L’Unione Europea offre la possibilità di candidarsi come mediatore linguistico presso le sue sedi di Bruxelles e Strasburgo per un periodo di tempo di minimo 4 mesi con possibilità di proroga. Se sogni di lavorare per questa importantissima istituzione, questo tirocinio è per te! Cosa aspetti? Invia la tua candidatura e vola a Bruxelles o Strasburgo.

 

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Ente: I valori dell'UE sono comuni ai paesi dell'UE in una società in cui prevalgono inclusione, tolleranza, giustizia, solidarietà e non discriminazione. Gli obiettivi dell'Unione europea sono: promuovere la pace, i suoi valori e il benessere dei suoi cittadini; offrire libertà, sicurezza e giustizia senza confini interni; allo sviluppo sostenibile basato su una crescita economica equilibrata e stabilità dei prezzi, un'economia di mercato altamente competitiva con piena occupazione e progresso sociale e protezione dell'ambiente; combattere l'esclusione sociale e la discriminazione; promuovere il progresso scientifico e tecnologico; rafforzare la coesione economica, sociale e territoriale e la solidarietà tra i paesi dell'UE; rispettare la sua ricca diversità culturale e linguistica; stabilire un'unione economica e monetaria la cui moneta è l'euro.

 

Dove: Strasburgo o Bruxelles

 

Quando: I tirocini hanno la durata di minimo 4 mesi, con una possibilità di proroga di ulteriori 8 mesi (a seconda dell’operato) - per un totale massimo di 12 mesi. I tirocini iniziano il 1º gennaio e il 1º settembre.

 

Destinatari: Possono candidarsi i cittadini di uno Stato membro dell’UE o di un paese candidato all’adesione all’UE in possesso di laurea o diploma di almeno 3 anni in una delle seguenti discipline: scienze politiche, studi europei, relazioni internazionali, amministrazione pubblica europea, risorse umane, diritto, auditing ed economia.

 

Scadenza: Puoi inviare la tua candidatura entro il 31/03/2019

 

Descrizione dell’offerta: I tirocini intendono offrire ai neolaureati un’esperienza pratica dell’attività del Mediatore europeo, consentendo loro di integrare le conoscenze e le competenze acquisite durante il corso di studi. I compiti dei tirocinanti, variabili in funzione dell’ambito specifico di ciascun tirocinio, comprenderanno:

- l’assistenza nell’accertamento dei reclami;

- l’assistenza in materia di media e comunicazione;

- la partecipazione a progetti informatici o di ricerca pertinenti per l’attività del Mediatore.

I tirocinanti lavorano sotto il controllo diretto di un funzionario o di un agente del Mediatore europeo, di norma un capo unità o equivalente.

 

Requisiti: Cittadini di uno Stato membro dell’UE o di un paese candidato all’adesione all’UE in possesso di laurea o diploma di almeno 3 anni in una delle seguenti discipline: scienze politiche, studi europei, relazioni internazionali, amministrazione pubblica europea, risorse umane, diritto, auditing ed economia.

 

Retribuzioni: I tirocini sono retribuiti, in modo specifico:

- circa 1.300 euro al mese a Bruxelles e

- circa 1.500 euro al mese a Strasburgo.

 

Guida all’application: Per poter inviare la propria candidatura è necessario accedere alla propria pagina personale o, se non ne avete una, creare un account cliccando sul seguente link.

 

Informazioni utili: Se vuoi saperne di più sulla figura professionale del mediatore, fai click qui.

 

Link utili:

Link all’offerta

Chi è l’UE

Informazioni sul mediatore linguistico

                   

Contatti Utili:  

Se volete porre domande all’UE fate clic qui.

Telefono: 00 800 6 7 8 9 10 11

 

a cura di Eleonora Somma

La redazione carriereinternazionali.com declina ogni responsabilità sull’attendibilità delle informazioni contenute nella scheda. Per informazioni in merito all’opportunità, contattare l’ente proponente.

LA REDAZIONE

Vuoi iniziare una carriera internazionale? Dai uno sguardo alle attività della nostra associazione su www.festivaldellecarriereinternazionali.org

Pubblicato in Europa.

L’European Youth Event è un evento importante ospitato all’interno del Parlamento Europeo a Strasburgo dal 2014, con lo scopo principale di dare voce alle idee di giovani europei dai 16 ai 30 anni riguardo al futuro dell’Europa, allo scambio di nuove prospettive con i decisori europei e all’opportunità di incontrare più di 8000 giovani provenienti da tutta Europa. Le principali attività dell’European Youth Event ruotano attorno a diverse tematiche principali: tenere il passo con la rivoluzione digitale, lavorare per un’Europa più forte, rimanere saldi in tempi turbolenti, proteggere il nostro pianeta. L'evento offrirà una vasta gamma di attività con la partecipazione di decisori politici e personalità ispiratrici sul palcoscenico europeo, The YO! Fest, organizzato dal Forum europeo della gioventù, che si svolge fuori dagli edifici del Parlamento. Il cuore dell'European Youth Event è il suo team di membri provenienti da paesi differenti dell'UE che si occupano di stilare il programma EYE e della logistica, suggeriscono potenziali relatori, negoziano con i partner EYE, preparano e gestiscono la procedura di registrazione e permettono di facilitare il contatto tra i partecipanti, comunicando con il pubblico in generale il più apertamente possibile - prima, durante e dopo l'evento.

 

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Per altre informazioni fare riferimento ai due articoli riguardo la posizione di Chief editor e la posizione di volunteer all’interno dell’European Youth Event

 

Dove: Strasburgo

 

Destinatari: Rivolto a tutti i giovani europei provenienti da uno stato membro dell’UE tra i 16 e i 30 anni di età

 

Quando: 1 e 2 giugno 2018

 

Scadenza per la registrazione: 31/12/2017

 

Retribuzione: L’evento è gratuito ma non copre i costi relativi al trasporto e all’alloggio a Strasburgo.

 

Guida all’application: È possibile registrarsi all’interno di un gruppo con un minimo di 10 partecipanti. I gruppi possono essere registrati solo dal leader del gruppo che deve avere almeno 18 anni a partire da giugno 2018 e può avere più di 30 anni. Non saranno accettate iscrizioni individuali.

- I partecipanti per l'EYE2018 dovranno nominare un capogruppo che fornirà informazioni di base sui membri del gruppo e i suoi dettagli personali. Dopo la presentazione della domanda, quest’ultima verrà valutata e il capo gruppo verrà informato del risultato via email all’incirca dopo due settimane.

-Nel caso in cui l'application verrà approvata, il capogruppo chiederà ai restanti membri del gruppo di registrarsi.

-Tutti i restanti membri del gruppo sono tenuti a inserire i dati personali sul sito web di registrazione. Spetterà al leader del gruppo verificare che tutti i partecipanti siano registrati correttamente entro il 31 dicembre 2017 e che il gruppo abbia il numero minimo di dieci partecipanti.

-Tutti i partecipanti saranno invitati a prenotare un posto per le attività dell’evento a cui si desidera partecipare sul sito web di registrazione. Le prenotazioni per le attività verranno aperte nella primavera del 2018.

 

Link utili:

Link all’European Youth Event

Form di registrazione 

Programma EYE

 

Contatti:

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a cura di Chiara Valenti

 

La redazione carriereinternazionali.com declina ogni responsabilità sull’attendibilità delle informazioni contenute nella scheda. Per informazioni in merito all’opportunità, contattare l’ente proponente.

LA REDAZIONE

Pubblicato in Europa.
Attivo in ambiente rappresentativo giovanile sin dal liceo, nel Parlamento Regionale dei Giovani della Regione Puglia, Walter Bruno si è dedicato ormai da anni ad esperienze internazionali, soprattutto europee, costruendosi un ruolino di tutto rispetto in particolar modo presso il Consiglio d’Europa e l’European Youth Forum (piattaforma che raccoglie varie organizzazioni giovanili europee), come delegato di TEJO (Organizzazione giovanile per l’Esperanto).
Insomma, una vita impegnata nonostante la giovanissima età che lo ha già portato molto spesso lontano da casa sua (Barletta, in Puglia). In occasione della Festa dell'Europa, Carriereinternazionali.com ha chiesto a Walter di raccontarci la sua esperienza  di  giovane “europeo”:

 

Perché hai iniziato la tua esperienza europea, dove hai trovato le tue motivazioni?
W: La mia motivazione non ha un vero e proprio momento di inizio. Sicuramente però due grandi spinte sono state l’esperienza al Parlamento Regionale dei Giovani, in Puglia ed entrare in contatto una lingua come l’esperanto. Al primo sono arrivato al mio quarto anno di liceo e ci sono rimasto per due anni. Si è trattato di un’esperienza che mi insegnato molto, ad esempio come lavorare e guidare un gruppo e come davvero va vissuta la politica da parte dei giovani, specie durante i nostri dibattiti con professori universitari sul tema dell’integrazione europea. La seconda invece l’ho conosciuta in rete, e poi sono entrato pian piano nel movimento esperantista, prima a livello locale poi nazionale e, oggi, internazionale ed è stata anche la fonte di tutte quelle piccole esperienze che ho avuto finora

 

L’esperienza europea ha influito sulla tua vita? Se sì, come?
W: Decisamente sì. La prima esperienza “europea” è stata la partecipazione alla grande “festa” dell’European Youth Event 2014 a Strasburgo, che ha condizionato la scelta del mio percorso di studi (Giurisprudenza comparata). Così come ha influito sul mio tempo, visto poi il crescente impegno richiesto. Anche la gestione delle relazioni personali ne ha risentito sia per il minor tempo dedicato alle vecchie amicizie sia con la nascita di nuovi legami come con il Presidente di TEJO, Michael Boris Mandirola a cui onestamente devo tante occasioni, ma ha influito molto anche sulle mie relazioni: molti dei miei amici oggi non sono italiani, ma spagnoli, austriaci, turchi, russi, greci, e con loro ho la fortuna anche di potermi confrontare e di “costruire ponti”, secondo me il miglior antidoto ai fili spinati

 

A tuo giudizio, quali sono state le capacità che ti hanno portato fino a Strasburgo?
W: Non credo di aver svolto un grande cursus honorum, né di essere arrivato in alto mi considero solo un giovane impegnato a livello europeo, come centinaia di ragazzi impegnati in maniera simile nell’European Youth Forum. Mi sento s fortunato ad essere parte di questa grande rete di persone. Bisogna sicuramente avere la mente sempre aperta alle novità e alle diversità, tanta voglia di realizzare qualcosa non da soli o per sé stessi, ma insieme agli altri e a vantaggio di tutti, e anche voglia di conoscenza. Per il resto, si impara crescendo: quando ho cominciato come rappresentante d’istituto del microfono dell’assemblea degli studenti ancora avevo un po’ paura e non avrei mai pensato di riuscire a cavarmela bene anche all’assemblea del Consiglio d’Europa. Quindi l’invito è sempre quello di mettersi alla prova

 

Pensi di sfruttare anche in futuro la tua esperienza internazionale, magari anche in ambito lavorativo?
W: Innanzitutto l’obiettivo è continuare questo impegno, a qualsiasi livello le occasioni si presenteranno. Il primo passo è sfruttare le esperienze fatte per farne sempre di nuove e migliori. Detto questo, la scelta universitaria comprende già l’ambito europeo, e di conseguenza tutti questi elementi, nel loro quadro d’insieme, influiranno anche sulla scelta del mio ambito lavorativo, in fondo credo che trasformare una propria passione nel proprio lavoro sia un sogno di tutti. Le occasioni di imparare nuove lingue e di arricchire il proprio curriculum ormai sono infinite nel panorama europeo, ed è sempre bene sfruttarle al meglio

 

Hai un ultimo messaggio o un consiglio che vorresti dare a chi come te ricerca esperienze europee e/o internazionali?
W: Consiglio vivamente di avvicinarsi al mondo delle associazioni e delle grandi organizzazioni giovanili internazionali non governative. Tra quelle che lavorano molto in ambito europeo, ad esempio con Erasmus+, l’European Youth Forum ne raccoglie decine, e moltiplicandole per le innumerevoli opportunità che offrono si ottiene un universo che permette di lasciare il proprio segno indelebile per un obiettivo più alto di noi, di scoprire culture diverse, di conoscere persone nuove ma anche, e forse soprattutto, di conoscere sé stessi.
Il mio motto, che porto con me ovunque porti il mio contributo, nel mio piccolo, è sempre uno: “Allargare gli orizzonti e costruire ponti”.

Grazie per avermi dato l’opportunità di condividere, con chi vorrà, questi miei pensieri

 

A cura di Marco Durante

Pubblicato in Europa.
L’esperienza Erasmus di Federico, presso l’Institut d’Études Politiques di Strasburgo
Una cosa che ami e una cosa che non sopporti di Strasburgo?
Amo la sua praticità. Detesto l’impossibilità di mangiare un boccone nel bel mezzo della notte.
 
Era la tua prima scelta?

La seconda. La prima scelta era stata Herzliya in Israele seguita da tutte le mete francofone che il bando e le mie competenze linguistiche mi permettevano di inserire. Non voglio nascondere un certo scetticismo iniziale nei confronti della mia scelta, sostenuto anche dal fatto che Strasburgo non mi era mai giunta all’orecchio come meta privilegiata per l’Erasmus. Il seguito prova che avevo torto.
 
Come sappiamo si tratta della città che ospita il Parlamento europeo, scelta strategica per un futuro lavorativo in un ente dell’UE?

È stato divertente scoprire che in Francia, così come accade spesso in Italia, lo studente di Scienze politiche in difficoltà rispetto alle sue future intenzioni lavorative, si tuffa in un quanto mai generico: “Nelle istituzioni europee”. E’ tuttavia vero, che ammirandole dall’esterno come fossero semplici monumenti, o entrandovi ed osservare questo grande meccanismo in funzione, si viene inevitabilmente trascinati dalla voglia di farne parte. Allora, se non è nata come scelta strategica per il futuro, certamente lo è diventata.
 
Come hai trovato casa?

Il mio alloggio l’ho trovato tramite l’IEP che mi ha proposto una serie di alternative nei diversi studentati della città. Vivo in una residenza universitaria, in una piccola (ai limiti del claustrofobico) stanza di 9m2 con bagno.
Potrebbe suonare strano ma le cucine in comune sono certamente l’aspetta migliore della mia sistemazione: all’inizio, giocando anche sugli stereotipi, evitare che si metta del Ketchup sulla pasta ti permette di fare amicizia, esercitarti con la lingua, rompere il ghiaccio ed ambientarti; alla fine ti ritrovi membro di una grande, multi-linguistica famiglia allargata.
 
Gli “strasburghesi” sono francesi ma risentono di influenze germanofile: li definiresti socievoli?

La fama francese viene confermata anche qui, ma mi sento tranquillo nel dire che è un fenomeno abbastanza ristretto. Può capitare di parlare con qualcuno che difficilmente riesce a nascondere il totale disinteresse verso la discussione che intrattiene con te; ma i più, al contrario, si impegnano per superare ostacoli linguistici pur di scambiare due semplici battute. Inoltre, il particolare piano di studi dell’IEP, che permette ad ogni suo singolo studente di trascorrere il terzo anno di studi all’estero (e certe mete rimangono anche senza candidati), ha certamente facilitato le relazioni con altri studenti della facoltà.
In generale, che tu sia francese o meno in qualsiasi posto tu vada l’accoglienza è sempre molto calorosa e cortese: in questo senso, la socievolezza diventa parte stessa della loro dedizione al lavoro.
 
A cura di Maria Laura Serpico
 
Per finire di leggere l’intervista a Federico clicca qui!
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