09-05-2016

Dalla Puglia a Strasburgo: la parola a Walter Bruno, “eurogiovane”

Attivo in ambiente rappresentativo giovanile sin dal liceo, nel Parlamento Regionale dei Giovani della Regione Puglia, Walter Bruno si è dedicato ormai da anni ad esperienze internazionali, soprattutto europee, costruendosi un ruolino di tutto rispetto in particolar modo presso il Consiglio d’Europa e l’European Youth Forum (piattaforma che raccoglie varie organizzazioni giovanili europee), come delegato di TEJO (Organizzazione giovanile per l’Esperanto).
Insomma, una vita impegnata nonostante la giovanissima età che lo ha già portato molto spesso lontano da casa sua (Barletta, in Puglia). In occasione della Festa dell'Europa, Carriereinternazionali.com ha chiesto a Walter di raccontarci la sua esperienza  di  giovane “europeo”:

 

Perché hai iniziato la tua esperienza europea, dove hai trovato le tue motivazioni?
W: La mia motivazione non ha un vero e proprio momento di inizio. Sicuramente però due grandi spinte sono state l’esperienza al Parlamento Regionale dei Giovani, in Puglia ed entrare in contatto una lingua come l’esperanto. Al primo sono arrivato al mio quarto anno di liceo e ci sono rimasto per due anni. Si è trattato di un’esperienza che mi insegnato molto, ad esempio come lavorare e guidare un gruppo e come davvero va vissuta la politica da parte dei giovani, specie durante i nostri dibattiti con professori universitari sul tema dell’integrazione europea. La seconda invece l’ho conosciuta in rete, e poi sono entrato pian piano nel movimento esperantista, prima a livello locale poi nazionale e, oggi, internazionale ed è stata anche la fonte di tutte quelle piccole esperienze che ho avuto finora

 

L’esperienza europea ha influito sulla tua vita? Se sì, come?
W: Decisamente sì. La prima esperienza “europea” è stata la partecipazione alla grande “festa” dell’European Youth Event 2014 a Strasburgo, che ha condizionato la scelta del mio percorso di studi (Giurisprudenza comparata). Così come ha influito sul mio tempo, visto poi il crescente impegno richiesto. Anche la gestione delle relazioni personali ne ha risentito sia per il minor tempo dedicato alle vecchie amicizie sia con la nascita di nuovi legami come con il Presidente di TEJO, Michael Boris Mandirola a cui onestamente devo tante occasioni, ma ha influito molto anche sulle mie relazioni: molti dei miei amici oggi non sono italiani, ma spagnoli, austriaci, turchi, russi, greci, e con loro ho la fortuna anche di potermi confrontare e di “costruire ponti”, secondo me il miglior antidoto ai fili spinati

 

A tuo giudizio, quali sono state le capacità che ti hanno portato fino a Strasburgo?
W: Non credo di aver svolto un grande cursus honorum, né di essere arrivato in alto mi considero solo un giovane impegnato a livello europeo, come centinaia di ragazzi impegnati in maniera simile nell’European Youth Forum. Mi sento s fortunato ad essere parte di questa grande rete di persone. Bisogna sicuramente avere la mente sempre aperta alle novità e alle diversità, tanta voglia di realizzare qualcosa non da soli o per sé stessi, ma insieme agli altri e a vantaggio di tutti, e anche voglia di conoscenza. Per il resto, si impara crescendo: quando ho cominciato come rappresentante d’istituto del microfono dell’assemblea degli studenti ancora avevo un po’ paura e non avrei mai pensato di riuscire a cavarmela bene anche all’assemblea del Consiglio d’Europa. Quindi l’invito è sempre quello di mettersi alla prova

 

Pensi di sfruttare anche in futuro la tua esperienza internazionale, magari anche in ambito lavorativo?
W: Innanzitutto l’obiettivo è continuare questo impegno, a qualsiasi livello le occasioni si presenteranno. Il primo passo è sfruttare le esperienze fatte per farne sempre di nuove e migliori. Detto questo, la scelta universitaria comprende già l’ambito europeo, e di conseguenza tutti questi elementi, nel loro quadro d’insieme, influiranno anche sulla scelta del mio ambito lavorativo, in fondo credo che trasformare una propria passione nel proprio lavoro sia un sogno di tutti. Le occasioni di imparare nuove lingue e di arricchire il proprio curriculum ormai sono infinite nel panorama europeo, ed è sempre bene sfruttarle al meglio

 

Hai un ultimo messaggio o un consiglio che vorresti dare a chi come te ricerca esperienze europee e/o internazionali?
W: Consiglio vivamente di avvicinarsi al mondo delle associazioni e delle grandi organizzazioni giovanili internazionali non governative. Tra quelle che lavorano molto in ambito europeo, ad esempio con Erasmus+, l’European Youth Forum ne raccoglie decine, e moltiplicandole per le innumerevoli opportunità che offrono si ottiene un universo che permette di lasciare il proprio segno indelebile per un obiettivo più alto di noi, di scoprire culture diverse, di conoscere persone nuove ma anche, e forse soprattutto, di conoscere sé stessi.
Il mio motto, che porto con me ovunque porti il mio contributo, nel mio piccolo, è sempre uno: “Allargare gli orizzonti e costruire ponti”.

Grazie per avermi dato l’opportunità di condividere, con chi vorrà, questi miei pensieri

 

A cura di Marco Durante

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