non solo di istruzione ma di apprendimento attraverso impegno ed esperienze dirette. La programmazione Erasmus Plus 2014-2020 prevede azioni per le scuole di ogni ordine e grado, la possibilità di frequentare master e corsi di formazione, opportunità di specializzazione per insegnanti, ricercatori, docenti universitari e quanti sono impegnati nel settore giovanili come operatori. Erasmus Plus presenta anche azioni destinate a finanziare progetti per la costruzione di partenariati e conoscenze strategiche tra settori differenti, soprattutto istruzione superiore, istituzioni e organizzazioni profit. Anche Giovani nel Mondo ospita ragazzi con il programma Erasmus, un modo per crescere insieme

Insomma, si tratta di un Programma che è ormai un pilastro dell’intera politica di formazione ed educazione dell’Unione Europea, dei singoli stati membri e non solo. La partecipazione all’Erasmus non è infatti limitata ai 28 (27 tra poco) paesi che compongono l’Unione, ma prevede la partecipazione anche di paesi partner europei e non. I paesi del Medio-Oriente, della sponda sud del Mediterraneo, dei Balcani e dell’Est Europa e Caucaso sono parte integrante della strategia di costruzione della coscienza europea, della diffusione dei principi e dei diritti alla base dell’Unione. Non dimentichiamo che alcuni paesi, pur non essendo membri dell’Unione, sono parte integrante di Erasmus Plus, la Turchia, ad esempio, elemento fondamentale per la gestione pacifica delle emergenze e della pace nel continente.

Guardando oltre i confini del continente, una parte dei finanziamenti è volta alla creazione di reti e partenariati con i paesi di altri continenti attraverso sia progetti che scambi.

Proprio per questo grande successo, le istituzioni europee puntano a rafforzare il progetto Erasmus, infatti l’obiettivo è quello di aumentare i fondi dagli attuali due miliardi a venti per la previsione di bilancio 2020-2026. All’interno delle spinte anti-europeiste che stanno caratterizzando questi ultimi anni, il Progetto assume più che mai, con la sua idea di cultura interconnessa e di universalità di conoscenze, un’importanza fondamentale. La creazione di un’identità europea radicata nelle giovani generazioni è infatti alla base dell’idea stessa di questo progetto. Il vento nazionalista che contraddistingue l’Europa in questi ultimi anni sta portando ad una chiusura culturale e sociale dei singoli paesi mentre lo spirito di apertura che porta in sé l’idea di Erasmus è una delle vie percorribili per contrastarlo. Certamente attraverso lo scambio tra culture, i viaggi e il continuo allargamento dell’Europa con l’inclusione di nuovi Stati che portano con loro tradizioni e realtà sempre diverse, si fa sempre più attuale e necessaria l’idea di uno spazio libero in cui non esistano limiti, confini e barriere.



Jasmina Poddi e Gregory Marinucci

 

Link Utili per saperne di più:

INDIRE

ISFOL

Agenzia Nazionale per i Giovani

Erasmus Plus

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Ciao a tutti!

 

Mi chiamo Nikola e vengo dalla Croazia. Da ottobre 2016 a fine Marzo 2017 ho fatto un tirocinio nell' Associazione Giovani nel Mondo, nella sede centrale di Roma. Prima di andare via e tornare nel mio paese vi racconto la mia esperienza sperando che troviate questo articolo interessante e che vi dia motivazione nel cercare una esperienza simile anche voi.

 

La mia esperienza Erasmus+ è cominciata quando ho deciso di cercare un tirocinio all’estero ero a pochi mesi dalla mia laurea. Stavo cercando qualcosa da fare dopo l’università. Volevo un’esperienza pratica e qualcosa che mi avrebbe aiutato nella transizione al mondo lavorativo. Dopo tante e-mail che ho mandato e quando avevo quasi perso la speranza di trovare qualcosa in tempo ho ricevuto finalmente una risposta positiva!

Roberta, che poi sarebbe stata mia collega in ufficio a Roma, mi ha inviato a tenere un colloquio tramite Skype. Mi ricordo che si è svolto di giovedì. Il colloquio è andato molto bene e dopo che ho compilato i documenti necessari, tutto era finalmente pronto per la mia partenza in Roma.

 

Ho lavorato nell' ufficio di Relazioni Internazionali e il mio lavoro è stato principalmente legato al Festival delle Carriere Internazionali. Ho chiamato università e altre organizzazioni rilevanti in tutto il mondo per creare partnership utili,  ho fatto tantissime chiamate. “Hi, do you speak English?” è diventata la frase più famosa dell’ufficio che ripetevo dozzine di volte ogni giorno.

Ho anche lavorato molto nel costumar care, infatti ho aiutato i nostri futuri partecipanti internazionali al Festival con qualsiasi problema che avevano durante la registrazione per l’evento e anche con le loro application per il visto. E’ stato un grande piacere aiutare gli altri e sapere di aver dato un contributo importante soprattutto quando i partecipanti sono venuti personalmente da me a ringraziarmi di cuore.

 

Ho lavorato con un team stupendo! Ogni giorno persone con background differenti si incontravano in un posto per creare una cosa grande. E’ stato molto inspirante essere parte di questo progetto mi ha dato modo di imparare e crescere sia personalmente che professionalmente.

 

Alla fine di questa esperienza posso dire che ho imparato tanto e che ho acquisito un' esperienza lavorativa che non avevo prima. Ho migliorato la lingua inglese e italiana. Sono quasi italiano ormai! Ho sviluppato le mie skills dcommunicazione e teamworking. Posso anche dire di aver incontrato tante persone interessanti e buone che non dimenticherò mai.

 

Insomma questo tirocinio è stato un’esperienza molto piacevole con la quale ho imparato molto e se lo potessi fare da nuovo, lo farei senza ombra di dubbio!

 

Nikola Jurak

 

 

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Non solo per gli studenti l’Erasmus è il segreto per ampliare i propri orizzonti e scambiare competenze e metodi con chi proviene da altri Paesi: anche i giovani imprenditori potranno imparare da chi ha più esperienza all'interno del ricco contesto europeo.

 

Se sei interessato a opportunità simili non dimenticare di visitare la sezione Europa e la sezione Altre Opportunità sul sito carriereinternazionali.com

 

Ente: Fu l'Unione europea ad avviare il programma Erasmus per giovani imprenditori nel 2009. Un programma che ha rappresentato una risposta innovativa alla doppia sfida di stimolare l'imprenditorialità e di incoraggiare il commercio transfrontaliero in Europa.

Dunque l’Erasmus for Young Entrepreneurs è un’iniziativa dell’Unione Europea che, com’è noto a tutti, è un’organizzazione politica ed economica di carattere sovranazionale e che garantisce la libera circolazione di persone, merci, servizi e capitali all'interno del suo territorio attraverso un mercato europeo comune e la cittadinanza dell'Unione europea, promuove la pace, i valori e il benessere dei suoi popoli, lotta contro l'esclusione sociale e la discriminazione, favorisce il progresso scientifico e tecnologico e mira alla stabilità politica, alla crescita economica e alla coesione sociale e territoriale tra gli stati membri.

Recitando l’art. 6 del Tfue «L'Unione ha competenza per svolgere azioni intese a sostenere, coordinare o completare l'azione degli Stati membri. I settori di tali azioni, nella loro finalità europea, sono i seguenti:industria,istruzione, formazione professionale, gioventù e sport, ecc», quindi un’opportunità del genere non poteva che nascere grazie ai finanziamenti dell’Unione Europea.

Erasmus Plus è il programma dell'Unione Europea volto a favorire la mobilità e la formazione internazionale dei giovani di ogni fascia di età e di quanti lavorano nel settore giovanile. 

 

Dove: Ovunque in Europa, laddove ci sono le imprese ospitanti

 

Destinatari: Si intendono ammissibili i giovani intenzionati ad entrare nel mondo dell'imprenditoria; i giovani imprenditori che hanno costituito un'azienda da non più di 3 anni ovvero sono nelle prime fasi della loro attività (per la sezione dei nuovi imprenditori) e i proprietari con esperienza o dirigenti di una micro o piccola impresa (per la sezione degli imprenditori ospitanti) 

 

Quando: A seconda del progetto presentato e dell’impresa ospitante

 

Scadenza: Sempre possibile fare domanda, per la durata della programmazione 2014-2020

 

Descrizione dell’offerta: L'obiettivo generale del programma Erasmus per giovani imprenditori è quello di facilitare lo scambio di esperienza, di apprendimento e di networking per i nuovi imprenditori UE grazie alla opportunità di lavorare con imprenditori esperti in un altro paese dell'UE.

Gli obiettivi specifici del programma sono i seguenti:

- On-the-job-training per i nuovi imprenditori nelle piccole e medie imprese (PMI)in altri paesi dell'UE al fine di facilitare un buon inizio e lo sviluppo delle loro idee business

- Gli scambi di esperienze e di informazioni tra imprenditori sugli ostacoli e le sfide per avviare e sviluppare le loro attività

- Facilitare l'accesso al mercato e l'identificazione di potenziali partner per una nuova  e consolidata impresa in un paese membro dell’UE

- Fare rete basandosi sulle conoscenze e le esperienze di altri Paesi europei

Il programma "Erasmus per giovani imprenditori" offre assistenza pratica e finanziaria per i nuovi imprenditori (NE) che avranno la possibilità di affiancare un imprenditore esperto ospitante (HE) in un altro paese dell'UE.

 

Le attività tipiche per effettuare questi scambi Erasmus sono:

- Matchare un NE (New Entrepreneur) elegibile con un adeguato HE (Hosting Entrepreneur)

- Agevolare i contatti tra NE e SE attraverso organizzazioni intermedie (OI) attivi in paesi diversi

- Coordinamento da parte dell’ufficio di supporto (SO - Support Office) delle attività delle OI

- Accordare le parti coinvolte (cioè NE selezionato, HE e le IO) sulle condizioni per il soggiorno all'estero

- Durata del soggiorno all'estero: 1 - 6 mesi, con la possibilità di dividere il soggiorno fasi di minimo una settimana. E’ possibile estendere il periodo di scambio fino a un massimo di 12 mesi

- Accertamento e valutazione dei risultati da parte dell’ IO responsabile

 

Requisiti: Il termine "nuovo imprenditore" comprende sia gli imprenditori nascenti, che progettano di avviare la propria azienda nei prossimi mesi, o coloro che hanno già istituito una propria attività negli ultimi tre anni. Sia previsti o già esistenti, l'azienda può essere in qualsiasi settore. I nuovi imprenditori devono dare prova di una solida preparazione scolastica e professionale e una idea di business redditizio. devono essere un residente permanente in uno dei paesi partecipanti al programma e dovrebbe essere disposti a coprire le eventuali spese di soggiorno che superano il contributo dell'UE.

I requisiti dell’imprenditore ospitante devono invece essere i seguenti:

- Residenza in uno dei paesi partecipanti  al programma

- Essere titolare di una piccola o media impresa OPPURE una persona direttamente coinvolta nell’attività imprenditoriale come membro del consiglio di amministrazione di una PMI

- Gestire un’impresa da diversi anni

- Avere il desiderio di condividere le tue conoscenze ed esperienze con un nuovo imprenditore ed essere il suo mentore

 

Documenti richiesti: Curriculum vitae, lettera di motivazioni e, solo se sei un nuovo imprenditore, un progetto d’impresa

 

Guida all’application: Prepara i documenti necessari alla candidatura, dopo di che potrai procedere all’application che consiste nelle seguenti fasi:

- Compila il formulario on-line (link) e presenta il CV e il progetto d’impresa (quest’ultimo solo se sei un nuovo imprenditore)

- Avvia un rapporto con un nuovo imprenditore o con un imprenditore ospitante. Puoi procedere in due diversi modi:

a) indicando al tuo centro di contatto locale un imprenditore – nuovo o ospitante – con cui sei già in contatto, o

b) consultando il catalogo on-line per cercare, con l’aiuto del tuo centro di contatto locale, un partner adeguato tra gli imprenditori nuovi e ospitanti iscritti

- Concorda con il tuo partner – imprenditore nuovo o ospitante – un progetto di lavoro e apprendimento (date, obiettivi e programma di attività dello scambio) e presentalo al tuo centro di contatto locale

- Firma il documento sull’Impegno per la qualità: tutte le parti coinvolte nel programma devono sottoscrivere (con firma digitale) un progetto di Impegno per la qualità (link). Se sei un nuovo imprenditore devi, inoltre, concludere un accordo di finanziamento con il tuo centro di contatto locale

- Comincia il tuo soggiorno all’estero: lo scambio può durare da 1 a 6 mesi e può essere suddiviso in intervalli di una settimana (l’esperienza, tuttavia, deve concludersi entro un massimo di 12 mesi)

- L’aiuto finanziario al nuovo imprenditore viene erogato in più pagamenti, nei termini e nei modi stabiliti dall’accordo sottoscritto con il centro di contatto locale

 

Informazioni utili: A livello locale, il programma è gestito da una rete di organizzazioni intermediarie (IO), selezionate tra Camere di commercio, incubatori di imprese e altri soggetti di per sé attivi nel campo del sostegno alle imprese e della promozione dell’imprenditorialità su scala europea, nazionale o locale.

Le OI si occupano di mettere in contatto il nuovo imprenditore (NI) e l’imprenditore ospitante (IO). Sono i vostri centri di contatto locali e hanno il compito fondamentale di contribuire a creare rapporti di successo tra NI e IO. A tale scopo, promuovono il programma, forniscono informazioni, accettano candidature, organizzano incontri, redigono progetti e offrono assistenza per il soggiorno. Dal momento che i due imprenditori devono venire da paesi diversi, ogni combinazione NI-IO richiede due OI: una in qualità di centro di contatto del NI e l’altra come centro di contatto dell’IO.

L’Ufficio di Supporto opera in stretta collaborazione con la Commissione e le organizzazioni intermediarie, garantendo la coerenza del lavoro svolto dalle IO e rafforzando la dimensione paneuropea del programma di mobilità.

 

Link utili:

Pagina del programma

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Presenta la tua candidatura

 

Contatti utili:

Indirizzo: Erasmus for Young Entrepreneurs Support Office c/o EUROCHAMBRES, Avenue des Arts, 19 A/D B-1000 Brussels, Belgium

Tel: +32 (0)2 282 08 73

Fax: +32 (0)2 230 00 38

Indirizzo e-mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.



A cura di Sara Candido

 

La redazione carriereinternazionali.com declina ogni responsabilità sull’attendibilità delle informazioni contenute nella scheda. Per informazioni in merito all’opportunità, contattare l’ente proponente.

 

LA REDAZIONE

Pubblicato in Europa.
Sei un/a giovane e hai voglia di avere maggiori informazioni sui progetti SVE in Europa e negli altri continenti?
Rappresenti un’organizzazione e vorresti avere maggiori indicazioni sulla gestione dei progetti SVE, condividendo buone pratiche  con altre organizzazioni del settore?
 
Il 15 Giugno alle ore 15.30, presso la Sala Tassinari del Comune di Bologna (Piazza Maggiore 6), YOUNET organizza un incontro di formazione sul "Servizio Volontario Europeo": l'opportunità per giovani dai 17 ai 30 anni di effettuare un periodo di volontariato di massimo 12 mesi in un ente no-profit in Europa o nel resto del mondo. Sono progetti finanziati dalla Commissione Europea all'interno del programma Erasmus+ con l'obiettivo di migliorare le competenze dei giovani.
 
Il finanziamento comprende:
- copertura completa dei costi di vitto e alloggio
- rimborso delle spese di viaggio
- assicurazione sanitaria completa per tutto il periodo all'estero
- corso di lingua del paese di destinazione
- tutoraggio
- pocket money mensile.
 
Durante l'incontro saranno approfonditi tutti gli aspetti del Programma SVE e i progetti disponibili per i prossimi mesi, in Europa e nel resto del mondo (Kenya, Filippine, Vietnam, Thailandia, Perù). 
L'incontro sarà intervallato da un coffee break offerto ai partecipanti. 
 
Al termine è prevista l’estrazione di un premio di mobilità che consiste nella partecipazione completamente gratuita ad un progetto europeo tra quelli realizzati dall’associazione YouNet.
Rilasciato attestato di partecipazione. Elargiti ricchi premi e cotillion!
 
Modalità di partecipazione: Per partecipare, occorre compilare il form qui
E' previsto un rimborso dei costi di viaggio per chi arriva da fuori Bologna presentando i giustificativi di viaggio in originale.
 
Dove: L’evento è realizzato in collaborazione con lo Sportello Europe Direct Comune di Bologna ed Emilia-Romagna, Sala Tassinari del Comune di Bologna (Piazza Maggiore 6)
 
Quando: 15 giugno 2016, h. 15.30
Ansia pre-partenza? Paura di cosa troverai? Momenti di sconforto perché non sai bene la lingua del paese ospitante? Sogni il Learning Agreement di notte? Non ti preoccupare, stai partendo per un’esperienza travolgente! C’è un detto che dice “once Erasmus, forever Erasmus”. Quando ripenserai a questi dubbi e paure alla fine dell’Erasmus ti metterai a ridere. Il primo consiglio è forse proprio lasciarsi coinvolgere da questa esperienza e immergersi nella cultura del paese ospitante. Una volta arrivati in terra straniera, dopo la festa di saluto agli amici di sempre, è bene attivarsi subito per cercare una casa. Spesso è bene rivolgersi alle associazioni Erasmus della città per avere informazioni sugli affitti e sulle varie possibilità. Sicuramente vivere con persone di altri paesi arricchirà la tua esperienza e ti darà la possibilità di migliorare le lingue. La seconda tappa è entrare in contatto con l’Università, consegnare i documenti necessari, prendere informazioni sui corsi e sulle attività. La terza tappa è trovare un corso di lingua per affrontare le lezioni universitarie. Una volta completati questi step pratici che potrebbero sembrarti faticosi, potrai finalmente entrare nel vivo del tuo Erasmus e lasciarti prendere da questa esperienza che a molti ha cambiato la vita. Se per il ritorno non sai come riportare i vari “chili” di cose che hai accumulato non ti preoccupare! Puoi rivolgerti a Paclink e spedire tutto a ottimi prezzi!
 
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A cura di Valerio Pellegrini
 
La redazione carriereinternazionali.com declina ogni responsabilità sull’attendibilità delle informazioni contenute nella scheda. Per informazioni in merito all’opportunità, contattare l’ente proponente. LA REDAZIONE
 
Lo studente erasmus e il verbo transitivo “studiare” hanno un rapporto paragonabile a quello esistente tra sole e luna: destinati a non incontrarsi mai… a meno che i maya non abbiano deciso di predire (nuovamente) la fine del mondo, ma questa volta non li prenderebbe sul serio neanche Piero Angela.
In realtà mi sembra addirittura un’eresia parlare di STUDENTE erasmus: un vero studente piange, soffre, mangia e sanguina sui libri, l’erasmus vive per un semestre intero con la canzoncina “Toda gioia, toda belleza” dentro la propria testolina momentaneamente in loop, frastornata da cotanta multiculturalità tutta insieme. Mica può “perdere” tempo a studiare lui, eh, sia mai!
Lo studente erasmus, il cui stesso titolo è un ossimoro, nel corso può trovarsi davanti a 4 modalità di esami:
1-L’esame thè e pasticcini
IN TEORIA: L’impavido erasmusiano, è pronto a confrontarsi con la lingua, anzi, con il complesso linguaggio tecnico della lingua del Paese che lo accolto e dimostrare, così, di potersela cavare senza problemi. Ripeto: SENZA PROBLEMI… o quasi!
IN PRATICA: è la modalità di esame prediletta nel quale “barare” perché, come sappiamo bene, “verba volant, scripta manent” e chi s’è visto s’è visto. L’interrogazione, qualsiasi sia la materia di partenza, diviene una descrizione dettagliata del Paese di provenienza dello studente interrogato: ai grandi filosofi viene sostituita la pietanza tipica, ai calcoli economici i gradi della temperatura. Così, il voto diviene una conseguenza della media dei voti riportati sul libretto: sulla fiducia!. È importante essere consapevoli che nessuno potrà mai essere madrelingua e che, quindi, è da pazzi ambire a un 30, ma un 29 fresco di inchiostro c’è per tutti.
2-L’esame da divo del rap
IN TEORIA: l’esame scritto è la vera prova del nove. Non basta avere studiato l’argomento, non basta saper sparare qualche termine tattico qua e là, qua bisogna sapere la G-R-A-M-M-A-T-I-C-A! Anni e anni di corsi di lingue privati, signori e signore.
IN PRATICA: “Allora ragazzi le domande sono uguali per tutti…ah ci sono erasmus? Allora ragazzi aiutatemi, gli erasmus scrivano in grande sul compito E-R-A-S-M-U-S, mi raccomando ragazzi eh non mi fate perdere tempo: grande e stampatello, che si legga subito”. Non solo il professore non ha la minima intenzione di leggere i compiti, ma neanche nome e cognome del miracolato che, pur avendo scritto che Marracash faceva “badabum-badabum-cha-cha”, vedrà apparire un magico 28 sul proprio libretto.
 
A cura di Maria Laura Serpico
 
Per scoprire gli altri due esami-tipo Erasmus clicca qui!
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L’esperienza Erasmus di Federico, presso l’Institut d’Études Politiques di Strasburgo
Una cosa che ami e una cosa che non sopporti di Strasburgo?
Amo la sua praticità. Detesto l’impossibilità di mangiare un boccone nel bel mezzo della notte.
 
Era la tua prima scelta?

La seconda. La prima scelta era stata Herzliya in Israele seguita da tutte le mete francofone che il bando e le mie competenze linguistiche mi permettevano di inserire. Non voglio nascondere un certo scetticismo iniziale nei confronti della mia scelta, sostenuto anche dal fatto che Strasburgo non mi era mai giunta all’orecchio come meta privilegiata per l’Erasmus. Il seguito prova che avevo torto.
 
Come sappiamo si tratta della città che ospita il Parlamento europeo, scelta strategica per un futuro lavorativo in un ente dell’UE?

È stato divertente scoprire che in Francia, così come accade spesso in Italia, lo studente di Scienze politiche in difficoltà rispetto alle sue future intenzioni lavorative, si tuffa in un quanto mai generico: “Nelle istituzioni europee”. E’ tuttavia vero, che ammirandole dall’esterno come fossero semplici monumenti, o entrandovi ed osservare questo grande meccanismo in funzione, si viene inevitabilmente trascinati dalla voglia di farne parte. Allora, se non è nata come scelta strategica per il futuro, certamente lo è diventata.
 
Come hai trovato casa?

Il mio alloggio l’ho trovato tramite l’IEP che mi ha proposto una serie di alternative nei diversi studentati della città. Vivo in una residenza universitaria, in una piccola (ai limiti del claustrofobico) stanza di 9m2 con bagno.
Potrebbe suonare strano ma le cucine in comune sono certamente l’aspetta migliore della mia sistemazione: all’inizio, giocando anche sugli stereotipi, evitare che si metta del Ketchup sulla pasta ti permette di fare amicizia, esercitarti con la lingua, rompere il ghiaccio ed ambientarti; alla fine ti ritrovi membro di una grande, multi-linguistica famiglia allargata.
 
Gli “strasburghesi” sono francesi ma risentono di influenze germanofile: li definiresti socievoli?

La fama francese viene confermata anche qui, ma mi sento tranquillo nel dire che è un fenomeno abbastanza ristretto. Può capitare di parlare con qualcuno che difficilmente riesce a nascondere il totale disinteresse verso la discussione che intrattiene con te; ma i più, al contrario, si impegnano per superare ostacoli linguistici pur di scambiare due semplici battute. Inoltre, il particolare piano di studi dell’IEP, che permette ad ogni suo singolo studente di trascorrere il terzo anno di studi all’estero (e certe mete rimangono anche senza candidati), ha certamente facilitato le relazioni con altri studenti della facoltà.
In generale, che tu sia francese o meno in qualsiasi posto tu vada l’accoglienza è sempre molto calorosa e cortese: in questo senso, la socievolezza diventa parte stessa della loro dedizione al lavoro.
 
A cura di Maria Laura Serpico
 
Per finire di leggere l’intervista a Federico clicca qui!
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