08-11-2016

Essere Professore dall'altra parte del Mondo

A 20 anni in Australia con il progetto Teacher Assistant di Wep

 

Un’alternativa all’esperienza di lavoro in Australia nelle farm o nell’hospitality? Si chiama Teacher Assistant ed è un programma rivolto ai giovani dai 20 ai 30 anni che desiderano lavorare nel territorio del Paese senza passare dal working holiday visa. WEP infatti, organizzazione internazionale che promuove scambi linguistici, educativi e culturali per ragazzi in paesi di tutti il mondo, offre la possibilità ai giovani della Penisola di insegnare italiano in una scuola australiana (dalle elementari alle superiori) affiancando il docente di lingua durante le ore di lezione in classe: un modo alternativo per perfezionare l’inglese e scoprire cultura e società di un Paese che continua ad affascinare generazioni di ragazzi.

Maria Carmen, 23enne della provincia di Brescia, negli anni dell’Università (Lingue e Letterature Straniere) ha riscoperto l’amore per la sua lingua e la sua cultura, oltre che per l’insegnamento. Mentre cercava il modo per unire tutte queste passioni a quella per il viaggio, è entrata in contatto con una ragazza che aveva fatto un’esperienza da Teacher Assistant, scoprendo le opportunità di questo programma. “Con estrema professionalità WEP mi ha aiutata a trovare un college che accettasse scambi per assistenti linguistici e in pochissimo tempo siamo riusciti a programmare la mia partenza.

Abbiamo chiesto a Maria Carmen, adesso al Mountain Lilydale Mercy College di Lilydale, quali sono i compiti di un Teacher Assistant e cosa significhi essere un docente in una scuola australiana:

Il mio ruolo prevede di fornire sostegno ad un insegnante durante le lezioni o agli studenti durante lo svolgimento degli esercizi. A volte capita che li aiuti in biblioteca durante le ore libere per approfondire gli argomenti trattati a lezione e integrarli anche con modi di dire, espressioni più giovanili e, perché no, le differenze fra i vari dialetti. A volte non è facile dare una risposta alle domande degli alunni, ma penso che sia proprio questa una delle componenti più affascinanti: c’è sempre qualcosa di nuovo da imparare e da trasmettere. Una caratteristica interessante del sistema scolastico australiano è che permette di lavorare con fasce di età molto diverse tra loro: a cominciare dagli studenti dell’anno 7 (il primo anno di scuola secondaria) alle prese per la prima volta con lo studio dell’italiano, fino all’anno 12, anno in cui gli studenti stanno per sostenere l’esame conclusivo di italiano prima di diplomarsi.

C’è qualcosa in particolare che ti fa ritenere utile questa esperienza?

Durante il periodo in Australia credo di essere maturata non soltanto dal punto di vista lavorativo, ma anche come persona. I momenti vissuti lontano da casa, a contatto con persone così diverse, mi hanno resa più consapevole di quello che voglio e delle mie capacità, capendo ciò che realmente desidero per il mio futuro: insegnare la mia lingua nel mondo, condividendo esperienze di vita e viaggiando il più possibile. Anche per i miei successivi impieghi credo di aver imparato qualcosa: lavorare con docenti diversi mi ha fatto comprendere il modo migliore di rapportarmi agli studenti per creare una lezione che sia allo stesso momento intensa e coinvolgente.

Anche un 23enne del torinese, Michele, laurea in Mediazione Linguistica alla mano, lo scorso anno è partito per l’Australia. Per alcuni mesi il giovane è stato un docente della Hoppers Crossing Secondary College, scuola dell’omonima cittadina a una cinquantina di chilometri da Melbourne.

Volevo sfruttare l’esperienza all’estero per lavorare a contatto con gli alunni di una scuola straniera e conoscere la vita di uno studente in un sistema scolastico differente. Avendo conseguito già la laurea, pensavo non ci fosse modo per me di collaborare dall’interno con una scuola all’estero. Poi ho scoperto il programma Teacher Assistant di WEP: l’idea di insegnare italiano ai liceali, fianco a fianco con il loro professore, mi ha subito entusiasmato.  Lavoro molto con gli studenti dell’ultimo anno (17 e 18 anni) – continua Michele– in vista della prova finale che equivale al nostro esame di maturità. Quello che gli propongo sono esercizi sia orali (come l’ascolto di dialoghi in italiano) che scritti.” Ospitato presso una famiglia del posto per tutta la durata del progetto, che può variare da 2 a 11 mesi, Michele racconta di essere rimasto molto colpito anche dal supporto e dalla disponibilità dei colleghi, uno degli aspetti più positivi poiché permette di sperimentare il come si costruiscono relazioni interpersonali e professionali in un contesto differente. “Quella che sto facendo è sicuramente un’ottima esperienza: poter lavorare con persone più adulte ma potermi mettere in gioco anche con i giovani è uno dei modi più belli e emozionanti per scoprire gli aspetti più nascosti ed intimi di un Paese.

 

È bene ricordare che per partecipare al programma non è necessario essere laureati in Scienze della Formazione o lauree simili.

Per maggiori informazioni sul programma Teacher Assistant proposto da WEP: https://www.wep.it/trovare-un-lavoro-stage-alla-pari/inglese/australia/teacher-assistant

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