07-05-2012

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ELISABETTA MURGIA – VIDES
 
 
(...) Sono venuta qui a Roma, dove non avevo nessun contatto; così ho mandato molti curricula e, dopo alcuni colloqui, ho scelto di venire qui al VIDES: ho iniziato come volontaria poco più di un anno fa e poco dopo ho avuto un contratto vero e proprio (…) Ho sempre avuto una forte tensione all’internazionale, ma più “sociale” che “governativo”… Ecco perché ciò che faccio al VIDES è ciò che avevo sempre desiderato! È stata una sorpresa nel senso che non mi aspettavo che potesse esistere realmente questa totale compenetrazione tra solidarietà e professionalità che vedo qui! Fin dal mio arrivo, Sr. Leonor mi ha indirizzato alla progettazione (con le istituzioni nazionali e sovra-nazionali, come UE ed ONU), alla microprogettazione (con fondazioni e campagne di sensibilizzazione) e al fund raising. Ciò che mi colpisce del VIDES è la sua reale fiducia nei giovani: spesso si parla di questo, ma mai si dà concretamente ai giovani la possibilità di prendere decisioni. Ecco... Al VIDES mi viene data ogni giorno questa reale possibilità, insieme all’opportunità di continuare a formarmi, tramite la ONG stessa o i molti corsi organizzati dalle istituzioni internazionali. In aggiunta a tutto ciò, ho la possibilità di partecipare fattivamente ai contributi che il VIDES dà alle Nazioni Unite, a Ginevra, con la realizzazione di conferenze e progetti di ricerca  all’interno della società civile (...).
 
 

ELISA MIRABELLO
 
(...) Il settore della cooperazione o comunque dello sviluppo in genere, offrono opportunità di lavoro nelle quali, credere attivamente in certi valori, è importante tanto quanto avere una buona formazione pregressa. Per me lavorare in una Onlus ha significato anche questo. Infatti è per me fondamentale in questo campo condividere dei valori, quali la trasparenza, l’equità, e obiettivi come l’impegno nel cooperare con tutti i soggetti coinvolti, o il favorire lo sviluppo umano e sociale nel pieno rispetto delle diverse identità culturali. L’associazione con cui ho collaborato per sei mesi, Aidworld Onlus, condivide e persegue alcuni degli Obiettivi di Sviluppo del Millennio sottoscritti dai 193 paesi membri delle Nazioni Unite. Per inverare l’emancipazione dei paesi in via di sviluppo, Aidworld crede fortemente nella promozione dell’educazione primaria universale.(..)”
 
 
 
 
 CLARA LUSCARI
(...) Scegliere di lavorare nel mondo della cooperazione internazionale è una scelta a volte ponderata, maturata a seguito di anni di studio e di esperienze, oppure, in altri casi, è una decisione presa quasi ad “occhi chiusi”, che nasce all’improvviso, per puro istinto. (...) Il Master dell'ISPI in Cooperazione Internazionale, con indirizzo Development, ovvero quella parte della cooperazione che si occupa specificamente di sviluppo e non di emergenza, mi ha permesso di approfondire una serie di materie e di tematiche specifiche sullo sviluppo, necessarie per lavorare in questo settore: ho, in tal modo, acquisito tutta una serie di strumenti tecnici e teorici indispensabili per svolgere l’attività di “cooperante”, senza i quali non sarebbe possibile esercitare tale professione. (...)Sono poi partita con un' Organizzazione Non Governativa per lavorare in un progetto sull’acqua a Zanzibar... Il progetto si prospettava interessante, ma le incognite erano infinite (...)È stata una esperienza intensa, in cui comunque non sono mancati momenti di stanchezza e di incomprensione, soprattutto perché la non conoscenza della lingua locale, non mi permetteva di comunicare direttamente con i beneficiari di progetto. Le sensazioni trasmesse erano, purtroppo, alle volte, sensazioni mediate. In fondo, fare la “cooperante” non è un mestiere facile: richiede una grande capacità di adattamento, un’apposita formazione tecnica e un grande spirito di iniziativa (...).
 
 
ANTONELLA PORRO
 
(...) Il VIS si occupa di progetti di cooperazione allo sviluppo quasi esclusivamente di tipo educativo. Tutte le attività si basano sul recupero dei ragazzi di strada, sull'alfabetizzazione, sulla la difesa dei diritti umani e la promozione della donna. (..)In Madagascar, al mattino, con gli altri volontari partiti con me ci occupavamo dei lavori di pulizia e riordino di alcune stanze come l’infermeria o le stanze dove si svolgono gli incontri di catechismo e si insegna francese. Abbiamo anche ridipinto alcune di queste stanze. Se non era necessario il nostro aiuto nel villaggio, seguivamo il missionario in altri villaggi, ad esempio Mijoko, a vedere i danni causati dall’alluvione dell’aprile precedente e a controllare se i lavori di costruzione delle nuove scuole procedevano senza problemi. Siamo stati anche ad Ambanja, villaggio sede di un lebbrosario, dove ci sono sia malati di lebbra che di tubercolosi. Un giorno siamo stati ospiti in un orfanotrofio a Nosybe, dove abbiamo passato un po’ di tempo con i bambini (...).
Letto 1640 volte Ultima modifica il 20-09-2016
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