07-05-2012

IL MONDO DELLE ONG

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Le Organizzazioni non governative (ONG) sono libere associazioni tra privati che perseguono un fine non lucrativo e un interesse generale di tipo umanitario, religioso, politico, scientifico e sociale e che prescindono dall'apparato di Governo. Pur essendo molto diverse tra loro per attività e aree di competenza, le ONG presentano un fondamento etico comune rappresentato dalla volontà di operare per superare le differenze tra il Nord e il Sud del mondo, instaurando rapporti equi tra i popoli e promuovendo uno sviluppo che favorisca la piena autosufficienza economica. La definizione di ONG trova la sua fonte, in Italia, nella legge 49/87 che identifica quelle Organizzazioni che a seguito di un’istruttoria molto selettiva, ottengono dal Ministero degli Affari Esteri un riconoscimento di idoneità per la gestione di progetti di cooperazione. Uno dei requisiti indispensabili a tal fine è l'aver svolto attività – documentabile - di cooperazione allo sviluppo per un periodo non inferiore ai tre anni.
A partire dagli anni ’70, un numero cospicuo di ONG italiane ha deciso di aderire a tre grandi federazioni che le raggruppano e svolgono un ruolo di coordinamento:
- La FOCSIV (Federazione Organismi Cristiani Servizio Internazionale Volontariato), conta 65 membri che ne condividono l’ispirazione cristiana - http://www.focsiv.it/;
- Il COCIS (Coordinamento delle Organizzazioni non governative per la Cooperazione Internazionale allo Sviluppo), raggruppa 28 ONG - www.cocis.it;
- Il CIPSI (Coordinamento di iniziative popolari di solidarietà internazionale), raggruppa 25 ONG - www.cipsi.it.
Molte altre ONG, invece, hanno scelto di non federarsi. Pur essendo essenzialmente associazioni di volontariato, che impiegano cioè “volontari” in possesso di competenze specifiche e attivi nei paesi in via di sviluppo, le ONG si differenziano dal volontariato comunemente inteso perché la loro struttura operativa è professionalmente finalizzata allo svolgimento delle attività di cooperazione e composta da cooperanti integrati professionalmente nell’organizzazione di cui fanno parte. Per le loro attività di cooperazione allo sviluppo le ONG utilizzano sia finanziamenti pubblici provenienti, nella maggior parte dei casi, dalla Unione Europea, dal Ministero degli Affari Esteri (secondo le regole stabilite dalla legge 49/1987) e dalla Cooperazione decentrata (Regioni, Province, Comuni), che privati (fund raising, sostenitori, donazioni, campagne, ecc.). 
Da un punto di vista giuridico le ONG sono delle ONLUS - Organizzazioni non lucrative di utilità sociale - e rientrano nella più ampia categoria degli Enti No profit, denominazione con cui si identificano tutte quelle organizzazioni, associazioni, circoli, comitati, come pure Enti regionali e locali, che svolgono attività senza scopo di lucro.
 
Qui di seguito alcune ONG che hanno ottenuto il riconoscimento di idoneità dal MAE:
 
AAI ActionAid Italia Onlus - www.actionaid.it
Ai.Bi. Amici dei Bambini - www.aibi.it
AIDOS Associazione Italiana Donne per lo Sviluppo - www.aidos.it
AIFO Associazione Italiana Amici di Raoul Follereau - www.aifo.it
AISPO Associazione Italiana per la Solidarietà tra i Popoli - www.aahsr.org
AMREF Fondazione Africana per la Medicina e la Ricerca – www.amref.it
ARCS Arci Cultura e Sviluppo Info / Iniziative - www.arciculturaesviluppo.it
AVSI Sostegno e adozioni a distanza -  www.avsi.org
BAMBINI NEL DESERTO Organizzazione Umanitaria Bambini nel Deserto Ong-Onlus – www.bambinineldeserto.org
CARE AND SHARE Italia Onlus - www.careshare.org
CARITAS Caritas italiana - www.caritasitaliana.it
CBM ITALIA ONLUS CBM Italia Onlus - www.cbmitalia.org
CdS La Casa del Sorriso Onlus - www.casadelsorriso.org
CEFA Comitato europeo per la formazione e l'agricoltura - www.cefaonlus.it
CESVI Cesvi Fondazione Onlus - www.cesvi.org
COMITATO ITALIANO PER L'UNICEF Comitato Italiano per l'Unicef - www.unicef.it 
COOPI Cooperazione Internazionale - www.coopi.org/it
COOPSVIL Cooperazione e Sviluppo - Africa Mission Onlus - www.africamission.org 
COPE Cooperazione Paesi Emergenti - www.africamission.org
COSPE Cooperazione per lo Sviluppo dei Paesi Emergenti - www.cospe.it
EMERGENCY Associazione "Emergency" - www.emergency.it
EMMANUEL Fondazione Emmanuel per il Sud del Mondo - www.fondazione-emmanuel.org
ENZO B – www.enzob.org
FONDAZIONE DON CARLO GNOCCHI - www.dongnocchi.it
FONDAZIONE L'ALBERO DELLA VITA Onlus – www.alberodellavita.org
FONDAZIONE RITA LEVI MONTALCINI Onlus - www.ritalevimontalcini.org
IFP Incontro fra i popoli – www.incontrofraipopoli.it
IL SOLE Il Sole Onlus – www.ilsole.org
INTERVITA Intervita Onlus – www.intervota.it
ITACA Itaca – www.itaca.org
LEGAMBIENTE Legambiente – www.legambiente.it
MANI TESE Mani Tese – www.manitese.it
SAVE THE CHILDREN Save the Children – savethechildren.it
SCI Servizio Civile Internazionale – www.sci-italia.it
SCSF Solidarietà e Cooperazione senza Frontiere – www.scsfong.wordpress.com
SENZACONFINI Onlus Senzaconfini onlus – www.senzaconfini.net
SJAMO San José Amici nel Mondo – www.sjamo.it
SOLETERRE SoleTerre-strategie di pace onlus – www.soleterre.org
 SVI Servizio Volontario Internazionale - www.svibrescia.it/svi/svi-home.htm
TDH ITALIA Terre des hommes Italia ONLUS - www.terredeshommes.it
TRASPARENCY INTERNATIONAL  – www.transparency.it
VIDES Volontariato Internazionale Donna Educazione Sviluppo – www.vides.org
VIS Volontariato Internazionale per lo Sviluppo – www.volint.it/vis
WWF ITALIA Fondo Mondiale per la Natura – www.wwf.it
 
A partire dagli anni 60 si fa strada una tipologia diversa di fare cooperazione. Le trasformazioni sociali e culturali di quegli anni portano una molteplicità di attori "non statali" ad intervenire, su base volontaria, e con un'iniziale impronta caritatevole, nel settore della cooperazione internazionale introducendo lo strumento progettuale e con una presenza personale sul campo di migliaia di volontari. L'idea che gli attori della cooperazione internazionale siano soltanto gli Stati e le istituzioni da essi preposte viene così superata.
Da un punto di vista lavorativo, il mondo del non governativo caratterizzato da una maggiore flessibilità del modo di fare cooperazione costituisce un enorme bacino di opportunità per giovani volontari e cooperanti animati da entusiasmo, passione e motivazione e pronti a mettersi in gioco in prima persona. 
 
La cooperazione istituzionale o governativa ha come attori principali i governi, e quindi le istituzioni centrali e locali, e gli organismi sovranazionali. Riferendosi alla cooperazione operata a tale livello la letteratura internazionale utilizza più appropriatamente il termine di Official Development Assistance (ODA) in quanto, oltre a progetti di solidarietà o di lotta alla povertà, le attività realizzate sono volte principalmente a favorire lo sviluppo economico del paese destinatario.
In Italia le attività della cooperazione internazionale o cooperazione allo sviluppo sono regolate dalla Legge n.49 del 1987 con la quale si è provveduto a un riordino dell'intera materia e alla creazione dell'attuale Direzione Generale per la Cooperazione allo Sviluppo (Dgcs) nell'ambito del Ministero degli Affari Esteri. Le priorità geografiche su cui l'Italia concentra la maggiore attenzione sono l'Africa ed il Mediterraneo, nonché le aree di crisi, in primis l'Afghanistan, e le aree nelle quali la presenza italiana ha radici profonde (America Latina, Medio Oriente). I settori prioritari sono l’ambiente con particolare attenzione allo sviluppo rurale, all’agricoltura biologica o convenzionale, alla ricerca di fonti alternative e rinnovabili; le politiche di genere e l’empowerment delle donne, accanto ai tradizionali interventi sulla salute e sull’educazione.
In generale, le attività di cooperazione in Italia come negli altri paesi donatori assumono diverse modalità (a fondo perduto, crediti di aiuto, etc.) e, a seconda dei canali di erogazione delle risorse, è possibile distinguere tra: 
- cooperazione bilaterale nel caso d'iniziative concordate tra il paese donatore e il Paese in via di sviluppo;
- cooperazione multilaterale nel caso di iniziative realizzate da un'organizzazione internazionale grazie all'apporto finanziario, obbligatorio o volontario, dei governi donatori;
- il canale multi-bi-laterale nel caso d'iniziative concordate e finanziate a livello bilaterale, ma affidate in esecuzione ad un'organizzazione internazionale.
Uno dei presupposti base della cooperazione è l'esistenza di un partenariato di base, ed è per questo che la Dgcs per realizzare le iniziative finanziate collabora con Ministeri, Enti pubblici centrali e locali, Università, Ong e Imprese, istituzioni europee, Organizzazioni Internazionali e naturalmente i Paesi in via di sviluppo.
Sta prendendo, infine, sempre più piede la “cooperazione decentrata”intesa quale attività di cooperazione realizzata dalle Autonomie locali italiane (Regioni, Province, Comuni) in partenariato con enti omologhi dei Paesi in via di Sviluppo (partenariato territoriale, transfrontaliero, di prossimità etc.) con il coinvolgimento della società civile dei rispettivi territori.
Tutti i soggetti che, a livello istituzionale italiano e internazionale, operano nel settore della cooperazione allo sviluppo necessitano di giovani esperti da poter utilizzare nei programmi di cooperazione in modo regolare e, appunto, istituzionale. Purtroppo in Italia i tagli e la drastica riduzione del volume dell'aiuto pubblico sembrano andare nella direzione opposta alla creazione di una classe dirigente di giovani esperti nel settore della cooperazione. Questo non deve però rappresentare un deterrente bensì uno stimolo in più per i giovani a specializzarsi ed acquisire competenze e professionalità nel settore attraverso studi ed esperienze perché senza questa rappresentanza giovanile ed esperta il nostro paese non potrà competere a livello internazionale.   
 
Cooperazione vuol dire letteralmente operare insieme per il raggiungimento di un obbiettivo comune. In un'ottica transnazionale, la cooperazione è quell'insieme di relazioni che un paese e tutti i soggetti che al suo interno operano intrattengono con un'altro paese generalmente riconosciuto come in "via di sviluppo". 
E' a partire dal secondo dopoguerra con la nascita del sistema onusiano che il concetto di cooperazione internazionale si sviluppa a livello mondiale, occupando specifiche voci del bilancio pubblico e un ruolo più o meno rilevante nelle politiche degli stati. 
Lavorare nel mondo della cooperazione internazionale oggi significa fare propri gli obiettivi fissati dalla Dichiarazione del Millennio delle Nazioni Unite firmata nel 2000 e condivisa da 191 paesi. L'azione di cooperazione a livello internazionale si ispira, pertanto, al raggiungimento di otto obiettivi: sradicare la povertà estrema e la fame; rendere universale l'istruzione primaria; eliminare le disparità tra i sessi; ridurre la mortalità infantile; migliorare la salute materna; combattere l'HIV/AIDS e le altre malattie infettive; proteggere l'ambiente; e creare un partenariato mondiale per lo sviluppo.
Tutti gli attori che popolano questo vastissimo universo sono dunque impegnati, a vario titolo e con differenti strumenti a seconda delle risorse di cui dispongono, nella realizzazione di progetti di assistenza, di sviluppo, di attività di utilità sociale e campagne di sensibilizzazione.
Per un giovane che si appresta ad intraprendere un percorso formativo o lavorativo in questo settore può risultare difficoltoso a primo impatto scegliere tra la miriade di opportunità che esso offe. E lo è ancor di più se si pensa che il numero delle ONG esistenti a livello mondiale, categoria questa che non esaurisce l'insieme degli attori coinvolti nel settore, è stimato in 37.000 dalle Nazioni Unite. 
Per potersi orientare all’interno di questo macrocosmo potrebbe risultare utile una distinzione preliminare tra la cooperazione internazionale operata da soggetti  istituzionali e quella che vede in prima linea attori non istituzionali o non governativi.
 
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