Al giorno d’oggi è sempre più facile imbattersi nella storia, ormai trita e ritrita, del candidato fresco di diploma oppure neolaureato il quale, pur essendo molto competente nel suo campo, non possiede le cosiddette “soft skills”. In questo approfondimento daremo un’occhiata alle soft skills più comuni e ricercate dai datori di lavoro.
Innanzitutto, è necessario specificare che stiamo parlando di abilità che possono essere considerate “trasferibili”, in quanto utili ed applicabili ad ogni tipo di lavoro. Si intendono quelle qualità e quei modi di fare propri dell’individuo che possono essere d’aiuto all’organizzazione del lavoro a livello individuale e collettivo.
Ovviamente, l’aspetto tecnico delle conoscenze gioca un ruolo primario. Questo, paradossalmente, è più facile da acquisire  dall’individuo rispetto alle soft skills, che sono generalmente caratteristiche naturali della persone oppure il risultato di svariati ritocchi e accorgimenti alla propria personalità.
 
1.     Abillità comunicative
Le abilità comunicative sono  probabilmente il requisito più comune in qualunque offerta di lavoro. I comunicatori più esperti sono in buone relazioni con i colleghi, hanno buone capacità di apprendimento, e solitamente riescono a dire la loro senza ricorrere ai toni ostili. Infatti, attraverso un buon uso della dialettica si possono risolvere diverse situazioni, dal gestire positivamente un conflitto al persuadere un compratore. Grazie a tali doti comunicative è possibile sviluppare relazioni di lavoro proficue con i colleghi ed essere capaci di accettare le critiche in maniera costruttiva.
 
2.     Prendere decisioni
Le decisioni possono essere prese in diversi modi, ma ciò che conta realmente è, indovinate un po’, essere decisi. Raccogliere i dati necessari, accettare i consigli, considerare il contesto, valutare possibili alternative e ripercussioni. Questi sono i fattori da prendere in considerazione durante un processo decisionale. Ciò che bisogna evitare, invece, sono i cambiamenti in corso d’opera e le decisioni affrettate.
 
3.     Mostrare impegno
I dipendenti che dimostrano di essere affidabili, interessati e impegnati nel loro lavoro hanno una marcia più rispetto agli altri, poiché necessitano di meno supervisione e motivazioni per portare a termine i loro incarichi.
 
4.     Flessibilità
Sebbene possa sembrare scontato, questa qualità ricopre un ruolo decisivo, poiché sapersi adattare positivamente ai cambiamenti è considerato un grande vantaggio, soprattutto quando siamo costretti ad uscire dalla nostra zona comfort per fare qualcosa di nuovo ed imprevisto. I datori di lavoro prediligono gli impiegati con un atteggiamento ottimistico e positivo.
 
5.     Gestione del tempo
Quando le scadenze si avvicinano, una buona gestione del tempo può contribuire nel dare priorità ai compiti più importanti, cercando di ottenere i massimi risultati con il minimo sforzo. Sapresti gestire diversi progetti contemporaneamente? Sei multitasking?
 
6.     Leadership
Anche se non si è dirigenti le qualità di leadership richiamano sempre l’attenzione dei datori di lavoro, che sono sempre in cerca di personale capace di motivare sé stesso e i propri colleghi. Tuttavia, è importante sapere quando seguire le istruzioni oppure dar sfogo alla propria personalità.
 
7.     Creatività/Problem-solving
La capacità di applicare sia logica che creatività per la risoluzione di un problema è senza dubbio una delle caratteristiche più ricercate. Coloro che sono capaci di individuare il problema tanto quanto la soluzione partono da una posizione di vantaggio.
 
8.     Teamworking
Un lavoratore esperto nel gioco di squadra tiene a mente gli obiettivi comuni così come degli interessi individuali. La figura ideale è rappresentata da un lavoratore aperto e onesto con gli altri, pronto ad offrire un suggerimento utile nel momento del bisogno.
 
9.     Assumersi responsabilità
I datori di lavoro sono sempre in cerca di persone che non si tirano indietro, capaci di dare il massimo per raggiungere uno scopo, a costo di rimetterci la faccia. Sono apprezzate anche abilità come quella di saper riconoscere un proprio errore, mantenendo allo stesso tempo la dignità.  Tutti commettono sbagli, ciò che fa la differenza sta nella nostra reazione e nella lezione che possiamo trarne.
 
10.   Risposta allo stress
Non importa quanto alle strette possa metterti una scadenza o un lavoro urgente apparentemente impossibile da portare a termine; i datori di lavoro cercano qualcuno in grado di gestire lo stress e metterlo da parte per concentrarsi sui compiti da svolgere. Saresti capace di scegliere velocemente l’approccio giusto per ottenere il massimo dei risultati in un breve lasso di tempo, portando così a termine il lavoro?
 
Per concludere, l’ ultimo suggerimento - ma non per importanza - per aumentare le vostre possibilità di impiego riguarda il modo in cui mettere in luce le proprie qualità. Se si è in possesso delle qualità sopraelencate, queste dovrebbero essere citate nel vostro CV. Per rafforzare le vostre affermazioni con qualcosa di concreto, provate a inserire esperienze di vita personale che possano spiegare come una determinata caratteristica faccia parte del vostro bagaglio, attraverso esempi di situazioni reali come scuola, famiglia, sport e via dicendo.
Se vuoi saperne di più su queste ed altre soft skills, partecipa al Carriere Internazionali in Tour per migliorare le tue capacità e costruire un colloquio lavorativo e una carriera di successo!
 
A cura di Vincenzo Streppone
 
La redazione carriereinternazionali.com declina ogni responsabilità sull’attendibilità delle informazioni contenute nella scheda. Per informazioni in merito all’opportunità, contattare l’ente proponente. LA REDAZIONE
Un colloquio di lavoro è sempre un momento delicato, talvolta cruciale, sia per chi è alla prima esperienza che per chi ne ha già tanta. Un buon curriculum può non essere sufficiente per presentarsi al meglio. Andiamo ad analizzare due soft skills, o competenze comportamentali, che potrebbero fare la differenza tra un colloquio di successo e uno potenzialmente fallimentare, ed essere la base sulla quale costruire la vostra carriera
 
La prima è la comunicazione efficace. Quando comunichiamo trasmettiamo un messaggio attraverso un codice, sia esso una lingua parlata o un linguaggio non verbale. Non sempre ciò che noi vogliamo comunicare e ciò che l’altra persona riceve coincidono, e questo anche se si ha una piena padronanza linguistica. Il ricevente potrebbe cancellare parte di quello che volevamo dire (perché disattento), oppure potrebbe interpretare il messaggio decodificandolo in modo differente. La comunicazione efficace è un’abilità attraverso la quale siamo in grado di comunicare in modo, verbale e non, ciò che vogliamo esprimere. Importante notare che spesso sono i messaggi non verbali, quelli che non controlliamo direttamente, a creare problemi nella comunicazione. Quando la comunicazione verbale viene contradetta dai messaggi non verbali la comunicazione non è efficacie. Tra gli aspetti fondamentali della comunicazione non verbale è utile ricordare:
- Il tono della voce
- La Mimica facciale
- La gestualità
- L’abbigliamento (idoneo o meno al contesto in cui ci troviamo)
- Lo sguardo
- La prossemica (come utilizzare lo spazio personale e sociale che ci circonda)
- La postura del corpo
 
La seconda skill è la gestione del tempo. Saper dimostrare sia durante il colloquio, ma soprattutto nel corso del nostro lavoro, di sapere gestire la risorsa più importante di tutte (l’unica che una volta usata non abbiamo modo di riavere indietro) è fondamentale. Dimostrare di saper gestire il tempo significa dimostrare di essere produttivi. Tutto il nostro sapere e la nostre abilità pratiche sono condizionate dal tempo che abbiamo a disposizione per usarle. Produrre di più con meno risorse è ormai una massima per ogni settore in cui si intenda lavorare, e il tempo come già detto è una risorsa fondamentale. Esistono vari modi per poter gestire il tempo in maniera più efficace:
- La già citata comunicazione efficace. Le incomprensioni sono una delle cause maggiori della perdita di tempo prezioso
- La pianificazione delle proprie attività dando a ciascuna di essa la propria priorità
- Evitare di procrastinare, fare oggi quello che vorremmo fare domani, così da non ritrovarci sempre a ridosso delle scadenze
 
Se vuoi saperne di più su queste ed altre soft skills, partecipa al Carriere Internazionali in Tourper migliorare le tue capacità e costruire un colloquio lavorativo e una carriera di successo!
 
 
A Cura di Davide Montani
 
 
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LA REDAZIONE
Chi sono? Ce la farò? Sarò all’altezza del lavoro? Queste sono solo alcune delle domande e delle paure che affollano la testa di chi sta per affrontare un colloquio di lavoro. Il vostro curriculum dice molto sulle vostre esperienze ma manca qualcosa: le soft skills. Le soft skills, o competenze comportamentali, sono competenze non tecniche ma comunque essenziali per essere selezionati all’interno della rosa di candidati o poter ambire a un riconoscimento professionale per chi ha già un lavoro. Normalmente la scrematura sui CV si fa in base alle competenze ed esperienze pregresse, sia formative che professionali, ma poi la scelta definitiva sul candidato avviene soprattutto in base all’aderenza delle sue soft skills al profilo atteso dall’azienda. Questa verifica avviene durante il colloquio di selezione. E’ possibile dividere le soft skills in grandi categorie: cognitive (come ragiono: visione sistemica, problem solving, analisi e sintesi…), le relazionali (come mi rapporto con gli altri: comunicazione efficace, gestione dei rapporti interpersonali, orientamento al cliente, collaborazione, teamwork, negoziazione…), le realizzative (come traduco in azione ciò che ho pensato: iniziativa, proattività, orientamento al risultato, pianificazione, organizzazione, gestione del tempo e delle priorità, decisione…), le manageriali (come agisco il ruolo di capo: leadership, gestione e motivazione dei collaboratori,negoziazione, team building  capacità di delega…). Partecipa al Carriere Internazionali in Tour per migliorare le tue soft skills e costruire un colloquio lavorativo di successo!
 
A cura di Valerio Pellegrini
 
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Il Fashion blogger è una delle nuove professioni digitali. Con l’esplosione dei blog tra il 2000 e il 2010 una parte dei blogger si è specializzata nel trattare temi attinenti al mondo della moda. Il Fashion blogger è quindi un curatore di un blog di moda, in cui, personalmente, sceglie, abbina e fotografa outfit particolari, per esprimere la propria personale concezione dello stile e della moda. Alcuni fashion blog orientati maggiormente verso il mondo dell'alta moda e delle passerelle delle fashion week, altri tengono diari dove lo scrittore consiglia gli outfit più economici e trendy al contempo. La portata del fenomenoè tale che molti brand dell'industria della moda sono soliti commissionare articoli ai blogger più famosi per ottenere una vetrina in più per i loro prodotti; alcuni marchi invece sono arrivati a creare dei fashion blog propri. Il fashion blogger di successo assume questa carica come una professione a tutti gli effetti, divenendo icona di stile e fonte di ispirazione per gli avventori della blogosfera interessati alla moda. Il valore delle Fashion Blogger risiede nella portata del pubblico con cui comunicano, regalando loro lo status di canale di comunicazione del brand che le sceglie come testimonial. Scopri il mondo della moda con uno dei corsi dello IED moda Lab!
 
Ente: Lo IED (Istituto Europeo di Design) nasce nel 1966 grazie alla felice intuizione di Francesco Morelli, ed è oggi un’eccellenza internazionale di matrice completamente italiana, che opera nel campo della formazione e della ricerca, nelle discipline del Design, della Moda, delle Arti Visive e della Comunicazione
 
Descrizione offerta: IED Moda Lab rappresenta una risposta completa ed esaustiva alle esigenze di formazione, sempre più diversificate e specializzate del Sistema Moda. Una scuola a tutto tondo improntata sulla trasversalità e completezza della propria metodologia didattica che, in linea con la filosofia IED, unisce il sapere al saper fare, la teoria alla pratica.Fondamentale, in questo senso, è il rapporto con le aziende e i professionisti del sistema della Filiera Moda Italiana, la più importante associazione a livello mondiale di industriali e creativi del “vestire”. I corsi mirano a formare le figure fondamentali della filiera, spaziando pertanto dal campo creativo a quello strategico, dagli aspetti organizzativi a quelli commerciali, dal marketing alle attività di immagine e comunicazione. IED Moda è un progetto didattico e di ricerca che copre ogni esigenza di formazione in un settore fondamentale per l’economia italiana e internazionale. Dagli ambiti più specificatamente creativi a quelli gestionali e commerciali, dallo stilista al designer di tessuto o di gioiello, dal giornalista all’organizzatore di eventi, la filiera Moda richiede professionisti preparati, dalla solida cultura e dall’acuta sensibilità per le tendenze future. I corsi si rivolgono sia a neo diplomati, sia a laureati o a professionisti che vogliano migliorare e ampliare le loro competenze.
 
Link utili:  IED Moda Lab
 
Contatti utili: IED Roma 
Via Alcamo 11, 00142 Roma
Tel +39 067024025
IED Roma Master
Via Casilina 51, 00142
Tel +39 0670612111
 
 
A cura di Valerio Pellegrini
 
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Il Kintsugi è una tecnica tradizionale giapponese utilizzata per la riparazione soprattutto delle tazze. Nel riassemblare un oggetto andato in frantumi i giapponesi danno valore ad ogni singola crepa, utilizzando una resina dorata, argentata o di platino per riunire i singoli pezzi andati in frantumi. Il significato di questa tecnica è molto profondo: ogni fallimento, ogni rottura avvenuta nella nostra vita viene rinsaldata e resa più bella e forte di prima. Il Kintsugi può essere solo uno dei tanti esempi che ci possono far scoprire e addentrare nei segreti di una cultura tanto affascinante quanto lontana dal nostro mondo come quella giapponese. Un primo passo per avventurarsi nella terra del sol levante potrebbe essere visitare il padiglione dell’EXPO dedicato al Giappone: qui vi accoglieranno la cascata delle diversità (un’installazione che simula l’effetto di una cascata blu di acqua che cade dal soffitto, contenente informazioni su agricoltura, cibi e cultura alimentare giapponese), proiezioni di filmati, giochi di luci e specchi, mappamondi che proiettano dati e soluzioni ai problemi da risolvere, ristoranti dove è possibile provare la cucina tipica giapponese. Lanciati alla scoperta del lontano oriente! Una terra ricca di tradizioni affascinanti e nuove opportunità lavorative (il giappone è la terza potenza economica in base al PIL e si trova in un momento di crescita) soprattutto nell’ambito tecnologico. Visita l’ambasciata del Giappone!
 
Ente: Ambasciata del Giappone sita in Roma
 
Link utili: Sito ambasciata
Scopri i corsi e le opportunità dell’Istituto Giapponese di Cultura  cliccando qui
Clicca qui per il sito del padiglione del Giappone all’EXPO 2015
 
Contatti utili:
Ambasciata del Giappone
Via Quintino Sella, 60,  00187 Roma, Italia
Tel:  (+39)-06-487-991
Fax:  (+39)-06-487-3316
 
 
A cura di Valerio Pellegrini
 
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I motivi per andare a lavorare in Australia? Qualità della vita; facilità con cui si riesce a trovare un lavoro; stipendio alto; sanità e tasse; flessibilità e prospettive di carriera. Il PIL dell’Australia secondo i dati economici del 2014 cresce ormai ininterrottamente da 21 anni. Ciò che traina l’economia australiana è l’export di materie prime. Grazie a questa crescita costante le opportunità di lavoro nella terra dei canguri sono molte. Molti giovani italiani decidono di emigrare nella terra dei canguri. Secondo l’ente del turismo australiano sono soprattutto i laureati quelli che partono alla ricerca di un lavoro stabile. Per lavorare in Australia si possono percorrere due vie: il visto per vacanza-studio (il working holiday visa) e il visto indipendente. Il primo permette di vivere in Australia fino ad un anno. Con questo visto, riservato agli under 30, si può lavorare, mantenendosi il soggiorno, che può essere prolungato fino ad un massimo di altri 12 mesi a patto di lavorare per circa 3 mesi in una cosiddetta farm, una azienda agricola. Il visto Indipendente, invece, è molto più costoso e difficile da ottenere (e non a caso è il vero obiettivo dei meno giovani). Si tratta di un permesso di soggiorno che viene concesso a chi ha uno sponsor in Australia, ovvero un datore di lavoro che assicura un posto (e uno stipendio). Cosa aspetti? Scopri tutte le opportunità che offre l’Australia con Go Study Australia!

 

 

Ente: Go Study  è un’organizzazione educativa che ti assiste gratuitamente in qualsiasi percorso di studio, lavoro e viaggio in Australia. Con 7 uffici nel mond e più di 10.000 studenti partiti vengono garantiti esperienza e affidabilità

Descrizione dell’offerta: Go Study è un’organizzazione che assiste gratuitamente chi desidera studiare, lavorare e trasferirsi in Australia offrendo consulenza a chi volesse partire con uffici anche in Australia.
 
Clicca qui per chiedere informazioni a Go Study Australia
 
Contatti utili:
Go Study Australia
Via Crispi 36, piano 3, int. 3.
Roma
Tel: 06 83962349 / 320 8569740
 
A cura di Valerio Pellegrini
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Il Boston Globe scrisse che "se c'è una scuola che può proclamare di educare i migliori leader della nazione dei tre decenni passati, quella scuola è Yale". Ex-studenti di Yale si sono candidati alle elezioni presidenziali degli Stati Uniti ininterrottamente dal 1972 al 2004. I presidenti degli Stati Uniti laureati a Yale dalla fine della guerra del Vietnam sono Gerald Ford, George H. W. Bush, Bill Clinton e George W. Bush; altri importanti concorrenti alla carica presidenziale negli anni recenti sono stati John Kerry, Joseph Lieberman, Hillary Clinton, Howard Dean e Gary Hart
 
Ente: Yale è la terza istituzione di istruzione superiore più antica degli Stati Uniti e un membro della Ivy League. Una delle più prestigiose università al mondo. Di Yale sono particolarmente conosciute il college, lo Yale College e la facoltà di giurisprudenza, la Yale Law School, ognuna delle quali ha formato diversi presidenti degli Stati Uniti e capi di Stato di tutto il mondo.
Descrizione dell’offerta: La Yale University ha un’ampia offerta formativa. È suddivisa in Yale College (corsi per undergraduates), la Graduate School of Arts and Science, e infine delle scuole professionali. Le facoltà vanno da Architettura a Giurisprudenza, da Ingegneria a Medicina. I 70 corsi di specializzazione post-lauream di Yale sono principalmente indirizzati alle arti liberali, mentre alcuni dipartimenti per laureandi sono pre-professionali.Yale usa un sistema residenziale per gli studenti basato sui college, sulla base dell'Università di Oxford e di Cambridge. Ciascuno dei dodici college residenziali ospita una parte del corpo studentesco e presenta strutture, seminari e personale d'assistenza.
 
Dove: Connecticut, USA
 
Destinatari: Diplomati e Laurea
 
Guida all’application: Per accedere alla sezione riguardante le ammissioni alla Yale University clicca qui
 
Link utili:
Scopri il Connecticut
 
Contatti utili:
Yale University
Student Financial Services
Yale University
246 Church Street
New Haven, CT 06510
Tel.: 203.432.2700
Fax: 203.777.6100
 
A cura di Valerio Pellegrini
 
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Luca Marco Giraldin, esperto nel campo del Luxury Management, risponde ad alcune domande per noi di Carriere Internazionali sulla sua esperienza lavorativa e ci dà alcuni spunti di riflessione su come raggiungere le nostre ambizioni lavorative
 
In un periodo in cui molti giovani non sanno che strada prendere, viste le moteplici difficoltà  che si hanno nellincontrare un impiego, cosa è per te il successo a livello professionale oggi?
 
Sicuramente posso dire che è una domanda abbastanza controversa dipendendo da diversi fattori, personali e professionali. Differentemente da qualche decina di anni fa, il mercato del lavoro di oggi si dimostra molto più esigente e competitivo, spesso portando i giovani a dover compiere delle scelte per motivi di necessità, anche a discapito delle proprie passioni e delle proprie attitudini. Il successo professionale sicuramente è dinamico: se a 18 anni implica il superamento della tanto temuta maturità e successivamente della laurea triennale e/o specialistica, in seguito assume una connotazione meno marcata. Superare uno stage, affrontare la prima promozione, iniziare un’attività in proprio, ottenere una stabilità economica, avere la possibilità di un’alta mobilità e trovare il lavoro dei propri sogni credo siano tutti aspetti che si possono verificare nel corso della vita professionale di ognuno.  Ma sognare al giorno d’oggi costa molto. Come dissi qualche tempo fa in un intervento con degli studenti di marketing - il tempo, lo spazio ed il silenzio saranno i nuovi “lussi” del futuro. Il sogno lo sarà professionalmente parlando. Avere la libertà di poter scegliere il proprio futuro, realizzarlo secondo le proprie ambizioni, con coraggio, dedizione e ricevendo delle adeguate gratificazioni. Questo è il successo.
 
Qual è il percorso che ti ha portato a diventare un consulente nel Luxury Management e quali studi consiglieresti a un giovane che voglia intraprendere la tua stessa strada?
 
La scelta di intraprendere un percorso in Economia e Management Internazionale è arrivata relativamente tardi nel mio percorso scolastico; avevo pensato di iniziare un percorso in Medicina e Chirurgia che rappresentava un po’ il mio sogno d’infanzia o di proseguire in Giurisprudenza. Non mi aspettavo nemmeno di rimanere in Italia, avevo voglia di viaggiare. Tuttavia ho optato per l’università Bocconi che grazie alle proprie early admission actions mi ha permesso, ancora prima dell’esame di maturità, di poter inquadrare il mio percorso universitario. Il mio percorso tuttavia non è stato puramente analitico. Sin dal secondo anno, ho definito il mio curriculum in una dimensione internazionale e più creativa come quella del marketing, avendo anche la possibilità di sperimentare con mano le competenze acquisite nella holding di famiglia durante gli studi. Prima della laurea specialistica, che mi ha portato in Francia, Svizzera e Cina ho iniziato a lavorare come consulente marketing nell’ambito fashion e luxury per delle PMI del Triveneto e poi, alla conclusione dei miei studi sono stato inserito in Cartier Cina e poi North America dove sono rimasto fino allo scorso anno. Attualmente sono tornato in Italia sia come libero professionista che come responsabile marketing di un nuovo brand di moda perché nonostante tutto credo che il nostro Paese sia una delle culle del lusso e che la difficile situazione economico-finanziaria lasci ancora spazio per il perpetrarsi, in maniera proficua, della tradizione del made in Italy. A chi volesse intraprendere il mio percorso in realtà non ho un percorso preciso da consigliare: le strade sono molteplici, dipende dalle attitudini. Essere un marketer implica delle buone competenze analitiche, manageriali, creative e sociali. A tal proposito un percorso in Economia, Management o Scienze della Comunicazione può risultare importante per costruire le future basi professionali. Tuttavia, se la creatività ed il talento sbocciassero e si decidesse di assecondarli, un percorso triennale più tecnico spesso non preclude delle posizioni manageriali soddisfacenti e competitive.
 
Quali capacità e quali skills dovrebbe avere e sviluppare?
 
Le parole chiave sono ambizione, creatività, spirito critico ed analitico. Il marketing rimane una funzione aziendale dalle molteplici sfaccettature, delle quali ogni realtà aziendale applica una propria interpretazione e dunque richiede degli skills diversi. Secondo me, l’importante è riuscire a pensare fuori dal “box”. Cercare di avere un approccio diverso alla staticità e cruda realtà dei dati, capire che marketing lett. “mettere sul mercato” è un ramo del management che ruota attorno al consumatore. Una visione sociale è dunque necessaria per “accordare” in questa chiave tutte le altre funzioni aziendali ed utilizzare in maniera efficace i dati che il mercato ci offre per poter garantire un vantaggio competitivo duraturo alla nostra realtà aziendale.
 
Quanto conta la dimensione internazionale nell'ambito del Luxury Management,quindi lo studio delle lingue ed esperienze allestero?
 
La dimensione internazionale nel luxury e fashion management è fondamentale. Non c’è società o essere umano che non venga a contatto con il concetto di bene di lusso nella propria vita; è altresì vero che questo può assumere connotati ben diversi nelle diverse culture - ostentazione, riflessione, eleganza, eternità, transitorietà, successo, discrezione. Il manager deve dunque riuscire ad interpretare correttamente la dimensione culturale per poterla tramutare in un vantaggio economico e per farlo è necessario che impari a conoscere il mondo - viaggiando, interagendo in un ambiente multi-culturale ed imparando le lingue straniere. In particolare, quest’ultima competenza è sempre più un prerequisito per poter ambire ad una qualsiasi posizione manageriale nelle varie aziende, specie per la lingua inglese. In questo particolare momento storico inoltre, la conoscenza di una seconda o terza lingua straniera, in particolar modo delle lingue orientali, russo ed arabo può diventare un plus non indifferente nella scelta di una risorsa umana. 
 
Quanto conta acquisire delle competenze trasversali?
 
Dipende da cosa intendiamo come competenze trasversali. Spesso ho sentito usare l’espressione “qualsiasi cosa va bene, se fa esperienza” e questo principio rientra a perfezione nell’idea di uscire dal “box” alla quale accennavo in precedenza. Per quanto sia importante la formazione accademica (sui libri) non è tutto e come la mente, bisogna coltivare il proprio corpo ed il proprio spirito. Lo sport ad esempio insegna molto riguardo al lavoro in squadra, all’essere capaci di superare i propri limiti od ambire a dei risultati condivisi. Questo però è esattamente quello che si richiede anche in ambito aziendale, dunque oltre ad un vantaggio in termine di benessere fisico, si tempra anche la mente e la personalità. Un altro aspetto è quello associativo. Molte realtà universitarie italiane, a differenza di quanto accada negli Stati Uniti, non hanno coltivato un solido “spirit” studentesco, di integrazione degli studenti e dell’università in una dimensione più personale. Il mio consiglio in questo caso è di partecipare ad alcune attività associative durante i propri studi, per sviluppare i propri interessi, le proprie inclinazioni personali. Nel mio caso, oltre ad essere tuttora membro della mia senior society bocconiana, la Società della Taula, ho partecipato a realtà nel campo della diversity, dello sviluppo imprenditoriale, della moda e, forse cruciale nel mio percorso personale delle relazioni internazionali. Dal 2009 mi sono infatti avvicinato al mondo degli MUN - Model United Nations prima a Milano, con il MILMUN e poi negli ultimi anni a Roma, con il RomeMUN di cui sono stato Segretario Generale per due anni. In questo caso la passione è stata accompagnata da un notevole sviluppo di alcune soft skills, la capacità di interagire con gli altri, di rispettare un dialogo diplomatico, di entrare in un ambiente multiculturale e di ampliare i propri orizzonti sulle tematiche più importanti della nostra società, mi hanno reso non solo un professionista, ma anche una persona più consapevole. 
 
Cosa pensi abbia fatto la differenza nel tuo caso?
 
Ancora non lo so, credo sia presto per poter dire di aver raggiunto un punto di arrivo, semmai ho appena lasciato una prima base del mio percorso professionale nel viaggio verso la home base. Ognuno deve capire per sé quello che lo distingue rispetto gli altri e dare il massimo per poter sviluppare il proprio potenziale. Nel mio caso, sicuramente il mio background linguistico è stato utile, ma lo stesso potrei dire per la mia formazione e per le opportunità che mi sono state date. Ma soprattutto, mi sento di invitare tutti coloro che stanno leggendo queste parole a rischiare ed essere ambiziosi. La competizione, con se stessi come con gli altri, non deve necessariamente essere deleteria, anzi può rivelarsi un ottimo strumento di auto-analisi e di miglioramento personale e di gruppo. Dunque impegnatevi nello studio e nelle vostre attività extracurriculari, ma ricordate di rischiare ed ambire al massimo, perché “the sky is the limit”. Buona fortuna per i vostri successi futuri!
 
A cura di Valerio Pellegrini
 
La redazione carriereinternazionali.com declina ogni responsabilità sull’attendibilità delle informazioni contenute nella scheda. Per informazioni in merito all’opportunità, contattare l’ente proponente. LA REDAZIONE
 
Scegliere la facoltà che fa per te non è facile? Figuriamoci l’università! Molto spesso non si hanno le idee chiare e si finisce per affidarsi al semplice istinto o alle inclinazioni del momento. La scelta dell’università è sicuramente legata al comprendere qual è la propria passione e contemperarla con l’offerta accademica. Allargare i propri orizzonti studiando all’estero e conoscere una nuova cultura, una nuova lingua può essere sicuramente arricchente per il tuo bagaglio personale e un vantaggio al momento del passaggio al mondo del lavoro. La Cina si è ormai affermata come grande potenza non solo a livello militare ma anche economico e potrebbe essere un’ottima opportunità iniziare i tuoi studi in un paese che è in pieno sviluppo.  Una recente graduatoria stilata dal QS University Rankings: BRICS situa le università Cinesi ai primi sette posti nella classifica dedicata ai BRICS. Tra i principali parametri utilizzati per la classifica troviamo: la reputazione accademica, la reputazione che l’Università ha nel mondo del lavoro e la quantità di studenti per professore. Se ancora non hai deciso la tua strada prendi in considerazione la possibilità di studiare in una delle Top University dei BRICS a Pechino: la Tsinghua University!
 
Ente: L'Università Tsinghua è un'università di Pechino ed è considerata una delle più prestigiose università cinesi. Fu fondata nel 1911 come scuola preparatoria per chi voleva proseguire gli studi nelle università americane. Nel 1925 diede vita a corsi universitari. Il programma preparatorio proseguì fino al 1949.
 
Descrizione dell’offerta: La Tsinghua University di Pechino presenta un’ampia offerta formativa che tocca gli ambiti più disparati. Dall’arte e il design alla school of economics and management, alla scuola di ingegneria civile. Per avere una visione complessiva delle facoltà e dei corsi offerti dall’università clicca qui
 
Link utili:
 
Contatti utili:
Tsinghua University, Pechino
Tel: +86 10 62793001
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A cura di Valerio Pellegrini
 
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LA REDAZIONE
Un proverbio cinese recita: Chiamare le cose col loro nome è l’inizio della saggezza. In un mondo globalizzato in cui la velocità della comunicazione web e la possibilità di viaggiare a basso costo hanno reso più facile l’incontro con altre culture sembra necessario dover stabilire un vero contatto con queste realtà un tempo così lontane come la Cina. Iniziare a dare un nome alle cose è quindi forse il primo passo per poter conoscere a fondo la cultura e le tradizioni di questo paese e perché no aprirsi nuove possibilità lavorative. La Cina nell’ultimo decennio si è andata sempre più affermando come potenza economica e commerciale. Nel prossimo futuro si prevede che il gigante asiatico inizi a intrattenere rapporti commerciali sempre più intensi con gli stati membri Ue. Studiare il cinese diventa quindi non solo l’occasione di potersi relazionare con una cultura diversa dalla nostra ma anche l’opportunità di aprirsi nuove strade nel mondo lavorativo e soprattutto aziendale. Inizia subito a studiare il cinese iscrivendoti a uno dei tanti corsi dell’Istituto Confucio!
 
Ente: L'Istituto Confucio è un’istituzione creata dall’Ufficio “Hanban” del Ministero dell’Istruzione Cinese per la diffusione della lingua e della cultura cinese. L’Istituto Confucio promuove la conoscenza della lingua e della cultura cinese. È un punto di incontro tra Oriente e Occidente; luogo di collaborazione e di interazione con le Istituzioni presenti sul territorio sia pubbliche che private. 
 
Descrizione dell’offerta: L’offerta formativa comprende corsi di livello elementare, intermedio, avanzato, perfezionamento del cinese, corso di conversazione, cinese commerciale, cinese per bambini, cinese junior, cinese giornalistico, cinese della letteratura e cultura contemporanea, traduzione in cinese,preparazione all’esame nazionale di competenza linguistica HSK.  
 
Link utili: Istituto Confucio
 
Contatti utili:
Istituto Confucio – Sapienza Università di Roma.
Via Principe Amedeo, 182/b – 00185 Roma.
Tel./Fax 06 4464135
E-mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
 
A cura di Valerio Pellegrini
 
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