03-05-2012

Testimonianze

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DANIELE TECCARELLI
 
(...) Lavoro in Delegazione in Rwanda da più di due anni. Mi occupo di Good governance e Rule of
law. (...) Il consiglio che posso offrire a chi intraprende questa strada è di abituarsi a lavorare con persone e metodologie differenti, per cui le esperienze all’estero
già durante gli studi sono raccomandabili. Sviluppare le capacità di analisi, di ricerca e intraprendere esperienze di volontariato e stage. Oggi la concorrenza è elevata e bisogna saper offrire un valore aggiunto rispetto agli altri, sapendo che non sempre coloro che sono selezionati
sono i migliori, ma spesso sono coloro che si sono dimostrati più intraprendenti, che hanno spirito
di squadra e di adattamento. (...) Dall’altro lato credo che sia ugualmente importante che i giovani si vedano offrire posizioni di responsabilità perché non si può essere stagisti a vita. Vi è bisogno che si sviluppi la consapevolezza che i giovani possono ambire a ricoprire posizioni di leadership e di conseguenza offrire adeguate condizioni di crescita e finanziarie
 
FRANCESCO GIORGI
 
(...) La prima offerta di stage al Parlamento l’ho trovata nell’ottobre 2008 ad una conferenza sull’Europa, organizzata nella mia città, alla quale partecipava il deputato per il quale ora lavoro. In quell’occasione, alla fine dell’evento e prima che lui partisse, l’ho fermato e, consapevole del fatto che sarei stato a Bruxelles per l’Erasmus, gli ho chiesto se potevo fare uno stage non retribuito presso il suo ufficio. Dopo un breve colloquio a Milano, nel febbraio 2009 ho iniziato la mia prima esperienza lavorativa al Parlamento Europeo. Da allora, grazie al buon lavoro svolto come stagista, alla fiducia ottenuta e alle conoscenze fatte “sul campo”, dopo un anno e mezzo ho firmato il mio primo contratto di lavoro come assistente parlamentare.
 
 
DANIELE CALISTI
 
(...) Lavoro alla Direzione generale per la Concorrenza della Commissione europea, dove mi occupo di politica generale della concorrenza. Conoscere altre lingue europee (a partire dal francese e dal tedesco che sono lingue di lavoro della Commissione) è un asset che può aiutare molto. Negli ultimi anni ho partecipato anche al comitato di selezione degli stagisti, e ho avuto modo di notare che oltre al curriculum accademico ciò che viene richiesto è un curriculum “internazionale”: i periodi di studio o lavoro all’estero, anche brevi, sono molto apprezzati, perché sono esperienze che offrono una certa apertura a culture diverse, permettono di abituarsi a parlare lingue straniere, e preparano a lavorare in un ambiente internazionale e multiculturale come quello delle istituzioni europee.
 
 
 
ELENA TAMAGNONE
 
 
(...) ho partecipato al Leonardo al termine del mio percorso di studi nella speranza che mi potesse aiutare nella ricerca di un lavoro. Diciamo che avevo lasciato aperte tutte le possibilità, non ero partita con l’idea precisa di fermarmi. Quando ormai mancava poco alla fine del mio progetto mi sono attivata per cercare lavoro a Barcellona. (...) Il Leonardo è un’esperienza che si può sfruttare e vivere in diversi modi, dipende da ognuno di noi. Per me è stato un trampolino di lancio per iniziare una nuova vita in un altro paese. Attualmente vivo e lavoro a Barcellona in un’impresa catalana e mi occupo della logistica e della distribuzione. (...)Un consiglio che voglio dare a tutti i ragazzi che vogliono candidarsi per questi progetti è di credere in se stessi e di non avere paura della diversità, di uscire e conoscere gente nuova, di approfittare di ogni singolo istante, di ogni incontro e di cercare di cogliere il ventaglio di possibilità che ti offre un Leonardo. Provateci, lanciatevi ne vale davvero la pena!
Letto 1969 volte Ultima modifica il 19-06-2012
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