Il 10 ottobre ricorre la Giornata Mondiale della Salute Mentale.
La redazione di carriereinternazionali.com ha deciso di dedicare qualche riflessione ad un tema importante e purtroppo spesso sottovalutato.
 
Dal 1992 ogni 10 ottobre si celebra la Giornata Mondiale della Salute Mentale voluta dalla Federazione Mondiale della Salute Mentale (WFMH), dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (WHO) e dalle Nazioni Unite per favorire la sensibilizzazione della comunità mondiale sul tema delle malattie e dei disturbi mentali.
L’Organizzazione Mondiale della Sanità definisce la salute mentale come “una delle componenti centrali del capitale umano, sociale ed economico delle nazioni e da considerare parte integrante delle politiche relative ai diritti di cittadinanza, all’assistenza sociale, all’educazione, al lavoro.”
Nel preambolo della Dichiarazione sulla Salute mentale per l’Europa, firmata ad Helsinki nel 2005 in occasione della Conferenza Ministeriale europea sulla salute mentale, si afferma che “la salute e il benessere mentale sono fondamentali per la qualità della vita e la produttività degli individui, delle famiglie, delle comunità e delle nazioni, poiché consentono di dare un significato alla vita e di essere cittadini attivi e creativi”. Ancora: “La finalità principale delle azioni esplicitate nell'ambito della salute mentale è quella di migliorare il benessere e la funzionalità delle persone, mettendone in evidenza i punti di forza e le risorse, rafforzandone la resistenza e stimolando i fattori di protezione esterni.”
Uno dei temi affrontati negli ultimi anni è stato “Vivere con la schizofrenia”. Un disturbo devastante ma trattatabile. Secondo studi, infatti, le persone che soffrono di schizofrenia e che superano questo disturbo in maniera completa o sufficiente per vivere autonomamente sono una percentuale compresa fra il 25% e il 60%.
L’obiettivo è quello di fare in modo che le persone affette da schizofrenia possano condurre un’esistenza il più possibile sana nonostante la malattia, lontano dal pregiudizio e dalla non curanza, e sentirsi, di conseguenza, parte integrante della società.
Nel 2012, i 53 Stati Membri della Regione Europea dell’OMS hanno siglato il piano d’azione Salute 2020. Tra i principali obiettivi dell’accordo, quello di favorire una politica di investimenti ben strutturati sulla ricerca, prevenzione e cura della malattie mentali.
In più occasioni, infatti, l’OMS ha ribadito come debba necessariamente cambiare la comune tendenza a considerare una spesa piuttosto che un investimento le risorse finanziarie destinate alle campagne di promozione e di prevenzione del benessere psicofisico, e sottolineando più e più volte il ruolo fondamentale della ricerca in questo campo. Il benessere e la salute mentale, infatti, sono una componente fondamentale non solo per la qualità della vita degli individui e delle famiglie, ma anche per la produttività e il contributo che ogni cittadino può apportare all’economia della società.
La salute mentale è un diritto umano, e come tale deve essere parte integrante delle politiche sociali poste in essere, al pari dell’ educazione e dello sviluppo. Ogni Stato ha il compito di contrastare la discriminazione e l’emarginazione sociale, fornire servizi d’informazione e assistenza efficaci e adeguati, e favorire il reinserimento in società delle persone che hanno sperimentato seri disturbi di salute mentale.
Il tema della sanità mentale, inoltre, si ricollega anche alla Giornata Internazionale della Gioventù celebrata il 12 agosto e dedicata, lo stesso anno, ai giovani e alle malattie mentali. Anche in questa occasione, l’OMS ha ribadito come, proprio in relazione all’importanza che i giovani rivestono all’interno della società, siano questi i primi a dover essere protetti e tutelati e i primi a cui debba essere garantita la possibilità di integrarsi a pieno titolo nella comunità.
 
 
Cinzia Savarino
 
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La Giornata Mondiale per la Riduzione dei Disastri Naturali cade dal 1989 ogni anno il secondo mercoledì del mese di ottobre. Tuttavia, con la risoluzione 64/200 del 2009 l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha deciso di designare il 13 ottobre come data fissa per celebrarla. Festeggiando questa giornata, si tenta di diffondere la consapevolezza dell’importanza di ridurre i rischi e di prevenire le catastrofi naturali nel mondo. Inoltre ogni anno la giornata viene accompagnata da una campagna dedicata ad un target specifico di persone colpite dai disastri naturali: ad esempio, sono stati destinatari di queste campagne i giovani e i bambini nel 2011, le donne nel 2012  
Il lavoro delle Nazioni Unite, dei governi nazionali e di migliaia di ONG ha portato a enormi risultati in termini di riflessione sugli scenari di creazione e di prevenzione dei disastri naturali. Non dimentichiamo che molto spesso  l’intervento umano è determinante nel provocare le catastrofi naturali, considerando che più della metà delle foreste sono scomparse e che l’espansione dei deserti e la devastazione delle terre coltivabili minaccia circa un quarto della superficie terrestre complessiva: per questo motivo bisogna disporre le misure necessarie per evitare che questo accada, risparmiando cosi enormemente anche sui costi di assistenza umanitaria e riparazione.
I disastri naturali avvengono per svariate ragioni. Innanzitutto, numerosi studi confermano l’aumento del rischio di catastrofi connesse alle condizioni climatiche, che stanno gradualmente innanzando la temperatura media, il livello dei mari e la quantità delle precipitazioni atmosferiche. Inoltre la continua urbanizzazione si concentra sempre maggiormente nei luoghi più popolosi e vulnerabili ai terremoti e colpiti da alluvioni e tsunami. Infine, la povertà e le diseguaglianze socio-economiche costituiscono un fattore centrale, in quanto l’inadeguatezza delle infrastrutture e la limitata capacità dei paesi meno sviluppati di investire nella prevenzione dei rischi: basta riportare a mente esempi quali l’uragano Katrina negli Stati Uniti e lo tsunami ad Haiti, che hanno colpito zone di estrema povertà.
Negli corso degli anni sono stati condotti numerosi studi che hanno registrato una situazione disastrosa, sia nei paesi lontani che nei paesi a noi vicini. Soltanto nel 2012 ci sono state più di trecento catastrofi naturali che hanno colpito quasi 120 milioni di persone in tutto il mondo, provocando danni economici non indifferenti. Oltretutto i rapidi e continui cambiamenti climatici fanno crescere ogni anni il costo finanziario per la riparazione dei danni da loro prodotti. E’ per questo che la prevenzione è cruciale non solo per salvare l’ambiente e vite umane, ma anche in termini prettamente economici, considerando che il rischio di perdere la ricchezza nei disastri naturali è quasi superiore alla velocità con cui questa stessa ricchezza viene prodotta. Per questo motivo i governi devono investire nella diagnosi dei rischi, nella formulazione di idee sulla riduzione dei rischi e nello sviluppo di sistemi di allerta. L’assetto delle città va pianificato in modo tale che si tenga conto della situazione del terreno singolo su cui si sta andando ad edificare, e andrebbero abbracciati maggiormente i principi di urbanizzazione sostenibile, soprattutto nelle baraccopoli e nelle sistemazioni di fortuna.
Nel 2012 l’Unione Europea ha finanziato un progetto chiamato “Enhance”, con lo scopo principale di sviluppare e analizzare nuove metodologie atte a migliorare la resilienza della società agli impatti provocati dalle catastrofi naturali. Questo progetto prevede ti portare a risultati visibili entro il 2016, tenendo conto anche del cambiamento climatico e dell’incertezza previsionale. In Italia invece  l’Agenzia Italiana Risposta emergenze (AGIRE) ha portato avanti la campagna “Futuro da proteggere”, utilizzando come foto di sfondo quello di una donna incinta, sul cui ventre appaiono immagini di siccità, terremoti e inondazioni, le tre tipologie di catastrofi naturali a più alto impatto. Oltre a questi progetti, sono stati portati avanti diversi progetti in varie città europee, come il progetto fotografico per la sensibilizzazione ai disastri naturali, e il progetto di pubblicità all’interno dei mezzi pubblici.
L'invito è quindi quello di proteggere il futuro del nostro pianeta attraverso progetti che riducano l'impatto delle catastrofi naturali e permettano di salvare vite umane, oltre che di risparmiare risorse indispensabili per la nostra sopravvivenza e per la salvaguardia dell’ambiente.
 
 
Elena Pivanti
 
 
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Il 2 ottobre è un giorno noto a tutti non solo per essere la data di nascita del Mahatma Gandhi, quest’anno al suo 145°anniversario, ma anche in quanto Giornata Internazionale della Nonviolenza proprio in suo onore.
Tale giornata è stata promossa dall'Assemblea Generale delle Nazioni Unite il 15 giugno 2007 e fu celebrata per la prima volta il 2 ottobre 2007. La risoluzione  dell’Assemblea Generale (A/RES/61/271) fu presentata per conto dei 140 co-sostenitori, dal Ministro degli Esteri dell’India Anand Sharma il quale dichiarò che l’ampio sostegno ricevuto da più parti rifletteva il rispetto universale per il Mahatma Gandhi e che che la non-violenza è la più grande forza a disposizione del genere umano.
A quanto pare però, se nella teoria ognuno era concorde al contenuto della risoluzione, nella realtà non sempre è stato così: lo dimostra il fatto che, si guardi il caso, pochi giorni dopo il 15 giugno 2007, precisamente il 21 giugno dello stesso anno, dopo che ONU aveva approvato la risoluzione in questione chiedendo a tutti i membri delle Nazioni Unite di commemorare il 2 ottobre in maniera adeguata così da <<divulgare il messaggio della nonviolenza anche attraverso l'informazione e la consapevolezza pubblica>> al Parlamento Europeo si approvava una risoluzione per l’unificazione della disciplina sul commercio di armi, attività non del tutto in linea con quanto espresso nel documento precedente considerando il fatto che il principio della nonviolenza ripugna l'uso della violenza fisica o verbale al fine di raggiungere obiettivi sociali o cambiamenti politici.
Per quanto si pensi che Gandhi sia l’inventore della “disobbedienza civile”, altro modo per definire la nonviolenza, la storia ci dà torto: tale principio è di origine antichissima e si può dire che se ne riscontrano tracce in numerosi testi sacri e filosofici di epoche fra loro molto differenti. Oltre ad essere comunemente previsto nel Buddhismo, nel jainismo e nel taoismo di tale concetto se ne fecero portatori tutti i più grandi della storia, da Martin Luther King a Tolstoj fino ad arrivare a Gandhi, a cui è riconosciuto il merito di esserne stato il maggiore promotore, sino ancora ai più recenti Aung San Su Kyi ed Aldo Capitini, quest’ultimo fondatore di “Movimento nonviolento” (movimento che ha introdotto in Italia il pensiero ed il metodo di Gandhi) il quale, per questa occasione, ha promosso un'iniziativa comune nazionale in collaborazione con la Rete Italiana Disarmo. Tutti gli aderenti, i simpatizzanti, i singoli amici della nonviolenza, gruppi e centri e movimenti per la pace e la nonviolenza, sono stati invitati ad organizzare nella propria città o nel proprio paese un'iniziativa pubblica: una presenza in piazza, un banchetto, l'esposizione della nostra bandiera, una conferenza, una fiaccolata, la distribuzione di un volantino; un'azione che il 2 ottobre collegherà idealmente tutte le realtà impegnate nella campagna per il disarmo.
Infine altro evento importante è quello previsto dall sito “Construyamos espacios no violentos” (trad:“costruiamo spazi nonviolenti”)il quale ha lanciato una campagna virtuale nei social networks per la stessa occasione: una campagna semplice e rapida per una diffusione di massa del tema della nonviolenza per la quale gni persona che aderisce o gruppo dovrà postare un selfie di se stesso nella propria pagina di  Facebook, Twitter o Google + sul tema della nonviolenza (una frase, un símbolo, ecc.)accompagnato dall’hashtag  #diadelanoviolencia #nonviolenceday e condividerlo. Insomma un piccolo gesto da cui può derivare un grande aiuto.
 
Per conoscere gli eventi diffusi in tutta Italia vai al link.
 
Documenti:
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<<Lo scopo del nostro lavoro è garantire un mondo più pacifico (…) Combattiamo per la pace e difendiamola con tutte le nostre forze>> Ban Ki-moon, 21 settembre 2013.
 
È alquanto bizzarro parlare di “pace” ultimamente, specie per via dei conflitti che attualmente dilaniano il mondo. Dalla Palestina all’Ucraina sembra che l’uomo abbia dimenticato cosa significhi CON-vivere coi suoi simili. Ancora più bizzarro è parlare di pace proprio a più di cento anni dall’inizio della Grande Guerra, il primo dei due conflitti mondiali che tolsero la vita a milioni di persone e condizionarono l’esistenza di altrettante migliaia.
Da allora la maggior parte delle guerre scoppiate fino ad oggi sono stati conflitti interni. Solo 6 di questi 103 cominciati fra il 1989 e il 1997 hanno infatti avuto portata internazionale. Un dato che potrebbe sembrare minimizzante se non fosse per il fatto che, in proporzione, le vittime sono state per la maggior parte civili: dal 70% della seconda guerra mondiale al 90% nei conflitti degli anni ’90.
Proprio al fine di sensibilizzare la popolazione mondiale all’ideale della pace è stata istituita un’apposita giornata internazionale, appunto la “Giornata Internazionale della Pace” la quale ricorre il 21 settembre di ogni anno.
La prima fu promossa il 30 novembre 1981dall' Assemblea Generale delle Nazioni Unite tramite la risoluzione 36/67 con la quale si  dichiarò che dall’anno successivo, nel 1982, sarebbe stato designato il terzo giovedì di settembre di ogni anno come il giorno prescelto per dare luogo a tale evento. Fu solo dopo una campagna di Jeremy Gilley e della organizzazione Peace One Day, il 7 settembre del 2001, che l'Assemblea Generale delle Nazioni Unite approvò la risoluzione 55/282 tramite la quale dichiarò che, a partire dal 2002, la Giornata Internazionale della Pace sarebbe stata celebrata esclusivamente il 21 settembre di ogni anno rendendolo così il giorno del “Cessate il fuoco”.
L’intento è da sempre quello di rivolgere a tutti un invito a cessare le ostilità e a festeggiare degnamente questa ricorrenza proponendo ogni anno un tema diverso (seppur inerente) che poi le scuole, i comitati cittadini, le associazioni nonché gli enti locali e nazionali dei vari paesi dell’ONU e le istituzioni europee ed internazionali affrontano tramite conferenze, concerti, iniziative online, flashmob ed altri eventi simili
 
 
 
Risorse:
 
Messaggio Segretario generale ONU
Video  
 
Francesca Pedace
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La WIPO, agenzia dell’ONU, offre internships non retribuite agli studenti interessati ad acquisire nuove competenze in un settore creativo e stimolante
 
Per altre opportunità simili andate alla sezione Nazioni Unite e Organizzazioni Internazionali
 
Ente: World Intellectual Property Organization (Organizzazione Mondiale per la Proprietà Intellettuale) è un’organizzazione internazionale, agenzia dell’ONU, con sede a Ginevra. E’ stata fondata nel 1967 e ad oggi è formata da 187 stati membri.
Obiettivo della WIPO è promuovere lo sviluppo di un unico sistema di tutela e protezione della proprietà intellettuale a livello internazionale, attraverso l’armonizzazione  delle diverse legislazioni nazionali, lo scambio di informazioni tra gli stati membri e la risoluzione delle controversie in materia.
Per protezione della “proprietà intellettuale” si fa riferimento all’insieme dei principi che tutelano giuridicamente i frutti dell'attività creativa e inventiva umana, come ad esempio le opere artistiche e letterarie, le invenzioni industriali e i modelli di utilità, il design, i marchi. Il concetto comprende tre grandi aree: diritto d'autore, diritto dei brevetti e diritto dei marchi.
 
Dove: Ginevra, Svizzera
 
Destinatari: studenti con un background in legge, particolarmente nel settore della proprietà intellettuale, ma anche in altri ambiti di rilievo per l’attività dell’organizzazione (tecnologia e tecnologia dell’informazione, finanza, risorse umane, economia, comunicazione, traduzione, relazioni internazionali)
 
Quando la domanda deve essere presentata entro 2 anni dal conseguimento del più recente diploma di laurea.
La durata prevista va da 3 a 6 mesi per gli studenti con laurea di primo livello, e da 6 a 12 mesi per gli studenti iscritti a un corso di laurea di secondo livello o con laurea di secondo livello
 
Scadenza: possibilità di candidarsi tutto l'anno
 
Descrizione dell’offerta: Il programma di internship WIPO fa proprio l’obiettivo dell’organizzazione: promuovere creatività e innovazione, per garantire lo sviluppo economico, sociale e culturale di tutti i paesi membri grazie a un sistema internazionale di tutela della proprietà intellettuale equilibrato ed efficiente.
E’ previsto un pieno coinvolgimento del tirocinante nelle iniziative dell’organizzazione, in un contesto internazionale e stimolante, che ne favorirà la crescita umana e professionale.
 
Requisiti:
istruzione: essere in possesso di un diploma di laurea di primo livello. Possono presentare domanda anche studenti iscritti a un corso di laurea di secondo livello, o in possesso di diploma di laurea di secondo livello. E’ necessario presentare domanda entro 2 anni dal conseguimento del più recente diploma di laurea.
linguistici: conoscenza molto buona di inglese e/o francese. La conoscenza di una delle lingue di lavoro della WIPO (arabo, cinese, portoghese, spagnolo, russo) costituisce un elemento a vostro favore
-informatici: ottima conoscenza di World, Excel, Powerpoint e altre applicazioni di rilievo
- buone capacità analitiche
 
Documentirichiesti: curriculum vitae e lettera motivazionale. Se assunti viene richiesta copia del diploma di laurea di primo livello e certificazione che attesti l’eventuale iscrizione a un corso di laurea di secondo livello
 
Costi/Retribuzione: non specificato
 
Guida all’application: inviare CV e lettera motivazionale all’indirizzo Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
 
Informazioni utili: Ginevra è la seconda città più popolata della Svizzera. E’ sede di un aeroporto internazionale, uno dei tre del paese. E’ facile muoversi in città grazie all’efficiente rete di trasporti(bus, treni, battelli). Ginevra è anche una città estremamente amichevole per ciclisti e pedoni. Ogni prima domenica del mese, da maggio a ottobre, viene organizzata la “domenica a piedi”; ogni primo sabato, da aprile a settembre, il “sabato in bici”. Informazioni per l’affitto di biciclette si possono reperire qui.
 
Link utili:
Qui trovate alcuni consigli dell’Università di Ginevra per trovare un alloggio.
 
Contatti utili:
Headquarters
World Intellectual Property Organization
34, chemin des Colombettes
CH-1211 Geneva 20, Switzerland
 
A cura di Silvia Staffa
 
La redazione carriereinternazionali.com declina ogni responsabilità sull’attendibilità delle informazioni contenute nella scheda. Per informazioni in merito all’opportunità, contattare l’ente proponente.
 
LA REDAZIONE
Le Nazioni Unite ogni anno offrono ai giovani laureati la possibilità di contribuire a migliorare migliaia di vite e fare un’esperienza indimenticabile.
 
Per altre opportunità simili, andate alla sezione “Nazioni Unite e Organizzazioni Internazionali
 
Ente: Le Nazioni Unite (UN) nascono per mantenere la pace nel mondo, e hanno creato un programma di volontariato per promuovere lo sviluppo economico, politico e sociale nei paesi più disagiati e bisognosi.
 
Dove: Sud Africa, America Latina, Asia, Europa
 
Destinatari: Laureati
 
Quando: Tutto l’anno
 
Scadenza: Iscrizioni aperte tutto l’anno
 
Descrizione dell’offerta: A seconda del paese in si verrà mandati si possono ricoprire svariati ruoli, che vanno dall’aiutare i bambini, al procurare e distribuire cibo, al promuovere l'educazione e l’insegnamento, al preservare l’ambiente.
 
Requisiti: -Avere almeno 25 anni
-Avere alle spalle almeno due anni di esperienza lavorativa
-Avere un ottima conoscenza di almeno una tra le seguenti lingue: Inglese, Francese e Spagnolo
 
Documenti richiesti: -assicurazione sulla vita
-certificato medico
 
Costi: Le Nazioni Unite forniscono ai volontari un compenso mensile (NON è una forma di retribuzione o di salario) per coprire le spese e le necessità primarie.
 
Guida all’application:
 
Informazioni utili:
Per scoprire di più sull’attività di volontariato clicca qui: Frequently Asked Questions, oppure How to volunteer.
 
 
Contatti utili:Per avere informazioni generali si possono chiamare i seguenti numeri:
Tel: +49-228-815 2000
Fax: +49-228-815 2001
Indirizzi:United Nations Volunteers
Postfach 260 111
D-53153 Bonn
Germany
Indirizzo Postale:
UN Volunteers 
UN Campus
Platz der Vereinten Nationen 1
53113 Bonn, Germany
 
A cura di Elena Pivanti
 
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La redazione carriereinternazionali.com declina ogni responsabilità sull’attendibilità delle informazioni contenute nella scheda. Per informazioni in merito all’opportunità, contattare l’ente proponente.
 
LA REDAZIONE
Mental Health Matters! è lo slogan con cui quest’anno si celebra la Giornata Internazionale della Gioventù.
Il 17 dicembre del 1999 l’ Assemblea Generale delle Nazioni Unite approvava, con risoluzione 54/120,  la proposta avanzata in occasione della Conferenza Mondiale dei Ministri della Gioventù (Lisbona, 8-12 agosto 1998) affinché il 12 agosto fosse proclamato l’ International Youth Day con lo scopo di raccogliere fondi per avviare la campagna di informazione in sostegno del Fondo delle Nazioni Unite per la Gioventù (oggi UNDEF: Fondo della Nazioni Unite per la democrazia, che raccoglie al suo interno più aree tematiche: Sviluppo della Comunità, Stato di diritto e diritti umani, Strumenti per la democratizzazione, Comunicazioni, Donne e Gioventù).
L’ Assemblea Generale aveva, inoltre, aggiunto la proposta di organizzare attività di informazione pubblica a tutti i livelli per valorizzare e promuovere il World Programme of Action for Youth adottato dalle Nazioni Unite nel 1995 allo scopo di sostenere l’ attuazione di nuove politiche nazionali in favore dei giovani e rafforzare la loro partecipazione attiva allo sviluppo economico e sociale, in collaborazione con enti governativi e ONG. Nel preambolo, infatti, si dichiara che “i giovani rappresentano i soggetti, i beneficiari e le vittime dei maggiori cambiamenti sociali, e sono generalmente confrontati al paradosso di cercare di integrarsi nell’ ordine esistente e di essere, nel contempo, la forza di cambiamento di tale ordine.”
Alla luce di quanto espresso nel preambolo, l’ obiettivo, ad oggi, è quello di approfondire ogni anno un argomento di interesse comune che sia legato a favorire una maggiore partecipazione ed integrazione dei giovani all’ interno delle politiche economiche, sociali e di sviluppo a livello mondiale attraverso il lancio di iniziative, manifestazioni, esposizioni, dibattiti, ecc.. allo scopo di creare un confronto diretto ed efficace fra realtà diverse per raggiungere nuovi e stimolanti obiettivi.
Il tema di quest’ anno è “I giovani e la salute mentale”. Un argomento da non sottovalutare. Difatti molti giovani in condizioni di salute precaria sono vittime di discriminazione ed emarginazione, molto spesso costretti ad auto isolarsi per paura di essere derisi e non capiti. Questa è stata anche una delle questioni affrontate durante la  Conferenza di Colombo tenutasi in Sri Lanka dal 6 al 10 maggio scorso, in cui  è emerso, grazie all’ annuale rapporto della WHO, come i giovani con problemi psichici fra i 14 ed i 24 anni siano i soggetti più a rischio di emarginazione e discriminazione, con un conseguente aggravamento della loro condizione mentale. L’Organizzazione Mondiale della Sanità definisce, difatti, la salute mentale come “una delle componenti centrali del capitale umano, sociale ed economico delle nazioni e da considerare parte integrante delle politiche relative ai diritti di cittadinanza, all’assistenza sociale, all’educazione, al lavoro.”
Un tema del genere, se lo si relaziona all’importanza che i giovani rivestono all’ interno della società, arriva inevitabilmente ad assumere un carattere di fondamentale rilevanza, degno della massima attenzione. Sono necessarie, infatti, collaborazione e cooperazione affinché si possa assicurare ai giovani che versano in condizioni di salute mentale precaria un posto nella società in una situazione di non discriminazione al sicuro da diffidenza ed emarginazione, attraverso l’aiuto di istituzioni, enti, associazioni ed operatori.
UN DESA, il Dipartimento delle Nazioni Unite per gli Affari Economici e Sociali, attraverso il Focal Point on Youth e l’ Inter-Agency Network on Youth Development, si impegna a promuovere un approccio innovativo basato sulla multiculturalità e multidimensionalità per far fronte alle questioni riguardanti la salute mentale, promuovendo l’integrazione anche di questi giovani per poter loro permettere di realizzarsi a livello umano e professionale.  
Le Nazioni Unite, attraverso questa Giornata, invitano non solo i giovani, ma la società tutta, ad aderire alla campagna per accrescere la sensibilizzazione delle persone sui temi legati alla salute mentale dei giovani, cercando di vincere la diffidenza che li circonda.
 
Cinzia Savarino
 
 Link d’ interesse:
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Sei hai meno di 28 anni e una Laurea non perdere questa occasione, candidati subito per il Fellowship Programme UNDESA!

 

Per altre opportunità simili, vai alla sezione Nazioni Unite e Organizzazioni Internazionali

 

Ente: Il Dipartimento delle Nazioni Unite per gli Affari Economici e Sociali (DESA) fa parte del Segretariato delle Nazioni Unite ed è responsabile del follow-up delle conferenze delle Nazioni Unite, nonché dei servizi al Consiglio Economico e Sociale delle Nazioni Unite. UNDESA assiste paesi in tutto il mondo con l'obiettivo di soddisfare le loro sfide economiche, sociali e ambientali. Fornisce una vasta gamma di prodotti di analisi, consulenza politica e assistenza tecnica, traduce efficacemente gli impegni globali nei settori economico, sociale e ambientale, nelle politiche e azioni nazionali e continua a svolgere un ruolo chiave nel monitoraggio dei progressi verso concordati a livello internazionale e obiettivi di sviluppo.

È  anche un membro del Gruppo di Sviluppo delle Nazioni Unite.

UNDESA Fellowship Programme è uno dei più prestigiosi programmi di recruitment delle Nazioni Unite nonché uno delle modalità di accesso alla carriera all'interno dell'ONU e delle diverse Organizzazioni. Sebbene, il Fellowship non dia garanzia di prosecuzione alla scadenza degli 11 mesi, è però vero che molti partecipanti al programma hanno proseguito la loro carriera nell'ambito ONU.

 

Dove: Varie sedi

 

Durata: Le borse hanno la durata di circa un anno e prima dell’assunzione dell’incarico presso i paesi di destinazione, prevedono un corso di formazione di due settimane in Italia

 

Scadenza: È possibile inviare la propria candidatura entro il 15 giugno 2018 alle ore 15 (ora italiana)

 

Destinatari: Giovani di 28 anni o meno in possesso di una Laurea Magistrale o un Master o equivalente

 

Descrizione dell’offerta: Il programma di borse di studio si propone di contribuire ad aumentare l'efficacia delle risorse istituzionali e umane nei paesi di destinazione, attraverso il contributo di esperti Fellows collocati in importanti enti di aiuto allo sviluppo, di interagire con le entità di aiuto allo sviluppo e di comprendere i meccanismi e le procedure di cooperazione multilaterale. Il Fellowship Programme effettua un recruitment su base nazionale. Le candidature subiscono un primo processo di selezione al quartier generale dell'ONU dove sono individuati anche le vacancy da coprire in relazione alla quota paese nelle diverse organizzazioni/ agenzie; tali vacancy sono abbinate ai profili dei partecipanti selezionati nella prima fase. La seconda fase di selezione avviene in Italia sotto la responsabilità dell'ufficio UNDESA nazionale. Una volta selezionati, i/le partecipanti:

- Partecipano ad un corso di formazione per i candidati selezionati su diversi aspetti relativi alle attività di cooperazione allo sviluppo internazionale e, in particolare, sulla pianificazione e realizzazione di progetti. La formazione è prevista prima della partenza a partire da dicembre 2018

-  Faranno tirocinio in un Paese in via di sviluppo per conoscere le modalità e le procedure di assistenza tecnica. I borsisti saranno tenuti a concentrare i loro incarichi sulla ricerca, sull’individuazione delle attività e dei progetti da presentare per il finanziamento alla comunità dei donatori, sull'assistenza ai paesi ospitanti nella formulazione delle loro richieste di cooperazione tecnica internazionale e sullo scambio di conoscenze ed esperienze in materia di cooperazione internazionale allo sviluppo con le autorità locali e le ONG nazionali. Il periodo di tirocinio è da gennaio a dicembre 2019

 

Requisiti: I candidati dovranno essere in possesso dei seguenti requisiti:

- 28 anni o più giovani (nati il o dopo il 1 gennaio 1990)

- Possedere la nazionalità italiana

- Avere un’ottima conoscenza della lingua inglese e italiana

- Avere ottenuto una laurea specialistica/magistrale o una laurea magistrale a ciclo unico o una laurea triennale accompagnata da un titolo di Master universitario

 

Guida all’application: I potenziali candidati di nazionalità italiana dovranno inviare la loro candidatura online utilizzando la piattaforma “Online Web Application” (vedi Link utili) e, dopo essersi registrati al sito, compilare tutti i campi obbligatori e caricare la seguente documentazione in pdf di dimensione massima di 1 MB:  

- Lettera di motivazione in inglese

- Copia del più recente diploma di laurea ottenuto (o modulo rilevante di autocertificazione)

 

Link utili:

Link alla piattaforma per la candidatura

Pagina della Fellowship

UNDESA homepage

 

Contatti utili:

Viale delle Terme di Caracalla

00153 Roma, Italia
Tel: (+39) 06 5705 4638

Fax: (+39) 06 5705 4075

Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. 

 

 

A Cura di Ruino Martina Pia

 

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LA REDAZIONE

   

Scopri se sei un vero tifoso dei Mondiali di calcio cliccando qui e rispondendo a queste 4 domande! Durante il quiz, inoltre, potrai conoscere anche in che modo il Programma Alimentare Mondiale (WFP) lavora per un mondo libero dalla fame!
L’agenzia delle Nazioni Unite  WFP è in prima linea nella lotta contro la fame, sempre pronta a rispondere tempestivamente alle emergenze, salvando vite umane e portando cibo agli affamati e a chi è più vulnerabile.
Il WFP lavora anche perché gli affamati possano raggiungere una sicurezza alimentare nel futuro, attraverso programmi di assistenza alimentare che siano strumentali alla costruzione di beni, alla diffusione della conoscenza e alla crescita di  comunità più forti e più dinamiche.
Un esempio è il programma di pasti scolastici: il WFP fornisce cibo a scuola a più di 20 milioni di studenti.  Il cibo, sotto forma di pasti scolastici,  incoraggia le famiglie a mandare i propri figli a lezione, dando loro anche una speranza in un futuro migliore. Un effetto altrettanto importante dei pasti scolastici è che, a stomaco pieno, i piccoli studenti riescono a concentrarsi maggiormente nello studio .
Con i programmi “Cibo in cambio di lavoro”, il WFP fornisce razioni alimentari in cambio di lavoro utile allo sviluppo della comunità.  Senza la preoccupazione di pensare a  dove e a come procurarsi il prossimo pasto, gli agricoltori possono dedicare più tempo ed energia alla costruzione di sistemi di irrigazione capaci di aumentare la produzione agricola.
Anche i progetti di “Cibo in cambio di formazione” permettono a chi non ha i mezzi di dedicare il proprio tempo all’apprendimento di mestieri quali l’apicoltura e il cucito o ad imparare a  leggere e scrivere, capacità che aiuteranno a rendersi  economicamente indipendenti.
Il WFP ha sviluppato specifiche competenze in diversi settori quali l’Analisi della Sicurezza Alimentare, la Nutrizione, l’Approvvigionamento Alimentare e la Logistica per rispondere al meglio ai bisogni di chi è affamato.
 
Link Utili: Per saperne di più sul WFP, restare sempre aggiornati e scoprire come poter contribuire a questo grandioso progetto, visita quiil sito ufficiale del Programma Alimentare Mondiale.
 
A cura di Silvia Cipullo
 
 
“Se sei interessato a conoscere meglio il mondo delle relazioni internazionali, se hai voglia di mettere alla prova le tue doti diplomatiche e capire se questa è la strada chefa per te, partecipa al Rome Model United Nationsla più grande simulazione Onu inItalia! Non perdere questa opportunità!”
 
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Hai voglia di metterti alla prova con un tirocinio presso un’agenzia dell’ONU? Allora l’UNRWA offre il programma di tirocinio più adatto a te! Candidati subito e potrai vivere una bellissima esperienza internazionale!
 
Per altre opportunità simili, vai alla sezione “Nazioni Unite e Organizzazioni Internazionali
 
Ente: l' Agenzia delle Nazioni Unite per il Soccorso e l'Occupazione (UNRWA) dei profughi palestinesi nel vicino oriente è un'agenzia di soccorso, di sviluppo, di istruzione, d'assistenza sanitaria, di servizi sociali e di aiuti di emergenza per gli oltre quattro milioni di profughi palestinesi che vivono in Giordania, Libano e Siria, Cisgiordania e la Striscia di Gaza. È l'unica agenzia dedicata solo ad aiutare i profughi provenienti da una regione o conflitto specifico. È separata dall'UNHCR, l'agenzia dell'ONU per i rifugiati, che è l'unica altra agenzia delle Nazioni Unite dedita ad aiutare i rifugiati e si occupa di aiutare tutti i rifugiati nel mondo. 
È stata istituita a seguito della guerra arabo-israeliana del 1948 da parte della Assemblea generale delle Nazioni Unite ai sensi della risoluzione 302 (IV), dell'8 dicembre 1949. 
Tutti i profughi palestinesi (secondo la definizione dell'UNRWA) che sono registrati con l'UNRWA e hanno bisogno di assistenza sono ammissibili di aiuto dall'UNRWA. 
 
Dove: Amman, Beirut o Gerusalemme
 
Destinatari: i candidati devono essere in possesso di una laurea Triennale ed essere iscritti ad un corso di Laurea Magistrale
 
Scadenza: è aperto tutto l’anno
 
Durata: fino ad 11 mesi
 
Descrizione dell’offerta: i candidati potranno imparare molto dal programma di internship promosso dall’UNRWA, i candidati potranno scegliere la duty station preferita per effettuare il proprio internship. 
 
Requisiti: 
  • - Essere studenti universitari;
  • - Buona conoscenza della Lingua Inglese
  •  
Documenti richiesti: CV e lettera di motivazione
 
Retribuzione: prevista ma non specificata
 
Guida all’application: i candidati dovranno inviare i documenti richiesti all’indirizzo e-mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. specificando il motivo della collaborazione
 
Informazioni utili: per qualsiasi informazione sulle condizioni, consigli e precauzioni da prendere prima di raggiungere la destinazione assegnata o prescelta, si consiglia di visitare il sito del MAE “viaggiare sicuri”, presente tra i link utili. 
Esso fornirà indicazioni precise sulle condizione di accesso e di permanenza nei vari Paesi, nonché consigli sulle precauzioni da intraprendere. 
 
Link utili:
 
A cura di Maria Chiara Properzi
 
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La Redazione

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