Si è conclusa il 25 Settembre la 72esima sessione dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite tenutasi a New York, che è stata sede di dibattito di 196 Capi di Stato, di governo e delegazioni. I temi al centro del dibattito hanno rispecchiato le problematiche e le sfide più pressanti del presente a livello mondiale quali la lotta al terrorismo, la minaccia del nucleare, la crisi dei rifugiati e la questione ambientale.

In rappresentanza dell’Unione Europea, il 20 settembre è intervenuto il presidente del Consiglio europeo Donald Tusk. Il suo intervento, perfettamente in linea con i temi chiave della sessione, si è concentrato su elementi quali:

- il contributo dell'UE nel far fronte alla crisi dei rifugiati e le ulteriori azioni necessarie per porre un freno alla tratta di esseri umani

- la necessità di perseguire una denuclearizzazione pacifica della penisola coreana

- la necessità di potenziare la lotta al terrorismo, intensificando convergendo le forze per contrastare la radicalizzazione

- la necessità di mettere al centro la questione ambientale attraverso l'impegno dell'UE ad attuare pienamente e con rapidità l'accordo di Parigi.

È stata data inoltre ampia rilevanza alla figura della donna attraverso il lancio dell'iniziativa congiunta "EU-UN Spotlight" volta ad eliminare tutte le forme di violenza contro donne e ragazze. In particolare l’iniziativa si concentrerà su aree quali il traffico di donne e ragazze, lo sfruttamento sessuale ed economico, la violenza di genere e i femminicidi.

 Tuttavia, il vero e principale tema del dibattito, è stato l’invito a concentrarsi sugli individui nella lotta per la pace e una vita dignitosa su un pianeta sostenibile, ponendo le persone al centro delle attività delle Nazioni Unite e rilevando il ruolo che le riforme proposte hanno ai fini di una riorganizzazione dell’ONU. Tale raccomandazione risulta chiaramente visibile nelle parole del Presidente dell’Assemblea Miroslav Lajčák:

 “Durante la scorsa settimana abbiamo affrontato molte questioni. Avete discusso dell’impatto che hanno sui Paesi del mondo e sui loro popoli. Abbiamo ascoltato resoconti di persone che fuggono dal fuoco dei conflitti, della potenza di bombe che esplodono distruggendo. Storie di individui che sopravvivono un’intera settimana con quello che alcuni di noi pagano per un caffè. Persone costrette a dover decidere se mettere a repentaglio le loro vite per restare o per fuggire. Persone che si chiedono dove colpirà il prossimo uragano, o se il loro villaggio sarà sommerso tra qualche anno. Persone che stanno cominciando a perdere – o hanno già perso – la speranza nei processi di pace internazionali. Persone che aspettano ancora che giustizia e diritti umani divengano parte della loro realtà quotidiana”.

A conclusione della sessione dell’Assemblea, è stata ribadita l’importanza di rafforzare le Nazioni Unite quale asse portante dell'ordine globale fondato su regole, sul dialogo e sul multilateralismo, attraverso l’impegno a favore dell’ONU e dei suoi membri.  Aggiunge infine con forza il Presidente Lajčák “Avete anche sostenuto che qualsiasi alternativa rischierebbe di replicare errori già commessi nella storia”.

 

 

Barbara Parisse

 

Per saperne di più

72° Assemblea

Assemblea Generale ONU

In occasione della Giornata mondiale del Rifugiato, Il 22 e il 24 Giugno si terranno nel quartiere Monteverde di Roma due eventi organizzati da Caritas Roma.
 
Il primo evento “Fight with difficulties and find the solutions” presso la sala Teatro N.Signora de La Salette, prevede una tavola rotonda in cui si discuterà delle principali difficoltà affrontate da operatori e rifugiati cosi come l'elaborazione di possibili soluzioni.
Sono previste testimonianze delle rifugiate del Centro d’accoglienza Monteverde.
 
Per partecipare è necessario inviare una mail di conferma all’inidirizzo: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. .
 
 

Il secondo evento “Celebriamo le diversità e apriamo i nostri cuori” in via della Trasfigurazione 3, è nato da una collaborazione Caritas - Centro Astalli.

 

E’ pensato come un momento conviviale in cui italiani e stranieri possono scambiarsi esperienze e sensazioni, condividendo così storie di vita e speranze future.

Non mancheranno musica dal vivo e cibo multietnico. 

 

Info:

 

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Opportunità di internship nel campo del diritto all'asilo per rifugiati, tematica quanto mai attuale, con la grande non-profit Asylum Access
 
Ente: Asylumaccess è un'organizzazione non-profit dedita al sostegno dei diritti dei rifugiati in Africa, Asia e Latino America che offre servizi legali, attività di advocacy e educazione pubblica. I suoi uffici in Ecuador, Panama, Messico, Thailandia, Malaysia e Tanzania, mirano all'agevolazione dei servizi sul territorio per i rifugiati
 
Per altre opportunità simili visitare la sezione Cooperazione, Sviluppo e Volontariato
 
Dove: Oakland, USA
 
Destinatari: Studenti universitari o laureati
 
Durata: Primavera- Estate 2016, con un impegno di 10-20 ore settimali
 
Scadenza: Prima possibile
 
Descrizione dell'offerta: Come tirocinante ti occuperai di
  • - Ricerca legale e politica e scrittura su temi del diritto all'asilo con un particolare focus sulle categorie di donne e bambini
  • - Identificazione di risorse e partnerships per rafforzare i servizi della comunità legale
  • - Ricerca e sviluppo di workshops sulla vulnerabilità di alcune particolari categorie di rifugiati
  • - Supporto degli uffici nello sviluppo di revisioni etiche
  • - Rapporti con gli stakeholders
 
Requisiti:
  • - Laurea o iscrizione alla facoltà di giurisprudenza o campi di studio affini
  • - Esperienza di lavoro nel contesto internazionale o locale con popolazioni sottorappresentate
  • - Interesse per i diritti umani internazionali, immigrazione e diritto sulla tematica dell'asilo
  • - Consolidate capacità di ricerca e scrittura
  • - Spirito di iniziativa e di gestione indipendente dei lavori e dei progetti
  • - La conoscenza della lingua spagnola scritta e parlata costituisce un vantaggio
  • - Esperienze con organizzazioni attive per i diritti dei rifugiati costituiscono un vantaggio
 
Documenti richiesti:
  • - CV
  • - Lettera di presentazione
  • - Elaborato
     
Retribuzioni: Non prevista
 
Guida all'application: Inviare i documenti richiesti ad Amalia Greenberg Delgado, all'indirizzo email Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. Come titolo dell'email scrivere "Global Refugee Rights Intern"
Nella lettera di presentazione descrivere le proprie qualifiche inerenti il campo dell'internship, come sei venuto a conoscenza dell'offerta e la prima data disponibile per iniziare
 
Informazioni utili:E' preferibile non effettuare chiamate telefoniche per la posizione di internship. Verranno accettati candidati fino alla fine delle posizioni disponibili
 
Link utili:
 
Contatti utili:
Asylumaccess
1611 Telegraph Ave, Suite 1111
Oakland, CA 94612
[+1] 510 891 8700
 
A cura di Annamaria Abbafati
 
La redazione carriereinternazionali.com declina ogni responsabilità sull’attendibilità delle informazioni contenute nella scheda. Per informazioni in merito all’opportunità, contattare l’ente proponente.
 
LA REDAZIONE
 
Il 20 giugno si celebra la Giornata Mondiale del Rifugiato, appuntamento annuale voluto dall'Assemblea Generale delle Nazioni Unite, che da oltre dieci anni ha come obiettivo la sensibilizzazione dell'opinione pubblica sulla condizione, spesso sconosciuta ai più, di questa particolare categoria di migranti.. La Giornata Mondiale del Rifugiato è stata riconosciuta a livello universale a partire dal 2001, quando è stata celebrata per la prima volta, nell’anno che ha segnato la ricorrenza del 50° anniversario dell’adozione della Convenzione relativa allo status dei rifugiati. 
 
La celebrazione di questa Giornata ha proprio lo scopo di riaffermare, affinchè siano sempre impressi nella mente e custoditi nel cuore di ognuno di noi, i valori e i principi sui quali si fondano  gli accordi internazionali per la protezione dei rifugiati, promuovere il rispetto dei loro diritti, anche attraverso un’ opera di sensibilizzazione dell’opinione pubblica, sostenere l’impegno e gli sforzi delle Organizzazioni impegnate a prestar loro assistenza e chiamate ad alleviarne le sofferenze.  
In particolare, ma non solo, l’Agenzia delle Nazioni Unite per i Rifugiati. Il 14 dicembre 1950 l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite istituisce l’Ufficio dell’Alto Commissario delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR). Nel 1956 l’Agenzia è chiamata ad affrontare l’emergenza che fa seguito all’esodo generato dall’occupazione di Budapest da parte delle truppe sovietiche. Negli anni ’60, il processo di decolonizzazione in Africa rende nuovamente necessario il suo intervento. Negli anni ’90 l’Agenzia opera anche in Europa, per assistere le persone in fuga dalla guerra nei Balcani. All’inizio del ventunesimo secolo l’UNHCR interviene in favore delle popolazioni dell’Africa- nella  Repubblica Democratica del Congo e in Somalia- e dell’ Asia, in particolare nella trentennale questione dei rifugiati che coinvolge l’Afghanistan. A seguito della guerra arabo-israeliana del 1948 viene istituita ad hoc l’UNRWA, l’Agenzia delle Nazioni Unite gemella dell’UNCHR, che si occupa dei rifugiati palestinesi.
 
Nonostante gli sforzi, le ormai tristemente note emergenze umanitarie sono lontane dall’essere sconfitte e da alcuni anni l’Alto Commissariato fornisce assistenza e protezione anche a «categorie» di persone non previste nel mandato originario, ad esempio gli apolidi, persone che non hanno la cittadinanza di nessuno Stato, ma soprattutto gli sfollati, persone che lasciano il proprio paese d’origine (Mali, Repubblica Centrafricana, Sud Sudan, Siria) senza attraversare un confine internazionale (a differenza dei rifugiati). In quest’ultimo caso l’intervento dell’Agenzia necessita di una richiesta espressa del Segretario Generale ed è subordinata al consenso del Paese nel cui territorio si deve svolgere o, comunque, al suo impegno a non ostacolare le operazioni di assistenza. Come, poi, non ricordare le storie, delle quali, in realtà, sembra accorgersi solo quando riportate in cronaca nera, di centinaia di uomini, donne e bambini che muoiono durante i viaggi a bordo delle “carrette” del mare, al limite del disumano, nel tentativo di raggiungere l’Europa, attraverso la sua frontiera meridionale, l’Italia.
I dati riportati in un rapporto pubblicato oggi dall’UNHCR attestano che, per la prima volta dalla fine della seconda guerra mondiale, il numero dei rifugiati, dei richiedenti asilo e degli sfollati in tutto il mondo ha superato i 50 milioni di persone. Il rapporto annuale dell'UNHCR Global Trends, sulla base dei dati raccolti da governi, ONG e dallo stesso UNHCR, rivela che alla fine del 2013 si contavano 51,2 milioni di migranti forzati, sei milioni in più rispetto a quelli del 2012(45,2 milioni). Questo incremento è soprattutto conseguenza della guerra civile in Siria. I dati sono davvero impressionanti: alla fine dello scorso anno si contavano 2,5 milioni di rifugiati e altri 6,5 milioni di sfollati interni. Per non parlare dei dati dei rifugiati siriani che sono solo bambini: 5,5 milioni colpiti dal conflitto, più di 1 milione costretto a fuggire.
 
 
Nel corso della missione in Azerbaigian, l’Associazione Giovani nel Mondo ha incontrato Garay Farhadov, Vice Direttore della Commissione di Stato del Governo dell’Azerbaigian per la questione Rifugiati e Internally Displaced Persons (IDPs). L’incontro si è svolto presso la sede della Commissione, che si trova nella periferia della città, vicino ad alcuni palazzi che ospitano rifugiati e IDPs. L’accoglienza è calorosa e i funzionari della Commissione ci hanno condotti attraverso la storia del conflitto illustrandone i punti importanti, gli avvenimenti e il terribile lascito di una guerra nei propri confini. Tantissime le domande poste dai membri di Giovani nel Mondo, interessati a capire le tristi dinamiche del conflitto e, soprattutto, come il Governo sta facendo fronte alle tragiche conseguenze sulla popolazione civile.
 
Qual è la situazione dei rifugiati in Azerbaigian e qual è il rapporto tra la popolazione civile e la parte di popolazione composta di rifugiati e IDP?
La situazione della regione è complicata dal secolare alternarsi di conflitti e trattati tra potenze che si contendono il territorio. Le tensioni che portarono nel 1923 alla creazione della Regione ad autonomia speciale del Nagorno-Karabakh e la successiva occupazione del territorio, hanno causato un vero disastro umanitario che ha segnato la nostra nazione. Fortunatamente l’Azerbaigian è rimasto sempre unito, soprattutto nel corso del conflitto. Rifugiati e IDP non si sentono isolati o esclusi dalla popolazione civile perché il governo si adopera con politiche e programmi per garantire loro l’accesso a tutti i livelli di vita sociale
 
Quali sono i programmi principali per profughi e IDP?
Uno dei programmi governativi più importanti riguarda il social housing, che prevede la costruzione di interi villaggi destinati esclusivamente a rifugiati e IDP dotati di tutte le infrastrutture principali per permettere a queste fasce di popolazione di vivere una vita, la più normale possibile: scuole, palestre, teatri, centri di aggregazione sociale. Inoltre, il governo azerbaigiano attua delle politiche di aiuto e sostegno alle famiglie di profughi e IDP che prevedono l’esenzione dal pagamento di tutte le tasse, comprese quelle scolastiche. Inoltre, è bene precisare che sin da 1988 anno di inizio dell’escalation, il governo di Baku ha adottato una serie di misure legislative a sostegno di profughi e IDP, sia legati alla sfera dei diritti umani e di cittadinanza.
 
Quanto importante è stato il ruolo delle relazioni internazionali nella questione del Nagorno-Karabakh? Quale l’apporto delle organizzazioni internazionali e della cooperazione?
La comunità internazionale ha supportato la questione del Nagorno-Karabakh con diverse risoluzioni delle Nazioni Unite, inoltre, le organizzazioni internazionali e la cooperazione sono donors nei programmi volti al miglioramento della situazione di rifugiati e IDP. Al momento sono attivi in Azerbaigian 49 organizzazioni internazionali indipendenti che supportano il governo azerbaigiano soprattutto nel settore delle infrastrutture e dell’organizzazione.
Per ulteriori informazioni sull’conflitto del Nagorno-Karabakh e sulla situazione di sfollati e rifugiati in Azerbaigian, consulta il numero speciale della rivista Go International “Azerbaigian, un paese di opportunità” disponibile sulla pagina FB di AGIA-Associazione Giovanile Italia Azerbaigian
 
 
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