Gli studenti spesso lamentano un distacco troppo netto tra la realtà scolastica e universitaria e il mondo del lavoro, per sopperire a questa mancanza sono nati negli anni molti progetti di simulazione pratica che consentono agli studenti un approccio più diretto verso il mondo del lavoro. Nell’ambito delle carriere internazionali è il caso dei MUN (Model United Nations), simulazioni delle attività e dei lavori svolti da tutte le commissioni ONU, formalmente riconosciute e certificate dalle stesse Nazioni Unite. L’Italia in questo non è da meno rispetto ai paesi anglosassoni dove queste simulazioni sono nate, è il caso del RomeMUN, il Rome Model United Nations, che nel 2016 vedrà la realizzazione della sua settima edizione e che in così pochi anni è divenuta la simulazione Nazioni Unite più grande d’Europa per studenti universitari e una delle più grandi al mondo. Il Model ONU di Roma è organizzato da Giovani nel Mondo la stessa associazione che ha anche creato il conosciutissimo portale www.carriereinternazionali.com e che favorisce grazie al suo impegno l’ingresso dei giovani nel mondo del lavoro delle organizzazioni internazionali.
Il RomeMUN è diventato così conosciuto in pochi anni, oltre 10.000 application ricevute all’anno per i 2000 posti disponibili, grazie ad una formula vincente: un numero cospicuo di borse di studio disponibili, ben 100 per l’edizione 2016 per i candidati più meritevoli, collaborazione con decine di altri MUN nel mondo, per scambiarsi i migliori delegati in formula gratuita, supporto di prestigiosi enti istituzionali e internazionali, negli anni FAO, IFAD, Programma Alimentare Mondiale delle Nazioni Unite, Banca Mondiale, UNICEF, Commissione Europea, Ministero Affari Esteri, Presidenza del Consiglio dei Ministri, coinvolgimento di centinaia di associazioni internazionali e di numerosissime aziende e ONG, Ferrero, Eataly, Sheraton, Amnesty, Save the Children e altri, fondamentale è stata anche la partnership con decine di università sia italiane che straniere che informano gli studenti sul progetto e che spesso riconoscono loro dei crediti formativi per l’attività svolta e ultima ma non meno importante la possibilità di contare su uno staff di oltre 300 volontari presenti in circa 100 paesi al mondo.
Il Rome Model United Nations nell’arco di questi anni ha coinvolto circa 8000 studenti che si sono susseguiti nelle varie commissioni simulate e ben 1500 ragazzi che hanno lavorato come staff. Tantissime le personalità coinvolte a vario titolo negli anni, dall’Inviato ONU per i Giovani Ahmad Alhendawi, al Direttore Generale della FAO Graziano Da Silva, all’ex Ministro degli Esteri Giulio Terzi Sant’Agata, Franco Frattini, Staffan De Mistura, fino a personaggi del mondo dello spettacolo vicini al mondo Nazioni Unite come Albano Carrisi Ambasciatore di Buona Volontà della FAO.
Il topic RomeMUN 2016 sarà “I giovani e le sfide del nuovo millennio”, con l’attenzione dell’Assemblea Generale focalizzata sulla questione del disarmo e gli altri comitati concentrati sui nuovi obiettivi di sviluppo varati pochi mesi fa dalla comunità internazionale. Tuttavia RomeMUN non è solo una simulazione diplomatica. Dal 2012 il RomeMUN ha apportato un’innovazione a livello globale, inglobando nella simulazione l’azione di giovani formati sulla comunicazione, impegnati a lavorare come veri giornalisti delle maggiori testate internazionali. Un ulteriore esempio di intreccio tra verosimiglianza e realtà. L’interesse per l’aspetto giornalistico della simulazione è cresciuto al punto che quest’anno in contemporanea al RomeMUN ci sarà il RomePressGame: una quattro giorni di attività televisiva, giornalistica e radiofonica sostenuta da vere testate.
Ulteriori novità per i partecipanti di quest’anno: al RomeMUN potranno seguire una serie di workshop e di seminari per approfondire sia le soft skills più importanti sia capire come avere accesso ad una carriera nell’articolato mondo delle Nazioni Unite grazie all’incontro con funzionari ONU. Al termine di questi intensi giorni di lavoro ci sarà la possibilità di partecipare anche ad un’immensa fiera del lavoro: la Fiera di Orientamento alle Carriere Internazionali, dove aggirarsi tra numerosi stand a caccia di uno stage, un tirocinio o un lavoro offerto dai partner di RomeMUN.
Per entrare a far parte di questo mondo ricco di opportunità basta iscriversi e scegliere di mettersi in gioco grazie ad uno dei progetti internazionali più importanti d’Europa per Giovani, e tu cosa aspetti?
Per saperne di più e capire come funziona il mondo ROMEMUN, ascolta la voce dei protagonisti
 
Per informazioni contattare il team di RomeMUN Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
L'agenzia delle Nazioni Unite che si occupa dei rifugiati palestinesi dal 1950, offre opportunità di tirocinio aperte tutto l'anno sia negli uffici di Bruxelles che in quelli di New York
 
Ente: A seguito del 1948 conflitto arabo-israeliano, l'UNRWA (United Nations Relief and Works Agency for Palestine Refugees) è stato istituito con risoluzione dell'Assemblea generale delle Nazioni Unite 302 (IV) del 8 dicembre 1949 per occuparsi di programmi dedicati ai rifugiati palestinesi. L'Agenzia ha iniziato ad operare il 1 maggio 1950è finanziato quasi interamente da contributi volontari degli Stati membri delle Nazioni Unite. I servizi dell'Agenzia comprendono l' istruzione, l' assistenza sanitaria, il soccorso, i servizi sociali, le infrastrutture, la microfinanza e l' assistenza di emergenza, anche in tempi di conflitto armato.
 
Dove: Bruxelles o New york
 
Destinatari: Laureati con master
 
Durata: 3-6 mesi
 
Scadenza: Open
 
Descrizione dell'offerta: Secondo un tirocinio da svolgere preferibilmente a tempo pieno, come stagista contribuirai
  • A compiti di collegamento tra agenzie dell'UNRWA, organizzazioni non governative e donatori
  • Al lavoro di informazione pubblica
Gli stage offrono una preziosa opportunità di familiarizzare con le questioni di politica umanitaria e di sviluppo sostanziali e con il sistema delle Nazioni Unite
 
Requisiti:
Per la sede di Bruxelles
  • - Essere titolari di master o studenti iscritti ad esso o candidati con precedenti esperienze accademiche/stage 
  • - Si accolgono con favore anche le richieste di stage in amministrazione ufficio
  • - Stage di 6 mesi full time sono preferibili
Per la sede di New York
- Essere studenti iscritti ad un corso di master
 
Documenti richiesti:
Per la sede di Bruxelles
- CV
  • - Lettera motivazionale
  • - Consolidata conoscenza della lingua Inglese scritta e parlata
Per la sede di New York
  • - CV
  • - Lettera motivazionale
  • - Breve trattazione di un tema rilevante
  • - Consolidata conoscenza della lingua Inglese scritta e parlata
 
Retribuzioni: Non prevista
 
Guida all'application:
Per la sede di Bruxelles, inviare i documenti richiesti via email o via fax
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Per la sede di New York, inviare i documenti richiesti via email o via fax
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Fax: (+ 1917) 367 1988
 
Informazioni utili:Solo i candidati ritenuti idonei saranno ricontattati
 
Link utili:
 
Contatti utili:
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Per altre opportunità simili visitare la sezione Nazioni Unite e Organizzazioni internazionali
 
A cura di Annamaria Abbafati
 
La redazione carriereinternazionali.com declina ogni responsabilità sull’attendibilità delle informazioni contenute nella scheda. Per informazioni in merito all’opportunità, contattare l’ente proponente.
 
LA REDAZIONE
UNIDO offre l'opportunità di svolgere un'internship in un settore di grande rilievo come quello dello sviluppo industriale sostenibile. Un'occasione unica dall'ampio respiro internazionale
 
Ente: UNIDO è l'agenzia specializzata delle Nazioni Unite che promuove lo sviluppo industriale per la riduzione della povertà, la globalizzazione inclusiva e sostenibilità ambientale. Il mandato dell' Organizzazione delle Nazioni Unite per lo sviluppo industriale (UNIDO), come descritto nella Dichiarazione di Lima adottata in occasione della quindicesima sessione della Conferenza generale dell'UNIDO nel 2013, è quello di promuovere e accelerare lo sviluppo industriale (ISID) inclusivo e sostenibile nei paesi in via di sviluppo e nelle economie in transizione
 
Dove: Vienna
 
Destinatari: Laureati di primo livello iscritti a studi di secondo livello
 
Durata: Uno stage dura dai 3 ai 6 mesi e può essere esteso fino a 9 mesi
 
Scadenza: Open
 
Descrizione dell'offerta: L'Internship Programme UNIDO è stato istituito per gli studenti provenienti da diversi ambienti accademici. Il suo scopo è quello di promuovere una migliore comprensione delle finalità e degli obiettivi dell'Organizzazione e, allo stesso tempo, permettere agli stagisti di crearsi una panoramica su come sui metodi di risoluzione dei problemi delle economie in via di sviluppo. Come stagista vivrai un'esperienza pratica nelle attività di UNIDO, condurrai delle ricerca i programmi di lavoro promossi:
- Administration
- Advocacy and Communications
- Agriculture
- Business, Investment and Technology
- Conference Services
- Energy, Environment and Climate Change
- Gender Mainstreaming
- Internal Oversight
- Legal Affairs
- Programme and Project Management and Evaluation
- Research and Statistics
- Trade Capacity-building

Dipartimenti dove è possibile svolgere l'internship
- Office of the Director-General (ODG)
- Programme Development and Technical Cooperation Division (PTC)
- Programme Support and General Management Division (PSM)
- Office of the Deputy to the Director-General (DDG)
 
Requisiti:
  • - Laurea di primo livello o equivalente, e prova d'iscrizione ad un percorso di laurea di secondo livello al momento della candidatura
  • - Buona conoscenza della lingua inglese. La conoscenza di altre lingue ufficiali delle Nazioni Unite (francese, spagnolo, arabo, cinese e russo) è un vantaggio
  • - La cittadinanza di uno degli stati membri UNIDO costituisce un vantaggio
  • - Età compresa tra i 21 e i 35 anni
 
Documenti richiesti: Applicazione online
 
Retribuzioni: Non prevista
 
Guida all'application: Una volta scelto il campo di internship per cui presentare la candidatura, cliccare sul nome del campo presente nella pagina di presentazione dell'internship e procedere secondo i vari step indicati
 
Informazioni utili:Le domande devono essere presentate non prima di 6 mesi e non oltre 3 mesi prima dell'inizio del periodo di internship previsto. Prima dell'applicazione leggere attentamente le General Information and Conditions
 
Link utili:
 
Contatti utili: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
 
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A cura di Annamaria Abbafati
 
La redazione carriereinternazionali.com declina ogni responsabilità sull’attendibilità delle informazioni contenute nella scheda. Per informazioni in merito all’opportunità, contattare l’ente proponente. LA REDAZIONE
Ente: Segretariato Generale dell’Organizzazione delle Nazioni Unite (ONU)
 
Segretario Generale: l'attuale Segretario Genarale è Antonio Guterres, nominato il 1° gennaio 2017. La sua esperienza lo ha portato a ricoprire le più alte cariche dell'Organizzazione. Dal 2005 al 2015 è stato Alto Commissario ONU per i rifugiati
 
Data di fondazione: 26 giugno 1945 con la firma della Carta dell’ONU 
 
Collocazione:
Quartier generale 
760 United Nations Plaza, New York
New York 10017, United States
Uffici distaccati a Ginevra, Addis Abeba, Vienna, Nairobi, Bangkok, Beirut, Santiago
 
Obiettivi dell'Ente: il Segretariato Generale mira a gestire tutti i programmi e le politiche definiti dagli altri organi dell’ONU. Inoltre lo staff del Segretariato si prefigge i seguenti obiettivi: tenere costantemente informati i mass media di tutti i Paesi del mondo circa l’operato delle Nazioni Unite e organizzare conferenze internazionali per sensibilizzare i governi circa le problematiche che destano maggiore preoccupazione. In particolare, il Segretario Generale si propone di: conseguire uno sviluppo sostenibile; prevenire le più gravi minacce alla pace e alla sicurezza internazionale; offrire supporto ai Paesi che vivono momenti di transizione; lavorare per e con le nuove generazioni.
 
Attività dell'Ente: il Segretariato Generale svolge principalmente attività di carattere amministrativo sebbene tali attività coinvolgano i diversi ambiti di competenza dell’ONU. Ad esempio il Segretariato Generale gestisce le operazioni di pace (peacekeeping operations), media dopo l’insorgere di controversie internazionali, conduce studi e ricerche sui diritti umani e sui principali trend sociali, culturali ed economici fornendo materiale di supporto per gli altri organi dell’ONU. Dato l’ampio spettro di attività di cui si occupa il Segretariato Generale, esso è caratterizzato da una struttura molto complessa costituita da vari uffici e dipartimenti: 
 
Executive Office of the Secretary General (EOSG) si occupa della gestione dell’agenda del Segretario Generale. Infatti tra gli uffici che l’EOSG comprende al suo interno vi sono l’ufficio del Portavoce del Segretario Generale e l’ufficio del Cerimoniale. Inoltre l’EOSG accoglie i cosiddetti “messaggeri di pace”, i rappresentanti e gli inviati speciali
 
Office of Internal Oversight Services (OIOS) coadiuva il Segretario Generale nell’esercizio della sue responsabilità di supervisione nel rispetto delle risorse e dello staff dell’ONU (monitoraggio, controlli interni, ispezioni). Inoltre l’OIOS supporta gli Stati Membri dell’ONU e l’Organizzazione stessa nella lotta alle frodi, abusi, infrazioni e cattiva gestione delle risorse
 
Office of Legal Affairs (OLA) fornisce al Segretariato Generale e ai principali organi dell’ONU un servizio legale omogeneo e accentrato. L’OLA contribuisce anche alla codificazione e allo sviluppo progressivo del diritto internazionale pubblico e del diritto commerciale, monitora l’effettiva applicazione del diritto del mare e, dopo la firma di trattati, si erge ad ufficio per il deposito delle ratifiche qualora ciò sia richiesto dai trattati internazionali in questione   
Department of Political Affairs (DPA) promuove la soluzione pacifica e politica dei conflitti. A tal fine il DPA costituisce delle “missioni politiche” che vengono inviate sul campo e fa largo uso della cosiddetta “diplomazia preventiva” che negli ultimi decenni ha giocato un ruolo chiave nella riduzione dei conflitti armati
 
Office for Disarmament Affairs (ODA) promuove il disarmo nucleare e la non proliferazione, contrasta l’uso di armi chimiche e batteriologiche e cerca di limitare anche l’uso di determinate arme convenzionali come le mine
 
Department for Peacekeeping Operations (DPKO) gestisce le operazioni di mantenimento della pace che si prefiggono di creare le condizioni per l’instaurazione di un ambiente pacifico nei Paesi caratterizzati da conflitti armati
 
Department of Field Support (DFS) gestisce le missioni sul campo dal punto di vista delle risorse umane, dell’allocazione delle risorse finanziarie e della logistica
 
Office for the Coordination of Humanitarian Affairs (OCHA) si assicura che vengano date delle celeri risposte alle emergenze umanitarie. In tale contesto l’OCHA coordina gli sforzi umanitari internazionali e nazionali, sensibilizza l’opinione pubblica circa i diritti delle vittime delle emergenze umanitarie e favorisce l’adozione di soluzioni sostenibili
 
Office for Disaster Risk Reduction (UNISDR) è il punto di riferimento dell’ONU nel contesto  del coordinamento degli sforzi volti a ridurre disastri/catastrofi in tutto il mondo 
 
Department of Economic and Social Affairs (DESA) lavora a stretto contatto con governi dei Paesi membri dell’ONU e con I partner dell’Organizzazione per aiutare i Paesi del mondo in difficoltà a raggiungere i loro obiettivi economici, sociali e ambientali
 
Department for General Assembly and Conference Management (DGACM) con uno staff di 3400 persone, DGACM è l’ufficio più grande del Segretariato Generale. DGACM al suo interno accoglie ricercatori, organizzatori di eventi, traduttori, interpreti, grafici, designer, reporter che lavorano costantemente affinché l’ONU continui ad essere un foro di discussione internazionale
 
Department of Public Information (DPI) si occupa della diffusione delle notizie ufficiali dell’ONU, sottolinea le problematiche mondiali che suscitano maggiore preoccupazione, lavora con l’opinione pubblica e i mass media mondiali
 
Department of Safety and Security (DSS) monitora le aree del mondo e successivamente segnala le zone critiche che da un alto potrebbero ospitare soggetti in grado di minacciare la pace e la sicurezza internazionali 
 
Department of Management (DM) si occupa degli aspetti amministrativi e burocratici degli uffici centrali e periferici del Segretariato dell’ONU. I campi di competenza del DM sono i seguenti: risorse umane, budget, servizi centrali di supporto 
 
Opportunità dell'Ente: il Department of Management (DM) del Segretariato Generale gestisce il settore relativo alle opportunità di carriera  (UN Careers) e di tirocinio (Internships) in seno all’ONU. I percorsi di carriera (Careers paths) sono diversificati e multidisciplinari nel senso che variano dal punto di vista delle funzioni, degli uffici e degli ambiti lavorativi. Per quanto riguarda le categorie, lo staff dell’ONU si articola in: Professional and higher categories (P and D), General Service and related categories (G, TC, S, PIA, LT), National Professional Officers (NO), Field Service (FS), Senior Appointments (SG, DSG, USG and ASG). 
Il DM gestisce altresì i tirocini presso il Segretariato Generale, sede di New York (Internship Programme – United Nations Secretariat, New York). Tali tirocini mirano ad offrire a giovani laureati/e l’opportunità di trasformare le conoscenze teoriche in competenze pratiche. I tirocinanti, in tal modo, possono capire meglio le attività condotte dall’ONU in tutto il mondo e i principi universali ad esse sottesi. Infine, un tirocinio presso il Segretariato Generale può divenire il primo passo di una carriera professionale in seno all’ONU.
Per potersi candidare, occorre monitorare costantemente il sito careers.un.org in quanto le opportunità di carriera non vengono pubblicate sulla base di scadenze fisse e predeterminate, bensì compatibilmente con le necessità dei vari uffici/dipartimenti del Segretariato Generale
 
 
Link utili:
 
Ritalba Mazzara
Pubblicato in Istituzioni
Il Dibattito sui Diritti umani è sempre di maggiore attualità e pone sempre nuove questioni di tipo etico e morale. Oggi, alla luce dei nuovi problemi legati a queste tematiche, carriereinternazionali.com dedica un approfondimento in relazione alle connessioni con il problema dell'immigrazione e dei rifugiati e richiedenti asilo di tutelare il diritto alla vita. Nella prossima tappa del Carriere Internazionali In Tour a Napoli si discuterà proprio della formazione per lavorare nel settore.I diritti umani si configurano come garanzie giuridiche universali, poste a garanzia di individui e gruppi contro azioni a danno delle libertà fondamentali. La tutela dei diritti inalienabili dell'individuo è sancita dalla Dichiarazione universale dei diritti umani, documento promosso dalle Nazioni Unite firmato a Parigi il 10 dicembre del 1948. La Dichiarazione universale dei diritti umani è un codice etico di fondamentale importanza, frutto di un percorso che, partito dal Bill of Rights britannico del 1689, arriva fino a noi. Secondo la definizione originaria, i diritti umani sono: universali, inalienabili, interconnessi, interdipendenti e indivisibili. Ciò significa i diritti umani devono realizzarsi in ogni situazione, a prescindere dalle condizioni politiche, economiche, sociali e geografiche in cui si trovino gli esseri umani. La novità assoluta introdotta dalla Dichiarazione universale delle Nazioni Unite sta proprio nell'universalità di questo principio che, travalicando le frontiere statuali, si erge come guida dell'azione di qualsiasi governo o organizzazione.
 
Ci poniamo quindi il problema dei diritti umani: quali sono, cosa sono e come sia possibile misurare il livello del loro rispetto. Mrua come misurare i diritti umani? A questo scopo l'ufficio dell'Alto Commissario per i diritti umani ha stilato una breve e semplice guida, indirizzata a quanti siano interessati a capire cosa sia un diritto umano e in che cosa consista una sua violazione. A questo scopo l'OHCHR ha elaborato la nozione di “indicatore dei diritti umani”.
 
Un indicatore di diritti umani, secondo l'ufficio dell'Alto Commissario per i diritti umani, è un insieme di informazioni specifiche sullo stato e la condizione di un soggetto, evento, attività o risultato, relativo a norme e standard sui diritti umani; che si indirizza e riflette principi e preoccupazioni relative ai diritti umani, e che può essere utilizzato per valutare e monitorare la promozione e l'attuazione di questa categoria di diritti. Gli indicatori possono essere quantitativi o qualitativi. I primi sono generalmente considerati a livello di informazioni statistiche, mentre i secondi coprono tutte le informazioni articolate secondo una forma narrativa. Esempio dei primi sono dati statistici relativi al numero di popolazione scolastica in un determinato Paese, o il numero di esecuzioni capitali eseguite da un dato governo, mentre per quanto riguarda i dati qualitativi viene, ad esempio, valutato lo stato di ratifica di un trattato sui diritti umani in una nazione. I termini quantitativo e qualitativo, apparentemente contrapposti, sono in realtà profondamente complementari. Indicatori quantitativi possono facilitare analisi qualitative, così come un approccio qualitativo è complementare ad un rapporto quantitativo. Gli indicatori per i diritti umani possono essere categorizzati anche come indicatori fact-based e judgement-based, la cui distinzione riflette il contenuto informativo dell'indicatore in questione. Gli indicatori quindi, secondo questo approccio, si distinguono ulteriormente in oggettivi e soggettivi. Con i primi, si fa riferimento a fatti o eventi che, in principio, possono essere osservate o verificate direttamente, con i secondi, invece, si indicano percezioni, opinioni o giudizi, espressi da individui. Tale distinzione, vista la complessità della questione sui diritti umani e sul loro confine, spesso labile, è difficile da applicare, motivo per cui la dicotomia oggettivo-soggettivo non è considerata come essenziale per un'analisi sugli indicatori relativi ai diritti umani. In generale, quindi, gli indicatori per i diritti umani sono utilizzati sia per valutare programmi o progressi nei diritti umani. Nonostante l'importanza, la valutazione dei progressi nella promozione dei diritti umani è ancora alle prime fasi di sviluppo e pochi progressi sono stati compiuti verso lo sviluppo di sistemi comunemente accettati. Per il futuro è necessario far fronte alle sfide sulla progettazione dei diritti umani e sulla valutazione metodologica degli indicatori, che dovranno svilupparsi secondo una linea che tenga conto anche delle differenze culturali e di contesto.
 
La misurazione della “qualità” dei diritti individuali e la loro valutazione statistica e metodologica non è più un'esclusiva delle Nazioni Unite. Negli ultimi decenni, infatti, con il boom delle organizzazioni umanitarie, il monitoraggio delle violazioni e dei progetti indirizzati a migliorare la qualità dei diritti, è condiviso anche da enti privati come Human Rights Watch e Freedom House, che con il loro lavoro possono contribuire al miglioramento della valutazione e del monitoraggio dei diritti umani. Il tema dei diritti umani si configura come una delle più importanti sfide del presente e del futuro. Per avere una visione chiara su questa sfida che riguarda tutta la comunità internazionale, la comprensione degli indicatori, della loro importanza e del loro sviluppo è sempre più essenziale per non trovarsi impreparati di fronte alle crescenti richieste di attenzione per una tematica per troppo tempo messa in secondo piano e poco dibattuta anche dai più importanti attori governativi, e non,  del pianeta.
 
di Alessio Caschera
 
Il “Giorno della Memoria”, celebrato ogni anno il 27 Gennaio in commemorazione delle vittime dell'Olocausto, è un’occasione importante per riflettere e ribadire la volontà dell'uomo moderno di spezzare il continuum storico della violenza che ha accompagnato tutta la storia umana.
La Shoah è considerata, l'apice dell'inumanità, perché ha rappresentato un piano preciso e concreto messo in atto con metodi di sterminio sistematici e spietati. Mai prima di quel momento l'irrazionalità della violenza umana è stata legata in modo così terribile alla razionalità scientifica e tecnologica del progresso. Tuttavia, è doveroso ricordare, che sia prima che durante la guerra si è agito nella totale indifferenza e complicità dei popoli europei e non solo, basti pensare che le truppe straniere nelle Waffen-SS hanno superato per numero quelle tedesche, oppure che i treni di deportarti attraversavano le nostre città.
L’apertura del campo di concentramento di Auschwitz il 27 gennaio del 1945 ha spalancato gli occhi dell’uomo sul baratro in cui è capace di tuffarsi e di gettare il proprio simile.
Dunque, l’Olocausto non è ascrivibile e imputabile soltanto alla Germania nazista, ma riguarda tutti, come i numerosi genocidi avvenuti nella storia e troppo spesso dimenticati dagli storici e trascurati dai mezzi di informazione.
All’indomani della Seconda Guerra Mondiale, la costituzione delle Nazioni Unite aveva come obiettivo proprio la creazione di un’arena internazionale che potesse contribuire ad evitare il ripetersi di tale ignominia, ma evidentemente lo sforzo non è bastato.
A cominciare dagli stermini e le atrocità commesse dai colonizzatori europei nelle Americhe e in Africa, fino ad arrivare ai crimini commessi contro l'umanità nel XX° secolo. La storia dell’ultimo secolo è pieno di esempi. Il genocidio armeno, avvenuto nel 1915 è ancora oggi negato dalle autorità turche. Lo sterminio dei Khmer Rossi durante il regime di Pol Pot in Cambogia tra il '75-'79. Il massacro in Ruanda tra le etnie hutu e tutsi nel '94. I crimini contro l’umanità e la pulizia etnica nella Ex-Jugoslavia tra il ‘94 e il ‘95. La terribile guerra civile con sospetti di pulizia etnica in Colombia. E poi episodi minori come durante la guerra nel Nagorno-Karabach o le violenze sistematiche contro le popolazioni musulmane dell’Asia centrale cinese. Ci sono poi i casi di stermini di massa dovuti ad accadimenti storici o di natura politica come nel caso dell’Holodomor, la carestia generata in Ucraina tra il 1931 e il 1933 e quanto successo in Sud-Sudan dove un’intera popolazione è stata affamata e isolata dalla comunità internazionale.
La maggior parte di queste atrocità sono state perpetrate nell'indifferenza o nell'incapacità di agire della comunità internazionale. Oggi in un momento di fortissima contrapposizione tra Oriente e Occidente, la storia rischia di ripetersi. Basti pensare a quanto sta succedendo in Nigeria ad opera di gruppi armati che stanno sterminando intere fasce di popolazione o ai massacri contro comunità religiose differenti dalla propria in Medio Oriente.
Affinché ciò non avvenga e per un futuro migliore, tutti noi dobbiamo ricordare, perché dalla Memoria si costruisce la coscienza dell'Uomo di domani!
È questo il significato profondo di questa giornata: ricordare di cosa l’uomo è capace; ricordare quanto in basso l’uomo può scendere; essere consapevoli che al male non c’è limite; opporsi alla “banalità del male.
L’impegno civile ed etico deve essere individuale e personale oltre ogni appartenenza, ogni identificazione, ogni differenza.
 
Dimitri Nikolaev
Anna Caputo
 
 
 
Per approfondire si consiglia la lettura diIl secolo dei genocidi di Bernard Bruneteau, il Mulino, 2006
Pubblicato in Istituzioni
Nome dell’ente:
WFP – World Food Programme.
 
Chairman:
Il Direttore Esecutivoè Ertharin Cousin, in carica dal 5 aprile 2012. L'attuale Portavoce per l'Italia è Vichi de Marchi.
 
Data di fondazione:
Il World Food Programme è la più grande organizzazione umanitaria in campo internazionale, istituita nel 1963.
 
Collocazione:
L'ufficio del WFP per l'Italia si trova a Roma Via Cesare Giulio Viola, 68/70 – Parco dei Medici - 00148
Tel: (+39) 06 656 70 430
Email: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Ms. Vichi de Marchi – portavoce per l’Italia
Tel: (+39) 06 65132058
Fax: (+39) 06 65132840
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Obiettivi:
L'obiettivo principale del WFP è la lotta alla fame.
Vi sono poi 5 obiettivi strategici più specifici:
1-    salvare vite umane e preservare i mezzi di sussistenza durante le emergenze;
2-     prevenire le carestie e i disastri naturali, investendo in misure significative per attenuarne l’impatto;
3-    favorire la ricostruzione nelle fasi successive ad un conflitto, a un disastro naturale o nei periodi di transizione;
4-    ridurre la fame cronica e la malnutrizione;
5-    rafforzare le capacità nazionali di lotta alla fame anche attraverso i programmi di “acquisti locali” e di “P4P” (Acquisti per il Progresso).
 
Descrizione dei progetti/attività dell'ente:
Il WFP è parte del sistema delle Nazioni Unite ed è finanziato in maniera volontaria. Costituisce il braccio operativo per quanto riguarda gli aiuti alimentari ed è in prima linea nella lotta contro la fame. Ogni anno gli aiuti raggiungono oltre 90 milioni di persone in più di 70 paesi, grazie alle dotazioni del Programma che includono 30 navi, 70 velivoli e 5 mila camion per il trasporto di cibo e l’assistenza.
La missione del WFP è provvedere ai bisogni nelle situazioni di emergenza e sostenere lo sviluppo economico e sociale garantendo aiuti alimentari alle persone dove questi sono maggiormente necessari.
Il WFP pone il problema della fame al centro dell’agenda internazionale e promuove policies, strategie e operazioni per risolvere le situazioni critiche.
Tra i molti programmi attuati dal WPF ci sono: il programma “Pasti Scolastici”, i programmi “Cibo in cambio di lavoro” e “Cibo in cambio di formazione” e “Voucher o contante per il cibo” messi in atto per avvicinare le popolazioni in stato di necessità agli aiuti alimentari, allo scambio di competenze, al lavoro e alla scuola.
 
Opportunità:
Il WFP accetta periodicamente candidature per programmi di internship o di formazione. Di solito le application sono aperte tutto l'anno, ma i candidati vengono chiamati in base alle disponibilità dell'ente. I destinatari dei programmi sono laureati triennali e magistrali o giovani professionisti nei settori di interesse del WFP con un'eccellente conoscenza dell'Inglese e di un'altra lingua ufficiale delle Nazioni Unite.
Le offerte sono di due tipi:
Internship Programme:lo stage nel WFP ha una durata da 3 a 6 mesi ed è l'opportunità ideale per studenti meritevoli che vogliono acquisire un'esperienza di lavoro concreta in posizioni affini alle loro formazione.
Gli stagisti vengono impiegati nell'assistenza ai programmi del WFP in tutto il mondo a seconda delle necessità.
E' possibile inviare la propria candidatura tramite la piattaforma i-Recruitment oppure monitorare le vacancies al link.
Junior Professional Officer Programme: questo programma è rivolto a giovani professionisti che non hanno ancora compiuto 32 anni e che hanno maturato un'esperienza di lavoro di 1-3 anni in ambito internazionale in un'area di interesse per il WFP.I candidati devono essere sponsorizzati dalle istituzioni del proprio paese che di solito devono occuparsi di ricevere la candidatura e inoltrarla al link vacancies
 
Per le opportunità del momento clicca qui
Per le candidature dall'Italia contattare l'UNDESA Human Resources for international Co-operation Chief Human Resources for International Cooperation
Corso Vittorio Emanuele II, 251 - 00186 Rome 
Tel: + 39 06 6813 6320
 
 
 
Per ulteriori informazioni contattare il Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo..
 
Link utili:
 
Laura Lisanti
 
L’ UN Youth Volunteer Programme offre un tirocinio curriculare a Bonn
 
Ente: UN Youth Volunteer Programme è l'organizzazione delle Nazioni Unite che contribuisce alla pace e allo sviluppo attraverso il volontariato in tutto il mondo. UNV contribuisce alla pace e allo sviluppo sostenendo il riconoscimento dei volontari, in collaborazione con partner che tentano di integrare il volontariato nella programmazione dello sviluppo.
 
Dove: Bonn, Germania
 
Destinatari: studenti magistrali
 
Quando: da Marzo 2015
 
Scadenza:31 dicembre 2014
 
Descrizione dell’offerta: Sotto la guida generale del Project Manager per il programma Gioventù Volontario delle Nazioni Unite, la stagista sosterrà l'attuazione del progetto attraverso la comunicazione con i partner del progetto.
 
Requisiti:
- Essere studenti magistrali di economia, relazioni internazionali, antropologia, sociologia, pubblica amministrazione, studi ambientali o altri studi in base al tipo di assegnazione (tirocinio curriculare)
- Padronanza della lingua inglese scritta e orale e preferibilmente di un’altra lingua ufficiale dell'ONU (francese, spagnolo, arabo, russo, cinese)
- Comprovato interesse nel campo dello sviluppo e del lavoro delle organizzazioni internazionali
- Precedente esperienza in organizzazione di workshop/eventi, costruzione di partnership, comunicazioni e campagne di gestione, ricerca e sviluppo della politica così come esperienza nei paesi in via di sviluppo
- La conoscenza dell'ambiente di lavoro delle Nazioni Unite è un vantaggio
- Entusiasta del volontariato giovanile
- Buone capacità di comunicazione orale e scritta e capacità di ricerca dimostrate
- Capacità di usare Internet e MS Office (Word, Excel, PowerPoint)
- Esperienza con l'elaborazione di statistiche, grafici in Excel e strumenti del Web 2.0 sarà considerata un asset
- Avere precedenti esperienze di volontariato sarà considerato un asset
 
Documenti richiesti: Application form (in allegato), CV e cover letter
 
Costi/retribuzione: non previsto
 
Guida all’application: Per candidarti a questa posizione invia tutti i documenti richiesti a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
 
Informazioni utili: solo i candidati preselezionati saranno contatti per un colloquio motivazionale.
 
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Fax: +49-228-815 2001
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UN Volunteers
UN Campus
Platz der Vereinten Nationen 1
53113 Bonn, Germany
 
A cura di Martina Bavastrelli
 
Per il nuovo anno accademico 2014-2015 Carriere Internazionali ha selezionato per i suoi iscritti SILVER e GOLD centinaia di opportunità, frutto di accordi siglati con prestigiosi Enti attivi in campo internazionale.
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La redazione carriereinternazionali.com declina ogni responsabilità sull’attendibilità delle informazioni contenute nella scheda. Per informazioni in merito all’opportunità, contattare l’ente proponente.
 

LA REDAZIONE

Se cerchiamo sul dizionario la parola “tolleranza” questa è definita come quell’atteggiamento teorico e pratico di chi, in fatto di religione, politica, etica, scienza, arte, letteratura o in generale altri principi morali rispetta le convinzioni altrui anche se profondamente diverse dalle sue senza impedirgli di praticarle. Insomma un concetto che al genere umano non è stato mai così chiaro considerando gli esempi offertici dalla storia: dagli Ebrei ai neri sino a Rom, immigrati e omosessuali la società non si è mai mostrata troppo aperta al diverso tanto più che la discriminazione, razzismo e la segregazione, fenomeni immediatamente successivi all’intolleranza, sono sempre risultate essere la via più veloce e più semplice per risolvere un presunto problema generat solo dai pregiudizi.
Sono occorsi molti anni e molti sacrifici affinché ciò che prima vedevamo come “strano” potesse diventare “normale” e per quanto la generazione moderna sembri molto più aperta rispetto a quelle passate la tolleranza oggigiorno è ancora messa a dura prova. È vero, siamo molto tolleranti verso ciò che PRIMA era “diverso” ma meno verso ciò che lo è ADESSO. Di fronte alle pressioni economiche e sociali, la tendenza generale è quella di sfruttare i timori ed evidenziare le differenze altrui, azione che porta unicamente a riaccendere l’odio verso minoranze, immigrati e persone svantaggiate.
L'educazione alla tolleranza dovrebbe mirare a contrastare le influenze che portano alla paura e all'esclusione ed aiutare i giovani a sviluppare le loro capacità di giudizio, il pensiero critico e il ragionamento etico al fine di comprendere che la diversità fra religioni, lingue, culture ed etnie del nostro mondo non è un pretesto per far sorgere conflitti bensì è un tesoro che ci arricchisce.
L'obiettivo che le Nazioni Unite si propongono di raggiungere attraverso l’istituzione della Giornata Internazionale è proprio quello far comprendere alla popolazione mondiale che arrivare ad una convivenza pacifica in cui le differenze diventano motivo di coesione più che di frattura è possibile. Tutto ebbe inizio il 16 novembre 1995 quando gli Stati membri dell'UNESCO adottarono la Dichiarazione dei principi sulla tolleranza che frai suoi numerosi articoli sostiene che solo la tolleranza possa garantire la sopravvivenza delle comunità miste in ogni regione del globo.
Un anno dopo, nel 1996, con delibera del 14 Luglio (A/RES/51/95) i Paesi membri dell’ONU proclamarono il 16 Novembre “Giornata internazionale per la Tolleranza” allo scopo di ricordare i principi ispiratori della Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo, approvata dalle Nazioni unite il 10 Dicembre 1948 ed invitarono i paesi membri a festeggiarlo col dovuto riguardo. Da allora l’anno 1995 fu dichiarato l’“Anno della Nazioni Unite per la Tolleranza”.
Fu poi nel 2005 che venne adottata la risoluzione A/RES/60/1. Con essa si richiedeva un impegno da parte dei capi di Stato e di governo a promuovere il benessere umano, la libertà e il progresso in tutto il mondo nonché a diffondere i principi della tolleranza, del rispetto, del dialogo e della cooperazione tra diverse culture, civiltà e popoli. Tutt’oggi il Segretario Generale delle Nazioni Unite, Ban Ki-Moon richiama continuamente il mondo intero ad impegnarsi a favore della promozione della tolleranza poiché essa rappresenta il modo attraverso cui sostenere l’armonia necessaria a rispondere alle sfide del nostro millennio e a garantirci un futuro migliore asserendo inoltre che la tolleranza è un qualcosa che non va dato per scontato bensì va insegnato, nutrito e soprattutto difeso. Non a caso uno dei più famosi filosofi della storia, Karl Popper, scrisse in una delle sue opere che la tolleranza illimitata porta alla scomparsa della tolleranza stessa. Se infatti estendiamo l'illimitata tolleranza anche a coloro che sono intolleranti, se non siamo disposti a difendere una società tollerante contro gli attacchi degli intolleranti, allora i tolleranti saranno distrutti e la tolleranza con essi.
 
Documenti:
 
Giornate collegate:
27 gennaio: Giorno Dedicato alle Vittime dell’Olocausto
21 marzo: Giornata Internazionale per l’Eliminazione della Discriminazione Razziale 
16 maggio: Giornata Mondiale contro l’omofobia
21 maggio: Giornata Mondiale della Diversità Culturale per il Dialogo e lo Sviluppo 
9 agosto: Giornata Internazionale dei Popoli Indigeni
25 novembre: Giornata Internazionale per l’Eliminazione della Violenza contro le Donne
29 novembre: Giornata Internazionale di Solidarietà con il Popolo Palestinese
10 dicembre: Giornata Internazionale per i Diritti Umani
20 dicembre: Giornata Internazionale della Solidarietà Umana
 
A Cura di Francesca Pedace
Pubblicato in Eventi e Ultime Notizie
Carriere Internazionali in collaborazione con il Dipartimento di Scienze Politiche dell’Università degli Studi La Sapienza di Roma, organizza una ciclo di seminari finalizzato ad orientare i giovani studenti e laureati che ambiscono ad intraprendere una carriera di successo in ambito internazionale.
 
I seminari vedranno la partecipazione dei responsabili HR di Agenzie delle Nazioni Unite ed altre Organizzazioni internazionali, Istituzioni europee ed Organizzazioni non Governative.
 
Il 1° incontro del ciclo di seminari 2014/2015 si è tenuto lunedì 3 novembre a partire dalle ore 10 presso l’Aula B del Dipartimento di Scienze Politiche dell’Università La Sapienza di Roma.
 
Il tema: LAVORARE ALLE NAZIONI UNITE - FAO e UNDESA
 
Il Direttore dell’ufficio UNDESA – ufficio Risorse Umane delle Nazioni Unite di Roma – Gherardo Casini ha presentato il programma JPO - Junior Professional Officer delle Nazioni Unite il cui bando è al momento aperto con deadline per la presentazione delle domande fissata al 12 novembre 2014. Il Direttore Casini ha presentato anche gli il programma Fellowships e dispensato preziosi suggerimenti per una corretta compilazione di una application alle Nazioni Unite.
 
Il dott. Nadim Demachkie, Human Resources Officer della FAO ha parlato dei programmi JPO, APO della FAO e delle opportunità di Internship e Volunteer presso la più grande Agenzia delle Nazioni di Roma che si occupa di Agricoltura e Alimentazione. 
 
E’ questa, dunque, l’occasione per capire quali sono le reali opportunità che il prestigioso programma delle Nazioni Unite prospetta a giovani italiani preparati e di talento intenzionati a mettere alla prova le proprie competente e la propria preparazione con un’esperienza lavorativa internazionale e altamente formativa.
 
Il seminario è aperto a studenti e laureati di tutte le facoltà e di tutte le università dal momento che i tre Programmi delle Nazioni Unite si rivolgono a tutti i profili.
 
Carriereinternazionali.com mira a favorire da sempre l’incontro diretto tra i protagonisti delle differenti realtà internazionali e i giovani, molto spesso confusi ma anche determinati a voler raggiungere gli obbiettivi prefissi, nella ferma convinzione che grazie al dialogo e all’instaurazione di un rapporto personale con funzionari ed esperti del settore, il mondo delle carriere internazionali presto non sembrerà più un orizzonte troppo alto da raggiungere, ma un’opportunità concreta e alla portata di tutti. “L’ambito delle carriere internazionali è molto vasto e proprio per questo motivo la confusione che si genera nei giovani è giustificata”, afferma Manuela Sessa, direttore di Go International – Carriere Internazionali, “ciò che ci proponiamo è fare un po’ di chiarezza al riguardo, spingere i giovani ad accumulare esperienze e sensibilizzarli alle tematiche internazionali”.
 

 

Programma

 
10:00 - Welcome Remarks
10:30 – Gherardo Casini, Direttore Ufficio UN/DESA di Roma
            Programmi AE/JPO, Fellowships e UNV/YOUTH -  Suggerimenti per la compilazione di una application all’ONU
11:30 - Nadim Demachkie, FAO Human Resources Officer 
           Progranmmi JPO, APO, Internship e Volunteer presso FAO
12.30 - Q&A
Pubblicato in Eventi

Rubrica

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