Nel 1909 negli Stati Uniti si è tenuta la Prima Giornata della Donna. Cosa è cambiato in oltre un secolo? Tanti i risultati raggiunti, le conquiste delle donne in parità di genere, ma tanto resta ancora da fare.

La redazione carriereinternazionali.com vuole ricordare le origini di questa giornata di ispirazione internazionale e riflettere con voi sul significato di questa giornata.
 
La Giornata Internazionale delle Donne, nota come Festa della Donna, nasce dalle rivendicazioni delle militanti comuniste dei primi anni del ‘900, consapevoli dell’importanza di portare la discussione sulla situazione femminile al centro del dibattito politico internazionale.
Indetta per la prima volta di febbraio negli Stati Uniti, nel 1909, venne festeggiata per la prima volta l’8 marzo nel 1917 in Russia, data da allora in poi consacrata a ricordare al mondo che la condizione femminile è il fulcro dell’evoluzione sociale e del progresso civile.
In Italia la festa della donna si festeggiò per la prima volta nel 1922, sempre su iniziativa dei partiti di sinistra. Negli anni ’50 alla giornata dell’8 marzo venne associato il fiore della mimosa, simbolo della lotta delle donne contro l’usurpazione dei propri diritti.
Le Nazioni Unite hanno indetto il primo International Woman Day nel 1975; nel 1977 l’Assemblea Generale ha adottato una risoluzione per l’adozione annuale della Giornata della Donna da parte di tutti i paesi membri.
Oggi che senso ha festeggiare la Festa della Donna? Si può andare oltre il rituale dell’incontro con le amiche, le cene allegre e il regalo (atteso) di un fiore?
La situazione femminile soffre ancora enormi carenze e problematiche: violenza contro le donne, la lotta per la mutilazione genitale femminile, accesso all’istruzione, accesso al lavoro, parità retributiva, diritti civili e legali, pari dignità del ruolo materno, salute della donna, protezione contro le malattie sessualmente trasmissibili, pari dignità di fronte alla legge, pari opportunità e retribuzione.
E’ chiaro, però che le problematiche sono estremamente differenti nei diversi contesti di sviluppo.
Nei paesi in via di sviluppo, l’alto tasso di povertà inficia la partecipazione delle donne alla vita sociale e civile. Le famiglie, costrette a scelte di sopravvivenza prediligono spesso i maschi della famiglia, a scapito dalla condizione delle bambine che hanno minore accesso ad adeguata alimentazione e all’educazione. In alcuni contesti sociali, la nascita di una bambina è ancora considerata un problema e indicatore di questo sono orfanotrofi e centri di accoglienza con predominanza di bambine.
Le maggiori organizzazioni internazionali, continentali e nazionali dedicano molta attenzione alla questione, ma è chiaro che gli sforzi dall’alto spesso non sono sufficienti a superare il cosiddetto “gender gap”.
Le Nazioni Unite riservano un’importanza strategica alla condizione della donna tanto che nel 2010 l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha istituito UN Women - the United Nations Entity for Gender Equality and the Empowerment of Women - finalizzata a promuovere lo studio e la ricerca sulla situazione della donna e sostenere i programmi delle Nazioni Unite nelle diverse divisioni e agenzie, favorendo il coordinamento e la collaborazione nei programmi a sostegno della donna.
Due dei Millenium Development Goals sono dedicati proprio alla tutela della donna, il MDG 3 “Promote Gender Equality and empower women” e MDG5 “Improve maternal health”.
Tra i temi trattati negli ultimi anni in occasione dell’8 marzo, il Programma Alimentare Mondiale (PAM, WFP) ha voluto sottolineare come l’empowerment delle donne possa intensificare gli sforzi globali per porre fine alla fame nel mondo. Una dei programmi del PAM “Acquisti per il Progresso” (Purchase for Progress - P4P) è focalizzato proprio sul ruolo della donna nell'agricoltura. Si tratta di un’iniziativa che aiuta i piccoli agricoltori, in particolare le donne, a diventare attori competitivi del mercato attraverso la produzione di cibo destinato alla vendita e utilizzato nei programmi del WFP.
Ormai le policy e le programmazioni di organizzazione e agenzie internazionali danno un’importanza strategica all’empowerment delle donne nelle società, essendo stata dimostrata la stretta connessione tra lo sviluppo sociale, economico e culturale e il miglioramento della condizione femminile. Un esempio ne è l’azione di programmazione dell'UNDP che ha fatto del miglioramento della condizione della donna una delle variabili determinanti alla riduzione della povertà e dell’emarginazione sociale.
Nel campo della cooperazione allo sviluppo, molte le ong che si occupano della situazione femminile intervenendo con azioni specifiche nei diversi territori a sostegno dell’empowerment delle donne e del superamento dell’emarginazione sia nei contesti urbani che rurali.
Una nota a parte merita l’ambito del microcredito, dove l’esperienza della Grameen Bank è partita puntando le sue risorse sul coinvolgimento delle donne in Bangladesh nel microcredito per favorire la creazione di piccole attività economiche urbane e rurali condotte da donne. I risultati hanno dimostrato come la donna per una serie di ragioni psicologiche rappresenti una risorsa economica fondamentale e una garanzia sia in termini di sostenibilità delle iniziative economiche intraprese che di restituzione del debito.
Focalizzata sul ruolo della donna nella società e nella parità di accesso a posizioni sociali è invece  la posizione dell’Unione Europea e dell’Italia. Nei Paesi ad elevato indice di sviluppo umano, le problematiche sono maggiormente concentrate sulle possibilità reali di parità sebbene restino in sospeso questioni come la violenza sulle donne e l’alto indice di disoccupazione femminile aggravato dalla crisi economica.
In Europa, nel 2006 la Commissione Europea ha istituito un regolamento European Institute for Gender Equality (EIGE), con il quartier generale a Vilnius, il cui obiettivo principale è il potenziamento delle azioni per le pari opportunità nei settori di policy dell’Unione Europa. Il mainstream di genere è uno degli aspetti principali della programmazione europea a sostegno dei finanziamenti a livello regionale, nazionale ed europeo, riconoscendo la parità uomo-donna come uno dei principi fondamentali dell’Unione. EIGE ha individuato quattro indicatori per la valutazione della condizione femminile: conoscenza, tempo, potere, salute e due ambiti cross-over: disuguaglianze trasversali e violenza. L’obiettivo principale della policy europea è proprio quella di migliorare le performance di questi indicatori volti a dimostrare il progresso del ruolo civile e sociale della donna.
In Italia, il Dipartimento per le Pari Opportunità, istituito nel 1996, promuove l'indirizzo, la proposta e il coordinamento delle iniziative normative e amministrative in tutte le materie attinenti alla progettazione e alla attuazione delle politiche di pari opportunità e il coordinamento delle diverse politiche attuate a livello nazionale e regionale per la promozione della parità di genere.
 
La conclusione a nostro avviso è che sì, oggi ha ancora senso festeggiare questa giornata per ricordarci che la parità non esiste ancora e che è compito nostro promuoverla, partendo dall’8 marzo. Buona festa della donna a tutti!
 
Per approfondire:
 
Anna Caputo
 
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La World Intellectual Property Organization (WIPO) offre opportunità di internship per neo-laureati, cosa aspetti? Candidati subito!

 

Per altre opportunità simili, vai alla sezione “Nazioni Unite e Organizzazioni Internazionali

Ente: l’Organizzazione mondiale per la proprità intellettuale, WIPO, è una delle agenzie specializzate delle Nazioni Unite. La WIPO è stata creata nel 1967 con la finalità di incoraggiare l'attività creativa e promuovere la protezione della proprietà intellettuale nel mondo.

Dove: la sede non è specificata

Destinatari: i candidati devono essere in possesso di un titolo di Laura Triennale o superiore, nelle seguenti aree di studio: Scienza e Tecnologia, Finanza, Risorse Umane, Economia, Comunicazione,Tecnologia dell’informazione, Traduzione e Relazioni Internazionali.

Scadenza: è possibile candidarsi tutto l’anno

Durata: 3 – 6 mesi

Descrizione dell’offerta: il WIPO Internship Programme sostiene la missione del WIPO per promuovere l'innovazione e la creatività per lo sviluppo economico, sociale e culturale di tutti i paesi attraverso un sistema di proprietà intellettuale internazionale equilibrato ed efficace, consentendo agli stagisti di conoscere i valori e le iniziative della WIPO.

L' Internship Programme offre l'opportunità per i tirocinanti di completare la loro esperienza educativa e di sviluppare le loro competenze ed esperienze professionali attraverso la partecipazione ad uno stage in un contesto internazionale. 

 

Requisiti: 

Accademicii candidati devono essere in possesso di un titolo di Laurea Triennale o superiore, nelle seguenti aree di studio: Scienza e Tecnologia, Finanza, Risorse Umane, Economia, Comunicazione,Tecnologia dell’informazione, Traduzione e Relazioni Internazionali.

LinguisticiOttima conoscenza della Lingua Inglese e/o Francese. La conoscenza di un’ulteriore lingua lavorativa della WIPO (Arabo, Cinese, Coreano, Giapponese, Portoghese, Russo, Spagnolo, Tedesco)

Buone competenze informatiche (Word, Excel, Power Point) e buone capacità analitiche.

Documenti richiesti: CV aggiornato e Lettera di Motivazione

Retribuzioni: non previste

Guida all’application: i candidati devono inviare i propri documenti all’indirizzo e-mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Informazioni utili: per qualsiasi informazione sulle condizioni, consigli e precauzioni da intraprendere prima di raggiungere la destinazione assegnata o prescelta, si consiglia di visitare il sito del MAE “viaggiare sicuri”, presente tra i link utili. 

Esso fornirà indicazioni precise sulle condizione di accesso e di permanenza nei vari Paesi, nonché consigli sulle precauzioni da intraprendere. 

 

Link utili:

Ente

Specifiche Offerta

Viaggiare Sicuri

Contatti Utili:

World Intellectual Property Organization
34, chemin des Colombettes
CH-1211 Geneva 20, Switzerland

La redazione carriereinternazionali.com declina ogni responsabilità sull’attendibilità delle informazioni contenute nella scheda. Per informazioni in merito all’opportunità, contattare l’ente proponente.
 

 

LA REDAZIONE
L’UNESCO offre un Internship Programme aperto tutto l’anno per studenti universitari che abbiano completato almeno tre anni di studi universitari, nelle varie sedi dell’organizzazione. Cosa aspetti? Candidati subito!
 
Per altre opportunità simili, andate alla sezione Nazioni Unite e Organizzazioni Internazionali
 
Ente: L'Organizzazione delle Nazioni Unite per l'Educazione, la Scienza e la Cultura (United Nations Educational, Scientific and Cultural Organization, da cui l'acronimo UNESCO) è stata fondata dalle Nazioni Unite il 16 novembre 1945 per incoraggiare la collaborazione tra le nazioni nelle aree dell'istruzione, scienza, cultura e comunicazione. L’UNESCO si sforza di costruire reti tra le nazioni con il fine di permettere una solidarietà tra le varie Nazioni, tale da: mobilitare per l'educazione, in modo che ogni bambino, ragazzo o ragazza abbia accesso a un'istruzione di qualità come un diritto umano fondamentale e come prerequisito per lo sviluppo umano; costruire la comprensione interculturale: attraverso la tutela del patrimonio e sostegno alla diversità culturale
 
Dove: Nelle varie sedi dell’Organizzazione, lo stagista potrà scegliere tra vari uffici dell’UNESCO presenti in tutto il mondo 
Destinatari: lo stagista deve essere in possesso di un titolo di Laurea Triennale in un’area di studio collegata al lavoro dell’UNESCO (ovvero Legge, Gestione delle Risorse Umane, Management Studies, International Relations). Nel qual caso si è iscritti ad un corso di studi a ciclo unico, i candidati devono aver completato almeno 3 anni di studi universitari
Scadenza: è possibile inviare candidature durante tutto l’anno 
Durata: la durata può variare a seconda della disponibilità del candidato, comunque l’offerta varia tra 1 mese, 3 mesi e 6 mesi
Descrizione dell’offerta: l’UNESCO Internship Programme vuole offrire agli studenti in possesso di una Laurea Triennale o iscritti ad un programma post-laurea, in settore collegato al lavoro dell'UNESCO, la possibilità di integrare le loro conoscenze accademiche con incarichi di lavoro pratici, per consentire loro di acquisire una migliore comprensione del mandato e dei programmi dell'UNESCO.
Requisiti: 
Accademicigli stagisti devono essere in possesso di una Laurea Triennale in una delle seguenti aree di studio: Legge, Gestione delle Risorse Umane, Management Studies, International Relations.  Nel qual caso si è iscritti ad un corso di studi a ciclo unico, i candidati devono aver completato almeno 3 anni di studi universitari.
LinguisticiUn’ottima conoscenza di una delle lingue lavorative dell’UNESCO, Inglese e Francese, sia scritta che orale. La conoscenza di un’ulteriore lingua è considerato un asset, che può diventare una caratteristica discriminante per chi si vuole candidare a stage negli Headquarter
Essere in grado di usare sistemi informatici, quali e-mail e software collegati al campo lavorativo
Documenti richiesti: Saranno specificati durante il procedimento di application online.
 
Retribuzioni: Non previsti
Guida all’application: l’application va compilata on line, al seguente link
Informazioni utili: per qualsiasi informazione sulle condizioni, consigli e precauzioni da intraprendere prima di raggiungere la destinazione assegnata o prescelta, si consiglia di visitare il sito del MAE “viaggiare sicuri”, presente tra i link utili. Esso fornirà indicazioni precise sulle condizione di accesso e di permanenza nei vari Paesi, nonché consigli sulle precauzioni da intraprendere.
 
Link utili:
Contatti Utili:
7 place Fontenoy, 75352 Paris 07 SP, France
1 rue Miollis, 75732 Paris Cedex 15, France
General phone: +33 (0)1 45 68 10 00
 
 
 
 
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LA REDAZIONE
 

Ente: OHCHR – “Office of the High Commissioner for Human Rights”- Ufficio dell’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Diritti Umani. 

Chairman: L’Ufficio è attualmente presieduto da Zeid Ra’ad Al Hussein, che ha assunto le sue funzioni di "Alto Commissario per i Diritti umani delle Nazioni Unite" l'1 settembre 2014.
 
Data di fondazione: L’Ufficio è stato istituito con l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite il 20 Dicembre 1993 sulla scia della “Conferenza mondiale sui Diritti Umani” tenutasi a Vienna dal 14 al 25 Giugno 1993.
 
Collocazione:
OHCHR
Palais Wilson rue des Paquis, 52
CH -1201 Ginevra, Svizzera.
Tel.: (+41)229179220
E-mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Indirizzo postale:
OHCHR
Palais des Nationes, 10
CH–1211 Ginevra, Svizzera.
 
Obiettivi: OHCHR ha ricevuto da parte della comunità internazionale un mandato unico: promuovere e proteggere i diritti umani garantiti dal Diritto internazionale e previsti dalla “Dichiarazione Universale dei Diritti Umani” del 1948.
 
Attività/descrizione dell’Ente: Giacché i governi nazionali hanno la responsabilità primaria di proteggere i diritti umani, l’Ohchr fornisce assistenza ai governi stessi per garantire l’attuazione delle norme internazionali sui diritti umani.
Il mandato di lavoro dell’Ohchr si concentra su tre principali dimensioni:
standard di definizione: l’Ufficio lavora per offrire le migliori competenze e l'assistenza materiale ai diversi organismi delle Nazioni Unite che disciplinano la materia dei diritti umani. Ad esempio, l’Ufficio funge da segretario del “Consiglio dei Diritti umani”
monitoraggio: l’Ufficio sostiene il lavoro degli esperti o dei gruppi di lavoro che svolgono visite sul campo per ricevere ed esaminare le denunce da parte delle vittime di violazione dei diritti umani
attuazione sul campo: nel corso degli anni l’Ufficio ha incrementato la sua presenza sul campo, sostenendo tutte quelle persone che ne hanno più bisogno, attraverso una stretta collaborazione con i governi locali.
 
Opportunità dell'Ente: 
Le opportunità all’interno dell’Ufficio si distinguono in:
 
- Offerte di lavoro, per le quali sono richiesti diversi anni di esperienza in materia. Queste vengono pubblicate periodicamente sul sito (vedere Link Utili). Per candidarsi è richiesta l’elaborazione di un modello “Personal History” (P11) e una lettera motivazionale. Entrambi i documenti devono essere inviati come allegati al seguente indirizzo e-mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. indicando cognome, nome, tipo di documento (P11, lettera motivazionale); in oggetto all’e-mail è richiesto di specificare il codice dell’offerta di lavoro per la quale ci si vuole candidare.
- Diversi tipi di Fellowship Programme
- Programmi Internship: consultando il link Internship Programme è possibile avere tutte le informazioni in merito al programma stesso.
 
Link utili:
 
Valeria Martorella
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Un elenco degli obiettivi dell’Organizzazione delle Nazioni Unite (ONU) non potrebbe mai essere esaustivo, data la loro molteplicità e genericità. Risulta più facile determinare le materie di cui l’Organizzazione non si occupa che quelle sottoposte all’esercizio della sua competenza. L’ONU, infatti, si pone quale primo foro di discussione multilaterale che mira a: 
 
“Conseguire la cooperazione internazionale nella soluzione dei problemi internazionali di carattere economico, sociale, culturale od umanitario, e nel promuovere ed incoraggiare il rispetto dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali per tutti senza distinzioni di razza, di sesso, di lingua o di religione” (Carta delle Nazioni Unite, Articolo 1 paragrafo 3)
 
Dall’anelito verso l’azione collettiva insito nella Carta delle Nazioni Unite è possibile rintracciare la ratio sottesa all’istituzione delle osservanze dell’ONU (giornate, settimane, anni e decadi internazionali). In tal modo, tramite sforzi multilaterali, l’Organizzazione realizza gli obiettivi della Carta e promuove la sensibilizzazione internazionale nei confronti di tematiche politiche, sociali, culturali, umanitarie e inerenti ai diritti umani. 
Tra le osservanze dell’Organizzazione, in particolare  gli anni internazionali rappresentano un valido strumento per la promozione di azioni globali e nazionali al fine del conseguimento degli scopi dell’ONU. Essi, infatti, definendo su base annua le attività di cooperazione internazionale, conferiscono maggiore efficacia e incisività alle azioni intraprese per far fronte a determinate problematiche universali.
Il primo anno internazionale è stato lanciato il 5 dicembre 1958. Con la Risoluzione 1285 (XIII), l’Assemblea Generale istituiva l’Anno Internazionale del Rifugiato (World Refugee Year) a decorrere dal giugno 1959. Sulla base del rapporto rilasciato dall’Alto Commissariato per i Rifugiati (United Nations High Commissioner for Refugees, UNHCR), l’Assemblea Generale esortava gli Stati membri dell’ONU ad accrescere il loro impegno e la loro cooperazione per migliorare le condizioni dei rifugiati in tutto il mondo. 
Per l’Anno Internazionale delle Nazioni Unite 2014, l’ONU ha assegnato quattro temi alla cooperazione internazionale: agricoltura familiare; piccoli stati insulari in via di sviluppo; cristallografia; questione palestinese.  Per i prossimi dodici mesi, dunque, attività e programmi onusiani si focalizzeranno su questi tre temi cercando di attirare l’attenzione a livello internazionale e nazionale.
L’Anno Internazionale dell’Agricoltura Familiare /International Year of Family Farming (A/RES/66/222), nell’ottica di uno sviluppo più equo e sostenibile, mira a riformulare le politiche sociali, ambientali e agricole ridefinendo il loro focus: l’agricoltura familiare. A quest’ultima è attribuita un’importanza fondamentale considerato che sia nel mondo sviluppato, sia nei Paesi in via dei sviluppo si contano oltre 500 milioni di aziende agricole a conduzione familiare che forniscono sostegno alimentare a miliardi di persone. La gestione di questo anno internazionale è affidata alla Organizzazione delle Nazioni Unite per l'Alimentazione e l'Agricoltura (Food and Agricultural Organization, FAO).
L’Anno Internazionale dei Piccoli Stati Insulari in via di Sviluppo/International Year of Small Island Developing States (A/RES/67/206) si propone di suscitare l’attenzione globale su 39 Stati che per le loro peculiarità da un lato apportano un contributo inestimabile alla biodiversità, dall’altro richiedono maggiore tutela perché sono particolarmente vulnerabili. Con riferimento a questo tema, quest’anno la Giornata Mondiale della Diversità Biologica (22 maggio p.v.) verrà dedicata alla biodiversità insulare e, inoltre, è stata anche organizzata una conferenza ad hoc, la terza Conferenza Internazionale sui Piccoli Stati insulari in via di sviluppo che si terrà dall’1 al 4 settembre 2014 p.v. ad Apia, sull’isola di Samoa. Il Dipartimento ONU a capo dell’organizzazione di questo anno internazionale sarà il Dipartimento per gli Affari Economici e Sociali (United Nations Department for Economic and Social Affairs, UNDESA).
L’Anno Internazionale della Cristallografia/International Year of Crystallography (A/RES/66/282) è stato indetto sia in ricordo del centenario della diffrazione a raggi X, sia in ricordo del quattrocentesimo anniversario dell’osservazione di Keplero nel 1611 della struttura simmetrica dei cristalli di ghiaccio. L’Anno Internazionale della Cristallografia si propone di: sensibilizzare l’opinione pubblica sulla scienza della cristallografia; implementare e rafforzare il programma “Cristallografia in Africa” e, tramite la logica dell’esportazione delle cosiddette best practices, creare progetti simili in Asia e America Latina; incoraggiare la collaborazione internazionale tra scienziati del Nord e del Sud del mondo. La gestione di questo anno internazionale è affidata all’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’Educazione, la Scienze e la Cultura (United Nations Education, Science and Culture Organization, UNESCO) che ha organizzato una cerimonia d’apertura a Parigi (20-21 gennaio u.s.), organizzerà dei laboratori per studenti di cristallografia provenienti da tutto il mondo e convocherà dei summit in Africa, Asia e America Latina.
L’Anno Internazionale di Solidarietà con il Popolo Palestinese/International Year of Solidarity with the Palestinian People (A/RES/68/12) è stato indetto sulla base dei moniti del Segretario Generale Ban Ki-moon il quale, nel corso del 2013, ha più volte definito il 2014 come “un anno critico" per la costituzione dei due Stati, israeliano e palestinese. In tal senso, si vuole pervenire alla fine dell’occupazione del 1967 e alla costituzione di uno Stato sovrano palestinese. L’organizzazione di questo anno è stata affidata congiuntamente al Comitato ONU per l’Esercizio dei diritti inalienabili del popolo Palestinese (Committee on the Excercise of the Inalienable Rights of the Palestinian People) e alla Divisione per i Diritti Palestinesi (Division of  Palestinian Rights) che  organizzeranno attività rilevanti in collaborazione con i governi, il sistema ONU, le organizzazioni intergovernative e con la società civile. 
La prassi dei cosiddetti “anni internazionali” inaugurata a partire dal 1959 dimostra che lo slancio comune sotto l’egida dell’ONU si configura molto spesso come la conditio sine qua non ai fini della risoluzione delle problematiche globali. Gli sforzi congiunti del sistema ONU da un lato, e degli Stati membri e la società civile dall’altro sono linfa vitale per il conseguimento di obiettivi universali.
 
Ritalba Mazzara
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La redazione di Carriereinternazionali.com da grande attenzione ai problemi sociali soprattutto se di rilevanza internazionale. Come nel caso della Giornata Mondiale di lotta alla violenza contro le donne vogliamo dare voce ad un problema che affligge centinaia di migliaia di donne in tutto il mondo: la mutilazione genitale femminale in occasione della giornata mondiale per la lotta contro questa grave forma di abuso fisico e psicologico.
 
Le mutilazioni genitali femminili (MGF), note anche come asportazione dei genitali e circoncisione femminile, sono definite dall'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) come "tutte quelle procedure che implicano la rimozione parziale o totale dei genitali femminili esterni o altre lesioni di organi genitali femminili per motivi non medici".

Queste mutilazioni,in particolare l'infibulazione, vengono molto spesso considerate parte di alcune culture religiose, prevalentemente islamiche. In realtà si praticano in società di religione sia islamica che politeista e cristiana (copta, cristiana ortodossa, protestante, giudaica), pur essendo pubblicamente condannate in ciascuna di esse.
Non c'è alcun dubbio che questa pratica, eseguita in età differenti a seconda della tradizione, danneggi le donne fisicamente e psicologicamente, dato che può causare malattie e perfino la morte.
In alcuni Stati del corno d'Africa, come per esempio Gibuti, Somalia ed Eritrea, ma anche Egitto e Guinea, l'incidenza del fenomeno è altissima, toccando addirittura il 90% della popolazione femminile.
Si stima che in Africa, il numero delle donne che convivono con una mutilazione genitale siano circa 120 milioni. Prendendo in considerazione gli attuali trend demografici, possiamo calcolare che ogni anno circa 3 milioni di bambine sotto i 15 anni si vada ad aggiungere a queste statistiche.
Si registrano casi di MGF anche in Europa, Australia, Canada e negli Stati Uniti, soprattutto fra gli immigrati provenienti dall'Africa e dall'Asia sud-occidentale: si tratta di episodi che avvengono nella più totale illegalità, e che quindi sono difficili da censire statisticamente.
Nel corso degli anni, molte sono state le campagne che hanno posto al centro dell’attenzione questo tema.
Già negli anni ’90, una campagna per l'abbandono delle mutilazioni genitali femminili fu lanciata dall’attuale ministro degli affari esteri Emma Bonino. Il ministro, a fianco dell’organizzazione No Peace Without Justice (NPWJ) , organizzò eventi, iniziative e conferenze sull'argomento con politici europei e africani.
Nel 2006, la Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana ha pubblicato la Legge 09/01/2006 n. 7, recante "Disposizioni concernenti la prevenzione e il divieto delle pratiche di mutilazione genitale femminile", diffuse ormai da lungo tempo anche e soprattutto in Italia. Questa legge, chiamata "Legge Consolo" (dal nome dell'On. Giuseppe Consolo, proponente e primo firmatario), detta "le misure necessarie per prevenire, contrastare e reprimere le pratiche di mutilazione genitale femminile quali violazioni dei diritti fondamentali all'integrità della persona e alla salute delle donne e delle bambine".
Successivamente, nel 2008, il ministro Mara Carfagna, si è adoperata per attuare una campagna di sensibilizzazione sul tema della mutilazione genitale femminile, definendola "una barbarie inaccettabile, una palese violazione dei diritti della donna, in particolare del diritto alla salute e all'integrità fisica della bambina e della donna".
Siamo nel 2010, quando viene rilanciata la campagna contro le mutilazioni genitali femminili  da parte del ministro Emma Bonino, dei Radicali Italiani e di No Peace Without Justice.
Grazie a questa iniziativa, sono state raccolte firme per un appello di messa al bando di questa pratica da presentare all’Assemblea delle Nazioni Unite.
Nel 2012, è stata approvata dall’Assemblea generale delle Nazioni Unite la risoluzione sulla messa al bando universale delle mutilazioni genitali femminili.
Questa risoluzione, depositata dal gruppo dei Paesi africani, è stata in seguito sponsorizzata dai due terzi degli stati membri delle Nazioni Unite.
Nel febbraio 2013, è stata lanciata una petizione “Stop alle Mutilazioni Genitali“ da Plan Italia e Nosotras al fine di chiedere al futuro governo italiano di impegnarsi a porre fine alle mutilazioni genitali femminili in Italia e nei Paesi dove ancora viene praticata.
In tutto il mondo, grazie all’impegno di organizzazioni internazionali, governi e organizzazioni della società civile, si registra un progresso verso l’abbandono della pratica.
La Commissione sui Diritti Umani delle Nazioni Unite sollevò il problema nel 1952, ma solo nel 1984 l'ONU creò un Comitato Interafricano contro le pratiche tradizionali pregiudizievoli per la salute delle donne e dei bambini" (IAC), con sede a Dakar.
Dai primi Anni '90 le MGF vengono riconosciute dalla comunità internazionale come una grave violazione dei diritti delle donne e delle bambine. 
All’interno del contesto internazionale la condanna della pratica delle MGF si articola in tre dimensioni: la tutela dei Diritti Umani, dei diritti della Donna e dei diritti del Bambino.
La pratica delle MGF, viene condannata dalle Nazioni Unite, facendo riferimento in primis all'Art. 5 della Dichiarazione Universale dei Diritti dell'Uomo del 1948 ("Nessun individuo potrà essere sottoposto a tortura o a punizioni crudeli, inumane o degradanti") e poi alla solenne Dichiarazione di Ginevra del 1997, promulgata da tre Agenzie dell'ONU - il Fondo delle Nazioni Unite per la Popolazione, l'Organizzazione Mondiale della Sanità e il Fondo delle Nazioni Unite per l'Infanzia - dove per mutilazioni genitali femminili si intendono "tutte le procedure che comportano la rimozione parziale dei genitali esterni femminili o altri interventi dannosi sugli organi genitali tanto per ragioni culturali che per altre ragioni non terapeutiche".
In Europa, il Consiglio d'Europa assimila le mutilazioni genitali femminili alle pratiche di tortura, facendo esplicito riferimento all'Art. 3 della Convenzione per la Salvaguardia dei Diritti dell'Uomo e delle Libertà fondamentali" del 1950:
"Nessuno può essere sottoposto a tortura né a pene o trattamenti inumani o degradanti".
 
Per approfondimenti sulla condizione femminile, vai al nostro speciale sulla Giornata Mondiale di lotta alla violenza contro le donne e all'articolo di approfondimento
 
 
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Nome dell’ente:
ILO –International Labour Organization.
 
Chairman:
Attualmente il Direttore Generale dell'ILO è Guy Ryder, insediatosi il 1 ° ottobre 2012. Il Direttore Generale viene eletto ogni cinque anni dal Consiglio di amministrazione ed è responsabile della gestione dell’Ufficio Internazionale del Lavoro.
 
Data di fondazione:
L'ILO è stata fondata nel 1919, sulla scia di una guerra distruttiva, per perseguire una visione basata sulla premessa universale che, una pace duratura può essere stabilita solo se basata sulla giustizia sociale.L’ILO è diventata la prima agenzia specializzata delle Nazioni Unite nel 1946.
 
Collocazione:
L’ILO è attualmente composta da 185 Stati membri.
Sede centrale degli uffici: Ginevra
4 route des Morillons - CH-1211 Genève 22-Svizzera - 
Tel.: +41 (0) 22 799 6111 - Fax: +41 (0) 22 798 8685-

Ufficio per l'Italia e San Marino:Via Panisperna 28 
I - 00184 Roma 
Tel:. +39 / 066.784.334-066.794.950 
Fax: +39 / 066792197 
E-mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
 
L'Organizzazione è inoltre presente in tutto il mondo attraverso i suoi uffici sul campo. Una rete di uffici sul campo e il lavoro gli specialisti tecnici alla base dell'OIL nella promozione del lavoro dignitoso sono parte integrante delle politiche di sviluppo regionali e nazionali.
 
Obiettivi:
L'ILO è dedicata alla promozione della giustizia sociale e dei diritti umani e del lavoro riconosciuti a livello internazionale. Oggi, l'ILO favorisce la creazione di lavoro dignitoso e  di condizioni economiche e lavorative che diano a lavoratori e imprenditori la possibilità di collaborare in condizioni di pace duratura, prosperità e progresso. La sua struttura tripartita fornisce una piattaforma unica per la promozione del lavoro dignitoso per tutte le donne e gli uomini.
L'ILO ha quattro obiettivi strategici:
- Promuovere e realizzare gli standard e principi e diritti fondamentali nel lavoro;
- creare maggiori opportunità per le donne e gli uomini al lavoro dignitoso e di reddito;
- migliorare la copertura e l'efficacia della protezione sociale per tutti;
- rafforzare il tripartitismo e il dialogo sociale.
 
 
Descrizione dei progetti/attività dell’ente:                                                                                                 
A sostegno dei suoi obiettivi, l'ILO offre un'ineguagliabile esperienza e la conoscenza del mondo del lavoro, acquisita in oltre 90 anni di risposte alle esigenze delle persone in tutto il mondo per un lavoro dignitoso, mezzi di sussistenza e dignità. Serve i suoi costituenti tripartiti - e la società nel suo insieme - in una varietà di modi, tra cui:
1.      Formulazione di politiche e programmi internazionali per promuovere i diritti umani di base, migliorare le condizioni di lavoro e di vita, e di migliorare le opportunità di lavoro;
2.      creazione di standard internazionali del lavoro sostenuto da un sistema unico per monitorare la loro applicazione;
3.      un ampio programma di cooperazione tecnica internazionale elaborata e attuata in una collaborazione attiva con gli elettori, per aiutare i paesi in via di sviluppo a mettere in pratica queste politiche in modo efficace;
4.      attività di formazione, istruzione e ricerca per far progredire tutti questi sforzi.
Attualmente le key issues dell’ organizzazione sono:
·         Occupazione giovanile;
·         Agenda di sviluppo post 2015;
·         Protezione Sociale.
 
Opportunità:
La considerazione preminente nel riempimento di qualsiasi posto vacante deve essere la necessità di ottenere un organico di più alti livelli di competenza, rendimento e integrità.Le opportunità di lavorare in seno all’ILO si distinguono in:
Giovani talenti presso l’ILO- Associate Expert Programme: per l'ILO, il programma è particolarmente prezioso perché può far fronte alle nuove esigenze in termini di personale e di priorità, in quanto offre opportunità di formazione on-the-job per giovani professionisti e migliora la fonte di potenziali talenti futuri per l'Organizzazione.
Requisiti:un master ed alcuni anni di esperienza lavorativa.
Durata:il programma riflette l'interesse e le priorità dei diversi paesi donatori che finanziano giovani professionisti per una durata di 2-3 anni, in diverse aree e luoghi.
Per ulteriori informazioni consultare il sito Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo..
 
Stage/attività di internship:l'obiettivo del nostro programma di stage è quello di mostrare il quotidiano lavoro dell'ILO. Vi sarà data l'opportunità di sostenere e di imparare dal nostro personale e di essere parte di una squadra.Il programma di stage presso l'ILO, è visto come una valida fonte di giovani talenti che possano contribuire, attraverso il più recente pensiero accademico e l'esperienza di ricerca per il nostro lavoro e le sfide quotidiane.
Requisiti:  essere iscritti all’ultimo anno di un corso di laurea specialistica o ad un Master rilevanti per il lavoro dell’ILO, avere una buona conoscenza scritta e orale di una lingua ufficiale delle NU (inglese, francese, spagnolo), possedere buone capacità comunicative, attitudine al team work, competenze informatiche.
Durata:da 3 a 6 mesi. Il tirocinio inizia il 1° il 15 di ogni mese.
Per ulteriori informazioni consultare il sito
-          Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. di lavoro con il Centro Internazionale di Formazione dell'ILO:
-          Vacancies
 
Per ulteriori informazioni circa il calendario di eventi e le ultime notizie consultare il sito
Link utili:
Ufficio per l'Italia e San Marino Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Pubblicato in Istituzioni
Si svolgerà il 19 Aprile 2016 il Career Fair virtuale delle Nazioni Unite. Parteciperanno le seguenti organizzazioni internazionali: The United Nations Secretariat (UN), United Nations Development Programme (UNDP), United Nations Children's Fund (UNICEF), United Nations Population Fund (UNFPA), United Nations Office for Project Services (UNOPs), The United Nations Relief and Works Agency for Palestine Refugees (UNRWA), The United Nations Volunteers (UNV) e UN Women. Per 24 ore sarà possibile porre domande al personale esperto di queste Organizzazioni sulle differenti opportunità di carriere al loro interno. Sarà, inoltre, possibile, guardare video di presentazione delle attività delle Organizzazioni, video descrittivi delle procedure di selezione, video inerenti le UN competitive examinations e i competency-based interviews dell’Unione Europea. Per partecipare non è necessaria la registrazione, basta accedere a http://careerfair.un.org/ il 19 Aprile 2016. Non sarà possibile inviare CV o fare application, il Career Fair ha uno scopo puramente informativo.
 
Visita il sito
 
 
A cura di Anna Pilosi
 
La redazione carriereinternazionali.com declina ogni responsabilità sull’attendibilità delle informazioni contenute nella scheda. Per informazioni in merito all’opportunità, contattare l’ente proponente.
LA REDAZIONE
 
 
 
 
 
 
 

Nome dell’ente:

ECOSOC – United Nations Economic and Social Council

 
Chairman dell’ente:  
Frederick Musiwa Makamure Shawa, eletto 72° Presidente dell’ECOSOC il 28 Luglio 2016. Shawa è attualmente Ambasciatore e Rappresentante permanente della Repubblica dello Zimbabwe presso le Nazioni Unite, a New York.
 
Data di fondazione:
Istituito il 24 Giugno 1945, è diventato operativo a partire dal 17 Gennaio del 1946.
 
Collocazione:
760 United Nations Plaza, New York, NY 10017, USA
 
Communication Focal Point
Ufficio per il Supporto e il Coordinamento dell’ECOSOC
Responsabile: Paul Simon
Tel.: 917-367-5027
 
Information System Assistant
Responsabile: Zyiyang Lao
Tel.: 212-963-1259
 
Per avere informazioni generali sulle attività, la struttura, gli obiettivi ed i programmi degli Organi delle Nazioni Unite si consiglia di consultare il Link
 
Centro Regionale di Informazione delle Nazioni Unite per l’Europa Occidentale
(UNRIC Brussels)
Residence Palace, Rue de la Loi/ Wetstraat 155, Brussels 1040, Belgium
Tel.: 3227888484
Fax: 3227888485
 
Obiettivi:
L’ECOSOC è uno dei cinque organi principali delle Nazioni Unite indispensabili per il funzionamento delle stesse. Gli altri quattro sono Assemblea Generale, il Consiglio di Sicurezza, la Corte Internazionale di Giustizia ed il Segretariato delle Nazioni Unite.
Esso è impegnato in cinque settori:
- sviluppo sostenibile
- questioni di genere
- sviluppo sociale
- popolazione e sviluppo
- diritti umani
 
In questi settori promuove:
- la creazione di migliori standard di vita e le condizioni per un progresso economico e sociale
- la risoluzione di problemi legati alla salute, l’economia e le questioni sociali portando avanti una cooperazione internazionale sulla cultura e l’educazione
- il rispetto universale per i diritti umani e le libertà fondamentali per tutti a prescindere da razza, sesso, etnia, religione o lingua.
 
Si compone di 54 membri eletti ogni 3 anni dall’Assemblea Generale; 14 agenzie specializzate, 9 Commissioni funzionali e 5 Commissioni regionali.
 
Attività dell’ente/descrizione dei progetti:
In occasione del Summit Mondiale del 2005, i Capi di Stato e di Governo hanno ampliato le funzioni dell’Ente attribuendogli il compito:
- di redigere Recensioni Ministeriali Annuali (AMR) con le quali valutare i progressi compiuti dai Paesi per il raggiungimento degli obiettivi di sviluppo concordati a livello internazionale (IADGs) e per quelli appartenenti al programma dei MDG (Millenium Development Goals),
- di organizzare il Forum di Cooperazione per lo Sviluppo (DCF) con lo scopo di migliorare la qualità e l’impatto della cooperazione allo sviluppo fornendo indicazioni e suggerimenti ai Paesi in base ai risultati ottenuti sino a quel momento.
 
L’attività dell’ECOSOC per raggiungere gli obiettivi sopra citati si articola in sei aree specifiche:
- cultura, istruzione
- sviluppo economico
- aiuti umanitari e rifugiati
- ambiente
- donne e bambini
- salute, povertà e sicurezza alimentare
 
Opportunità di lavoro:
Le opportunità di lavoro o di internship presso l’ECOSOC sono individuate con riferimento a quelle proposte dalle singole Commissioni di cui esso è composto. E’ possibile avere informazioni in merito:
- consultando i link corrispondenti a ciascuna delle Commissioni sotto la voce “Opportunità di lavoro”
- consultando il sito del Dipartimento degli Affari economici e Sociali delle Nazioni Unite al seguente link: sotto la voce “Stage” vengono fornite tutte le informazioni sui tirocini disponibili in tutto il sistema delle Nazioni Unite.
 
In action:
 
Nel 2016 si è celebrato il 70° anniversario dell'ECOSOC.
Nel gennaio 2017 ha invece avuto luogo a New York il sesto Economic and Social Council Youth Forum, durante il quale il Presidente ha posto l'attenzione sull'importante ruolo dei giovani nello sradicamento della povertà
 
Per ulteriori informazioni sul calendario degli eventi e sulle ultime notizie consultare il sito. 
 
 
Link utili:
 
 
Valeria Martorella
 
Pubblicato in Istituzioni
In occasione della Giornata Mondiale dei Diritti Umani  (Human Rights Day), il 10 dicembre p.v. presso il quartier generale dell’Organizzazione delle Nazioni Unite (ONU) a New York si terrà la cerimonia per il conferimento dello Human Rights Prize. 
Lo Human Rights Prize è stato istituito dall’Assemblea Generale nel 1966 (Risoluzione 21/2217) e per la prima volta è stato assegnato il 10 dicembre 1968 in ricordo del ventesimo anniversario della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani (Universal Declaration of Human Rights). La lista con i nominativi dei candidati per lo Human Rights Prize viene stilata dall’Ufficio dell’Alto Commissariato per i Diritti Umani sulla base di segnalazioni provenienti principalmente da Stati membri, agenzie specializzate, Organizzazioni non-governative (ONG). I selezionati vengono infine sottoposti all’attenzione di una Commissione che in ultima istanza decreta i vincitori. 
Dal 1968 lo Human Rights Prize viene conferito ogni cinque anni (1973, 1978, 1988, 1993, 1998, 2003, 2008) a individui/organizzazioni che hanno conseguito risultati notevoli nell’ambito della tutela dei diritti umani a livello mondiale. Tra le principali personalità e organizzazioni che hanno ricevuto il Prize si annovera: la First Lady Eleanor Roosevelt; Martin Luther King (premio postumo); Comitato Internazionale della Croce Rossa; Amnesty International; Nelson Mandela; Benazir Bhutto (premio postumo). 
Quest’anno lo Human Rights Prize 2013 assume una risonanza maggiore in quanto, oltre a commemorare la Giornata Mondiale dei Diritti Umani,  esso ricorda anche il ventesimo anniversario dell’Ufficio dell’Alto Commissariato per i Diritti Umani (Office of the High Commissioner for Human Rights), della Dichiarazione di Vienna (Vienna Declaration) e del Programma d’Azione (Programme of Action). Fino al 10 dicembre p.v. è mantenuto il massimo riserbo circa i vincitori della nona edizione del Prize. 
 
 
Vitalba Mazzara
Pubblicato in Eventi e Ultime Notizie

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