Quest’anno la Fiera delle Carriere Internazionali, l’evento organizzato dall’Associazione Giovani nel Mondoche si terrà a Roma il 7 e 8 marzo 2016, avrà un partner di indiscutibile prestigio: il King’s College di Londra. Poter ospitare un’autorità così importante nell’ambito della ricerca universitaria a livello internazionale è sicuramente un grande motivo d’orgoglio. E’ indubbio il ruolo centrale svolto nel mondo globalizzato di oggi da parte dei poli universitari di caratura internazionale, soprattutto alla luce delle opportunità che si possono aprire per molte eccellenze italiane nel mondo della ricerca che hanno voglia di ampliare i loro confini e di confrontarsi con un ambiente internazionale. Quello appena descritto è un approccio indubbiamente fatto proprio dal King’s College, che si propone di garantire ai propri studenti un curriculum di respiro internazionale che possa creare cittadini globali capaci di liberare le proprie energie in tutto il mondo.
Il King’s College è stato fondato nel 1829 dal Re Giorgio IV e da Arthur Wellesley e ha sede nel cuore della città di Londra, città internazionale per eccellenza. Oltre a rappresentare una delle più autorevoli ed ambite università del Regno Unito e di tutto il mondo anglosassone, costituisce uno dei più importanti centri accademici e di ricerca a livello mondiale. Insieme alle Università di Oxford e Cambridge e ad altri tre storici college londinesi (Imperial, University e London School of Economics) costituisce il Golden Triangle e del Russel Group, che riunisce i maggiori centri di eccellenza universitaria del Paese.
L’avvenire del King’s College si baserà sull’esponenziale crescita di aree quali il Business, Scienza e Tecnologia con lo scopo di attrarre i migliori talenti a livello internazionale. Tra le Facoltà offerte troviamo la Falculty of Arts and Humanities, Dental Istitute, Faculty of Law Sciences & Medicine, The Dickson Poon School of Law, Faculty of Natural & Mathematical Sciences, Institute of Psychiatry Psycology & Neuroscience, Faculty of Social Science & Public Policy, nonché la Florence Nightingale Faculty of Nursing & Midwifery che costituisce la più antica scuola di infermeria al mondo.
Il King’s College è distrubito in 5 campus: il Denmark Hill ospita l’Instute of Psychiatry, Psycology & Neuroscience e alcune strutture del Dental Institute, il Guy’s è la casa della Faculty of Life Sciences & Medicine e del Dental Instute, lo Strand si trova sulla riva nord del Tamigi ed è la sede di facoltà scientifiche e delle arti, il St Thomas’  che ospita le lezioni nell’ambito della medicina e il Waterloo Campus sede della storica Facoltà Nightingale Faculty of Nursing & Midwifery. I campus risiedono nella zone più centrali di Londra, a testimonianza dello legame storico tra il King’s College e la capitale britannica. Gli studenti del King’s College hanno infatti la possibilità di formarsi tra la vie di Westminster e i grattacieli della City, senza mai perdere di vista lo storico Tamigi.
La presenza di un’istituzione del genere alla Fiera delle Carriere Internazionali non può quindi che renderci orgogliosi e siamo felici di poter ospitare a Roma il King’s College di Londra, per sottolineare quanto istituzioni del genere svolgano un ruolo fondamentale nell’ambito di un percorso di internazionalizzazione in cui l’Associazione Giovani nel Mondo crede molto. 
La Scuola Internazionale di Comics è ormai da anni divenuta un importante punto di riferimento per quanto riguarda le arti visive, grafiche, digitali e le tecniche di cinematografia d’animazione, di scrittura creativa e di sceneggiatura.

La Scuola internazionale di Comics sarà presente alla Festival delle Carriere Internazionali, in svolgimento a Roma il 7 e 8 marzo  
Per opportunità di lavoro in Europa e nel mondo, guarda anche il sito di Carriere Internazionali!
 
Dal 1979 ad oggi, la Scuola Internazionale di Comics ha formato professionisti attivi nel campo delle arti figurative. Arricchita negli anni da molteplici esperienze coi maggiori professionisti e forte di un costante aggiornamento.

La Scuola Internazionale di Comics, Accademia delle Arti Figurative e Digitali, è nata nel 1979, fondata dal disegnatore Dino Caterini (a tutt’oggi Direttore ).
La conosciutissima factory di nuovi talenti, nata come studio di Fumetto e di Sceneggiatura, ha ampliato via via le sue capacità e le sue potenzialità fino a diventare un marchio di garanzia, grazie ai suoi metodi di insegnamento e all’apertura alle diverse tendenze artistiche, riuscendo a formare figure altamente professionali, mirando a sviluppare l’aspetto creativo dei suoi studenti attraverso un lavoro di ricerca espressiva e di sperimentazione tecnica.
Negli anni l’Accademia ha incrementato la propria attività, inserendo nuovi corsi e consolidando e aggiornando i suoi programmi didattici che sono stati ampliati e si sono estesi anche ai settori dell’illustrazione, della grafica, del cartone animato 2D e 3D, della grafica 3D, del web design. Ora le sue sedi sono a Roma, Firenze, Jesi, Torino, Pescara, Padova, Reggio Emilia, Brescia, Napoli e Chicago.
La Scuola Internazionale di Comics è ormai da anni divenuta un importante punto di riferimento per quanto riguarda le arti visive, grafiche, digitali e le tecniche di cinematografia d’animazione, di scrittura creativa e di sceneggiatura.
Tra gli ospiti internazionali che abbiamo avuto il privilegio di ospitare, citiamo i più recenti: Bryan Talbot, Dave McKean, Phil Hale, Jim Lee, Ivo Milazzo, Roberto Innocenti, Don Rosa, Paul Karasik e molti altri.

L’offerta formativa dell’istituto si divide in 7 aree, con i programmi dei corsi diversi a seconda delle sedi, oltre a offrire diversi seminari e borse di studio e un corso di fumetto per bambini:
- Area Disegno (corsi in: Fumetto, Illustrazione, Animazione, Scultura, Disegno Base, Tecniche di Colorazione, Lettering, Concept Art, Tatuaggio, Manga Studio)
- Area Comunicazione (corsi in: Grafica Pubblicitaria, Web Design, Ebook Publishing, Web Marketing, eBook)
- Area Digitale (corsi in: Colorazione Digitale, 3D Maya, Digital Inking, Fotografia, Modellazione 3D, 3D Cinema FX, Illustrazione Digitale, ZBrush, Videogame, Videomaking, Rhinoceros, Animazione 3D)
- Area Scrittura (corsi in: Sceneggiatura per il fumetto, Scrittura creativa, Sceneggiatura per Entertainment Media)
- Area Master (master in: Colorazione Digitale, Illustrazione, Narrazione e Tecniche Manga, Comics Studio Lab, Advertising Design, Fumetto)
- Area Corsi Speciali (corsi in: Manga in Giappone, Scultura per Miniature, Cosplay)
- Area Game-Dev (corsi in: Game Designer, Software Develpment, Video Games Real Time Graphics)
La Scuola è strutturata come un’evoluzione della “bottega artigiana” dei grandi maestri del passato e i corsi hanno una durata variabile e prevedono l’inserimento di un numero limitato di allievi per fascia oraria, al fine di garantire un rapporto diretto e continuo tra lo studente ed i suoi insegnanti.
 
Marco Durante
 
Ognuno di noi ha un paio di ali ma solo chi sogna impara a volare! Urbeaero al Festival delle Carriere Internazionali.
Cerchi il tuo posto nel mondo? Partecipa alla Fiera delle Carriere Internazionali, anche URBEAERO ci sarà!
Se sei un giovane Jonathan Livingston URBEAERO è la scuola che ti permette di rendere la tua passione per il volo un sogno tangibile.
 
La sede della scuola si trova presso l’aeroporto di Roma Urbe. La struttura è stata pensata per offrire spazi confortevoli e funzionali. Con i suoi istruttori motivati la scuola è a disposizione per sviluppare progetti addestrativi mirati a soddisfare chi vuole lavorare in cielo.
Alle lezioni di teoria la scuola affianca i suoi corsi pratici: con le ore di volo URBEAERO cerca di formare al meglio i suoi giovani iscritti. Una scuola che ti insegna alla perfezione come utilizzare le tue ali.
 
Da Urbeaero è possibile seguire infatti vari corsi specifici che rilasciano licenze per poi diventare padroni del cielo:
-  PPL: Licenza di pilota privato
-  ATPL INTEGRATO: Licenza di pilota di linea
-  ATPL MODULARE: Licenza di pilota di linea
-  MCC: Multi Crew Coordination
-  LMA: Licenza di Tecnico Manutentore
-  MAIP: Market Assessment And Interview Process
 
Al rilascio di licenze Urbeaero si impegna a garantire ai suoi studenti altri corsi:
-  IR: Abilitazione al volo strumentale
-  TEA: Test of English for Aviation
-  MEP: Multi Engine Piston
- CPL: Licenza di pilota commerciale
- AOPA: il seguente esame di lingua inglese è finalizzato al conseguimento del livello di Aviation English necessario a superare il Language Proficiency check dell’ICAO.
 
Disponibilità, professionalità, flotta aeromobili allo stato dell’arte, strutture impeccabili, organizzazione eccelsa: questi sono i pregi riconosciuti a URBEAERO  da tutti i suoi studenti.
Con i suoi innumerevoli corsi pratici e teorici URBEAERO si propone di darti tutte le carte in regola per conquistare il cielo.
La collaborazione tra Urbeaero e la nostra associazione Giovani Nel Mondo si basa su un comune denominatore: rendere i sogni realtà!
Favorire la competitività dei giovani attraverso la loro internazionalizzazione è il nostro obbiettivo. Vieni quindi a scoprire ulteriori dettagli al nostro Festival delle Carriere Internazionali. Urbeaero ci sarà!
“Nei nostri sogni siamo in grado di volare… e forse questo è un ricordo di come siamo stati pensati per essere”. [Madeleine Engle]
Un’esperienza all’estero è oggi un elemento che non può mancare nel tuo curriculum! E allora che aspetti? Vola da noi!
 
Per ulteriori informazioni visita il sito di Urbeaero:
 
Contatti:
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Laura Grandinetti
Quella di Giuseppe Scelza è senza alcun dubbio una storia di successo, una storia che racconta di come un giovane laureato in Economia si sia tuffato nella carriera imprenditoriale partendo dal nulla: a 18 anni inizia la sua attività nel settore dei trasporti postali e a soli 24 anni acquisisce il marchio internazionale MAIL BOXES ETC. per la città di Battipaglia, divenendo così il franchisee MBE più giovane d’Italia.
Da lì in poi comincia una scalata che ha del notevole, nel 1995 acquisisce la concessionaria di area MBE per tutta la regione Campania, dove raggiunge risultati record, cui seguiranno le acquisizioni anche delle concessionarie in Molise, Abruzzo e di alcune province del Lazio.
E’ invece del 2000 l’apertura del centro pilota MBE di Roma, che svilupperà performance record estendendo il successo di Scelza anche nella Capitale.
Complessivamente sono stati aperti oltre 120 punti vendita in franchising nelle aree sotto la sua guida, raggiungendo nel 2015 un fatturato aggregato, con la rete dei 120 punti vendita in franchising, di oltre 20 milioni di euro.
Tuttavia i successi di Giuseppe Scelza non sono legato soltanto al mondo MAIL BOXES ETC.: nel 2007 ha realizzato il MAJESTIC Business Center, un avanzatissimo Centro Servizi di oltre 12 mila metri quadrati con sede a Battipaglia, che offre uffici, locali commerciali, depostiti e servizi di logistica, spedizione, e-commerce e molto altro ancora.

 

Il suo nome è inoltre legato a VISA Passport, un servizio di assistenza per la richiesta di visti su passaporti che in poco tempo è diventato un punto di riferimento nella consulenza delle pratiche consolari. VISA Passport offre consulenza per il rilascio di visti turistici, di studio e d’affari per Stati Uniti, Regno Unito, Canada e Cina e altre nazioni.

 

l’attività svolta da VISA Passport ha una chiara proeizione internazionale, aprendo ai giovani contatti con l’estero. Proprio per questa azione indiretta all’internazionale, abbiamo intervistato Giuseppe Scelza alla vigilia della partecipazione di VISA Passport al Festival delle Carriere Internazionali che si terrà a Roma. L’intervista nasce dalla nostra curiosità sulla storia di questa esperienza di successo. Per noi giovani è importante capire come si arrivi ad operare su un mercato così vasto e internazionale.

 

Dott. Scelza, la Sua è una storia piuttosto insolita per i giorni nostri: un giovane originario del Sud Italia che si costruisce la strada del proprio successo in un contesto territoriale arido di storie come la sua. Qual è stato il suo segreto e quali sono state le decisioni chiave?
Il territorio sicuramente può contribuire alla realizzazione di un imprenditore, ma non è l’unico fattore. Per me è stato determinante l’avere chiaramente in mente gli obiettivi da raggiungere ed il porsi di anno in anno obiettivi sempre più ambiziosi. Di fronte alle difficoltà quotidiane, non arrendersi mai. Affrontare i problemi quotidiani come nuove sfide che aiutano a migliorare se stessi e la propria squadra. Limitare al minimo le sconfitte e per quelle inevitabili tramutarle in “opportunità”. Svolgere il lavoro che piace nella vita, con passione e…. divertendosi.

 

Cosa direbbe ai giovani Scelza di oggi, ossia quei giovani italiani che vedono il loro futuro in modo nebuloso e che non trovano il loro posto nella società? Qual è la lezione che sente di potergli trasmettere?
La mia esperienza è dal lato imprenditoriale, ma ritengo che abbia fattori comuni anche per il lavoro dipendente.
Come nelle imprese, anche nelle persone, la fase di avvio "Start Up” è quella più critica e dura da affrontare.
Tutti coloro i quali hanno affrontato o stanno per affrontare questa fase, sanno di cosa sto parlando. Il fattore comune che contraddistingue chi la supera positivamente è di cercare/creare il lavoro, non attenderlo, nella consapevolezza che il lavoro di oggi non sarà lo stesso tra 5 anni. Oggi il "posto fisso” è retaggio di un tempo ormai a noi remoto, quindi in un mondo che cambia velocemente, le imprese hanno cicli di vita molto più breve e di conseguenza anche i lavoratori dipendenti, devono formarsi, crescere e svilupparsi in un mercato del lavoro in continua evoluzione e cambiamento. Tutto questo non è l’eccezione ma è la regola! Il nostro mondo, costituito da un mercato globale e digitale, dove tutto cambia rapidamente, sono numerose le opportunità che si possono cogliere. Basta solo impegnarsi nel cercarle o crearle. La New Economy, impone a tutti noi una elevata propensione al cambiamento. Bisogna vivere e formarsi per essere sempre di più  “resilienti”, cioè plasmabili al cambiamento continuo.

 

Qual è il risultato che ha raggiunto di cui si sente più orgoglioso?
Sicuramente l’aver contribuito a creare attività imprenditoriali che prima non esistevano:
Innanzitutto, una rete in franchising con oltre 120 punti vendita MAIL BOXES ETC. ed un numero complessivo superiore a 400 persone dedicate, nelle regioni Lazio, Campania, Abruzzo e Molise, dove sono Concessionario di Area del medesimo marchio. I centri MBE sono diventati leader di mercato nel settore delle Spedizioni con corriere espresso in tutto il mondo, Imballaggio, Grafica e Stampa, Fornitura di prodotti per ufficio, ecc., grazie all’impegno costante e passione profusa da tutta la squadra.
In secondo luogo ho realizzato, un centro multiservizi e polifunzionale denominato MAJESTIC Business Center che si estende su una superficie coperta di oltre 12.000 mq., unico nel suo genere di offerta dedicata a: Spazi Fisici (uffici arredati pronti all’uso, coworking, locali, depositi, sale riunioni ed aree di parcheggio); Servizi Logistici Integrati (magazzini, imballaggi, trasporti, spedizioni, rete distributiva nazionale e punti di prossimità per consegne a privati) e Servizi Professionali (reception, segretariato, web-marketing, consulenza IT, legale e finanziaria) nonché agevolazioni per servizi bancari e utenze.
Infine un Centro di Servizi di spedizione, consulenza ed assistenza per Visti Passaporti.

 

Nel mondo globalizzato e altamente competitivo in cui oggi siamo immersi un’esperienza all’estero può sicuramente costituire una marcia in più: è alla luce di questa considerazione che dobbiamo leggere l’idea VISA Passport?
Rientra nei miei piani futuri, dopo aver consolidato il business in Italia per il rilascio di visti turistici, di studio e d’affari per Stati Uniti, Regno Unito, Canada, Cina ed altre nazioni
 

 

Dalle sue attività è evidente l’importanza che per lei hanno le esperienze internazionali. Quali crede sia il valore aggiunto di formarsi anche all’estero? Quando seleziona i suoi collaboratori, cosa cerca in loro? quali sono i punti di forza?
La formazione in altri paesi è sicuramente un valore aggiunto determinante per il successo dell’imprenditore e dei manager in una visione di mercato globale
Ogni risorsa umana in azienda è un valore aggiunto, quindi deve contribuire a creare valore per se e per l’azienda.
A mio avviso sono importanti le valutazioni delle pregresse esperienze effettuate in aziende, anche mediante stage, aver svolto master specialistici, anche all’estero, nonché l’attitudine a lavorare in team e per obiettivi con un predisposizione verso il cambiamento,

 

 
Tommaso Boldrini
 
Pubblicato in Altre opportunità.
Il mestiere della comunicazione istituzionale sta emergendo come uno dei settori chiave per i giovani laureati. Il Rome Press Game è una simulazione che si propone proprio di "iniziare" i giovani alle professioni legate non solo al giornalismo, ma anche alla comunicazione, relazioni esterne, settore stampa, interpretariato e traduzione. Oltre ai protagonisti del  Rome Press Game, abbiamo intervistato un giovane italiano, leader della comunicazione in una delle maggiori agenzie ONU.
Mettiamo insieme:
- Un’ agenzia delle Nazioni unite, l’UNICEF, dai grandi numeri e dagli innumerevoli progetti di protezione dei bambini in tutto il mondo, intervenuta in Afghanistan, Palestina, Sud Sudan, Sierra Leone, Ecuador, Bolivia e in molti altri contesti, sempre al fianco dei minori e del mondo dell’infanzia
- Il suo Comitato italiano, che dal 1974 ad oggi con le sue attività risulta essere nella top ten dei comitati nazionali UNICEF
- Andrea Iacomini, che inseguendo incessantemente la propria passione ed iniziando la propria avventura da una scuola di giornalismo, ad oggi è il portavoce nazionale del comitato UNICEF Italia onlus
Quello che avremo è un’intervista, rilasciata questa settimana per carriereinternazionali.com, da leggere tutta d’un fiato, lasciandoci affascinare dal mondo della cooperazione, del volontariato e del giornalismo e preparandoci per quella che sarà un’esperienza unica: il primo Rome Press Game, a Roma dal 5 all’8 Marzo 2016.
Premesse fatte, non ci resta che iniziare!
 
Andrea, in questo preciso momento storico, siamo di fronte ad emergenze che pongono tutti noi davanti una realtà complessa che sfida gli attuali equilibri geopolitici. Quali sono i principali interventi dell’UNICEF a favore dei bambini nella condizione di profughi e
richiedenti asilo? E quali le principali azioni e campagne in cui il Comitato italiano per l’UNICEF ONLUS è impegnato?
Quest’anno i numeri dei richiedenti asilo hanno raggiunto livelli davvero alti. Basti pensare che un richiedente su quattro in Europa è un minore. Tra gennaio e settembre 2015 sono stati 215mila i bambini e gli adolescenti che hanno cercato asilo nell’Unione Europea. Per Unicef la loro protezione deve avere la priorità su tutto, per questo motivo abbiamo lanciato la campagna “BAMBINI IN PERICOLO” con cui ci impegniamo, grazie ai fondi raccolti, a supportare gli Spazi a Misura di Bambino nei centri di accoglienza di molti paesi europei, forniamo alle famiglie, informazioni sulla salute e la nutrizione dei loro figli, ci accertiamo che i bambini abbiano il necessario supporto psicologico e garantiamo l’accesso ai programmi di istruzione. Qualche giorno fa, per sottolineare che prima ancora di essere migranti sono essenzialmente bambini, abbiamo pubblicato anche la petizione “indignamoci!”. 

 

Qual è il ruolo dei giovani all’interno del Comitato italiano per l’UNICEF ONLUS? Cosa invece a suo avviso i giovani possono fare in questo momento di crisi per la sensibilizzazione ai problemi dei minori?
Nella nostra organizzazione i giovani sono importanti. Molti fanno parte di “Younicef”, una rete di volontari con un’età compresa tra i 14 e 30 anni che si propongono di promuovere le iniziative del Comitato Italiano Unicef volte alla tutela dei diritti dell'infanzia e dell'adolescenza. I ragazzi e le ragazze di Younicef contribuiscono, insieme ad Unicef, a costruire un mondo a misura di bambino per questa e per le generazioni future e sono protagonisti attivi di questo cambiamento. Informare gli altri sui diritti dei minori ed essere, al tempo stesso, informati è la prima cosa che un ragazzo al giorno d’oggi può fare per sensibilizzare gli altri sul problema dei minori.

 

Lei  è impegnato nel settore della comunicazione, quali sono i i punti di forza di questo mestiere? Cosa l’ha attratta del settore della comunicazione istituzionale?
Il punto di forza del mio mestiere è poter raccontare alle radio, alle televisioni, ai giornali, ma anche ai governi quello che succede in alcune parti del mondo come la Siria, l’Iraq, la Nigeria. Si consumano crimini contro l’umanità a poche ore di aereo da noi e spesso noi le ignoriamo. È da cinque anni che va avanti la guerra in Siria e io non ho mai smesso di parlarne perché credo che, sia importante che io, in qualità di portavoce UNICEF Italia, ricordi alle persone cosa succede a milioni di bambini che vivono in questi luoghi devastati dai conflitti, dalla fame, dalla povertà.
È importante far veicolare queste notizie.

 

Ban Ki Moon ha spesso sottilineato come la comunicazione web e i social network abbiamo cambiato la comunicazione anche nelle Organizzazioni internazionali, a suo parere il web come ha cambiato la comunicazione istituzionale?
Credo che l’avvento dei social network abbia cambiato la comunicazione in generale. Unicef Italia è sbarcato nel mondo dei social network più popolari nel paese (Facebook, Twitter, YouTube, Flickr e Instagram) nel 2009 e, da allora, il comitato Italiano è fra i primissimi Comitati Nazionali UNICEF al mondo per numero di utenti e per volume di interazioni. Questo ci fa capire che i social network siano chiaramente un aiuto fondamentale alla comunicazione istituzionale. Ti permettono
di mandare e ricevere notizie all’interno di una rete molto più ampia, diventando una finestra sul mondo. Diciamo che in questo modo è più difficile “far finta di non vedere” ciò che succede negli altri paesi.

 

Qual è stato il suo percorso per arrivare ad essere responsabile della comunicazione per conto del Comitato Italiano per l’ UNICEF ONLUS?
Dopo aver frequentato la scuola di giornalismo dell’Università di Tor Vergata sono diventato giornalista professionista. Fin da giovane mi hanno sempre appassionato la politica, l’Europa e la cooperazione internazionale. Con gli anni queste mie passioni mi hanno portato a trovare diversi lavori nel settore della cooperazione internazionale. Sono stato portavoce dell’Assessorato alle Politiche per l’Infanzia e la Famiglia del Comune di Roma e nel 2008 sono entrato in UNICEF Italia, prima come capo ufficio stampa e poi, dal 2012, come portavoce nazionale.

 

Cosa consiglierebbe a un giovane che vuole intraprendere questa carriera? quale la formazione auspicabile, sempre che ci sia una formula giusta? quali le skills e le competenze imprescindibili?
Consiglierei di non scoraggiarsi, soprattutto all’inizio. In questo mestiere, come in molti altri, la strada è sempre in salita. Non credo che esista una “formula giusta”, ma sono convinto che l’impegno e, perché no, un pizzico di talento siano un ingrediente importante. Ma prima di tutto bisogna avere la passione per questo lavoro. È necessario credere in quello che si fa e in quello che si dice. Ad esempio io, in qualità di Portavoce Unicef, devo parlare ai media e portare avanti le molte cause di milioni di bambini invisibili che esistono nel mondo, raccontare i drammi che vivono, le loro storie, e se non credessi in ciò che dico e che faccio avrei già perso in partenza.

 

Il mondo delle organizzazioni, agenzie ed associazioni internazionali non esisterebbe senza comunicazione. L’importanza di comunicare i progetti, le attività, i traguardi raggiunti, sta proprio nella necessità di coinvolgere sempre più persone su situazioni che altrimenti resterebbero sconosciute ai più e ancor più insopportabili a chi le vive in prima persona.
Passione, formazione, impegno e coraggio sono gli ingredienti migliori, dal 5 all’8 Marzo 2016 sono le date giuste, Roma è la città ideale, il Rome Press Game è l’occasione decisiva. La ricetta è quasi pronta, mancano solo dei giornalisti e traduttori per amalgamare e vivere il tutto, sarai uno di loro?
Per maggiori informazioni, vai al sito del Rome Press Game e contatta il nostro staff
 
Annamaria Abbafati
 
Pubblicato in Altre opportunità.
Per conoscere al meglio un progetto bisogna partire dai suoi volti e dalle persone che vi sono coinvolte in prima persona, ecco perché per raccontarvi il Rome Press Game, evoluzione nel mondo della comunicazione del Rome Model United Nations, partiamo dai suoi protagonisti: Fatima Al Mahdi, Segretario Generale del Rome Press Game 2016 e Alessandro Vinci ex partecipante alla sezione giornalismo del RomeMUN e vincitore del premio best delegate per l’edizione 2014.
Fatima, come Secretary General del Press Game, ci racconti come ha maturato in te la decisione di partecipare a questo progetto in un ruolo così importante?
Sinceramente, prendere la decisione non è stato così difficile e non ci ho pensato molto. Seppure capisco la grande responsabilità,  dopo aver partecipato al RomeMUN due volte, lo vedo come un trofeo che non si può rifiutare, Detto ciò, il giornalismo è da sempre stato una mia passione. Fino ad oggi. Leggi anche il nsotro speciale sul Press Game e l'intervista al responsabile dell comunicazione UNICEF Italia
 
Il Rome Press Game rappresenta una novità assoluta in termini di simulazione e richiede alcune capacità specifiche. quali credi debbano essere le caratteristiche dei ragazzi che intendano partecipare a questa simulazione?
Prima di tutto, l'entusiasmo. E' un elemento molto importante nel mondo del giornalismo. Una giornalista deve aver una capacità creativa, una conoscenza ampia e un alto livello di comunicazione. Per di più deve essere socievole e con una capacità di instaurare buoni rapporti interpersonali, flessibile per affrontare lo stress del lavoro. E poi credo che la conoscenza di un'altra lingua non sia essenziale ma fondamentale.
 
Fatima, tu hai partecipato al RomeMUN nelle precedenti edizioni come giornalista e come traduttore. Quali sono a tuo avviso i punti di forza di una simulazione di questo tipo? Perché uno studente del settore comunicazione, giornalismo e traduzione dovrebbe decidere di confrontarsi con una simulazione?
Beh, la simulazione è come un stage, o se posso dire un workshop che può metterti nella pratica vera del lavoro, in cui si può sbagliare e imparare. E’ così sia una preparazione formativa che una esperienza ricca in tutti i suoi aspetti, sia nel confronto con il mondo del lavoro e dello studio.
 
Qual è invece la tua prospettiva Alessandro sulla tua esperienza al RomeMUN 2014 come giornalista?
Se dovessi descrivere in una parola la mia esperienza come giornalista al RomeMUN 2014 probabilmente utilizzerei: DINAMICITA’. Si, proprio così, uno zelo non solo culturale e mentale, scrivere articoli e girare interviste, rapportarsi con diverse lingue e culture, ma anche fisico! Vi sfido a stare ore in sala montaggio per realizzare il miglior video possibile o correre avanti ed indietro con telecamere e microfoni! Ma vi garantisco che lo sforzo varrà la soddisfazione che proverete dopo una giornata di stancante ma gratificante lavoro. Proprio questo mi ha insegnato questa esperienza, il valore del sacrificio e della cooperazione, elementi essenziali per emergere nel panorama lavorativo odierno. Spesso mi domandano cosa mi sia rimasto dentro dopo l’esperienza del RomeMUN e altrettanto spesso rispondo che non è possibile dare delle risposte precise e sistematiche. Tutte le esperienze sono soggettive e lasciano un turbine di sensazioni ed emozioni che non potranno mai essere raccontate allo stesso modo in cui sono state vissute. Quindi l’unico consiglio che mi sento di darvi è il seguente: buttatevi! Non pensate troppo se stiate facendo la scelta giusta, spendendo bene i vostri soldi o chissà quanti altri dubbi. Semplicemente seguite quello che realmente volete e sentite e, se darete una possibilità al Rome Press Game, vi garantisco che tornerete a casa con una valigia piena zeppa di emozioni, ricordi e, ovviamente, tante nuove conoscenze utili per il vostro avvenire!
 
Anche tu Fatima invece hai partecipato al RomeMUN come giornalista prima e come traduttore poi, esperienze che saranno replicate nel Press Game. Quali le differenze in questi ruoli? quali le caratteristiche e le principali differenze?
Allora, come ho detto prima il giornalismo è una passione mia. Non l'ho mai studiato. E il ruolo di traduttore l'ho scelto per le lingue che parlo (l'Arabo praticamente è la mia lingua madre) quindi non è stato cosi difficile. Poi quando fai quello che ti piace, non è mai una fatica nonostante si tratti di una grande sfida. Entrambi questi ruoli hanno le loro difficoltà. Però, dalla mia esperienza personale ritengo che il giornalista ha il ruolo maggiore occupandosi di articoli, reportage, interviste e anche conferenze stampa. Inoltre il lavoro del singolo giornalista deve raccontarsi poi all’interno di un’intera redazione in uno spirito collaborativo e di gruppo.  
 
Alessandro hai ricoperto anche il ruolo di promoter per i nostri progetti, quali pensi che sia il valore aggiunto per uno studente come te nel partecipare al Rome Press Game?
Credo che il Press Game possa valorizzare a pieno il campo del giornalismo e della comunicazione. Avere uno spazio dedicato in cui poter esprimere le proprie idee e creatività è essenziale per produrre materiale di qualità. Coprire tutti gli aspetti del giornalismo, dal cartaceo al multimediale è di fondamentale importanza perché vi permetterà di confrontarvi con diverse realtà e, infine, scegliere quella che fa più al caso vostro!
 
Fatima un’altra domanda per te, il tuo percorso umano e formativo è molto particolare, Saudita di nascita hai deciso di studiare in Italia e rapportarti a un contesto molto diverso dal tu di provenienza. Cosa credi che accomuni le nostre culture? cosa ami dell’Italia, quali invece credi che siano le debolezze del sistema formativo del nostro Paese?
Per tutti L'America èil grande sogno, come la maggior parte dei Sauditi. E per me che amo essere diversa da tutti lo è invece l'Italia. Venire in Italia è stato il mio grande sogno da quando avevo 14 anni, sognavo di imparare la lingua più bella del mondo. Ho scelto il bel paese per l'arte, la cultura, la storia, il popolo italiano che da come avevo sempre sentito e letto è molto amichevole, cortese e noi abbiamo tanto in comune come i valori familiari, la generosità e la disponibilità italiana. Ecco perchè amo Italia, e ogni volta che torno sento di innamorarmi più. Ma poi c’è quel fascino particolare che unifica il passato con il presente, due epoche in un tempo solo. Quano penso all’Italia e alle sue contraddizioni mi viene in mente la frase di Nelson Mandela "Un vincitore è un sognatore che non ha mai smesso di sognare".
 
 
Per maggiori informazioni, vai al sito del Rome Press Game e contatta il nostro staff
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