Prendi parte al progetto di volontariato a Cùcuta, Colombia, dal 14 Gennaio al 25 Febbraio, volto a ridurre le disuguaglianze con AIESEC. 

 

Per altre opportunità simili visita la sezione Cooperazione

 

Ente: AIESEC è il network internazionale di giovani più grande al mondo, presente in più di 120 Paesi e Territori. L’obiettivo principale è quello di sviluppare una leadership consapevole nei giovani tramite esperienze di volontariato e tirocinio all’estero. Dal 2015, inoltre, AIESEC collabora con le Nazioni Unite per il raggiungimento degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile dell’agenda 2030: ogni progetto è connesso ad una specifica problematica e permette ai ragazzi di agire, tramite piccole azioni quotidiane, alla risoluzione e sensibilizzazione di questo obiettivo.

 

Dove: Colombia - Cùcuta

 

Destinatari: candidati che soddisfano i requisiti

 

Quando: 14 Gennaio - 25 Febbraio

 

Scadenza: 30 Dicembre 2018

 

Descrizione dell’offerta:

Impact with arts” è il progetto AIESEC con lo scopo di creare spazi di inclusione, di conoscenza di nuove culture tramite attività artistiche con bambini e ragazzi della città di Cùcuta, situata al confine con il Venezuela.  La principale attività svolta dal volontario sarà preparare lezioni e attività su valori e progetti all’interno di classi di studenti.

 

Requisiti:  conoscenza almeno basilare dell’inglese e background preferibilmente in educazione, arte e psicologia.

 

Costi/Retribuzioni: La quota associativa per partecipare al programma Global Volunteer è di 300 euro. L’alloggio e un pasto al giorno sono inclusi nella quota di partecipazione.

 

Guida all’application: Il processo di selezione consiste in una chat nella quale il candidato potrà presentarsi e motivare la scelta del progetto. 

 

Informazioni utili: I candidati verranno contattati tramite email o Whatsapp per concordare la data per un colloquio

 

Link utili:

aiesec.org

Pagina del progetto

          

Contatti Utili:  per ulteriori informazioni contattare Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

 

a cura di Sheila Fidelio

La redazione carriereinternazionali.com declina ogni responsabilità sull’attendibilità delle informazioni contenute nella scheda. Per informazioni in merito all’opportunità, contattare l’ente proponente.

LA REDAZIONE

Sei un appassionato di arte? Il Solomon R. Guggenheim di New York è alla ricerca di laureati, neolaureati, ed esperti nel settore da inserire nello staff. Non perderti quest’occasione e vola a New York!

 

Per maggiori informazioni su opportunità simili visita la nostra sezione Altre Opportunità

 

Ente : Il Solomon R. Guggenheim è il  prestigioso museo di arte moderna e arte contemporanea con sede a New York, fondato nel 1937, tra le numerose opere esposte nel museo  possiamo trovare quelle di Chagall, Kandinskij, Picasso e Toulouse-Loutrec. Il museo stesso è costruito all’interno di un’opera di Frank Lloyd Wright, considerata ad oggi tra le più importanti architetture del XX secolo

 

Dove : New York

 

Destinatari : Laureati, neolaureati, esperti nel settore e tutti coloro in possesso dei requisiti richiesti

 

Durata : L'internship può durare da due mesi fino ad un massimo di tre

 

Quando : Il Guggenheim Museum prevede tre sessioni di stage:

Primavera : Gennaio-Aprile

Estate : Giugno-Agosto

Fall : Settembre-Dicembre

 

Scadenza :

Primavera : 1 Novembre (Spring Internship Gennaio-Aprile)

Estate : 30 Gennaio (Summer Internship Giugno-Agosto)

Autunno : 1 Giugno (Fall Internship Settembre-Dicembre)

 

Descrizione dell’offerta : L’obiettivo dell’Internship è quello di acquisire competenze attraverso un’esperienza diretta sul campo delle arti. Gli stagisti saranno divisi, in base alle proprie personali esperienze, e assegnati ai vari settori del museo. È compreso nello stage un viaggio a fine di ogni sessione. Il Museo Guggenheim non fornisce gli alloggi ai candidati ma, su richiesta, può suggerire varie residenze e dormitori a New York

 

Requisiti : Non specificato

 

Retribuzione : 1000$ Full-Time

 

Guida all’Application : I candidati interessati dovranno inviare i seguenti documenti :

- Guggenheim Application Form

- Lettera di presentazione

- Curriculum vitae

- Elenco dei corsi pertinenti effettuati

- Due lettere di raccomandazione ( accademiche o lavorative )

- Esempio di scrittura ( max. 5 pagine )

- NB : I candidati per il settore design dovranno invece allegare un portfolio o degli esempi visivi di lavori

 

Link Utili:

Guggenheim Official Website

Vacancy Page

Application Form

 

Contatti :

Solomon R. Guggenheim Museum

1071 Fifth Avenue

New York, NY 10128-0173

 

 

A cura di Jasmina Poddi

 

La redazione di carriereinternazionali.com non è responsabile per l'affidabilità delle informazioni contenute in questo articolo. Se si desiderano maggiore informazioni riguardanti le posizioni contattare l’organizzazione



Pubblicato in Altre opportunità.
La Scuola Internazionale di Comics è ormai da anni divenuta un importante punto di riferimento per quanto riguarda le arti visive, grafiche, digitali e le tecniche di cinematografia d’animazione, di scrittura creativa e di sceneggiatura.

La Scuola internazionale di Comics sarà presente alla Festival delle Carriere Internazionali, in svolgimento a Roma il 7 e 8 marzo  
Per opportunità di lavoro in Europa e nel mondo, guarda anche il sito di Carriere Internazionali!
 
Dal 1979 ad oggi, la Scuola Internazionale di Comics ha formato professionisti attivi nel campo delle arti figurative. Arricchita negli anni da molteplici esperienze coi maggiori professionisti e forte di un costante aggiornamento.

La Scuola Internazionale di Comics, Accademia delle Arti Figurative e Digitali, è nata nel 1979, fondata dal disegnatore Dino Caterini (a tutt’oggi Direttore ).
La conosciutissima factory di nuovi talenti, nata come studio di Fumetto e di Sceneggiatura, ha ampliato via via le sue capacità e le sue potenzialità fino a diventare un marchio di garanzia, grazie ai suoi metodi di insegnamento e all’apertura alle diverse tendenze artistiche, riuscendo a formare figure altamente professionali, mirando a sviluppare l’aspetto creativo dei suoi studenti attraverso un lavoro di ricerca espressiva e di sperimentazione tecnica.
Negli anni l’Accademia ha incrementato la propria attività, inserendo nuovi corsi e consolidando e aggiornando i suoi programmi didattici che sono stati ampliati e si sono estesi anche ai settori dell’illustrazione, della grafica, del cartone animato 2D e 3D, della grafica 3D, del web design. Ora le sue sedi sono a Roma, Firenze, Jesi, Torino, Pescara, Padova, Reggio Emilia, Brescia, Napoli e Chicago.
La Scuola Internazionale di Comics è ormai da anni divenuta un importante punto di riferimento per quanto riguarda le arti visive, grafiche, digitali e le tecniche di cinematografia d’animazione, di scrittura creativa e di sceneggiatura.
Tra gli ospiti internazionali che abbiamo avuto il privilegio di ospitare, citiamo i più recenti: Bryan Talbot, Dave McKean, Phil Hale, Jim Lee, Ivo Milazzo, Roberto Innocenti, Don Rosa, Paul Karasik e molti altri.

L’offerta formativa dell’istituto si divide in 7 aree, con i programmi dei corsi diversi a seconda delle sedi, oltre a offrire diversi seminari e borse di studio e un corso di fumetto per bambini:
- Area Disegno (corsi in: Fumetto, Illustrazione, Animazione, Scultura, Disegno Base, Tecniche di Colorazione, Lettering, Concept Art, Tatuaggio, Manga Studio)
- Area Comunicazione (corsi in: Grafica Pubblicitaria, Web Design, Ebook Publishing, Web Marketing, eBook)
- Area Digitale (corsi in: Colorazione Digitale, 3D Maya, Digital Inking, Fotografia, Modellazione 3D, 3D Cinema FX, Illustrazione Digitale, ZBrush, Videogame, Videomaking, Rhinoceros, Animazione 3D)
- Area Scrittura (corsi in: Sceneggiatura per il fumetto, Scrittura creativa, Sceneggiatura per Entertainment Media)
- Area Master (master in: Colorazione Digitale, Illustrazione, Narrazione e Tecniche Manga, Comics Studio Lab, Advertising Design, Fumetto)
- Area Corsi Speciali (corsi in: Manga in Giappone, Scultura per Miniature, Cosplay)
- Area Game-Dev (corsi in: Game Designer, Software Develpment, Video Games Real Time Graphics)
La Scuola è strutturata come un’evoluzione della “bottega artigiana” dei grandi maestri del passato e i corsi hanno una durata variabile e prevedono l’inserimento di un numero limitato di allievi per fascia oraria, al fine di garantire un rapporto diretto e continuo tra lo studente ed i suoi insegnanti.
 
Marco Durante
La scelta dell’Università rappresenta una delle cose più importanti nella vita di ognuno. Nel mondo lavorativo odierno, la motivazione e l’ambizione sono fondamentali per imporsi all’interno del panorama delle carriere internazionali ma spesso questo non basta e quindi ci ritroviamo a dover fare esperienza con lo scopo di formarci e creare curriculum. Non sempre questa esperienza bisogna acquisirla all’estero, spesso basta guardarsi intorno nel proprio Paese per scoprire che sono numerose le opportunità d’eccellenza offerte da scuole internazionali proprio in “casa nostra”. La RUFA (Rome University of Fine Arts) è una di queste che, proprio con lo scopo di farsi conoscere dai giovani interessati alle carriere internazionali, parteciperà alla Fiera delle Carriere Internazionali. L’evento è organizzato dall’Associazione Giovani nel Mondo e riunirà a Roma il 7 e 8 Marzo 2016 migliaia di giovani provenienti da tutto il mondo!
 
Per altre opportunità di formazione visita la sezione Formazione per le Carriere Internazionali
Scopri anche il Rome Press Game !
 
RUFA (Rome University of Fine Arts) è un centro didattico multidisciplinare e internazionali ufficialmente riconosciuto dal MIUR. L’Università offre percorsi formativi validi ed innovativi nel campo dell’Arte, del Design e della Comunicazione. Nata nel 1998 per accogliere in un un’unica Accademia i sogni dei giovani italiani e stranieri fornendo loro una preparazione di alto livello. L’offerta formativa della RUFA è molteplice e comprende gli insegnamenti più interessanti ed attuali divisi in sette diversi corsi di Diploma Accademico di I livello ( pittura ,scultura ,graphic design ,design,cinema e fotografia) e nove corsi di Diploma Accademico di II livello (multimedia spaces design and tecnologies, visual and innovation design, computer animation and special effects, arte cinematografica, scenografia, scultura, pittura, grafica d’arte e decorazione). L’università, inoltre, offre anche numerosi corsi professionali, corsi liberi e master per chi ha bisogno di un’ulteriore specializzazione. RUFA ha approvato l’erogazione di diverse tipologie di borse di studio, rivolte a giovani di talento che vogliono intraprendere un percorso di studi all’interno dell'Accademia ed agli iscritti che necessitino di un sostegno economico. L'Accademia, inoltre, offre agli studenti numerose opportunità per fare esperienza nel mondo del lavoro e a livello internazionale attraverso stage e placement e con il programma Erasmus+ .
La Rome University of Fine Arts utilizza un metodo d’insegnamento che punta ad unire la didattica universitaria alla formazione di stampo professionale. Gli studenti avranno la possibilità di partecipare a conferenze, seminari, workshop, mostre e pubblicazioni per poter approfondire il piano di studi ed entrare a contatto con il difficile mondo del lavoro. Tra le opportunità e i servizi a disposizione degli studenti ci sono le attività di  orientamento che RUFA organizza durante tutto l’anno con incontri ed iniziative per presentare l’Accademia, i suoi percorsi formativi, le modalità ed i requisiti per l’ammissione, i servizi e le politiche di sostegno agli studi.
 
 
Per ulteriori informazioni
 
 
 
 
Anna Pilosi
Le carriere nel settore della conservazione dei beni culturali e dell’archeologia rappresentano una grande opportunità per ampliare i propri orizzonti e lavorare all’estero. Se Indiana Jones era un mito inarrivabile, oggi una preparazione internazionale potrebbe essere la chiave di volta per esplorazioni nello spazio e nel tempo.
Carriereinternazionali.com ha intervistatoDonatella Zari e Carlo Giantomassi, due restauratori di fama internazionale che per l’arte hanno girato tutto il mondo. Kosovo, Macedonia, Serbia, Libano, Israele, Turchia, Cappadocia, Iraq, Iran, Afghanistan, Birmania, Thailandia, India, Cina, Egitto, Etiopia, Sudan, Algeria, Colombia, Stati Uniti in Arizona e Texas è l’elenco di tutti i Paesi dove l’arte li ha portati. Pisana lei, anconetano lui, la passione per l’arte li ha portati entrambi a Roma all’Istituto Centrale del Restauro.
 
Qual è stato il vostro percorso di studio?
D: Sono venuta a Roma nel 1969 in quello che allora era l’Istituto Centrale del Restauro ed era l’unica scuola che permetteva di diventare restauratori. Ora ce ne sono altre, anche le università hanno i loro percorsi di studio. Il corso durava tre anni più uno di perfezionamento, si accedeva tramite un concorso molto selettivo.
 
C: Io invece ho cominciato l’Istituto nel ’63, quindi qualche annetto prima. Forniva una preparazione teorica ma soprattutto pratica: insieme ai docenti ovviamente restauratori, noi allievi lavoravamo direttamente sulle opere d’arte.
 
La vostra carriera è ricca di esperienze lavorative all’estero. Come avete iniziato a viaggiare?
C: All’inizio i nostri viaggi erano viaggi di piacere, prettamente turistici ma a partire dagli anni ’80, attraverso organismi internazionali come l’UNESCO o l’ICCROM (Centro Internazionale per la Conservazione e il Restauro dei Beni Culturali con sede a Roma), abbiamo cominciato a girare il mondo per varie missioni. La prima appunto nell’ 80 è stata in Etiopia. Erano le agenzie ONU a chiamarci direttamente, allora non si usavano gli appalti, e i nostri incarichi erano prevalentemente di formare sul posto i restauratori locali lavorando direttamente sulle opere d’arte.
 
D: Vorrei aggiungere che l’UNESCO ci chiamava poiché avevamo maturato già un certo grado di esperienza qui in Italia. Per 10 anni, prima di iniziare a viaggiare, abbiamo lavorato in Italia per musei e soprintendenze. Siamo sempre stati legati a committenti pubblici. Le soprintendenze si rivolgevano a noi tramite l’Istituto Centrale del Restauro per il quale abbiamo lavorato come tecnici prima e come docenti poi.
 
A livello internazionale, quanto è importante l’Italia nel mondo dell’arte?
C: A quel tempo l’Italia era sicuramente la prima nazione al mondo per gli interventi di conservazione delle opere d’arte; non c’è dubbio che i massimi esperti fossero italiani. Ora non possiamo più dire di avere la supremazia anche se restiamo comunque tra le teste di serie. Il fatto è che non siamo più gli unici, una volta si poteva studiare restauro solo in Italia. In seguito sul modello dell’Istituto del restauro, che è stato fondato nel 1939, sono nate in Europa varie scuole con l’aiuto dell’Istituto stesso. Nelle varie missioni abbiamo poi incontrato ex-allievi dell’Istituto o auditori dei corsi dell’ICCROM che in giro per il mondo avevano contribuito a fondare queste nuove scuole. Hanno allargato la famiglia.
 
D: L’Istituto del restauro, di fama mondiale per unicità e competenza, riservava 1/3 dei posti a studenti stranieri. Venivano da tutte le parti del mondo: erano Americani, Asiatici, Africani. L’ICCROM stessa, l’agenzia dell’UNESCO specializzata nel restauro e nella conservazione dei dipinti murali, nacque a Roma e dalla sua sede originaria venne poi trasferita accanto all’Istituto del restauro. C’è sempre stata tra i due una stretta collaborazione: molti docenti dell’Istituto lavoravano per l’ICCROM tenendo corsi sulle pietre, sul restauro e sull’arte della conservazione ed è quello che abbiamo fatto anche noi. Era poi lo stesso Istituto ad avere un’impronta internazionale e a mandarci all’estero: alla fine del primo anni di corso, docenti a allievi, andammo in missione al museo di Dublino per restaurare delle opere d’arte. Un mio compagno era stato anche in Iran per esempio.
 
Che percorso dovrebbe seguire un giovane che oggi volesse intraprendere una carriera internazionale?
D: Una carriera nel nostro settore è diventata un po’ più difficile. L’Istituto, come l’Opificio delle pietre dure di Firenze, non è più quello che abbiamo frequentano noi, adesso è stato assimilato all’Università o esistono altri corsi di restauro più specifici del Ministero dei Beni Culturali. L’Istituto ora non è più “centrale” dal momento che non è più l’unico, ma è diventato “superiore”. Tuttavia mantiene sempre il suo profilo internazionale, di recente abbiamo collaborato con esso in Iran, in Afghanistan e in Kosovo per tenere corsi di formazione agli studenti. Le mete estere ora sono ovviamente in Paesi dove non è radicata la cultura della conservazione delle opere d’arte. Rimane sempre molto valido ed è quello che ci sentiamo di consigliare, insieme all’Istituto, l’Opificio delle Pietre Dure di Firenze. Sono diversi come preparazione rispetto alle Accademie, hanno corsi più validi e approfonditi sebbene ora siano molto più settoriali. Noi avevamo una visione più ampia del restauro: facevamo dipinti murali, tele e tavole, oggetti, pietre ecc… la specializzazione in settori che c’è ora è limitante per una carriera internazionale. Mi spiego meglio: la tecnica dell’affresco per esempio riguarda solo il Mediterraneo; nel resto del mondo si trovano ovviamente dipinti murali, ma le tecnologie usate sono assimilabili ai dipinti su tela o dipinti su cavalletto. Lo studio per settori impedisce quindi di spaziare nella scelta delle mete.
 
C: Noi per esempio avendo questa doppia veste, sia di conoscenza della tecnica dell’affresco che dei dipinti, potevamo intervenire su diverse opere. Inoltre conoscevamo proprio le tecniche analitiche per lo studio chimico/fisico dei vari tipi di dipinti che ci permetteva di scegliere poi il modo migliore di operare. Sicuramente la tecnologia ha invece facilitato la carriera internazionale: i siti dell’Unesco o dell’ICCROM sono sempre aggiornati con bandi di concorso per missioni o veri e propri impieghi all’estero
 
In un mestiere così pratico quanto è importante la conoscenza delle lingue?
D: Le lingue sono certamente importanti, ti danno la possibilità di spaziare. L’inglese di base è conosciuto ovunque, è sicuramente la lingua da sapere. Lo è meno in Cina ma si stanno adeguando.
 
C: La manualità del lavoro ovviamente aiuta. La possibilità di tradurre delle tecniche dal punto di vista teorico nella pratica facilita la comunicazione e l’apprendimento: puoi mostrare direttamente quello che fai. La maggior parte del lavoro in Paesi, come il Tibet e la Birmania, lo svolgevamo insieme agli allievi senza parlare, solo trasmettendo i gesti in maniera graduale. Qualche volta ci affiancavano degli interpreti, ma in alcune situazioni erano inutili. Quando siamo andati in Tibet tra il ‘93 e il ’98, avevamo un interprete cinese che parlava un po’ inglese e traduceva in mandarino ai tibetani. Il problema era che i tibetani non conoscevano il mandarino perché la loro lingua deriva dal sanscrito. Il poliziotto che ci avevano dato come scorta sapeva sia il cinese che il tibetano e nello specifico il dialetto del posto perché era nativo di lì. Quindi noi parlavamo in inglese all’interprete, l’interpreta traduceva in mandarino al poliziotto e il poliziotto riportava in dialetto tibetano ai monaci. Non oso immaginare cosa arrivasse alla fine… per fortuna c’era il lavoro manuale!
 
Parlando di arte, Asia e Unesco il pensiero corre immediatamente al sito archeologico di Palmira. Un commento a riguardo?
D: E’ ovviamente un disastro, come la distruzione dei Buddha di Bamiyan e altro, ma è meglio parlarne il meno possibile. Discutere di questi eventi implica stare al loro gioca, fargli pubblicità. Sarebbe molto meglio pubblicizzare il contrabbando di opere d’arte attraverso il quale si finanziano: questi assassini saccheggiano i musei e i siti archeologici per poi rivendere i pezzi a pirati internazionali specializzati nell’acquisto clandestino di opere invendibili nei mercati regolari. Questa forma di finanziamento non è nemmeno recente: quando i Talebani, che ci sono ancora, avevano iniziato la guerra in Afghanistan, noi abbiamo rinvenuto in giro per il mondo numerose opere d’arte afghane vendute clandestinamente. E purtroppo, dico purtroppo perché spesso si tende a confondere la religione con la cultura, non c’erano solo opere buddhiste (la maggior parte delle opere distrutte in Afghanistan erano buddhiste) ma anche islamiche: si erano venduti anche codici miniati musulmani. L’unica religione a cui rispondono è il denaro.
 
Carlo e Donatella, una carriera internazionale da far impallidire il più alto funzionario ONU se consideriamo i luoghi visitati in missione. Hanno sfruttato una nostra risorsa, tramandata di generazione in generazione e l’hanno portata nel mondo per non farla dimenticare: l’arte. Una carriera internazionale non è necessariamente in giacca e camicia inamidata, può essere fatta di siti polverosi in Egitto, templi buddhisti a 5000m di quota o pallottole e frecce indiane conficcate nel legno di una chiesa nel deserto dell’Arizona. Il segreto è sempre lo stesso: partire da quello che si ha, dal proprio piccolo, per farlo diventare grande, anzi grandissimo, o meglio internazionale.
 
Federica Vassalli
 
Pubblicato in Europa.

Rubrica

Follow Us on

Questo sito utilizza cookie, anche di terze parti, solo per alcune funzionalità tecniche dei servizi offerti.
Puoi prendere visione dell’informativa estesa sull’uso dei cookie cliccando QUI.

Cliccando su "ok" acconsenti all’uso dei cookie.