Il 1° e il 2 ottobre 2012 a Milano si è svolto l’ormai celeberrimo Forum della Cooperazione Internazionale. Con piacevole sorpresa, il segnale lanciato dal governo attraverso questa specifica iniziativa ha avuto davvero una notevole risonanza: dopo 15 anni di tentativi falliti, questa legislatura ha finalmente dato il segnale di voler giungere all’emanazione di una nuova legge che possa interpretare le novità e i cambiamenti introdotti dall’inarrestabile processo della globalizzazione. D’altra parte, è indubbio che la storia della cooperazione italiana purtroppo non può di certo essere considerata virtuosa; negli anni si è verificata, in parallelo ad una crescente riduzione dei fondi destinati a questa attività, una vera e propria mancanza di coordinamento e di visione di insieme che ha reso spesso inutile o ininfluente l’azione italiana nei paesi interessati e nel rapporto con le istituzioni internazionali. Casi limite come il terremoto di Haiti avvenuto nel 2010, ci rendono consapevoli di quanto sia fondamentale acquisire una politica decisa e pragmatica al fine di poter rendere efficaci le campagne di cooperazione internazionale svolte dal nostro Paese.
Entrando nel Piccolo teatro Strehler, luogo designato ad ospitare la sessione plenaria del Forum, chiunque, chi più chi meno, ha avuto la precisa sensazione di stare  per assistere ad un evento quasi epico dal titolo “Muovi l’Italia, Cambia il Mondo”. Tanti gli ospiti fra le autorità istituzionali magistralmente introdotti dal Direttore Generale per la Cooperazione allo Sviluppo Elisabetta Belloni, a partire dal messaggio registrato del Presidente della Repubblica Napolitano, proseguendo con il sentito intervento di Giuliano Pisapia, sindaco di Milano, convinto nel voler riaffermare il ruolo prioritario della Cooperazione nazionale e locale nel panorama politico italiano. È stata poi la volta del Ministro Andrea Riccardi degno portavoce della brezza di cambiamento che l’istituzione del Ministero della Cooperazione Internazionale e dell’Integrazione ha portato nelle aule del Parlamento. Il Ministro si scaglia in particolare contro la visione pessimistica della quale sembra irrimediabilmente imbevuto il mondo contemporaneo. Sono principalmente i giovani, sostiene Riccardi, a subire le conseguenze di questa mentalità stagnante, non indirizzata al miglioramento, al progresso. Cooperare vuol dire innanzitutto rilanciare l’Italia e gli Italiani sul piano internazionale, vuol dire trasformare un Paese sfiduciato, pensoso, in declino, in un Paese entusiasta, partecipe, vivo. E nell’ottica di questa inversione di tendenza, i giovani rappresentano il vero motore dell’automobile targata cooperazione che, se condotta nel giusto modo, sarà di sicuro un valido strumento per avvicinarsi sempre più anche all’Unione europea. Sale in cattedra poi il Professore, il Presidente del Consiglio Mario Monti, attesissimo ospite dell’ incontro, che, avvicinatosi al leggio, pone subito l’accento sulla convergenza tra cooperazione e politica estera, considerate alla stregua di sinonimi. Il suo intervento risulta pieno di voli pindarici: dalla distinzione tra hard power e soft power, con l’affermazione che è in quest’ultimo che l’Italia può giocare un ruolo determinante, alla relazione tra solidarietà e potere, al rapporto con l’Unione europea e la comunità internazionale, fino ad arrivare alla conclusione che il nostro Paese possiede dei vantaggi naturali, quali la simpatia e la fiducia, che possono essere utilizzati dalla società civile per contribuire alla creazione di un mondo meno rassegnato e più rasserenato.
Tuttavia, con il progredire del Forum, comincia ad affacciarsi una consapevolezza nei cuori della platea. Gli interventi degli Onorevoli si susseguono per tutta la mattinata: il ministro Giulio Terzi di Sant’Agata, il Presidente del Burkina Faso Blaise Compaorè, il Commissario europeo per lo Sviluppo Andris Piebalgs, il sottosegretario Marta Dassù, il consigliere Pietro Celi e molti altri. Ma si sente che qualcosa manca. Forse tra tutte le disquisizioni filosofiche sul che cos’è la cooperazione ci siamo dimenticati come farla, forse tra tutti i “faremo”, “diremo”, “penseremo” ci siamo dimenticati l’hic et nunc, forse quel famoso gap, tipicamente italiano, tra la parola e l’azione, tra l’istituzione e la società non è stato ancora sanato. Anche i panels pomeridiani si svolgono sulla stessa scia: interventi interessantissimi da parte dei portavoce di enti, agenzie e istituzioni, ma poco confronto con il pubblico, le domande rimangono sospese nell’etere, lo spirito di Forum sembra perdere di concretezza.
Ma una luce si accende all’orizzonte. È una figura piccola, minuta, avanza circospetta tra la platea mentre si dirige verso il palcoscenico del Piccolo Teatro Strehler, chiamata ad intervenire da Geppi Cucciari, sua conterranea. Con la timidezza di una bimba che per la prima volta si esibisce in un saggio di danza, comincia il suo intervento il leone della giornata, Rossella Urru. Dapprima trattenuta, poi sempre più forte, incoraggiata dall’approvazione del pubblico in visibilio per lei, la giovane apre il suo cuore. E la verità è che dopo aver subito un sequestro durato 9 mesi in un campo profughi sharawi di Rabuni, Rossella crede ancora nella cooperazione. E la sua è una fede totale, una fede incrollabile. Dice che la realtà non può essere contenuta entro termini immutabili come “campo profughi” o  “piano d’emergenza” poiché nella cooperazione le situazioni sono in perenne mutamento e si rischia spesso di farsi sfuggire le cose dalle mani. Quello di cui c’è bisogno è un’azione subitanea ed efficace, le parole non contano. Dice che nella cooperazione non esiste la dicotomia noi/voi, io/tu tutto ciò che esiste realmente è l’essere umano, in tutte le sue forme, in tutte le sue imperfezioni, in tutto il suo splendore. È un discorso accorato, pieno di commozione, intervallato più volte dallo scrosciante applauso del pubblico che, come Rossella, è stanco di ascoltare, di annuire, di parlare, di sparlare ma vuole agire.
Questa è la cooperazione che vogliamo. Prima delle leggi, degli emendamenti, dei finanziamenti, dei permessi, delle istituzioni, degli enti, dei “ma” e dei “se” ci sono le mani, le nostre mani aperte al mondo.
 
La società civile è pronta, la spinta all’azione, al voler fare quel famoso “qualcosa” che finalmente possa cambiare la situazione attuale è ormai maturata nei cuori di tutti gli individui e ora cerca di farsi spazio nel contesto italiano, spronando un Paese forse ancora troppo legato al fascino della teoria, della dialettica, delle belle parole di autocompiacimento e autocelebrazione. Forse è arrivato il momento di dedicare alla pratica lo spazio fino ad ora lasciato solo ed esclusivamente alla prospettiva di un ipotetico e tanto decantato futuro che di certo non si epifanizzerà da se. Forse è arrivato il momento di dare fiducia, di passare definitivamente la palla alle centinaia, alle migliaia, ai milioni di giovani che, seppur delusi, seppur disincantati, non indugiano nel tirarsi su le maniche delle camice figlie di un tempo privilegiato e nel prendere pale e cemento al fine di ricostruire basi più solide per questo Paese dal cuore grande. Ma finché nelle nostre orecchie stanche risuoneranno parole come “casta” , “truffa”, “stagflazione”, “crisi”, “immobilismo politico” gli ideali sono condannati a rimanere mere utopie. Forse, dopotutto, è necessario cambiare l’Italia per muovere il mondo?   
 
Federica Calderoni.
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L’accesso al cibo costituisce uno dei primi e fondamentali diritti della persona. Dove non vi è cibo a sufficienza non c’è possibilità di vita dignitosa e viene meno il diritto alla salute e alla convivenza pacifica.
Partendo da questa consapevolezza si è svolto il BCFN YES! iniziativa a cui hanno partecipato numerosi studenti interessati a presentare la loro idea progettuale sul tema
“Cibo e sostenibilità: come ridurre il nostro impatto ambientale,
garantendo salute e accesso al cibo per tutti”.
Il tema è stato affrontato partendo da una o più delle diverse aree accademiche, adottando quando possibile l’approccio interdisciplinare tipico del BCFN. Queste, a titolo di esempio, le aree di ricerca e da cui sono pervenute le proposte:
 
1. Nutrizione, health and life sciences;
 
2. Marketing e distribuzione;
 
3. Relazioni Internazionali;
 
4. Media;
 
5. Supply Chain and agricolture;
 
6. Education and cross-cultural studies;
 
7. New technologies.
 
Le 30 idee semifinaliste troveranno spazio all’interno del Quarto Forum Internazionale su Alimentazione e Nutrizione che si terrà a Milano, presso l’Università Bocconi, mercoledì 28 e giovedì 29 novembre 2012, per un’occasione unica di incontro con i maggiori esperti nel panorama internazionale su alimentazione e nutrizione.
L'autore dell'idea premiata parteciperà ai lavori del Barilla Center for Food and Nutrition (BCFN) nel 2013. 
Scegli l’idea che preferisci fra le 30 semifinaliste: la più votata sarà nominata “Best on the Web” al Forum. 
Partecipa anche tu votando il tuo favorito!
 
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Si Svolgerà a Chieti il prossimo 26 Ottobre il X CONVEGNO REGIONALE DI EDUCAZIONE INTERCULTURALE promosso dall’Organismo Federato CVM  In collaborazione con l'Ufficio Scolastico Regionale per l'Abruzzo.

 


È ormai inevitabile constatare che viviamo in una realtà nuova, resa estremamente diversa dalle sensazionali innovazioni apportate dalle tecnologie informatiche che hanno costruito reti telematiche in grado di interconnettere il vicino al lontano superando tradizionali concezioni di tempo e di spazio, ancorate a vecchi sistemi mentali. Lo spazio virtuale d’internet mette in comunicazione in un istante reale una parte del globo ad un’altra diametralmente opposta soverchiando barriere e confini fisici e politici.

In questo contesto nasce la riflessione sulla scuola da considerare o come rimorchio di un pensiero etnocentrico e monoculturale, ormai inadeguato, o piuttosto come traino ed elemento innovatore e vivificatore di una nuova realtà in grado di tenere unite tutte le energie in modo interrelato ed interconnesso.


L’incontro tra soggetti, popoli e culture richiede alla scuola l’elaborazione di una nuova mission, quella della“cittadinanza planetaria”, caratterizzata dalla concezione della persona relazionale, aperta alle istanze plurali, sensibile alla coscienza cosmica e alla storia delle diverse culture. A sostegno di un profilo antropologico di studente capace di convivere al di là delle differenze nazionali occorrono dei saperi adeguati. Di qui l’urgenza di una revisione delle discipline che emancipa la stessa categoria degli insegnanti da un ruolo esecutivo di stampo impiegatizio e lo avvia allo status di un professionista attivo e qualificato in grado di promuovere un’etica della responsabilità rivolta agli alunni e alle famiglie nella costruzione di una società nuova aperta al dialogo tra culture, religioni e mondi diversi.

Su questo quadro di base si muove il X Convegno Regionale di Educazione Interculturale intitolato "Educare alla cittadinanza cosmopolita".

Tale evento è diventato oramai un appuntamento annuale, che, arrivato alla sua decima edizione, ha visto un’interessata e crescente partecipazione di pubblico.

Il Convegno vedrà la partecipazione di relatori illustri quali la Prof.ssa GENEVIÈVE MAKAPING, scrittrice, giornalista e docente di antropologia culturale presso l'Università della Calabria e la Prof.ssa GIULIANA MARTIRANI, docente alla Facoltà di Scienze Politiche dell'Universita' di Napoli 'Federico II' e presso l’Istituto di studi Politici San Pio V Roma.

Il convegno, con INGRESSO GRATUITO, sarà introdotto come ogni anno dalla Prof.ssa GIOVANNA CIPOLLARI, ricercatrice sul tema dell’Educazione Interculturale all’IRRE Marche, attuale presidente e membro fondatore di Comunità Volontari per il Mondo. La professoressa Cipollari è impegnata da oltre trent'anni a favorire una revisione culturale per sensibilizzare uomini e donne del Nord e del Sud del mondo all’etica della giustizia e della solidarietà.

Coordinerà il seminario la dott.ssa GELSOMINA VISCIONE, dirigente scolastica e responsabile del Laboratorio Interculturale di CVM, che da anni opera nel settore dell’immigrazione con la consapevolezza che l’ascolto, l’accoglienza e l’incontro sono le doti del nuovo cittadino planetario. 

CVM - Comunità Volontari per il Mondo è dal 1988 riconosciuta idonea dal Ministero Affari Esteri a promuovere iniziative di formazione interculturale, di educazione allo sviluppo e alla cooperazione internazionale e dal 2003 è un Ente Formativo Nazionale riconosciuto dal MIUR ad operare nel mondo della scuola. Previsto un attestato per tutti i partecipanti.

Con il sostegno della Fondazione Carichieti

VENERDI' 26 OTTOBRE 2012

Ore 15.30 Sala Convegni “Carichieti”

Via Colonnetta, 24 Chieti Scalo

 

 

Informazioni ed iscrizioni:

Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. - tel. 3285442120

Per scaricare il materiale cliccare sul seguente link:

http://www.abruzzo.istruzione.it/news/news12/settembre/CONVEGNO_INTERCULTURA.zip

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Al via la campagna di ONG 2.0 in concomitanza al lancio del programma di formazione 2012/2013. Da oggi e fino al 1° dicembre 2012 è possibile inviare "sogni, idee e azioni" per chi vuole #cambiareilmondo. In meglio e in qualunque modalità. Il tutto sarà presentato in un webinar di fine anno con una raccolta dei contributi migliori.

 

Ong 2.0 è nata come una “scuola” online di corsi ed eventi sul tema del web 2.0 per il non profit. Oggi è molto di più. Ci piace pensarla come una community di scambio, un luogo di apprendimento continuo e partecipato che avviene prevalentemente online. Gli ambiti di dibattito sono la cooperazione internazionale, gli stili di vita sostenibili ed è rimasta anche la sezione più innovativa, legata alle tematiche dell’attivismo online, quella che davvero, aiuta a far incontrare persone che credono sia possibile cambiare il mondo con il web.

Con la campagna #cambiareilmondo vogliamo coinvolgere chiunque abbia un sogno, un’idea o abbia già attivato azioni per #cambiareilmondo. In meglio. In qualunque ambito. Se poi si utilizza il web, ancora meglio, ma non è fondamentale, perché il web in questo caso è già protagonista come luogo di narrazione partecipata. Si può aderire inviando la propria storia in qualunque formato: foto, tweet, post, email, commento, non ha importanza.

E se fai parte di un’associazione di volontariato, di una realtà aziendale che usa in modo innovativo il web, fa ricerca sull’ambiente, o in qualche modo fa qualcosa per #cambiareilmondo, ancora meglio: puoi usare questa campagna per promuoverla! Tutto è permesso, l’importante è condividere in un’ottica di partecipazione aperta e democratica.

COME FUNZIONA:

- invia un tweet/foto/testo/email/post con i tuoi sogni, le tue idee e le tue azioni per #cambiareilmondo. 

Il formato è davvero libero. Le uniche richieste che facciamo a chi partecipa con una foto sono quelle di utilizzare un cartellone bianco dove viene indicato l'hashtag #cambiareilmondo con il web, oppure taggare una propria foto con un'app apposita come può essere Labelbox (come in questa foto).

- ogni contributo sarà raccolto in gallerie fotografiche, board su Pinterest e principalmente dentro questo taccuino digitale che abbiamo creato ad hoc

 

FINO A QUANDO:

Fino a dicembre. Quando TU diventerai protagonista di un webinar (seminario online) di Ong 2.0 sulle idee che cambiano il mondo.

CI STAI? Ti aspettiamo!

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twitter.com/rivistavps

facebook/cambiareilmondoconilweb

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Roma, 27 ottobre 2012 - 13 gennaio 2013
Il corso promosso da PRO.DO.C.S in rete con altre associazioni territoriali si sviluppa in 3 incontri da due giorni, di sabato (dalle ore 9.30 alle 18.30) e domenica (dalle 9.00 alle 13.00). Questo anno, il corso offre l'occasione di conoscere i risultati del dibattito tenutosi in occasione del Forum della Cooperazione internazionale dell'1-2 ottobre 2012 a Milano. Alla fine degli incontri, un colloquio di valutazione finale permetterà di selezionare le persone interessate ad essere coinvolte in diverse proposte di attuazione progettuale, secondo saperi e competenze professionali specifiche.
Quota: L’iscrizione al corso completo è gratuita.
Vedi programma completo.
Per iscrizioni:  Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo..
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Trento, da sabato 10 novembre 2012 al sabato 19 gennaio 2013 (dalle ore 9.00 alle 16.00).
Sulla cooperazione ed il volontariato internazionale (realizzato nelle due sedi regionali nel periodo autunno-inverno), composto da una serie di incontri a giornata completa sulle seguenti tematiche: 
il volontariato e la solidarietà internazionale,conoscenza dei problemi legati alla globalizzazione ed agli squilibri nord-sud, il diritto internazionale ed il principio dell’autosviluppo dei popoli, aspetti antropologici e comunicazionali nell’incontro con le culture diverse, il partenariato ed il progetto quali strumenti per l’autosviluppo,l’impegno dell’Associazione nelle sue diverse aree di formazione alla cooperazione ed al volontariato internazionale dell’ACCRI e del CAM (Consorzio Associazioni con il Mozambico).

Quota: € 60,00.
Scarica il programma dettagliato.
Per iscrizioni: entro il 5 novembre 2012 presso ACCRI Trento Tel.             0461-891279      , email: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

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Sette donne imprenditrici libiche, provenienti da diverse e realtà del Paese, rimarranno fino al 28 ottobre a Roma per un soggiorno formativo sui temi delle pari opportunità e dell'inclusione. Il progetto, presentato alla Farnesina, è stato organizzato dall'Associazione Pari o Dispare, con il sostegno del Ministero degli Esteri e di Eni.

Tra gli altri presenti all'incontro, in cui si è discusso di diritti civili, inclusione delle donne nella società e nell'economia, anche il sottosegretario agli Esteri Marta Dassù, la vicepresidente del Senato Emma Bonino, ed il direttore generale della Cooperazione Italiana Elisabetta Belloni.

Women in Diplomacy

Dassù ha ribadito l'interesse del governo sulle tematiche di genere, riferendosi in particolare alla regione mediterranea e ai grandi cambiamenti sociali che vi sono in corso. Marta Dassù ha anche ricordato l'impegno del Ministero degli Esteri nell'organizzazione, lo scorso luglio, della conferenza internazionale Women in Diplomacy - WID, che avrà un importante seguito nel lancio, il prossimo febbraio, del progetto WID Winter School: un seminario per giovani donne dell'area mediterranea che intendano accedere alle carriere internazionali.

Emma Bonino ha auspicato che il soggiorno non resti un'occasione isolata, "ma sia invece l'inizio di un dialogo costante che possa aiutare le donne libiche nel loro ambizioso percorso di affrancamento. Come europee - ha aggiunto - noi faremo tutto il possibile per sostenerle". Fra le partecipanti al soggiorno la giovane Alaa Murabit, fondatrice e The Voice of Lybian Women, ong che si occupa dello sviluppo della donna in campo politico ed economico.

Fonte: Farnesina

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Nell’ambito dell'Azione 5.1 del Programma europeo Gioventù in Azione, la LVIA, in collaborazione con il Coordinamento Comuni per la Pace della Provincia di Torino, il Consorzio Ong Piemontesi, l'Associazione Forlì nel Mondo LVIA, l'Associazione Vivi e lassa viviri di Palermo, l'ARCI Ragazzi Firenze, la Cooperativa L’ARCA di Cuneo e le amministrazioni comunali dei territori coinvolti, organizza dal 9 all'11 novembre un seminario nazionale di incontro e di dialogo strutturato tra giovani e responsabili delle politiche della gioventù dal titolo "Giovani e decisori politici a confronto: spazi di partecipazione e nuovi diritti in una società europea". Il seminario avrà luogo a Torino,  presso la struttura dell'Open011.
 
Il progetto
L'obiettivo del progetto, in continuità con le azioni promosse dalla LVIA all'interno del percorso "Giovani e Intercultura: un anno di dialoghi", conclusosi nel dicembre 2011 e che ha visto il coinvolgimento di circa 13.000 giovani in sei regioni italiane, è quello di accrescere le competenze di partecipazione alla cittadinanza attiva nei giovani, italiani e stranieri, sviluppando un’attitudine positiva al dialogo con persone provenienti da background diversi e con i decisori politici delle proprie città. In particolare, l'argomento in merito al quale si vuole avviare il dibattito è quello dell’inclusione sociale e del riconoscimento dei diritti di cittadinanza alle persone di origine straniera, ed in particolare ai giovani di seconda generazione, in una società interculturale come è quella italiana odierna.
 
Per informazioni scrivere a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
 
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l'Istituto Affari Internazionali organizza una conferenza su

The EU and India: Approaches to Conflict and Peace

Venerdì 19 ottobre 2012
dalle ore 9.30 alle ore 16.00


Residenza di Ripetta
Via di Ripetta, 231
- Sala Esedra -
Roma


- lingua di lavoro: inglese senza traduzione simultanea -


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Il progetto mira ad analizzare in che modo i conflitti socio-economici e politici intra-stato sono percepiti e gestiti attraverso iniziative di governance in corso in India e nell'Ue.
Sulla base di casi-studio, vengono valutati l'effetto e l'impatto di tali iniziative sui conflitti laddove questioni identitarie e diritti delle minoranze sono preminenti.
I casi-studio in questione riguardano Bihar, Bosnia, Cipro, Georgia, India nord-orientale e Kashmir.
Essi sono condotti da gruppi di ricerca indiani ed europei. In questo progetto lo IAI guida il gruppo di lavoro policy conclusivo e partecipa ai gruppi di lavoro su Cipro e Georgia.


Programma (link)

Modulo di registrazione (link)

____________________________________

Istituto Affari Internazionali (IAI)

Tel. +39 063224360 (Switchboard)
Fax +39 063224363
E-mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Web www.iai.it
Twitter IAIonline

 
 
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All’università “Parthenope” di Napoli la Fondazione Cesaretti ha organizzato un workshop dal titolo “Sistema giovani e sostenibilità del benessere: il WWF Italia si presenta”. Lo scopo di questo workshop è chiaro: indirizzare i giovani al mondo del WWF,  renderli partecipi delle sue attività e, contemporaneamente, approfondire le tematiche di ecosostenibilità, green economy e rispetto dell’ambiente.
 
Conclusasi l’apertura con i saluti del Magnifico Rettore dell’Università “Parthenope” di Napoli Claudio Quintano, del Vicepresidente del WWF Campania Piernazario Antelmi e dell’Assessore alla formazione e lavoro della Regione Campania Severino Nappi, assistiamo ad un susseguirsi di interventi di notevole interesse da parte di numerosi esperti in materia di economia sostenibile.
Tra i primi interventi, vi è quello del prof. Cesaretti che cerca risposte all’annoso problema inerente il “futuro dei giovani in Italia”, e  porta l’attenzione sul fatto che, in questo particolare momento, sono le istituzioni a dover ragionare su nuove prospettive per il mercato del lavoro; il professore focalizza il suo intervento sul concetto che si debba “lavorare non solo per i giovani, ma con i giovani”. Solo in tal modo, sostiene Cesaretti, si potranno cercare risposte che garantiscano impegno sociale e la formazione di una reale cittadinanza attiva.
Sulla scia del prof. Cesaretti, Augusto Marinelli, già Rettore dell’Università degli Studi di Firenze, si sofferma sul fatto che è “la qualità del capitale umano che può sviluppare un buon capitale sociale”: in sintesi, è interessante il fatto che si riconosca l’ecosostenibilità non come un processo per migliorare la qualità di vita, bensì come garante per la sopravvivenza della specie. Il problema del boom demografico e l’aver a che fare con un clima che non dà punti di riferimento, dovrebbero portare alla ricerca e alla formazione di investimenti che non escludano l’ecosostenibilità, ma che al contrario, la favoriscano. Lo slogan dovrebbe essere, sì al risparmio, ma senza escludere l’ambiente.
 
Decisamente interessante è anche l’intervento del prof. Manelli, Direttore Generale dell’INEA (Istituto Nazionale di Economia Agraria), che illustra come l’impresa agricola sia diventata negli ultimi anni una miniera d’oro dalle molte opportunità di lavoro. Luogo la cui parola chiave è “multifunzionalità”, questo genere di settore può esistere solo qualora rispetti i canoni di biodiversità ed ecosostenibilità. Il professore fornisce una panoramica sulle svariate opportunità di lavoro offerte da tale settore dato il bisogno di personale qualificato che si occupi di sicurezza alimentare, semplificazione della capacità produttiva con risorse strettamente ecosostenibili e controllo sulla qualità alimentare. In pratica, non sono i mercati ad essere saturi, ma è la mancanza di capacità produttiva che non permette l’evolversi del sistema agricolo.
 
D’altra parte, a colpire di più la platea, è l’intervento di uno dei rappresentanti del WWF Italia, Marco Costantini, il quale spiega come “si possa vivere lavorando sulla conservazione dell’ambiente” e descrive le professionalità richieste dal WWF di recente. Si spazia dai classici profili per la conservazione ambientale, fino a nuovi filosofi, ingegneri, diplomatici e linguisti. Il motivo di questa presunta anomalia, risiede nel fatto che l’ambiente è ormai un settore dove gli investimenti fioccano e, poichè, come sappiamo, la prima cosa sulla quale si risparmia in bilancio è la tutela ambientale, di conseguenza anche le organizzazioni che si occupano di combatter lo sfruttamento e il degrado dell’ecosistema devono operare oltre lo spazio dell’attivismo e formalizzarsi su un piano economico, giuridico, di comunicazione interculturale e di mediazione tra le parti.
 
Alla fine del convegno alcune domande sorgono spontanee: dopo Kyoto, dirigendoci verso il 2015, cosa è stato fatto per l’ambiente? Cosa rimane da fare? Cosa si può innovare? Quali sono le nuove frontiere della green economy?
 
È il bisogno di facce nuove, di nuove idee, di nuovi profili che muove queste organizzazioni verso un nuovo futuro, un futuro dove “il cambiamento che vuoi inizia da te” (cit. WWF Italia).
Questo sarà appunto una delle tematiche principali affrontate nel prossimo RomeMUN, che si terrà dal 7 all’11 marzo 2013 a Roma. In particolare, una delle commissioni, l’UNEP, sarà chiamata a dibattere sulle problematiche riguardanti la green economy e la sostenibilità ambientale. Essendo la simulazione incentrata sugli Otto Obiettivi del Millennio, sarà interessante vedere quali soluzioni i ragazzi troveranno alle problematiche loro sottoposte. E chissà se qualcuno di loro riuscirà a scorgere la giusta via per porre fine ad un problema la cui soluzione, in un mondo in cui la sostenibilità ambientale non può essere più un lusso, è divenuta ormai una necessità per la sopravvivenza.
Alessio Mirra
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