L'Istituto delle Nazioni Unite per la Formazione e la Ricerca (UNITAR) cerca periodicamente statisti per la sede di New York, e accetta application durante tutto l’anno. Candidati subito per non perdere l’occasione di intraprendere un internship altamente professionalizzante!
 
Per altre opportunità simili, vai alla sezione “Nazioni Unite e Organizzazioni Internazionali
 
Ente: L'Istituto delle Nazioni Unite per la Formazione e la Ricerca (UNITAR) è stato istituito nel 1965 a seguito di una risoluzione dell'Assemblea Generale delle Nazioni Unite "per la formazione del personale, in particolare dallo sviluppo degli Stati membri, per incarichi amministrativi e operativi con le Nazioni Unite e le agenzie specializzate, sia a Sedi e nelle operazioni sul campo, e per il servizio nazionale ", così come per" ricerca e seminari sulle operazioni delle Nazioni Unite e le agenzie specializzate ". Un organismo autonomo all'interno del sistema delle Nazioni Unite, UNITAR è governata da un consiglio di fondazione i cui membri sono nominati dal Segretario generale delle Nazioni Unite, e guidata dal direttore esecutivo, anche nominato dal Segretario Generale. L'Istituto è sostenuto da contributi volontari dei governi, organizzazioni intergovernative, le fondazioni e il settore privato.
 
Dove: New York, Stati Uniti
 
Durata: da 1 a 6 mesi, a seconda delle esigenze
 
Scadenza: è possibile inviare application tutto tutto l’anno
 
Destinatari: studenti laureandi o in possesso di una Laurea Triennale o Magistrale o laureati
 
Descrizione dell’offerta: Lo scopo del programma di stage presso UNITAR è quello di fornire un quadro mediante il quale gli individui provenienti da diversi background accademici possano essere assegnati a UNITAR, dove la loro esperienza educativa verrà migliorata attraverso l’assegnazione di lavoro pratico mentre contribuiscono al lavoro dell’Organizzazione attraverso assistenza in diversi ambiti professionali. 
 
Requisiti: 
I candidati devono soddisfare uno dei seguenti requisiti:
I candidati sono iscritti a un corso di laurea in una scuola di specializzazione (laurea o superiore) o di un programma post-laurea al momento della domanda e durante il tirocinio; o 
I candidati sono iscritti a studi a tempo pieno presso un istituto universitario o equivalente e sono prossimi al conseguimento della Laurea; o 
I candidati sono iscritti in un istituto di istruzione secondario diverso da un'università o un istituto equivalente al momento della domanda e durante il tirocinio; o 
I candidati hanno completato i loro studi presso un istituto di istruzione secondario diverso da un'università o un istituto equivalente e hanno ottenuto il relativo certificato o diploma e sono impegnati in studi a tempo pieno o part-time, al momento della domanda e durante il tirocinio. 
 
Guida all’application: Le aree a cui un candidato può essere assegnato sono Ambiente,  Pace e la Sicurezza, Diplomazia, Governance. Per completare l’application bisognerà inviare per email a  Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. una lettera di motivazione, un CV recente il P.11 Form, corrispondente a un modulo di Personal History da compilare con dati relativi alla propria carriera, accademica e/o professionale. 
 
Informazioni utili: Il programma di stage è normalmente su una full-time base, ma un accordo di part-time può essere concordato a seconda sia delle esigenze del servizio / programma e la disponibilità del tirocinante. I tirocinanti sono tenuti a lavorare nel reparto / programma a cui sono stati assegnati, sotto la supervisione di un membro del personale.
 
Link utili:
P.11 Form(Personal History Form)
 
A Cura di Geovani Ciconte 
 
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“Se sei interessato a conoscere meglio il mondo delle relazioni internazionali, se hai voglia di mettere alla prova le tue doti diplomatiche e capire se questa è la strada che fa per te, partecipa al  Rome Model United Nations la più grande simulazione Onu in Italia! Non perdere questa opportunità!”
 
La redazione carriereinternazionali.com declina ogni responsabilità sull’attendibilità delle informazioni contenute nella scheda. Per informazioni in merito all’opportunità, contattare l’ente proponente.
 
LA REDAZIONE
L’UNECE cerca giovani studenti motivati per uno stage presso gli uffici della sede a Ginevra. Se sei interessato alla cooperazione economica in materia di accordi internazionali, questo è lo stage che fa per te, candidati subito!
 
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Ente: La Commissione economica delle Nazioni Unite per l'Europa (UNECE o ECE) è stata istituita nel 1947 per incoraggiare la cooperazione economica tra i suoi Stati membri. E 'una delle cinque commissioni regionali sotto la direzione amministrativa della sede delle Nazioni Unite. Dispone di 56 Stati membri, e riferisce al Consiglio economico e sociale dell'ONU (ECOSOC). Aderiscono all’Organizzazione, oltre ai paesi dell’Unione Euopea, anche il Canada, le repubbliche dell'Asia centrale, Israele e gli Stati Uniti d'America. La sede UNECE segretariato è a Ginevra, in Svizzera, e ha un budget approssimativo di $ 50 milioni di dollari.
 
Dove: Ginevra, Svizzera
 
Durata: 3 mesi con possibilità di proroga fino a 6 mesi
 
Scadenza: l’organizzazione accetta applications tutto l’anno 
 
Destinatari: studenti universitari iscritti a un corso di Laurea Trieannale, Magistrale o equivalente
 
Descrizione dell’offerta: La Commissione economica delle Nazioni Unite per l'Europa (UNECE) accetta stagisti di volta in volta su una base ad hoc. Gli stage sono aperti a laureati o studenti post-universitari, che si sono specializzati in un settore in relazione ai programmi UNECE di lavoro, vale a dire: l'ambiente, i trasporti, statistiche, energia sostenibile, il commercio, il legname e le foreste, gli alloggi e la gestione del territorio, della popolazione, cooperazione economica. Di tanto in tanto, la Commissione ha bisogno di stagisti con competenze specifiche e selezionerà in base alle application ricevute e le esigenze specifiche.
 
Requisiti: Per qualificarsi per il programma UNECE stage, i candidati devono essere iscritti in un corso di laurea in una scuola di specializzazione (secondo titolo universitario o superiore) al momento della domanda e durante il tirocinio. I candidati che perseguono i loro studi in paesi in cui l'istruzione superiore non è suddivisa in fasi universitarie (triennale e magistrale) i candidati devono aver completato almeno quattro anni di studi a tempo pieno presso un'università o un istituto equivalente verso il conseguimento della Laurea. 
 
Guida all’application: Dopo l'accettazione delle condizioni sopra indicate, i candidati qualificati sono pregati di inviare i seguenti documenti al Coordinatore Stage, preferibilmente via e-mail (Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.):
 
Curriculum vitae;
Application formdell’internship compilata;
Dichiarazione del particolare settore di attività in cui desiderano collaborare con le date di cui sono disponibili.
 
Le domande possono essere inviate per tutto l'anno, ma i candidati sono invitati ad applicare il più presto possibile, in particolare per il periodo estivo. Le domande saranno prese in considerazione dalle divisioni appropriati di UNECE al fine di corrispondenti interessi della ricorrente e le qualifiche con le esigenze UNECE attuali. Se come risultato un incarico significativo può essere messo a punto, sarà offerto uno stage.
 
Informazioni utili: Le Nazioni Unite non si assume alcuna responsabilità legale o amministrativa per i tirocinanti che non viene garantita lo status di un membro del personale delle Nazioni Unite. Tutti i costi connessi con uno stage, tra cui viaggi, alloggio e assicurazione, sono a carico del tirocinante o il suo / la sua sponsor. Uno stage non comporta alcun aspettativa di ulteriore lavoro con le Nazioni Unite. I tirocinanti sono tenuti a presentare un certificato di buona salute e, laddove applicabile, per ottenere loro il visto appropriato. 
Durante l'esecuzione dell'incarico con UNECE, lo stagista deve non chiedere né accettare istruzioni da alcun governo o da qualsiasi autorità esterna alle Nazioni Unite. Lui /lei non potrà esercitare alcuna attività incompatibile con il corretto espletamento dell'incarico con UNECE. Lui / lei deve esercitare la massima discrezione in tutti gli affari ufficiali: lui /lei non può comunicare a qualunque altra persona, governo o autorità, informazioni note a lui / lei a causa della sua / il suo lavoro con UNECE, che non sia stato fatto pubblico. Né deve, lui /lei, in qualsiasi momento utilizzare tali informazioni per vantaggi privati​​. Questi obblighi non cessano al termine del tirocinio. I diritti di titolo, autore e tutti gli altri diritti di sorta in ogni materiale prodotto nel corso del tirocinio devono essere conferiti esclusivamente in UNECE.
 
Link utili:
Possibili alloggi
 
Contatti utili:
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A Cura di Geovani Ciconte 
 
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La redazione carriereinternazionali.com declina ogni responsabilità sull’attendibilità delle informazioni contenute nella scheda. Per informazioni in merito all’opportunità, contattare l’ente proponente.
 
La giornata internazionale dell’ambiente del 5 giugno è un’importante ricorrenza, istituita dall’Assemblea generale dell’ONU nel 1972, il cui obiettivo è quello di mantenere viva l’attenzione su una questione di fondamentale rilevanza: la tutela del nostro pianeta. Come di recente affermato dal Segretario Genarle delle Nazioni Unite, Ban Ki-moon, oggi più che mai è fondamentale superare la dicotomia fra l’idea di sviluppo economico e sociale e quella di tutela dell’ambiente, perché solo in questo modo sarà possibile creare una società stabile e prospera. In quest’ottica, la pace, lo sviluppo e la protezione dell’ambiente sono fra di loro interdipendenti ed indivisibili.
Per raggiungere quest’obiettivo gli Stati devono impegnarsi ad adottare politiche di sviluppo che siano rispettose dell’ambiente e che garantiscano la disponibilità di risorse nel tempo, tenendo sempre bene a mente che le principali ricchezze di cui disponiamo sono l’aria che respiriamo, l’acqua che beviamo e la terra che calpestiamo.
La tematica ambientale è ormai al centro del dibattito internazionale da più di quarant’anni. La prima occasione, infatti, in cui gli Stati si sono riuniti per discutere della questione è stata la “Conferenza sull’Ambiente Umano” del 1972, tenutasi a Stoccolma. In quella sede è stata adottata un’apposita Dichiarazione contenente ventisei principi che gli Stati avrebbero dovuto impegnarsi a rispettare. Il primo di questi, in particolar modo, sottolinea come l’uomo abbia sia il diritto a vivere in un ambiente sano, sia il dovere di proteggere e migliorare l’ambiente a favore delle generazioni future. Questo principio contiene gli elementi fondamentali della teoria dello sviluppo sostenibile, secondo la quale le generazioni future devono poter godere della nostra stessa capacità d’accesso alle risorse naturali, comprese l’aria, l’acqua e la terra. I bisogni delle generazioni presenti, quindi, non devono compromettere quelli delle generazioni future.
Quest’approccio è stato ripreso nella successiva Conferenza di Rio De Janeiro del 1992, nel corso della quale i 183 Paesi partecipanti hanno tentato di rilanciare la cooperazione internazionale per favorire la tutela ambientale. A tal fine, hanno adottato la Dichiarazione sull’ambiente e lo sviluppo, che, riprendendo il modello di quella adottata a Stoccolma, enuncia ventisette principi a cui attenersi per promuovere lo sviluppo sostenibile. Fra questi riveste particolare importanza quello della responsabilità degli Stati per eventuali comportamenti nocivi per l’ecosistema, che deve, comunque, tenere conto sia del differente grado di inquinamento prodotto dai vari Stati, sia delle loro reali capacità economiche, necessarie per adottare politiche ecosostenibili. Alla luce di ciò, quindi, «i Paesi sviluppati riconoscono la responsabilità che incombe loro nel perseguimento internazionale dello sviluppo sostenibile date le pressioni che le loro società esercitano sull'ambiente globale e le tecnologie e risorse finanziarie di cui dispongono». La Dichiarazione, inoltre, riconosce un importante ruolo degli individui, ai quali deve essere garantito un adeguato coinvolgimento nelle questioni ambientali. A tal fine, ogni individuo dovrebbe avere il diritto d’accesso alle informazioni riguardanti l’ambiente in possesso delle pubbliche autorità, incluse quelle sulle sostanze e le attività pericolose nella comunità. Inoltre, gli Stati si devono impegnare a garantire un accesso effettivo ai procedimenti giudiziari e amministrativi, compresi i mezzi di ricorso ed indennizzo. Questa disposizione è particolarmente importante perché può essere considerata come il punto di partenza nell’affermazione di un diritto umano all’ambiente, cioè il riconoscimento del diritto fondamentale degli individui a vivere in un ambiente sano.
A distanza di vent’anni dalla prima, è stata convocata una nuova Conferenza sull’ambiente e lo sviluppo, sempre a Rio de Janeiro, denominata appunto Rio+20. In quest’occasione gli Stati hanno tentato di risollevare le problematiche precedentemente discusse, in modo da indurre gli Stati a rafforzare i propri impegni in materia ambientale. Inoltre, è stato introdotto il concetto di green economy, che dovrebbe caratterizzarsi per essere «low carbon, resource efficient and socially inclusive».
La tutela dell’ambiente, oltre che essere trattata nel corso di Conferenze internazionali, è stata anche oggetto dell’attività delle Nazioni Unite. L’Assemblea generale, in particolar modo, ha inserito fra gli otto obiettivi del millennio quello della sostenibilità ambientale, sottolineando la necessità di invertire le tendenze al depauperamento delle risorse naturali, di ridurre il processo di annullamento della biodiversità e di dimezzare, entro il 2015, la percentuale di persone che non hanno accesso all’acqua potabile e ai servizi fognari.
Più di recente, invece, ha provato ad affermare il concetto di ecoturismo, il cui obiettivo è quello di contribuire allo sviluppo sostenibile delle comunità locali e all’ambiente. Sull’argomento ha avviato alcune campagne di sensibilizzazione anche l’UNEP(United Nations Environment Programme), che proprio di recente, nell’ottica dei mondiali di calcio in Brasile, ha sponsorizzato il Green Passport, un’applicazione che fornisce ai tifosi che si recheranno in Brasile informazioni utili su come rendere il loro viaggio ecosostenibile, attraverso, ad esempio, la sponsorizzazione di strutture che adottano politiche di tutela ambientale.
Sempre nell’ambito dell’UNEP, infine, occorre ricordare che, dal 23 al 27 giugno prossimo avrà luogo, a Nairobi, la prima riunione della United Nations Environmental Assebmly (UNEA). Questa è una high level platform, alla quale partecipano più di 160 fra Stati membri e osservatori delle Nazioni Unite, che ha l’obiettivo di elaborare proposte per rilanciare la cooperazione fra gli Stati in materia ambientale.
Queste iniziative promesse dalla Comunità internazionale servono a capire quanto sia sentito il problema della tutela dell’ambiente e quanto sia importante dedicare ogni anno una giornata, appunto il 5 giugno, alla sensibilizzazione sull’argomento.
 
Dr. Francesco Battaglia
 
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Pubblicato in Istituzioni
Sei uno studente neolaureato o iscritto ad un corso di laurea? Sei interessato a fare la differenza nel campo della ricerca e della politica ambientale? Sei alla ricerca di una esperienza di lavoro incentrato sulla ricerca nell'ambito delle Nazioni Unite? Allora candidati subito a questo Internship!
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Ente: L'Università delle Nazioni Unite (UNU), fondata nel 1973, è il braccio accademico e di ricerca delle Nazioni Unite. La sua sede è a Tokyo, in Giappone, e gode di status diplomatico d’istituzione delle Nazioni Unite. Dal 2010, UNU è stata autorizzata dall'Assemblea generale delle Nazioni Unite di concedere gradi. Esso fornisce anche un ponte tra l'ONU e le comunità accademiche, politiche e di settore privato internazionale. L’istituto per l’qcua, l’ambiente e la salute l’UNU-INWEH funge da "United Nations 'Think Tank on Water", rispondendo direttamente alla crisi idrica regionale e globale, e facilita gli sforzi per soddisfare gli Obiettivi Del Millennio (Millennium Development Goals). UNU-INWEH contribuisce alla progettazione e successiva realizzazione degli obiettivi di sviluppo oltre il 2015, fornendo una base di conoscenze molto solida.
 
Dove: Tokyo, Giappone
 
Durata: 3 mesi con possibilità di proroga
 
Scadenza: applicantions aperte tutto l’anno su base volontaria
 
Destinatari: studenti laureati Triennale o Magistrale o laureandi. 
 
Descrizione dell’offerta: UNU-INWEH offre l'opportunità a studenti laureati selezionati di lavorare in un ambiente internazionale e sperimentare in prima persona le operazioni delle Nazioni Unite. In questo programma di volontariato, studenti universitari e neolaureati contribuiscono a progetti di ricerca di acqua e di formazione dell'ONU e svolgono un ruolo diretto nel rispondere alle sfide idriche enormi affrontate nei paesi in via di sviluppo.
 
Requisiti:
 
I candidati devono soddisfare i seguenti criteri: 
 
Titoli di studio e campi di interesse: laurea in un settore rilevante per il campo di UNU-INWEH del lavoro;
Lingue: ottimo inglese scritto e parlato; la conoscenza di altre lingue delle Nazioni Unite è un vantaggio;
Conoscenze informatiche: capacità di utilizzare software ufficio connessi (MS Office);
Atteggiamento: consapevolezza e la capacità di adattarsi ad un ambiente multiculturale e un impegno a servizio pubblico internazionale sono essenziali. I candidati devono dimostrare buone capacità di comunicazione nonché iniziativa e flessibilità;
Assicurazione: la prova di copertura assicurativa per tutto il periodo del tirocinio.
 
Guida all’application: Le domande possono essere inviate a: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. (oggetto “INTERNSHIP APPLICATION, Cognome, Nome") o via fax +1 905 667 5510 (pagina di copertina, con oggetto “INTERNSHIP APPLICATION, Cognome, Nome "), ed i seguenti documenti: 
 
Modulo di domanda compilato;
Una Cover Letter che comprenda una breve dichiarazione di intenti. La lettera deve essere indirizzata al UNU-INWEH Internship Coordinator, scritto in inglese e non superare una pagina; 
Copia della certificazione di lingua inglese (TOEFL, IELTS, TOEIC); non necessario se la lingua madre del richiedente è l'inglese, o qualora il richiedente abbia completato laurea e/o studi universitari con l'inglese come lingua di insegnamento;
Due lettere di raccomandazione.
 
Informazioni utili: 
I candidati devono garantire che i due referees inviino le loro lettere di raccomandazione (copie digitalizzate firmati) direttamente a: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.. (oggetto “INTERNSHIP APPLICATION, Vostro Cognome, Nome") o via fax +1 905 667 5510 (pagina di copertina, con oggetto “INTERNSHIP APPLICATION,  Vostro Cognome, Nome ")
UNU-INWEH notificherà la ricezione delle suddette. Non saranno prese in considerazione domande incomplete che non contengono le informazioni richieste.
 
I candidati devono fornire la certificazione in inglese se non soddisfano una delle due seguenti 
criteri: 
 
• Lingua madre del richiedente è l'inglese, o 
• Il richiedente ha completato un corso di laurea o è iscritto a un corso di laurea con l'inglese come lingua di insegnamento. 
Nel caso in cui il richiedente non soddisfa uno dei criteri di cui sopra, è richiesto un valido certificato TOEFL, IELTS o il rapporto punteggio TOEIC. È accettato il certificato originale o fotocopia.
Punteggi richiesti per ogni Test:
TOEFL iBT          TOEFL pBT          TOEFL cBT          TOEIC          IELTS
  96-120                    590-677               243-300              785-990         7.5-9.0
Link utili:
 
A Cura di Geovani Ciconte 
 
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LA REDAZIONE
 
L’ITC mette a disposizione un internship per studenti universitari interessati al settore della Comunicazione internazionale, infatti i posti a disposizione fanno riferimento alla Communication and Events Section. Possono essere inviate application tutto l’anno, ma affrettatti a inviare la tua candidatura per non perdere questa incredibile opportunità!
 
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Ente: Il Centro per il commercio internazionale (ITC) (francese: Centre du commercio internazionale (CCI)) è un'organizzazione affiliata dell'Organizzazione mondiale del commercio (OMC) e la Conferenza delle Nazioni Unite sul Commercio e lo Sviluppo (UNCTAD) e fornisce assistenza tecnica in campo commerciale. Considerando che l'OMC si occupa prevalentemente alle regole del commercio internazionale e l'UNCTAD con la ricerca e l'avvocatura, il mandato di ITC è molto più stretta in quanto è solo preoccupato di aiutare (cd) in via di sviluppo e le economie in transizione per promuovere le loro esportazioni. L'attenzione pure l'assistenza tecnica è raro all'interno del sistema delle Nazioni Unite, come la maggior parte delle altre organizzazioni che forniscono assistenza tecnica solito impegnarsi in molteplici settori e tipi di assistenza.
 
Dove: Ginevra, Svizzera
 
Durata: 3 mesi, prorogabile fino a un massimo di 8 mesi totali
 
Scadenza: iscrizioni aperte tutto l’anno, non è specificata alcuna deadline
 
Destinatari: studenti laureandi iscritti a un corso di una Laurea Magistrale o equivalente
 
Descrizione dell’offerta: lo stage è rivolto a studenti universitari ed è stato pensato per promuovere, tra gli studenti partecipanti, una migliore comprensione delle questioni di promozione commerciale a livello internazionale. Offre ai tirocinanti l'opportunità di sviluppare le proprie competenze personali che lavorano in un ambiente internazionale e, allo stesso tempo, fornisce alla squadra ITC l'aiuto e l'entusiasmo di eccellenti giovani che studiano in un settore tecnico pertinente (ad esempio: economia, promozione commerciale e sviluppo, project management, diritto, risorse umane). I candidati selezionati lavoreranno nella sezione “Communication and Events”.
 
Requisiti: 
Ottima conoscenza della lingua Inglese e conoscenza anche base di spagnolo e francese;
Essere iscritti a un corso di laurea magistrale o Master’s Degree. I candidati che perseguono i loro studi in paesi in cui l'istruzione superiore non è suddivisa in tappe di laurea e post-laurea devono aver completato almeno quattro anni di studio e essere studenti al momento della domanda e durante il periodo di stage.
Esperienza con management systems e/o la progettazione grafica e/o editing foto-video e/o gestione di eventi; 
Studi o lavoro precedente/esperienza nello sviluppo o nei campi relativi alla comunicazione costituisce un vantaggio;
Eccellenti capacità di comunicazione scritta e orale;
Buona capacità analitica e di ricerca;
Precisione, flessibilità e capacità di lavorare sotto pressione e scadenze ravvicinate.
 
Guida all’application: le application vanno inviate online attraverso il loro portale. Vierrà richiesto di caricare un Curriculum Vitae e una prova completa di modulo di iscrizione, firmata e timbrata, dal vostro istituto universitario. L'application rimarrà attiva per sei mesi. Se non si è contattati entro sei mesi ma si vuole ancora essere considerato per uno stage, è necessario ripetere l’application.
 
Informazioni utili: 
Sotto la supervisione generale del Associate Corporate Communication Officer e in stretta collaborazione con il Graphic Designer, lo stagista sarà eseguire una serie di compiti, soggetti a carichi di lavoro e le priorità della squadra al momento del tirocinio. Le attività comprendono:
Assistenza all’editing di foto e video e monitoraggio e manutenzione del database (incluso il canale Youtube);
Fornire lavoro di supporto al Graphic Designer;
Assistere con compilazione di briefing; 
Assistere con organizzazione di eventi interni di preparazione; 
Fornire ricerca e l'editing di base; 
Sostenere la squadra su altre attività di comunicazione.
 
Link utili:
Bandoonline
 
Contatti utili:
Ms Mirela Troxler, responsabile ufficio HR: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
 
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LA REDAZIONE
UNU-WIDER offre ogni anno a giovani dottorandi la possibilità di ampliare i propri studi di ricerca con il programma PhD Internship. Se iscritto a un dottorato o PhD? I tuoi studi sono incentrati sulla ricerca in ambito economico? Candidati subito!
 
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Ente: L'Istituto Universitario Mondiale per la Ricerca sullo Sviluppo Economico (UNU-WIDER) delle Nazioni Unite è parte della United Nations University (UNU). È il primo centro di ricerca e formazione ad essere stabilito dalla UNU, e si configura come un'organizzazione internazionale di stampo accademico che riunendo studiosi provenienti da tutto il mondo per affrontare i pressanti problemi globali promuove la pace e il progresso.
 
Dove: Helsinki, Finlandia
 
Destinatari: studenti iscritti a un PhD program.
 
Durata: 2-3 mesi circa
 
Scadenza: application da inviare entro e non oltre il 30 Settembre di ogni anno
 
Descrizione dell’offerta: il PhD Internship Programme offre agli studenti iscritti a un dottorato l'opportunità di utilizzare le risorse e le strutture dell’ UNU-WIDER per la loro tesi finale di ricerca, e di lavorare con i ricercatori UNU corrispondenti ai settori di reciproco interesse. Gli stagisti PhD in genere trascorrono 2-3 mesi UNU-WIDER, e durante il loro tempo a Helsinki avranno la possibilità di uno o più articoli di ricerca e presentarli attraverso un seminario.
 
Requisiti:
- Essere attualmente iscritti a un dottorato o PhD program
- I candidati che lavorano in altre scienze sociali possono fare domanda, ma dovrebbero tenere a mente che UNU-WIDER è un istituto incentrato in studi economici
- Ottima conoscenza scritta e orale dell’Inglese
 
Guida all’application:
UNU - WIDER riceve solo applicazioni online per l'Internship Programme PhD due volte l'anno. Termini per la presentazione delle domande sono il 31 marzo e il 30 settembredi ogni anno. I candidati saranno informati per posta elettronica della decisione definitiva entro quattro settimane dalla data di chiusura, e qualora selezionati dovranno confermare la loro decisione di accettare l'offerta di UNU - WIDER entro due settimane.
 
Se siete interessati a partecipare a questo programma è necessario compilare e inviare il modulo di domanda on-line che sarà attivo solo un mese prima dal termine ultimo di presentazione (ad esempio, le procedure di domanda iniziano il 1 ° marzo e il 1 ° settembre di ogni anno) .
Come parte dell’application, verrà chiesto di caricare il CV. Inoltre il supervisore di dottorato dovrà fornire a UNU - WIDER  una reference letter, che deve essere inviata al seguente indirizzo: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.. La reference lettere sarà utilizzata anche per certificare i dati inseriti nella domanda online. 
È possibile consultare il questionario relativo alla domanda online in anticipo sullo stesso sito dell’associazione. In fondo alla pagina del bando è infatti presente un file .pdf direttamente scaricabile. 
 
 
Informazioni utili:
UNU-WIDER offre una borsa di viaggio, assicurazione medica, e uno stipendio mensile di 1.500 euro per coprire le spese di soggiorno a Helsinki durante il periodo di stage. Una assicurazione sanitaria dovrebbe essere organizzata privatamente dai candidati.
 
Link utili:
 
Contatti utili:
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A Cura di Geovani Ciconte 
 
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LA REDAZIONE

“Io credo che i bambini nel mondo debbano essere liberi di crescere e diventare adulti, in salute, pace e dignità”

 

Il 26 Aprile si celebra la Giornata mondiale contro la violenza sui bambini. La redazione di carriereinternazionali.com non poteva non dedicare alcune riflessioni riguardo un tema che esula dal contesto razziale, territoriale e politico, un tema che, tristemente, riguarda e tocca tutti i paesi del mondo.

All'inizio del XX secolo quelli che fino ad allora erano stati considerati meri bisogni infantili, sottovalutati ed ignorati, si trasformano in diritti. Studi socio-psico pedagogici, infatti, affermavano, per la prima volta, che non solo i genitori, ma la società tutta doveva impegnarsi nella tutela dei diritti dei minori. In quest'ottica, nel 1924, in risposta alle drastiche conseguenze causate dalla Prima Guerra Mondiale soprattutto sui bambini, la Società delle Nazioni approvava a Ginevra la Dichiarazione dei diritti del fanciullo, in cui si affermava, in primis, il diritto dei bambini ad uno sviluppo psico-fisico libero da condizioni pressanti ed opprimenti e il diritto di essere nutriti, curati, soccorsi e protetti da ogni forma di sfruttamento.

Nel 1959 l'ONU approvava la Dichiarazione dei Diritti del Fanciullo sancendo così il dovere dell'umanità di dare al fanciullo il meglio di se stessa: "Affinché egli abbia un'infanzia felice e possa godere, nell'interesse suo e di tutta la società, dei diritti e della libertà che vi sono enunciati, invita i genitori, gli uomini, e le donne in quanto singoli, come anche le organizzazioni non governative, le autorità locali e i governi nazionali a riconoscere questi diritti e a fare in modo di assicurarne il rispetto per mezzo di provvedimenti legislativi e di altre misure da adottarsi gradualmente in applicazione dei suoi dieci principi".  

Trent'anni dopo, il 20 novembre del 1989, l'Assemblea Generale delle Nazioni Unite approvava a New York la Convenzione Onu sui diritti dell'infanzia e dell'adolescenza. Quattro i principi fondamentali: Non discriminazione (art. 2), con il quale i diritti sanciti dalla Convenzione venivano garantiti a tutti i minori, senza distinzione di razza, sesso, lingua, religione ed opinione; Superiore interesse (art. 3), per il quale ogni legge, provvedimento, iniziativa pubblica o privata e ogni situazione problematica, dovevano avere come priorità l'interesse del bambino; Diritto alla vita, alla sopravvivenza e allo sviluppo del bambino (art. 6) che prevedeva il massimo impegno da parte degli Stati, attraverso la cooperazione, alla tutela della vita e del sano sviluppo dei bambini; Ascolto delle opinioni del minore (art. 12) che sanciva il diritto dei bambini ad essere ascoltati in tutti i processi decisionali che li riguardavano, e il corrispondente dovere, per gli adulti, di tenere in adeguata considerazione le loro opinioni.

Una recente definizione dell'OMS, l'Organizzazione Mondiale della Sanità, stabilisce che “l'abuso o il maltrattamento dell'infanzia è rappresentato da tutte le forme di cattivo trattamento fisico e/o affettivo, abuso sessuale, incuria o trattamento negligente, nonché sfruttamento sessuale o di altro genere, che provocano un danno reale o potenziale alla salute, sopravvivenza, allo sviluppo o alla dignità del bambino, nell'ambito di una relazione di responsabilità, fiducia o potere”.

Esistono tante forme di violenza e, conseguentemente, tante forme di infanzia rubata. La ricostruzione storica del fenomeno è intrinsecamente connessa alle trasformazioni nel tempo della società. Quando la vita era sopravvivenza, i bambini venivano obbligati a lavorare come adulti; Pirandello, in “Ciàula scopre la luna”, racconta di come quell'adolescente che sin da piccolo aveva lavorato di notte nelle miniere di una Sicilia in cui non c'era spazio per l'infanzia, si meravigliò tanto da arrivare a piangere quando una notte uscì allo scoperto e vide la luna per la prima volta. Ciàula oggi rappresenta tutti quei bambini che non hanno conosciuto il gioco, che non sono stati protetti emotivamente e tantomeno accompagnati nella loro crescita come uomini.

Durante la guerra in Afghanistan negli anni '80 circolavano in tutto il mondo foto di bambini-soldato, bambini a cui era stato tolto il diritto al gioco, o peggio, bambini a cui era stata insegnata la violenza come unico mezzo dell'esistenza. La violenza genera umanità violenta. La stessa cosa riguardava e riguarda tuttora decine di conflitti, tra cui le efferate guerre in Africa, dove i bambini soldato restano uno dei simboli di guerre senza senso e, purtroppo, senza fine.

Nel 2000, è stato approvato il Protocollo opzionale alla Convenzione sui diritti dell'infanzia relativo al coinvolgimento dei bambini nei conflitti armati, con l'obiettivo di migliorare le condizioni di vita dei bambini che vivono in contesti di guerra e che spesso ne diventano le vittime e i carnefici allo stesso tempo.

Nella società odierna, l'abuso sui minori assume spesso le forme della violenza sessuale, crimine efferato e universalmente condannato a livello internazionale e dai singoli stati ma che si nutre di logiche legate allo sfruttamento, al degrado sociale, alla povertà di contesti dove spesso pare non esserci un'alternativa, il che porta anche al traffico di minori per fini diversi: dalla vendita degli organi al mercato sessuale.

Nel 2002, l'Organzzazione Mondiale della Sanità (OMS) stilava un rapporto-denuncia i cui dati fanno tutt'oggi rabbrividire: più di 150 milioni di bambini ogni anno in tutto il mondo sono vittime di episodi di violenza e sfruttamento sessuale, vengono venduti e comprati, ridotti in schiavitù, reclutati in forze armate governative e gruppi di ribelli, coinvolti nelle forme peggiori di lavoro minorile, vittime di violenze domestiche e familiari, punizioni fisiche ed educazione violenta.

Nella società odierna dove la dignità dell'uomo si presume essere il centro di ogni equilibrio, il bambino dovrebbe esserne il protagonista più protetto. Un bambino che ha vissuto in condizioni terribili, costretto a lavorare invece di giocare, a prostituirsi invece di studiare è un adulto in più da rieducare. Ed è per questo motivo che da quasi un secolo ONG come Unicef, Save the Children e Amnesty International lottano contro questo tipo di abusi, lottano per garantire un diritto all'infanzia agli adulti del domani e a far sì che questi possano a loro volta aiutare i bambini del futuro. Al riguardo è estremamente interessante lo Studio ONU condotto nel 2009 in cui bambini e ragazzi sono stati coinvolti in prima linea. Il processo connesso allo Studio ha riconosciuto che bambini e ragazzi possono offrire un contributo di valore per la comprensione della violenza cui sono soggetti e i danni che provoca loro. Ascoltare i bambini, imparare da loro e coinvolgerli nella ricerca delle soluzioni ha costituito un elemento importante del processo connesso allo Studio.

Ora molti di quei ragazzi sono adulti attivi nel sociale e a loro volta aiutano e lottano per regalare (per regalarsi) un sorriso ai bambini che hanno bisogno di soccorso e di attenzione.

Bisogna credere come ha fatto Mandela che “i bambini nel mondo debbano essere liberi di crescere e diventare adulti, in salute, pace e dignità”.

Difendendo i bambini difendiamo anche gli adulti.  

 

Cinzia Savarino

 

Link d'interesse:

Spot contro la violenza sui bambini

Studio OMS

Convenzione ONU sui diritti dell'infanzia e dell'adolescenza

Campagna Kid's voice

 

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Il 21 marzo si celebra la Giornata mondiale di lotta al razzismo e alla discriminazione razziale  e parte la Settimana di Solidarietà con le Persone che lottano contro il Razzismo e la Discriminazione Razziale (21/28). La redazione carriereinternazionali.com dedica particolare attenzione a un problema che continua a manifestarsi in forme diverse ma sempre contro quello che la massa considera "diverso". Questo è un articolo per introdurvi alla problematica, in Rubrica troverete un articolo sul lavoro di counsellor per le immigrazioni e l'opinione di uno scienziato sulle origini della specie umana
 
Il Primo Gennaio 1863, il sedicesimo Presidente degli Stati Uniti d’America Abraham Lincoln, nel periodo della guerra di secessione americana, firmava il Proclama di Emancipazione, primo passo verso l’abolizione della schiavitù dei neri; un decreto che, come fu poi affermato “Venne come un grande faro di speranza per milioni di schiavi che erano stati bruciati sul fuoco dell’avida ingiustizia”. Cento anni dopo, precisamente il 28 agosto 1963, Martin Luther King, si apprestava ad enunciare quello che nei decenni seguenti si sarebbe trasformato in uno dei discorsi più famosi di tutta la storia contemporanea del XX secolo, “I have a dream”. Che cosa era cambiato in un secolo esatto? La risposta a questa domanda viene fornita da M. L. King stesso, padre della lotta alla segregazione razziale; così egli esordiva innanzi alla folla antistante il Lincoln Memorial di Washington: “Cento anni dopo, il negro ancora non è libero; cento anni dopo, la vita del negro è ancora purtroppo paralizzata dai ceppi della segregazione e dalle catene della discriminazione; cento anni dopo, il negro ancora vive su un’isola di povertà solitaria in un vasto oceano di prosperità materiale; cento anni dopo; il negro langue ancora ai margini della società americana e si trova esiliato nella sua stessa terra”. 
Qualche anno prima, qualcos’altro si era mosso nel contesto della lotta alla discriminazione razziale, qualche altro fermento nasceva e cresceva, l’ingiustizia e la discriminazione tra i popoli venivano alimentate da un governo ingiusto e razzista. Cambiava il continente, ma non i principi, né le ideologie di base e neppure il crudele scenario: siamo a Sharpeville, in Sudafrica, quando il 21 Marzo 1960 trecento poliziotti bianchi spararono su una folla di manifestanti neri ritrovatisi nella stazione ferroviaria della città per protestare pacificamente contro la politica dell’Apartheid. Il governo sudafricano aveva, infatti, appena deciso di adottare per i neri la cosiddetta “legge del lasciapassare” (Urban Areas Act), imponendo ai cittadini neri del paese l’obbligo di esibire uno speciale permesso, nel caso in cui fossero stati fermati dalla polizia in una zona riservata ai bianchi.
In memoria del massacro di Sharpeville, che diede tragicamente luogo a 69 uccisioni e 180 feriti, il 21 Marzo si celebra in tutto il mondo la “Giornata Mondiale contro il Razzismo”, indetta dalle Nazioni Unite; affinché nessuna vita umana sacrificata dall’orrore, dal pregiudizio della diversità e dalla crudeltà umana, vada dimenticata. 
In seguito alla tragica giornata del 1960, la disputa tra bianchi e neri si inasprì, tanto che vennero arrestate oltre 18.000 persone ed il 30 Marzo venne introdotta la legge marziale in tutto il paese sudafricano. Ad intervenire per la prima volta in maniera decisiva in Sudafrica fu la risoluzione 134 dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, approvata nell’Aprile seguente, che condannò in maniera risoluta l’azione del governo sudafricano rafforzando l’isolamento internazionale di quest’ultimo che non garantiva e continuò a non garantire per lunghi decenni l’autodeterminazione del popolo nero del paese. 
Il principio di autodeterminazione dei popoli costituisce infatti uno dei pilastri fondamentali della comunità internazionale, affermato prima nella Carta Atlantica (14 agosto 1941) e successivamente nella Carta delle Nazioni Unite (26 giugno 1945; art. 1, par. 2 e 55); ribadito inoltre nella Dichiarazione dell’Assemblea Generale sull’Indipendenza dei Popoli Coloniali (1960); nei Patti sui diritti civili e politici e sui diritti economici, sociali e culturali (1966) e nella Dichiarazione di Principi sulle Relazioni Amichevoli tra Stati, adottata dall’Assemblea generale nel 1970. Tale principio afferma il diritto di libertà dei popoli di scegliere liberamente il proprio sistema di governo e di essere liberi da ogni dominazione esterna, in particolare dal dominio coloniale. Il fondamento ideologico di questo principio è che tutti gli esseri umani nascono liberi ed eguali in dignità e diritti. Un ruolo di estrema rilevanza è a questo riguardo infatti rappresentato dalla Dichiarazione Universale dei Diritti Umani (1948), secondo cui “ad ogni individuo spettano tutti i diritti e tutte le libertà enunciate senza distinzione alcuna per ragioni di razza, di colore, di sesso, di lingua, di religione, di opinione politica o di altro genere, di origine nazionale o sociale, di ricchezza, di nascita o di altra condizione” (Art. 2.1).
Immancabile è poi citare un altro celebre protagonista della lotta all’Apartheid portata avanti attraverso proteste pacifiche, nobile portatore dei diritti umani specialmente nel suo paese e Premio Nobel per la Pace nel 1993: Nelson Mandela, attivista antisegregazionista, eletto nel 1995 come Presidente della Repubblica del Sudafrica e capo del governo. Una vita segnata dalla segregazione carceraria la sua, da un governo, quello sudafricano che sempre cercò di oscurare le sue iniziative, il suo spirito di ribellione tentando più e più volte di presentarlo al paese stesso come il peggior criminale; eppure nonostante questo, Mandela rappresenta per il XX e XXI secolo il simbolo della lotta all’ingiustizia e alla discriminazione basata sulla razza e sul colore della pelle, l’emblema della rivendicazione della libertà di espressione e di pensiero di un popolo ma soprattutto, il monito della libertà di scegliere. “Per gli uomini, la libertà nella propria terra è l'apice delle proprie aspirazioni. Niente può distogliere loro da questa meta. Più potente della paura per l'inumana vita della prigione è la rabbia per le terribili condizioni nelle quali il mio popolo è soggetto fuori dalle prigioni, in questo paese” queste le parole da lui pronunciate innanzi all’ennesimo processo penale, futuro inizio di una nuova incarcerazione. Oltre alla discriminazione razziale, una delle altre innumerevoli frontiere che Mandela volle affrontare e abbattere, fu quella dell’omosessualità: grazie ai suoi buoni uffici, non a caso, nel 2006 il Sudafrica divenne il quinto paese al mondo (e il primo nel continente africano) ad approvare i matrimoni tra persone dello stesso sesso. 
Per analizzare la questione invece da un punto di vista puramente giuridico e istituzionale, occorre dire che la tutela dei diritti umani nell’ordinamento internazionale avviene sia mediante strumenti giuridicamente non vincolanti sia mediante convenzioni internazionali che, una volta in vigore, vincolano gli stati che le abbiano ratificate o vi abbiano aderito. Nel primo gruppo si includono, oltre alla Dichiarazione Universale dei Diritti Umani (1948) anche gli strumenti elaborati dall’OSCE (Organizzazione per la Sicurezza e la Cooperazione in Europa). Per il secondo gruppo di strumenti, vanno invece menzionate la Convenzioni sul genocidio del 1948; la Convenzione europea sui diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali del 1950; la Convenzione sui rifugiati del 1951; i due Patti delle Nazioni Unite del 1966: il Patto sui diritti civili e politici e il Patto sui diritti economici, sociali e culturali; e la Convenzione contro la tortura del 1984.
Per quanto concerne la dimensione giuridica europea, la battaglia contro il razzismo in Europa viene in maniera specifica regolamentata e monitorata dalla Commissione Europea, la quale ha recentemente adottato il 17 Gennaio 2014, la sua relazione sullo stato di attuazione della direttiva sulla parità di trattamento fra le persone indipendentemente dalla razza (n. 2000/43) e della direttiva sulla parità di trattamento in materia di occupazione e di condizioni di lavoro (n. 2000/78) nei 28 Stati membri dell’UE. Attraverso tale relazione la Commissione Europea intende focalizzarsi sull’applicazione delle direttive da parte degli Stati membri, e sull’interpretazione delle stesse da parte della Corte di Giustizia dell’Unione Europea e dei tribunali nazionali. Le principali direttive antidiscriminazione dell’Unione Europea vietano le discriminazioni fondate sulla razza o l’origine etnica (direttiva 2000/43/CE) e sulla religione o le convinzioni personali, gli handicap, l’età o le tendenze sessuali (direttiva 2000/78/CE); offrono protezione in alcune sfere fondamentali della vita: l’occupazione e la formazione professionale; l’istruzione, la sicurezza sociale e l’assistenza sanitaria, l’accesso a beni e servizi e alla loro fornitura, incluso l’alloggio (direttiva 2000/43/CE); vietano la discriminazione diretta e indiretta, le molestie, l’ordine di discriminare persone e la vittimizzazione; impongono agli Stati membri di prevedere sanzioni e mezzi di ricorso efficaci.
Per la lotta al razzismo a livello internazionale mondiale e la tutela dei diritti umani è stata istituita la Commissione dei diritti dell’uomo, cui è succeduto nel 2005 il Consiglio dei diritti umani, sempre con sede a Ginevra, diventato organo sussidiario dell’Assemblea generale dell’Onu. 
Nel 1997 è stato inoltre istituito l'Osservatorio Europeo dei fenomeni razzisti con regolamento del Consiglio, avente come obiettivo principale lo studio della portata e dell'evoluzione del razzismo, della xenofobia e dell'antisemitismo. Di recente l'Osservatorio si è proposto di realizzare e coordinare una "Rete europea di informazione sul razzismo e la xenofobia" (Raxen) in collaborazione con i centri nazionali di ricerca, le Ong, le parti sociali e gli organismi autonomi incaricati di promuovere la lotta contro le discriminazioni. 
In Italia, per celebrare la Giornata Mondiale contro il Razzismo, I’UNAR, Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni Razziali per le Pari Opportunità, organizza dal 17 al 23 marzo la X edizione della “Settimana di azione contro il razzismo“. L’iniziativa prevede il lancio di una campagna di sensibilizzazione, di informazione e di approfondimento guidata dal motto “Se chiudi con il razzismo ti si apre un mondo“. L’obiettivo è di diffondere ed accrescere una coscienza multietnica e multiculturale nell’opinione pubblica e, in particolare, fra i giovani. 
Di fatto però, nonostante innumerevoli siano le tendenze all’intercultura e all’integrazione straniera, la moda del multiculturalismo cerchi di affermarsi nei campi e negli ambiti più svariati e costantemente si parli di comunità multirazziali in cui viene garantito il rispetto della libertà espressione e tutela dei diritti umani non si può dire che la situazione sia stata risolta e la frontiera del razzismo sia stata abbattuta.  
All’interno del nostro paese la tematica della discriminazione, in tutte le sfumature su cui si applica e si sviluppa, è una delle preoccupazioni maggiori a livello politico ma anche e soprattutto sociale, in modo particolare in seguito al notevole flusso di immigrazione degli ultimi anni, in cui migliaia di stranieri confluiscono nello stato italiano, in fuga da realtà politiche e sociali disastrate. Gli immigrati sono così diventati oggi oggetto di un odio e di un rancore non giustificabile da parte di molti italiani, incarnandosi in una sorta di capro espiatorio attraverso cui i problemi interni dell’Italia vengono in qualche modo spiegati dalla sola presenza stessa di immigrati stranieri, e dove le parole chiavi di questa loro apparente colpa sono clandestinità, criminalità e disobbedienza alle leggi. 
È evidente che il fenomeno del razzismo oggi ancora non sia stato radicalmente risolto, nonostante nel corso degli ultimi due secoli, siano stati compiuti veri e propri passi da gigante nel rispetto e nella tutela di tutto ciò che viene odiato perché diverso. Ma è davvero così difficile immaginare un mondo dove tutti i popoli vivano e coesistano insieme pensando al presente, senza rancori passati e senza rimarcare alcuna diversità di etnia, colore, origine, religione; dove non esistano confini umani tra un popolo e l’altro. “You may say, I’m a dreamer, but I’m not the only one”, come diceva John Lennon: voi direte che io sia una sognatrice, ma non sono l’unica. Mi auguro che un giorno tutte queste voci di lingua diversa si uniscano, che questi quasi sette miliardi di mani di colore diverso si stringano, e che il mondo finalmente diventi per davvero uno solo.
 
Margherita Greguol
 
 
 
Alcuni Link utili per saperne di più:
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Nel 1909 negli Stati Uniti si è tenuta la Prima Giornata della Donna. Cosa è cambiato in oltre un secolo? Tanti i risultati raggiunti, le conquiste delle donne in parità di genere, ma tanto resta ancora da fare.

La redazione carriereinternazionali.com vuole ricordare le origini di questa giornata di ispirazione internazionale e riflettere con voi sul significato di questa giornata.
 
La Giornata Internazionale delle Donne, nota come Festa della Donna, nasce dalle rivendicazioni delle militanti comuniste dei primi anni del ‘900, consapevoli dell’importanza di portare la discussione sulla situazione femminile al centro del dibattito politico internazionale.
Indetta per la prima volta di febbraio negli Stati Uniti, nel 1909, venne festeggiata per la prima volta l’8 marzo nel 1917 in Russia, data da allora in poi consacrata a ricordare al mondo che la condizione femminile è il fulcro dell’evoluzione sociale e del progresso civile.
In Italia la festa della donna si festeggiò per la prima volta nel 1922, sempre su iniziativa dei partiti di sinistra. Negli anni ’50 alla giornata dell’8 marzo venne associato il fiore della mimosa, simbolo della lotta delle donne contro l’usurpazione dei propri diritti.
Le Nazioni Unite hanno indetto il primo International Woman Day nel 1975; nel 1977 l’Assemblea Generale ha adottato una risoluzione per l’adozione annuale della Giornata della Donna da parte di tutti i paesi membri.
Oggi che senso ha festeggiare la Festa della Donna? Si può andare oltre il rituale dell’incontro con le amiche, le cene allegre e il regalo (atteso) di un fiore?
La situazione femminile soffre ancora enormi carenze e problematiche: violenza contro le donne, la lotta per la mutilazione genitale femminile, accesso all’istruzione, accesso al lavoro, parità retributiva, diritti civili e legali, pari dignità del ruolo materno, salute della donna, protezione contro le malattie sessualmente trasmissibili, pari dignità di fronte alla legge, pari opportunità e retribuzione.
E’ chiaro, però che le problematiche sono estremamente differenti nei diversi contesti di sviluppo.
Nei paesi in via di sviluppo, l’alto tasso di povertà inficia la partecipazione delle donne alla vita sociale e civile. Le famiglie, costrette a scelte di sopravvivenza prediligono spesso i maschi della famiglia, a scapito dalla condizione delle bambine che hanno minore accesso ad adeguata alimentazione e all’educazione. In alcuni contesti sociali, la nascita di una bambina è ancora considerata un problema e indicatore di questo sono orfanotrofi e centri di accoglienza con predominanza di bambine.
Le maggiori organizzazioni internazionali, continentali e nazionali dedicano molta attenzione alla questione, ma è chiaro che gli sforzi dall’alto spesso non sono sufficienti a superare il cosiddetto “gender gap”.
Le Nazioni Unite riservano un’importanza strategica alla condizione della donna tanto che nel 2010 l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha istituito UN Women - the United Nations Entity for Gender Equality and the Empowerment of Women - finalizzata a promuovere lo studio e la ricerca sulla situazione della donna e sostenere i programmi delle Nazioni Unite nelle diverse divisioni e agenzie, favorendo il coordinamento e la collaborazione nei programmi a sostegno della donna.
Due dei Millenium Development Goals sono dedicati proprio alla tutela della donna, il MDG 3 “Promote Gender Equality and empower women” e MDG5 “Improve maternal health”.
Tra i temi trattati negli ultimi anni in occasione dell’8 marzo, il Programma Alimentare Mondiale (PAM, WFP) ha voluto sottolineare come l’empowerment delle donne possa intensificare gli sforzi globali per porre fine alla fame nel mondo. Una dei programmi del PAM “Acquisti per il Progresso” (Purchase for Progress - P4P) è focalizzato proprio sul ruolo della donna nell'agricoltura. Si tratta di un’iniziativa che aiuta i piccoli agricoltori, in particolare le donne, a diventare attori competitivi del mercato attraverso la produzione di cibo destinato alla vendita e utilizzato nei programmi del WFP.
Ormai le policy e le programmazioni di organizzazione e agenzie internazionali danno un’importanza strategica all’empowerment delle donne nelle società, essendo stata dimostrata la stretta connessione tra lo sviluppo sociale, economico e culturale e il miglioramento della condizione femminile. Un esempio ne è l’azione di programmazione dell'UNDP che ha fatto del miglioramento della condizione della donna una delle variabili determinanti alla riduzione della povertà e dell’emarginazione sociale.
Nel campo della cooperazione allo sviluppo, molte le ong che si occupano della situazione femminile intervenendo con azioni specifiche nei diversi territori a sostegno dell’empowerment delle donne e del superamento dell’emarginazione sia nei contesti urbani che rurali.
Una nota a parte merita l’ambito del microcredito, dove l’esperienza della Grameen Bank è partita puntando le sue risorse sul coinvolgimento delle donne in Bangladesh nel microcredito per favorire la creazione di piccole attività economiche urbane e rurali condotte da donne. I risultati hanno dimostrato come la donna per una serie di ragioni psicologiche rappresenti una risorsa economica fondamentale e una garanzia sia in termini di sostenibilità delle iniziative economiche intraprese che di restituzione del debito.
Focalizzata sul ruolo della donna nella società e nella parità di accesso a posizioni sociali è invece  la posizione dell’Unione Europea e dell’Italia. Nei Paesi ad elevato indice di sviluppo umano, le problematiche sono maggiormente concentrate sulle possibilità reali di parità sebbene restino in sospeso questioni come la violenza sulle donne e l’alto indice di disoccupazione femminile aggravato dalla crisi economica.
In Europa, nel 2006 la Commissione Europea ha istituito un regolamento European Institute for Gender Equality (EIGE), con il quartier generale a Vilnius, il cui obiettivo principale è il potenziamento delle azioni per le pari opportunità nei settori di policy dell’Unione Europa. Il mainstream di genere è uno degli aspetti principali della programmazione europea a sostegno dei finanziamenti a livello regionale, nazionale ed europeo, riconoscendo la parità uomo-donna come uno dei principi fondamentali dell’Unione. EIGE ha individuato quattro indicatori per la valutazione della condizione femminile: conoscenza, tempo, potere, salute e due ambiti cross-over: disuguaglianze trasversali e violenza. L’obiettivo principale della policy europea è proprio quella di migliorare le performance di questi indicatori volti a dimostrare il progresso del ruolo civile e sociale della donna.
In Italia, il Dipartimento per le Pari Opportunità, istituito nel 1996, promuove l'indirizzo, la proposta e il coordinamento delle iniziative normative e amministrative in tutte le materie attinenti alla progettazione e alla attuazione delle politiche di pari opportunità e il coordinamento delle diverse politiche attuate a livello nazionale e regionale per la promozione della parità di genere.
 
La conclusione a nostro avviso è che sì, oggi ha ancora senso festeggiare questa giornata per ricordarci che la parità non esiste ancora e che è compito nostro promuoverla, partendo dall’8 marzo. Buona festa della donna a tutti!
 
Per approfondire:
 
Anna Caputo
 
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La World Intellectual Property Organization (WIPO) offre opportunità di internship per neo-laureati, cosa aspetti? Candidati subito!

 

Per altre opportunità simili, vai alla sezione “Nazioni Unite e Organizzazioni Internazionali

Ente: l’Organizzazione mondiale per la proprità intellettuale, WIPO, è una delle agenzie specializzate delle Nazioni Unite. La WIPO è stata creata nel 1967 con la finalità di incoraggiare l'attività creativa e promuovere la protezione della proprietà intellettuale nel mondo.

Dove: la sede non è specificata

Destinatari: i candidati devono essere in possesso di un titolo di Laura Triennale o superiore, nelle seguenti aree di studio: Scienza e Tecnologia, Finanza, Risorse Umane, Economia, Comunicazione,Tecnologia dell’informazione, Traduzione e Relazioni Internazionali.

Scadenza: è possibile candidarsi tutto l’anno

Durata: 3 – 6 mesi

Descrizione dell’offerta: il WIPO Internship Programme sostiene la missione del WIPO per promuovere l'innovazione e la creatività per lo sviluppo economico, sociale e culturale di tutti i paesi attraverso un sistema di proprietà intellettuale internazionale equilibrato ed efficace, consentendo agli stagisti di conoscere i valori e le iniziative della WIPO.

L' Internship Programme offre l'opportunità per i tirocinanti di completare la loro esperienza educativa e di sviluppare le loro competenze ed esperienze professionali attraverso la partecipazione ad uno stage in un contesto internazionale. 

 

Requisiti: 

Accademicii candidati devono essere in possesso di un titolo di Laurea Triennale o superiore, nelle seguenti aree di studio: Scienza e Tecnologia, Finanza, Risorse Umane, Economia, Comunicazione,Tecnologia dell’informazione, Traduzione e Relazioni Internazionali.

LinguisticiOttima conoscenza della Lingua Inglese e/o Francese. La conoscenza di un’ulteriore lingua lavorativa della WIPO (Arabo, Cinese, Coreano, Giapponese, Portoghese, Russo, Spagnolo, Tedesco)

Buone competenze informatiche (Word, Excel, Power Point) e buone capacità analitiche.

Documenti richiesti: CV aggiornato e Lettera di Motivazione

Retribuzioni: non previste

Guida all’application: i candidati devono inviare i propri documenti all’indirizzo e-mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Informazioni utili: per qualsiasi informazione sulle condizioni, consigli e precauzioni da intraprendere prima di raggiungere la destinazione assegnata o prescelta, si consiglia di visitare il sito del MAE “viaggiare sicuri”, presente tra i link utili. 

Esso fornirà indicazioni precise sulle condizione di accesso e di permanenza nei vari Paesi, nonché consigli sulle precauzioni da intraprendere. 

 

Link utili:

Ente

Specifiche Offerta

Viaggiare Sicuri

Contatti Utili:

World Intellectual Property Organization
34, chemin des Colombettes
CH-1211 Geneva 20, Switzerland

La redazione carriereinternazionali.com declina ogni responsabilità sull’attendibilità delle informazioni contenute nella scheda. Per informazioni in merito all’opportunità, contattare l’ente proponente.
 

 

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