Dato il grande numero di soggetti coinvolti nel settore della cooperazione internazionale e le differenti tipologie di interventi e fini che ciascuno di essi persegue, per facilitare la comprensione di un'azione tanto estesa abbiamo ritenuto utile suddividerla in quattro macrosettori/principali ambiti di intervento presentando brevemente, e a titolo esemplificativo, alcuni degli attori che vi operano. Questa suddivisione può risultare utile per orientarsi nella ricerca di opportunità lavorative e di volontariato, ma anche per individuare il percorso di specializzazione più adatto al settore di maggiore interesse. Una cosa da tenere in mente, e che vale nella maggior parte dei casi, è che lo status di volontario e quello di lavoratore differiscono molto tra di loro, soprattutto in termini di competenze richieste e di canali di accesso, ma sicuramente un'esperienza da volontario, magari durante gli studi, aiuta la comprensione della ONG e del settore in cui opera, aiutandovi a chiarire le idee e ad acquisire esperienze oggi più che mai ritenute fondamentali. 
 
Le ONLUS Organizzazioni non lucrative di utilità sociale, rientrano nella più ampia categoria degli Enti No profit, dove si collocano tutte le Organizzazioni, Associazioni, Circoli, Comitati, come pure Enti regionali e locali, che svolgono attività senza scopo di lucro. Questa è dunque la principale differenza tra gli Enti No Profit e qualunque altra forma di Associazione, che ha invece come obiettivo la realizzazione di un profitto.
All’interno della categoria No Profit, le ONLUS - disciplinate dal Decreto Legislativo 460/97 – si differenziano dagli altri Enti per i destinatari dell’attività svolta, che sono terzi e non i soci o gli iscritti dell’Associazione stessa.
Affinché un Ente No Profit venga riconosciuto come ONLUS è necessario che risponda a determinati requisiti, come previsto dall’art. 10 del d. lgs. 460/97 e cioè:
1. Deve perseguire uno degli scopi specificamente elencati nell’articolo citato
2. Deve costituirsi mediante Statuto o Atto Costitutivo, utilizzando la forma della scrittura privata autenticata o certificata o dell’atto pubblico
3. Deve iscriversi nell’apposita “Anagrafe unica delle ONLUS”, istituita presso il Ministero delle Finanze; a seguito dell’esito positivo della registrazione, l’Associazione godrà di una serie di privilegi ed agevolazioni di natura fiscale.
Le ONG – Organizzazioni Non Governative – sono ONLUS, più specificamente sono delle ONLUS che concentrano la loro attività nella cooperazione allo sviluppo.
Per costituire una ONG è dunque necessario seguire il medesimo iter della ONLUS.
Diverso è il caso in cui una ONG voglia essere riconosciuta “idonea” dal Ministero degli Affari Esteri e dunque poter accedere ai finanziamenti previsti dal MAE stesso, come previsto dalla L. 49/87 all’art. 29. L’idoneità si ottiene mediante apposito decreto del Ministro degli affari esteri, sentito il parere della Commissione per le organizzazioni non governative. I requisiti necessari sono elencati all’art. 28 della L. 49/87: indispensabile è aver svolto attività – documentabile - di cooperazione allo sviluppo per un periodo non inferiore ai tre anni.
Le Organizzazioni non governative (ONG) sono libere associazioni tra privati che perseguono un fine non lucrativo e un interesse generale di tipo umanitario, religioso, politico, scientifico e sociale e che prescindono dall'apparato di Governo. Pur essendo molto diverse tra loro per attività e aree di competenza, le ONG presentano un fondamento etico comune rappresentato dalla volontà di operare per superare le differenze tra il Nord e il Sud del mondo, instaurando rapporti equi tra i popoli e promuovendo uno sviluppo che favorisca la piena autosufficienza economica. La definizione di ONG trova la sua fonte, in Italia, nella legge 49/87 che identifica quelle Organizzazioni che a seguito di un’istruttoria molto selettiva, ottengono dal Ministero degli Affari Esteri un riconoscimento di idoneità per la gestione di progetti di cooperazione. Uno dei requisiti indispensabili a tal fine è l'aver svolto attività – documentabile - di cooperazione allo sviluppo per un periodo non inferiore ai tre anni.
A partire dagli anni ’70, un numero cospicuo di ONG italiane ha deciso di aderire a tre grandi federazioni che le raggruppano e svolgono un ruolo di coordinamento:
- La FOCSIV (Federazione Organismi Cristiani Servizio Internazionale Volontariato), conta 65 membri che ne condividono l’ispirazione cristiana - http://www.focsiv.it/;
- Il COCIS (Coordinamento delle Organizzazioni non governative per la Cooperazione Internazionale allo Sviluppo), raggruppa 28 ONG - www.cocis.it;
- Il CIPSI (Coordinamento di iniziative popolari di solidarietà internazionale), raggruppa 25 ONG - www.cipsi.it.
Molte altre ONG, invece, hanno scelto di non federarsi. Pur essendo essenzialmente associazioni di volontariato, che impiegano cioè “volontari” in possesso di competenze specifiche e attivi nei paesi in via di sviluppo, le ONG si differenziano dal volontariato comunemente inteso perché la loro struttura operativa è professionalmente finalizzata allo svolgimento delle attività di cooperazione e composta da cooperanti integrati professionalmente nell’organizzazione di cui fanno parte. Per le loro attività di cooperazione allo sviluppo le ONG utilizzano sia finanziamenti pubblici provenienti, nella maggior parte dei casi, dalla Unione Europea, dal Ministero degli Affari Esteri (secondo le regole stabilite dalla legge 49/1987) e dalla Cooperazione decentrata (Regioni, Province, Comuni), che privati (fund raising, sostenitori, donazioni, campagne, ecc.). 
Da un punto di vista giuridico le ONG sono delle ONLUS - Organizzazioni non lucrative di utilità sociale - e rientrano nella più ampia categoria degli Enti No profit, denominazione con cui si identificano tutte quelle organizzazioni, associazioni, circoli, comitati, come pure Enti regionali e locali, che svolgono attività senza scopo di lucro.
 
Qui di seguito alcune ONG che hanno ottenuto il riconoscimento di idoneità dal MAE:
 
AAI ActionAid Italia Onlus - www.actionaid.it
Ai.Bi. Amici dei Bambini - www.aibi.it
AIDOS Associazione Italiana Donne per lo Sviluppo - www.aidos.it
AIFO Associazione Italiana Amici di Raoul Follereau - www.aifo.it
AISPO Associazione Italiana per la Solidarietà tra i Popoli - www.aahsr.org
AMREF Fondazione Africana per la Medicina e la Ricerca – www.amref.it
ARCS Arci Cultura e Sviluppo Info / Iniziative - www.arciculturaesviluppo.it
AVSI Sostegno e adozioni a distanza -  www.avsi.org
BAMBINI NEL DESERTO Organizzazione Umanitaria Bambini nel Deserto Ong-Onlus – www.bambinineldeserto.org
CARE AND SHARE Italia Onlus - www.careshare.org
CARITAS Caritas italiana - www.caritasitaliana.it
CBM ITALIA ONLUS CBM Italia Onlus - www.cbmitalia.org
CdS La Casa del Sorriso Onlus - www.casadelsorriso.org
CEFA Comitato europeo per la formazione e l'agricoltura - www.cefaonlus.it
CESVI Cesvi Fondazione Onlus - www.cesvi.org
COMITATO ITALIANO PER L'UNICEF Comitato Italiano per l'Unicef - www.unicef.it 
COOPI Cooperazione Internazionale - www.coopi.org/it
COOPSVIL Cooperazione e Sviluppo - Africa Mission Onlus - www.africamission.org 
COPE Cooperazione Paesi Emergenti - www.africamission.org
COSPE Cooperazione per lo Sviluppo dei Paesi Emergenti - www.cospe.it
EMERGENCY Associazione "Emergency" - www.emergency.it
EMMANUEL Fondazione Emmanuel per il Sud del Mondo - www.fondazione-emmanuel.org
ENZO B – www.enzob.org
FONDAZIONE DON CARLO GNOCCHI - www.dongnocchi.it
FONDAZIONE L'ALBERO DELLA VITA Onlus – www.alberodellavita.org
FONDAZIONE RITA LEVI MONTALCINI Onlus - www.ritalevimontalcini.org
IFP Incontro fra i popoli – www.incontrofraipopoli.it
IL SOLE Il Sole Onlus – www.ilsole.org
INTERVITA Intervita Onlus – www.intervota.it
ITACA Itaca – www.itaca.org
LEGAMBIENTE Legambiente – www.legambiente.it
MANI TESE Mani Tese – www.manitese.it
SAVE THE CHILDREN Save the Children – savethechildren.it
SCI Servizio Civile Internazionale – www.sci-italia.it
SCSF Solidarietà e Cooperazione senza Frontiere – www.scsfong.wordpress.com
SENZACONFINI Onlus Senzaconfini onlus – www.senzaconfini.net
SJAMO San José Amici nel Mondo – www.sjamo.it
SOLETERRE SoleTerre-strategie di pace onlus – www.soleterre.org
 SVI Servizio Volontario Internazionale - www.svibrescia.it/svi/svi-home.htm
TDH ITALIA Terre des hommes Italia ONLUS - www.terredeshommes.it
TRASPARENCY INTERNATIONAL  – www.transparency.it
VIDES Volontariato Internazionale Donna Educazione Sviluppo – www.vides.org
VIS Volontariato Internazionale per lo Sviluppo – www.volint.it/vis
WWF ITALIA Fondo Mondiale per la Natura – www.wwf.it
 
A partire dagli anni 60 si fa strada una tipologia diversa di fare cooperazione. Le trasformazioni sociali e culturali di quegli anni portano una molteplicità di attori "non statali" ad intervenire, su base volontaria, e con un'iniziale impronta caritatevole, nel settore della cooperazione internazionale introducendo lo strumento progettuale e con una presenza personale sul campo di migliaia di volontari. L'idea che gli attori della cooperazione internazionale siano soltanto gli Stati e le istituzioni da essi preposte viene così superata.
Da un punto di vista lavorativo, il mondo del non governativo caratterizzato da una maggiore flessibilità del modo di fare cooperazione costituisce un enorme bacino di opportunità per giovani volontari e cooperanti animati da entusiasmo, passione e motivazione e pronti a mettersi in gioco in prima persona. 
 
La cooperazione istituzionale o governativa ha come attori principali i governi, e quindi le istituzioni centrali e locali, e gli organismi sovranazionali. Riferendosi alla cooperazione operata a tale livello la letteratura internazionale utilizza più appropriatamente il termine di Official Development Assistance (ODA) in quanto, oltre a progetti di solidarietà o di lotta alla povertà, le attività realizzate sono volte principalmente a favorire lo sviluppo economico del paese destinatario.
In Italia le attività della cooperazione internazionale o cooperazione allo sviluppo sono regolate dalla Legge n.49 del 1987 con la quale si è provveduto a un riordino dell'intera materia e alla creazione dell'attuale Direzione Generale per la Cooperazione allo Sviluppo (Dgcs) nell'ambito del Ministero degli Affari Esteri. Le priorità geografiche su cui l'Italia concentra la maggiore attenzione sono l'Africa ed il Mediterraneo, nonché le aree di crisi, in primis l'Afghanistan, e le aree nelle quali la presenza italiana ha radici profonde (America Latina, Medio Oriente). I settori prioritari sono l’ambiente con particolare attenzione allo sviluppo rurale, all’agricoltura biologica o convenzionale, alla ricerca di fonti alternative e rinnovabili; le politiche di genere e l’empowerment delle donne, accanto ai tradizionali interventi sulla salute e sull’educazione.
In generale, le attività di cooperazione in Italia come negli altri paesi donatori assumono diverse modalità (a fondo perduto, crediti di aiuto, etc.) e, a seconda dei canali di erogazione delle risorse, è possibile distinguere tra: 
- cooperazione bilaterale nel caso d'iniziative concordate tra il paese donatore e il Paese in via di sviluppo;
- cooperazione multilaterale nel caso di iniziative realizzate da un'organizzazione internazionale grazie all'apporto finanziario, obbligatorio o volontario, dei governi donatori;
- il canale multi-bi-laterale nel caso d'iniziative concordate e finanziate a livello bilaterale, ma affidate in esecuzione ad un'organizzazione internazionale.
Uno dei presupposti base della cooperazione è l'esistenza di un partenariato di base, ed è per questo che la Dgcs per realizzare le iniziative finanziate collabora con Ministeri, Enti pubblici centrali e locali, Università, Ong e Imprese, istituzioni europee, Organizzazioni Internazionali e naturalmente i Paesi in via di sviluppo.
Sta prendendo, infine, sempre più piede la “cooperazione decentrata”intesa quale attività di cooperazione realizzata dalle Autonomie locali italiane (Regioni, Province, Comuni) in partenariato con enti omologhi dei Paesi in via di Sviluppo (partenariato territoriale, transfrontaliero, di prossimità etc.) con il coinvolgimento della società civile dei rispettivi territori.
Tutti i soggetti che, a livello istituzionale italiano e internazionale, operano nel settore della cooperazione allo sviluppo necessitano di giovani esperti da poter utilizzare nei programmi di cooperazione in modo regolare e, appunto, istituzionale. Purtroppo in Italia i tagli e la drastica riduzione del volume dell'aiuto pubblico sembrano andare nella direzione opposta alla creazione di una classe dirigente di giovani esperti nel settore della cooperazione. Questo non deve però rappresentare un deterrente bensì uno stimolo in più per i giovani a specializzarsi ed acquisire competenze e professionalità nel settore attraverso studi ed esperienze perché senza questa rappresentanza giovanile ed esperta il nostro paese non potrà competere a livello internazionale.   
 
Cooperazione vuol dire letteralmente operare insieme per il raggiungimento di un obbiettivo comune. In un'ottica transnazionale, la cooperazione è quell'insieme di relazioni che un paese e tutti i soggetti che al suo interno operano intrattengono con un'altro paese generalmente riconosciuto come in "via di sviluppo". 
E' a partire dal secondo dopoguerra con la nascita del sistema onusiano che il concetto di cooperazione internazionale si sviluppa a livello mondiale, occupando specifiche voci del bilancio pubblico e un ruolo più o meno rilevante nelle politiche degli stati. 
Lavorare nel mondo della cooperazione internazionale oggi significa fare propri gli obiettivi fissati dalla Dichiarazione del Millennio delle Nazioni Unite firmata nel 2000 e condivisa da 191 paesi. L'azione di cooperazione a livello internazionale si ispira, pertanto, al raggiungimento di otto obiettivi: sradicare la povertà estrema e la fame; rendere universale l'istruzione primaria; eliminare le disparità tra i sessi; ridurre la mortalità infantile; migliorare la salute materna; combattere l'HIV/AIDS e le altre malattie infettive; proteggere l'ambiente; e creare un partenariato mondiale per lo sviluppo.
Tutti gli attori che popolano questo vastissimo universo sono dunque impegnati, a vario titolo e con differenti strumenti a seconda delle risorse di cui dispongono, nella realizzazione di progetti di assistenza, di sviluppo, di attività di utilità sociale e campagne di sensibilizzazione.
Per un giovane che si appresta ad intraprendere un percorso formativo o lavorativo in questo settore può risultare difficoltoso a primo impatto scegliere tra la miriade di opportunità che esso offe. E lo è ancor di più se si pensa che il numero delle ONG esistenti a livello mondiale, categoria questa che non esaurisce l'insieme degli attori coinvolti nel settore, è stimato in 37.000 dalle Nazioni Unite. 
Per potersi orientare all’interno di questo macrocosmo potrebbe risultare utile una distinzione preliminare tra la cooperazione internazionale operata da soggetti  istituzionali e quella che vede in prima linea attori non istituzionali o non governativi.
 
03-05-2012

Testimonianze

 
DANIELE TECCARELLI
 
(...) Lavoro in Delegazione in Rwanda da più di due anni. Mi occupo di Good governance e Rule of
law. (...) Il consiglio che posso offrire a chi intraprende questa strada è di abituarsi a lavorare con persone e metodologie differenti, per cui le esperienze all’estero
già durante gli studi sono raccomandabili. Sviluppare le capacità di analisi, di ricerca e intraprendere esperienze di volontariato e stage. Oggi la concorrenza è elevata e bisogna saper offrire un valore aggiunto rispetto agli altri, sapendo che non sempre coloro che sono selezionati
sono i migliori, ma spesso sono coloro che si sono dimostrati più intraprendenti, che hanno spirito
di squadra e di adattamento. (...) Dall’altro lato credo che sia ugualmente importante che i giovani si vedano offrire posizioni di responsabilità perché non si può essere stagisti a vita. Vi è bisogno che si sviluppi la consapevolezza che i giovani possono ambire a ricoprire posizioni di leadership e di conseguenza offrire adeguate condizioni di crescita e finanziarie
 
FRANCESCO GIORGI
 
(...) La prima offerta di stage al Parlamento l’ho trovata nell’ottobre 2008 ad una conferenza sull’Europa, organizzata nella mia città, alla quale partecipava il deputato per il quale ora lavoro. In quell’occasione, alla fine dell’evento e prima che lui partisse, l’ho fermato e, consapevole del fatto che sarei stato a Bruxelles per l’Erasmus, gli ho chiesto se potevo fare uno stage non retribuito presso il suo ufficio. Dopo un breve colloquio a Milano, nel febbraio 2009 ho iniziato la mia prima esperienza lavorativa al Parlamento Europeo. Da allora, grazie al buon lavoro svolto come stagista, alla fiducia ottenuta e alle conoscenze fatte “sul campo”, dopo un anno e mezzo ho firmato il mio primo contratto di lavoro come assistente parlamentare.
 
 
DANIELE CALISTI
 
(...) Lavoro alla Direzione generale per la Concorrenza della Commissione europea, dove mi occupo di politica generale della concorrenza. Conoscere altre lingue europee (a partire dal francese e dal tedesco che sono lingue di lavoro della Commissione) è un asset che può aiutare molto. Negli ultimi anni ho partecipato anche al comitato di selezione degli stagisti, e ho avuto modo di notare che oltre al curriculum accademico ciò che viene richiesto è un curriculum “internazionale”: i periodi di studio o lavoro all’estero, anche brevi, sono molto apprezzati, perché sono esperienze che offrono una certa apertura a culture diverse, permettono di abituarsi a parlare lingue straniere, e preparano a lavorare in un ambiente internazionale e multiculturale come quello delle istituzioni europee.
 
 
 
ELENA TAMAGNONE
 
 
(...) ho partecipato al Leonardo al termine del mio percorso di studi nella speranza che mi potesse aiutare nella ricerca di un lavoro. Diciamo che avevo lasciato aperte tutte le possibilità, non ero partita con l’idea precisa di fermarmi. Quando ormai mancava poco alla fine del mio progetto mi sono attivata per cercare lavoro a Barcellona. (...) Il Leonardo è un’esperienza che si può sfruttare e vivere in diversi modi, dipende da ognuno di noi. Per me è stato un trampolino di lancio per iniziare una nuova vita in un altro paese. Attualmente vivo e lavoro a Barcellona in un’impresa catalana e mi occupo della logistica e della distribuzione. (...)Un consiglio che voglio dare a tutti i ragazzi che vogliono candidarsi per questi progetti è di credere in se stessi e di non avere paura della diversità, di uscire e conoscere gente nuova, di approfittare di ogni singolo istante, di ogni incontro e di cercare di cogliere il ventaglio di possibilità che ti offre un Leonardo. Provateci, lanciatevi ne vale davvero la pena!
Il programma (sub-programma del Programma di apprendimento permanente – LLP) aiuta i laureandi e i neolaureati europei ad acquisire nuove abilità, conoscenze e qualifiche attraverso tirocini transnazionali e scambi a livello professionale. Se sei interessato a questo tipo di opportunità leggi l’intervista a Elena Tamagnone contenuta in questo numero alla sezione I giovani dell’Europa si raccontano a Go International,  visita i siti http://ec.europa.eu/education/lifelong-learning-programme/doc82_en.htm, http://www.programmaleonardo.net/llp/mobilita.asp#, e contatta l’ISFOL, l’Agenzia nazionale LLP Italia che si occupa del Programma settoriale Leonardo da Vinci Via G. B. Morgagni, 30/e, 00161 Roma, Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
L’iniziativa “Youth on the Move”, una delle sette iniziative faro dell’UE per la ripresa economica e la crescita intelligente, sostenibile ed inclusiva, è una strategia rivolta ai giovani e, in quanto tale, prevede iniziative nel campo dell’istruzione, della formazione e dell’occupazione. E’ l’iniziativa principale, nel quadro della strategia “Europa 2020”, con la quale l’UE intende rispondere alle sfide che i giovani devono affrontare e aiutarli ad avere successo nell’economia della conoscenza. La mobilità di migliaia di persone si traduce in un mercato del lavoro europeo più flessibile ed efficiente e in un’economia più competitiva a livello mondiale e la Commissione europea, attraverso l’iniziativa Youth on the Move, si rivolge ai giovani europei offrendo loro l’opportunità di crescere professionalmente e umanamente attraverso numerosi programmi di scambio, finanziamenti diretti, iniziative culturali e sociali. Visita il sito http://ec.europa.eu/youthonthemove/
Le istituzioni europee offrono numerose opportunità di tirocinio presso i propri uffici, indispensabili per farsi un’idea sul lavoro all'interno dell'UE e vivere un’esperienza che sia al contempo di apprendimento e professionale, in un ambiente multietnico e multiculturale particolarmente stimolante!
Il più delle volte è richiesto il diploma di laurea, in modo da poter svolgere funzioni simili a quelle attribuite ai giovani funzionari del grado AD iniziale, ma sempre più giovani che non hanno ancora concluso la carriera universitaria hanno la possibilità, a seconda dei casi, di cogliere queste occasioni. I programmi di tirocini vengono gestiti dalle stesse istituzioni. Si consiglia vivamente di non presentare la propria candidatura l'ultimo giorno valido, per evitare che una grande affluenza di domande blocchi il sistema!

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