VIS ti offre l’occasione di vivere un’esperienza di volontariato in uno dei 40 paesi in cui opera. Candidati subito, non perdere questa opportunità
 
“Per altre opportunità simili, andate alla sezione “Cooperazione, Sviluppo e Volontariato” 
 
Ente:  VIS è una Organizzazione Non Governativa nata in Italia nel 1986 e cresciuta nel mondo grazie all’impegno e alla passione dei volontari internazionali, ragazzi e ragazze che hanno deciso di partire per mettersi a servizio, con professionalità e dedizione, dei più deboli nel mondo. I volontari VIS sono presenti in oltre 40 Paesi del mondo e si occupiano di solidarietà e cooperazione internazionale. “Insieme, per un mondo possibile” è il loro motto, che indica l’intenzione di fare rete in Italia, in Europa e nel resto del mondo per migliorare le condizioni di vita delle bambine e dei bambini, dei giovani in condizioni di povertà e delle loro comunità. 
 
Dove: Da concordare
 
Destinatari: Chiunque possieda i requisiti richiesti
 
Quando: Da concordare con lo staff VIS
 
Scadenza: Non è prevista una scadenza particolare
 
Descrizione dell’offerta: La presenza dei volontari, in servizio per due anni, in progetti di sviluppo, con compiti prevalentemente educativi, è la scelta che caratterizza la realtà di VIS. VIS crede infatti nel volontariato internazionale come scelta di condivisione, di solidarietà internazionale, di impegno politico e civile, di crescita umana e professionale, di scambio culturale, di impegno missionario e spirituale. I volontari si inseriscono a lungo termine nei progetti di sviluppo con le loro competenze umane e professionali e lavorano in sinergia con la controparte salesiana e con gli operatori locali per lo sviluppo umano della popolazione beneficiaria del progetto, diventando quindi il volto dell'organismo nel paese in cui essi operano. Il VIS considera il volontario non soltanto strumento della progettualità del VIS ma prima di tutto come suo oggetto e destinatario, la cui crescita professionale ed umana deve essere al centro del progetto educativo dell'organismo. A questo riguardo pur riconoscendo l'unitarietà dell'identità del volontario internazionale, si identificano differenti tipologie di volontari: volontari in servizio civile, volontari prevalentemente di tipo vocazionale, volontari prevalentemente di tipo professionale. Tutti si riconoscono in una base comune unitaria, caratterizzata da elementi imprescindibili quali la motivazione, la maturità e serietà, l'impegno professionale adeguato al progetto.
 
Requisiti:
- Disponibilità ad un servizio di almeno due anni. Questo garantisce un inserimento più radicato nella realtà socio-culturale locale e nel progetto dando maggiori garanzie di efficacia del progetto stesso e del servizio di volontariato.
- Conoscenza e condivisione della missione e della identità della ONG e dello spirito missionario salesiano;
- Competenza professionale specifica. I profili maggiormente richiesti sono: rappresentante paese, project manager, amministratore, educatore, tecnici. Ci occupiamo solo marginalmente di progetti sanitari per cui candidature in ambito sanitario saranno prese in considerazione in maniera residuale;
- Capacità di lavorare in équipe: con la comunità salesiana, con la popolazione locale e con gli altri volontari. Nei paesi in cui siamo maggiormente radicati ci sono vere e proprie comunità di volontari che lavorano in vari progetti, per questo si richiede disponibilità alla condivisione con gli altri volontari e buone doti di comunicazione.
- Buona conoscenza delle tematiche correlate allo sviluppo e alla cooperazione internazionale;
- Buona conoscenza della lingua internazionale parlata nel paese in cui si presta servizio
 
Documenti richiesti: Modulo online 
 
Costi/retribuzione: Il rapporto di collaborazione che si instaura con un volontario viene regolamentato con un contratto di collaborazione a progetto secondo le normative vigenti. Nel caso di un progetto cofinanziato dal Ministero Affari Esteri italiano (MAE), il personale estero può essere inserito nei progetti in qualità di volontario o cooperante, ai sensi della legge sulla cooperazione (l.49/87) e avrà un contratto riconosciuto dal MAE della durata di 24 mesi, se volontario o di 23 mesi al massimo, se cooperante. Per progetti non finanziati dal MAE il volontario avrà un contratto di collaborazione con l’organismo. A tutti i volontari, a prescindere dalla tipologia di contratto, sono garantiti: un viaggio di andata e ritorno per ogni anno di servizio, la copertura assicurativa, un compenso definito secondo le tabelle ministeriali per volontari, l’alloggio in loco. Nel caso dei contratti MAE il volontario/cooperante ha anche diritto all’aspettativa se dipendente pubblico.
 
Guida all’application: Se interessati, compilare accuratamente il modulo online e inviarlo al seguente indirizzo: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. specificando nell’oggetto: “candidatura per volontariato”.
 
Informazioni utili:
Non saranno presi in considerazione:
- CV inviati utilizzando moduli diversi da quello che trovi qui di seguito;
- CV privi della autorizzazione espressa al trattamento dei dati personali (dlgs 196/2003)
Decorsi nove mesi dall’arrivo, qualora non siano stati intrapresi processi di selezione ed inserimento, i CV saranno eliminati dall’archivio.
 
Link utili:
 
Contatti utili:
VIS
Sede: via Appia Antica, 126 ROMA
Email: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Tel: +39 06 51.629.1 - Fax +39 06 51.629.299
 
 
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“Se sei interessato a conoscere meglio il mondo delle relazioni internazionali, se hai voglia di mettere alla prova le tue doti diplomatiche e capire se questa è la strada che fa per te, partecipa al  Rome Model United Nations la più grande simulazione Onu in Italia! Non perdere questa opportunità!”
 
L'Agenzia europea per i Diritti Fondamentali con sede a Vienna, offre a laureati e professionisti interessati ad una delle aree di attività dell'ente la possibilità di condurre una visita di studio durante tutto l'anno.
 
Per altre opportunità di questo genere, vai alla sezione Opportunità in Europa e Formazione per le carriere internazionali
 
Ente: La FRA - Agenzia dell'Unione europea per i Diritti Fondamentali ha sede a Vienna ed è stata istituita nel 2007 con lo scopo di fornire alle istituzioni europee ed alle autorità nazionali competenti assistenza e consulenza sui diritti fondamentali nell'attuazione del diritto dell'Unione, nonché di aiutarle ad adottare misure ed iniziative appropriate alla tutela dei diritti fondamentali. L'agenzia ha diversi compiti, fra cui: raccogliere, analizzare e diffondere informazioni obiettive ed affidabili sulla situazione dei diritti fondamentali nell'UE, condurre e/o promuovere ricerche e studi nel campo dei diritti fondamentali, formulare e pubblicare conclusioni e pareri su argomenti specifici, di propria iniziativa o su richiesta del Parlamento europeo, del Consiglio o della Commissione e promuovere il dialogo con la società civile per sensibilizzare l’opinione pubblica nei confronti delle tematiche relative ai diritti fondamentali.
 
Dove: Vienna, Austria
 
Destinatari: Laureati e professionisti
 
Quando: Tutto l'anno. La durata massima di una visita di studio è 12 mesi
 
Scadenza: È possibile inviare la propria candidatura durante tutto l'anno
 
Descrizione dell'offerta: Scopo principale del Programma di visite di studio presso la FRA è quello di permettere a laureati e professionisti di acquisire una conoscenza approfondita dell'attività dell'Agenzia e dell'UE nell'ambito della tutela dei diritti fondamentali, permettendo loro di mettere in pratica le conoscenze derivanti dai loro studi e/o dalla propria esperienza professionale e di osservare da vicino il lavoro di analisi di dati e di ricerca socio-giuridica condotto dai vari organi dell'ente.
La visita di studio può durare un massimo di 12 mesi.
 
Requisiti:
-Diploma di Laurea
-Padronanza della lingua di lavoro dell'ente, cioè l'inglese. La conoscenza di altre lingue è apprezzata
 
Documenti richiesti: È richiesta una assicurazione sanitaria
 
Costi: Retribuzione non prevista. I costi sono a carico dei partecipanti
 
Guida all'application: Coloro i quali desiderano prendere parte al Programma di Visite di studio possono candidarsi inviando una  email all'indirizzo Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo., allegando il proprio CV ed una lettera motivazionale in cui sia specificata l'area di lavoro dell'Agenzia di loro maggiore interesse. Il Dipartimento Risorse Umane verificherà la disponibilità  dell'Ufficio prescelto ad accogliere il candidato e lo informerà di conseguenza. Prima di inoltrare la propria candidatura è consigliabile leggere il Regolamento relativo alle visite di studio.
 
Informazioni utili: Vienna è allo stesso tempo capitale federale e stato federato dell'Austria. La città ospita le sedi di alcune importanti organizzazioni internazionali, tra cui: l'OPEC, l'Agenzia internazionale per l'Energia Atomica e l'ONU ed il suo centro storico è stato dichiarato patrimonio dell'umanità dall'UNESCO.Vienna è nota come la Città dei Musicisti o la Città dei Sogni per avere ospitato molti tra gli artisti ed i compositori più talentuosi di tutti i tempi, tra i quali spiccano Vivaldi, Mozart, Beethoven, Rossini, Schubert, Strauss e molti altri. Ha una delle reti di trasporto pubblico più efficienti d'Europa, anche se in realtà il centro è molto piacevole da visitare anche a piedi o in bicicletta. Da non perdere oltre ai numerosi parchi e musei, è la zona della Neue Donau, centro della movida viennese.
 
Trovare casa a Vienna
 
Link utili:
Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Regolamento relativo alle visite di studio
 
Contatti utili:
Schwarzenbergplatz 11
A-1040 Wien ÖSTERREICH
 
Tel: +43 1 580 30 0
Fax: +43 1 580 30 699
Indirizzo Email: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
 
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Pubblicato in Europa
L' International Criminal Tribunal for Rwanda mette a disposizioni posti per stagisti tutto l'anno. non perdere l'occasione e indica il periodo che preferisci.
 
 “Per altre opportunità simili, andate alla sezione “Nazioni Unite e Organizzazioni Internazionali” 
 
Ente: Riconoscendo le gravi violazioni del diritto umanitario commesse in Ruanda, e agendo ai sensi del capitolo VII della Carta delle Nazioni Unite, il Security Council ha creato l’International Criminal Tribunal for Rwanda (ICTR), con delibera 955 dell'8 novembre 1994. Lo scopo di questa misura è quello di contribuire al processo di riconciliazione nazionale in Rwanda e al mantenimento della pace nella regione. L’ ICTR è stato istituito per il perseguimento di persone responsabili di genocidio e di altre gravi violazioni del diritto umanitario internazionale commesse nel territorio del Ruanda tra il 1 ° gennaio 1994 e il 31 dicembre 1994.

Dove: Arusha, Repubblica Unita della Tanzania

Destinatari: Studenti attualmente iscritti in un corso di laurea magistrale (o equivalente) o in un dottorato

Quando: E’ possibile candidarsi tutto l’anno, la durata dell’internship va da 2 a 6 mesi
Scadenza:

Descrizione dell’offerta:
-    Fornire ai partecipanti importanti esperienze pratiche utili al
loro ambito di studio
-    Promuovere, tra i partecipanti, una migliore comprensione dei principali problemi globali
affrontati dal tribunale e dare loro un'idea di come i tentativi dell’ ICTR siano finalizzati a trovare soluzioni ai problemi di natura internazionale
-    Per esporre i partecipanti dell’ ICTR alle sue politiche e ai suoi programmi.

Requisiti:
-    I candidati devono essere attualmente iscritti in una laurea (Master o equivalente) o post-laurea di programma (PhD)
-    I candidati che perseguono i loro studi in paesi in cui l'istruzione superiore non è diviso in corsi di laurea e le fasi laureati devono aver completato almeno tre anni di studi universitari
-    I candidati devono avere la padronanza di inglese e / o francese . Conoscenza di Swahili e / o Kinyarwanda sarebbe un bene

Documenti richiesti: Lettera motivazionale e approvazione dell’istituto di appartenenza

Retribuzione: non prevista

Guida all’application:
I candidati devono indicare con chiarezza e precisione la loro particolare campo di interesse e / o
presentare un argomento per una tesi o di carta sul Diritto Umanitario / umano internazionale
diritto / diritto penale internazionale / Diritto / Diritto internazionale comparato.

I candidati che sono interessati a presentare domanda per il programma di Tirocinio presso ICTR devono presentare debitamente compilato modulo di domanda
(Allegato A, rintracciabile sul sito dell’offerta), indirizzata al Tirocinio Coordinatore e accompagnato da una lettera di presentazione specificando le ragioni per l'applicazione , nonché come almeno due riferimenti scritti che affrontano le problematiche descritte nell'allegato B. Il modulo di domanda deve essere corredato dei seguenti documenti:
- Copia del più recente certificato di laurea
- Un campione di lavoro di ricerca / corso relativi all'area di assegnazione preferito redatto in inglese o in francese
- L' approvazione ufficiale dell’ istituto scolastico dello studente (timbro ufficiale nel modulo di domanda e nella lettera) 

Informazioni utili:
Il clima della Tanzania e di tipo tropicale durante tutto l’anno, con significative variazioni, in genere più caldo lunga la costa e temperature più fresche sugli altipiani.
I mesi da maggio a ottobre, corrispondono alla stagione secca, sono ideali per le visite nei parchi del Sud (Ruaha, Selous) e Sud-Ovest (Gombe, Mahale) ma offrono anche fantastiche opportunità per vedere gli animali nei parchi del Nord, Serengeti, Tarangire, Ngorongoro, in quanto la siccità fa sì che gli animali si concentrino in prossimità delle pozze d’acqua. La stagione delle lunghe piogge va da fine marzo a fine maggio mentre quella delle brevi piogge da fine ottobre ai primi di dicembre. Il periodo più caldo è compreso tra dicembre e marzo, è il momento ideale per assistere alle migrazini nel parco del Serengeti. La stagione secca è anche il periodo migliore per il trekking sui monti Kilimanjaro e Meru, e lungo la costa le temperature sono assolutamente ottimali.
La vaccinazione contro la febbre gialla è obbligatoria esclusivamente per i viaggiatori provenienti da Paesi dove tale malattia è endemica (Kenya, Ethiopia, ecc.), anche nel caso di solo transito aeroportuale, se questo è superiore alle 12 ore ed in ogni caso se si lascia l’aeroporto di scalo. Si consiglia, comunque, anche a coloro che provengono da Paesi in cui tale malattia non è endemica, di munirsi del certificato di vaccinazione contro la febbre gialla.
Consigliata la profilassi antimalarica soprattutto per le zone costiere. Nella stagione secca si riduce il rischio di contrarre questa malattia.
Per ulteriori informazioni in merito recarsi sul sito di riferimento


Link utili:
sito ICTR

Contatti utili:
Il Coordinatore Stages
UNICTR
P.O. box 6016
Arusha
Tanzania
(Attenzione : Ms Felicia Madigane)
Tel : ( +1 ) ( 212 ) 963 2850
( +255 ) ( 27) 250 4367 -72 o 250 4207-11
 
 
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“Se sei interessato a conoscere meglio il mondo delle relazioni internazionali, se hai voglia di mettere alla prova le tue doti diplomatiche e capire se questa è la strada che fa per te, partecipa al  Rome Model United Nations la più grande simulazione Onu in Italia! Non perdere questa opportunità!”
 
In occasione della Giornata Mondiale dei Diritti Umani (Human Rights Day) intervista a Cristiano Gentili, funzionario internazionale per i Paesi del Sud del mondo e scrittore
In ricordo del giorno in cui l’Assemblea Generale della Nazioni Unite ha adottato la Dichiarazione Universale dei Diritti Umani (10 dicembre 1948), il 10 dicembre di ogni anno si celebra la Giornata Mondiale dei Diritti Umani (Human Rights Day) per non dimenticare principalmente che “tutti gli esseri umani nascono liberi ed eguali in dignità e diritti. Essi sono dotati di ragione e di coscienza e devono agire gli uni verso gli altri in spirito di fratellanza” (Articolo 1, Dichiarazione Universale dei Diritti Umani). 
Proprio gli ideali di libertà,eguaglianza e fratellanza hanno spinto Cristiano Gentili a lavorare nel settore umanitario e della cooperazione allo sviluppo. Cristiano Gentili è stato funzionario internazionale per l’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni, OIM (International Organization for Migrations, IOM) operando sul campo nei Balcani, in Africa, Asia e America del Sud. 
Alla luce delle numerose tragedie del mare cui si assiste troppo spesso recentemente e in vista della Giornata Mondiale dei Diritti Umani abbiamo chiesto a Cristiano Gentili di condividere con noi la sua esperienza nel settore dell’emergenza umanitaria e della tutela dei diritti dei migranti. 
Durante l’intervista, a Cristiano Gentili abbiamo chiesto di: parlare della sua esperienza professionale; sottolineare le difficoltà che si riscontrano nel garantire efficacia ai mezzi di tutela dei diritti umani nel rispetto di culture estranee a quelle dei cosiddetti “Paesi occidentali”; fornire delle linee guida per chiunque fosse interessato ad iniziare la sua stessa carriera a livello internazionale.   
 
Il 10 dicembre p.v. si celebra la Giornata Mondiale dei Diritti Umani. Per tanto tempo hai lavorato presso l’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni (OIM) cercando, in particolare, di preservare la dignità umana dei migranti. Com’è iniziata la tua esperienza nell’Organizzazione e, in particolare, di cosa ti sei occupato? 
Sin da quando ho iniziato l’università il mio desiderio è sempre stato quello di lavorare nel settore umanitario e della cooperazione allo sviluppo. 
Grazie all’interesse dell’OIM sull’argomento della mia tesi di dottorato ho avuto la possibilità di collaborare con questa organizzazione e di svolgere la ricerca “sul campo”, in Kosovo. Ho iniziato con un contratto di consulenza, per poi ottenere un contratto da Junior Professional Officer (JPO) e da Professional. Nei dieci anni con l’IOM mi sono occupato di sviluppo, incentrandomi sulla relazione tra migrazione e sviluppo economico, e di aiuti umanitari lavorando in Sudan e nel Sud Sudan e a Banda Aceh dopo lo Tsunami del 2004. L’incarico più gratificante è stato anche il più breve purtroppo: solo cinque mesi sull’Isola di Lampedusa fornendo supporto ai migranti che raggiungevano l’Italia dalle coste del Nord Africa.
 
La tua esperienza professionale sul campo ha avuto luogo in posti del mondo caratterizzati da una concezione dell’individuo/della comunità ben diversa da quella che vige nei cosiddetti “Paesi occidentali”. Di conseguenza, ciò ha un impatto anche sull’implementazione dei meccanismi di tutela dei diritti umani. Da questa constatazione nasce anche la discussione sul ruolo delle Organizzazioni internazionali o delle ONG, tematica che emerge anche nel tuo romanzo “Ombra bianca” che parla delle condizioni in cui sono costretti a vivere gli albini africani. Secondo te è possibile per questi Enti (occidentali) riuscire a tutelare effettivamente i diritti umani nel rispetto della cultura locale. E se si, in che modo?
“Ombra Bianca” è un romanzo corale sull’Africa che mi ha permesso di offrire uno spaccato dei principali problemi che affliggono la vita di questo continente, tra cui appunto il dramma degli africani con albinismo. In un mondo globalizzato come questo, dove gli interessi ed equilibri politici ed economici sono molto più importanti della tutela dei diritti umani, è sempre più difficile la tutela dei diritti fondamentali nel rispetto di una cultura locale. Molto spesso sia le Organizzazioni Internazionali sia le ONG implementano i propri programmi sulla base delle proprie priorità e, spesso, tenendo in considerazione le aspettative e la volontà dei Paesi/Enti donatori. Tuttavia, le Organizzazioni sono fatte di persone e, per fortuna, ce ne sono ancora molte dai forti ideali … auguriamoci che queste raggiungano posizioni apicali il prima possibile.
 
Che tipo di percorso accademico consiglieresti di intraprendere a chiunque volesse iniziare la tua stessa esperienza professionale all’interno di OIM?
Dopo la Laurea triennale suggerirei un’esperienza di volontariato in un Paese del Sud del mondo per capire il settore che più ci interessa e se questa ambizione lavorativa è solo fine a se stessa o è parte integrante della propria personalità. È molto più importante acquisire un’esperienza professionale e meglio se sul campo. Dopodiché si può pensare ad una specializzazione. E sarà più semplice accedere a dei corsi veramente qualificanti in università con un alto ranking a livello mondiale piuttosto che frequentare un Master/Dottorato in Italia che nella maggior parte dei casi corrisponde ad un rigo nel curriculum e niente più.
 
La condivisione dell’esperienza professionale di Cristiano Gentili ci offre ulteriori spunti di riflessione in vista della Giornata Mondiale dei Diritti Umani. In particolare, essa ci aiuta a meglio comprendere che lavorare in determinati settori quali quello umanitario e della cooperazione allo sviluppo non può e non deve essere considerato un impiego fine a se stesso. Esso è piuttosto una scelta di vita caratterizzata da un anelito verso l’eguaglianza, il rispetto e la tutela universale di tutti gli individui.
 
Ritalba Mazzara  
Pubblicato in Rubrica
Intervista alla Prof.ssa C. Carletti per la "Giornata mondiale dei Diritti Umani"- Università degli Studi Roma Tre - Facoltà di Scienze Politiche
 
"Tutti gli esseri umani nascono liberi ed eguali in dignità e diritti. Essi sono dotati di ragione e di coscienza e devono agire gli uni verso gli altri in spirito di fratellanza" (art.1 Dichiarazione Universale dei Diritti Umani).
 
La Giornata Mondiale dei Diritti Umani è uno degli eventi principali nel calendario del quartier generale delle Nazioni Unite a New York. E' un avvenimento sovranazionale che si celebra ogni anno, il 10 Dicembre, giorno in cui l'Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha proclamato la Dichiarazione Universale dei Diritti Umani (10 Dicembre 1948), "come ideale da raggiungeresi da tutti i popoli e da tutte le Nazioni, al fine che ogni individuo e ogni organo della società, si sforzi di promuovere con l'insegnamento e l'educazione, mediante misure progressive di carattere nazionale ed internazionale, l'universale ed effettivo riconoscimento e rispetto di questi diritti e di queste libertà...". (Preambolo della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani).
In questa giornata vengono inoltre attribuiti i due più importanti riconoscimenti in materia, ovvero: il quinquennale "Premio delle Nazioni Unite per i Diritti Umani", assegnato a New York (sarà attribuito proprio per le celebrazioni attuali, poichè l'ultima "premiazione" è avvenuta nel 2008) ed il Premio "Nobel per la Pace", assegnato ad Oslo (attribuito quest'anno all'OPCW).
L'OHCHR è la principale Istituzione delle Nazioni Unite chiamata a svolgere un ruolo importante nel coordinamento degli sforzi per le celebrazioni della suddetta giornata. Essa ha ricevuto inoltre dalla Comunità Internazionale un mandato unico: promuovere e proteggere i diritti umani che sono garantiti dalla Dichiarazione stessa. Quest'ultima, oltre ad essere stata base di molte delle conquiste civili della seconda metà del XX secolo, costituisce una fonte d'ispirazione (anche a livello regionale), come è avvenuto per la "Carta dei Diritti Fondamentali dell'Unione Europea", proclamata per la prima volta a Nizza il 7 Dicembre 2000, ed avente pieno valore legale vincolante per i Paesi dell'Unione Europea dopo l'entrata in vigore del Trattato di Lisbona, il 1 Dicembre 2009.
 
In occasione delle celebrazioni per la suddetta giornata, abbiamo intervistato la Prof.ssa C.Carletti, Docente (presso l'Università degli Studi Roma Tre - Facoltà di Scienze Politiche di: "Diritto Internazionale"; "Diritto internazionale dello sviluppo"; "Diritto internazionale e processi di pace" e di "Organizzazione internazionale e Tutela dei Diritti umani"- cors curato dal Prof. R.Cadin). Alla Prof.ssa Carletti abbiamo chiesto una valutazione circa l'efficacia giuridica dell'art.23 della Dichiarazione Universale dei Diritti umani, che disciplina la materia del "diritto al lavoro", rispetto all'attuale crisi economica che il Sistema internazionale sta vivendo. 
"Ogni individuo ha diritto al lavoro, alla libera scelta dell'impiego, a giuste e soddisfacenti condizioni di lavoro ed alla protezione contro la disoccupazione" (art.23 co.1).
 
L'art.23 co.1 quale valore ha oggi in un contesto di grave crisi economica?
"Il suddetto articolo protetto e promosso già ben prima della nascita delle Nazioni Unite e quindi della Dichiarazione stessa, (l'OIL - "Organizzazione Internazionale del Lavoro"- che lo rappresenta, era infatti l'unica organizzazione preesistente nel Sistema internazionale del 1945), presenta due diverse connotazioni, come:
 - diritto del lavoro pratico (esercizio di un'attività lavorativa);
 - diritto d'accesso (domanda di lavoro presente, e disponibilità di posti di lavoro).
Fissato questo concetto, l'attuale crisi economico-finanziaria ha avuto effetti diversi nel nord del Mondo rispetto al sud, a causa di due diverse titolarità del diritto stesso:
 - nel nord del mondo: come poi avviene per la maggior parte dei diritti umani, esso è stato concepito in maniera estremamente individualista, un mero strumento di crescita economica personale raggiungibile quest'ultima anche venendo meno al rispetto delle principali norme di tutela della vita umana. La crisi economica, inserita in un'ottica simile, ha ridotto sensibilmente la tutela del diritto stesso;
 - nel sud del mondo: al contrario, esso possiede una titolarità collettiva e paradossalmente, anche post crisi economica, esso è risultato più tutelato, poichè la possibilità di lavorare per un individuo corrisponde non solo ad una sua crescita personale ma anche ad uno sviluppo e progresso collettivo, della comunità nella quale egli vive.
Quindi se noi tutti considerassimo il lavoro e l'accesso allo stesso come un'opportunità di crescita collettiva e collegiale, la tutela dello stesso diritto, sarebbe maggiormente garantita! 
Una rilettura oggi, nel 2013, dell'art.23 potrebbe dare vita ad una nuova visione."
 
Le politiche nazionali cosa possono fare e qual è la situazione in Italia in merito?
"Le politiche nazionali sono chiamate a svolgere un ruolo "cerniera" tra gli obblighi stabiliti a livello internazionale e quelle che devono essere le applicazioni degli stessi, a livello nazionale. Il compito che sono chiamati a svolgere gli Stati è quello di creare un giusto bilanciamento tra i diversi fattori in corso: lo sviluppo ed il rispetto dei diritti umani. Il primo non può essere realizzato in maniera costruttiva e positiva se manca il secondo fattore. Quindi le politiche nazionali dovrebbero promuovere una maggiore sensibilizzazione nel rispetto del diritto del lavoro, garantendo l'accesso a quest'ultimo e sostenendo così lo sviluppo e la crescita dell'intera comunità.
In Italia, la tutela del diritto al lavoro (ed il conseguente rispetto dell'art.23 della Dichiarazione Universale dei Diritti umani), è molto bassa a causa di quell'approccio individualista sopracitato che è stato aggravato dagli effetti negativi della globalizzazione, data l'incapacità o impossibilità da parte dell'uomo di immettersi nel ciclo produttivo in maniera efficiente, dinamica e creativa.
Nel nostro Paese, esistono interi settori della produzione che sono delocalizzati in termini di assegnazione delle competenze produttive a soggetti/enti/collettività straniere, pur di ottenere un guadagno, anche se ciò avviene a discapito della tutela della vita umana degli stessi e dei soggetti nazionali."
 
Considera quindi la globalizzazione una minaccia per la tutela dei diritti umani e specificatamente per l'efficacia giuridica dell'art.23?
"Si può guardare alla globalizzazione come ad una "medaglia a due facce":una - "positiva": essa ha reso il mondo sempre più piccolo ed inclusivo, favorendo le migrazioni e la mobilità degli individui stessi. Inoltre, sul piano economico ha innescato un processo di sviluppo senza precedenti, i cui effetti in termini di crescita hanno assunto una dinamicità tale che la stessa "medaglia" della globalizzazione non poteva non rovesciarsi sull'altra faccia, ovvero quella "negativa". L'individuo da agente attivo, in grado di "guidare" il processo di sviluppo è diventato la vittima dello stesso. La necessità di non rimanere "fermi al palo", accompagnata da quell'approccio individualista di cui parlavo in precedenza, ha causato la proliferazione di politiche economiche scorrette e pratiche completamente sbagliate ed in alcuni casi "illegali", fondate sullo sfruttamento della persona le quali hanno generato una competizione tra chi le regole le ha sempre rispettate e chi al contrario non l'ha mai fatto, è necessario quindi riscrivere gli assetti facendoli valere per tutti, indistintamente.
Esse inoltre hanno influito negativamente sulla percezione che si è avuta della globalizzazione stessa, vista non più come un'occasione di condivisione e confronto tra culture diverse tra loro (affermazione del multiculturalismo) ma, al contrario come fonte di intolleranza, paura verso l'altro, facendo venire sempre meno il rispetto e la tutela dei diritti umani stessi."
 
Infine una domanda sulla struttura del Corso tenuto dalla Prof.ssa Carletti. Qual è il contenuto del corso "Organizzazione internazionale e Tutela dei Diritti umani" e come si struttura?
"La materia, vincolante per il corso di Laurea Triennale in "Consulente esperto per i processi di pace, cooperazione e sviluppo" e valida come esame a scelta per gli altri percorsi di Laurea Triennale in Scienze Politiche e Relazioni Internazionali, si articola in due parti. Esse prevedono:
 - parte I: lo studio del fenomeno dell' organizzazione internazionale - universale e regionale - nei suoi elementi istituzionali ed operativi;
 - parte II: lo studio circa la promozione e protezione dei diritti umani con un approfondimento circa il processo di riforma dei principali meccanismi operanti nel quadro delle Nazioni Unite.
Obiettivi del corso: l'apprendimento di tali nozioni è fondamentale per gli studenti che intendano sostenere prove concorsuali finalizzate alla carriera diplomatica o alla professione funzionariale presso le OO.II, enti pubblici e privati, nonchè ONG operanti sia in ambito europeo che internazionale."
 
 
A conclusione di questa lunga chiacchierata, ciò che appare chiaroè che gli interessi nazionali, le geo-strategie politiche ed economiche (soprattutto), la sovranità assoluta degli Stati, hanno prevalso e continuano a prevalere rispetto agli interessi collettivi. Gli Stati quindi pur avendo costruito una realtà internazionale, estremante strutturata ed organizzata, risultano deficitari di una cultura internazionale comunitaria e collegiale in grado di assicurare un'efficace tutela e applicazione dei diritti umani.
 
 
Valeria Martorella.
 
 
 
Pubblicato in Rubrica
In occasione della Giornata Mondiale dei Diritti Umani  (Human Rights Day), il 10 dicembre p.v. presso il quartier generale dell’Organizzazione delle Nazioni Unite (ONU) a New York si terrà la cerimonia per il conferimento dello Human Rights Prize. 
Lo Human Rights Prize è stato istituito dall’Assemblea Generale nel 1966 (Risoluzione 21/2217) e per la prima volta è stato assegnato il 10 dicembre 1968 in ricordo del ventesimo anniversario della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani (Universal Declaration of Human Rights). La lista con i nominativi dei candidati per lo Human Rights Prize viene stilata dall’Ufficio dell’Alto Commissariato per i Diritti Umani sulla base di segnalazioni provenienti principalmente da Stati membri, agenzie specializzate, Organizzazioni non-governative (ONG). I selezionati vengono infine sottoposti all’attenzione di una Commissione che in ultima istanza decreta i vincitori. 
Dal 1968 lo Human Rights Prize viene conferito ogni cinque anni (1973, 1978, 1988, 1993, 1998, 2003, 2008) a individui/organizzazioni che hanno conseguito risultati notevoli nell’ambito della tutela dei diritti umani a livello mondiale. Tra le principali personalità e organizzazioni che hanno ricevuto il Prize si annovera: la First Lady Eleanor Roosevelt; Martin Luther King (premio postumo); Comitato Internazionale della Croce Rossa; Amnesty International; Nelson Mandela; Benazir Bhutto (premio postumo). 
Quest’anno lo Human Rights Prize 2013 assume una risonanza maggiore in quanto, oltre a commemorare la Giornata Mondiale dei Diritti Umani,  esso ricorda anche il ventesimo anniversario dell’Ufficio dell’Alto Commissariato per i Diritti Umani (Office of the High Commissioner for Human Rights), della Dichiarazione di Vienna (Vienna Declaration) e del Programma d’Azione (Programme of Action). Fino al 10 dicembre p.v. è mantenuto il massimo riserbo circa i vincitori della nona edizione del Prize. 
 
 
Vitalba Mazzara
Pubblicato in Eventi e Ultime Notizie
In occasione dello Human Rights Day del 10 dicembre 2013, la redazione di Carriere Internazionali si è concentrata sul tema dei diritti umani, ricercando per voi opportunità  di lavoro e formazione erogate da enti impegnati nell'ambito della loro tutela e promozione. Tra questi spicca l'Unione forense per la tutela dei diritti umani, che ogni anno organizza il Corso di Specializzazione per la Tutela Europea dei Diritti Umani. Per l'edizione 2013-2014 del Corso, Carriere Internazionali ha dato la possibilità a due studentesse che hanno usifruito dei percorsi di orientamento interessate alla tematica di partecipare in formula completamente gratuita al Corso di specializzazione dell'Unione forense per la tutela dei diritti umani.
 
Vi proponiamo qui di seguito l'intervista a Sara Pitirra che grazie al sito CarriereInternazionali.com è venuta a conoscenza del Corso e ha deciso di parteciparvi.
 
Che tipo di formazione hai e come mai hai deciso di prendere parte al corso?
Sono iscritta al corso di Laurea triennale in Scienze politiche-Relazioni Internazionali, presso l’Università degli Studi Roma Tre, percorso che tocca solo in parte tematiche relative ai diritti umani e ai loro sistemi di tutela. Essendo questo un argomento che da sempre ha suscitato il mio interesse, e viste le rare occasioni che il mio percorso di studi offre per approfondirlo, ho deciso di cercare autonomamente corsi di formazione, seminari e conferenze che potessero approfondire la mia preparazione al riguardo. Non è infatti il primo corso di questo tipo a cui partecipo! Parallelamente, inoltre, da anni porto avanti un’autoformazione grazie ad altre attività di volontariato nell'ambito della tutela dei diritti di coloro che vivono esperienze di  disagio ed emarginazione.
 
L'esposizione dei contenuti era accessibile anche per persone con una formazione differente da quella giuridica?
Come io stessa ed altri colleghi di Scienze Politiche con cui ho seguito questo corso abbiamo potuto constatare, chi come noi ha una formazione diversa da quella giuridica ha avuto qualche difficoltà nella comprensione di alcuni contenuti. Eravamo comunque consapevoli di “ciò a cui andavamo incontro”: nella descrizione del corso di specializzazione era infatti specificato che sarebbe stato un utile strumento di approfondimento ed aggiornamento per operatori giuridici e studiosi della materia e, sia dalla scheda di iscrizione che dal programma delle giornate, si evinceva che il corso è rivolto in particolare a chi fa parte in qualche modo del settore. Tuttavia, l’esposizione chiara e a tratti “non convenzionale” della maggior parte dei relatori, noti esperti in materia, nonché il materiale distribuito sul sito dell’Associazione (testo della CEDU, regolamenti, sentenze, protocolli, singoli articoli) che era possibile consultare e stampare prima degli incontri, hanno reso accessibili anche a noi i contenuti del corso.
 
Quanto pensi sia stata utile la partecipazione a questo corso in termini di spendibilità dell'attestato di frequenza nel tuo campo professionale?
Penso che per chi come me è interessato ad operare nell'ambito della tutela dei Diritti Umani, la partecipazione a questo corso, convalidata per di più da un attestato di frequenza, possa costituire un’esperienza non indifferente da inserire nel proprio Curriculum Vitae. Il corso era incentrato principalmente sullo studio del funzionamento della “Corte europea dei Diritti umani”, cui ogni individuo può rivolgersi per denunciare violazioni dei propri diritti ed ottenere la riparazione dei danni subiti. Inoltre, abbiamo avuto occasione di approfondire anche la giurisprudenza della Corte, in particolare quella relativa ad alcuni dei diritti tutelati dalla Convenzione Europea dei Diritti dell’Uomo, potendo così comprendere meglio l’impatto che essa ha sull’ordinamento italiano.
 
Come era strutturato il corso e le frequenze?
Gli argomenti trattati erano tutt’altro che “leggeri” ed effettivamente l'ascolto degli interventi per tre ore consecutive si è rivelato faticoso, soprattutto in termini di assimilazione dei contenuti. Ad ogni modo, si sono sempre alternati almeno tre relatori e ciò, bisogna dire, ha reso l’ascolto più gradevole. Detto questo, a chi non vuole farsi sfuggire nulla consiglierei di munirsi di un registratore, in modo tale da poter riascoltare gli interventi. Penso comunque che sia stato strutturato in questo modo molto concentrato e durante il fine settimana per garantire la presenza di alcuni esperti, sia per quanto riguarda le cariche che ricoprono alcune personalità invitate, sia per quei professori provenienti da Università di altre regioni.
 
Consiglieresti anche ad altri di frequentare il corso? Se sì, a chi?
Si, consiglierei anche ad altri di frequentarlo, in particolar modo a chi ha una formazione giuridica, poiché avrebbe la possibilità non solo di ascoltare esperti in materia (giudici, avvocati, professori di diritto, magistrati) ma anche di relazionarsi con loro. Terminati gli interventi dei relatori, infatti, viene concessa l’opportunità di porre loro delle domande. Gli interventi dei corsisti, non a caso, erano sempre numerosi e non solo inerenti agli argomenti trattati - per approfondimenti o chiarimenti -  ma relativi anche a casistiche che le persone in questione si trovavano a dover sperimentare in qualità di operatori giuridici. Molti di loro erano venuti da altre parti d’Italia proprio per cogliere questa occasione!
 
-Tirando le somme, quanto pensi sia stata proficua, per te, l'esperienza di questo corso?
Credo che la partecipazione a questo tipo di corsi possa costituire un'ottima occasione non soltanto  per accrescere il proprio bagaglio culturale e formativo, ma anche per entrare in contatto con personalità esperte della materia, alcune delle quali, diversamente, potresti vedere soltanto citate nei testi universitari! Nel mio caso specifico, poi, la partecipazione a questo corso è stata utile anche perché presto mi troverò a sostenere l’esame di “Organizzazione internazionale e Tutela dei Diritti umani”. Un altro aspetto da considerare è la possibilità di conoscere siti e in questo modo avere accesso a documenti e materiale che uno studente da solo potrebbe non riuscire a reperire e che invece potrebbero rilevarsi utili in sede d’esame o per una Tesi di laurea che tratti queste tematiche. Inoltre, uno degli aspetti che ho apprezzato maggiormente sono stati i continui richiami e collegamenti dei diversi relatori ad eventi realmente accaduti, il che ha reso l'esposizione degli argomenti precisa, circostanziata e molto pratica.  Infine, la partecipazione al corso dà l’opportunità di ottenere 12 CFU (crediti formativi universitari), arricchendo così il proprio curriculum accademico. Sulla base di quanto detto, insomma, posso dire che la mia  partecipazione a questo corso è stata estremamente fruttuosa.
 
Francesca Di Russo
 
 
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Nome dell' Ente: Human Rights Watch 
 
Data di fondazione: Human Rights Watch nasce nel 1978 con la creazione di Helsinki Watch, progettato per supportare i gruppi di cittadini formatisi in tutto il blocco sovietico, che volevano fare in modo che l'Unione Sovietica rispettasse gli Accordi di Helsinki del 1975. In rapida successione nacquero Asia Watch (1985), Africa Watch (1988), e Medio Oriente Watch (1989). Solo nel 1988, tutte le commissioni si unirono creando lo Human Rights Watch. 
Vai agli approfondimenti sul tema Diritti Umani e sulla Giornata dei Diritti Umani del 10 dicembre!
 
Chairmain  dell'ente: Il direttore esecutivo di Human Rights Watch è Kenneth Roth
 
Collocazione: Human Rights Watch
350 Fifth Avenue, 34th Floor
New York, NY 10118-3299
Stati Uniti d'America
Tel: 1- (212) 290-4700
 
Obiettivi: Human Rights Watch è un'organizzazione non governativa no-profit, che si occupa dei diritti umani. Il suo staff, composto da circa 400 membri, provenienti da tutto il mondo, sono professionisti dei diritti umani,  avvocati, giornalisti e studiosi. Human Rights Watch è noto soprattutto per il suo accurato accertamento dei fatti, un'informazione imparziale, un uso efficace dei mezzi di comunicazione, e di advocacy mirata, spesso in collaborazione con i gruppi locali per i diritti umani. Le ricerche sono mirate alla scoperta di situazioni che possano generare preoccupazione e attenzione nelle comunità locali e internazionali, anche avvalendosi del supporto mediatico per poter meglio denunciare le varie forme di ingiustizia. Ogni anno, Human Rights Watch pubblica più di 100 relazioni e briefing sulle condizioni dei diritti umani in 90 paesi. Lo scopo di questa organizzazione è porre all'attenzione della comunità internazionale gli abusi che avvengono, al fine di imporre ai governi imputati di essi un cambiamento dei comportamenti e delle leggi
 
Descrizione dei progetti/attività dell'ente: Human Rights Watch si occupa, sin dal momento della sua fondazione, di diritti umani. Nel 1990 denunciò i genocidi in Ruanda e nei Balcani ed ha sperimentato nuove  modalità per indagare sulle violazioni dei diritti in società chiuse come l'Arabia Saudita e Corea del Nord. Allo stesso tempo, già da allora, l'organizzazione ha ampliato e rafforzato il suo lavoro sui diritti delle donne, dei bambini, dei rifugiati, dei lavoratori migranti. Human Rights Watch si oppone alle violazioni di basilari diritti dell'uomo, quali la pena di morte e la discriminazione in base all'orientamento sessuale, sostiene e appoggia le lotte a favore di fondamentali diritti quali la libertà di religione e la libertà di stampa.  In particolare, Human Rights Watch attualmente
- Cerca di realizzare la piena emancipazione delle donne e promuove l'uguaglianza dei diritti
- Ha contribuito ad accendere i riflettori su temi, precedentemente ignorati, come i diritti degli omosessuali
- Ha supervisionato il commercio internazionale delle armi e il ruolo delle imprese nel campo dei diritti umani, producendo studi innovativi, per esempio, sulle violazioni dei diritti nei settori del petrolio, dell'oro, e delle armi 
- L'attacco alle Torri Gemelle dell'11 Settembre e le sue conseguenze hanno evidenziato la necessità di nuove forme di pressione sui gruppi terroristici e sui loro sostenitori e un attento monitoraggio delle leggi antiterrorismo, politiche e pratiche che violano i diritti umani fondamentali
- Si occupa della piaga dell' HIV / AIDS, ed ha creato un programma dedicato ai diritti umani e alla salute
- Un altro settore importantissimo è quello dei diritti dei bambini, in particolare di coloro che non hanno accesso all'istruzione, lavorano lunghe ore in condizioni pericolose, sono costretti a servire come soldati in conflitti armati, o a vivere in istituti o orfanotrofi
- Si occupano poi di persone disabili. Gli individui con disabilità fisiche e mentali spesso devono affrontare una maggiore violenza e discriminazione, eppure rimangono invisibili nelle loro comunità
 
Opportunità di lavoro e stage:
Human Rights Watch offre costamente opportunità di lavoro presso le proprie sedi. Per ulteriori informazioni vai alla pagina web dedicata
Fellowship: ogni anno è possibile presentare la propria candidatura entro il 6 dicembre per il Programma Alan R. and Barbara D. Finberg Fellowship aperto ai giovani laureati (Master's Degree)
Interniship:  HRW offre opportunità di interniship negli uffici dei vari paesi in cui è presente
 
Link Utili:
 
Sara Faonio
Pubblicato in No Profit
Sono aperte le iscrizioni per la prima scadenza del “programma internship” offerto dall’Ohchr a Ginevra! Avete tempo fino al 30 Aprile per candidarvi.
 
Ente:OHCHR – “Office of the High Commissioner for Human Rights”- Ufficio dell’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Diritti Umani.
 
Dove: Ginevra, Svizzera.
 
Destinatari:Studenti universitari in possesso del Diploma di Laurea.
 
Durata:6 mesi.
 
Scadenza:Sono previste due scadenze (per i due programmi internship offerti dall’Ufficio:
-30 Aprile:per il programma stage che si svolge da Luglio a Dicembre
-31 Ottobre:per il programma stage che si svolge da Gennaio a Giugno
 
Descrizione dell’offerta:
Il programma di internship dell’Ohchr mira al raggiungimento di due obiettivi:
-accrescere le conoscenze degli stagisti in merito al tema della tutela dei diritti umani, offrendo loro la possibilità di vivere un’esperienza sul campo
-fornire a giovani studenti o laureati la possibilità di collaborare con gli Uffici dell’Ohchr.
Gli aspiranti stagisti (il programma si rivolge a 50 studenti universitari), sotto la supervisione del responsabile dell’Ufficio al quale si viene assegnati e, in base alle necessità richieste dall’ufficio stesso, sono chiamati a svolgere le seguenti attività:
-elaborare ricerche in merito alle problematiche sulla tutela dei diritti umanai
-fornire il materiale necessario durante gli incontri o le conferenze
-svolgere attività di back-stopping che prevedono: consulenza, accompagnamento, sostegno e continuità temporale e tematica di un progetto o di un servizio specialistico svolto sul campo
-partecipare ad incontri sul tema della tutela dei diritti umani condotti dallo staff dell’Ufficio competente
 
Requisiti:
Istruzione.E’ richiesto il possesso del Diploma di Laurea in discipline affini agli ambiti lavorativi delle Nazioni Unite, quali: Scienze Politiche, Diritto internazionale, Scienze storiche o Scienze sociali. La specializzazione in materia di tutela dei diritti umani rappresenta un vantaggio.
Lingue.Ottima conoscenza scritta e parlata di almeno due lingue ufficiali utilizzate in sede Onu (francese ed inglese sono preferibili).
Esperienze.Non è richiesta alcuna esperienza pregressa.
Al seguente link "internship programme" è presente una tabella di autovalutazione recante 5 diversi requisiti base. Per considerarsi “idonei” al programma di stage si deve rispondere affermativamente a tutti e cinque i requisiti previsti.
 
Retribuzione:
Non è prevista alcuna retribuzione. Le spese del viaggio, vitto e alloggio sono tutte a carico del tirocinante.
 
Documenti richiesti:
E’ richiesta una copia del proprio “curriculum vitae” da allegare all’“internship application form” ed eventuali saggi accademici, progetti o lavori elaborati durante il proprio percorso universitario (da un minimo di 3 ad un massimo di 12 pagine).
 
Per candidarsi:
L’aspirante tirocinante deve inviare tramite A/R presso il seguente indirizzo: Palais des Nations CH – 1211 Ginevra, Svizzera o tramite e-mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. i due documenti che seguono:
-l'internship application form è scaricabile dal seguente link e che deve essere compilata in tutte le sue parti
-documenti relativi a progetti, lavori o saggi accademici elaborati durante il proprio percorso universitario scannerizzati in formato “Pdf” o “Word”
Entrambi i documenti devono essere indicati con il: cognome – nome e tipo di documento (internship application form, documento accademico)
 
Link utili:
Internship programme (per avere tutte le informazioni più dettagliate in merito al programma di stage).
 
Informazioni utili:
Breve ritratto. Ginevra, capitale dell’omonimo cantone, è la seconda città più popolata della Svizzera dopo Zurigo. Perno centrale di tutta la regione in materia di economia, salute, istruzione e trasporti con Vienna, Zurigo e Vancouver offre la più alta qualità di vita come stabilito dal Mercer Consulting.
Si estende all’estremità sud-ovest del lago Lemano, sulle due rive del Rodano, nel cuore di una conca chiusa e circondata da montagne tutte in territorio francese.Il nome dell'antica città romana di Genava deriva dal celtico genu / genawa che significa "estuario", "golfo". La lingua adottata è il francese e per quanto riguarda il fuso orario non sussistono differenze con l’Italia.
Luoghi d’interesse. Le principali attrazioni turistiche di Ginevra includono il Muro dei Riformatori, il Jet d’eau (il Getto d’acqua) simbolo della città ed il Palais des Nations che ospita la sede europea delle Nazioni Unite.
Un altro luogo apprezzato dai turisti è la Città vecchia che preserva l’architettura tipica di una città europea del XVIII secolo. Illustre personalità tra cui Jean-Jacques Rousseau e Franz Liszt hanno vissuto in questa parte della città.
Per muoversi. La TPG (Transports Publics Genevois) gestisce una fitta e ramificata rete di autobus e filobus nonché una rete di tram in piena rinascita. Un servizio di battelli gestisce il collegamento tra le due sponde del lago.
Per entrare. In Svizzera occorre il passaporto italiano oppure la carta d’identità valida per l’espatrio.
La carta d’identità prorogata è riconosciuta solo se in formato cartaceo, il rinnovo sulla carta d’identità elettronica invece non viene riconosciuto.
 
Contatti utili:
 
Consolato Generale d’Italia a Ginevra:
Rue Charles-Galland, 14
1206 Ginevra, Svizzera
Tel.: (+419 228396744
Fax: (+419 228396745
Num. per emergenze: (+41) 793253978
E-mail:Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
 
OHCHR
Palais Wilson rue des Paquis, 52
CH -1201 Ginevra, Svizzera.
Tel.: (+41)229179220
E-mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Indirizzo postale:
OHCHR
Palais des Nationes, 10
CH–1211 Ginevra, Svizzera.
 
La redazione carriereinternazionali.com declina ogni responsabilità sull’attendibilità delle informazioni contenute nella scheda. Per informazioni in merito all’opportunità, contattare l’ente proponente.
 
LA REDAZIONE
Il training program in International Human Rights, SpeakOut!, organizzato da UNPO, si svolgerà a Leiden, in Olanda, dal 6 all’8 Agosto 2013.
Tre giorni di workshop e seminari organizzati dalla Unrepresented Nations and Peoples Organization - UNPO per fornire gli strumenti e le conoscenze di base nel campo dei Diritti Umani. Un’occasione unica per i giovani dai 18 ai 32 per avvicinarsi alle tematiche dei popoli indigeni, delle minoranze e dei territori non rappresentati.
L’UNPO è un'organizzazione non governativa internazionale democratica. I suoi membri sono popoli indigeni, nazioni occupate, minoranze e stati o territori indipendenti a cui manca una rappresentazione diplomatica internazionale. L'UNPO si prefigge di proteggere i diritti umani e culturali dei propri membri, conservare i loro ambienti naturali, e di raggiungere soluzioni non violente ai conflitti che li vedono coinvolti. L'UNPO fornisce un forum per gli aspiranti membri e aiuta i suoi membri a partecipare a un livello internazionale.
 
Leggi l’interessante programma dell’evento, la quota per partecipare è di soli 50 euro! E allora, cosa aspetti a registrarti?
 
SpeakOut! is a unique three-days programme of workshops and networking events which intends to bring together UNPO Members youth and give them necessary means and skills to be effective in Human Rights lobbying and advocacy. The main target group of the event is youth aged 18-32, but older applicants are also acceptable.
The aim of SpeakOut! is to successfully train young trainers to become reliable channels of Human Rights advocacy, supported by interactive workshops, UNPO designed literature and study materials, participants become capable of re-teaching the skills and knowledge gained on effective Human Rights advocacy, United Nations tools and mechanisms, grassroots funding, and effective lobbying practices.
 
THE EVENT OFFERS
- Informative Lectures with Experienced Human Rights Defenders
- Shared Experience Learning and Training Workshops 
- International Human Rights Networking
Programme of the event will be as follows:
Day 1:
08:45 – 09:15                     Registration and Coffee & Tea
09:15 – 10:45                     Ice breaker and acquainting with each other
10:45 – 12:15                     Workshop 1 by Pierre Hegay on United Nations Humans Rights Mechanisms
12:15 – 13:00                     Lunch
13:00-13:45                     Travelling to the Special Tribunal for Lebanon
13:45 – 16:30                   Visit to the Special Tribunal for Lebanon
16.30                                    End of Day One
 
Day 2: 
 
09:00 – 10:30            Workshop 2 by Euroclio on Budgeting and Project Writing
10:30 – 10:45              Coffee
10:45 – 12:00             Presentations of the participants on their situation.
12:00 – 13:00               Lunch
13:00 – 16:00             Workshop 3 by UNPO team on Negotiation Strategies
16:15- 17:45               Workshop 4 by Jochem de Groot from D66 Liberal Party on Media and Communication
 
Day 3: 
 
09:00 – 10:30                      Workshop 5 by UNPO team on Campaign Communication Strategies
10:30 – 10:45                      Coffee Break
10:45 – 12:15                      Workshop 6 by Jeroen Zandberg on Website Creation And Management
12:15 – 13.45                    Lunch
13:45 – 15:15                   Workshop 7 by UNOY on Policy Advocacy Tactics
15:15 – 15:30                     Coffee
15:30 - 16:00                      Evaluation
16:00 – 17:30                   Drinks and closing remarks 
Kindly note that UNPO is unable to arrange or fund travel and accommodation. We can recommend accommodation upon request. A participation fee of €50 is requested to cover facilitation, lunches and publishing of training manuals. All aspects of the event will be conducted in English.
Registration for the event has been opened!
 
CLICK HEREFOR REGISTRATION
 
YOU CAN PAY THE PARTICIPATION FEE VIA http://www.unpo.org/donate.php

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