COMIVIS offre la possibilità di fare un’esperienza di volontariato o scambio internazionale nei Paesi in Via Sviluppo!
 
Per altre opportunità simili, andate nella sezione “Cooperazione, Sviluppo e Volontariato
 
Ente: COMIVIS (Comunità Missionaria di Villaregia per lo Sviluppo) è un’Organizzazione Non Governativa (ONG) nata nel 2004 e riconosciuta dal Ministero degli Affari Esteri italiano. COMIVIS opera nel campo della cooperazione con i Paesi in Via di Sviluppo, si adopera per la crescita umana, culturale e socio-economica, orientando di preferenza il proprio servizio alle popolazioni residenti nelle grosse periferie urbane. In questi luoghi realizza iniziative e programmi di sviluppo studiati, elaborati e attuati con il coinvolgimento delle forze sociali ed ecclesiali locali, in risposta alle reali necessità della popolazione.
 
Dove: Paesi in Via di Sviluppo
 
Destinatari: chiunque sia interessato
 
Scadenza: non è prevista una scadenza
 
Descrizione dell’offerta: COMIVIS offre la possibilità di svolgere un periodo di volontariato internazionale o di fare uno scambio internazionale nei Paesi in Via di Sviluppo a tutti coloro siano interessati. Prima di partire sarai inserito in un corso di formazione volto a darti tutti gli strumenti necessari per la tua esperienza di cooperazione.
 
Requisiti: Non è richiesto nessun particolare requisito
 
Documenti richiesti: Dopo un primo contatto, COMIVIS ti fornirà tutte le indicazioni necessarie
 
Costi/retribuzione: non previsto
 
Guida all’application: per candidarti all’offerta vai sul sito e scegli la sede per te più comoda
 
Informazioni utili: L’esperienza che COMIVIS ti da la possibilità di fare è fondamentale per coloro i quali vogliono entrare nel mondo della cooperazione. La maggior parte delle ONG, infatti, richiede spesso esperienze sul campo. Non perdere questa opportunità.
 
Link utili:
 
Contatti utili:
A cura di Martina Bavastrelli
 
Per il nuovo anno accademico 2014-2015 Carriere Internazionali ha selezionato per i suoi iscritti SILVER e GOLD centinaia di opportunità, frutto di accordi siglati con prestigiosi Enti attivi in campo internazionale.
 
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Se sei interessato a conoscere meglio il mondo delle relazioni internazionali, se hai voglia di mettere alla prova le tue doti diplomatiche e capire se questa è la strada che fa per te, partecipa al Rome Model United Nationspiù grande simulazione Onu in Europa! Non perdere questa opportunità!
 
Il 17 ottobre ricorre la giornata internazionale contro la povertà, istituita dall’ONU il 22 dicembre 1992 con la risoluzione A/RES/47/196. La data è carica di significato poiché celebra la riunione spontanea che si tenne nel 1987 a piazza Trocadero a Parigi, quando 100mila persone manifestarono contro la povertà. La povertà è una piaga che affligge tre miliardi di persone in tutto il mondo. Una situazione così grave da meritare il primo posto tra i famosi MDGs, ossia i “Millennium Develpment Goals”, gli ambiziosi obiettivi del millennio. La speranza era quella di riuscire a dimezzare, tra il 1990 e il 2015, le persone che vivono con meno di 1 dollaro al giorno. Oggi possiamo affermare che l’ONU e la comunità internazionale hanno almeno parzialmente fallito, i poveri, per quanto siano diminuiti di ben 1 miliardo, sono ancora troppi, il problema esiste e persiste. La questione della povertà, infatti, è già stata inserita nella “Post-2015 Development Agenda”, che rimpiazzerà i Millennium Develpoment Goals.
Secondo i dati riportati dalla World Bank, nel 2011 il tasso di povertà mondiale era pari all’11%, certamente meno del 1981, dove esso era del 43%. Questi dati ci rendono fiduciosi del fatto che effettivamente la povertà può essere sconfitta, tuttavia, probabilmente anche a causa della recente crisi economica, la questione della povertà è diventata un leitmotiv pure nei paesi sviluppati, anche in quelli dove solo fino a qualche anno fa il benessere economico sembrava una conquista intoccabile. Oggi, invece, l’Europa si trova a fronteggiare un aumento importante delle persone che versano in stato di povertà e che richiedono assistenza alimentare e di altro tipo. È l’era dei nuovi poveri, cioè di quelle persone che pur lavorando non riescono a sbarcare il lunario, vuoi per l’elevato tasso di disoccupazione giovanile, vuoi per l’aumento del costo della vita e delle tasse. Numerosi imprenditori sono arrivati a togliersi la vita a causa dei loro problemi economici. Questo quadro, dunque, rende il problema della povertà più attuale che mai e incredibilmente vicino a noi. 
A rifletterci bene basterebbe così poco per migliorare la vita di molti, si pensi solo che le 300 persone più ricche del mondo possiedono quanto i 3 miliardi di poveri hanno per vivere. Tuttavia la povertà non è male incurabile, di certo è difficile eradicarla del tutto ma sono molti gli esperti fiduciosi nel fatto che investimenti volti a fornire acqua potabile, cibo, istruzione e condizioni igenico-sanitarie migliori, potrebbero risolvere il problema. Il punto cruciale, per molti, sta nel fatto che gli “aiuti a pioggia” non sono efficienti ed efficaci, per ridurre davvero la povertà, per dare alle persone una reale possibilità di migliorare la propria vita, è indispensabile promuovere le condizioni che consentano ai poveri di mettere a frutto le loro capacità, dargli gli strumenti e non il prodotto finito. Essi, secondo l’OECD, devono essere sia i beneficiari che gli agenti della crescita economica, tuttavia, lo sviluppo che si persegue deve coinvolgere e riguardare anche una serie di aspetti politici e sociali cosicché la riduzione della povertà a seguito dello sviluppo economico sia accompagnato da un effettivo miglioramento nelle condizioni di vita, in generale, di queste persone. In breve, la riduzione della povertà non può essere un obiettivo raggiungibile con il solo contributo dei paesi della comunità internazionale, fondamentale è creare un tessuto sociale, investire in istruzione, promuovere il rispetto dei diritti umani. Non è un caso che la Commissione Europea abbia stabilito tra le priorità per il 2020 quella di elaborare una strategia che combini cinque obiettivi irrinunciabili: occupazione, innovazione, istruzione, riduzione della povertà e clima/energia.
Quest’anno la giornata internazionale contro la povertà cadrà venerdì 17 ottobre e si focalizzerà sul tema “Mettere fine alla violenza della povertà estrema: promuovere i processi di pace e di  legittimazione”, insistendo sulla necessità di eliminare discriminazione, emarginazione ed esclusione basati sulla povertà, origini etniche, genere, età, disabilità o lo status socio-economico. Oltre alla tradizionale commemorazione che si terrà a New York, molti eventi saranno dedicati alla ricorrenza. Il Comitato Internazionale 17 ottobre, che promuove questa giornata mondiale, ha già lanciato il tweet #EndPoverty, il Gruppo Abele e i suoi partner promuovo un sit-in dalle ore 10.00 davanti a Montecitorio per dare voce a quegli 8 milioni di italiani che vivono ormai in condizioni di povertà relativa.
 
Martina Bavastrelli
 
Link Utili
 
Pubblicato in Eventi e Ultime Notizie
Incontro fra i Popoli propone lo stage, il tirocinio o la tesi di laurea in una delle sue sedi in Italia o presso uno dei suoi partner nel mondo.
 
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Ente: Incontro fra i Popoli è una ONG, un’associazione popolare di cooperazione e solidarietà internazionale, sorta nel 1990 e fondata sul volontariato. È riconosciuta dal Ministero degli Affari Esteri e accreditata presso l'Unione Europea.
 
Dove: Italia, Estero
 
Destinatari: Studenti universitari
 
Quando: Non è prevista una scadenza
 
Descrizione dell’offerta: Agli universitari Incontro fra i Popoli propone lo stage o il tirocinio in una delle sue sedi in Italia o presso uno dei suoi partner nel mondo. I settori possibili sono: programmi e progetti di tipo rurale, microcredito, cooperativismo, tecnologia meccanica, idraulica, ambientale, fasce sociali deboli (donne e bambini), cultura, formazione, educazione scolastica ed oltre, agro-alimentare, agro-forestale, imprenditoria, sanità, ecc.
I paesi possibili sono:
- Congo: Kinshasa, Shabunda, Uvira, Bukavu, Goma, Mboko, Kindu, Kabinda
- Camerun: Maroua
- Ciad: Moundou
- Nepal: Kathmandu, Surket
- Sri Lanka: Mannar, Trincomalee
- Romania: Beius
- Italia: Cittadella
Inoltre, è possibile fare richiesta per scegliere l’argomento della tesi tra quelli presenti in allegato o per concordarne uno.
 
Requisiti: Per candidarsi all’offerta è necessario essere iscritti regolarmente ad un corso di Laurea
 
Documenti richiesti: Lettera di presentazione (in allegato in fondo alla pagina)
 
Costi/retribuzione: Non previsto
 
Guida all’application: Per proporre la propria candidatura è necessario inviare una mail a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.. Nel testo della mail, non in allegato, inserire:
- Nome, cognome, anno di nascita, lingue che conosci, cellulare, cittadinanza, indirizzo di residenza, indirizzo di domicilio (se diverso dalla residenza), ultimo titolo di studio, laurea o master in corso, università che stai frequentando, durata dello stage/ tirocinio o soggiorno di condivisione che chiedi e periodo in cui vuoi farlo.
- Tua presentazione (max 10 righe)
- Descrizione di cosa vuoi fare, cosa ti aspetti da questa tua esperienza all'estero (max 10 righe)
Per maggiori informazioni si vedano gli allegati in fondo alla pagina.
 
Informazioni utili: Ogni stagista-tirocinante, prima di avviare la sua esperienza, segue un breve percorso di formazione presso la sede dell’associazione in Italia. E’ in quest’occasione che vengono scelti località e argomenti del lavoro universitario.
 
Link utili:
 
Contatti utili:
Contrà Corte Tosoni 99, 35013 Cittadella (PD)
Tel. 049 5975338
Email: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
 
A cura di Martina Bavastrelli
 
Per il nuovo anno accademico 2014-2015 Carriere Internazionali ha selezionato per i suoi iscritti SILVER e GOLD centinaia di opportunità, frutto di accordi siglati con prestigiosi Enti attivi in campo internazionale.
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“Se sei interessato a conoscere meglio il mondo delle relazioni internazionali, se hai voglia di mettere alla prova le tue doti diplomatiche e capire se questa è la strada che fa per te, partecipa al  Rome Model United Nations la più grande simulazione Onu in Europa! Non perdere questa opportunità!”
La redazione carriereinternazionali.com declina ogni responsabilità sull’attendibilità delle informazioni contenute nella scheda. Per informazioni in merito all’opportunità, contattare l’ente proponente.
 
LA REDAZIONE
 
Allegati:
Argomenti Tesi
Lettera Estero
Lettera Italia
Il CeLIM ricerca volontari che possano mettere a disposizione tempo ed entusiasmo a favore dell'Associazione.
 
Per altre opportunità simili, andate alla sezione “Cooperazione, Sviluppo e Volontariato
 
Ente: Il CeLIM (Centro Laici Italiani per le Missioni), nato nel 1954, è una Organizzazione Non Governativa riconosciuta dal Ministero per gli Affari Esteri e dall’Unione Europea. La missione di CeLIM è trasformare in modo permanente una comunità, trasferendo competenze professionali ed economiche nel corso di un intervento di durata finita.
 
Dove: Milano, Italia
 
Destinatari: tutte le persone interessate
 
Quando: non è prevista una scadenza
 
Descrizione dell’offerta: Il CeLIM ricerca volontari che possano mettere a disposizione tempo ed entusiasmo a favore dell'Associazione. Le modalità sono molte:
- allestimento e gestione di stand informativi
- affiancamento degli operatori presso gli uffici di Milano
- ideazione di nuove campagne
- organizzazione di eventi ed iniziative sul proprio territorio
- traduzioni
- confezionamento di bomboniere
 
Costi/retribuzione: Non prevista
 
Guida all’application: Per diventare volontario è necessario inviare una email a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
 
Link utili:
 
Contatti utili:
Via San Calimero 11/13, 20122 Milano
Tel/Fax 02.58316324
E-mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
 
A cura di Martina Bavastrelli
 
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LA REDAZIONE
 
Cevi offre diverse opportunità per entrare a far parte del suo mondo, scopri le sue numerose attività e i suoi interessanti progetti!
 
“Per altre opportunità simili, andate alla sezione “Cooperazione, Sviluppo e Volontariato
 
Ente: CEVI è un’Organizzazione Non Governativa (ONG) nata nel 1984 con lo scopo di operare per la promozione umana, per relazioni internazionali più giuste e per uno sviluppo globale sostenibile, equo e rispettoso delle differenze. Opera nei settori della educazione, della sensibilizzazione e della promozione di programmi di sviluppo. Fin dal nome, Centro di Volontariato Internazionale (CeVI), si è deciso di puntare sull’associazionismo e sul volontariato, per costruire una partecipazione responsabile, gratuita e accessibile a tutti, e sulla cooperazione, come un’occasione d’incontro e di scambio reciproco di conoscenze e valori.
 
Dove: Da concordare
 
Destinatari: Chiunque desideri vivere un’esperienza solidale
 
Quando: Da concordare
 
Scadenza: E’ possibile candidarsi per le attività tutto l’anno
 
Descrizione dell’offerta: Il CEVI crede nella forza del volontariato e nell’entusiasmo delle persone che ne condividono i valori. È possibile collaborare con CEVI in diversi modi:
- A seconda dei propri interessi e competenze è possibile partecipare alle iniziative dei gruppi progetto; i gruppi sono formati da volontari che accompagnano i progetti di cooperazione, organizzano iniziative di informazione, sensibilizzazione, fund raising. I gruppi attualmente in azione sono:
Gruppo America Latina 
   Referente: Dimitri, email Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. 
Gruppo Costa d’Avorio
   Referente: Monica, email Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. 
- Partecipando alla Campagna internazionale per il Diritto all’acqua
- Diventando un attivista e coinvolgiti nella realizzazione delle attività di sostegno legate al trentennale del CeVI. 
- Partecipando alle iniziative pubbliche che periodicamente Cevi organizza, per restare informati consultare il sito o iscriversi alla newsletter mensile andando alla pagina.
 
Requisiti: Non sono richiesti requisiti particolari. Ogni candidato verrà selezionato e inserito nelle attività che maggiormente corrispondono ai propri interessi
 
Documenti richiesti: Non sono richiesti particolari documenti
 
Costi/retribuzione: Retribuzione non prevista
 
Guida all’application: Chiedere un appuntamento chiamando la segreteria al numero 0432548886, oppure scrivendo a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo..
Inoltre:
- Per i Gruppi Progetto contattare i referenti sopra elencati
- Per la Campagna internazionale per il Diritto all’acqua, scrivere a Marco (Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. )
- Per diventare attivista: scrivere a Monica (Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. )
 
Informazioni utili: E’ possibile utilizzare anche il seguente modulo online se si desidera ricevere maggiori informazioni circa progetti e/o attività
 
Link utili:
 
Contatti utili:
Se si desidera contattare Cevi per avere informazioni generali è possibile telefonare al numero 0432 548886.
Per le aree specifiche legate ai progetti e attività scrivere a:
Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.  - Marco, per info sulle campagne
Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. - Dimitri, per info su progetti e cooperazione
Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. - Paola, per info su progetti scuole
Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. - Antonietta, per info su appuntamenti, pubblicazioni e formazione volontari.
 
 
 
A Cura di Margherita Greguol
 
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La redazione carriereinternazionali.com declina ogni responsabilità sull’attendibilità delle informazioni contenute nella scheda. Per informazioni in merito all’opportunità, contattare l’ente proponente.
 
LA REDAZIONE
 
Entra a far parte della Fondazione SIPEC: puoi partecipare alle attività di beneficenza, irganizzare eventi di raccolta fondi e diventare volontario in Italia o all’estero! Candidati!
 
“Per altre opportunità simili, andate alla sezione “Cooperazione, Sviluppo e Volontariato
 
Ente: Fondazione SIPEC opera senza fine di lucro ed ha come obiettivo realizzare ovunque siano necessari, in Italia ed all’estero, interventi di sviluppo socio – economico finalizzati al miglioramento delle condizioni di vita, che garantiscano il soddisfacimento dei bisogni primari e la dignità degli individui.
 
Dove: Brescia, Italia o all'estero
 
Destinatari: Giovani interessati a vivere un’esperienza di collaborazione sull’ambito della cooperazione e del volontariato
 
Quando: Da concordare
 
Scadenza: Non prevista una scadenza. È possibile presentare candidature in qualsiasi momento dell’anno
 
Descrizione dell’offerta: Fondazione SIPEC è presente sul territorio con diverse attività ed è alla ricerca di giovani che vogliano dedicare parte del proprio tempo libero a promuovere le campagne di sensibilizzazione, le attività della Fondazione e sostenere le iniziative di raccolta fondi in occasione di eventi, manifestazioni, concerti. E’ un occasione per agire sul proprio territorio, testimoniare il proprio essere cittadini del mondo senza partire per paesi lontani. Inoltre, Fondazione SIPEC da l’opportunità di collaborare nelle diverse fasi di preparazione dei progetti. Sarà una reale esperienza di apprendimento, all’interno di un ambiente dinamico, che darà la possibilità di acquisire nuove competenze e capacità utili alla tua formazione personale e professionale. Fondazione SIPEC da la possibilità anche di collaborare come volontario, in Italia e  all’estero, in uno dei suoi progetti. E’ un’occasione per mettere a disposizione del settore della cooperazione internazionale le proprie capacità personali e competenze professionali. I volontari  vengono selezionati in base alle competenze tecniche e professionali legate alla specificità del ruolo, di volta in volta richiesto, e del tipo di progetto da realizzare. Infine, Fondazione SIPEC ha sedi abilitate a ricevere i volontari del Servizio Civile Nazionale che può essere svolto in Italia o all’estero attraverso il progetto “Caschi Bianchi”. Per sapere cos’è il Servizio Civile Nazionale consulta il sito ufficiale 
 
Requisiti: Spirito di iniziativa, voglia di vivere un’esperienza di volontariato, collaborazione e sensibilità particolare alle tematiche legate alla cooperazione
 
Documenti richiesti: Curriculum Vitae
 
Costi/retribuzione: Non prevista alcuna retribuzione
 
Guida all’application: Inviare il proprio curriculum all’indirizzo di posta elettronica Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. o contattare l’ufficio al numero +39 030 306730
 
Informazioni utili: Brescia: importante città della Lombardia, capoluogo di provincia; è situata al limite settentrionale della Pianura Padana, ai piedi delle Prealpi, presso lo sbocco della Val Trompia, sulla sinistra del fiume Mella.
La città è un ricco mercato della regione e un importante centro industriale, attivo in tutti i settori. Brescia è assai importante la produzione di energia elettrica anche attraverso il modernissimo impianto termovalorizzatore, che fornisce il teleriscaldamento a tutta la città e che rappresenta giustamente uno dei vanti della città in termini tecnologici e di buona gestione. Negli ultimi anni la città di Brescia ha assunto una dimensione culturale di primaria importanza in Italia e in Europa grazie alle numerose manifestazioni e alla riscoperta delle bellezze architettoniche e paesaggistiche.
 
Link utili:
 
Contatti utili
Fondazione SIPEC - Via Collebeato, 26
25127 Brescia 
 C.F. 96006440174
Ph. +39 030 306730 - Fax +39 030 380706
Skype: fondazionesipec - Mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
 
 
 
A Cura di Margherita Greguol
 
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LA REDAZIONE
 

“Io credo che i bambini nel mondo debbano essere liberi di crescere e diventare adulti, in salute, pace e dignità”

 

Il 26 Aprile si celebra la Giornata mondiale contro la violenza sui bambini. La redazione di carriereinternazionali.com non poteva non dedicare alcune riflessioni riguardo un tema che esula dal contesto razziale, territoriale e politico, un tema che, tristemente, riguarda e tocca tutti i paesi del mondo.

All'inizio del XX secolo quelli che fino ad allora erano stati considerati meri bisogni infantili, sottovalutati ed ignorati, si trasformano in diritti. Studi socio-psico pedagogici, infatti, affermavano, per la prima volta, che non solo i genitori, ma la società tutta doveva impegnarsi nella tutela dei diritti dei minori. In quest'ottica, nel 1924, in risposta alle drastiche conseguenze causate dalla Prima Guerra Mondiale soprattutto sui bambini, la Società delle Nazioni approvava a Ginevra la Dichiarazione dei diritti del fanciullo, in cui si affermava, in primis, il diritto dei bambini ad uno sviluppo psico-fisico libero da condizioni pressanti ed opprimenti e il diritto di essere nutriti, curati, soccorsi e protetti da ogni forma di sfruttamento.

Nel 1959 l'ONU approvava la Dichiarazione dei Diritti del Fanciullo sancendo così il dovere dell'umanità di dare al fanciullo il meglio di se stessa: "Affinché egli abbia un'infanzia felice e possa godere, nell'interesse suo e di tutta la società, dei diritti e della libertà che vi sono enunciati, invita i genitori, gli uomini, e le donne in quanto singoli, come anche le organizzazioni non governative, le autorità locali e i governi nazionali a riconoscere questi diritti e a fare in modo di assicurarne il rispetto per mezzo di provvedimenti legislativi e di altre misure da adottarsi gradualmente in applicazione dei suoi dieci principi".  

Trent'anni dopo, il 20 novembre del 1989, l'Assemblea Generale delle Nazioni Unite approvava a New York la Convenzione Onu sui diritti dell'infanzia e dell'adolescenza. Quattro i principi fondamentali: Non discriminazione (art. 2), con il quale i diritti sanciti dalla Convenzione venivano garantiti a tutti i minori, senza distinzione di razza, sesso, lingua, religione ed opinione; Superiore interesse (art. 3), per il quale ogni legge, provvedimento, iniziativa pubblica o privata e ogni situazione problematica, dovevano avere come priorità l'interesse del bambino; Diritto alla vita, alla sopravvivenza e allo sviluppo del bambino (art. 6) che prevedeva il massimo impegno da parte degli Stati, attraverso la cooperazione, alla tutela della vita e del sano sviluppo dei bambini; Ascolto delle opinioni del minore (art. 12) che sanciva il diritto dei bambini ad essere ascoltati in tutti i processi decisionali che li riguardavano, e il corrispondente dovere, per gli adulti, di tenere in adeguata considerazione le loro opinioni.

Una recente definizione dell'OMS, l'Organizzazione Mondiale della Sanità, stabilisce che “l'abuso o il maltrattamento dell'infanzia è rappresentato da tutte le forme di cattivo trattamento fisico e/o affettivo, abuso sessuale, incuria o trattamento negligente, nonché sfruttamento sessuale o di altro genere, che provocano un danno reale o potenziale alla salute, sopravvivenza, allo sviluppo o alla dignità del bambino, nell'ambito di una relazione di responsabilità, fiducia o potere”.

Esistono tante forme di violenza e, conseguentemente, tante forme di infanzia rubata. La ricostruzione storica del fenomeno è intrinsecamente connessa alle trasformazioni nel tempo della società. Quando la vita era sopravvivenza, i bambini venivano obbligati a lavorare come adulti; Pirandello, in “Ciàula scopre la luna”, racconta di come quell'adolescente che sin da piccolo aveva lavorato di notte nelle miniere di una Sicilia in cui non c'era spazio per l'infanzia, si meravigliò tanto da arrivare a piangere quando una notte uscì allo scoperto e vide la luna per la prima volta. Ciàula oggi rappresenta tutti quei bambini che non hanno conosciuto il gioco, che non sono stati protetti emotivamente e tantomeno accompagnati nella loro crescita come uomini.

Durante la guerra in Afghanistan negli anni '80 circolavano in tutto il mondo foto di bambini-soldato, bambini a cui era stato tolto il diritto al gioco, o peggio, bambini a cui era stata insegnata la violenza come unico mezzo dell'esistenza. La violenza genera umanità violenta. La stessa cosa riguardava e riguarda tuttora decine di conflitti, tra cui le efferate guerre in Africa, dove i bambini soldato restano uno dei simboli di guerre senza senso e, purtroppo, senza fine.

Nel 2000, è stato approvato il Protocollo opzionale alla Convenzione sui diritti dell'infanzia relativo al coinvolgimento dei bambini nei conflitti armati, con l'obiettivo di migliorare le condizioni di vita dei bambini che vivono in contesti di guerra e che spesso ne diventano le vittime e i carnefici allo stesso tempo.

Nella società odierna, l'abuso sui minori assume spesso le forme della violenza sessuale, crimine efferato e universalmente condannato a livello internazionale e dai singoli stati ma che si nutre di logiche legate allo sfruttamento, al degrado sociale, alla povertà di contesti dove spesso pare non esserci un'alternativa, il che porta anche al traffico di minori per fini diversi: dalla vendita degli organi al mercato sessuale.

Nel 2002, l'Organzzazione Mondiale della Sanità (OMS) stilava un rapporto-denuncia i cui dati fanno tutt'oggi rabbrividire: più di 150 milioni di bambini ogni anno in tutto il mondo sono vittime di episodi di violenza e sfruttamento sessuale, vengono venduti e comprati, ridotti in schiavitù, reclutati in forze armate governative e gruppi di ribelli, coinvolti nelle forme peggiori di lavoro minorile, vittime di violenze domestiche e familiari, punizioni fisiche ed educazione violenta.

Nella società odierna dove la dignità dell'uomo si presume essere il centro di ogni equilibrio, il bambino dovrebbe esserne il protagonista più protetto. Un bambino che ha vissuto in condizioni terribili, costretto a lavorare invece di giocare, a prostituirsi invece di studiare è un adulto in più da rieducare. Ed è per questo motivo che da quasi un secolo ONG come Unicef, Save the Children e Amnesty International lottano contro questo tipo di abusi, lottano per garantire un diritto all'infanzia agli adulti del domani e a far sì che questi possano a loro volta aiutare i bambini del futuro. Al riguardo è estremamente interessante lo Studio ONU condotto nel 2009 in cui bambini e ragazzi sono stati coinvolti in prima linea. Il processo connesso allo Studio ha riconosciuto che bambini e ragazzi possono offrire un contributo di valore per la comprensione della violenza cui sono soggetti e i danni che provoca loro. Ascoltare i bambini, imparare da loro e coinvolgerli nella ricerca delle soluzioni ha costituito un elemento importante del processo connesso allo Studio.

Ora molti di quei ragazzi sono adulti attivi nel sociale e a loro volta aiutano e lottano per regalare (per regalarsi) un sorriso ai bambini che hanno bisogno di soccorso e di attenzione.

Bisogna credere come ha fatto Mandela che “i bambini nel mondo debbano essere liberi di crescere e diventare adulti, in salute, pace e dignità”.

Difendendo i bambini difendiamo anche gli adulti.  

 

Cinzia Savarino

 

Link d'interesse:

Spot contro la violenza sui bambini

Studio OMS

Convenzione ONU sui diritti dell'infanzia e dell'adolescenza

Campagna Kid's voice

 

Pubblicato in Istituzioni
Nome dell’ente: IDLO (International Development Law Organization o Organizzazione per il diritto dello sviluppo)

Data di fondazione: 1983

Collocazione: L’IDLO ha la sede principale a Roma e degli uffici-progetto in Afghanistan, Kenya, Kyrgyzstan e Sud Sudan

Headquarters (Roma, Italia)
Viale Vaticano, 106 00165 Rome, Italy
Tel.: +39 06 40403200        Fax: +39 06 40403232
Email: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.  
For the website: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Sito web IDLO

Obiettivi dell’ente: L’IDLO è un'organizzazione intergovernativa dedicata alla promozione dello stato di diritto e delle pratiche di buon governo nei paesi in via di sviluppo, in transizione economica e nei paesi reduci da conflitti armati.
L’IDLO ha formato oltre 20,000 giuristi in più di 175 paesi. L'Organizzazione ha creato, sostenuto e sviluppato una rete di associazioni locali Alumni Association, formate dagli ex partecipanti ai suoi programmi. Queste associazioni sono oggi presenti in 47 paesi e moltiplicano autonomamente a livello locale le attività di assistenza e formazione che l'IDLO realizza a livello internazionale.
In linea con la Dichiarazione di Parigi sull’efficacia degli aiuti, l’IDLO incoraggia i paesi con cui lavora ad assumere la responsabilità del proprio percorso di sviluppo. L’Organizzazione opera inoltre a stretto contatto con avvocati, giuristi, legislatori, rappresentanti della società civile, istituzioni pubbliche e private rispondendo a bisogni specifici e sostenendoli in modo tale che possano autonomamente contribuire al loro sviluppo nazionale.
 
Attività dell’ente:
- Dialoghi diagnostici interregionali: discussioni in videoconferenza tra rappresentanti di alto livello di tutte le parti coinvolte in una determinata legislazione o procedura.
- Assistenza tecnica: consiglio e tutoraggio sugli aspetti giuridici dei disegni di legge o di norma; creazione di biblioteche di tribunali e fornitura di testi giuridici essenziali; sviluppo di risorse professionali in lingua locale.
-Programmi di formazione: corsi internazionali, interregionali e nazionali; seminari a distanza; e-learning; formazione di formatori.
- Ricerca e pubblicazioni: sostegno e creazione di fora e gruppi di lavoro; produzione di manuali, documenti, e indagini su esperienze, tendenze e priorità di riforma istituzionale e giuridica.
 
Opportunità di lavoro: si possono consultare le varie opportunità di lavoro e/o internship attraverso la sezione employement opportunities
 
Link utili: maggiori informazioni sui programmi di IDLO
 
 
Maria Elena Diamanti


 
Pubblicato in No Profit
Nome dell' Ente: Human Rights Watch 
 
Data di fondazione: Human Rights Watch nasce nel 1978 con la creazione di Helsinki Watch, progettato per supportare i gruppi di cittadini formatisi in tutto il blocco sovietico, che volevano fare in modo che l'Unione Sovietica rispettasse gli Accordi di Helsinki del 1975. In rapida successione nacquero Asia Watch (1985), Africa Watch (1988), e Medio Oriente Watch (1989). Solo nel 1988, tutte le commissioni si unirono creando lo Human Rights Watch. 
Vai agli approfondimenti sul tema Diritti Umani e sulla Giornata dei Diritti Umani del 10 dicembre!
 
Chairmain  dell'ente: Il direttore esecutivo di Human Rights Watch è Kenneth Roth
 
Collocazione: Human Rights Watch
350 Fifth Avenue, 34th Floor
New York, NY 10118-3299
Stati Uniti d'America
Tel: 1- (212) 290-4700
 
Obiettivi: Human Rights Watch è un'organizzazione non governativa no-profit, che si occupa dei diritti umani. Il suo staff, composto da circa 400 membri, provenienti da tutto il mondo, sono professionisti dei diritti umani,  avvocati, giornalisti e studiosi. Human Rights Watch è noto soprattutto per il suo accurato accertamento dei fatti, un'informazione imparziale, un uso efficace dei mezzi di comunicazione, e di advocacy mirata, spesso in collaborazione con i gruppi locali per i diritti umani. Le ricerche sono mirate alla scoperta di situazioni che possano generare preoccupazione e attenzione nelle comunità locali e internazionali, anche avvalendosi del supporto mediatico per poter meglio denunciare le varie forme di ingiustizia. Ogni anno, Human Rights Watch pubblica più di 100 relazioni e briefing sulle condizioni dei diritti umani in 90 paesi. Lo scopo di questa organizzazione è porre all'attenzione della comunità internazionale gli abusi che avvengono, al fine di imporre ai governi imputati di essi un cambiamento dei comportamenti e delle leggi
 
Descrizione dei progetti/attività dell'ente: Human Rights Watch si occupa, sin dal momento della sua fondazione, di diritti umani. Nel 1990 denunciò i genocidi in Ruanda e nei Balcani ed ha sperimentato nuove  modalità per indagare sulle violazioni dei diritti in società chiuse come l'Arabia Saudita e Corea del Nord. Allo stesso tempo, già da allora, l'organizzazione ha ampliato e rafforzato il suo lavoro sui diritti delle donne, dei bambini, dei rifugiati, dei lavoratori migranti. Human Rights Watch si oppone alle violazioni di basilari diritti dell'uomo, quali la pena di morte e la discriminazione in base all'orientamento sessuale, sostiene e appoggia le lotte a favore di fondamentali diritti quali la libertà di religione e la libertà di stampa.  In particolare, Human Rights Watch attualmente
- Cerca di realizzare la piena emancipazione delle donne e promuove l'uguaglianza dei diritti
- Ha contribuito ad accendere i riflettori su temi, precedentemente ignorati, come i diritti degli omosessuali
- Ha supervisionato il commercio internazionale delle armi e il ruolo delle imprese nel campo dei diritti umani, producendo studi innovativi, per esempio, sulle violazioni dei diritti nei settori del petrolio, dell'oro, e delle armi 
- L'attacco alle Torri Gemelle dell'11 Settembre e le sue conseguenze hanno evidenziato la necessità di nuove forme di pressione sui gruppi terroristici e sui loro sostenitori e un attento monitoraggio delle leggi antiterrorismo, politiche e pratiche che violano i diritti umani fondamentali
- Si occupa della piaga dell' HIV / AIDS, ed ha creato un programma dedicato ai diritti umani e alla salute
- Un altro settore importantissimo è quello dei diritti dei bambini, in particolare di coloro che non hanno accesso all'istruzione, lavorano lunghe ore in condizioni pericolose, sono costretti a servire come soldati in conflitti armati, o a vivere in istituti o orfanotrofi
- Si occupano poi di persone disabili. Gli individui con disabilità fisiche e mentali spesso devono affrontare una maggiore violenza e discriminazione, eppure rimangono invisibili nelle loro comunità
 
Opportunità di lavoro e stage:
Human Rights Watch offre costamente opportunità di lavoro presso le proprie sedi. Per ulteriori informazioni vai alla pagina web dedicata
Fellowship: ogni anno è possibile presentare la propria candidatura entro il 6 dicembre per il Programma Alan R. and Barbara D. Finberg Fellowship aperto ai giovani laureati (Master's Degree)
Interniship:  HRW offre opportunità di interniship negli uffici dei vari paesi in cui è presente
 
Link Utili:
 
Sara Faonio
Pubblicato in No Profit
19-11-2013

Oxfam Italia

Nome: Oxfam Italia
 
Chairman: Il presidente di Oxfam Italia è Maurizia Iachino Leto di Priolo.
 
Data: Oxfam Italia aderisce alla confederazione internazionale Oxfam International nel 2010, al termine di un lungo processo di affiliazione. Oxfam Italia nasce infatti dall’esperienza di Unicodep, associazione non governativa italiana che, già 1970, era impegnata nella lotta alla povertà e all’ingiustizia attraverso interventi umanitari nei balcani, nel sud-est asiatico e nei caraibi. 
 
Collocazione:
Oxfam Italia
Via Concino Concini, 19 
52100 Arezzo
Tel. +39 0575 182481
Fax +39 0575 1824872
Numero verde per donazioni: 800.99.13.99
 
Descrizione delle attività: Oxfam Italia è una delle 17 organizzazioni di diversi Paesi, che compongono la confederazione Oxfam International. Oxfam Italia nasce dall’esperienza di Unicodep, una Ong italiana che da più di trent’anni è impegnata nel miglioramento delle condizioni di vita di migliaia di persone povere nel mondo, con l'obiettivo di dare loro una possibilità di esercitare concretamente i propri diritti e di orientare e controllare la propria vita. In sintonia con la confederazione, Oxfam Italia crede che la più grande risorsa del nostro pianeta sia l’energia umana. Questa energia, se incanalata nella giusta direzione, può essere trasformata in cibo, acqua, salute ed istruzione per tutti. Per identificare nel migliore dei modi le priorità del proprio operato, Oxfam Italia si è dotata di un documento programmatico di pianificazione per il periodo 2010/2017. Questo documento ha lo scopo di evidenziare le priorità dell’Ong e di facilitare la comunicazione con gli stakeholders primari (donatori, partner, beneficiari) e secondari (mass media, istituzioni, imprese, società civile). I pilastri della programmazione 2010-17 sono cinque: giustizia economica, servizi di base, emergenze umanitarie, cittadinanza, democrazia e partecipazione. Il metodo di lavoro di Oxfam Italia si basa su un approccio integrato fra interventi di emergenza (in occasione di eventi imprevedibili ed improvvisi), campagne di opinione e iniziative di educazione della società civile, volte anche a influenzare e stimolare le politiche di contrasto alla povertà e i programmi di sviuppo nel sud del mondo e nelle situazione di esclusione sociale in Italia.
 
Obiettivi: Gli obiettivi di Oxfam Italia sono quelli di Oxfam International. Tutti gli obiettivi della confederazione sono evidenziati in documenti programmatici di durata biennale. Gli obiettivi per il biennio 2011/2012 sono:
 
- Giustizia economica. Migliorare la capacità dei piccoli contadini del sud del mondo di raggiungere l’autosufficienza alimentare. Oxfam Italia chiede al governo italiano di tutelare il loro accesso all’acqua ed alla terra, e di aiutarli a combattere i cambiamenti climatici. L’obiettivo è quello di aiutare circa 24.000 piccoli contadini del sud del mondo, affinchè possano ricavare un giusto reddito dal loro lavoro.
- Servizi essenziali. Aumentare l’impegno dell’Italia nella lottà alla povertà, chiedendo al Governo italiano di aumentare la quantità e la qualità degli aiuti allo sviluppo al fine di garantire a tutti salute, istruzione e acqua pulita. Per raggiungere questo obiettivo verranno assistite circa 13.000 persone in Libano, Sud Africa e Vietnam.
- Emergenze umanitarie. Rispondere in modo repentino alle emergenze umanitarie, in collaborazione con la rete Oxfam, promuovendo campagne di raccolta fondi.
- Giustizia di genere. Aiutare oltre 4.000 donne in Bolivia e Vietnam ad aumentare le loro capacità e avedersi riconosciuto il loro ruolo nella società.
 

La Campagna Coltiva

Con la campagna COLTIVA (chiamata GROW a livello internazionale), Oxfam Italia vuole creare un sistema che renda il cibo, la vita, il pianeta più equi e sostenibili. Vuole condividere soluzioni con cui coltivare meglio, investendo sui piccoli agricoltori e dando loro la terra e le risorse necessarie, condividere di più le scelte alla base del sistema, riducendo il potere di pochi sulle decisioni che riguardano tutti; vivere meglio, mettendo al centro i bisogni delle generazioni future. Con il progetto COLTIVA Oxfam Italia risponde alle immediate necessità della popolazione in emergenza, laddove vi sia scarsità di cibo o di acqua; porta avanti interventi di sviluppo, tutelando l’ambiente, promuovendo l’uso responsabile delle risorse e garantendo l’accesso al mercato ai piccoli produttori locali. Oxfam svolge attività educative e di informazione, coinvolgendo i volontari, incoraggiando un consumo critico e responsabile e un uso attento di risorse ed energie rinnovabili. Il progetto interessa 5 paesi: Brasile, Haiti, Palestina, Sri Lanka e Italia.

  • Brasile: nello stato Nord del Parà si concentra la maggiore povertà del paese. Le opportunità di vita della popolazione sono legate all’utilizzo delle risorse naturali: frutta, pesce, crostacei e legnami pregiati. E’ nella capacità di sfruttare queste risorse in maniera sostenibile che si gioca la sua sfida al futuro, in termini di opportunità economiche e biodiversità. Oxfam Italia sosterrà 1.200 piccoli produttori di frutta locali, riuniti in 5 cooperative, fornendo loro assistenza tecnica e finanziaria, con particolare attenzione alle donne, realizzando strutture per la conservazione della frutta e laboratori di analisi chimica e microbiologiche che garantiscano che la qualità del prodotto rispetti gli standard internazionali.

  • Haiti: è il paese più povero dell’emisfero occidentale; il devastante terremoto del 12 gennaio 2010 ne ha distrutto la capitale, mettendo in ginocchio milioni di persone. Nonostante il 70% della popolazione viva di agricoltura, uno su quattro bambini haitiani è malnutrito. Oxfam Italia ha iniziato il suo lavoro nel dipartimento di Les Cayes, a 120 km dalla capitale Port au Prince, dove sosterrà 2.000 famiglie di agricoltori riuniti in cooperative, per migliorare la qualità e quantità della produzione agricola, contribuire a migliorare l’alimentazione e promuovere la commercializzazione dei prodotti agricoli (mango, caffè, arachidi, mais, fagioli…). Verranno costruiti vivai e orti familiari, magazzini per lo stoccaggio e la trasformazione dei prodotti, fornendo macchine per la trasformazione del caffè, garantendo formazione pratica su tecniche agricole compatibili con l’ambiente e appoggiando i centri per la nutrizione infantile e le mense scolastiche.

  • Palestina: In una situazione politicamente instabile dal 1948, gli abitanti dei Territori Palestinesi (Cisgiordania e Striscia di Gaza) hanno visto progressivamente peggiorare le proprie condizioni di vita nel corso degli anni. La pastorizia rappresenta una delle principali fonti di sussistenza per oltre il 60% della popolazione, che la esercita in situazione di estrema difficoltà, dovute all’impossibilità di muoversi liberamente con le greggi, accedere liberamente ai pascoli e alle fonti d’acqua, o vendere i prodotti al mercato. Oxfam Italia lavora dal 2005 sostenendo le comunità di allevatori in Cisgiordania e nella Striscia di Gaza, intervenendo su tutte le fasi dell’attività produttiva, permettendo di abbattere i costi, di migliorare la qualità dei prodotti destinati alla vendita e favorendo l’accesso al mercato locale. L’impegno di Oxfam Italia continuerà per fornire assistenza veterinaria, per migliorare la salute delle greggi, costruendo mangimifici comunitari che permettono l’acquisto collettivo delle granaglie e favorendo la diffusione dell’inseminazione artificiale per aumentare le nascite, sostenendo 4450 pastori della West Bank e della Striscia di Gaza. Appoggerà la produzione di prodotti lattiero caseari e delle carni qualitativamente migliori, favorendone la vendita e continuerà l’installazione di sistemi di fitodepurazione che permettono il recupero delle acque reflue per l’irrigazione e di recupero di terreni minacciati dalla desertificazione che sta avanzando in alcune parti meridionali della Cisgiordania e della Striscia di Gaza.

  • Sri Lanka: è un paese povero e logorato da profonde disparità sociali. L’agricoltura impiega un terzo della popolazione ma rappresenta solo il 16% del PIL, senza garantire alle famiglie un reddito sufficiente. Spesso colpito da gravi alluvioni e dallo tsunami del 2004, il paese esce nel 2009 da una guerra civile durata 26 anni che ha lasciato oltre 70 mila morti tra la maggioranza cingalese e la minoranza tamil. Lo sfruttamento intensivo dei terreni provocato dalla lunga monocultura ha inaridito il suolo, mentre le piantagioni più fertili restano di proprietà delle multinazionali del thé. Oxfam Italia lavora nelle zone più colpite dal conflitto, nel nord del paese, dove sosterrà 2.000 coltivatori in 20 villaggi dei distretti di Polonnaruwa e Vavunja. Forniremo piante che daranno frutti stagionali e nutrimento costante al terreno e ricopriremo con giardini forestali familiari 100 mila mq. di terreni incolti, ripiantando 500 ettari di foresta. In ogni villaggio, costruiremo cisterne per la raccolta dell’acqua e finanzieremo la costruzione di una banca regionale delle sementi, dove le varietà di semi tradizionali e ad alta produttività saranno raccolti, classificati e resi disponibili a un prezzo conveniente. Per aiutare i coltivatori a migliorare il loro peso sul mercato abbiamo dato vita a 20 centri di stoccaggio, trasformazione e conservazione alimentare. Qui mango, papaya, ananas e frutti della passione verranno trasformati in succhi di frutta, mentre banane e pomodori saranno messi ad essiccare per essere convertiti in prodotti a lunga scadenza da vendere sul mercato locale.

In Italia, l'impegno di Oxfam consiste soprattutto nel diffondere analisi e ricerche sui temi della sicurezza alimentare, del cambiamento climatico, dell’accesso globale a terra e acqua pulita. Via web e via media, vengono diffusi i contenuti e le notizie legate alla campagna COLTIVA per sensibilizzare e mobilitare il pubblico italiano. Vengono organizzati momenti di dibattito e di confronto con istituzioni e settore privato per stimolare un impegno maggiore nel definire e promuovere politiche per la sicurezza alimentare e la lotta al cambiamento climatico, e i volontari sono impegnati nell'organizzazione di eventi di sensibilizzazione in tutta Italia. 

 
Opportunità: Oxfam Italia riconosce il valore del lavoro retribuito come scelta di vita di persone che mettono a disposizione le loro capacità e il loro tempo per le finalità dell’associazione e riconosce nei lavoratori una delle componenti dell’associazione che, insieme ai socie e ai volontari, contribuisce con il suo specifico ruolo a determinarne l’identità. Oltre al lavoro su progetti, Oxfam Italia offre la possibilità di effettuare stage presso le sedi in Italia o all’estero, di svolgere il servizio civile volontario.
 
Pubblicato in No Profit

Rubrica

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