Marocco, paese di immigrazione” sembra un non-sense. Ai più potrebbe al massimo richiamare la meglio nota “Marocco, paese di transito” quando si parla di quei migranti subsahariani, e non sono tutti, che approdano nel Regno prima di proseguire il loro viaggio verso la Fortezza Europa. Ma che il Marocco attiri gli occidentali non è solo un dato di fatto, “it is an old story, as old as sailing and sex”.
Parlando di Tangeri, Truman Capote scriveva: “It is alarming the number of travelers who have landed here on a brief holiday, then settled down and let the years go by. Because Tangier is a basin that holds you, a timeless place; the days slide by less noticed than foam in a waterfall.” Era il 1949 e all’epoca ogni città marocchina aveva il proprio circolo di intellettuali europei alla ricerca di se stessi e di nuove ispirazioni nell’”oriente immaginato”. In 60 anni la comunità expat in Marocco si è evoluta e nel 2014 ad attraversare Gibilterra con mogli, armi e bagagli non sono solo i pensionati spagnoli o francesi in cerca di sole, di sollievo per i propri reumatismi e di un regime fiscale che renda giustizia a una vita di lavoro, ma un numero sempre crescente di giovani in cerca di una svolta.
Qualche cifra? Il Ministero degli Esteri francese parla di 41 129 cittadini francesi regolarmente residenti in Marocco nel 2010, mentre le autorità spagnole contano 8115 connazionali iscritti ai 7 consolati del Regno nel 2012, contro i 7440 del 2010. E sebbene queste siano stime al ribasso il trend migratorio è in costante aumento.
Ogni città marocchina attrae un tipo di migrante diverso. Se Casablanca cerca gli affaristi e Marrakesh chi si reinventa imprenditore, la Rabat cosmopolita , “la ville où tu te rends seulement pour faire des papiers” come dicono i Marocchini, attrae un tipo di migrante diverso, più riflessivo e consapevole. A Rabat arriva chi lavora nelle ambasciate, nelle ONG, chi ha vinto una borsa di ricerca o ha un incarico che richiede la vicinanza al più alto numero di istituzioni possibili. Che in Marocco, merci le colonialisme, si trovano ancora tutte concentrate nella capitale.
Expat once, expat forever?
Gli expats giovani e meno giovani sono generalmente persone con un livello di istruzione elevato che si inseriscono in un segmento del mercato del lavoro medio-alto, un gradino sopra rispetto al marocchino medio e due in più rispetto al lavoro a cui avrebbero potuto aspirare nella terra natale.
Ne costituiscono un esempio eclatante i cosiddetti language teaching jobs: se per insegnare una lingua straniera in una scuola privata in Italia è necessaria almeno la laurea in Lingue e, preferibilmente, una certa esperienza pregressa nell’ambito, a Rabat [e, più in generale, in tutto il Medio Oriente] è facilissimo trovare un lavoro degnamente remunerato come insegnante di inglese o francese anche se non si possiedono suddetti requisiti, perché avere un europeo tra i membri dello staff è motivo di prestigio per la scuola.
 
Per scoprire di più sull’esperienza di tanti giovani europei emigrati in Marocco, clicca qui!
 
 
Pubblicato in Formarsi
Trasformare la fuga in circolazione dei talenti. Dare la possibilità a chi si trova temporaneamente o stabilmente all’estero di contribuire con idee e competenze al rinnovamento e alla crescita dell’Italia. Fare in modo che chi è “dentro” non si consideri un talento “sprecato”, mentre chi è “fuori” non debba sentirsi un talento “esiliato”.
 
E’ questa la missione di ITalents, da realizzare tramite la costruzione di una ampia e solida rete e attuando strumenti e iniziative che consentano ai giovani una partecipazione attiva allo sviluppo del Paese, in particolare attraverso lo stimolo all’imprenditoria, il riconoscimento del merito e il sostegno dell’innovazione ad ogni livello – industriale, artistico, istituzionale. L’associazione nasce con spirito indipendente, apartitico. Mira a divenire un «creative energy accelerator» che aiuti a sprigionare la creatività italiana, facendo emergere i talenti migliori che vivono e lavorano in patria e all’estero.
 
Un’importante parte dei progetti di ITalents si rivolge proprio ai giovani italiani “emigrati”.
Oltre a raccogliere tutte le realtà che si occupano di talenti all'estero e che lavorano affinché ci sia una sempre più proficua circolazione e collaborazione tra Sistema Paese e Talenti nel mondo, ITalents vuole  raccontare le singole storie di chi vive e lavora all'estero.
Ogni storia è preziosa e ad Italents piace raccontare non solo casi di successo, ma anche eventuali difficoltà incontrate, idee di miglioramento, esperienze vissute. Se avete voglia di raccontare la vostra storia scrivete a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo..
 
Avrete la possibilità di vedere la vostra esperienza pubblicata sul sito!
 
Era il 27 gennaio 1945 quando il campo di Auschwitz – Birkenau venne liberato. L’inferno era stato scoperto, dopo anni di impunite atrocità, il lager nazista veniva “smascherato” e reso noto al mondo intero. Olocausto, questo il nome dell’immane tragedia che segna indelebilmente la storia del ‘900. Col termine Olocausto (che in greco significa “sacrificio col fuoco”) s’intende la persecuzione e l’uccisione sistematica di circa sei milioni di ebrei da parte del regime nazista e dei suoi collaboratori. Durante l’Olocausto, i nazisti perseguitarono anche altri gruppi per la loro presunta “inferiorità razziale”: zingari, portatori di handicap e alcune popolazioni slave, oltre alle persecuzioni nei confronti di individui sulla base delle loro idee politiche, delle loro credenze religiose o dei loro comportamenti sociali (ad es. gli omosessuali) sulla base dell’assurda teoria dell’eugenetica, mirata ad eliminare coloro la cui vita era di “nessun valore”. Tanto è stato detto in merito a ciò che è successo, tanto è stato fatto: sono stati celebrati processi, come il famoso processo di Norimberga, durante il quale si sono avute le condanne di coloro che questi efferati crimini li avevano commessi. Norimberga è stato l’input che ha portato al riconoscimento di valori e standard internazionali di umanità, inviolabili e perseguibili ovunque nel mondo. La risonanza globale provocata dalla Shoah, così la chiamano i sopravvissuti al massacro, ha determinato l’adeguamento delle normative interne, comunitarie e internazionali ispirate ai principi di pace e uguaglianza. In seguito a ciò venne istituito il Giorno della Memoria (in Italia dal 2000 e a livello mondiale dal 2005 a seguito della risoluzione 60/7 dell'Assemblea generale delle Nazioni Unite del 1° Novembre 2005): perché il mondo deve ricordare? Il genocidio nazista è stato compiuto in realtà dall’intera razza umana: come è stato possibile non accorgersi di quello che stava accadendo o, ancora peggio, aver taciuto davanti a tali scenari surreali? Queste domande rimangono ancora oggi senza risposta. Per tali motivi questa giornata non deve essere solo un evento commemorativo, ma anche e soprattutto un evento culturale e formativo che valga come monito alle future generazioni affinché ciò non si ripeta mai più. Tanti fatti, è vero, tanti cambiamenti anche, ma la consapevolezza e la volontà che ciò non accada più, questi esistono oggi? Settantadue anni sono passati da quel giorno di “liberazione”. Il 27 gennaio è diventata la data simbolo della fine della tragedia che per anni colpì l’Europa della Seconda guerra mondiale. Così come l’anzianità dovrebbe portare saggezza e comprensione nelle persone, la ricorrenza del 72° anniversario dalla liberazione dovrebbe portare coscienza tra i popoli del mondo, pace e rispetto, ancora oggi l’universale spirito di comunione e pace che dovrebbe governare il nostro mondo rimane un utopistico desiderio non ancora del tutto realizzato. Lo testimoniano gli innumerevoli eventi che affliggono il nostro mondo, persecuzioni, odio razziale, intolleranza verso il prossimo, perpetrazione di violenza folle: ne sono un esempio il genocidio del Kosovo, il genocidio in Ruanda, il genocidio contro i Curdi, e tanti altri casi verificatisi negli anni successivi alla seconda guerra mondiale. Questi 72 anni dovrebbero essere, ancora di più oggi, un input verso uno sforzo collettivo di umanizzazione mondiale. Non sono i 72 anni anagrafici di questa commemorazione a rappresentare la realtà dei fatti: il mondo è come un adolescente che dai suoi errori sta imparando ad umanizzarsi, che sbaglia certo, ma lotta per far valere quello in cui crede. Nonostante gli insuccessi che tuttora caratterizzano la nostra storia, l’umanità sta progredendo, sta prendendo consapevolezza della sua forza e si fa portavoce di un sentimento che sempre più ci avvicina, che sempre più accomuna NOI, cittadini del mondo: il valore della vita. Ed è da questo che oggi dobbiamo ripartire, dall’importanza del riconoscimento di questo valore e dalla cooperazione tra i popoli. I differenti background che caratterizzano ciascun essere umano devono essere la forza unificante in un mondo così diversificato e l’energia propulsiva con la quale governare la società.  L’apertura del cancello di Auschwitz è un simbolo, il simbolo della fine di uno degli incubi peggiori che l’umanità abbia vissuto. È dal cancello che si apre che dobbiamo trarre spunto al fine di riuscire a “liberarci” anche noi dai preconcetti e dagli schemi malsani che affliggono la nostra società. Ci vorrà del tempo, come ce n’è voluto per liberare i migliaia di deportati in Polonia, ma il cancello per un mondo migliore non aspetta altro che essere spalancato. Ricordare affinché un’altra tragedia venga evitata: l’uccisione del futuro dell’umanità
 

 

 
Eventi del 27 gennaio in Italia:
 
 
Ogni anno in Italia vengono promosse iniziative per ricordare la Shoah, potrai anche tu nella tua città rendere viva la memoria dell'atroce accaduto del 1945 e non dimenticare 
 
 
 
Sarah Sulas e Daniel Riccardo Abblasio 
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ALISEI ti offre la possibilità di collaborare alle sue attività di volontariato in Italia e nel mondo! Partecipa alle sue iniziative!
 
 
Ente
ALISEI - Associazione per la cooperazione internazionale e l'aiuto umanitario - è un'Organizzazione Non Governativa (ONG) senza fini di lucro nata in Italia, nel 1998. È riconosciuta dal Ministero degli Affari Esteri come idonea a gestire interventi di cooperazione, aiuto umanitario informazione ed educazione allo sviluppo nei Paesi terzi e in Italia. Dal 1994 è partner della Direzione Generale per l’Aiuto Umanitario della Commissione Europea (ECHO). ALISEI lavora, come scelta strategica da oltre 20 anni, per la crescita di una società  di eguali al Sud ed al Nord del mondo; promuove e gestisce programmi e progetti di cooperazione internazionale e aiuto umanitario in contesti di emergenza, al Nord e al Sud del Mondo, per contribuire a sostenere e appoggiare processi duraturi di sviluppo e di riabilitazione e ricostruzione post bellica e a seguito di disastri naturali.
 
Dove:
In Italia e all’estero
 
Destinatari:
Tutti coloro che hanno un forte interesse per l’inclusione sociale, cooperazione in ambito umanitario
 
Durata:
A seconda del progetto
 
Scadenza: 
Non è prevista scadenza
 
Descrizione dell’offerta:
L’associazione ALISEI offre molte opportunità di svolgere attività di volontariato in ambiti diversi. Con tre aree di intervento specifiche, sviluppo-emergenza-educazione allo sviluppo, offre la possibilità di impegnarsi sia sul territorio nazionale che nel resto del mondo.
In Italia:
promuove, tramite progetti mirati  per le scuole e la popolazione, temi come l’inclusione sociale, la sensibilizzazione allo sviluppo e la cooperazione interraziale
Nel mondo:
realizza progetti di sviluppo per le popolazioni rurali e interventi umanitari di ricostruzione e sviluppo sostenibile in territori coinvolti in conflitti
 
Requisiti:
Non specificati
 
Documenti richiesti:
curriculum vitae
 
Guida all’application:
Invia il tuo curriculum vitae a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
 
Informazioni utili:
Per maggiori informazioni sui progetti dell’associazione clicca qui
 
Link Utili:
 
Contatti utili:
VIA COLAUTTI, 1 20125 MILANO
Tel. +39 02 66.80.52.60
Fax.+39 02 66.80.97.23
Per altre opportunità simili, vai alla sezione "Cooperazione, sviluppo e volontariato"
 
A Cura di Elisa Maglio
 
Per il nuovo anno accademico 2014-2015 Carriere Internazionali ha selezionato per i suoi iscritti SILVER e GOLD centinaia di opportunità, frutto di accordi siglati con prestigiosi Enti attivi in campo internazionale. Per maggiori informazioni su Silver e Gold CLICCA QUI!
 
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La redazione carriereinternazionali.com declina ogni responsabilità sull’attendibilità delle informazioni contenute nella scheda. Per informazioni in merito all’opportunità, contattare l’ente proponente.
 
LA REDAZIONE
 
“La Settimana promuove, in tutto il mondo, la lingua italiana nelle sue più varie sfaccettature scegliendo ogni anno un tema specifico o un particolare settore d'uso della lingua; in collaborazione con il Ministero degli Affari Esteri; dal 2001” [Accademia della Crusca]
 
Siamo giunti quest’anno alla quattordicesima Settimana della lingua italiana nel mondo: la prima si è tenuta nell'ottobre 2001 - anno europeo delle lingue - su iniziativa di Francesco Sabatini, allora Presidente dell’Accademia della Crusca, insieme alla Direzione Generale per la Promozione e la Cooperazione Culturale del Ministero degli Affari Esteri.
 
L'organizzazione di questo importante evento è curata dal Ministero degli Affari Esteri, dall'Accademia della Crusca e, all'estero, dagli Istituti Italiani di Cultura, dai Consolati italiani, dalle cattedre di Italianistica delle varie Università, dalla Società Dante Alighieri e da altre Associazioni di italiani all'estero, sotto l'alto Patronato del Presidente della Repubblica.
 
L'iniziativa ha riscosso un successo crescente negli anni e si è sviluppata in qualità e quantità: il numero dei partecipanti così come quello degli eventi organizzati è sensibilmente aumentato, anche grazie alla diversificazione delle proposte offerte a un pubblico eterogeneo e non costituito  esclusivamente  dagli addetti ai lavori. Tra i vari tipi di eventi, troviamo infatti seminari e conferenze, mostre, proiezioni di film. Le tematiche affrontate sono le più disparate, ma tutte chiaramente accomunate da un unico filo conduttore: la lingua e la cultura italiana.
 
Il tema scelto per la Settimana del 2014, che avrà luogo dal 20 al 25 ottobre, è il seguente: Scrivere la nuova Europa: editoria italiana, autori e lettori nell’era digitale. L’obiettivo è quello di mettere in luce il ruolo e il valore del libro, sia esso cartaceo o elettronico, quale strumento di diffusione della cultura e democratizzazione del sapere. Particolare attenzione sarà rivolta al contributo dato dai molteplici attori della filiera del libro (editori, autori, traduttori, bibliotecari, agenti ecc.) e alla costruzione dell’identità culturale dell’Europa, dall’invenzione della stampa fino all’attuale era della digitalizzazione, in cui le nuove modalità di fruizione aprono nuove prospettive, ancora non del tutto esplorate ma senz’altro destinate a rivoluzionare le pratiche della scrittura, della lettura e dell’attività editoriale.
 
Il tutto si inserisce nell’ambito del Semestre di Presidenza italiana dell’Unione Europea, e può anche offrire spunti di riflessione ulteriori per considerare l’italiano un vero e proprio volano per la nostra promozione turistica.
 
Ogni anno, ciascuno dei 90 Istituti Italiani di Cultura (IIC), di fatto gli organi culturali delle Ambasciate, organizza il suo programma di eventi, coerentemente con le risorse disponibili e con quelle che sono le richieste e gli interessi maggiori dei vari Paesi. Clicca qui per consultare l’elenco aggiornato degli eventi organizzati dagli IIC in tutto il mondo!
 
Tra questi, un’interessante iniziativa è quella promossa da BooksinItaly, che in questi giorni farà un breve tour legato al mondo dell’editoria in alcuni IIC d’Europa e del mondo.
 
Ogni anno, infine, nell'ambito della Settimana viene indetto il concorso "Scrivi con me", riservato agli studenti delle scuole medie superiori italiane e bilingui all’estero e supervisionato e patrocinato di volta in volta da una diversa personalità di spicco del mondo della cultura italiana.
 
In concomitanza con la Settimana, si terranno quest'anno gli Stati generali della lingua italiana nel mondo (Firenze, 21-22 ottobre), una riflessione complessiva sullo “stato di salute” della nostra lingua, sulle sue potenzialità e sulla sua promozione all’estero, che coinvolge numerosi soggetti. Anch'essi sono organizzati dalla rete culturale e diplomatica della Farnesina e riceveranno un’ampia copertura mediatica: per il MAE rappresentano "un'occasione per approfondire le correnti strategie di diffusione dell'italiano all'estero e per fare il punto, in modo costruttivo, sulle nuove sfide da affrontare".
 
I temi discussi comprenderanno le nuove sfide e i nuovi strumenti della comunicazione linguistica, le strategie di promozione linguistica per le diverse aree geografiche, il ruolo delle Università (con particolare attenzione alle cattedre di italianistica) e il ruolo degli italofoni e delle comunità italiane all'estero.
 
In occasione delle celebrazioni, l'Accademia della Crusca pubblica il libro elettronico “L'editoria italiana nell'era digitale”, che sarà presentato a Firenze mercoledì 22 ottobre alle ore 15.
 
 
Link utili:
Settimana lingua italiana su Accademia della Crusca e MAE
IIC nel mondo: clicca qui per cercarne uno o qui per saperne di più!
 
Tatiana Camerota
Pubblicato in Eventi e Ultime Notizie
<<Lo scopo del nostro lavoro è garantire un mondo più pacifico (…) Combattiamo per la pace e difendiamola con tutte le nostre forze>> Ban Ki-moon, 21 settembre 2013.
 
È alquanto bizzarro parlare di “pace” ultimamente, specie per via dei conflitti che attualmente dilaniano il mondo. Dalla Palestina all’Ucraina sembra che l’uomo abbia dimenticato cosa significhi CON-vivere coi suoi simili. Ancora più bizzarro è parlare di pace proprio a più di cento anni dall’inizio della Grande Guerra, il primo dei due conflitti mondiali che tolsero la vita a milioni di persone e condizionarono l’esistenza di altrettante migliaia.
Da allora la maggior parte delle guerre scoppiate fino ad oggi sono stati conflitti interni. Solo 6 di questi 103 cominciati fra il 1989 e il 1997 hanno infatti avuto portata internazionale. Un dato che potrebbe sembrare minimizzante se non fosse per il fatto che, in proporzione, le vittime sono state per la maggior parte civili: dal 70% della seconda guerra mondiale al 90% nei conflitti degli anni ’90.
Proprio al fine di sensibilizzare la popolazione mondiale all’ideale della pace è stata istituita un’apposita giornata internazionale, appunto la “Giornata Internazionale della Pace” la quale ricorre il 21 settembre di ogni anno.
La prima fu promossa il 30 novembre 1981dall' Assemblea Generale delle Nazioni Unite tramite la risoluzione 36/67 con la quale si  dichiarò che dall’anno successivo, nel 1982, sarebbe stato designato il terzo giovedì di settembre di ogni anno come il giorno prescelto per dare luogo a tale evento. Fu solo dopo una campagna di Jeremy Gilley e della organizzazione Peace One Day, il 7 settembre del 2001, che l'Assemblea Generale delle Nazioni Unite approvò la risoluzione 55/282 tramite la quale dichiarò che, a partire dal 2002, la Giornata Internazionale della Pace sarebbe stata celebrata esclusivamente il 21 settembre di ogni anno rendendolo così il giorno del “Cessate il fuoco”.
L’intento è da sempre quello di rivolgere a tutti un invito a cessare le ostilità e a festeggiare degnamente questa ricorrenza proponendo ogni anno un tema diverso (seppur inerente) che poi le scuole, i comitati cittadini, le associazioni nonché gli enti locali e nazionali dei vari paesi dell’ONU e le istituzioni europee ed internazionali affrontano tramite conferenze, concerti, iniziative online, flashmob ed altri eventi simili
 
 
 
Risorse:
 
Messaggio Segretario generale ONU
Video  
 
Francesca Pedace
Pubblicato in Istituzioni
Ente:Organizzazione per la Sicurezza e la Cooperazione in Europa (Organization for Security and Co-operation in Europe, OSCE). L’OSCE ha 57 Stati partecipanti. L’OSCE si compone di “Stati partecipanti” e non di “Stati membri” in quanto è ancora aperto il dibattito sul progetto di Convenzione sulla personalità giuridica internazionale, la capacità giuridica, i privilegi e le immunità dell’OSCE. Inoltre, all’Organizzazione aderiscono anche 11 Partner per la cooperazione (Partners for Co-operation): Algeria, Egitto, Israele, Giordania, Marocco, Tunisia, Afghanistan, Giappone, Repubblica di Corea, Tailandia, Australia
 
Segretario Generale: Angel Gurria. Il SG del’Organizzazione resta in carica per tre anni. Scaduto tale mandato, vi è la possibilità di rinnovarlo per un ulteriore triennio
 
Data di fondazione:5-6 dicembre 1994 durante il Summit di Budapest. L’OSCE nasce dall’evoluzione/istituzionalizzazione della Conferenza sulla Sicurezza e sulla Cooperazione in Europa (Conference on Security and Co-operation in Europe, CSCE). In un clima di progressiva distensione dei rapporti tra i due blocchi della Guerra Fredda, la CSCE viene convocata per la prima volta a Helsinki il 3 luglio 1973 per facilitare ulteriormente il dialogo Est-Ovest. Il 1° agosto 1975, 35 capi di Stato e di governo compresi il Presidente degli Stati Uniti  Gerald Ford e il Segretario Generale del Partito Comunista sovietico Leonid Brezhnev, firmano l’Atto finale di Helsinki riconoscendo e accettando le frontiere esistenti fra gli Stati europei, compresa quella che divideva la Germania in due entità politiche distinte e sovrane.Nel corso degli anni ’80 la CSCE ha tenuto numerosi incontri a livello ministeriale per promuovere il dialogo e la cooperazione tra il blocco occidentale e il blocco orientale. La caduta del Muro di Berlino, se da un lato è il simbolo della fine della Guerra Fredda, dall’altro segna la nascita di nuove sfide sul territorio europeo. La CSCE avverte l’esigenza di reinventarsi e di dotarsi di strumenti propri per meglio rispondere alle nuove minacce alla sicurezza in Europa. Il dialogo sull’istituzionalizzazione della CSCE  inizia durante il Vertice di Parigi del novembre 1990. Il processo di istituzionalizzazione della CSCE culmina 4 anni più tardi a Budapest con la trasformazione della Conferenza in una Organizzazione internazionale, l’OSCE
 
Collocazione:
Segretariato Generale
Wallnerstrasse 6
A-1010 Vienna – Austria
 
Uffici distaccati: Albania, Bosnia ed Erzegovina, Kosovo, Montenegro, Serbia, Repubblica Ex-Jugoslava di Macedonia, Moldova, Ucraina, Uzbekistan, Tagikistan, Azerbaigian, Armenia, Kazakistan, Turkmenistan, Kirghizistan
 
Obiettivi dell'Ente:l’OSCE è un foro multilaterale che, dall’area euro-atlantica all’aera euro-asiatica (da Vancouver a Vladivostok), si fa promotrice di un approccio olistico alla sicurezza. Tale approccio, infatti, affronta trasversalmente tematiche legate a tre “dimensioni” fondamentali (chiamate “cesti”, baskets, all’epoca della CSCE): la dimensione politico-militare, la dimensione economico-ambientale; la dimensione umana. L’OSCE, inoltre, mira alla prevenzione/gestione dei conflitti e alla ricostruzione post-bellica   
Struttura dell’Ente: la struttura dell’OSCE è molto articolata. Essa è composta dai seguenti organi e istituzioni:
 
Segretariato (Secretariat). Il Segretariato è l’organo esecutivo dell’Organizzazione. Esso è presieduto dal Segretario Generale e fornisce supporto operativo nei seguenti campi: lotta al terrorismo e al traffico di esseri umani; controllo dei confini; attività economiche e ambientali; azione esterna; eguaglianza di genere; prevenzione dei conflitti. Il Segretariato ha il suo quartier generale a Vienna e un Ufficio distaccato a Praga. Il Rappresentante Speciale per la lotta al traffico di esseri umani costituisce un’importante articolazione interna del Segretariato
 
Ufficio per le Istituzioni Democratiche e i Diritti Umani (Office for Democratic Institutions and Human Rights, ODIHR). L’ODHIR ha sede a Varsavia e, in tutta l’area-OSCE, esso si occupa di processi di democratizzazione, monitoraggio elettorale, stato di diritto, tutela dei diritti umani, tolleranza e non-discriminazione
 
Alto Commissario per le Minoranze Nazionali (High Commissioner on National Minorities). Tale carica, istituita nel 1992, mira a identificare qualsiasi potenziale tensione etnica in modo tale da proporre delle soluzioni prima che si pervenga a dei veri e propri conflitti. L’Alto Commissario per le Minoranza Nazionali ha sede a l’Aia
 
Rappresentante per la Libertà dei Media (Representative on Freedom of the Media). Esso osserva i mass media (e la legislazione che ne regola il funzionamento) in tutti e 57 gli Stati partecipanti dell’OSCE per verificare se la libertà di espressione è tutelata. In caso contrario, vengono inviati dei moniti cui lo Stato partecipante in questione è tenuto a conformarsi. Il Rappresentante ha sede a Vienna
 
Missioni sul campo (Field operations). L’OSCE assicura una rete capillare di missioni sul campo nei Balcani occidentali, nel Caucaso del Sud e in Asia Centrale. In tal modo, l’Organizzazione ha offerto e continua ad offrire un fondamentale sostegno nei processi di transizione democratica e/o di costruzione degli apparati statali dopo gli eventi politici degli anni ’90
 
Assemblea Parlamentare(Parlamentary Assembly). L’Assemblea Parlamentare dell’OSCE costituisce la dimensione rappresentativa dell’Organizzazione. In seno all’Assemblea Parlamentare siedono 323 membri provenienti dai Parlamenti nazionali degli Stati Partecipanti. Essi facilitano il dialogo parlamentare al fine di far fronte alle minacce alla democrazia in tutta l’area-OSCE. L’Assemblea Parlamentare ha sede a Copenaghen
 
Corte di Conciliazione e Arbitrato (Court of Conciliation and Arbitration). Con sede a Ginevra, la Corte si occupa di dirimere in maniera pacifica le controversie tra gli Stati partecipanti dell’Organizzazione. La Corte è stata istituita nel 1995 tramite la Convenzione sulla Conciliazione e l’Arbitrato (Convention on Conciliation and Arbitration) di cui sono parte solo 33 Stati dell’Organizzazione
 
Gruppo di Minsk(Minsk Group). Co-presieduto dalla Francia, dalla Federazione Russa e dagli Stati Uniti, il Gruppo facilita il dialogo circa la situazione conflittuale che ruota attorno al  Nagorno-Karabakh
 
Joint Consultative Group. Con sede a Vienna, il Joint Consultative Group si occupa di tutte le questioni inerenti al rispetto delle disposizioni contenute nel Trattato sulle Forze Armate Convenzionali( Treaty on Conventional Armed Forces). In particolare,il Joint Consultative Group cerca di: risolvere conflitti interpretativi sul testo del trattato; assicurare l’effettivo rispetto delle norme del trattato; considerare le eventuali controversie che possono sorgere dall’attuazione del trattato in questione
 
Open Skies Consultative Commission. Con sede a Vienna, l’Open Skies Consultative Commission(OSCC) sorveglia l’attuazione delle disposizioni contenute nell’ Open Skies Treaty. L’Open Skies Treaty vanta 34 Stati parte ed è entrato in vigore nel gennaio 2002. Sul territorio degli Stati parte, il trattato stabilisce un regime di sorvolo non armato
 
Attività dell'Ente: l’OSCE si occupa degli aspetti militari della sicurezza; dei temi legati all’energia sostenibile, all’ambiente e allo sviluppo economico; della tutela dei diritti fondamentali. In particolare, l’Organizzazione svolge le sue attività nei seguenti settori:
 
Controllo del traffico di armi. Dopo la fine della Guerra Fredda un cospicuo numero di armi in eccedenza è stato immesso nel mercato in maniera del tutto illegale. L’OSCE, operando sul campo, contribuisce ad arrestare la diffusione di queste armi e offre assistenza ai fini della loro distruzione. L’organo principale dell’Organizzazione che si occupa di tale attività è il Forum for Security Co-operation
 
Gestione dei confini. L’OSCE si adopera per accrescere la sicurezza dei confini nelle aree a rischio (Asia centrale in particolare) facilitando il flusso di persone, merci e tutelando i diritti umani. A Dushanbe in Tagikistan ha sede il Border Management Staff College dell’Organizzazione. Si tratta di un istituto che si occupa della formazione degli ufficiali addetti alla sicurezza dei confini. Tali ufficiali provengono sia dagli Stati partecipanti, sia dai Partner per la Cooperazione
 
Lotta al traffico di esseri umani.  Il traffico di esseri umani è un fenomeno presente in quasi tutti gli Stati partecipanti dell’OSCE. Alcuni di essi si qualificano come “Paesi d’origine” del traffico, altri come “Paesi di destinazione”.  L’OSCE combatte il traffico di esseri umani tramite il controllo dei confini, il rafforzamento dello Stato di diritto e la lotta alle discriminazioni. L’Organizzazione possiede un Rappresentante Speciale per la lotta al traffico di esseri umani
 
Lotta al terrorismo. L’OSCE conduce la sua lotta al terrorismo utilizzando tutta l’esperienza maturate nel campo della prevenzione dei conflitti e della gestione delle crisi. La maggior parte della misure di contrasto al terrorismo ricadono nei più importanti e delicati ambiti di competenza dell’Organizzazione come la formazione di agenti di polizia e il monitoraggio dei confini
 
Prevenzione e risoluzione dei conflitti. L’OSCE svolge attività di mediazione all’interno dei cosiddetti “conflitti congelati”.  L’Organizzazione ha costituito il Gruppo di Minks (presieduto congiuntamente dalla Francia, dalla Federazione Russa e dagli Stati Uniti d’America) per facilitare il dialogo circa l’atavica situazione conflittuale che ruota attorno al  Nagorno-Karabakh. Per laTransdniestria, invece, è stato costituito il cosiddetto“dialogo 5+2"  che include la Moldova, la Transdniestra,  tre mediatori (Federazione Russa, Ucraina e l’OSCE) e due osservatori (Stati Uniti e Unione Europea).  Infine, per stabilizzare la situazione creatasi in Georgia dopo il conflitto dell’estate del 2008, l’OSCE in collaborazione con l’Organizzazione delle Nazioni Unite e l’Unione Europea, ha presieduto il team dell’International Geneva Discussion e opera al fine di evitare l’insorgenze di incidenti (diplomatici e non) che possano scaturire in situazioni conflittuali
Attività in campo economico e ambientale. L’OSCE supporta la crescita economica cercando di rafforzare le piccole e medie imprese monitorando e agendo contro la corruzione e il riciclaggio internazionale di denaro. In campo ambientale, l’OSCE supporta gli Stati partecipanti affinché utilizzino in maniera sostenibile le risorse naturali. A tal fine l’Organizzazione favorisce l’implementazione di progetti per la gestione ottimale delle acque, del suolo e per lo smaltimento di rifiuti tossici
 
Diritti umani, diritti delle minoranze, eguaglianza di genere. L’OSCE monitora gli standard di tutela dei diritti umani in tutti e 57 gli Stati partecipanti. In particolare, ergendosi a strenuo difensore della tolleranza e della non discriminazione, l’Organizzazione promuove e preserva i diritti delle minoranze nazionali con particolare riferimento ai Rom e ai Sinti. Inoltre, l’OSCE mira al conseguimento della totale eguaglianza di genere implementando progetti volti al women empowerment e incitando alcuni degli Stati partecipanti a rivedere tutte le leggi nazionali che non garantiscono alle donne le medesime opportunità previste per gli uomini
 
Good governance. L’OSCE supporta gli Stati partecipanti nella lotta alla corruzione e nella costruzione di istituzioni solide e democratiche. In tale contesto, l’Organizzazione si serve principalmente di due strumenti: monitoraggio elettorale e controllo della libertà dei mass media. In caso di elezioni all’interno degli Stati partecipanti, previo consenso dello Stato ospitante, l’OSCE invia osservatori elettorali per verificare se le elezioni in questione si svolgono secondo standard democratici contenuti nel Documento di Copenaghen, firmato nel 1990 dagli Stati partecipanti dell’Organizzazione. Inoltre, l’OSCE fornisce assistenza tecnica in caso di revisione delle leggi elettorali. L’Organizzazione si erge anche a garante della libertà di espressione tramite il monitoraggio dei mass media degli Stati partecipanti. In base al risultato delle sue valutazioni, l’Organizzazione può anche incitare lo Stato/gli Stati partecipante/i in questione a rivedere le leggi che regolano il settore dei mass media

 

Opportunità dell'Ente:  l’OSCE offre una vasta gamma di opportunità d’impiego, sia presso il Segretariato, sia presso gli Uffici distaccati. I posti vacanti sono disponibili per tutti i cittadini dei 57 Stati partecipanti. Di seguito, le varie opportunità di carriera dell’Organizzazione:
 
Contracted. Impiego a contratto. Si tratta di un impiego limitato nel tempo, soprattutto nel campo del supporto amministrativo, sia presso il Segretariato, l’ODIHR, l’Alto Commissariato per le Minoranze Nazionali, il Rappresentante per la libertà dei media, sia presso le missioni sul campo
Seconded. Esperti nazionali distaccati. Possibilità di impiego soprattutto nelle missioni sul campo. In questo caso, la prima fase di selezione per la nomina degli esperti nazionali distaccati è di competenza dei singoli Stati partecipanti.
Junior Professional Officer (JPO) Programme. L’OSCE possiede un programma per assunzione di JPO. Tale programma è dedicato ai giovani laureati che vogliono iniziare una carriera all’interno dell’Organizzazione. La posizione di JPO è trattata alla stregua di una posizione “seconded”, dunque il processo di selezione passa per il tramite dei singoli Stati partecipanti. Le opportunità di impiego come JPO non vengono pubblicate con cadenza regolare. È opportuno, dunque, monitorare le offerte della sezione “seconded” sul sito dell’Organizzazione.
Tirocini. L’OSCE offre possibilità di tirocinio a giovani laureati/laureandi. Le scadenze per potersi candidare a tale posizione non sono calendarizzate, ma vengono fissate sulla base delle esigenze dei vari Uffici dell’Organizzazione
Consulenze. L’OSCE offre possibilità di impiego anche nel campo della consulenza. L’Organizzazione richiede consulenze sulla base di necessità tecniche ad hoc
Short-term positions. Impieghi di breve periodo sulla base di necessità momentanee e ad hoc
Fellowship Programme. Due volte all’anno, l’Assemblea Parlamentare dell’OSCE offre l’opportunità di svolgere unFellowship Programme presso la sua sede a Copenaghen
 
 
Link utili:
 
Ritalba Mazzara
Pubblicato in Istituzioni

   

Scopri se sei un vero tifoso dei Mondiali di calcio cliccando qui e rispondendo a queste 4 domande! Durante il quiz, inoltre, potrai conoscere anche in che modo il Programma Alimentare Mondiale (WFP) lavora per un mondo libero dalla fame!
L’agenzia delle Nazioni Unite  WFP è in prima linea nella lotta contro la fame, sempre pronta a rispondere tempestivamente alle emergenze, salvando vite umane e portando cibo agli affamati e a chi è più vulnerabile.
Il WFP lavora anche perché gli affamati possano raggiungere una sicurezza alimentare nel futuro, attraverso programmi di assistenza alimentare che siano strumentali alla costruzione di beni, alla diffusione della conoscenza e alla crescita di  comunità più forti e più dinamiche.
Un esempio è il programma di pasti scolastici: il WFP fornisce cibo a scuola a più di 20 milioni di studenti.  Il cibo, sotto forma di pasti scolastici,  incoraggia le famiglie a mandare i propri figli a lezione, dando loro anche una speranza in un futuro migliore. Un effetto altrettanto importante dei pasti scolastici è che, a stomaco pieno, i piccoli studenti riescono a concentrarsi maggiormente nello studio .
Con i programmi “Cibo in cambio di lavoro”, il WFP fornisce razioni alimentari in cambio di lavoro utile allo sviluppo della comunità.  Senza la preoccupazione di pensare a  dove e a come procurarsi il prossimo pasto, gli agricoltori possono dedicare più tempo ed energia alla costruzione di sistemi di irrigazione capaci di aumentare la produzione agricola.
Anche i progetti di “Cibo in cambio di formazione” permettono a chi non ha i mezzi di dedicare il proprio tempo all’apprendimento di mestieri quali l’apicoltura e il cucito o ad imparare a  leggere e scrivere, capacità che aiuteranno a rendersi  economicamente indipendenti.
Il WFP ha sviluppato specifiche competenze in diversi settori quali l’Analisi della Sicurezza Alimentare, la Nutrizione, l’Approvvigionamento Alimentare e la Logistica per rispondere al meglio ai bisogni di chi è affamato.
 
Link Utili: Per saperne di più sul WFP, restare sempre aggiornati e scoprire come poter contribuire a questo grandioso progetto, visita quiil sito ufficiale del Programma Alimentare Mondiale.
 
A cura di Silvia Cipullo
 
 
“Se sei interessato a conoscere meglio il mondo delle relazioni internazionali, se hai voglia di mettere alla prova le tue doti diplomatiche e capire se questa è la strada chefa per te, partecipa al Rome Model United Nationsla più grande simulazione Onu inItalia! Non perdere questa opportunità!”
 
"La redazione di carriereinternazionali.com si esime dalla responsabilità sulle informazioni riportate nei siti dai quali le offerte di lavoro, stage, formazione sono state tratte"
LA REDAZIONE  
 
Pubblicato in Eventi e Ultime Notizie

Project Abroad è sempre alla ricerca di Assistant Manager che si rechino all’estero per supportare i volontari sul campo: se sei in un momento di transizione della tua vita e non vuoi rimanere con le mani in mano, ecco l’occasione che fa per te!

 

“Per altre opportunità simili, andate alla sezione Cooperazione, Sviluppo e Volontariato"

 

Ente: Projects Abroad è una delle prime organizzazioni a livello internazionale che lavora per pianificare viaggi di volontariato e stage equo-solidali. L’obiettivo di Projects Abroad è quello di incoraggiare giovani e meno giovani a prendersi del tempo, una “pausa” positiva per esempio tra la laurea e il primo impiego o tra un lavoro e l’altro, da sfruttare in giro per il mondo, facendo volontariato, esperienze professionali, imparando o migliorando una lingua, conoscendo e confrontandosi con culture diverse. Coinvolge ogni anni circa 4.000 volontari che partecipano a missioni umanitarie, progetti di insegnamento, sport, tutela dell’ambiente e stage in giornalismo, diritti umani, economia, medicina, veterinaria.

 

Dove: In tutto il mondo

 

Destinatari: Maggiorenni.

 

Quando: Non Specificato

 

Scadenza: Open

 

Descrizione dell’offerta: L’Assistant Manager affianca lo staff locale che si occupa di accogliere i volontari nei paesi di destinazione; facilita la comunicazione tra l’ufficio e i volontari;  controlla l’alloggio assegnato ai volontari prima del loro arrivo; è sempre disponibile per i volontari, per risolvere i loro problemi ed aiutarli ad ambientarsi.

 

Requisiti:   

  • - Diploma di laurea    
  • - Buona conoscenza dell’inglese, parlato e scritto    
  • - Idoneità fisica – può essere necessario un certificato medico    
  • - Capacità di mantenere calma ed efficienza in situazioni di stress    
  • - Eccellente capacità di comunicazione con persone di tutte le età e culture    
  • - Buona attitudine al lavoro di gruppo    
  • - Flessibilità; entusiasmo e apertura verso culture diverse    
     

Per alcune destinazioni, si richiede:     

  • - Buona conoscenza dello spagnolo per i paesi dell’America Latina    
  • - Buona conoscenza del francese per i paesi francofoni (Marocco, Senegal e Togo)

 

Documenti richiesti: CV e lettera motivazionale in inglese.

 

Costi/retribuzione: Contratto della durata di 6 mesi (prolungabile), con un periodo iniziale di prova della durata di 3 mesi. 

Projects Abroad paga un’indennità di sussistenza, volo aereo, assicurazione medica e di viaggio, vitto e alloggio così come le spese legate al lavoro.

 

Guida all’application: Inviare i documenti richiesti a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

 

Link utili:
Link Offerta
Sito PA

 

Contatti utili:
Projects Abroad ITALIA
Via Francesco Giordani, 30/A
80122 Napoli, Italia
Tel. +39 081 19139962/3
Fax. +39 081 19139963
Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

 

 

A Cura di Alessandra Coletta

 

“Vuoi candidarti per questa o altre opportunità e non sai come fare?

CLICCA QUI e scoprilo!”

 

“Se sei interessato a conoscere meglio il mondo delle relazioni internazionali, se hai voglia di mettere alla prova le tue doti diplomatiche e capire se questa è la strada che fa per te, partecipa al  Rome Model United Nations la più grande simulazione Onu in Italia! Non perdere questa opportunità!”

 

La redazione carriereinternazionali.com declina ogni responsabilità sull’attendibilità delle informazioni contenute nella scheda. Per informazioni in merito all’opportunità, contattare l’ente proponente.

 

LA REDAZIONE

Se hai tra i 18 e i 30 anni, partecipa al SVE con GIOSEF e vivi un’esperienza indimenticabile! Candidati subito
 
“Per altre opportunità simili, andate alla sezione “Cooperazione, Sviluppo e Volontariato
 
Ente: GIOSEF- Giovani Senza Frontiere  promuove l’inclusione e la partecipazione giovanile in tutte le sue forme e a tutti i livelli. E’ uno spazio di aggregazione e confronto tra giovani perché possano dare forza alle proprie idee e realizzare autonomamente i propri progetti. L’associazione è composta da giovani che quotidianamente lavorano e si impegnano per l’affermazione della solidarietà e dell’accettazione delle diversità. La mission dell’associazione è quella di creare nuovi spazi di partecipazione giovanile alla vita pubblica, perché i giovani stessi siano in grado di fornire risposte alle esigenze delle nuove generazioni. Giosef si propone di essere un network di realtà giovanili presenti su tutto il territorio nazionale. In questa ottica le sedi locali agiscono in maniera molto indipendente e diversificata tra loro, utilizzando gli strumenti più compatibili con la propria dimensione locale per il raggiungimento dei fini sociali.
 
Dove: Diverse sedi nel mondo. Vedere link
 
Destinatari: Tutti i giovani dai 18 ai 30 anni residenti in uno dei paesi aderenti al programma comunitario Gioventù in Azione. In alcuni casi eccezionali anche i giovani a partire dall’età di 16 anni possono partecipare al servizio volontario europeo.
 
Quando: Da definire. Durata del progetto: 24 mesi
 
Scadenza: Variabile a seconda della destinazione
 
Descrizione dell’offerta: Il servizio volontario europeo (SVE) sostiene i servizi volontari transnazionali dei giovani. Esso aspira a sviluppare la solidarietà e a promuovere la tolleranza fra i giovani, in primo luogo per rafforzare la coesione sociale nell’Unione Europea. Promuove la cittadinanza attiva e migliora la comprensione reciproca fra i giovani.
Questi obiettivi generali saranno in particolare raggiunti nel modo seguente:
- Sostenendo la partecipazione dei giovani a diverse forme di attività volontarie, sia all’interno che all’esterno dell’Unione europea;
- Offrendo ai giovani l’opportunità di esprimere il loro impegno personale con attività di volontariato a livello europeo ed internazionale;
- Interessando i giovani alle azioni che stimolano la solidarietà tra i cittadini dell’Unione europea;
- Coinvolgendo i giovani volontari, in un paese diverso da quello dove risiedono, in un’attività non lucrativa e non remunerata a beneficio della collettività.
Inoltre il servizio volontario europeo è un servizio di “ apprendimento”: attraverso le esperienze di approfondimento non formale i giovani volontari migliorano e /o acquisiscono competenze a vantaggio del loro sviluppo personale, formativo e professionale nonché della loro integrazione sociale. Gli elementi dell’apprendimento consistono nella definizione comune dei risultati, processi e metodi che si attendono dalla formazione, nella certificazione delle competenze acquisite, nella partecipazione del volontario al ciclo di formazione SVE e nella fornitura costante di supporto basato sui compiti da svolgere nonché di sostegno linguistico e personale, comprese le tecniche di prevenzione e gestione delle crisi.
 
Requisiti: Interesse e sensibilità alle tematiche della Cooperazione Internazionale  e del Volontariato
 
Documenti richiesti: Scheda online e CV
 
Retribuzione: Non prevista
 
Guida all’application: Per candidarsi a uno dei progetti attivi basta inviare la seguente scheda e una copia del proprio Curriculum Vitae, possibilmente in formato Europass (il tutto in inglese o nella lingua del paese ospitante se la si conosce), all’indirizzo email Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
 
Informazioni utili: Il progetto di SVE può essere individuale (ad esempio 1 volontario viene inviato da noi  a un’Organizzazione Ospitante), oppure di gruppo (ad esempio vengono inviati da 2 a 100 volontari da una o più Organizzazioni di Invio ad una o più Organizzazioni Ospitanti. La caratteristica dell’attività SVE di Gruppo è che i volontari prestano servizio nello stesso periodo e all’interno di un’area di intervento comune). Il monte ore di lavoro a carico dei partecipanti è di circa 30 ore/ settimana, in genere i weekend sono liberi  così come 2 giorni liberi al mese. Al volontario è garantita ogni tipo di assistenza (logistica, medica, assistenziale) oltre ad un corso di lingua del Paese ospitante e ad un mentore che seguirà il volontario in ogni attività. Alla fine del progetto verrà rilasciato al partecipante il certificato YOUTH PASS, attestante l’apprendimento non formale conseguito durante il progetto.
E’ possibile consultare online i progetti attivi e le associazioni che li promuovono, attraverso il seguente link
http://europa.eu/youth/evs_database
 
Link utili:
 
Contatti utili:
Lorenzo Floresta | Presidente Giosef Italy: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Laura Birtolo | Responsabile Progettazione:  Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Lino Chiusa | Responsabile  Organizzazione: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Marco “Paco” Severino | Responsabile Comunicazione: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
 
 
 “Vuoi candidarti per questa o altre opportunità e non sai come fare?
CLICCA QUI e scoprilo!”
 
“Se sei interessato a conoscere meglio il mondo delle relazioni internazionali, se hai voglia di mettere alla prova le tue doti diplomatiche e capire se questa è la strada che fa per te, partecipa al  Rome Model United Nations la più grande simulazione Onu in Italia! Non perdere questa opportunità!”
 

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