Studenti e laureati incontrano il mondo del lavoro all'Univeristà di Siena il 22 ottobre 2014 a partire dalle ore 9.30 nel Palazzo del Rettorato.

 
Carriere Internazionali vi aspetta alle ore 12.00 per un Workshop informativo e di orientamento!
 
Dopo il successo delle edizioni precedenti a cui hanno partecipato tantissimi studenti e laureati e numerose aziende italiane, anche quest’anno l’Ateneo organizza il Career Day, l’importante momento di incontro dell’Università di Siena fra i giovani e le realtà imprenditoriali.
 
Studenti e laureati potranno visitare gli stand aziendali, dialogare direttamente con i referenti , sostenere colloqui individuali, raccogliere suggerimenti relativi al proprio percorso di carriera e ai profili professionali richiesti, consegnare il CV, partecipare alle presentazioni aziendali (workshop) in Sala Consiliare al piano terra del Palazzo del Rettorato.
 
Le aziende avranno l’opportunità di entrare in contatto con molti possibili candidati, presentando le proprie esigenze occupazionali e facendo conoscere la propria realtà ai tanti laureandi e laureati, nelle aree scientifiche di maggior interesse.
 
Al fine di agevolare il matching studenti/aziende, puoi consultare dal menu principale Aziende partecipanti il Career Book delle aziende, con il logo linkabile e la ‘scheda aziendale’ contenente anche i profili maggiormente ricercati per stage o lavoro.
 
La novità dell’edizione 2014 è l’aspetto internazionale; sarà infatti possibile visitare stand di aziende straniere o italiane con sede all’estero, conoscere e confrontarsi con le opportunità professionali all’estero incontrando rappresentanti di organizzazioni/enti internazionali, partecipando a workshop orientativi sulle carriere internazionali e a presentazioni in lingua inglese.
 
Una possibilità in più per ampliare le proprie competenze e scommettere sul proprio futuro!
 
CARRIERE INTERNAZIONALI vi aspetta al career day dell'Università di Siena il prossimo 22 ottobre. Il direttore Manuela Sessa vi farà una panoramica sui possibili percorsi di carriera in ambito internazionale. Parte della redazione del sito sarà presente con un desk informativo per consigliarvi e rispondere alle vostre domande. Non mancate!!!
 
Your career in Europe can start here!
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Vuoi scrivere la tesi all’estero o devi svolgere un tirocinio curricolare? Incontro tra i Popoli ed i suoi partner ti aspettano: candidati subito!

 

“Per altre opportunità simili, andate alla sezione Cooperazione, Sviluppo e Volontariato"

 

Ente: Incontro fra i Popoli ONG è un'associazione popolare di cooperazione e solidarietà internazionale, sorta nel 1990 e fondata sul volontariato. È riconosciuta dal Ministero degli Affari Esteri ai sensi della legge 49/87 ed è accreditata presso l'Unione Europea. È parte del AOI (Assemblea delle ONG Italiane) e del Forum SaD (coordinamento di associazioni di Sostegno a Distanza).  Opera principalmente in quattro settori: cooperazione fra i Popoli; cultura ed educazione; scambi culturali; sostegno a distanza.

 

Dove: Una sede a scelta tra: Congo, Camerun, Ciad, Sri Lanka, Romania, Italia.

 

Destinatari: Studenti universitari.

 

Quando: Non definito

 

Scadenza: Open

 

Descrizione dell’offerta: Agli universitari Incontro fra i Popoli propone lo stage o il tirocinio in una delle sue sedi in Italia o presso uno dei suoi partner nel mondo. I settori disponibili sono: programmi e progetti di tipo rurale, microcredito, cooperativismo, tecnologia meccanica, idraulica, ambientale, fasce sociali deboli (donne e bambini), cultura, formazione, educazione scolastica ed oltre, agro-alimentare, agro-forestale, imprenditoria, sanità, ecc. Ogni stagista-tirocinante, prima di avviare la sua esperienza, segue un breve percorso di formazione presso la sede dell’associazione in Italia. E’ in quest’occasione che vengono scelti località e argomenti del lavoro universitario. Esiste una lista delle “tesi in cerca d’autore”: scoprila qui.

 

Requisiti:Essere iscritti ad un corso di laurea.  

 

Documenti richiesti: Non specificato.

 

Costi/retribuzione: Non specificato.

 

Guida all’application: Per tutte le informazioni e per candidarsi, inviare una e-mail a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo..  

 

Link utili:
Link Offerta

Tesi in cerca d’autore

Sito ItiP

 

Contatti utili:
Incontro tra i Popoli
Via San Giovanni da Verdara, 139
350137 Padova
Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

 

 

A Cura di Alessandra Coletta

 

“Vuoi candidarti per questa o altre opportunità e non sai come fare?

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“Se sei interessato a conoscere meglio il mondo delle relazioni internazionali, se hai voglia di mettere alla prova le tue doti diplomatiche e capire se questa è la strada che fa per te, partecipa al  Rome Model United Nations la più grande simulazione Onu in Italia! Non perdere questa opportunità!”

 

La redazione carriereinternazionali.com declina ogni responsabilità sull’attendibilità delle informazioni contenute nella scheda. Per informazioni in merito all’opportunità, contattare l’ente proponente.

 

LA REDAZIONE

Quasi tre anni fa è cominciata la mia avventura alla University of Westminster di Londra, dove sono in procinto di laurearmi in Pubbliche Relazioni. Cosa significa laurearsi in Pubbliche Relazioni? E che cosa bisogna aspettarsi qualora si scelga di frequentare un’università inglese? Molti liceali italiani sembrano interessati all’argomento, ma non sanno precisamente cosa comporti una scelta di questo tipo.
 
Personalmente, quella di studiare alla Westminster è stata una delle decisioni migliori che abbia mai preso. L’Università in sé offre moltissimi vantaggi, a cominciare dalla location e dalla struttura. Essendo un’istituzione di grandi dimensioni e dall’elevato numero di studenti, Westminster è suddivisa in quattro campus, tre dei quali (Science & Technology, Social Sciences & Humanities e Business School) sono situati nel cuore di Londra. Il quarto campus (Media, Arts & Design) si trova invece in zona nord-ovest, immerso nel verde e ad una ventina di minuti dal caos cittadino; la struttura è molto grande ed offre studios fotografici e televisivi, newsroom giornalistiche, numerosi laboratori di arte e fashion e via dicendo.
Tutti i campus sono dotati di biblioteche molto funzionali, aperte agli studenti 24 ore su 24 ogni giorno della settimana, di sale studio provviste di computer Mac e Windows, di caffetterie, mense e pub studenteschi e in due dei quattro campus persino di palestra.
 
Nonostante i corsi di laurea offerti siano moltissimi, l’Università è particolarmente rinomata per lo studio della comunicazione, dell’architettura e del business. Essendo uno degli atenei più famosi e antichi di Londra, Westminster si pregia di garantire agli studenti un’offerta formativa vasta e di alto livello, grazie all’aiuto di professori affermati e alle numerose collaborazioni con esperti del settore, che vengono spesso invitati ad intervenire durante le lezioni quali guest speakers; queste sono le lezioni che ricordo con più piacere ed interesse e che mi hanno resa consapevole della possibilità di intraprendere alcune scelte professionali (o di vita) che altrimenti avrei difficilmente preso in considerazione.
 
Un altro punto forte della University of Westminster è la grande diversità culturale che la caratterizza. Il numero di studenti stranieri provenienti da ogni parte del mondo è altissimo; studiare qui mi ha permesso di trovare nuovi amici e di conoscere persone provenienti da quasi tutti i paesi europei e, in molti casi, anche extra-europei. Questo multiculturalismo rende l’adattamento iniziale molto più rapido e meno problematico; la maggior parte degli studenti infatti (compresi quelli provenienti dal Regno Unito) si trasferiscono a Londra con l’inizio delle lezioni e le esigenze comuni agevolano il crearsi di nuovi rapporti ovvero, per esempio, la possibilità  di trovare eventuali coinquilini con cui condividere un appartamento. L’integrazione e i legami sociali tra studenti vengono particolarmente incoraggiati attraverso la presenza di numerose societies, squadre sportive, eventi organizzati dalla Student Union dell’Università, eccetera.
 
Per quanto riguarda il sistema universitario, le differenze con l’Italia sono molteplici. Tra le principali, la totale assenza di esami orali, la formazione di piccole classi di studenti, il rapporto diretto e più informale con i professori e la grande importanza data al team work, a progetti creativi e a courseworks scritti.
Rispetto a quella italiana, l’Università inglese è meno tradizionale, più incentrata sull’esperienza pratica che sul nozionismo o sullo studio teorico. Arrivata al terzo anno di Pubbliche Relazioni (che in Italia chiameremmo “Scienze della comunicazione”) posso dire di avere acquisito esperienza diretta di molti dei compiti che mi potrebbero venire assegnati nel corso dell’attività lavorativa; l’elemento chiave di un corso di laurea inglese in comunicazione (e generalmente in qualsiasi altra materia) è infatti la “simulazione”. Spesso durante il corso di laurea uno studente di Public Relations dovrà calarsi in una situazione fittizia in cui “fingersi”, ad esempio, parte del team creativo di una agenzia di comunicazione durante la creazione di una campagna pubblicitaria, partecipante ad una conferenza stampa in un momento di crisi per la compagnia per cui lavora o al telefono alle prese con un irremovibile giornalista a cui sta tentando di far pubblicare un pezzo sul proprio cliente. Non solo tali situazioni richiedono molta prontezza, creatività e spigliatezza, ma una dose non indifferente di studio e di ricerca alle spalle.
 
Oltre all’importanza data alle summenzionate attività pratiche, che puntano a preparare concretamente al mondo del lavoro, vi sono ovviamente anche momenti in cui studenti dello stesso dipartimento assistono a lezioni puramente teoriche, improntate dunque su un modello simile a quello italiano.
Ultima – ma non meno fondamentale - è l’acquisizione di work experience; stage e tirocini sono spesso parte integrante del corso di laurea, che in alcuni casi viene rilasciata soltanto qualora lo studente dimostri di avere maturato esperienze di lavoro nel settore oggetto dei suoi studi. E’ da sottolineare che tali opportunità di lavoro (denominate “internships”) non sono solitamente difficili da trovare; spesso infatti vengono segnalate allo studente dall’Università stessa, o rese note grazie ad eventi come le fiere del lavoro o al passa parola tra studenti e professori.
 
Giunta quasi al termine del mio percorso universitario in Inghilterra, posso quindi affermare che la scelta di studiare all’estero mi ha ripagata in molti modi: mi ha arricchita grazie alle tante esperienze nuove e diverse che mi sono trovata ad affrontare, mi ha permesso di arrivare ad una conoscenza ormai molto avanzata dell'inglese ed ha accresciuto la mia autostima ed indipendenza, dando inoltre un “taglio” più internazionale alla mia istruzione, incrementando la mia apertura mentale e le opportunità di carriera per il futuro. Tornando indietro rifarei certamente la stessa scelta; che si tratti della University of Westminster o di altre istituzioni dello stesso paese, consiglierei l'Inghilterra a chiunque abbia l'intraprendenza e la voglia di affrontare una nuova sfida, che certamente cambierebbe la sua vita. 
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Candidati per l'assegnazione di una borsa di studio presso l'Università di Maastricht, in Olanda, e potrai frequentare una delle migliori università europee.
 
Per altre opportunità simili, andate alla sezione “Formazione per le carriere internazionali” 
 
Ente: Maastricht University è un’università internazionale in cui insegnamento e ricerca vanno di pari passo. L’università dedica molta attenzione alle attività più innovative e alla ricerca del talento.
 
Dove: Maastricht, Olanda
 
Destinatari: Studenti eleggibili per programmi Master o programmi universitari nei loro paesi.
 
Quando: La borsa di studio avrà la stessa durata del Master, con un massimo di 12 mesi. Nel caso in cui si venga selezionati per un Master di due anni, la borsa di studio avrà la durata di 24 mesi.
 
Scadenza: L’application andrà presentato entro la deadline fissata da ciascuna facoltà, osservabili su questo link.
 
Descrizione dell’offerta: Con il programma "High Potential Scolarship" l’Università di Maastricht mira a rafforzare ulteriormente la sua offerta formativa di alta qualità, con un orientamento internazionale. A tal fine l’Università attua una politica proattiva di reclutamento degli studenti internazionali, soprattutto per i programmi Master. Le borse di studio sono messe a disposizione dal fondo per le borse di studio dell’Università di Maastricht, al fine di incoraggiare gli studenti di talento, provenienti da paesi al di fuori dell’UE, a seguire un programma Master. 
 
Requisiti: Potranno beneficiare della borsa di studio, gli studenti con le seguenti caratteristiche:
-          Età inferiore ai 35 anni
-          Eccellenti risultati ottenuti nei precedenti percorsi di studi
-          Avere la nazionalità di un paese esterno all’UE
 
Documenti richiesti:
-          Modulo di iscrizione
-          Lettera di referenze
-          Libretto degli esami universitari
 
Ulteriori documenti verranno richiesti durante la compilazione della domanda. I termini e le condizioni per presentare la domanda sono scaricabili sul sito dell'Università.
 
Retribuzione: La borsa di studio da diritto ai seguenti benefici:
 
-          Assegno mensile 765€
-          Assicurazione, per un valore massimo di 520€
-          Costi legati al permesso di soggiorno, per un valore massimo di 300€
-          Costo del corso, per un valore massimo di 14.000€
 
E’ importante ricordare che, per studiare in Olanda, l’Ufficio di Immigrazione richiede agli studenti una disponibilità economica di 830€ al mese. Con questa borsa di studio lo studente dovrà provare di avere nella sua disponibilità personale un ammontre di 65€ addizionali all’assegno mensile. Per maggiori informazioni è disponibile il sito del "VISA office"
 
Guida all’application: La guida all’application può essere consultata nella sezione “Application and Selection”, nel sito dell’Università.
 
Informazioni utili: Maastricht è un comune olandese situato nella provincia di Limburgo, nel sud dell'Olanda. E' una città giovane, con grande storia e votata alla cultura. La città è attraversata dal fiume Mosa, dai cui prende il nome. La città è servita dal vicino aereoporto di Maastricht-Aachen.
 
Link utili:
Sito istituzionale Università di Maastricht
Link dell'offerta
Sito istituzionale del comune di Maastricht
 
Contatti utili: In questo link potrete trovare tutti i contatti dell'Università
 
 
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Intervista alla Prof.ssa C. Carletti per la "Giornata mondiale dei Diritti Umani"- Università degli Studi Roma Tre - Facoltà di Scienze Politiche
 
"Tutti gli esseri umani nascono liberi ed eguali in dignità e diritti. Essi sono dotati di ragione e di coscienza e devono agire gli uni verso gli altri in spirito di fratellanza" (art.1 Dichiarazione Universale dei Diritti Umani).
 
La Giornata Mondiale dei Diritti Umani è uno degli eventi principali nel calendario del quartier generale delle Nazioni Unite a New York. E' un avvenimento sovranazionale che si celebra ogni anno, il 10 Dicembre, giorno in cui l'Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha proclamato la Dichiarazione Universale dei Diritti Umani (10 Dicembre 1948), "come ideale da raggiungeresi da tutti i popoli e da tutte le Nazioni, al fine che ogni individuo e ogni organo della società, si sforzi di promuovere con l'insegnamento e l'educazione, mediante misure progressive di carattere nazionale ed internazionale, l'universale ed effettivo riconoscimento e rispetto di questi diritti e di queste libertà...". (Preambolo della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani).
In questa giornata vengono inoltre attribuiti i due più importanti riconoscimenti in materia, ovvero: il quinquennale "Premio delle Nazioni Unite per i Diritti Umani", assegnato a New York (sarà attribuito proprio per le celebrazioni attuali, poichè l'ultima "premiazione" è avvenuta nel 2008) ed il Premio "Nobel per la Pace", assegnato ad Oslo (attribuito quest'anno all'OPCW).
L'OHCHR è la principale Istituzione delle Nazioni Unite chiamata a svolgere un ruolo importante nel coordinamento degli sforzi per le celebrazioni della suddetta giornata. Essa ha ricevuto inoltre dalla Comunità Internazionale un mandato unico: promuovere e proteggere i diritti umani che sono garantiti dalla Dichiarazione stessa. Quest'ultima, oltre ad essere stata base di molte delle conquiste civili della seconda metà del XX secolo, costituisce una fonte d'ispirazione (anche a livello regionale), come è avvenuto per la "Carta dei Diritti Fondamentali dell'Unione Europea", proclamata per la prima volta a Nizza il 7 Dicembre 2000, ed avente pieno valore legale vincolante per i Paesi dell'Unione Europea dopo l'entrata in vigore del Trattato di Lisbona, il 1 Dicembre 2009.
 
In occasione delle celebrazioni per la suddetta giornata, abbiamo intervistato la Prof.ssa C.Carletti, Docente (presso l'Università degli Studi Roma Tre - Facoltà di Scienze Politiche di: "Diritto Internazionale"; "Diritto internazionale dello sviluppo"; "Diritto internazionale e processi di pace" e di "Organizzazione internazionale e Tutela dei Diritti umani"- cors curato dal Prof. R.Cadin). Alla Prof.ssa Carletti abbiamo chiesto una valutazione circa l'efficacia giuridica dell'art.23 della Dichiarazione Universale dei Diritti umani, che disciplina la materia del "diritto al lavoro", rispetto all'attuale crisi economica che il Sistema internazionale sta vivendo. 
"Ogni individuo ha diritto al lavoro, alla libera scelta dell'impiego, a giuste e soddisfacenti condizioni di lavoro ed alla protezione contro la disoccupazione" (art.23 co.1).
 
L'art.23 co.1 quale valore ha oggi in un contesto di grave crisi economica?
"Il suddetto articolo protetto e promosso già ben prima della nascita delle Nazioni Unite e quindi della Dichiarazione stessa, (l'OIL - "Organizzazione Internazionale del Lavoro"- che lo rappresenta, era infatti l'unica organizzazione preesistente nel Sistema internazionale del 1945), presenta due diverse connotazioni, come:
 - diritto del lavoro pratico (esercizio di un'attività lavorativa);
 - diritto d'accesso (domanda di lavoro presente, e disponibilità di posti di lavoro).
Fissato questo concetto, l'attuale crisi economico-finanziaria ha avuto effetti diversi nel nord del Mondo rispetto al sud, a causa di due diverse titolarità del diritto stesso:
 - nel nord del mondo: come poi avviene per la maggior parte dei diritti umani, esso è stato concepito in maniera estremamente individualista, un mero strumento di crescita economica personale raggiungibile quest'ultima anche venendo meno al rispetto delle principali norme di tutela della vita umana. La crisi economica, inserita in un'ottica simile, ha ridotto sensibilmente la tutela del diritto stesso;
 - nel sud del mondo: al contrario, esso possiede una titolarità collettiva e paradossalmente, anche post crisi economica, esso è risultato più tutelato, poichè la possibilità di lavorare per un individuo corrisponde non solo ad una sua crescita personale ma anche ad uno sviluppo e progresso collettivo, della comunità nella quale egli vive.
Quindi se noi tutti considerassimo il lavoro e l'accesso allo stesso come un'opportunità di crescita collettiva e collegiale, la tutela dello stesso diritto, sarebbe maggiormente garantita! 
Una rilettura oggi, nel 2013, dell'art.23 potrebbe dare vita ad una nuova visione."
 
Le politiche nazionali cosa possono fare e qual è la situazione in Italia in merito?
"Le politiche nazionali sono chiamate a svolgere un ruolo "cerniera" tra gli obblighi stabiliti a livello internazionale e quelle che devono essere le applicazioni degli stessi, a livello nazionale. Il compito che sono chiamati a svolgere gli Stati è quello di creare un giusto bilanciamento tra i diversi fattori in corso: lo sviluppo ed il rispetto dei diritti umani. Il primo non può essere realizzato in maniera costruttiva e positiva se manca il secondo fattore. Quindi le politiche nazionali dovrebbero promuovere una maggiore sensibilizzazione nel rispetto del diritto del lavoro, garantendo l'accesso a quest'ultimo e sostenendo così lo sviluppo e la crescita dell'intera comunità.
In Italia, la tutela del diritto al lavoro (ed il conseguente rispetto dell'art.23 della Dichiarazione Universale dei Diritti umani), è molto bassa a causa di quell'approccio individualista sopracitato che è stato aggravato dagli effetti negativi della globalizzazione, data l'incapacità o impossibilità da parte dell'uomo di immettersi nel ciclo produttivo in maniera efficiente, dinamica e creativa.
Nel nostro Paese, esistono interi settori della produzione che sono delocalizzati in termini di assegnazione delle competenze produttive a soggetti/enti/collettività straniere, pur di ottenere un guadagno, anche se ciò avviene a discapito della tutela della vita umana degli stessi e dei soggetti nazionali."
 
Considera quindi la globalizzazione una minaccia per la tutela dei diritti umani e specificatamente per l'efficacia giuridica dell'art.23?
"Si può guardare alla globalizzazione come ad una "medaglia a due facce":una - "positiva": essa ha reso il mondo sempre più piccolo ed inclusivo, favorendo le migrazioni e la mobilità degli individui stessi. Inoltre, sul piano economico ha innescato un processo di sviluppo senza precedenti, i cui effetti in termini di crescita hanno assunto una dinamicità tale che la stessa "medaglia" della globalizzazione non poteva non rovesciarsi sull'altra faccia, ovvero quella "negativa". L'individuo da agente attivo, in grado di "guidare" il processo di sviluppo è diventato la vittima dello stesso. La necessità di non rimanere "fermi al palo", accompagnata da quell'approccio individualista di cui parlavo in precedenza, ha causato la proliferazione di politiche economiche scorrette e pratiche completamente sbagliate ed in alcuni casi "illegali", fondate sullo sfruttamento della persona le quali hanno generato una competizione tra chi le regole le ha sempre rispettate e chi al contrario non l'ha mai fatto, è necessario quindi riscrivere gli assetti facendoli valere per tutti, indistintamente.
Esse inoltre hanno influito negativamente sulla percezione che si è avuta della globalizzazione stessa, vista non più come un'occasione di condivisione e confronto tra culture diverse tra loro (affermazione del multiculturalismo) ma, al contrario come fonte di intolleranza, paura verso l'altro, facendo venire sempre meno il rispetto e la tutela dei diritti umani stessi."
 
Infine una domanda sulla struttura del Corso tenuto dalla Prof.ssa Carletti. Qual è il contenuto del corso "Organizzazione internazionale e Tutela dei Diritti umani" e come si struttura?
"La materia, vincolante per il corso di Laurea Triennale in "Consulente esperto per i processi di pace, cooperazione e sviluppo" e valida come esame a scelta per gli altri percorsi di Laurea Triennale in Scienze Politiche e Relazioni Internazionali, si articola in due parti. Esse prevedono:
 - parte I: lo studio del fenomeno dell' organizzazione internazionale - universale e regionale - nei suoi elementi istituzionali ed operativi;
 - parte II: lo studio circa la promozione e protezione dei diritti umani con un approfondimento circa il processo di riforma dei principali meccanismi operanti nel quadro delle Nazioni Unite.
Obiettivi del corso: l'apprendimento di tali nozioni è fondamentale per gli studenti che intendano sostenere prove concorsuali finalizzate alla carriera diplomatica o alla professione funzionariale presso le OO.II, enti pubblici e privati, nonchè ONG operanti sia in ambito europeo che internazionale."
 
 
A conclusione di questa lunga chiacchierata, ciò che appare chiaroè che gli interessi nazionali, le geo-strategie politiche ed economiche (soprattutto), la sovranità assoluta degli Stati, hanno prevalso e continuano a prevalere rispetto agli interessi collettivi. Gli Stati quindi pur avendo costruito una realtà internazionale, estremante strutturata ed organizzata, risultano deficitari di una cultura internazionale comunitaria e collegiale in grado di assicurare un'efficace tutela e applicazione dei diritti umani.
 
 
Valeria Martorella.
 
 
 
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