Quante volte nella vita ci si è sentiti inutili, si sarebbe voluto far qualcosa ma non ci si è riusciti? Comincia allora con il volontariato per World Vision ed i tuoi gesti non saranno più inutili: regala una gioia ai bambini adottati a distanza con la traduzione delle lettere che riceveranno dai loro sostenitori

 

Per altre opportunità simili visitare la sezione Cooperazione

 

Ente: World Vision è un’organizzazione umanitaria indipendente che si impegna da oltre 60 anni per sconfiggere le cause della povertà e dell’esclusione sociale. Con oltre 44 mila collaboratori in 99 paesi del mondo, World Vision assiste quotidianamente più di 41 milioni di bambini e 3,3 milioni nei programmi di sostegno a distanza con l'obiettivo di sradicare la povertà, la fame e le ingiustizie. I programmi di sviluppo di World Vision sono da sempre realizzati nel rispetto di importanti valori, a cui si ispirano nelle proprie azioni quotidiane

 

Dove: Roma

 

Destinatari: Chiunque sia interessato ad impegnarsi in opere di volontariato

 

Durata: Illimitata, più tempo dedicherai e maggiore sarà il tuo contributo

 

Scadenza: Nessuna, puoi candidarti quando vuoi

 

Descrizione dell’offerta: Potrai dedicare parte del tuo tempo nel collaborare con World Vision con qualcosa di semplice ma prezioso allo stesso modo. Milioni di bambini sono sostenuti a distanza, ai quali i sostenitori possono inviare lettere e biglietti con messaggi di gioia nonostante la distanza. Il tuo contributo sarà proprio quello di tradurre le lettere ed i biglietti per i bambini

 

Requisiti: Essendo ben accetti tutti, senza alcuna distinzione, non sono richiesti requisiti particolari, a parte la conoscenza di alcune lingue con cui i volontari tradurranno le lettere e i biglietti dei sostenitori che riceveranno i bambini che vivono in zone povere del mondo:

- inglese e/o  francese

Inoltre è richiesto un buon utilizzo di World ed Excel

 

Retribuzione: Trattandosi di volontariato non vi è alcuna retribuzione, ma la gratificazione di quel che farai sicuramente ti ripagherà

 

Guida all’application: Candidati come volontario

 

Informazioni utili: Si possono leggere alcune testimonianze qui

 

Link utili:

World Vision

Volontariato

 

Contatti utili:

Pagina dei contatti

 

A cura di Marta Simoncini

La redazione carriereinternazionali.com declina ogni responsabilità sull’attendibilità delle informazioni contenute nella scheda. Per informazioni in merito all’opportunità, contattare l’ente proponente.

LA REDAZIONE

 

C’è chi ha bisogno di te e della tua sensibilità verso temi che riguardano la tutela dei diritti umani. Potrai discuterne nella prima Biblioteca Interculturale di Roma insieme all’Associazione Cittadini del Mondo. Siamo tutti Cittadini del Mondo, ma renditi unico con questa esperienza!

 

Per altre opportunità simili visitare la sezione  Cooperazione

 

Ente: Cittadini del Mondo è un’organizzazione di volontariato indipendente e senza fini di lucro, si propone di contrastare qualsiasi fenomeno di discriminazione ed esclusione sociale e di promuovere la parità di trattamento degli immigrati di prima e di seconda generazione. Da anni si occupa di assistenza socio-sanitaria nei confronti di migranti, rifugiati politici e richiedenti asilo e ciò lo fa anche tramite la prima ed emergente Biblioteca Interculturale di Cittadini del Mondo, tramite la quale intende favorire un servizio gratuito di reperimento, lettura e prestito di libri di autori stranieri e non, in lingua originale. La biblioteca è un luogo di interscambio e conoscenza reciproca tra italiani e stranieri, in cui praticare concretamente percorsi di convivenza basati sul reciproco rispetto e sulla conoscenza delle culture

 

Dove: Roma

 

Durata: Non è specificata ma l’Associazione Cittadini del Mondo sarà lieta di accogliere voi e ciò che potrete offrire al progetto della prima biblioteca interculturale di Roma, per tutto il tempo che vorrete dedicare a questa vostra esperienza

 

Scadenza: Per gli stessi motivi di cui sopra, in riferimento allo spirito umanitario di Cittadini del Mondo, non vi è nessuna scadenza. L’Associazione aspetta volontari a braccia aperte ogni qualvolta si presentino

 

Descrizione dell’offerta: Cittadini del Mondo cerca volontari interessati a partecipare al progetto della prima biblioteca interculturale di Roma, dove il tuo supporto sarà fondamentale. Infatti, accanto al servizio di prestito di libri ed altri materiali, l’Associazione Cittadini del Mondo ha previsto una serie di attività volte a promuovere la conoscenza delle realtà migratorie nel nostro paese, a favorire l’incontro tra diverse culture e l’inclusione delle comunità straniere nella vita sociale e culturale del territorio, tutte attività che svolgerai durante il tuo volontariato. Tra i libri di cui ti dovrai occupare nel lavoro di catalogazione potrai trovare anche testi in quegli idiomi che, ritenuti minori o comunque troppo distanti dalle nostre strutture sintattiche (Somalo, Tigrino, Amarico, Cinese), non trovano nella nostra città un adeguato canale espressivo. Oltre ai libri, è possibile il prestito di materiale audiovisivo e multimediale (film, documentari, strumenti didattici). Un’intera sezione, poi, sarà dedicata a testi relativi a tematiche legate all’immigrazione in Italia, all’intercultura e alla conoscenza delle culture altre, tutti argomenti che potrai approfondire nel corso di questa esperienza

 

Requisiti: Essendo tutti cittadini del Mondo, come sottolinea il nome stesso dell’Associazione, senza alcuna distinzione e discriminazione, non è richiesto nessun requisito particolare, se non quello di:

- essere studenti provenienti da qualsiasi angolo della Terra

- conoscere quante più lingue possibili

- conoscere tecniche di catalogazione  

 

Guida all’application: Invia un’email a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

 

Informazioni utili: Potrai, inoltre, effettuare l’iscrizione alla biblioteca (necessaria per il prestito) e utilizzare il wifi gratuito e la sala lettura

 

Link utili:

Biblioteca interculturale

Cittadini del Mondo

 

Contatti utili:

Pagina dei contatti

 

A cura di Marta Simoncini

La redazione carriereinternazionali.com declina ogni responsabilità sull’attendibilità delle informazioni contenute nella scheda. Per informazioni in merito all’opportunità, contattare l’ente proponente.

LA REDAZIONE 

A 20 anni in Australia con il progetto Teacher Assistant di Wep

 

Un’alternativa all’esperienza di lavoro in Australia nelle farm o nell’hospitality? Si chiama Teacher Assistant ed è un programma rivolto ai giovani dai 20 ai 30 anni che desiderano lavorare nel territorio del Paese senza passare dal working holiday visa. WEP infatti, organizzazione internazionale che promuove scambi linguistici, educativi e culturali per ragazzi in paesi di tutti il mondo, offre la possibilità ai giovani della Penisola di insegnare italiano in una scuola australiana (dalle elementari alle superiori) affiancando il docente di lingua durante le ore di lezione in classe: un modo alternativo per perfezionare l’inglese e scoprire cultura e società di un Paese che continua ad affascinare generazioni di ragazzi.

Maria Carmen, 23enne della provincia di Brescia, negli anni dell’Università (Lingue e Letterature Straniere) ha riscoperto l’amore per la sua lingua e la sua cultura, oltre che per l’insegnamento. Mentre cercava il modo per unire tutte queste passioni a quella per il viaggio, è entrata in contatto con una ragazza che aveva fatto un’esperienza da Teacher Assistant, scoprendo le opportunità di questo programma. “Con estrema professionalità WEP mi ha aiutata a trovare un college che accettasse scambi per assistenti linguistici e in pochissimo tempo siamo riusciti a programmare la mia partenza.

Abbiamo chiesto a Maria Carmen, adesso al Mountain Lilydale Mercy College di Lilydale, quali sono i compiti di un Teacher Assistant e cosa significhi essere un docente in una scuola australiana:

Il mio ruolo prevede di fornire sostegno ad un insegnante durante le lezioni o agli studenti durante lo svolgimento degli esercizi. A volte capita che li aiuti in biblioteca durante le ore libere per approfondire gli argomenti trattati a lezione e integrarli anche con modi di dire, espressioni più giovanili e, perché no, le differenze fra i vari dialetti. A volte non è facile dare una risposta alle domande degli alunni, ma penso che sia proprio questa una delle componenti più affascinanti: c’è sempre qualcosa di nuovo da imparare e da trasmettere. Una caratteristica interessante del sistema scolastico australiano è che permette di lavorare con fasce di età molto diverse tra loro: a cominciare dagli studenti dell’anno 7 (il primo anno di scuola secondaria) alle prese per la prima volta con lo studio dell’italiano, fino all’anno 12, anno in cui gli studenti stanno per sostenere l’esame conclusivo di italiano prima di diplomarsi.

C’è qualcosa in particolare che ti fa ritenere utile questa esperienza?

Durante il periodo in Australia credo di essere maturata non soltanto dal punto di vista lavorativo, ma anche come persona. I momenti vissuti lontano da casa, a contatto con persone così diverse, mi hanno resa più consapevole di quello che voglio e delle mie capacità, capendo ciò che realmente desidero per il mio futuro: insegnare la mia lingua nel mondo, condividendo esperienze di vita e viaggiando il più possibile. Anche per i miei successivi impieghi credo di aver imparato qualcosa: lavorare con docenti diversi mi ha fatto comprendere il modo migliore di rapportarmi agli studenti per creare una lezione che sia allo stesso momento intensa e coinvolgente.

Anche un 23enne del torinese, Michele, laurea in Mediazione Linguistica alla mano, lo scorso anno è partito per l’Australia. Per alcuni mesi il giovane è stato un docente della Hoppers Crossing Secondary College, scuola dell’omonima cittadina a una cinquantina di chilometri da Melbourne.

Volevo sfruttare l’esperienza all’estero per lavorare a contatto con gli alunni di una scuola straniera e conoscere la vita di uno studente in un sistema scolastico differente. Avendo conseguito già la laurea, pensavo non ci fosse modo per me di collaborare dall’interno con una scuola all’estero. Poi ho scoperto il programma Teacher Assistant di WEP: l’idea di insegnare italiano ai liceali, fianco a fianco con il loro professore, mi ha subito entusiasmato.  Lavoro molto con gli studenti dell’ultimo anno (17 e 18 anni) – continua Michele– in vista della prova finale che equivale al nostro esame di maturità. Quello che gli propongo sono esercizi sia orali (come l’ascolto di dialoghi in italiano) che scritti.” Ospitato presso una famiglia del posto per tutta la durata del progetto, che può variare da 2 a 11 mesi, Michele racconta di essere rimasto molto colpito anche dal supporto e dalla disponibilità dei colleghi, uno degli aspetti più positivi poiché permette di sperimentare il come si costruiscono relazioni interpersonali e professionali in un contesto differente. “Quella che sto facendo è sicuramente un’ottima esperienza: poter lavorare con persone più adulte ma potermi mettere in gioco anche con i giovani è uno dei modi più belli e emozionanti per scoprire gli aspetti più nascosti ed intimi di un Paese.

 

È bene ricordare che per partecipare al programma non è necessario essere laureati in Scienze della Formazione o lauree simili.

Per maggiori informazioni sul programma Teacher Assistant proposto da WEP: https://www.wep.it/trovare-un-lavoro-stage-alla-pari/inglese/australia/teacher-assistant

Piovono tirocini con ELI, impresa no-profit dalla filosofia sorprendente. Se vuoi arricchire il tuo curriculum ma soprattutto te stesso non perdere l’opportunità di effettuare uno tra questi 24 tirocini.

 

Se sei interessato ad opportunità simili visita le sezioni Organizzazioni Internazionali e Cooperazione sul sito carriereinternazionali.com

 

Ente: Il nome completo di ELI, Experiential Learning International, rispecchia alla perfezione la filosofia dell'organizzazione. L'ente ritiene che le lezioni di vita più interessanti arrivano attraverso l'esperienza e che le esperienze internazionali sono tra le influenze più utili che possono donare agli individui un più profondo senso di sé e della sua visione del mondo. ELI vede l'apprendimento come un viaggio che dura tutta la vita: i partecipanti hanno età veramente varie che spaziano dai 18 agli 82 anni e provengono da tutto il mondo. Fino ad oggi ELI ha avuto partecipanti provenienti da 44 paesi! Molti dei volontari hanno continuato a lavorare nel settore non-profit oppure a proseguire la propria formazione

 

Dove: Diverse destinazione tra Europa, Asia, Africa, America Latina

 

Destinatari: Non specificato nel bando generale

 

Quando: Non specificato

 

Scadenza: Open

 

Descrizione dell’offerta: ELI offre stage in 24 paesi, ma la più ampia selezione può essere trovata in Irlanda, Cina, Sud Africa, Brasile e Francia.

Come si fa a cercare uno stage?

Cerca per paese, utilizzando il menu delle Locations a questo link, o se si preferisce cercare per campo di lavoro, consultare la tabella in questa pagina.

Se non vedi quello che stai cercando puoi contattare ELI che si renderà disponibile a trovare per te quello che ti serve

 

Requisiti: Ogni offerta di internship specifica i requisiti richiesti

 

Documenti richiesti: Non specificato

 

Retribuzione: Non retribuito, a parte l'internship in Cina che prevede un rimborso spese

 

Guida all’application: Quando avrai scelto il tirocinio che fa per te e avrai letto tutte le informazioni a riguardo, clicca su “Apply” e segui le istruzioni

 

Informazioni utili: Per semplificare il processo di ricerca dello stage, nel caso in cui risulta poco chiaro ai lettori ecco qui un esempio per facilitare la ricerca:

Scegliere uno stage in architettura in Cile:

- Cliccare nella riga della tabella (a questo link) su “Chile”

- Scorrere la pagina in basso fino in fondo

- Cliccare su Program Fees and other Details

- Scorrere la pagina fino in fondo e cliccare su “Apply”

 

Link utili:

Sito Web di ELI

Link all’offerta

Locations

 

Contatti utili:

Phone: 303-321-8278
Skype: ELIPrograms

Mail adress:  Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

 

A cura di Sara Candido

 

La redazione carriereinternazionali.com declina ogni responsabilità sull’attendibilità delle informazioni contenute nella scheda. Per informazioni in merito all’opportunità, contattare l’ente proponente

 LA REDAZIONE

Vuoi mettere a disposizione parte del tuo tempo libero a favore di una onlus? Stop Hunger Now ti offre un’opportunità di volontariato presso i propri uffici  

 

Per altre opportunità simili visitare la sezione  Cooperazione

 

Ente: Stop Hunger Now è un’Organizzazione determinata a fornire un contributo tangibile alla lotta alla fame nel mondo ed al sostegno dei diritti dell’infanzia, chiamando ciascuno ad essere artefice del cambiamento attraverso opere di volontariato. Sconfiggere la fame nel mondo nell’arco dell’esistenza umana, distribuendo cibo ed altri aiuti umanitari ai più bisognosi e sensibilizzando l’opinione pubblica affinché il nostro divenga un obiettivo condiviso, è l’obiettivo principale che si prefigge questa onlus

 

Dove: Bologna, nella sede di “Stop Hunger Now”

 

Durata: Quando puoi e dove puoi, questo tipo di attività non richiede un impegno costante, né un minimo di ore disponibili

 

Scadenza: Non è prevista nessuna scadenza, puoi candidarti quando vuoi

 

Descrizione dell’offerta: L’aiuto che l’Organizzazione ti chiede è quello di collaborare alla redazione della newsletter o, più in generale, all'attività di comunicazione e promozione delle iniziative. Il tuo volontariato per Stop Hunger Now non richiede una presenza fissa presso gli uffici, anzi, sarai tu a scegliere come meglio sfruttare il tuo tempo libero e come cimentarti con grafica e comunicazione

 

Requisiti: Non sono previsti requisiti particolari o limitazioni. Stop Hunger Now sta semplicemente cercando persone che hanno voglia di mettere una parte del proprio tempo libero a disposizione dell’Organizzazione. Tuttavia, avere interesse per la comunicazione e per i suoi aspetti grafici e conoscere l’inglese possono essere considerati requisiti desiderabili ma non necessari

 

Guida all’application: Non è specificato il modo in cui dovrai candidarti, tuttavia l’Organizzazione invita gli interessati a contattarla per qualsiasi chiarimento al riguardo. Consultare i Contatti utili

 

Informazioni utili: Vi consigliamo di dare un’occhiata ad alcune delle letture consigliate proposte da Stop Hunger Now, in modo tale da poter conoscere meglio le tematiche di cui si occupa l’Organizzazione. Qui troverete la lista

 

Link utili:

Stop Hunger Now Homepage

Pagina dell’offerta

 

Contatti utili:

Stop Hunger Now Italia Onlus

Via Bruno Buozzi , 13

40013 Castel Maggiore ( BO )

Per qualsiasi informazione puoi contattare:

- il numero 051.704070

- tramite email Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

 

A cura di Marta Simoncini

La redazione carriereinternazionali.com declina ogni responsabilità sull’attendibilità delle informazioni contenute nella scheda. Per informazioni in merito all’opportunità, contattare l’ente proponente.

LA REDAZIONE

 

 

Per gli studenti interessati ad una carriera internazionale è molto importante conoscere il mondo in tutte le sue sfaccettature. La cultura, l’educazione e la lingua sono solo tre degli elementi caratterizzanti di un Paese ma essi, da soli, possono dire tanto di un luogo. Conoscere le tradizioni e i modi di vivere di una cultura diversa dalla nostra, è un modo per aprire i propri orizzonti verso nuove esperienze e imparare che al di fuori della nostra comfort zone esiste un mondo meraviglioso da scoprire. In questa ottica lavora la WEP (World Education Program), un’organizzazione internazionale che sarà presente alla Fiera delle Carriere Internazionali proprio per fornire ai giovani tutte le informazioni di cui hanno bisogno. L’evento è organizzato dall’Associazione Giovani nel Mondo e riunirà a Roma il 7 e 8 Marzo 2016 migliaia di giovani provenienti da tutto il mondo!
 
Per altre opportunità di formazione visita la sezione Nazioni Unite e Organizzazioni Internazionali
Scopri anche il Rome Press Game !
 
La WEP (World Education Program) è un’organizzazione internazionale che promuove scambi culturali, educativi e linguistici nel mondo. L’organizzazione è nata nel 1988 dal desiderio di tre exchange students reduci da un soggiorno in America che volevano offrire ad altri ragazzi la possibilità di vivere la stessa esperienza.
Per gli studenti universitari, WEP mette a disposizione numerose possibilità di partire con l’obiettivo di migliorare la lingua straniera e di arricchire il proprio CV. Tra le esperienza più interessanti ci sono gli Stage all’estero (per i quali sono disposizione 4 borse di studio) e i Viaggi Solidali, esperienze molto diverse, ma molto formative.
La WEP ha 5 sedi in Italia e numerose all’estero, negli anni ha stretto forti legami con tantissime altre organizzazione di scambi culturali e quindi dispone di rappresentanti in tutti i continenti. Il personale WEP, avendo vissuto varie esperienze all’estero, è in grado di guidare gli studenti e le famiglie nella scelta del percorso formativo più adatto. La WEP organizza spesso degli Infoday come occasione per incontrarsi e parlare delle varie offerte disponibili. Un’altra cosa molto importante per chi è interessato ad uno scambio culturale, è leggere le testimonianze di chi l’ha già fatto e su questo WEP punta molto. Sul loro sito, infatti, è possibile trovare informazioni sulle esperienze fatte da tantissimi ragazzi!
Insomma, se sei pronto a mescolare la tua vita con quella degli altri attraverso uno scambio culturale, non devi far altro che lasciarti prendere per mano da WEP ed andare con loro ad esplorare le innumerevoli e fantastiche culture di tutto il mondo!
 
 
Per ulteriori informazioni
 
 
Anna Pilosi
Le carriere nel settore della conservazione dei beni culturali e dell’archeologia rappresentano una grande opportunità per ampliare i propri orizzonti e lavorare all’estero. Se Indiana Jones era un mito inarrivabile, oggi una preparazione internazionale potrebbe essere la chiave di volta per esplorazioni nello spazio e nel tempo.
Carriereinternazionali.com ha intervistatoDonatella Zari e Carlo Giantomassi, due restauratori di fama internazionale che per l’arte hanno girato tutto il mondo. Kosovo, Macedonia, Serbia, Libano, Israele, Turchia, Cappadocia, Iraq, Iran, Afghanistan, Birmania, Thailandia, India, Cina, Egitto, Etiopia, Sudan, Algeria, Colombia, Stati Uniti in Arizona e Texas è l’elenco di tutti i Paesi dove l’arte li ha portati. Pisana lei, anconetano lui, la passione per l’arte li ha portati entrambi a Roma all’Istituto Centrale del Restauro.
 
Qual è stato il vostro percorso di studio?
D: Sono venuta a Roma nel 1969 in quello che allora era l’Istituto Centrale del Restauro ed era l’unica scuola che permetteva di diventare restauratori. Ora ce ne sono altre, anche le università hanno i loro percorsi di studio. Il corso durava tre anni più uno di perfezionamento, si accedeva tramite un concorso molto selettivo.
 
C: Io invece ho cominciato l’Istituto nel ’63, quindi qualche annetto prima. Forniva una preparazione teorica ma soprattutto pratica: insieme ai docenti ovviamente restauratori, noi allievi lavoravamo direttamente sulle opere d’arte.
 
La vostra carriera è ricca di esperienze lavorative all’estero. Come avete iniziato a viaggiare?
C: All’inizio i nostri viaggi erano viaggi di piacere, prettamente turistici ma a partire dagli anni ’80, attraverso organismi internazionali come l’UNESCO o l’ICCROM (Centro Internazionale per la Conservazione e il Restauro dei Beni Culturali con sede a Roma), abbiamo cominciato a girare il mondo per varie missioni. La prima appunto nell’ 80 è stata in Etiopia. Erano le agenzie ONU a chiamarci direttamente, allora non si usavano gli appalti, e i nostri incarichi erano prevalentemente di formare sul posto i restauratori locali lavorando direttamente sulle opere d’arte.
 
D: Vorrei aggiungere che l’UNESCO ci chiamava poiché avevamo maturato già un certo grado di esperienza qui in Italia. Per 10 anni, prima di iniziare a viaggiare, abbiamo lavorato in Italia per musei e soprintendenze. Siamo sempre stati legati a committenti pubblici. Le soprintendenze si rivolgevano a noi tramite l’Istituto Centrale del Restauro per il quale abbiamo lavorato come tecnici prima e come docenti poi.
 
A livello internazionale, quanto è importante l’Italia nel mondo dell’arte?
C: A quel tempo l’Italia era sicuramente la prima nazione al mondo per gli interventi di conservazione delle opere d’arte; non c’è dubbio che i massimi esperti fossero italiani. Ora non possiamo più dire di avere la supremazia anche se restiamo comunque tra le teste di serie. Il fatto è che non siamo più gli unici, una volta si poteva studiare restauro solo in Italia. In seguito sul modello dell’Istituto del restauro, che è stato fondato nel 1939, sono nate in Europa varie scuole con l’aiuto dell’Istituto stesso. Nelle varie missioni abbiamo poi incontrato ex-allievi dell’Istituto o auditori dei corsi dell’ICCROM che in giro per il mondo avevano contribuito a fondare queste nuove scuole. Hanno allargato la famiglia.
 
D: L’Istituto del restauro, di fama mondiale per unicità e competenza, riservava 1/3 dei posti a studenti stranieri. Venivano da tutte le parti del mondo: erano Americani, Asiatici, Africani. L’ICCROM stessa, l’agenzia dell’UNESCO specializzata nel restauro e nella conservazione dei dipinti murali, nacque a Roma e dalla sua sede originaria venne poi trasferita accanto all’Istituto del restauro. C’è sempre stata tra i due una stretta collaborazione: molti docenti dell’Istituto lavoravano per l’ICCROM tenendo corsi sulle pietre, sul restauro e sull’arte della conservazione ed è quello che abbiamo fatto anche noi. Era poi lo stesso Istituto ad avere un’impronta internazionale e a mandarci all’estero: alla fine del primo anni di corso, docenti a allievi, andammo in missione al museo di Dublino per restaurare delle opere d’arte. Un mio compagno era stato anche in Iran per esempio.
 
Che percorso dovrebbe seguire un giovane che oggi volesse intraprendere una carriera internazionale?
D: Una carriera nel nostro settore è diventata un po’ più difficile. L’Istituto, come l’Opificio delle pietre dure di Firenze, non è più quello che abbiamo frequentano noi, adesso è stato assimilato all’Università o esistono altri corsi di restauro più specifici del Ministero dei Beni Culturali. L’Istituto ora non è più “centrale” dal momento che non è più l’unico, ma è diventato “superiore”. Tuttavia mantiene sempre il suo profilo internazionale, di recente abbiamo collaborato con esso in Iran, in Afghanistan e in Kosovo per tenere corsi di formazione agli studenti. Le mete estere ora sono ovviamente in Paesi dove non è radicata la cultura della conservazione delle opere d’arte. Rimane sempre molto valido ed è quello che ci sentiamo di consigliare, insieme all’Istituto, l’Opificio delle Pietre Dure di Firenze. Sono diversi come preparazione rispetto alle Accademie, hanno corsi più validi e approfonditi sebbene ora siano molto più settoriali. Noi avevamo una visione più ampia del restauro: facevamo dipinti murali, tele e tavole, oggetti, pietre ecc… la specializzazione in settori che c’è ora è limitante per una carriera internazionale. Mi spiego meglio: la tecnica dell’affresco per esempio riguarda solo il Mediterraneo; nel resto del mondo si trovano ovviamente dipinti murali, ma le tecnologie usate sono assimilabili ai dipinti su tela o dipinti su cavalletto. Lo studio per settori impedisce quindi di spaziare nella scelta delle mete.
 
C: Noi per esempio avendo questa doppia veste, sia di conoscenza della tecnica dell’affresco che dei dipinti, potevamo intervenire su diverse opere. Inoltre conoscevamo proprio le tecniche analitiche per lo studio chimico/fisico dei vari tipi di dipinti che ci permetteva di scegliere poi il modo migliore di operare. Sicuramente la tecnologia ha invece facilitato la carriera internazionale: i siti dell’Unesco o dell’ICCROM sono sempre aggiornati con bandi di concorso per missioni o veri e propri impieghi all’estero
 
In un mestiere così pratico quanto è importante la conoscenza delle lingue?
D: Le lingue sono certamente importanti, ti danno la possibilità di spaziare. L’inglese di base è conosciuto ovunque, è sicuramente la lingua da sapere. Lo è meno in Cina ma si stanno adeguando.
 
C: La manualità del lavoro ovviamente aiuta. La possibilità di tradurre delle tecniche dal punto di vista teorico nella pratica facilita la comunicazione e l’apprendimento: puoi mostrare direttamente quello che fai. La maggior parte del lavoro in Paesi, come il Tibet e la Birmania, lo svolgevamo insieme agli allievi senza parlare, solo trasmettendo i gesti in maniera graduale. Qualche volta ci affiancavano degli interpreti, ma in alcune situazioni erano inutili. Quando siamo andati in Tibet tra il ‘93 e il ’98, avevamo un interprete cinese che parlava un po’ inglese e traduceva in mandarino ai tibetani. Il problema era che i tibetani non conoscevano il mandarino perché la loro lingua deriva dal sanscrito. Il poliziotto che ci avevano dato come scorta sapeva sia il cinese che il tibetano e nello specifico il dialetto del posto perché era nativo di lì. Quindi noi parlavamo in inglese all’interprete, l’interpreta traduceva in mandarino al poliziotto e il poliziotto riportava in dialetto tibetano ai monaci. Non oso immaginare cosa arrivasse alla fine… per fortuna c’era il lavoro manuale!
 
Parlando di arte, Asia e Unesco il pensiero corre immediatamente al sito archeologico di Palmira. Un commento a riguardo?
D: E’ ovviamente un disastro, come la distruzione dei Buddha di Bamiyan e altro, ma è meglio parlarne il meno possibile. Discutere di questi eventi implica stare al loro gioca, fargli pubblicità. Sarebbe molto meglio pubblicizzare il contrabbando di opere d’arte attraverso il quale si finanziano: questi assassini saccheggiano i musei e i siti archeologici per poi rivendere i pezzi a pirati internazionali specializzati nell’acquisto clandestino di opere invendibili nei mercati regolari. Questa forma di finanziamento non è nemmeno recente: quando i Talebani, che ci sono ancora, avevano iniziato la guerra in Afghanistan, noi abbiamo rinvenuto in giro per il mondo numerose opere d’arte afghane vendute clandestinamente. E purtroppo, dico purtroppo perché spesso si tende a confondere la religione con la cultura, non c’erano solo opere buddhiste (la maggior parte delle opere distrutte in Afghanistan erano buddhiste) ma anche islamiche: si erano venduti anche codici miniati musulmani. L’unica religione a cui rispondono è il denaro.
 
Carlo e Donatella, una carriera internazionale da far impallidire il più alto funzionario ONU se consideriamo i luoghi visitati in missione. Hanno sfruttato una nostra risorsa, tramandata di generazione in generazione e l’hanno portata nel mondo per non farla dimenticare: l’arte. Una carriera internazionale non è necessariamente in giacca e camicia inamidata, può essere fatta di siti polverosi in Egitto, templi buddhisti a 5000m di quota o pallottole e frecce indiane conficcate nel legno di una chiesa nel deserto dell’Arizona. Il segreto è sempre lo stesso: partire da quello che si ha, dal proprio piccolo, per farlo diventare grande, anzi grandissimo, o meglio internazionale.
 
Federica Vassalli
 
Pubblicato in Europa.
L’UNICEF cerca giovani stagisti disposti ad acquisire abilità sul campo in collaborazione con con lo staff dell’organizzazione. Non perdere tempo. Candidati subito!
 
Ente: Unicef è la più importante agenzia mondiale nella protezione dei diritti dei bambini, delle Nazioni UniteDal 2007 al 2011 il Comitato Italiano per l’UNICEF ha trasferito ai programmi per l’infanzia nel mondo oltre 205 milioni di euro e ha impegnato 11 milioni di euro per iniziative di promozione dei diritti dei bambini e degli adolescenti . 60 anni di professionalità ed efficienza che hanno fatto dell’Unicef l’agenzia più importante al mondo in questo campo.
 
 
Dove: New York, USA
 
Destinatari: laureati e laureandi
 
Quando: l'internship comincia a gennaio, giugno o settembre e dura 6 mesi
 
Scadenza: 
-Gennaio: 1 ottobre
-Giugno: 1 marzo
-Settembre: 1 luglio
 
Descrizione dell’offerta: il candidato lavorerà in team di professionisti dell’Unicef, avendo anche la possibilità di fare esperienza sul campo. Apprenderà i meccanismi dell’agenzia, vivendoli dall’interno. Supporterà sia il lavoro amministrativo che sociale.
Sei interessato ad altre opportunità internazionali? Clicca qui
 
Requisiti:
- laureato o laureando in corsi di studio inerenti all’Agenzia
- ottima conoscenza dell’inglese
- buona conoscenza di una terza lingua
- ottima media dei voti universitari
 
Documenti richiesti: application online
 
Costi/retribuzioni: non previsti
 
Guida all’application: il candidato dovrà completare l’application form che troverà qui
 
Informazioni utili: solo i candidati selezionati verranno contattati
 
Link utili:
 
 
Contatti utili:
qualsiasi curiosità dei candidati potrà essere segnalata direttamente al dipartimento tramite questa pagina
 
A cura di Vittorio Vitello      
 
La redazione carriereinternazionali.com declina ogni responsabilità sull’attendibilità delle informazioni contenute nella scheda. Per informazioni in merito all’opportunità, contattare l’ente proponente. LA REDAZIONE 
La National University of Singapore  è una delle università più quotate del mondo asiatico. Nel 2014 si è piazzata al primo posto dei QS rankings per quanto riguarda l’Asia. È tra le prime dieci università al mondo per almeno undici dei corsi che propone . Con i suoi 37.000 studenti provenienti da più di 100 paesi diversi si contraddistingue per il suo approccio multiculturale allo studio. Sono 16 le facoltà tra le quali puoi scegliere. Cosa aspetti? Apriti a un’esperienza internazionale con la National University of Singapore
 
Ente: La National University of Singapore è la più grande (per numero di studenti iscritti) e antica università di Singapore (è stata fondata nel 1905).  I suoi 37.000 studenti provengono da più di 100 paesi diversi. L’offerta formativa è molto ampia, sono infatti 16 le facoltà presenti nel campus universitario.
 
Dove: Singapore
 
Destinatari:  Diplomati e laureati che vogliano intraprendere un dottorato di ricerca.
 
Descrizione offerta:  La National University of Singapore offre un’ampia possibilità di scelta sia per neo-diplomati sia per chi voglia intraprendere un percorso di ricerca post-lauream.  Le facoltà tra le quali si può scegliere sono in tutto 16 e si va dalla Business School alla facoltà di Giurisprudenza, da Ingegneria alla scuola di Design & Environment. Nell’Università è presente anche un conservatorio. I suoi corsi sono organizzati in semestri e il metodo di insegnamento è un ibrido tra il tutorial all’inglese e il sistema dei crediti all’americana.  L’università offre possibilità di intercambi e di internship. Per chi fosse interessato a un percorso di ricerca post-lauream l’università presenta tre centri di eccellenza per quanto riguarda la ricerca e ventidue istituti di ricerca
 
Guida all’application:
Cliccando qui potrai accedere alla pagina per avere informazioni sull’ammissione
Cliccando qui potrai richiedere informazioni via mail.
 
Link utili: Per il sito dell’Università clicca qui
Per informazioni sull’università clicca qui
Per informazioni generali sul paese viaggiare sicuri
Per informazioni turistiche clicca qui
 
Contatti utili:
National University of Singapore
21 Lower Kent Ridge Road
Singapore 119077
+65 6516 6666
Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
 
A cura di Valerio Pellegrini
 
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Marocco, paese di immigrazione” sembra un non-sense. Ai più potrebbe al massimo richiamare la meglio nota “Marocco, paese di transito” quando si parla di quei migranti subsahariani, e non sono tutti, che approdano nel Regno prima di proseguire il loro viaggio verso la Fortezza Europa. Ma che il Marocco attiri gli occidentali non è solo un dato di fatto, “it is an old story, as old as sailing and sex”.
Parlando di Tangeri, Truman Capote scriveva: “It is alarming the number of travelers who have landed here on a brief holiday, then settled down and let the years go by. Because Tangier is a basin that holds you, a timeless place; the days slide by less noticed than foam in a waterfall.” Era il 1949 e all’epoca ogni città marocchina aveva il proprio circolo di intellettuali europei alla ricerca di se stessi e di nuove ispirazioni nell’”oriente immaginato”. In 60 anni la comunità expat in Marocco si è evoluta e nel 2014 ad attraversare Gibilterra con mogli, armi e bagagli non sono solo i pensionati spagnoli o francesi in cerca di sole, di sollievo per i propri reumatismi e di un regime fiscale che renda giustizia a una vita di lavoro, ma un numero sempre crescente di giovani in cerca di una svolta.
Qualche cifra? Il Ministero degli Esteri francese parla di 41 129 cittadini francesi regolarmente residenti in Marocco nel 2010, mentre le autorità spagnole contano 8115 connazionali iscritti ai 7 consolati del Regno nel 2012, contro i 7440 del 2010. E sebbene queste siano stime al ribasso il trend migratorio è in costante aumento.
Ogni città marocchina attrae un tipo di migrante diverso. Se Casablanca cerca gli affaristi e Marrakesh chi si reinventa imprenditore, la Rabat cosmopolita , “la ville où tu te rends seulement pour faire des papiers” come dicono i Marocchini, attrae un tipo di migrante diverso, più riflessivo e consapevole. A Rabat arriva chi lavora nelle ambasciate, nelle ONG, chi ha vinto una borsa di ricerca o ha un incarico che richiede la vicinanza al più alto numero di istituzioni possibili. Che in Marocco, merci le colonialisme, si trovano ancora tutte concentrate nella capitale.
Expat once, expat forever?
Gli expats giovani e meno giovani sono generalmente persone con un livello di istruzione elevato che si inseriscono in un segmento del mercato del lavoro medio-alto, un gradino sopra rispetto al marocchino medio e due in più rispetto al lavoro a cui avrebbero potuto aspirare nella terra natale.
Ne costituiscono un esempio eclatante i cosiddetti language teaching jobs: se per insegnare una lingua straniera in una scuola privata in Italia è necessaria almeno la laurea in Lingue e, preferibilmente, una certa esperienza pregressa nell’ambito, a Rabat [e, più in generale, in tutto il Medio Oriente] è facilissimo trovare un lavoro degnamente remunerato come insegnante di inglese o francese anche se non si possiedono suddetti requisiti, perché avere un europeo tra i membri dello staff è motivo di prestigio per la scuola.
 
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Pubblicato in Formarsi

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