Per conoscere al meglio un progetto bisogna partire dai suoi volti e dalle persone che vi sono coinvolte in prima persona, ecco perché per raccontarvi il Rome Press Game, evoluzione nel mondo della comunicazione del Rome Model United Nations, partiamo dai suoi protagonisti: Fatima Al Mahdi, Segretario Generale del Rome Press Game 2016 e Alessandro Vinci ex partecipante alla sezione giornalismo del RomeMUN e vincitore del premio best delegate per l’edizione 2014.
Fatima, come Secretary General del Press Game, ci racconti come ha maturato in te la decisione di partecipare a questo progetto in un ruolo così importante?
Sinceramente, prendere la decisione non è stato così difficile e non ci ho pensato molto. Seppure capisco la grande responsabilità,  dopo aver partecipato al RomeMUN due volte, lo vedo come un trofeo che non si può rifiutare, Detto ciò, il giornalismo è da sempre stato una mia passione. Fino ad oggi. Leggi anche il nsotro speciale sul Press Game e l'intervista al responsabile dell comunicazione UNICEF Italia
 
Il Rome Press Game rappresenta una novità assoluta in termini di simulazione e richiede alcune capacità specifiche. quali credi debbano essere le caratteristiche dei ragazzi che intendano partecipare a questa simulazione?
Prima di tutto, l'entusiasmo. E' un elemento molto importante nel mondo del giornalismo. Una giornalista deve aver una capacità creativa, una conoscenza ampia e un alto livello di comunicazione. Per di più deve essere socievole e con una capacità di instaurare buoni rapporti interpersonali, flessibile per affrontare lo stress del lavoro. E poi credo che la conoscenza di un'altra lingua non sia essenziale ma fondamentale.
 
Fatima, tu hai partecipato al RomeMUN nelle precedenti edizioni come giornalista e come traduttore. Quali sono a tuo avviso i punti di forza di una simulazione di questo tipo? Perché uno studente del settore comunicazione, giornalismo e traduzione dovrebbe decidere di confrontarsi con una simulazione?
Beh, la simulazione è come un stage, o se posso dire un workshop che può metterti nella pratica vera del lavoro, in cui si può sbagliare e imparare. E’ così sia una preparazione formativa che una esperienza ricca in tutti i suoi aspetti, sia nel confronto con il mondo del lavoro e dello studio.
 
Qual è invece la tua prospettiva Alessandro sulla tua esperienza al RomeMUN 2014 come giornalista?
Se dovessi descrivere in una parola la mia esperienza come giornalista al RomeMUN 2014 probabilmente utilizzerei: DINAMICITA’. Si, proprio così, uno zelo non solo culturale e mentale, scrivere articoli e girare interviste, rapportarsi con diverse lingue e culture, ma anche fisico! Vi sfido a stare ore in sala montaggio per realizzare il miglior video possibile o correre avanti ed indietro con telecamere e microfoni! Ma vi garantisco che lo sforzo varrà la soddisfazione che proverete dopo una giornata di stancante ma gratificante lavoro. Proprio questo mi ha insegnato questa esperienza, il valore del sacrificio e della cooperazione, elementi essenziali per emergere nel panorama lavorativo odierno. Spesso mi domandano cosa mi sia rimasto dentro dopo l’esperienza del RomeMUN e altrettanto spesso rispondo che non è possibile dare delle risposte precise e sistematiche. Tutte le esperienze sono soggettive e lasciano un turbine di sensazioni ed emozioni che non potranno mai essere raccontate allo stesso modo in cui sono state vissute. Quindi l’unico consiglio che mi sento di darvi è il seguente: buttatevi! Non pensate troppo se stiate facendo la scelta giusta, spendendo bene i vostri soldi o chissà quanti altri dubbi. Semplicemente seguite quello che realmente volete e sentite e, se darete una possibilità al Rome Press Game, vi garantisco che tornerete a casa con una valigia piena zeppa di emozioni, ricordi e, ovviamente, tante nuove conoscenze utili per il vostro avvenire!
 
Anche tu Fatima invece hai partecipato al RomeMUN come giornalista prima e come traduttore poi, esperienze che saranno replicate nel Press Game. Quali le differenze in questi ruoli? quali le caratteristiche e le principali differenze?
Allora, come ho detto prima il giornalismo è una passione mia. Non l'ho mai studiato. E il ruolo di traduttore l'ho scelto per le lingue che parlo (l'Arabo praticamente è la mia lingua madre) quindi non è stato cosi difficile. Poi quando fai quello che ti piace, non è mai una fatica nonostante si tratti di una grande sfida. Entrambi questi ruoli hanno le loro difficoltà. Però, dalla mia esperienza personale ritengo che il giornalista ha il ruolo maggiore occupandosi di articoli, reportage, interviste e anche conferenze stampa. Inoltre il lavoro del singolo giornalista deve raccontarsi poi all’interno di un’intera redazione in uno spirito collaborativo e di gruppo.  
 
Alessandro hai ricoperto anche il ruolo di promoter per i nostri progetti, quali pensi che sia il valore aggiunto per uno studente come te nel partecipare al Rome Press Game?
Credo che il Press Game possa valorizzare a pieno il campo del giornalismo e della comunicazione. Avere uno spazio dedicato in cui poter esprimere le proprie idee e creatività è essenziale per produrre materiale di qualità. Coprire tutti gli aspetti del giornalismo, dal cartaceo al multimediale è di fondamentale importanza perché vi permetterà di confrontarvi con diverse realtà e, infine, scegliere quella che fa più al caso vostro!
 
Fatima un’altra domanda per te, il tuo percorso umano e formativo è molto particolare, Saudita di nascita hai deciso di studiare in Italia e rapportarti a un contesto molto diverso dal tu di provenienza. Cosa credi che accomuni le nostre culture? cosa ami dell’Italia, quali invece credi che siano le debolezze del sistema formativo del nostro Paese?
Per tutti L'America èil grande sogno, come la maggior parte dei Sauditi. E per me che amo essere diversa da tutti lo è invece l'Italia. Venire in Italia è stato il mio grande sogno da quando avevo 14 anni, sognavo di imparare la lingua più bella del mondo. Ho scelto il bel paese per l'arte, la cultura, la storia, il popolo italiano che da come avevo sempre sentito e letto è molto amichevole, cortese e noi abbiamo tanto in comune come i valori familiari, la generosità e la disponibilità italiana. Ecco perchè amo Italia, e ogni volta che torno sento di innamorarmi più. Ma poi c’è quel fascino particolare che unifica il passato con il presente, due epoche in un tempo solo. Quano penso all’Italia e alle sue contraddizioni mi viene in mente la frase di Nelson Mandela "Un vincitore è un sognatore che non ha mai smesso di sognare".
 
 
Per maggiori informazioni, vai al sito del Rome Press Game e contatta il nostro staff
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