Il Festival delle Carriere Internazionali è un evento che consente al talento dei giovani di mettersi in luce e di trovare concrete opportunità di lavoro e esperienze internazionali. Se infatti il punto di forza del Festival sono i numerosi e prestigiosi enti internazionali che partecipano i veri protagonisti sono i migliaia di giovani che ricchi di qualità, competenze e voglia di mettersi in gioco si riuniscono a Roma per dare il via alla loro carriera. La nostra redazione ha dunque incontrato alcuni dei protagonisti dell’edizione 2017 del Festival per aiutarci a capire meglio in cosa consiste il Festival e qual è il valore aggiunto di partecipare a questa esperienza.

 

Partiamo dal Ghana con Ebenezer Essilfie-Nyame, Segretario Generale del RomeMUN 2017, Daniela Massarelli, Promoter nella nostra capitale per il Festival delle Carriere Internazionali, Eleonora Mantovani, Program Director del Rome Press Game 2017 nonché vice-caporedattrice del famoso portale www.carriereinternazionali.com, Luca Marco Giraldin von Lahstein da Padova, Program Director del Rome Business Game 2017, Bianca Cunha, Ambassador per l’America Latina del Festival delle Carriere Internazionali, e  Augustine Hoffman, Coordinatore Internazionale in Ghana.

 

Quando e con quale ruolo hai partecipato al Festival delle Carriere Internazionali? Cosa ti ha spinto a partecipare?

 

“Ho partecipato al Festival delle Carriere Internazionali, progetto RomeMUN, nella VI e VII edizione rappresentando, rispettivamente, la Federazione russa nel comitato UNESCO e la Danimarca nell'UNCHR. Inizialmente, mi sono mostrata curiosa nei confronti del Festival perchè un mio caro amico vi aveva partecipato e la sua garanzia sull'aspetto formativo dell'esperienza mi ha convinta. Ho vissuto la prima esperienza con un entusiasmo tale da spingermi a partecipare anche una seconda volta” ci racconta Daniela

 

Molti sono i ragazzi che dopo una prima esperienza da partecipanti sono diventati punti saldi dello staff del Festival, è il caso di Ebenezer  “ho partecipato alle scorse edizioni del Festival ricoprendo diversi ruoli (Chair Director, Expert) e quest’anno sarò il Segretario Generale del Model United Nations. Il RomeMUN è un evento unico nel suo genere, un successo dovuto a una reputazione internazionale  maturata edizione dopo edizione e ad alcune iniziative che hanno reso l’esperienza del MUN un avvenimento sempre più prestigioso. Il RomeMUN ha introdotto elementi innovativi volti ad offrire a tutti i suoi partecipanti un’esperienza entusiasmante, promuovendo allo stesso tempo le loro carriere e potenziando le loro capacità.”  O come Luca che sarà il Program Director del Rome Business Game 2017, dopo aver ricoperto vari ruoli negli anni precedenti per il progetto RomeMUN. A proposito del Business Game Luca dice: “Si tratta di un progetto dedicato al mondo del business e nato per permettere agli studenti e laureati in campo economico, finanziario e manageriale di confrontarsi con dei casi aziendali reali, prendendo delle decisioni e proponendo soluzioni innovative alle sfide quotidiane d’impresa”

 

Com’è stato vivere il Festival e quali sono stati i momenti più significativi di questa esperienza?

 

A questa domanda la nostra amica Bianca racconta “Il Festival, oltre a permettermi di realizzare il sogno di viaggiare in Europa e di partecipare a uno dei MUN più importanti d’oltreoceano, ha portato con sé esperienze memorabili, molti amici e la creazione di un importante network professionale. Si tratta sicuramente di un’esperienza unica al mondo! Aver preso parte a questa Conferenza non soltanto mi ha aperto molte porte, ma mi ha anche aiutata ad accedere all’International Student Festival in Trondheim (ISFiT) in Norvegia e al MUIMUN 2106 in Germania, vincendo ben due borse di studio!”

Augustine si racconta “Il Festival mi ha aiutato a sviluppare nuove capacità, strumenti e risorse, a creare nuovi networking e legami importanti, favorendo la mia crescita personale e professionale” continua “Ricordo con grande piacere i giri turistici nel cuore della Capitale, nonché la mia collaborazione con Roberto de Girolamo quando ero promoter in Ghana, un college fantastico che non dimenticherò mai. Inoltre, il Festival mi ha dato l’opportunità  di essere intervistato da una Televisione Nazionale di Roma.. Un’esperienza meravigliosa che non dimenticherò mai “

 

Perché consiglieresti di partecipare al Festival?

 

Daniela che ha partecipato lo scorso anno in qualità di delegata  della Danimarca per il comitato UNHCR   alla simulazione diplomatica RomeMUN, risponde: “Come dico spesso ai ragazzi che si mostrano interessati alla manifestazione, rifarei il Festival mille volte ancora! Senza dubbio lo considero una delle esperienze più significative della mia vita perchè mi ha permesso di combinare l'opportunità di definire il mio percorso di studi e le future occasioni di lavoro che cerco con il gioco e l'esperienza ludica. Senza tener conto delle possibilità di confronto che si prospettano incontrando ragazzi provenienti da quasi tutti i paesi del mondo, con le loro storie, esperienze e il loro bagaglio di vita.”

Eleonora, in risposta alla stessa domanda, ci dice: “Sicuramente questa esperienza mi ha lasciato tanto e ha dato una svolta alla mia carriera: oltre alla creazione di reti e amicizie che sono andate oltre al lavoro, dopo il Festival mi è stata data la possibilità di rimanere all'interno dell'associazione come staff. Se penso all'anno scorso mai avrei immaginato di arrivare fino a questo punto, ed essere "dall'altra parte" per la seconda edizione di quest'anno come Program Director del Rome Press Game! Non smetterò mai di ringraziare tutti per la fiducia riposta in me e per l'opportunità concreta di essere diventata quello che sono ora.”



Che cosa stai aspettando? Diventa il protagonista di questa seconda edizione! Visita il nostro sito ed esplora i quattro progetti dell’Evento: RomeMUN, Rome Business Game, Rome Press Game, International Careers Course. Considerata l’elevata domanda di partecipazione al Festival, la deadline è stata posticipata al 13 GENNAIO 2017! Affrettati e non perdere l’occasione di vivere una nuova ed eccitante esperienza targata Giovani nel Mondo!




Per maggiori informazioni:

www.internationalcareersfestival.org

www.carriereinternazionali.com

 

INFO

Giovani nel Mondo Association

Via Policarpo Petrocchi 10

00137 Roma – Italia

0689019538

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Cari partecipanti,

È un vero piacere darvi il benvenuto al Rome Press Game 2017.

Come Program Director di questa seconda edizione sarà mia cura assicurarmi che ognuno di voi possa godere al massimo delle opportunità uniche offerte da questa esperienza firmata dall’Associazione Giovani nel Mondo. Il progetto del Rome Press Game nasce dopo 8 anni di attività sul campo, sempre e solo a sostegno del futuro dei ragazzi che vogliono intraprendere una carriera internazionale. Dopo gli insegnamenti maturati negli anni da un progetto come il RomeMun, prima simulazione con base a Roma delle dinamiche delle Nazioni Unite, si è sviluppata così la necessità di rispondere alle domande concrete di un target sempre più specializzato nella comunicazione e nelle lingue internazionali. Questo nuovo progetto nasce per voi, come sfida al mondo del lavoro odierno per formare i giornalisti e gli interpreti del domani.

La comunicazione è il vero cuore pulsante e base di ogni relazione a livello internazionale: il Rome Press Game diventa così una simulazione unica nel suo genere, volendo riprodurre le dinamiche giornalistiche a livello radio, web e tv in abbinamento al lavoro fondamentale degli interpreti, che rendono fruibile quotidianamente ogni tipo di informazione per i diversi canali in questione. Tutto questo sarà possibile nella splendida cornice della città di Roma, centro fondamentale di informazioni che potranno essere lavorate da un team eterogeneo e multietnico, aperto al dialogo internazionale come alla promozione dello stesso.

Nelle quattro giornate che vi vedranno protagonisti, dall’11 al 14 Marzo 2017, sarete voi quindi a rendere fruibili tutte le news, i lanci, i materiali e le interviste del Festival delle Carriere Internazionali. In concerto con gli altri progetti e con tutti gli altri studenti provenienti dalle realtà più disparate di tutto il mondo, il vostro lavoro sarà di fondamentale importanza per la stessa riuscita e visibilità del Festival, compito che ogni tipo di addetto alla comunicazione deve tenere costantemente a cuore. La simulazione, con l’approccio del learning by doing, avrà lo scopo di farvi acquisire competenze teoriche e pratiche nell’ambito del giornalismo a 360°, grazie anche al prezioso contributo di esperti del settore e prestigiose personalità della scena mondiale, che tramite le loro testimonianze e consigli vi permetteranno di muovere i primi passi in un mondo tanto affascinante quanto competitivo. Assieme ai vostri colleghi e queste figure di rilievo, del mondo del giornalismo come dell’interpretariato, svilupperete così anche delle soluzioni coerenti e creative ai problemi comunicativi reali di questi tempi.

Sono sicura che saprete accettare questa sfida e mettervi in gioco veramente, per il vostro futuro e per quella che già ora è la vostra carriera. Ma sono altrettanto convinta che questa esperienza sarà per tutti voi spunto fondamentale per la vostra crescita a livello umano, divenendo ancora più consapevoli di vivere in un mondo globalizzato, dove le soft skills sono le vere chiavi per una svolta come la creazione di reti interpersonali, di amicizie che non temono confini territoriali e di insegnamenti che a lungo vi illumineranno la strada.
Vi aspetto tutti insieme al mio Team a Marzo, siamo ansiosi di incontrarvi per affrontare uniti questa splendida opportunità patrocinata dall’Ordine Nazionale dei Giornalisti e dalla rivista di geopolitica Limes. Per chi ancora non è dei nostri, affrettatevi ad iscrivervi e vincere gli ultimi posti del Rome Press Game 2017. Ci vediamo questa primavera a Roma!

Sinceramente,
Eleonora Mantovani
Program Director Rome Press Game 2017

Pubblicato in Rubrica

A Roma dall’11 al 14 marzo 2017 si svolgerà la seconda edizione del Rome Press Game, progetto unico nel suo genere dedicato al mondo del giornalismo, della comunicazione internazionale e dell’interpretariato e traduzione, proponendosi come la prima simulazione al mondo di una redazione giornalistica su più livelli: radio, web e televisione. Il Rome Press Game permette ai partecipanti di vivere 4 giorni come veri giornalisti a contatto con esperti del settore, tecnici, cameraman e giornalisti che guideranno i partecipanti nella realizzazione di prodotti mediatici professionali. Avendo luogo all’interno del Festival delle Carriere Internazionali, il Rome Press Game è anche il megafono delle attività che si svolgeranno al suo interno, raccontando trasversalmente tutte le attività degli altri percorsi attraverso le diverse redazioni e rendendo fruibili nelle diverse lingue del Festival i materiali dei vari eventi attraverso il team dei traduttori.

Cogli l’imperdibile opportunità di seguire in prima persona lo svolgimento del Rome Press Game: candidati subito e segui dall’interno tutte le dinamiche organizzative e diventa tutor di ragazzi provenienti da tutto il mondo.


Ente: Giovani nel Mondo è un’associazione no-profit creata per dare nuovi spazi ai giovani e soprattutto alle loro idee. L’Associazione Giovani nel Mondo non persegue scopi di lucro, è indipendente, apolitica ed aconfessionale. L’Associazione persegue finalità sociali e culturali di carattere nazionale e internazionale; si rivolge principalmente a giovani di età compresa fra i diciotto e i trenta anni con lo scopo di affiancarli ed accompagnarli nel loro percorso di formazione e di crescita professionale, accademica e socio-cultura. Rimani sempre aggiornato sulle attività dell’Associazione Giovani nel Mondo su www.govaninelmondo.org

Dove: Da remoto, Roma

Destinatari: Giovani studenti o laureati nell’ambito della comunicazione

Quando: Da dicembre 2016 a marzo 2017 da remoto e sul posto dall’11 al 14 marzo 2017

Scadenza: 21 novembre 2016


Descrizione dell’offerta: Si ricercano tutor per il Rome Press Game (www.romepressgame.org). Compito dei tutor è di preparare il materiale didattico da fornire ai partecipanti, coordinare i lavori in accordo con il Director of Programs e l’Executive Director, assistere i gruppi di lavoro durante l’evento. In particolare, si ricercano giovani figure competenti nell’ambito della comunicazione e produzione giornalistica, cui compito sarà seguire come tutor i partecipanti delle simulazioni web/radio/tv, e giovani figure competenti nell’ambito dell’interpretariato, cui compito sarà seguire come tutor i partecipanti delle simulazioni come traduttori.


Requisiti per il Rome Press Game - Una o più delle seguenti esperienze e/o conoscenze:
- Precedente Esperienza in un Press Game o simulazioni similari in Italia e/o all’estero
- Conoscenza approfondita della lingua inglese (livello minimo C1) come base (l’intero svolgimento dei giochi sarà in inglese). È richiesta inoltre la conoscenza di una o più delle seguenti lingue: francese, spagnolo, tedesco, russo, arabo, cinese, utili per le differenti comunicazioni giornalistiche ed essenziali per i traduttori.
- Capacità di ricerca
- Precedente esperienza come tutor/assistente in aula
- Titolo di laurea triennale, possibilmente in comunicazione, lingue, interpretariato, lettere, giornalismo e scienze politiche
-Sarà motivo di preferenza la conoscenza ed il corretto uso delle piattaforme wordpress e joomla

Retribuzione: Vitto e alloggio durante la conferenza. Rimborso parziale del biglietto aereo o treno


Guida all’application: Inviare il proprio CV a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Link utili:
www.internationalcareersfestival.org
www.romebusinessgame.org

Contatti utili:
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Il mestiere della comunicazione istituzionale sta emergendo come uno dei settori chiave per i giovani laureati. Il Rome Press Game è una simulazione che si propone proprio di "iniziare" i giovani alle professioni legate non solo al giornalismo, ma anche alla comunicazione, relazioni esterne, settore stampa, interpretariato e traduzione. Oltre ai protagonisti del  Rome Press Game, abbiamo intervistato un giovane italiano, leader della comunicazione in una delle maggiori agenzie ONU.
Mettiamo insieme:
- Un’ agenzia delle Nazioni unite, l’UNICEF, dai grandi numeri e dagli innumerevoli progetti di protezione dei bambini in tutto il mondo, intervenuta in Afghanistan, Palestina, Sud Sudan, Sierra Leone, Ecuador, Bolivia e in molti altri contesti, sempre al fianco dei minori e del mondo dell’infanzia
- Il suo Comitato italiano, che dal 1974 ad oggi con le sue attività risulta essere nella top ten dei comitati nazionali UNICEF
- Andrea Iacomini, che inseguendo incessantemente la propria passione ed iniziando la propria avventura da una scuola di giornalismo, ad oggi è il portavoce nazionale del comitato UNICEF Italia onlus
Quello che avremo è un’intervista, rilasciata questa settimana per carriereinternazionali.com, da leggere tutta d’un fiato, lasciandoci affascinare dal mondo della cooperazione, del volontariato e del giornalismo e preparandoci per quella che sarà un’esperienza unica: il primo Rome Press Game, a Roma dal 5 all’8 Marzo 2016.
Premesse fatte, non ci resta che iniziare!
 
Andrea, in questo preciso momento storico, siamo di fronte ad emergenze che pongono tutti noi davanti una realtà complessa che sfida gli attuali equilibri geopolitici. Quali sono i principali interventi dell’UNICEF a favore dei bambini nella condizione di profughi e
richiedenti asilo? E quali le principali azioni e campagne in cui il Comitato italiano per l’UNICEF ONLUS è impegnato?
Quest’anno i numeri dei richiedenti asilo hanno raggiunto livelli davvero alti. Basti pensare che un richiedente su quattro in Europa è un minore. Tra gennaio e settembre 2015 sono stati 215mila i bambini e gli adolescenti che hanno cercato asilo nell’Unione Europea. Per Unicef la loro protezione deve avere la priorità su tutto, per questo motivo abbiamo lanciato la campagna “BAMBINI IN PERICOLO” con cui ci impegniamo, grazie ai fondi raccolti, a supportare gli Spazi a Misura di Bambino nei centri di accoglienza di molti paesi europei, forniamo alle famiglie, informazioni sulla salute e la nutrizione dei loro figli, ci accertiamo che i bambini abbiano il necessario supporto psicologico e garantiamo l’accesso ai programmi di istruzione. Qualche giorno fa, per sottolineare che prima ancora di essere migranti sono essenzialmente bambini, abbiamo pubblicato anche la petizione “indignamoci!”. 

 

Qual è il ruolo dei giovani all’interno del Comitato italiano per l’UNICEF ONLUS? Cosa invece a suo avviso i giovani possono fare in questo momento di crisi per la sensibilizzazione ai problemi dei minori?
Nella nostra organizzazione i giovani sono importanti. Molti fanno parte di “Younicef”, una rete di volontari con un’età compresa tra i 14 e 30 anni che si propongono di promuovere le iniziative del Comitato Italiano Unicef volte alla tutela dei diritti dell'infanzia e dell'adolescenza. I ragazzi e le ragazze di Younicef contribuiscono, insieme ad Unicef, a costruire un mondo a misura di bambino per questa e per le generazioni future e sono protagonisti attivi di questo cambiamento. Informare gli altri sui diritti dei minori ed essere, al tempo stesso, informati è la prima cosa che un ragazzo al giorno d’oggi può fare per sensibilizzare gli altri sul problema dei minori.

 

Lei  è impegnato nel settore della comunicazione, quali sono i i punti di forza di questo mestiere? Cosa l’ha attratta del settore della comunicazione istituzionale?
Il punto di forza del mio mestiere è poter raccontare alle radio, alle televisioni, ai giornali, ma anche ai governi quello che succede in alcune parti del mondo come la Siria, l’Iraq, la Nigeria. Si consumano crimini contro l’umanità a poche ore di aereo da noi e spesso noi le ignoriamo. È da cinque anni che va avanti la guerra in Siria e io non ho mai smesso di parlarne perché credo che, sia importante che io, in qualità di portavoce UNICEF Italia, ricordi alle persone cosa succede a milioni di bambini che vivono in questi luoghi devastati dai conflitti, dalla fame, dalla povertà.
È importante far veicolare queste notizie.

 

Ban Ki Moon ha spesso sottilineato come la comunicazione web e i social network abbiamo cambiato la comunicazione anche nelle Organizzazioni internazionali, a suo parere il web come ha cambiato la comunicazione istituzionale?
Credo che l’avvento dei social network abbia cambiato la comunicazione in generale. Unicef Italia è sbarcato nel mondo dei social network più popolari nel paese (Facebook, Twitter, YouTube, Flickr e Instagram) nel 2009 e, da allora, il comitato Italiano è fra i primissimi Comitati Nazionali UNICEF al mondo per numero di utenti e per volume di interazioni. Questo ci fa capire che i social network siano chiaramente un aiuto fondamentale alla comunicazione istituzionale. Ti permettono
di mandare e ricevere notizie all’interno di una rete molto più ampia, diventando una finestra sul mondo. Diciamo che in questo modo è più difficile “far finta di non vedere” ciò che succede negli altri paesi.

 

Qual è stato il suo percorso per arrivare ad essere responsabile della comunicazione per conto del Comitato Italiano per l’ UNICEF ONLUS?
Dopo aver frequentato la scuola di giornalismo dell’Università di Tor Vergata sono diventato giornalista professionista. Fin da giovane mi hanno sempre appassionato la politica, l’Europa e la cooperazione internazionale. Con gli anni queste mie passioni mi hanno portato a trovare diversi lavori nel settore della cooperazione internazionale. Sono stato portavoce dell’Assessorato alle Politiche per l’Infanzia e la Famiglia del Comune di Roma e nel 2008 sono entrato in UNICEF Italia, prima come capo ufficio stampa e poi, dal 2012, come portavoce nazionale.

 

Cosa consiglierebbe a un giovane che vuole intraprendere questa carriera? quale la formazione auspicabile, sempre che ci sia una formula giusta? quali le skills e le competenze imprescindibili?
Consiglierei di non scoraggiarsi, soprattutto all’inizio. In questo mestiere, come in molti altri, la strada è sempre in salita. Non credo che esista una “formula giusta”, ma sono convinto che l’impegno e, perché no, un pizzico di talento siano un ingrediente importante. Ma prima di tutto bisogna avere la passione per questo lavoro. È necessario credere in quello che si fa e in quello che si dice. Ad esempio io, in qualità di Portavoce Unicef, devo parlare ai media e portare avanti le molte cause di milioni di bambini invisibili che esistono nel mondo, raccontare i drammi che vivono, le loro storie, e se non credessi in ciò che dico e che faccio avrei già perso in partenza.

 

Il mondo delle organizzazioni, agenzie ed associazioni internazionali non esisterebbe senza comunicazione. L’importanza di comunicare i progetti, le attività, i traguardi raggiunti, sta proprio nella necessità di coinvolgere sempre più persone su situazioni che altrimenti resterebbero sconosciute ai più e ancor più insopportabili a chi le vive in prima persona.
Passione, formazione, impegno e coraggio sono gli ingredienti migliori, dal 5 all’8 Marzo 2016 sono le date giuste, Roma è la città ideale, il Rome Press Game è l’occasione decisiva. La ricetta è quasi pronta, mancano solo dei giornalisti e traduttori per amalgamare e vivere il tutto, sarai uno di loro?
Per maggiori informazioni, vai al sito del Rome Press Game e contatta il nostro staff
 
Annamaria Abbafati
 
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Per conoscere al meglio un progetto bisogna partire dai suoi volti e dalle persone che vi sono coinvolte in prima persona, ecco perché per raccontarvi il Rome Press Game, evoluzione nel mondo della comunicazione del Rome Model United Nations, partiamo dai suoi protagonisti: Fatima Al Mahdi, Segretario Generale del Rome Press Game 2016 e Alessandro Vinci ex partecipante alla sezione giornalismo del RomeMUN e vincitore del premio best delegate per l’edizione 2014.
Fatima, come Secretary General del Press Game, ci racconti come ha maturato in te la decisione di partecipare a questo progetto in un ruolo così importante?
Sinceramente, prendere la decisione non è stato così difficile e non ci ho pensato molto. Seppure capisco la grande responsabilità,  dopo aver partecipato al RomeMUN due volte, lo vedo come un trofeo che non si può rifiutare, Detto ciò, il giornalismo è da sempre stato una mia passione. Fino ad oggi. Leggi anche il nsotro speciale sul Press Game e l'intervista al responsabile dell comunicazione UNICEF Italia
 
Il Rome Press Game rappresenta una novità assoluta in termini di simulazione e richiede alcune capacità specifiche. quali credi debbano essere le caratteristiche dei ragazzi che intendano partecipare a questa simulazione?
Prima di tutto, l'entusiasmo. E' un elemento molto importante nel mondo del giornalismo. Una giornalista deve aver una capacità creativa, una conoscenza ampia e un alto livello di comunicazione. Per di più deve essere socievole e con una capacità di instaurare buoni rapporti interpersonali, flessibile per affrontare lo stress del lavoro. E poi credo che la conoscenza di un'altra lingua non sia essenziale ma fondamentale.
 
Fatima, tu hai partecipato al RomeMUN nelle precedenti edizioni come giornalista e come traduttore. Quali sono a tuo avviso i punti di forza di una simulazione di questo tipo? Perché uno studente del settore comunicazione, giornalismo e traduzione dovrebbe decidere di confrontarsi con una simulazione?
Beh, la simulazione è come un stage, o se posso dire un workshop che può metterti nella pratica vera del lavoro, in cui si può sbagliare e imparare. E’ così sia una preparazione formativa che una esperienza ricca in tutti i suoi aspetti, sia nel confronto con il mondo del lavoro e dello studio.
 
Qual è invece la tua prospettiva Alessandro sulla tua esperienza al RomeMUN 2014 come giornalista?
Se dovessi descrivere in una parola la mia esperienza come giornalista al RomeMUN 2014 probabilmente utilizzerei: DINAMICITA’. Si, proprio così, uno zelo non solo culturale e mentale, scrivere articoli e girare interviste, rapportarsi con diverse lingue e culture, ma anche fisico! Vi sfido a stare ore in sala montaggio per realizzare il miglior video possibile o correre avanti ed indietro con telecamere e microfoni! Ma vi garantisco che lo sforzo varrà la soddisfazione che proverete dopo una giornata di stancante ma gratificante lavoro. Proprio questo mi ha insegnato questa esperienza, il valore del sacrificio e della cooperazione, elementi essenziali per emergere nel panorama lavorativo odierno. Spesso mi domandano cosa mi sia rimasto dentro dopo l’esperienza del RomeMUN e altrettanto spesso rispondo che non è possibile dare delle risposte precise e sistematiche. Tutte le esperienze sono soggettive e lasciano un turbine di sensazioni ed emozioni che non potranno mai essere raccontate allo stesso modo in cui sono state vissute. Quindi l’unico consiglio che mi sento di darvi è il seguente: buttatevi! Non pensate troppo se stiate facendo la scelta giusta, spendendo bene i vostri soldi o chissà quanti altri dubbi. Semplicemente seguite quello che realmente volete e sentite e, se darete una possibilità al Rome Press Game, vi garantisco che tornerete a casa con una valigia piena zeppa di emozioni, ricordi e, ovviamente, tante nuove conoscenze utili per il vostro avvenire!
 
Anche tu Fatima invece hai partecipato al RomeMUN come giornalista prima e come traduttore poi, esperienze che saranno replicate nel Press Game. Quali le differenze in questi ruoli? quali le caratteristiche e le principali differenze?
Allora, come ho detto prima il giornalismo è una passione mia. Non l'ho mai studiato. E il ruolo di traduttore l'ho scelto per le lingue che parlo (l'Arabo praticamente è la mia lingua madre) quindi non è stato cosi difficile. Poi quando fai quello che ti piace, non è mai una fatica nonostante si tratti di una grande sfida. Entrambi questi ruoli hanno le loro difficoltà. Però, dalla mia esperienza personale ritengo che il giornalista ha il ruolo maggiore occupandosi di articoli, reportage, interviste e anche conferenze stampa. Inoltre il lavoro del singolo giornalista deve raccontarsi poi all’interno di un’intera redazione in uno spirito collaborativo e di gruppo.  
 
Alessandro hai ricoperto anche il ruolo di promoter per i nostri progetti, quali pensi che sia il valore aggiunto per uno studente come te nel partecipare al Rome Press Game?
Credo che il Press Game possa valorizzare a pieno il campo del giornalismo e della comunicazione. Avere uno spazio dedicato in cui poter esprimere le proprie idee e creatività è essenziale per produrre materiale di qualità. Coprire tutti gli aspetti del giornalismo, dal cartaceo al multimediale è di fondamentale importanza perché vi permetterà di confrontarvi con diverse realtà e, infine, scegliere quella che fa più al caso vostro!
 
Fatima un’altra domanda per te, il tuo percorso umano e formativo è molto particolare, Saudita di nascita hai deciso di studiare in Italia e rapportarti a un contesto molto diverso dal tu di provenienza. Cosa credi che accomuni le nostre culture? cosa ami dell’Italia, quali invece credi che siano le debolezze del sistema formativo del nostro Paese?
Per tutti L'America èil grande sogno, come la maggior parte dei Sauditi. E per me che amo essere diversa da tutti lo è invece l'Italia. Venire in Italia è stato il mio grande sogno da quando avevo 14 anni, sognavo di imparare la lingua più bella del mondo. Ho scelto il bel paese per l'arte, la cultura, la storia, il popolo italiano che da come avevo sempre sentito e letto è molto amichevole, cortese e noi abbiamo tanto in comune come i valori familiari, la generosità e la disponibilità italiana. Ecco perchè amo Italia, e ogni volta che torno sento di innamorarmi più. Ma poi c’è quel fascino particolare che unifica il passato con il presente, due epoche in un tempo solo. Quano penso all’Italia e alle sue contraddizioni mi viene in mente la frase di Nelson Mandela "Un vincitore è un sognatore che non ha mai smesso di sognare".
 
 
Per maggiori informazioni, vai al sito del Rome Press Game e contatta il nostro staff
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