“Io credo che i bambini nel mondo debbano essere liberi di crescere e diventare adulti, in salute, pace e dignità”

 

Il 26 Aprile si celebra la Giornata mondiale contro la violenza sui bambini. La redazione di carriereinternazionali.com non poteva non dedicare alcune riflessioni riguardo un tema che esula dal contesto razziale, territoriale e politico, un tema che, tristemente, riguarda e tocca tutti i paesi del mondo.

All'inizio del XX secolo quelli che fino ad allora erano stati considerati meri bisogni infantili, sottovalutati ed ignorati, si trasformano in diritti. Studi socio-psico pedagogici, infatti, affermavano, per la prima volta, che non solo i genitori, ma la società tutta doveva impegnarsi nella tutela dei diritti dei minori. In quest'ottica, nel 1924, in risposta alle drastiche conseguenze causate dalla Prima Guerra Mondiale soprattutto sui bambini, la Società delle Nazioni approvava a Ginevra la Dichiarazione dei diritti del fanciullo, in cui si affermava, in primis, il diritto dei bambini ad uno sviluppo psico-fisico libero da condizioni pressanti ed opprimenti e il diritto di essere nutriti, curati, soccorsi e protetti da ogni forma di sfruttamento.

Nel 1959 l'ONU approvava la Dichiarazione dei Diritti del Fanciullo sancendo così il dovere dell'umanità di dare al fanciullo il meglio di se stessa: "Affinché egli abbia un'infanzia felice e possa godere, nell'interesse suo e di tutta la società, dei diritti e della libertà che vi sono enunciati, invita i genitori, gli uomini, e le donne in quanto singoli, come anche le organizzazioni non governative, le autorità locali e i governi nazionali a riconoscere questi diritti e a fare in modo di assicurarne il rispetto per mezzo di provvedimenti legislativi e di altre misure da adottarsi gradualmente in applicazione dei suoi dieci principi".  

Trent'anni dopo, il 20 novembre del 1989, l'Assemblea Generale delle Nazioni Unite approvava a New York la Convenzione Onu sui diritti dell'infanzia e dell'adolescenza. Quattro i principi fondamentali: Non discriminazione (art. 2), con il quale i diritti sanciti dalla Convenzione venivano garantiti a tutti i minori, senza distinzione di razza, sesso, lingua, religione ed opinione; Superiore interesse (art. 3), per il quale ogni legge, provvedimento, iniziativa pubblica o privata e ogni situazione problematica, dovevano avere come priorità l'interesse del bambino; Diritto alla vita, alla sopravvivenza e allo sviluppo del bambino (art. 6) che prevedeva il massimo impegno da parte degli Stati, attraverso la cooperazione, alla tutela della vita e del sano sviluppo dei bambini; Ascolto delle opinioni del minore (art. 12) che sanciva il diritto dei bambini ad essere ascoltati in tutti i processi decisionali che li riguardavano, e il corrispondente dovere, per gli adulti, di tenere in adeguata considerazione le loro opinioni.

Una recente definizione dell'OMS, l'Organizzazione Mondiale della Sanità, stabilisce che “l'abuso o il maltrattamento dell'infanzia è rappresentato da tutte le forme di cattivo trattamento fisico e/o affettivo, abuso sessuale, incuria o trattamento negligente, nonché sfruttamento sessuale o di altro genere, che provocano un danno reale o potenziale alla salute, sopravvivenza, allo sviluppo o alla dignità del bambino, nell'ambito di una relazione di responsabilità, fiducia o potere”.

Esistono tante forme di violenza e, conseguentemente, tante forme di infanzia rubata. La ricostruzione storica del fenomeno è intrinsecamente connessa alle trasformazioni nel tempo della società. Quando la vita era sopravvivenza, i bambini venivano obbligati a lavorare come adulti; Pirandello, in “Ciàula scopre la luna”, racconta di come quell'adolescente che sin da piccolo aveva lavorato di notte nelle miniere di una Sicilia in cui non c'era spazio per l'infanzia, si meravigliò tanto da arrivare a piangere quando una notte uscì allo scoperto e vide la luna per la prima volta. Ciàula oggi rappresenta tutti quei bambini che non hanno conosciuto il gioco, che non sono stati protetti emotivamente e tantomeno accompagnati nella loro crescita come uomini.

Durante la guerra in Afghanistan negli anni '80 circolavano in tutto il mondo foto di bambini-soldato, bambini a cui era stato tolto il diritto al gioco, o peggio, bambini a cui era stata insegnata la violenza come unico mezzo dell'esistenza. La violenza genera umanità violenta. La stessa cosa riguardava e riguarda tuttora decine di conflitti, tra cui le efferate guerre in Africa, dove i bambini soldato restano uno dei simboli di guerre senza senso e, purtroppo, senza fine.

Nel 2000, è stato approvato il Protocollo opzionale alla Convenzione sui diritti dell'infanzia relativo al coinvolgimento dei bambini nei conflitti armati, con l'obiettivo di migliorare le condizioni di vita dei bambini che vivono in contesti di guerra e che spesso ne diventano le vittime e i carnefici allo stesso tempo.

Nella società odierna, l'abuso sui minori assume spesso le forme della violenza sessuale, crimine efferato e universalmente condannato a livello internazionale e dai singoli stati ma che si nutre di logiche legate allo sfruttamento, al degrado sociale, alla povertà di contesti dove spesso pare non esserci un'alternativa, il che porta anche al traffico di minori per fini diversi: dalla vendita degli organi al mercato sessuale.

Nel 2002, l'Organzzazione Mondiale della Sanità (OMS) stilava un rapporto-denuncia i cui dati fanno tutt'oggi rabbrividire: più di 150 milioni di bambini ogni anno in tutto il mondo sono vittime di episodi di violenza e sfruttamento sessuale, vengono venduti e comprati, ridotti in schiavitù, reclutati in forze armate governative e gruppi di ribelli, coinvolti nelle forme peggiori di lavoro minorile, vittime di violenze domestiche e familiari, punizioni fisiche ed educazione violenta.

Nella società odierna dove la dignità dell'uomo si presume essere il centro di ogni equilibrio, il bambino dovrebbe esserne il protagonista più protetto. Un bambino che ha vissuto in condizioni terribili, costretto a lavorare invece di giocare, a prostituirsi invece di studiare è un adulto in più da rieducare. Ed è per questo motivo che da quasi un secolo ONG come Unicef, Save the Children e Amnesty International lottano contro questo tipo di abusi, lottano per garantire un diritto all'infanzia agli adulti del domani e a far sì che questi possano a loro volta aiutare i bambini del futuro. Al riguardo è estremamente interessante lo Studio ONU condotto nel 2009 in cui bambini e ragazzi sono stati coinvolti in prima linea. Il processo connesso allo Studio ha riconosciuto che bambini e ragazzi possono offrire un contributo di valore per la comprensione della violenza cui sono soggetti e i danni che provoca loro. Ascoltare i bambini, imparare da loro e coinvolgerli nella ricerca delle soluzioni ha costituito un elemento importante del processo connesso allo Studio.

Ora molti di quei ragazzi sono adulti attivi nel sociale e a loro volta aiutano e lottano per regalare (per regalarsi) un sorriso ai bambini che hanno bisogno di soccorso e di attenzione.

Bisogna credere come ha fatto Mandela che “i bambini nel mondo debbano essere liberi di crescere e diventare adulti, in salute, pace e dignità”.

Difendendo i bambini difendiamo anche gli adulti.  

 

Cinzia Savarino

 

Link d'interesse:

Spot contro la violenza sui bambini

Studio OMS

Convenzione ONU sui diritti dell'infanzia e dell'adolescenza

Campagna Kid's voice

 

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