Dal 6 al 10 Maggio 2014 si è tenuta a Colombo (Sri Lanka) la Conferenza Mondiale sui Giovani 2014 che si è conclusa con l’ adozione dell’ omonima Dichiarazione di Colombo. La redazione di Carriereinternazionali.com vi racconta quei giorni.
Più di 1500 partecipanti, di cui la metà giovani fra i 18 e i 29 anni provenienti da tutto il mondo, hanno preso parte alla Conferenza i cui lavori si sono basati sul World Programme of Action for Youth.
L’obiettivo principale è stato quello di condividere pensieri ed idee circa il ruolo determinante che i giovani possono e devono svolgere all’ interno della società, visti quindi non come destinatari passivi di scelte terze, ma come veri e propri soggetti attivi nelle politiche socio-economiche e di sviluppo a livello mondiale. In quest’ottica è risultata particolarmente interessante ed innovativa la proposta di istituire all’interno delle Nazioni Unite un apposito ufficio permanente della gioventù (formato da giovani per i giovani) e di un forum per favorire un dialogo strutturato sulla base dell’ Agenda di Sviluppo Post-2015.
I lavori si sono aperti partendo dal concetto di globalizzazione inteso come opportunità di conoscenza reciproca e scambio di culture; durante la conferenza, il Segretario Generale delle Nazioni Unite ha reso pubblica la volontà dell’ ONU di impegnarsi costantemente nei confronti del Child and Youth Finance Movement, sottolineando come tutti, individui ed organizzazioni, autorità nazionali, ONG, istituti finanziari e social network possano fare la differenza in un’ottica di collaborazione e cooperazione costante per la promozione dei giovani all’ interno del mercato. A tal proposito la Dichiarazione recita: “L’ incontro è servito a consolidare il riconoscimento della diversità etnica, culturale, religiosa e di genere dei giovani come contributo positivo alla valutazione, formulazione e realizzazione di politiche e di strategie di sviluppo. La loro creatività e capacità di innovazione e di partecipazione deve essere alla base di ogni piano di sviluppo attuale e futuro presso ogni comunità locale, nazionale e internazionale”.
I 97 punti della Dichiarazione di Colombo fissano obiettivi e politiche d’azione ben precise, primo fra tutti il debellamento della fame e della povertà inteso come principale causa delle asimmetrie governative che generano discriminazione in ordine all’ equa distribuzione delle risorse e alla realizzazione dell’ equo accesso ad un’ educazione di qualità garantendo a tutti pari opportunità. Quest’ultimo è stato anche il leit-motiv che ha guidato, in un secondo momento, le riflessioni circa le reali possibilità di accesso dei giovani al mercato del lavoro, i relativi costi e le plausibili soluzioni come ad esempio la collaborazione fra il settore privato, le ONG e le istituzioni pubbliche per garantire stage e tirocini sin dalla giovane età, per stimolare ed educare i giovani alle dinamiche lavorative accelerando così i tempi di apprendimento.
Un’ attenzione particolare è stata poi riservata ai problemi di salute psico-fisica che colpiscono i giovani fra i 14 ed 24 anni documentati attraverso gli annuali rapporti della WHO, e sui quali si sono stabilite nuove politiche d’ azione per garantire assistenza sanitaria e protezione in particolar modo a quelle situazioni che richiedono una maggiore attenzione, ma anche la divulgazione di campagne contro malattie gravi e ancor oggi purtroppo sottovalutate come l’ HIV e l’ AIDS.
Ancora in accordo con quanto stabilito nel World Programme of Action for Youth, è stata sottolineata l’importanza dello sport e delle attività artistico-ricreative non solo come componente importante per combattere l’ uso di droghe e di alcol, ma anche come mezzo necessario per affrontare le questioni della delinquenza giovanile, degli atti di violenza e dell’ esclusione sociale.
Questi e molti altri temi sono stati toccati ed affrontati durante la Conferenza Mondiale sui Giovani 2014 tenuta a Maggio a Colombo svoltasi un’atmosfera di collaborazione e cooperazione in un ottica di cambiamento ispirato a principi comuni e solidaristici, quasi a richiamare le parole iniziali del World Programme of Action for Youth: “The imagination, ideals and energies of young men and women are vital for the continuing development of the societies in which they live.”
 
Link d’ interesse:
 
Cinzia Savarino
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Il 20 giugno si celebra la Giornata Mondiale del Rifugiato, appuntamento annuale voluto dall'Assemblea Generale delle Nazioni Unite, che da oltre dieci anni ha come obiettivo la sensibilizzazione dell'opinione pubblica sulla condizione, spesso sconosciuta ai più, di questa particolare categoria di migranti.. La Giornata Mondiale del Rifugiato è stata riconosciuta a livello universale a partire dal 2001, quando è stata celebrata per la prima volta, nell’anno che ha segnato la ricorrenza del 50° anniversario dell’adozione della Convenzione relativa allo status dei rifugiati. 
 
La celebrazione di questa Giornata ha proprio lo scopo di riaffermare, affinchè siano sempre impressi nella mente e custoditi nel cuore di ognuno di noi, i valori e i principi sui quali si fondano  gli accordi internazionali per la protezione dei rifugiati, promuovere il rispetto dei loro diritti, anche attraverso un’ opera di sensibilizzazione dell’opinione pubblica, sostenere l’impegno e gli sforzi delle Organizzazioni impegnate a prestar loro assistenza e chiamate ad alleviarne le sofferenze.  
In particolare, ma non solo, l’Agenzia delle Nazioni Unite per i Rifugiati. Il 14 dicembre 1950 l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite istituisce l’Ufficio dell’Alto Commissario delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR). Nel 1956 l’Agenzia è chiamata ad affrontare l’emergenza che fa seguito all’esodo generato dall’occupazione di Budapest da parte delle truppe sovietiche. Negli anni ’60, il processo di decolonizzazione in Africa rende nuovamente necessario il suo intervento. Negli anni ’90 l’Agenzia opera anche in Europa, per assistere le persone in fuga dalla guerra nei Balcani. All’inizio del ventunesimo secolo l’UNHCR interviene in favore delle popolazioni dell’Africa- nella  Repubblica Democratica del Congo e in Somalia- e dell’ Asia, in particolare nella trentennale questione dei rifugiati che coinvolge l’Afghanistan. A seguito della guerra arabo-israeliana del 1948 viene istituita ad hoc l’UNRWA, l’Agenzia delle Nazioni Unite gemella dell’UNCHR, che si occupa dei rifugiati palestinesi.
 
Nonostante gli sforzi, le ormai tristemente note emergenze umanitarie sono lontane dall’essere sconfitte e da alcuni anni l’Alto Commissariato fornisce assistenza e protezione anche a «categorie» di persone non previste nel mandato originario, ad esempio gli apolidi, persone che non hanno la cittadinanza di nessuno Stato, ma soprattutto gli sfollati, persone che lasciano il proprio paese d’origine (Mali, Repubblica Centrafricana, Sud Sudan, Siria) senza attraversare un confine internazionale (a differenza dei rifugiati). In quest’ultimo caso l’intervento dell’Agenzia necessita di una richiesta espressa del Segretario Generale ed è subordinata al consenso del Paese nel cui territorio si deve svolgere o, comunque, al suo impegno a non ostacolare le operazioni di assistenza. Come, poi, non ricordare le storie, delle quali, in realtà, sembra accorgersi solo quando riportate in cronaca nera, di centinaia di uomini, donne e bambini che muoiono durante i viaggi a bordo delle “carrette” del mare, al limite del disumano, nel tentativo di raggiungere l’Europa, attraverso la sua frontiera meridionale, l’Italia.
I dati riportati in un rapporto pubblicato oggi dall’UNHCR attestano che, per la prima volta dalla fine della seconda guerra mondiale, il numero dei rifugiati, dei richiedenti asilo e degli sfollati in tutto il mondo ha superato i 50 milioni di persone. Il rapporto annuale dell'UNHCR Global Trends, sulla base dei dati raccolti da governi, ONG e dallo stesso UNHCR, rivela che alla fine del 2013 si contavano 51,2 milioni di migranti forzati, sei milioni in più rispetto a quelli del 2012(45,2 milioni). Questo incremento è soprattutto conseguenza della guerra civile in Siria. I dati sono davvero impressionanti: alla fine dello scorso anno si contavano 2,5 milioni di rifugiati e altri 6,5 milioni di sfollati interni. Per non parlare dei dati dei rifugiati siriani che sono solo bambini: 5,5 milioni colpiti dal conflitto, più di 1 milione costretto a fuggire.
 
 
Nel corso della missione in Azerbaigian, l’Associazione Giovani nel Mondo ha incontrato Garay Farhadov, Vice Direttore della Commissione di Stato del Governo dell’Azerbaigian per la questione Rifugiati e Internally Displaced Persons (IDPs). L’incontro si è svolto presso la sede della Commissione, che si trova nella periferia della città, vicino ad alcuni palazzi che ospitano rifugiati e IDPs. L’accoglienza è calorosa e i funzionari della Commissione ci hanno condotti attraverso la storia del conflitto illustrandone i punti importanti, gli avvenimenti e il terribile lascito di una guerra nei propri confini. Tantissime le domande poste dai membri di Giovani nel Mondo, interessati a capire le tristi dinamiche del conflitto e, soprattutto, come il Governo sta facendo fronte alle tragiche conseguenze sulla popolazione civile.
 
Qual è la situazione dei rifugiati in Azerbaigian e qual è il rapporto tra la popolazione civile e la parte di popolazione composta di rifugiati e IDP?
La situazione della regione è complicata dal secolare alternarsi di conflitti e trattati tra potenze che si contendono il territorio. Le tensioni che portarono nel 1923 alla creazione della Regione ad autonomia speciale del Nagorno-Karabakh e la successiva occupazione del territorio, hanno causato un vero disastro umanitario che ha segnato la nostra nazione. Fortunatamente l’Azerbaigian è rimasto sempre unito, soprattutto nel corso del conflitto. Rifugiati e IDP non si sentono isolati o esclusi dalla popolazione civile perché il governo si adopera con politiche e programmi per garantire loro l’accesso a tutti i livelli di vita sociale
 
Quali sono i programmi principali per profughi e IDP?
Uno dei programmi governativi più importanti riguarda il social housing, che prevede la costruzione di interi villaggi destinati esclusivamente a rifugiati e IDP dotati di tutte le infrastrutture principali per permettere a queste fasce di popolazione di vivere una vita, la più normale possibile: scuole, palestre, teatri, centri di aggregazione sociale. Inoltre, il governo azerbaigiano attua delle politiche di aiuto e sostegno alle famiglie di profughi e IDP che prevedono l’esenzione dal pagamento di tutte le tasse, comprese quelle scolastiche. Inoltre, è bene precisare che sin da 1988 anno di inizio dell’escalation, il governo di Baku ha adottato una serie di misure legislative a sostegno di profughi e IDP, sia legati alla sfera dei diritti umani e di cittadinanza.
 
Quanto importante è stato il ruolo delle relazioni internazionali nella questione del Nagorno-Karabakh? Quale l’apporto delle organizzazioni internazionali e della cooperazione?
La comunità internazionale ha supportato la questione del Nagorno-Karabakh con diverse risoluzioni delle Nazioni Unite, inoltre, le organizzazioni internazionali e la cooperazione sono donors nei programmi volti al miglioramento della situazione di rifugiati e IDP. Al momento sono attivi in Azerbaigian 49 organizzazioni internazionali indipendenti che supportano il governo azerbaigiano soprattutto nel settore delle infrastrutture e dell’organizzazione.
Per ulteriori informazioni sull’conflitto del Nagorno-Karabakh e sulla situazione di sfollati e rifugiati in Azerbaigian, consulta il numero speciale della rivista Go International “Azerbaigian, un paese di opportunità” disponibile sulla pagina FB di AGIA-Associazione Giovanile Italia Azerbaigian
 
 
Pubblicato in Istituzioni

Se devi svolgere un tirocino curricolare o sei laureato e vuoi ampliare il tuo expertise, candidati subito per una di queste posizione di Internship!

 

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Ente: Instituto Interamericano de Derechos Humanos (IIDH) è un istituto di ricerca internazionale autonomo di carattere accademico. Fu fondato nel 1980 ed agisce sotto l’egida della Corte Interamericana dei Diritti Umani e della Repubblica di Costa Rica. Si occupa di ricerca ed educazione sul tema dei diritti umani, in un’ottica multidisciplinare e con un focus particolare sulla situazione latinoamericana. 

 

Dove: Sede centrale San José (Costa Rica) o uffici decentrati di Bogotá (Colombia) o Montevideo (Uruguay).

 

Destinatari: Studenti universitari o Laureati

 

Quando: Durata minima 3 mesi

 

Scadenza: 30 Giugno 2014 per Interships da svolgersi tra Luglio e Novembre 2014; 15 Dicembre 2014 per Interships da Gennaio a Giugno 2015.

 

Descrizione dell’offerta: Secondo le necessità dello specifico ufficio, si offrono Interships per tre figure professionali:

  • - Universitari: che intendono scrivere una tesi di laurea o svolgere una ricerca sul tema dei diritti umani;
  • - Impiegati: interessati a conoscere meglio come funziona il sistema di promozione e tutela dei diritti umani in america latina, apprendendo come si gestiscono, coordinano e realizzano i programmi di tutela in corso d’opera;
  • - Tecnici: si ricercano grafici, informatici, bibliotecari, archivisti e traduttori.
  •  

Requisiti:

  • - Conoscenza base della lingua spagnola e buone capacità di scrittura;
  • - Laurea in diritti umani o equipollente, possibilmente con focus sul sistema Interamericano;
  •  

Requisiti preferenziali:

  • - Esperienza accademica o lavorativa sul tema;
  • - Conoscenza della lingua inglese, portoghese o francese.

 

Documenti richiesti: Form on line, CV (max due pagine) e lettera motivazionale. I candidati devono avere un’assicurazione medica e contro danni a terzi, e procurarsi autonomamente il Visto qualore richiesto.

 

Costi/retribuzione: Non previsto.

 

Guida all’application: Inviare i documenti richiesti all’indirizzo Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.. In candidato selezionato riceverà una e-mail di conferma, alla quale dovrà rispondere entro 5 giorni e procedere poi alla firma di un Engagement Agreement.

 

Informazioni utili:  San Josè è il perfetto connubio di architettura latina e nordamericana; pur contando meno di 300.000 abitanti, la città è ricca di attrattive e, grazie alla presenza di varie università famose in tutto il Sud America, è popolata da molti studenti che contribuiscono a rendere molto attiva la vita notturna e culturale della città. La comunità italiana in Costa Rica è abbastanza popolosa: per ulteriori informazioni, leggi qui.

 

Link utili:Offerta Completa
Form On Line
Sito IIDH

 

Contatti utili:
Instituto Interamericano de Derechos Humanos
Avenida 8, calles 43-41, barrio Los Yoses,
Montes de Oca, San Pedro,
San José, Costa Rica. Casa N°. 222.    
Apartado postal: 10.081-1000    

Teléfono: (506) 2234 04 04    
Fax: : (506) 2234 09 55
Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

 

A Cura di Alessandra Coletta

 

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La redazione carriereinternazionali.com declina ogni responsabilità sull’attendibilità delle informazioni contenute nella scheda. Per informazioni in merito all’opportunità, contattare l’ente proponente.

 

LA REDAZIONE

   

Scopri se sei un vero tifoso dei Mondiali di calcio cliccando qui e rispondendo a queste 4 domande! Durante il quiz, inoltre, potrai conoscere anche in che modo il Programma Alimentare Mondiale (WFP) lavora per un mondo libero dalla fame!
L’agenzia delle Nazioni Unite  WFP è in prima linea nella lotta contro la fame, sempre pronta a rispondere tempestivamente alle emergenze, salvando vite umane e portando cibo agli affamati e a chi è più vulnerabile.
Il WFP lavora anche perché gli affamati possano raggiungere una sicurezza alimentare nel futuro, attraverso programmi di assistenza alimentare che siano strumentali alla costruzione di beni, alla diffusione della conoscenza e alla crescita di  comunità più forti e più dinamiche.
Un esempio è il programma di pasti scolastici: il WFP fornisce cibo a scuola a più di 20 milioni di studenti.  Il cibo, sotto forma di pasti scolastici,  incoraggia le famiglie a mandare i propri figli a lezione, dando loro anche una speranza in un futuro migliore. Un effetto altrettanto importante dei pasti scolastici è che, a stomaco pieno, i piccoli studenti riescono a concentrarsi maggiormente nello studio .
Con i programmi “Cibo in cambio di lavoro”, il WFP fornisce razioni alimentari in cambio di lavoro utile allo sviluppo della comunità.  Senza la preoccupazione di pensare a  dove e a come procurarsi il prossimo pasto, gli agricoltori possono dedicare più tempo ed energia alla costruzione di sistemi di irrigazione capaci di aumentare la produzione agricola.
Anche i progetti di “Cibo in cambio di formazione” permettono a chi non ha i mezzi di dedicare il proprio tempo all’apprendimento di mestieri quali l’apicoltura e il cucito o ad imparare a  leggere e scrivere, capacità che aiuteranno a rendersi  economicamente indipendenti.
Il WFP ha sviluppato specifiche competenze in diversi settori quali l’Analisi della Sicurezza Alimentare, la Nutrizione, l’Approvvigionamento Alimentare e la Logistica per rispondere al meglio ai bisogni di chi è affamato.
 
Link Utili: Per saperne di più sul WFP, restare sempre aggiornati e scoprire come poter contribuire a questo grandioso progetto, visita quiil sito ufficiale del Programma Alimentare Mondiale.
 
A cura di Silvia Cipullo
 
 
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LA REDAZIONE  
 
Pubblicato in Eventi e Ultime Notizie
AEDH sta cercando uno stagista che si occupi dell’ organizzazione di eventi e raccolte fondi per finanziare i progetti promossi dall’ AEDH. Cosa stai aspettando, non perdere questa occasione!
 
Per altre opportunità simili, vai alla sezione Opportunità in Europa
 
Ente:AEDH- European Association for the Defense of Human Rights, è un netwrok europeo che racchiude al suo interno 31 organizzazioni per i diritti umani sparse in ben 22 Stati Membri UE. Attraverso la cooperazione e collaborazione di tutti i suoi membri, AEDH difende e promuove ai diritti fondamentali su tutto il territorio europeo.
 
Dove:Bruxelles, Belgio
 
Destinatari:Studenti universitari
 
Quando:Il prima possibile
 
Scadenza:Non c’ è scadenza
 
Descrizione dell’ offerta:L’ internship avrà la durata di 2 mesi, il candidato selezionato lavorerà sotto la supervisione del responsabile allo sviluppo. I principali compiti saranno:
- Sviluppare delle strategie per la raccolta fondi ed adesioni individuali
- Elaborare vie di comunicazione efficaci per la sponsorizzazione dei progetti AEDH
- Trovare nomi pertinenti ai progetti promossi
 
Requisiti:
- Essere studenti universitari in marketing, comunicazione, economia gestionale
- Conoscenza dell’ inglese parlato e scritto
- Ottime capacità organizzative e relazionali
- Spirito d’ iniziativa, creatività ed autonomia
- Ottima conoscenza del pacchetto Microsoft Office
- Esperienza previa nel campo della raccolta fondi
 
Documenti richiesti:
- CV in francese
- Lettera di motivazione in francese
 
Retribuzione: Non prevista
 
Guida all’ application: Se siete interessati mandate il vostro CV e una lettera di motivazione in francese formato .pdf all’ indirizzo Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. mettendo come oggetto della mail : Candidature stage + vostro cognome. Nella lettera di motivazione dovrete spiegare inoltre le novità che potreste apportare a AEDH. Solo i candidati selezionati saranno contattati!
 
Informazioni utili:Bruxelles è una delle città più cosmopolita di Europa, immersa nel verde (Parco del Cinquantenario, il Parco di Voluwe, il Bois de la Cambre ad Ixelles, fino ad arivare a Laeken con l’Atomium, l'Heysel e il Parco Reale dove si trovano le bellissime Serre Reali), con un' atmosfera accogliente, strade sempre trafficate stracolme di caffè, locali e negozi. E'la città delle principali istituzioni dell’Unione Europea, con gli uffici della Presidenza e le commissioni del Parlamento. Come cercare casa a Bruxelles
 
Link utili:
 
Contatti utili:
European Association for the Defence of Juman Rights
Rue de la Caserne, 33
1000 Brussels
Belgium
Tel: +32(0)25112100
Fax: +32(0)25113200
Email: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
 
 
A cura di Cinzia Savarino
 

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LA REDAZIONE
 
Pubblicato in Europa.
Se hai tra i 18 e i 29 anni, OSVIC ti offre l’opportunità di fare un servizio di VOLONTARIATO INTERNAZIONALE per un anno! Candidati e vivi un’esperienza indimenticabile!
 
“Per altre opportunità simili, andate alla sezione “Cooperazione, Sviluppo e Volontariato
 
Ente: OSVIC
L’O.S.V.I.C (Organismo Sardo di Volontariato Internazionale Cristiano) è una  Organizzazione non Governativa (ONG), riconosciuta dal Ministero degli Affari Esteri italiano idonea a svolgere attività di volontariato nazionale ed internazionale.
L'OSVIC nasce nel 1981 ad Oristano e si pone i seguenti obiettivi:
- Rendere gli individui, in ogni parte del mondo, artefici del proprio sviluppo, sostenendo gli sforzi delle comunità, delle organizzazioni e delle istituzioni locali rivolti ad identificare e a realizzare i programmi di intervento.
- Rafforzare  i percorsi di cambiamento sociale con particolare attenzione all'inclusione sociale e alla lotta contro la povertà, attraverso la promozione di processi di trasformazione locale e la cooperazione tra popoli.
 
Dove: Da concordare
 
Destinatari: Giovani di età compresa tra i 18 e i 29 anni
 
Quando: Da concordare
 
Scadenza: Non è prevista alcuna scadenza; è possibile candidarsi in qualsiasi periodo dell’anno
 
Descrizione dell’offerta:
Se  vuoi dedicare un periodo della tua vita mettendoti a servizio dei popoli del Sud,  la proposta dell'Osvic è quella di diventare un VOLONTARIO ESPATRIATO o un OPERATORE ESPATRIATO o un VOLONTARIO IN SERVIZIO CIVILE INTERNAZIONALE. Il  Volontario espatriato svolge il suo servizio in modo totalmente gratuito all'interno del Progetto Osvic. A suo carico anche i viaggi e gli spostamenti. Durante l'intero periodo del suo servizio il volontario espatriato sarà ospite del Progetto e avrà garantiti vitto e alloggio presso le strutture Osvic. L'Operatore espatriato riceve una rettribuzione per il lavoro svolto all'interno del Progetto. E' di solito un professionista che mette a disposzione le sue competenze specifiche e garantisce qualità e continuità all'attività Osvic nei Sud del mondo. E' legato all'Organismo con un contratto di solito superiore  ai 12 mesi.
 
Requisiti:
Le caratteristiche richieste sono:
- Interesse verso i problemi dello sviluppo, della cooperazione e della solidarietà tra i popoli
- Spirito di adattamento.
- Disponibilità alla formazione.
- Condivisione dei principi e dei valori Osvic.
- Capacità tecniche e specifiche in base al tipo di progetto.
- Conoscenze linguistiche.
 
Documenti richiesti: Curriculum Vitae
 
Retribuzione: Il Volontario in Servizio Civile Internazionale riceve una rettribuzione ministeriale mensile.
 
Guida all’application: E' possibile inviare il proprio CV  all'Organismo in qualsiasi momento dell'anno e, se si è scelti, è necessario partecipare ad un percorso formativo presso la nostra sede in Sardegna.
 
Informazioni utili: Il Volontario in Servizio Civile Internazionale non può assumere ruoli di responsabilità diretta all'interno del Progetto.
 
Link utili:
 
Contatti utili:
O.S.V.I.C.
Via Goito n°25
09170 ORISTANO
Tel./Fax 0783/71817
Email: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
 
A cura di Margherita Greguol
 
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La redazione di carriereinternazionali.com si esime dalla responsabilità sulle informazioni riportate nei siti dai quali le offerte di lavoro, stage, formazione sono state tratte
 
LA REDAZIONE
 
 
 
Se desideri vivere un'esperienza altamente professionalizzante nel campo dei diritti umani e della cooperazione internazionale, candidati subito ad un tirocinio presso il Centro Nord-Sud del Consiglio d'Europa!
 
Per altre opportunità di questo genere, vai alla sezione "Opportunità in Europa."
 
Ente: Il Centro Nord-Sud, detto anche "Centro Europeo per l'Interdipendenza e la Solidarietà Globale", è stato creato dal Consiglio d'Europa per incoraggiare la cooperazione e la solidarietà dell'Europa con i Paesi del Sud del Mediterraneo e dell'Africa, promuovere la tutela dei diritti umani e migliorare l'educazione e l'informazione sui diritti e i doveri dei cittadini.
 
Dove: non specificato
 
Destinatari: Giovani residenti in uno degli  Stati membri del Consiglio d'Europa o nei Paesi con i quali Il Centro Nord-Sud collabora e che non hanno mai partecipato ad altri tirocini o programmi del il Consiglio d'Europa
 
Quando: I tirocini presso il Centro Nord-Sud si svolgono di norma in due sessioni. Quest'anno la seconda sessione andrà da luglio a dicembre 2014. I tirocini hanno una durata che varia da un minimo di 3 ad un massimo di 5 mesi
 
Scadenza:
Prima Sessione: gennaio-giugno 2017, scadenza 31 ottobre 2016
Seconda sessione: luglio-dicembre 2017, scadenza 30 aprile 2017
 
Descrizione dell'offerta: Con cadenza biennale, il Centro Nord-Sud del Consiglio d'Europa offre la possibilità di condurre uno stage nella sua sede di Lisbona. I tirocini posso durare dai 3 ai 5 mesi. Non è prevista una retribuzione, ma viene garantita la copertura sanitaria.
 
Tra i compiti assegnati ai tirocinanti vi sono attività di ricerca, la redazione di rapporti e relazioni, l'assistenza alla propria unità di assegnazione nel lavoro quotidiano, ecc.
 
Requisiti:
-  Diploma di Laurea (almeno Triennale)
-  Ottima conoscenza di una delle lingue ufficiali del Consiglio d'Europa (inglese e francese)
-  La conoscenza di un'altra lingua è gradita
-  Buone capacità di comunicazione scritta.
 
Documenti richiesti: Nella fase di candidatura sono necessari soltanto un CV ed una lettera motivazionale, rigorosamente redatti in inglese oppure in francese.
 
Retribuzione: I tirocini presso il Centro Nord-Sud del Consiglio d'Europa non sono retribuiti, tuttavia è assicurata l'assistenza sanitaria per tutto il periodo di tirocinio.
 
Guida all'application: Per inoltrare la vostra candidatura è necessario inviare il vostro la CV, corredato di lettera motivazionale, all'indirizzo email Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.. È necessario specificare per quale sessione vi candidate e per quanti mesi desiderate portare avanti lo stage.
 
Dovete anche indicare in quale tra le seguenti Unità del Centro Nord-Sud desiderate svolgere il vostro tirocinio:
- Youth Co-operation
- Intercultural Dialogue and Euro-Med Cooperation
- Global Education
- Central unit.
 
 
 
Trovare casa a Lisbona
 
Link utili:
Pagina dedicata al Programma di Traineeship
 
Contatti utili:
North-South Centre of the Council of Europe
Avenida da República, 15 - 4º
PT-1050-185 Lisboa
 
Email:  Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. 
 
 
Pubblicato in Europa.
VIS ti offre l’occasione di vivere un’esperienza di volontariato in uno dei 40 paesi in cui opera. Candidati subito, non perdere questa opportunità
 
“Per altre opportunità simili, andate alla sezione “Cooperazione, Sviluppo e Volontariato” 
 
Ente:  VIS è una Organizzazione Non Governativa nata in Italia nel 1986 e cresciuta nel mondo grazie all’impegno e alla passione dei volontari internazionali, ragazzi e ragazze che hanno deciso di partire per mettersi a servizio, con professionalità e dedizione, dei più deboli nel mondo. I volontari VIS sono presenti in oltre 40 Paesi del mondo e si occupiano di solidarietà e cooperazione internazionale. “Insieme, per un mondo possibile” è il loro motto, che indica l’intenzione di fare rete in Italia, in Europa e nel resto del mondo per migliorare le condizioni di vita delle bambine e dei bambini, dei giovani in condizioni di povertà e delle loro comunità. 
 
Dove: Da concordare
 
Destinatari: Chiunque possieda i requisiti richiesti
 
Quando: Da concordare con lo staff VIS
 
Scadenza: Non è prevista una scadenza particolare
 
Descrizione dell’offerta: La presenza dei volontari, in servizio per due anni, in progetti di sviluppo, con compiti prevalentemente educativi, è la scelta che caratterizza la realtà di VIS. VIS crede infatti nel volontariato internazionale come scelta di condivisione, di solidarietà internazionale, di impegno politico e civile, di crescita umana e professionale, di scambio culturale, di impegno missionario e spirituale. I volontari si inseriscono a lungo termine nei progetti di sviluppo con le loro competenze umane e professionali e lavorano in sinergia con la controparte salesiana e con gli operatori locali per lo sviluppo umano della popolazione beneficiaria del progetto, diventando quindi il volto dell'organismo nel paese in cui essi operano. Il VIS considera il volontario non soltanto strumento della progettualità del VIS ma prima di tutto come suo oggetto e destinatario, la cui crescita professionale ed umana deve essere al centro del progetto educativo dell'organismo. A questo riguardo pur riconoscendo l'unitarietà dell'identità del volontario internazionale, si identificano differenti tipologie di volontari: volontari in servizio civile, volontari prevalentemente di tipo vocazionale, volontari prevalentemente di tipo professionale. Tutti si riconoscono in una base comune unitaria, caratterizzata da elementi imprescindibili quali la motivazione, la maturità e serietà, l'impegno professionale adeguato al progetto.
 
Requisiti:
- Disponibilità ad un servizio di almeno due anni. Questo garantisce un inserimento più radicato nella realtà socio-culturale locale e nel progetto dando maggiori garanzie di efficacia del progetto stesso e del servizio di volontariato.
- Conoscenza e condivisione della missione e della identità della ONG e dello spirito missionario salesiano;
- Competenza professionale specifica. I profili maggiormente richiesti sono: rappresentante paese, project manager, amministratore, educatore, tecnici. Ci occupiamo solo marginalmente di progetti sanitari per cui candidature in ambito sanitario saranno prese in considerazione in maniera residuale;
- Capacità di lavorare in équipe: con la comunità salesiana, con la popolazione locale e con gli altri volontari. Nei paesi in cui siamo maggiormente radicati ci sono vere e proprie comunità di volontari che lavorano in vari progetti, per questo si richiede disponibilità alla condivisione con gli altri volontari e buone doti di comunicazione.
- Buona conoscenza delle tematiche correlate allo sviluppo e alla cooperazione internazionale;
- Buona conoscenza della lingua internazionale parlata nel paese in cui si presta servizio
 
Documenti richiesti: Modulo online 
 
Costi/retribuzione: Il rapporto di collaborazione che si instaura con un volontario viene regolamentato con un contratto di collaborazione a progetto secondo le normative vigenti. Nel caso di un progetto cofinanziato dal Ministero Affari Esteri italiano (MAE), il personale estero può essere inserito nei progetti in qualità di volontario o cooperante, ai sensi della legge sulla cooperazione (l.49/87) e avrà un contratto riconosciuto dal MAE della durata di 24 mesi, se volontario o di 23 mesi al massimo, se cooperante. Per progetti non finanziati dal MAE il volontario avrà un contratto di collaborazione con l’organismo. A tutti i volontari, a prescindere dalla tipologia di contratto, sono garantiti: un viaggio di andata e ritorno per ogni anno di servizio, la copertura assicurativa, un compenso definito secondo le tabelle ministeriali per volontari, l’alloggio in loco. Nel caso dei contratti MAE il volontario/cooperante ha anche diritto all’aspettativa se dipendente pubblico.
 
Guida all’application: Se interessati, compilare accuratamente il modulo online e inviarlo al seguente indirizzo: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. specificando nell’oggetto: “candidatura per volontariato”.
 
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- CV privi della autorizzazione espressa al trattamento dei dati personali (dlgs 196/2003)
Decorsi nove mesi dall’arrivo, qualora non siano stati intrapresi processi di selezione ed inserimento, i CV saranno eliminati dall’archivio.
 
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Tel: +39 06 51.629.1 - Fax +39 06 51.629.299
 
 
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Nel 1909 negli Stati Uniti si è tenuta la Prima Giornata della Donna. Cosa è cambiato in oltre un secolo? Tanti i risultati raggiunti, le conquiste delle donne in parità di genere, ma tanto resta ancora da fare.

La redazione carriereinternazionali.com vuole ricordare le origini di questa giornata di ispirazione internazionale e riflettere con voi sul significato di questa giornata.
 
La Giornata Internazionale delle Donne, nota come Festa della Donna, nasce dalle rivendicazioni delle militanti comuniste dei primi anni del ‘900, consapevoli dell’importanza di portare la discussione sulla situazione femminile al centro del dibattito politico internazionale.
Indetta per la prima volta di febbraio negli Stati Uniti, nel 1909, venne festeggiata per la prima volta l’8 marzo nel 1917 in Russia, data da allora in poi consacrata a ricordare al mondo che la condizione femminile è il fulcro dell’evoluzione sociale e del progresso civile.
In Italia la festa della donna si festeggiò per la prima volta nel 1922, sempre su iniziativa dei partiti di sinistra. Negli anni ’50 alla giornata dell’8 marzo venne associato il fiore della mimosa, simbolo della lotta delle donne contro l’usurpazione dei propri diritti.
Le Nazioni Unite hanno indetto il primo International Woman Day nel 1975; nel 1977 l’Assemblea Generale ha adottato una risoluzione per l’adozione annuale della Giornata della Donna da parte di tutti i paesi membri.
Oggi che senso ha festeggiare la Festa della Donna? Si può andare oltre il rituale dell’incontro con le amiche, le cene allegre e il regalo (atteso) di un fiore?
La situazione femminile soffre ancora enormi carenze e problematiche: violenza contro le donne, la lotta per la mutilazione genitale femminile, accesso all’istruzione, accesso al lavoro, parità retributiva, diritti civili e legali, pari dignità del ruolo materno, salute della donna, protezione contro le malattie sessualmente trasmissibili, pari dignità di fronte alla legge, pari opportunità e retribuzione.
E’ chiaro, però che le problematiche sono estremamente differenti nei diversi contesti di sviluppo.
Nei paesi in via di sviluppo, l’alto tasso di povertà inficia la partecipazione delle donne alla vita sociale e civile. Le famiglie, costrette a scelte di sopravvivenza prediligono spesso i maschi della famiglia, a scapito dalla condizione delle bambine che hanno minore accesso ad adeguata alimentazione e all’educazione. In alcuni contesti sociali, la nascita di una bambina è ancora considerata un problema e indicatore di questo sono orfanotrofi e centri di accoglienza con predominanza di bambine.
Le maggiori organizzazioni internazionali, continentali e nazionali dedicano molta attenzione alla questione, ma è chiaro che gli sforzi dall’alto spesso non sono sufficienti a superare il cosiddetto “gender gap”.
Le Nazioni Unite riservano un’importanza strategica alla condizione della donna tanto che nel 2010 l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha istituito UN Women - the United Nations Entity for Gender Equality and the Empowerment of Women - finalizzata a promuovere lo studio e la ricerca sulla situazione della donna e sostenere i programmi delle Nazioni Unite nelle diverse divisioni e agenzie, favorendo il coordinamento e la collaborazione nei programmi a sostegno della donna.
Due dei Millenium Development Goals sono dedicati proprio alla tutela della donna, il MDG 3 “Promote Gender Equality and empower women” e MDG5 “Improve maternal health”.
Tra i temi trattati negli ultimi anni in occasione dell’8 marzo, il Programma Alimentare Mondiale (PAM, WFP) ha voluto sottolineare come l’empowerment delle donne possa intensificare gli sforzi globali per porre fine alla fame nel mondo. Una dei programmi del PAM “Acquisti per il Progresso” (Purchase for Progress - P4P) è focalizzato proprio sul ruolo della donna nell'agricoltura. Si tratta di un’iniziativa che aiuta i piccoli agricoltori, in particolare le donne, a diventare attori competitivi del mercato attraverso la produzione di cibo destinato alla vendita e utilizzato nei programmi del WFP.
Ormai le policy e le programmazioni di organizzazione e agenzie internazionali danno un’importanza strategica all’empowerment delle donne nelle società, essendo stata dimostrata la stretta connessione tra lo sviluppo sociale, economico e culturale e il miglioramento della condizione femminile. Un esempio ne è l’azione di programmazione dell'UNDP che ha fatto del miglioramento della condizione della donna una delle variabili determinanti alla riduzione della povertà e dell’emarginazione sociale.
Nel campo della cooperazione allo sviluppo, molte le ong che si occupano della situazione femminile intervenendo con azioni specifiche nei diversi territori a sostegno dell’empowerment delle donne e del superamento dell’emarginazione sia nei contesti urbani che rurali.
Una nota a parte merita l’ambito del microcredito, dove l’esperienza della Grameen Bank è partita puntando le sue risorse sul coinvolgimento delle donne in Bangladesh nel microcredito per favorire la creazione di piccole attività economiche urbane e rurali condotte da donne. I risultati hanno dimostrato come la donna per una serie di ragioni psicologiche rappresenti una risorsa economica fondamentale e una garanzia sia in termini di sostenibilità delle iniziative economiche intraprese che di restituzione del debito.
Focalizzata sul ruolo della donna nella società e nella parità di accesso a posizioni sociali è invece  la posizione dell’Unione Europea e dell’Italia. Nei Paesi ad elevato indice di sviluppo umano, le problematiche sono maggiormente concentrate sulle possibilità reali di parità sebbene restino in sospeso questioni come la violenza sulle donne e l’alto indice di disoccupazione femminile aggravato dalla crisi economica.
In Europa, nel 2006 la Commissione Europea ha istituito un regolamento European Institute for Gender Equality (EIGE), con il quartier generale a Vilnius, il cui obiettivo principale è il potenziamento delle azioni per le pari opportunità nei settori di policy dell’Unione Europa. Il mainstream di genere è uno degli aspetti principali della programmazione europea a sostegno dei finanziamenti a livello regionale, nazionale ed europeo, riconoscendo la parità uomo-donna come uno dei principi fondamentali dell’Unione. EIGE ha individuato quattro indicatori per la valutazione della condizione femminile: conoscenza, tempo, potere, salute e due ambiti cross-over: disuguaglianze trasversali e violenza. L’obiettivo principale della policy europea è proprio quella di migliorare le performance di questi indicatori volti a dimostrare il progresso del ruolo civile e sociale della donna.
In Italia, il Dipartimento per le Pari Opportunità, istituito nel 1996, promuove l'indirizzo, la proposta e il coordinamento delle iniziative normative e amministrative in tutte le materie attinenti alla progettazione e alla attuazione delle politiche di pari opportunità e il coordinamento delle diverse politiche attuate a livello nazionale e regionale per la promozione della parità di genere.
 
La conclusione a nostro avviso è che sì, oggi ha ancora senso festeggiare questa giornata per ricordarci che la parità non esiste ancora e che è compito nostro promuoverla, partendo dall’8 marzo. Buona festa della donna a tutti!
 
Per approfondire:
 
Anna Caputo
 
Pubblicato in Istituzioni
L'Agenzia europea per i Diritti Fondamentali con sede a Vienna, offre a laureati e professionisti interessati ad una delle aree di attività dell'ente la possibilità di condurre una visita di studio durante tutto l'anno.
 
Per altre opportunità di questo genere, vai alla sezione Opportunità in Europa e Formazione per le carriere internazionali
 
Ente: La FRA - Agenzia dell'Unione europea per i Diritti Fondamentali ha sede a Vienna ed è stata istituita nel 2007 con lo scopo di fornire alle istituzioni europee ed alle autorità nazionali competenti assistenza e consulenza sui diritti fondamentali nell'attuazione del diritto dell'Unione, nonché di aiutarle ad adottare misure ed iniziative appropriate alla tutela dei diritti fondamentali. L'agenzia ha diversi compiti, fra cui: raccogliere, analizzare e diffondere informazioni obiettive ed affidabili sulla situazione dei diritti fondamentali nell'UE, condurre e/o promuovere ricerche e studi nel campo dei diritti fondamentali, formulare e pubblicare conclusioni e pareri su argomenti specifici, di propria iniziativa o su richiesta del Parlamento europeo, del Consiglio o della Commissione e promuovere il dialogo con la società civile per sensibilizzare l’opinione pubblica nei confronti delle tematiche relative ai diritti fondamentali.
 
Dove: Vienna, Austria
 
Destinatari: Laureati e professionisti
 
Quando: Tutto l'anno. La durata massima di una visita di studio è 12 mesi
 
Scadenza: È possibile inviare la propria candidatura durante tutto l'anno
 
Descrizione dell'offerta: Scopo principale del Programma di visite di studio presso la FRA è quello di permettere a laureati e professionisti di acquisire una conoscenza approfondita dell'attività dell'Agenzia e dell'UE nell'ambito della tutela dei diritti fondamentali, permettendo loro di mettere in pratica le conoscenze derivanti dai loro studi e/o dalla propria esperienza professionale e di osservare da vicino il lavoro di analisi di dati e di ricerca socio-giuridica condotto dai vari organi dell'ente.
La visita di studio può durare un massimo di 12 mesi.
 
Requisiti:
-Diploma di Laurea
-Padronanza della lingua di lavoro dell'ente, cioè l'inglese. La conoscenza di altre lingue è apprezzata
 
Documenti richiesti: È richiesta una assicurazione sanitaria
 
Costi: Retribuzione non prevista. I costi sono a carico dei partecipanti
 
Guida all'application: Coloro i quali desiderano prendere parte al Programma di Visite di studio possono candidarsi inviando una  email all'indirizzo Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo., allegando il proprio CV ed una lettera motivazionale in cui sia specificata l'area di lavoro dell'Agenzia di loro maggiore interesse. Il Dipartimento Risorse Umane verificherà la disponibilità  dell'Ufficio prescelto ad accogliere il candidato e lo informerà di conseguenza. Prima di inoltrare la propria candidatura è consigliabile leggere il Regolamento relativo alle visite di studio.
 
Informazioni utili: Vienna è allo stesso tempo capitale federale e stato federato dell'Austria. La città ospita le sedi di alcune importanti organizzazioni internazionali, tra cui: l'OPEC, l'Agenzia internazionale per l'Energia Atomica e l'ONU ed il suo centro storico è stato dichiarato patrimonio dell'umanità dall'UNESCO.Vienna è nota come la Città dei Musicisti o la Città dei Sogni per avere ospitato molti tra gli artisti ed i compositori più talentuosi di tutti i tempi, tra i quali spiccano Vivaldi, Mozart, Beethoven, Rossini, Schubert, Strauss e molti altri. Ha una delle reti di trasporto pubblico più efficienti d'Europa, anche se in realtà il centro è molto piacevole da visitare anche a piedi o in bicicletta. Da non perdere oltre ai numerosi parchi e musei, è la zona della Neue Donau, centro della movida viennese.
 
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