Access, impegnata sul fronte della promozione dei diritti umani nell'era del digitale, offre un'internship nella sua sede di New York per studenti e neolaureati
 
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Ente: Access è un'organizzazione internazionale per i diritti umani convinta che la partecipazione politica e la realizzazione di diritti umani nel 21esimo secolo sia sempre più dipendente dalla possibilità di accesso ad internet e ad altre forme di tecnlogia. Fondata nel 2009 nel periodo post-elezioni iraniano, Access è composta da attivisti digitali e da gruppi della società civile che contribuiscono alla condivisione delle abilità informatiche e alla difesa dei propri dirtti digitali. Access fornisce pratiche raccomandazioni politiche e forma la leadership a difesa delle libertà legate ad internet, inoltre, promuove campagne di cittadini a supporto del lbero accesso alla rete
 
Dove: New York
 
Destinatari: Studenti universitari e/o neolaureati
 
Durata: 3-4 mesi per un minimo di 20 ore settimanali
 
Scadenza: non specificata
 
Descrizione dell'offerta: Una policy internship ad Access è l'occasione per far parte di un team che lavora sui diritti e sulle minacce emergenti per il mondo digitale digitale. Verrai seguito da un tutor che provvederà alla tua formazione in uno dei seguenti settori strategici:
-Digital Due Process: per promuovere standard governativi, formare professionisti e influenzare le politiche del settore privato combattendo pratiche di sorveglianza sleali rivolte agli utenti
- Telecomunicazioni e diritti umani: in collaborazione con importanti aziende di telecomunicazioni, con autorità di regolamentazione, investitori, con il pubblico per promuovere un ambiente di telecomunicazioni in cui si rispettino i diritti secondo definiti standards
- Internet Governance Reform: la governance di Internet costituisce il settore fulcro delle attività
- Protezione dei dati e Privacy: rafforzamento delle norme di protezione dei dati e delle norme sulla privacy in linea con gli standard internazionali sui diritti umani.
- Network Neutrality: non limitare l'accesso ad internet favorisce anche l'innovazione che passa da esso
- America Latina: In America Latina si sostengono gruppi e attivisti nella lotta per i diritti digitali attraverso campagne e sostegno alle politiche
 
Requisiti:
  • - Interesse in almeno uno dei settori politici di cui sopra e passione per il settore tecnologico e per i diritti umani
  • - Iscrizione ad un corso di studi universitario o laurea nel campo del diritto, scienze politiche, relazioni internazionali, o con un background di tecnologia
  • - Capacità di ricerca e di scrittura
  • - Conoscenza di una lingua straniera oltre l'inglese è un vantaggio
 
Documenti richiesti:
  • - CV
  • - Lettera di presentazione in cui si spiega il proprio interesse e le proprie attitutidini per la candidatura
  • - Contatti di due referenze
  • - Elaborato con analisi di una politica pubblica attinente alle attività di Access
 
Retribuzioni: Non specificata
 
Guida all'application: Inviare i documenti richiesti a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. inserendo nell'oggetto dell'email "Policy Intern – (il tuo nome)"
 
Informazioni utili:New York, altrettanto nota come la Grande Mela o la città che non dorme mai. La zona più famosa della città è la penisola di Manhattan, cuore degli affari, dell’ONUe della vita da newyorkesi che i film fanno tanto sognare. La City, collocata a Down Town, è stata raggiunta in notorietà dal quartiere dell’Upper East Side grazie alla serie tv di grande successo Gossip Girl.  A New York qualsiasi cosa si pensi di fare è possibile realizzarla, dai musei storici, di arte moderna e contemporanea, di scienze naturali (quello con il famoso scheletro del dinosauro del film “Una notte al museo”), allo shopping selvaggio o scattare fotografie dal 106esimo piano sulla cima dell’Empire State Building. Passeggiando per New York ci si rende conto di cambiare quartiere perché è come cambiare parte del mondo ogni 6/7 isolati. Nella grande città tutto è celebre: qualsiasi angolo, qualsiasi paperella di Central Park, qualsiasi maxi schermo di Times Square
 
Link utili:
 
Contatti utili:
New York City Office
Tel: +1 888 414 0100
 
A cura di Annamaria Abbafati
 
La redazione carriereinternazionali.com declina ogni responsabilità sull’attendibilità delle informazioni contenute nella scheda. Per informazioni in merito all’opportunità, contattare l’ente proponente.
 
LA REDAZIONE
Diventa volontario di Terre des Hommes, potrai scegliere tra differenti modalità di lavoro secondo la regione in cui vivi e il tempo che potrai dedicare
 
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Ente:  La Federazione internazionale Terre des Hommes è una rete di 11 organizzazioni nazionali impegnate nella difesa dei diritti dei bambini e nella promozione di uno sviluppo equo, senza alcuna discriminazione etnica, religiosa, politica, culturale o di genere. La prima Terre des hommes è stata fondata a Losanna (il 22 luglio del 1960, anche se informalmente l'organizzazione esisteva dal 1959) ad opera del francese Edmond Kaiser (1914 - 2000), allora attivista dell'associazione Amici di Emmaus fondata dal carismatico Abbé Pierre ed editore della rivista dedicata ai temi sociali la trompette. Atto di costituzione del movimento Terre des hommes è la carta di Edmond Kaiser
 
 
Dove: Varie sedi, tra cui: Trieste, Milano, Voghera, Genova
 
 
Destinatari: Tutti gli interessati
 
 
Scadenza: Puoi candidarti quando vuoi, "Terre des hommes" è sempre lieta di accogliere giovani volontari
 
 
Descrizione dell'offerta: Il Gruppo di lavoro (GDL) si forma spontaneamente tra persone di una medesima città o regione che, venute a conoscenza della missione e della attività di TDH Italia, ne vogliono diffondere la conoscenza e vogliono contribuire alla loro realizzazione attraverso un impegno concreto nella raccolta fondi. Per questo GDL, prende visione della carta dei principi e della strategia della Fondazione e la condivide. Il GDL agisce in modo autonomo e si organizza sotto la propria responsabilità nei modi che ritiene più adatti esprimendo comunque uno o più rappresentati (coordinatori,porta voce,presidenti etc) che interloquiscono abitualmente con il responsabile di settore assistenza GDL della sede di Milano. E’ inoltre responsabile della raccolta dei fondi delle modalità attraverso le quali si effettua e della gestione degli stessi fino al loro trasferimenti a TDHIT. Il volontario a seconda delle proprie capacità, si occuperà di gestire vari ambiti dell’organizzazione tra cui la comunicazione con altre organizzazioni nazionali della medesima natura e il settore del sostegno a distanza
 
 
Requisiti: Non sono richiesti requisiti particolari, solamente tanta voglia di donare il proprio tempo libero a chi ne ha bisogno, offrendo un servizio di volontariato. Se sei esperto di comunicazione o raccolta fondi potrai anche sostenere le campagne lavorando con il reparto comunicazione
 
 
Guida all’application: Per diventare volontario per Terre des Hommes compila il modulo on-line o invia una richiesta a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
 
 
Link utili:
 
 
Contatti utili:
Via M. M. Boiardo 6 - 20127 Milano
Codice fiscale: 97149300150
Tel +39 02 28970418  Fax +39 02 26113971       
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Informazioni utili:
Terre des Hommes, con la sua Campagna in difesa , da anni sta puntando i riflettori sulla vulnerabilità delle bambine a fenomeni come  sfruttamento sessuale, abusi e violenze, pungolando governi e istituzioni internazionali perché  si adoperino per eliminarli. Terre des Hommes ha realizzato un dossier, presentato lo scorso ottobre alla camera dei deputati,  dove analizza la condizione delle donne nel mondo
 
 
A cura di Marta Simoncini
 
La redazione carriereinternazionali.com declina ogni responsabilità sull’attendibilità delle informazioni contenute nella scheda. Per informazioni in merito all’opportunità, contattare l’ente proponente
 
LA REDAZIONE

 

 

 
Un'opportunità di grande rilievo internazionale quella offerta dal Budapest Centre. Una delle tematiche per anni nel focus della politica internazionale con cui trattare durante l'internship offerta
 
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Ente: Nel corso del 2006, un comitato direttivo presieduto da David Hamburg, Presidente Emerito della Carnegie Corporation di New York e Presidente del Comitato consultivo delle Nazioni Unite sulla prevenzione del genocidio, e Javier Solana, Alto rappresentante per la politica estera e di sicurezza comune dell'Unione europea, raccomandarono la creazione di un Centro internazionale per la prevenzione del genocidio e dei crimini contro l'umanità in Europa. Il governo ungherese rispose in modo proattivo a questa raccomandazione e venne istituita la Fondazione Internazionale per la Prevenzione del genocidio e delle atrocità di massa. Il centro di Budapest è l'organo operativo della Fondazione. Si tratta di un ente internazionale non governativo con esperienza tecnica e politica unica nel campo della prevenzione dei conflitti, dei diritti umani e del diritto umanitario internazionale. Il suo staff è composto da esperti internazionali, ricercatori, avvocati internazionali, analisti, mediatori e diplomatici.
 
Dove: Roma e Budapest
 
Destinatari: Laureati di secondo livello
 
Durata: Non specificata
 
Scadenza: Non specificata
 
Descrizione dell'offerta: Come tirocinante lavorerai in modalità telelavoro riferendo periodicamente al tuo supervisore di Roma o Budapest. Nella maggior parte dei casi, come stagista sarai assegnato ad un progetto di ricerca specifico o all'organizzazione di un evento definito. Le proprie funzioni saranno limitate alla portata di tale progetto, a meno che non sia strettamente necessario svolgere anche altre attività di supporto
 
Requisiti:
- Laurea di secondo livello in materie rilevanti.
- Conoscenza della lingua inglese (Conoscenza della lingua francese, spagnolo, arabo, russo o ungherese è un vantaggio)
- Abilità informatiche
- Interesse per i diritti umani, tematica del genocidio e questioni di prevenzione delle atrocità di massa
- Conoscenza di base delle organizzazioni internazionali e regionali
 
 
Documenti richiesti:
  • - CV
  • - Lettera motivazionale
  • - 2 Lettere di referenze da fornire dopo essere stati ricontattati e prima dell'intervista
 
Retribuzioni: Non prevista
Il supporto economico del candidato deve essere previsto dalla propria istituzione di nomina o dal proprio governo
 
Guida all'application: Inviare i documenti richiesti all'email Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
 
Informazioni utili:I candidati per lo stage dovranno esibire la prova di una valida copertura assicurativa medica e di vita/infortuni per la sede per cui si intende lavorare. Essa comprende un'adeguata copertura in caso di un infortunio o malattia durante il tirocinio
 
Link utili:
 
Contatti utili:
Email Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
 
A cura di Annamaria Abbafati
 
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LA REDAZIONE
Il fenomeno migratorio è ad oggi uno dei topics di primo ordine delle agende politiche europee ed internazionali. Troppo spesso se ne discute trattandolo come una delle tante political issue areas perdendo di vista i diritti umani implicati. Proprio per questo con Carriere internazionali andiamo a trattare ciò che non va dimenticato: il diritto alla vita. Partendo dalla loro definizione e dalle techiche per misurare la loro incidenza nei diversi paesi, ecco un approfondimento sul tema.
 
Si parla di migranti, concetto diverso da quello di profughi, ancora diverso da quello di rifugiati, differente da quello di protetto in via sussidiaria, o forse umanitaria, meglio ancora che la prima distinzione sia operata tra migranti economici e non, e poi attenzione non c'è da confondersi con i clandestini. Dei canali legali ed illegali del flusso migratorio se ne vuole discutere? Si apra pure un confronto sulle vie di terra e di mare, per queste ultime la raccomandazione è misurare bene le miglia di distanza dalle coste nazionali. Non si devono poi dimenticare le quote di ripartizione ma prima si ridiscutano gli accordi di Dublino e prima ancora ci si rendi bene conto quale sia il primo Paese di passaggio, forse però il luogo della domanda d'asilo va ripensato...

Fermiamoci un attimo, respiriamo, stiamo parlando di esseri umani.

Esseri umani in fuga da scenari di colpi di stato come si verificano in Guinea, da guerre civili interminabili come accade in Siria, da torture e rapimenti che tormentano la Nigeria, dall'impossibilità di poter esprimere il proprio pensiero da cittadino gambese, dalla paura di trovarsi tra le amicizie di un oppositore al governo di turno come succede in Costa d'Avorio, dalla cosciente impotenza per un futuro che non si può garantire ai propri figli oppure dalla costrizione del dover cedere quel proprio figlio ad un servizio militare obbligatorio infinito al servizio del dittatore eritreo, dalla pirateria somala, da violazioni continue delle Costituzioni rimaste come baluardi in balia dei diversi regimi come accade in Burundi o in Congo.

Si potrebbe continuare all’infinito perché a differenza delle informazioni di apice che giungono, non ci sono solo l'Isis e il difficile contesto libico a minacciare quello che è il primo diritto dell'essere umano in quanto tale, quella che va custodita soprattutto quando mostra il suo lato più fragile, quella che può definirsi sacra pur nella sua laicità, quella che non ha bisogno di essere tutelata secondo un legame cittadinanza perché va rivendicata indipendentemente da tutto,
quella che è la vita.
Non meraviglia che la fuga per la vita abbia portato e porti a scegliere una delle rotte più pericolose per emigrare: il Mediterraneo. Dall'inizio del 2015 ad oggi sono più di 2.000 i migranti morti nel tentativo di attraversarlo, soprattutto attraverso il canale di Sicilia, nel tentativo di arrivare in Europa.

La vita costituisce il primo dei diritti, quello per il quale dopo averne contato quante volte fosse stata persa nei conflitti mondiali, portò i governi alleati a proteggerla in tutte le sue espressioni attraverso la Dichiarazione universale dei diritti umani del 1945 per poi esser ripresa in gran parte nella Carta dei diritti fondamentali dellUnione europea nel 2000. Non può essere certamente trascurato l' incipit della Dichiarazione universale, il primo articolo, che cita: «Tutti gli esseri umani nascono liberi ed eguali in dignità e diritti. Essi sono dotati di ragione e di coscienza e devono agire gli uni verso gli altri in spirito di fratellanza». Questo articolo lascia intendere quanto il diritto a vivere non possa essere concepito come un diritto a sopravvivere per ciò che esso implica, la libertà, l'uguaglianza, la dignità e altri diritti per cui costituisce la conditio sine qua non, il prius logico e naturale. Lo stesso articolo però rileva un dato fondamentale, nonostante i diritti umani siano stati concepiti come diritti individuali, il loro esercizio non può prescindere da uno spirito di fratellanza secondo il quale gli uomini devono agire. Ecco che il diritto alla vita si mostra sia come proprio di qualsiasi essere umano nato sulla terra, intrinseco ad esso, sia come una prerogativa da tutelare non solo attraverso le azioni del suo possessore ma anche attraverso le azioni degli altri esseri umani.

Se a bloccarci fossero gli innumerevoli messaggi allarmisti e disinformativi, bisogna considerare che non si potrebbe mai prospettare un fenomeno di “invasione da migranti” per usare gli stessi termini, perché pur trattandosi di un flusso prossimo ai 150.000 migranti diretti verso l'Europa analizzando solamente l'anno in corso, questo non può ritenersi eccezionale, considerando che gli europei sono complessivamente più di 500 milioni. Basti pensare che al di fuori dei confini dell’Unione Europea, ad esempio in Libano, una popolazione di 4 milioni di persone ospita 1,5 milioni di rifugiati siriani ed in Turchia, invece, ne sono stai accolti quasi 2 milioni.

È proprio questo uno dei molteplici motivi per i quali non ci si può sentire estranei ai fenomeni che vedono emigrare milioni di persone al fine di non perdere o riguadagnare il loro diritto alla vita.
La loro disperata e coraggiosa ricerca di vita, nel corso di questi anni, sta evolvendosi in maniera parallela e complementare alla nostra interminabile impresa nel restare umani.
 
 
A cura di Annamaria Abbafati
 
Vital Voices, organizzazione non governativa, offre opportunità di internship tutte al femminile nel settore dei diritti umani. Washington è la città giusta per intraprendere questa esperienza
 
Ente: Vital Voices Global Partnership è un'organizzazione non governativa che opera nel settore femminile per supportare emergenti leaders donne ed imprenditrici social in tutto il mondo.
Lo staff internazionale comprende più di 1000 partners, esperti e leaders che finora hanno assistito 14mila donne da 144 differenti nazioni in Africa, Asia, Eurasia, America Latina e Medioriente dal 1997
 
Dove: Washington, USA
 
Destinatari: Giovani interessati
 
Durata: 24/40 ore settimanali per un periodo di internship da Gennaio a Maggio 2016
 
Scadenza: Non specificata
 
Descrizione dell'offerta:
Sia il Program Intern che il Legal Intern sono stati elaborati per supportare le iniziative di Vital Voices per combattere la violenza contro le donne basandosi su issues quali la violenza di genere ed il traffico di esseri umani.
Il Program Intern include
  • - Ricerca sul tema della violenza contro le donne
  • - Eventi nei diversi paesi appartenenti al network di Vital voices
  • - Supporto comunicativo e organizzativo del Human Rights team
  • - Supporto programmatico per gli eventi organizzati
  • - Compiti amministrativi e logistici
  • - Cura dei siti web
Il Legal intern include
  • - Ricerca, advocacy riguardanti soprattutto le normative e le politiche sul traffico di esseri umani, la violenza domestica, la violenza sessuale e i matrimoni forzati.
  • - Meetings tematici
  • - Monitoraggio processi, scrittura documenti
 
 
Requisiti:
  • - Interesse per l'ambito dei diritti delle donne
  • - Capacità nella scrittura ed elaborazione di documenti
  • - Abilità di ricerca e di analisi
  • - Abilità informatiche
  • - Competenze organizzative e amministrative
  • - Attenzione ai dettagli
  • - Abilità per il lavoro svolto in maniera indipendente o in team
  • - Conoscenza dell'Inglese
  • - Conoscenza dell'Arabo considerata come vantaggio
  • - Per i tirocinanti nel Legal intern è necessario essere iscritti o aver completato gli studi in giurisprudenza
 
Documenti richiesti:
  • - Lettera motivazionale
  • - CV
  • - Elaborato scritto (non più di tre pagine)
  • - Nomi e contatti di 2 referenti
 
Retribuzioni: Non prevista
 
Guida all'application: Inviare i documenti richiesti a Aapta Garg all'indirizzo email Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. Immettere come soggetto dell'email "Human Rights Internship", indicare anche il programma a cui si è interessati
 
Informazioni utili:C'è la possibilità di indicare date di internship in maniera flessibile
 
Link utili:
 
Contatti utili:
1625 Massachusetts Ave., NW, Suite 300Washington, DC 20036
Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
 
Per altre opportunità simili visitare la sezione Cooperazione, Sviluppo e Volontariato
 
A cura di Annamaria Abbafati
 
La redazione carriereinternazionali.com declina ogni responsabilità sull’attendibilità delle informazioni contenute nella scheda. Per informazioni in merito all’opportunità, contattare l’ente proponente.
 
LA REDAZIONE
Il Dibattito sui Diritti umani è sempre di maggiore attualità e pone sempre nuove questioni di tipo etico e morale. Oggi, alla luce dei nuovi problemi legati a queste tematiche, carriereinternazionali.com dedica un approfondimento in relazione alle connessioni con il problema dell'immigrazione e dei rifugiati e richiedenti asilo di tutelare il diritto alla vita. Nella prossima tappa del Carriere Internazionali In Tour a Napoli si discuterà proprio della formazione per lavorare nel settore.I diritti umani si configurano come garanzie giuridiche universali, poste a garanzia di individui e gruppi contro azioni a danno delle libertà fondamentali. La tutela dei diritti inalienabili dell'individuo è sancita dalla Dichiarazione universale dei diritti umani, documento promosso dalle Nazioni Unite firmato a Parigi il 10 dicembre del 1948. La Dichiarazione universale dei diritti umani è un codice etico di fondamentale importanza, frutto di un percorso che, partito dal Bill of Rights britannico del 1689, arriva fino a noi. Secondo la definizione originaria, i diritti umani sono: universali, inalienabili, interconnessi, interdipendenti e indivisibili. Ciò significa i diritti umani devono realizzarsi in ogni situazione, a prescindere dalle condizioni politiche, economiche, sociali e geografiche in cui si trovino gli esseri umani. La novità assoluta introdotta dalla Dichiarazione universale delle Nazioni Unite sta proprio nell'universalità di questo principio che, travalicando le frontiere statuali, si erge come guida dell'azione di qualsiasi governo o organizzazione.
 
Ci poniamo quindi il problema dei diritti umani: quali sono, cosa sono e come sia possibile misurare il livello del loro rispetto. Mrua come misurare i diritti umani? A questo scopo l'ufficio dell'Alto Commissario per i diritti umani ha stilato una breve e semplice guida, indirizzata a quanti siano interessati a capire cosa sia un diritto umano e in che cosa consista una sua violazione. A questo scopo l'OHCHR ha elaborato la nozione di “indicatore dei diritti umani”.
 
Un indicatore di diritti umani, secondo l'ufficio dell'Alto Commissario per i diritti umani, è un insieme di informazioni specifiche sullo stato e la condizione di un soggetto, evento, attività o risultato, relativo a norme e standard sui diritti umani; che si indirizza e riflette principi e preoccupazioni relative ai diritti umani, e che può essere utilizzato per valutare e monitorare la promozione e l'attuazione di questa categoria di diritti. Gli indicatori possono essere quantitativi o qualitativi. I primi sono generalmente considerati a livello di informazioni statistiche, mentre i secondi coprono tutte le informazioni articolate secondo una forma narrativa. Esempio dei primi sono dati statistici relativi al numero di popolazione scolastica in un determinato Paese, o il numero di esecuzioni capitali eseguite da un dato governo, mentre per quanto riguarda i dati qualitativi viene, ad esempio, valutato lo stato di ratifica di un trattato sui diritti umani in una nazione. I termini quantitativo e qualitativo, apparentemente contrapposti, sono in realtà profondamente complementari. Indicatori quantitativi possono facilitare analisi qualitative, così come un approccio qualitativo è complementare ad un rapporto quantitativo. Gli indicatori per i diritti umani possono essere categorizzati anche come indicatori fact-based e judgement-based, la cui distinzione riflette il contenuto informativo dell'indicatore in questione. Gli indicatori quindi, secondo questo approccio, si distinguono ulteriormente in oggettivi e soggettivi. Con i primi, si fa riferimento a fatti o eventi che, in principio, possono essere osservate o verificate direttamente, con i secondi, invece, si indicano percezioni, opinioni o giudizi, espressi da individui. Tale distinzione, vista la complessità della questione sui diritti umani e sul loro confine, spesso labile, è difficile da applicare, motivo per cui la dicotomia oggettivo-soggettivo non è considerata come essenziale per un'analisi sugli indicatori relativi ai diritti umani. In generale, quindi, gli indicatori per i diritti umani sono utilizzati sia per valutare programmi o progressi nei diritti umani. Nonostante l'importanza, la valutazione dei progressi nella promozione dei diritti umani è ancora alle prime fasi di sviluppo e pochi progressi sono stati compiuti verso lo sviluppo di sistemi comunemente accettati. Per il futuro è necessario far fronte alle sfide sulla progettazione dei diritti umani e sulla valutazione metodologica degli indicatori, che dovranno svilupparsi secondo una linea che tenga conto anche delle differenze culturali e di contesto.
 
La misurazione della “qualità” dei diritti individuali e la loro valutazione statistica e metodologica non è più un'esclusiva delle Nazioni Unite. Negli ultimi decenni, infatti, con il boom delle organizzazioni umanitarie, il monitoraggio delle violazioni e dei progetti indirizzati a migliorare la qualità dei diritti, è condiviso anche da enti privati come Human Rights Watch e Freedom House, che con il loro lavoro possono contribuire al miglioramento della valutazione e del monitoraggio dei diritti umani. Il tema dei diritti umani si configura come una delle più importanti sfide del presente e del futuro. Per avere una visione chiara su questa sfida che riguarda tutta la comunità internazionale, la comprensione degli indicatori, della loro importanza e del loro sviluppo è sempre più essenziale per non trovarsi impreparati di fronte alle crescenti richieste di attenzione per una tematica per troppo tempo messa in secondo piano e poco dibattuta anche dai più importanti attori governativi, e non,  del pianeta.
 
di Alessio Caschera
 
Poter svolgere un master nei diritti umani in una delle più prestigiose università americane, dove si è laureato anche il presidente degli Stati Uniti, questa è la Columbia University
 
Ente: La Columbia Law School di New York è conosciuta per il suo rigore intellettuale e per le innovative borse di studio capaci di garantire dei curriculum d'eccellenza ai suoi studenti. Questa università offre dei master dall'alto profilo disciplinare e formativo a tutti coloro che abbiano già affrontato il primo ciclo di studio universtario.
 
Dove: New York, USA
 
Destinatari: Laureati in giurisprudenza
 
Durata: Intero ciclo degli studi
 
Scadenza: 15 Dicembre 2016 per la Human Rights fellowship 2017-2018
 
Descrizione dell'offerta: Le fellowships offerte dalla Columbia Law School sono state pensate per supportare studenti che mostrano un eccellente impegno e potenziale per diventare innovatori e leaders nella pratica o nell'ambito accademico dei diritti umani. Le Fellowships possono coprire i costi universitari interamente o parzialmente ed in alcuni casi fornire un contributo per le spese di alloggio, dipendentemente dalle necessità finanziarie del candidato.
Come beneficiario di fellowship potrai essere
  • - Seguito da un tutor
  • - Invitato ad eventi con personalità rilevanti nel campo dei diritti umani
  • - Inserito in progetti di ricerca
  • - Tenuto in considerazione per l'ammissione alla Columbia’s Human Rights Clinic
 
Requisiti:
Per i criteri di elegibilità al master offerto dalla Columbia university, cliccare qui
 
Documenti richiesti:
  • - Iscrizione alla Columbia University come indicato nella sezione requisiti
  • - Un saggio di una o due pagine per mostrare la propria eligibilità alla fellowship, discutendo i propri lavori e/o il proprio interesse e/o il proprio impegno nell'ambito dei diritti umani e la propria visione inerente al campo
  • - 2 Lettere di referenze che indichi i precidenti lavori e le future potenzialità dell'avvocato, studente o praticante candidato
  • - Documentazione inerente la propria situazione finanziaria affinchè la fellowship sia in grado di coprire i costi nel migliore dei modi
  •  
Retribuzioni: In relazione alla propria situazione di reddito
 
Guida all'application: Online application disponibile dalla pagina di presentazione della fellowship, presente nella sezione "link utili"
 
Informazioni utili:La Columbia University è un'università privata nata nel 1754 per volontà di Giorgio II, re di Gran Bretagna, che allora esercitava ancora il proprio potere sulla città. Inizialmente conosciuta come King's College, cambiò il proprio nome in Columbia College nel 1784, dopo la rivoluzione. Tuttavia, ancora oggi, l'iscrizione “King's College” è ben visibile sull'edificio principale a Manhattan, Upper West Side. La costruzione più rappresentativa della Columbia è il grande edificio neoclassico della biblioteca di Morningside Heights, con la sua splendida piazza quadrata. Nell'area di Morningside Heights sono situati la maggior parte degli edifici universitari, in uno splendido campus di 32 acri
Una curiosità: l'attuale presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, si è laureato proprio alla Columbia
 
Link utili:
 
Contatti utili:
Office of Graduate Legal Studies
Columbia Law School
435 West 116th Street, MC 4036
New York, N.Y. 10027
Tel 212-854-2655
Email Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
 
Per altre opportunità simili visitare la sezione Formazione per le carriere internazionali
 
A cura di Annamaria Abbafati
 
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LA REDAZIONE
 
Il 26 settembre, a Roma, Assist ha organizzato il primo Meeting Nazionale sullo Sport Femminile per discutere dei temi legati alle pari opportunità nello sport e al riconoscimento delle atlete come professioniste. Carriereinternazionali.com ha colto l’opportunità per discutere di un problema tanto importante quanto sconosciuto ai giovani.
 
La nuova programmazione dell’Unione Europea per il periodo 2014-2020, ha sottolineato ancora una volta l’importanza delle pari opportunità di genere, identificandola come main-stream per il Fondo Sociale Europeo.  In Italia, le pari opportunità restano ancora un nodo irrisolto, nonostante gli sforzi legislativi intrapresi. Nella realtà infatti c’è ancora molto da fare e problematiche particolarmente complesse riguardanti le pari opportunità di genere esistono anche in un contesto come lo Sport: si tratta del riconoscimento del professionismo nello sport. In Italia, infatti le donne non sono riconosciute come atlete professioniste.
 
Il primo Meeting Nazionale sullo Sport Femminile è stato fortemente voluto da Assit, Associazione Nazionale Atlete, fondata ormai 15 anni fa da due ex-giocatrici di pallavolo e che trova ora seguito nelle atlete di tutte le discipline. Alla conferenza sono intervenute numerose sportive, dall’attuale capitana del Setterosa Tania Di Mario a una grandissima cestista come Stefania Passaro o pallavolista come Manuela Benelli. Tutte hanno raccontato la loro storia, di come fare sport sia difficile ed è solo la passione che ti spinge ad allenarti e ad inseguire risultati ogni giorno perché l’unica certezza che le atlete hanno è quello che non hanno. Riconoscere uno sport professionistico implica che il rapporto tra società sportiva – datore di lavoro e atleta – professionista venga trattato come un qualsiasi rapporto di lavoro subordinato con tutte le garanzie che ne conseguono e cioè previdenza sociale, fondo pensionistico, assistenza sanitaria e diritto alla maternità. Il problema è stato messo leggermente più in risalto dalla recente finale tutta italiana degli US Open di tennis: chi non si occupa tradizionalmente di sport ha scoperto, con ovviamente non poca sorpresa, che un’atleta come Flavia Pennetta è per lo Stato italiano dilettante.
 
Esiste una legge, la 91/1981, che regola e definisce lo sportivo professionista, includendo oltre agli atleti, gli allenatori, lo staff tecnico e i preparatori, e i diritti/doveri che derivano dal suo rapporto di lavoro equiparato a quello del lavoratore subordinato. Il paradosso, purtroppo tipicamente italiano, è che non vengono menzionate le donne, che sono quindi escluse, e che la legge, per quanto concerne materialmente la distinzione tra agonisti e dilettanti, rinvia ai regolamenti del CONI e delle Federazioni sportive. Nella fattispecie queste ultime non si sono dotate di specifici regolamenti con cui discernere l’attività che si può considerare professionistica, secondo la 91/1981 semplicemente quella che per l’atleta rappresenta la principale fonte di reddito, e quale dilettantistica di conseguenza la legge risulta inapplicabile. Soltanto alcune discipline praticate da uomini sono riconosciute come professioni, il calcio ovviamente, la pallacanestro (solo serie A1), il golf, il ciclismo, il motociclismo e la boxe.
 
Questo fatto costituisce una vera e propria fonte di discriminazione per gli atleti in generale, che, per gli sport individuali, trovano soluzione con l’arruolamento nei corpi sportivi militari. Lo sport italiano è tristemente quello più militarizzato d’Europa. Per gli sport di squadra invece attualmente non c’è soluzione e la differenza tra uomini e donne viene ulteriormente accresciuta dalla disparità dei trattamenti economici. In media, a parità di disciplina, il compenso per un atleta uomo è del 50% superiore rispetto a quello di un’atleta donna. Solo nella pallanuoto si è raggiunta la parità grazie alla battaglia portata avanti con determinazione da Assist.
Uno dei fatti più sconcertante in merito al rapporto di lavoro delle atlete donne è la previsione di una clausola anti-maternità che permette la risoluzione di diritto del contratto. Tutto questo è anti costituzionale. L’articolo 3 della nostra Costituzione recita infatti che “Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali di fronte alle legge, senza distinzione di sesso […]. È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana […]”.
 
In Senato, la senatrice Josefa Idem, più volte campionessa del mondo, oro alle Olimpiadi e ovviamente dilettante, e la vicepresidente del Senato Valeria Fedeli, stanno promuovendo un DdL che mira a modificare l’esistente legge 91/1981 per rimuovere qualsiasi discriminazione tra uomini e donne nel trattamento dell’atleta professionista, il riconoscimento dello status di lavoratore e il reinserimento nel mondo del lavoro al termine dell’attività agonistica. Questo DdL, che va sotto il nome di AS 1996, presentato il 30 settembre in Senato con una conferenza stampa, punta a modificare la vigente legge con lo scopo fondamentale di rimuovere le discriminazioni tra uomini atleti e donne atlete proprio sostituendo negli articoli 2, 3, 10 i rimandi ai regolamenti federali con un rinvio ai principi costituzionali. A ben vedere potrebbe sembrare poco, ma così non è poiché rinviare alla Costituzione istituisce la massima tutela dei diritti.
 
Nel corso della conferenza stampa del 30 settembre è ovviamente intervenuta Josefa Idem, che da campionessa dilettante, ben sa cosa significa non avere diritti. Il suo intervento è energico e appassionato, non si vergogna a raccontare di aver partecipato da puerpera per ben tre volte ai mondiali. Questo sacrificio per non privarsi della sua vita: quella di donna e quella di atleta. Come sostiene la senatrice Idem, il DdL è solo un piccolo tassello di un enorme mosaico, è “introdurre il piede in una porta che si apre su una stanza da mettere in ordine”. Anche la vicepresidente del Senato, nella sua presentazione della legge, è apparsa alquanto determinata: oltre all’assurdità della situazione che chiede di essere risolta praticamente da 34 anni, è impensabile che nel 2015 ci siano ancora casi per cui debba essere usata la parola discriminazione.
 
Ma a breve anche l’Italia dovrebbe adeguarsi al resto dell’Europa, dove il trattamento del rapporto atleta – società non necessita nemmeno di una specifica disciplina perché non si sono posti il problema della distinzione tra dilettante e professionista. Chi fa dello sport il proprio mestiere è considerato come tutti i lavoratori dipendenti. La senatrice Fedeli ha preso l’impegno seriamente, al punto da affermare che il DdL sarà legge per l’8 marzo per festeggiare adeguatamente la festa della donna. La battaglia per ottenere questo diritto per le donne è un po’ come tentare di prendere un raggio di sole, più semplice sapendo come esporsi, ma soprattutto chi si abbronza non toglie niente a nessuno.
 
A cura di Federica Vassalli
 
Pubblicato in Europa
NGO ti porta a Valencia per uno stage incredibile nell’ambito dei diritti umani. Scoprire l’atmosfera Valenciana vivendo un’esperienza che ti cambierà la vita. Candidati subito, non perdere questa occasione!
 
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Destinatari: laureati e laureandi
 
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Requisiti:
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- laureando o laureato
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Documenti richiesti:
- CV
- Application online
 
Costi/retribuzioni: previsti ma non specificati
 
Guida all’application: il candidato dovrà completare l’application online che trova qui. Quindi dovrà seguire le indicazioni del sito
 
Informazion iutili: solo i candidati selezionati saranno contattati
 
Link utili:
 
Contatti utili:
per contattare l’associazione clicca qui
 
A cura di Vittorio Vitello
 
La redazione carriereinternazionali.com declina ogni responsabilità sull’attendibilità delle informazioni contenute nella scheda. Per informazioni in merito all’opportunità, contattare l’ente proponente. LA REDAZIONE
 
 
Human Rights Fundation offre opportunità di lavoro per Development Specialists
 
Ente: Human Rights Fundation è un’ organizzazione non governativa impegnata nella difesa dei diritti umani e nella promozione delle libertà democratiche delle Americhe. È stata fondata nel 2005 dall’avvocato e produttore cinematografico Thor Halvorssen e ha sede a New York.
 
Dove: New York
 
Destinatari: Coloro in possesso dei requisiti
 
Scadenza:Prima possibile
 
Descrizione offerta
La figura di Development Specialists sarà di supporto al Chief Strategy Officer e avrà le seguenti responsabilità:
-         Redigere report e implementare il donor management system
-         Monitorare i risultati e la soddisfazione degli utenti
-         Attività di comunicazione e partecipazione a conferenze e meeting
-         Implementare strategie di fundraising online
Se vuoi altre offerte simili, vai su Cooperazione, Sviluppo e Volontariato
 
 
Requisiti
Il candidato ideale possiede spirito imprenditoriale,  è attento e preciso,  in grado di  rispettare le scandenze e monitorare diversi progetti in maniera simultanea, deve possedere capacità organizzative e deve essere orientato al dettaglio e il risultato.
 
Costi/retribuzione
La retribuzione è prevista e sarà commisurata alla reale esperienza del candidato.
 
Guida all’application
Se desideri presentare la tua candidatura, invia cv in formato europeo accompagnato da lettera di motivazione al seguente indirizzo Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
 
Link utili
 
Contatti utili
Human Rights Fundation
350 Fifth Avenue, 4515
New York, NY 10118
Tel: (212) 246-8486
Fax: (212) 643-4278
Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
 
A cura di Cristina Graceffa
 
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